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Psicopedagogia

Argomento 1: La società tecno liquida

La rivoluzione digitale ha portato enormi sviluppi nelle tecnologie di comunicazione, prima tra tutti internet. Il continuo progresso verso tale corsa tecnologica ha portato all’evoluzione dei telefoni, che da fissi sono passati a cellulari e poi a smartphone; dispositivi multiuso con possibilità di connettersi a internet. Così la nuova società ha tre punti cardine:

  • Virtualmente connessi con tutto il mondo grazie a internet
  • Grande importanza delle reti sociali virtualizzate, i così detti social network, nei quali si “afferma” dando prove tramite post o foto di aver “vissuto”
  • Internet viene identificato come un mondo in cui esistere

Da qui ne consegue un sempre crescente bisogno di fornire un’educazione per l’utilizzo di internet visto che la società moderna è caratterizzata da:

  • Inability to switch off (ITSO): Incapacità di staccare la spina; ossia grande difficoltà nell’allontanarsi anche per poco dal mondo digitale, con conseguente crescita della dipendenza da internet.

Da qui si evince come la dicitura “Mondo liquido” sia stata coniata per la nostra epoca in quanto si sono persi i punti fissi, che non fanno in tempo a solidificarsi che già risultano obsoleti. Il nostro mondo è fluido, scorre incessantemente di minuto in minuto cambiando costantemente i punti di riferimento. Per quanto concerne le persone che vi abitano esse hanno sviluppato caratteristiche adatte all’epoca quali:

  • Narcisismo: forte egocentrismo basato su una società cultrice dell’immagine. Si riscontra che il disturbo narcisistico della personalità è diventato un disturbo narcisistico digitale, che comporta la ricerca di attenzioni (like, share, quote) sui social network in voga
  • Sensetion seeking: ricerca di emozioni forti per combattere la piattezza della vita. Sono in aumento gli sport pericolosi e l’uso di videogiochi violenti
  • Ambiguità dei ruoli: identità di genere che ha i contorni ormai sfumati, in cui uomo e donna possono ricoprire ruoli che prima erano dell’uno o dell’altra
  • Velocità e Flessibilità: il mondo fluido è in continuo cambiamento quindi l’abitante tipico se non vuole rimanere obsoleto deve essere in grado di cambiare e adattarsi a seconda del contesto in cui è immerso
  • Relazioni light: relazioni tra persone vissute in modo leggero e superficiale, mutevole a cambiamenti in base a bisogni momentanei

La società tecno liquida e le relazioni umane

La società tecno liquida è stata fonte di interesse di studi, soprattutto nel modo in cui le relazioni umane cambino:

  • Zygmunt Bauman: la società diventa liquida nel momento in cui “le situazioni in cui agiscono gli uomini” hanno cominciato a modificarsi prima che i loro modi di agire potessero “consolidarsi in abitudini”.

La fluidità, caratteristica tipica di liquidi e gas, si adatta perfettamente ai nativi digitali, individui privi di riferimenti stabili, svincolati da legami personali troppo durevoli e alleggeriti dei vincoli sociali, ma oppressi dal peso della ricostruzione permanente di un’identità instabile.

La progressione magnifica: Esserci, esserci con, esserci per: questa è la “progressione magnifica” che permette di partire da un Io (l’esserci), per passare ad un Tu (l’esserci con) e infine giungere ad un Noi (l’esserci per), dimensione ultima e sola che apre alla generatività, alla creatività ed all’oblatività. Nella società tecnoliquida in cui viviamo “esserci” vuol dire rinunciare ad un’identità stabile per entrare nella dimensione liquida, ovvero nell’identità mutevole, continuamente ambigua. L’“esserci con” non è più il reciproco relazionarsi fra identità complementari, ma diviene l’occasionale incontro tra bisogni individuali. L’incontro tra due persone diviene quindi solo un modo per soddisfare i propri bisogni narcisistici: qualcosa di effimero e che crea dei legami liquidi.

  • Quindi c’è un trionfo di fluidità e ambiguità della personalità, cosa che impedisce la formazione di un’identità fissa, con conseguente difficoltà di instaurare rapporti con gli altri solidi e durevoli in favore di un’identità mutevole che permette di partire da un Io (esserci), per passare ad un Tu (esserci con) ed infine arrivare ad un Noi (esserci per).

Caratteristiche salienti delle relazioni

  • Instabilità relazioni: l’uomo post-moderno cerca la soddisfazione a bisogni momentanei, così nascono relazioni basate su un qualcosa di volatile, che possono rompersi come niente fosse
  • Crisi di legami: vittoria di una mentalità volta alla cura del solo presente, tralasciando il futuro, motivo per cui relazioni con un lungo termine (matrimoni, amicizie durature) tendono ad essere tradite in favore all’euforia di un momento
  • Teoria del tutto e subito Incapacità di attendere per qualsiasi cosa/azione.

Conseguenze sociali

Utilizzo massivo di messaggi di testo e diminuzioni di interazioni vocali faccia a faccia. Uso smisurato dei social network per dar voce ai propri pensieri, posti su un “banco di prova” virtuale.

  • Rapporti umani ridotti a interazioni con oggetti
  • Virtualizzazione dei sentimenti, che il più delle volte diventano vuoti e ipocriti
  • Internet come palco scenico per la propria identità: si può essere qualunque cosa si vuole, anche molto diversa dalla realtà, l’importante è far coincidere le proprie affermazioni sui social con l’identità virtuale
  • Social network come Voyeurismo autorizzato
  • Confusione tra mondo reale e virtuale più impoverimento del linguaggio

Ulteriore conseguenza di ciò è che:

  • L’uomo si sente sempre più solo
  • L’uomo non è soddisfatto della propria vita

Da qui la costante ricerca della felicità che molte volte si tramuta in scelte sconsiderate visto che non si hanno più le basi nello scegliere il criterio del nostro essere felici.

Tipologie di individuo post moderno

Nella post modernità esistono due tipi di strumenti: analogici (rivista, carta ecc) e digitali (smartphone, pc, tablet ecc). Il cervello umano a seconda che sia nella fase analogica o digitale genera due tipologie di popolazione:

  1. Immigrati digitali (cervello analogico o in transizione verso digitale): persone nate prima il boom digitale e che col passare degli anni si sono ritrovati in un mondo tecnologico, possono essere divisi in:
    • Baby Boomer: (60 e più anni) nati tra il 1945-1964 che possono essere afflitti dalle conseguenze del digital divide (differenza tra chi è in grado di accedere alle nuove tecnologie e chi ne è incapace) che taglia la società longitudinalmente, separando giovani da anziani. Di solito gli anziani sono tecno esclusi e questo implica un deficit di accesso alle conoscenze e ai modi di relazionarsi.
    • Generazione X: (dai 40 ai 50 anni) nati tra la fine degli anni ‘60 e fine ’70. Tale termine venne usato per la prima volta nel ’64 da Jane Deverson per indicare una generazione di adolescenti che “dormono insieme prima del matrimonio, non credono in Dio, disprezzano la Regina e non rispettano i genitori.” È una generazione che rifiuta i valori di quella precedente, dando la sensazione di esser una generazione perduta, senza identità. Per loro ciò che decide successo o insuccesso sono la condizione economica e il censo, mentre la vita familiare, religiosa e politica vengono messe da parte.
    • Generazione Y: (20-30 anni) nati tra gli anni ’80 e i primi anni ’90: persone cresciute col web che misurano il successo in base alla propria capacità di fare emergere e risaltare il proprio stile davanti ad un PC, ad una telecamera. La linea tra successo e insuccesso diviene molto liquida e facile da oltrepassare visto che varia a seconda della nostra popolarità sui media.
  2. Nativi digitali (cervello digitale): persone nate tra il 1994 e il 2004, corrispondono a una nuova umanità figlia di cellulari e videogiochi, dotati di una modalità di apprendimento più percettiva e meno simbolica e con abilità visivo - motorie eccezionali, in quanto allenate dai videogame. Questi individui da sempre immersi nel digitale hanno difficoltà nella costruzione del sé entrano in gioco due linee di forza in tale processo:
    • componente identificativa; io sono come gli altri, “noi” chattiamo, ci scambiamo materiale, usciamo e ci raccontiamo
    • componente dell’individuazione; il gruppo con cui mi identifico è diverso dagli altri e io stesso sono diverso dagli altri membri del mio gruppo: sono unico e ho la mia identità.

Sono caratterizzati inoltre da:

  • cervello adattato alla tecnologia, capace di vivere su due registri: virtuale e reale
  • abili manipolatori di sé stessi
  • apprendimento percettivo (immagini) ma scarsa abilità simbolica
  • Multitasking che consente più operazioni insieme ma inefficiente in lavori di lunga concentrazione
  • Abilità di rappresentare emozioni, meno di viverle (esprimerle e capirle)
  • Abili nelle relazione tecno mediate, meno in quelle face to face
  • Sviluppo di un codice digitale, linguaggio più veloce e abbreviato

Inoltre solitamente questi individui seguono determinati aspetti in ambito socio-lavorativo:

  • Apprendono informazioni in maniera parallela (più fonti diverse insieme) piuttosto che lineare e progressiva (si studia un argomento da inizio a fine)
  • Ruolo interattivo piuttosto che ricettivo
  • Grafica preferita su testo (bellezza grafica piuttosto che sostanza)
  • Lavorano interconnessi (internet, in gruppo ecc) piuttosto che da soli

Importante sottolineare come i ragazzi digitali credono meno nel ruolo dei genitori come docenti di vita e prediligano percorsi autonomi di costruzione del sapere personale.

  • Viene meno la figura del genitore maestro, figli “orfani di maestri”
  • Adulti che si sentono arretrati dal punto di vista tecnologico e cercano di apprendere dai figli
  • Genitori che entrano in competizione con i figli

Ne consegue quindi una tipologia di genitore detto Adultescente, ossia metà adulto metà adolescente che è incapace di dare la giusta educazione ai figli, essendo quindi nell’ottica della tecno liquidità un “Genitore liquido”.

Infine è interessante notare come nei casi dei figli unici, i genitori tendano ad osannare il figlio e lasciarlo senza regole, cosa che comporta un maggiore tasso di predisposizione nel futuro a incapacità di concentrazione. Possiamo analizzare nel dettaglio la vita dei nativi digitali partendo dalle varie tappe del loro sviluppo fisiologico

Infanzia

I Nativi sono quasi sempre figli di donne in età matura, tra i trenta e i quarant’anni, destinati a “rimanere figli unici”, e crescere con tante figure che coprono una sorta di “turnazione” quotidiana: privi di una figura che garantisca una forte continuità e uno sguardo complessivo sulla propria crescita. Oggi sono, infatti, presenti nuove forme di rapporto genitori – figli, oltre al modello tradizionale troviamo: la famiglia monogenitoriale, quella aperta e ricomposta, la famiglia adottiva, quella composta da un singolo individuo single. Il bambino formerà nuove rappresentazioni sociali, nuove forme più confuse e variabili di genitorialità.

La tecnologizzazione di una famiglia la maggior parte delle volte avviene dal basso, dai bambini ai grandi. I bambini sono molto bravi a condividere le conoscenze e ad imparare dagli altri: punto di riferimento non più la comunità di adulti poiché riescono a costruirsi da soli i percorsi del sapere e della conoscenza. Diventano così “orfani di maestri” intesi come certezze, riferimenti stabili, forme solide da cui allontanarsi per sapere di potervi tornare. I genitori fanno parte della cosiddetta “generazione di mezzo”: sono capaci di utilizzare la tecnologia digitale, hanno un profilo su Facebook e sono pienamente avvolti dalle dinamiche narcisistiche del contesto. Sono genitori affettuosi e accudenti ma che hanno rinunciato ad educare, cioè a trasmettere valori e riflessioni di senso. Da genitori liquidi passano a genitori silenti, che rinunciano a narrare e a narrarsi, rinunciano a dare criteri di senso per le scelte.

I Nativi vivono due fenomeni a tenaglia, capaci di spegnere la fiducia e la speranza:

  • silenziamento del desiderio; I bambini sono soddisfatti prima ancora che possano manifestare i propri desideri. Non si esercitano a riconoscere i propri personali bisogni rispetto a quelli indotti dall’esterno
  • futuro visto come minaccia e non più come attesa.

Adolescenza

Non è più confinata dargli argini rigidi dell’infanzia e dell’età adulta, non più un’età di transizione, ma è divenuta una maschera sociale dietro cui ripararsi. È lo status che meglio si addice alla nostra società destrutturata. Prima della rivoluzione digitale, l’adolescenza terminava intorno ai 25 anni, era accompagnata dall’uscita dalla famiglia e dall’acquisizione di sicurezza, maturità e di un’identità propria. Con l’acquisizione di quest’ultima viene sancito il passaggio dall’adolescenza all’età adulta, questa conferisce la certezza di esistere in prima persona, la sicurezza di una permanenza dell’essere nonostante i cambiamenti interiori ed esteriori. Se l’identità non viene formata, l’adolescenza di allunga, a volte molte a lungo.

Con il passaggio all’età adulta avviene una triplice appropriazione: del corpo, del pensiero e delle pulsioni: intimità del corpo non più condivisibile con i propri genitori. Il rapporto con l’altro si trasforma da un rapporto di dipendenza a un legame dialogico, spesso conflittuale. Altra conseguenza che l’identità porta con sé, è un senso di libertà e un progressivo accrescimento del senso di responsabilità. Ciò che più dilaga l’adolescenza è il fatto che oggi molti bisogni che prima erano impellenti, hanno smesso di esserlo per i giovani adulti. In questa fase è fondamentale il sostegno fornito dai pari, dal gruppo, dall’amico ne consegue forte attrazione per l’identico, il doppio, l’alter ego. Purtroppo, a causa dei social network, le amicizie si fanno con un click, si diventa prima “amici di facebook” e poi da lì, se c’è un interesse reciproco, si diventa amici veri.

Per gli Immigrati la vita sociale virtuale si configura come una copia, una ricostruzione, un’imitazione goffa della vita sociale reale: darà poco peso alla prima e molto di più alla seconda. Per i Nativi la seconda non è vista come qualcosa di negativo, di scorretto ma come una modalità lecita di relazione e nella relazione con l’altro si aggiunge un altro elemento da gestire: l’Avatar. Questo, a differenza del mio corpo fisico, non ha alcun legame necessario con la persona che lo crea: è possibile crearlo a proprio piacimento; dal concetto di identità si passa a quello di ambiguità: le relazioni tecno-mediate sono tra due identità liquide che offrono confini ambigui e tremuli. Gli adolescenti di oggi cercano una via d’uscita, qualcosa che li scuota dall’apatia, cercano un’emozione forte, la più forte possibile e cadono vittime delle spire della sessualità e della violenza. Le concause più dirette dei disturbi legati alla sessualità, possono essere ricondotte a due fenomeni: la progressiva scissione dell’“Io psichico” dal corpo fisico e l’ipersessualizzazione dei modelli maschili e femminili operata dai media. Sia la pornografia che gli incontri erotici “usa e getta” (webcam) offrono una scorciatoia al faticoso esercizio del “corteggiamento” e del “confronto” con l’altro sesso. Esistono individui che, pur amando molto la loro partner, riescono ad eccitarsi e a vivere relazioni sessuali solo se viene attivato un approccio “strumentalizzante”, guardando l’altro come mezzo per appagarsi.

Età adulta (Adultescenza)

Adultescente: anagraficamente adulto, ha un’identità immatura e mette in attocomportamenti tipici dell’adolescente. Caratterizzata da: Grande attenzione all’immagine corporea, difficoltà nel contenere le emozioni e atteggiamenti di auto-deresponsabilizzazione dove l’altro è sempre il colpevole. Ad oggi gli adulti sono rari quasi più dei bambini, in quanto lo status più dominante sembra esser quello più indefinito: l’adolescenza. Forse solo l’uscita dalla famiglia di origine, la formazione della coppia e la creazione di una famiglia propria rappresentano l’uscita dall’adolescenza. L’adolescenza rappresenta per molti adulti un’epoca idealizzata e spesso questo sentimento di rimpianto nasconde anche un senso di colpa per non aver goduto appieno i privilegi tipici di quell’età. Molti si accorgono di aver perduto del tempo prezioso e decidono di recuperarlo, agendo e vivendo come adolescenti anche se anagraficamente e socialmente dovrebbero aver assunto il ruolo di adulti. Il passaggio all’età adulta non viene visto con serenità e desiderio di vivere nuove esperienze tipiche di questa fase, in quanto implica responsabilità, coraggio, indipendenza e autonomia; un’adolescenza non consumata può avvelenare l’adulto. Le relazioni affettive si trasformano, non sono più incentrate.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fradraken di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicopedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Cantelmi Tonino.
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