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Elementi di semiotica generativa

La semiotica è la disciplina che studia i segni e il modo in cui questi abbiano un senso. Precisamente il ruolo del semiologo è sia di analizzare le strutture che consentono ad un testo, di qualsiasi entità esso sia, di dar luogo al processo in cui qualcosa acquista significazione (semiosi: senso assunto il ruolo di segno) sia di delineare un metodo di analisi universale da utilizzare per tutti i linguaggi, che sono legati da strutture simili.

Noi ci concentriamo appunto sulla semiotica generativa, che delinea gli strumenti e le strutture di cui questa disciplina si serve. Il pioniere di questa branca fu il primo a intendere la semiotica come scienza dei segni: Peirce. Per Hjelmslev e Saussure, l'attenzione si sposterà non sul singolo segno, ma sui sistemi di segni e sistemi di linguaggi. Hjelmslev darà la definizione finale di segno che è unità minima di significato e si divide in figura. Con questa divisione sfata la precedente convinzione che tutti gli elementi operano su un duplice piano di espressione e contenuto (eteroplani) e che quindi tutti gli elementi hanno un significato semiotico, poiché le figure possono essere solo sul piano dell’espressione (es. ʜuʜ + ʜnʜ per un) o sul piano del contenuto (es. indeterminato + singolare per un) (omoplane).

Fondamenti

Hjelmslev individua cinque punti che caratterizzano la struttura base dei linguaggi:

  • Piani: Gli elementi del linguaggio hanno due piani: espressione (significante) e contenuto (significato). Il rapporto tra questi è chiamato denotazione (es. sul piano dell’espressione il fonema “albero” denota sul piano del contenuto l'unità di significato “pianta”) e il rapporto con il contenuto della denotazione è detta connotazione (es. la denotazione di “albero” come “pianta” connota “la natura”).
  • Assi: Il processo di funzioni di relazione logiche del tipo e...e, suddivise a loro volta in catene e parti (processo partizione). (es. “aniello” = “mangia” “la” “mela” —> le parole virgolettate costituiscono le catene, le lettere che le compongono le parti). Queste funzioni hanno una direzione (spaziale e temporale) e un ordine posizionale (es. linguaggi lineari = linguaggio parlato, sistema Morse / non lineari = linguaggi iconici).
  • Sistema: Il sistema di funzioni di correlazioni (funzioni logiche del tipo o...o) che indicano in base a cosa possiamo sostituire un elemento con un altro. Esistono tre tipi di correlazione: qualitativa (S1|S2): due termini sono qualitativamente opposti, privativa (S|nonS): un elemento che è la negazione dell’altro, partecipativa (S1|S1+nonS1): un elemento è quantitativamente diverso dall’altro. Sistema diviso in categorie, paradigma e membri. (es. “un” nel linguaggio naturale = categoria “articoli” - paradigma “indeterminati” - membro “un”).
  • Commutazione: La commutazione è una prova che sostituisce ogni parte di una catena con un’altra parte (sostituisco “aniello” con “Roberta”). Se il cambiamento provoca un cambiamento in espressione e contenuto: mutazione; provoca cambiamento solo nell’ordine del processo: permutazione; non provoca variazioni di nessun tipo o solo nel piano dell’espressione (vedi dialetto): in questo caso, anche se effettivamente faccio una prova di commutazione, non c’è una commutazione, quindi il sistema non è commutabile.
  • Reggenza e combinazione: Sono due funzioni che esistono tra segni e figure. La reggenza ha luogo quando un elemento implica necessariamente la presenza di un altro elemento (Es: in italiano la |q| richiede la presenza della |u|). La combinazione ha luogo quando un elemento può o non può combinarsi liberamente con altri elementi (es. ʜtʜ può combinarsi con ʜrʜ). La loro mancata attuazione può causare incoerenza di un enunciato (incoerenza è sempre contestuale, enunciato inaccettabile per esempio nella vita reale ma accettabile in una favola).
  • Conformità: Quando le figure del piano dell’espressione possono essere commutate senza provocare una mutazione nel piano del contenuto, allora c’è conformità tra i piani (es. “porta” con “torta”).
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-FIL/05 Filosofia e teoria dei linguaggi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anielloferrone@gmail.com di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Semiotica generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Marsciani Francesco.
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