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Esercizi di semiotica generativa

La semiotica dello spazio nel viaggio di Renzo verso l'Adda

Analizziamo lo spazio attraverso il viaggio di Renzo nei capitoli 16 e 17 dei Promessi Sposi. In questo momento Renzo, dopo i moti di piazza, fugge da Milano rincorso dalle guardie per raggiungere il cugino a Bergamo. È implicato quindi in un duplice programma narrativo (PN): raggiungere un luogo dove troverà la salvezza e sfuggire dalle guardie milanesi.

Fase diurna (del visibile)

Renzo inizialmente è disorientato; il territorio urbano di Milano, a lui sconosciuto (viene dalla campagna), gli ha fatto perdere la competenza dell’orientamento. Pian piano che Renzo acquista padronanza, questo riappropriamento della competenza è indicato dai lessemi opposti che Manzoni adopera per descrivere i luoghi (es. prima "tortuoso" poi "rettilineo").

Fase mediana: osteria di Gorgonzola

Si tratta di un luogo di mediazione nel viaggio di Renzo. Arriva fra giorno e notte, tra città e campagna, quindi tra la sicurezza e l’insicurezza (per quanto riguarda i clienti che ci sono).

Fase notturna (dell’invisibile)

Il buio rende impraticabile la visione come strumento d’orientamento; le immagini e le figure utilizzate da Manzoni sono altamente figurative e, in chiave disforica, rispondono agli unici sensi che Renzo può utilizzare per andare avanti. Renzo ha paura e si sente spaventato. Questo momento è cruciale per Renzo, può decidere di fermarsi o di andare avanti. Renzo, tuttavia, trova la forza invocando Lucia, il suo percorso, e il fiume Adda, portatore dei valori del suo territorio originario, che si incarna nella mediazione provvidenza e lo aiuta a raggiungere l’altra sponda sicura del fiume. Di conseguenza, i lessemi adoperati dall’autore si rovesciano da disforici a euforici.

Indagine sulla costruzione poetica dello spazio

Per indagare sul processo di costruzione poetica dello spazio, analizziamo la poesia San Martino di Carducci. In questa poesia, il poeta descrive, nella giornata di San Martino, le condizioni atmosferiche, l’atmosfera borghese della sua cittadina natale, concludendo con una visione sulla dimensione interiore di un cacciatore. Questa poesia è divisa in quattro quartine, quattro diversi spazi, che manifestano ciclicamente il quadrato semiotico della euforia.

Nel primo la disforia è evocata dalla freddezza degli attanti naturali (vento, mare, irti colli, il mare che urla) che tiene natura e spirito separati. La seconda quartina ha la funzione di negare la disforia della precedente, legando la verticalità della natura (si alza dai timi) all’orizzontalità dello spirito dell’uomo (le vie del borgo) attraverso nuovi attanti che potr...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anielloferrone@gmail.com di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Marsciani Francesco.
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