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Capitolo 1 - I concetti fondamentali della psicopatologia descrittiva

Psicopatologia descrittiva: studio sistematico dei prodotti abnormi di una mente - esperienze, cognizioni, comportamenti (osservazione alterata tramite fenomenologia).

Psicopatologia interpretativa: esistono assunti interpretativi basati su costrutti teorici (psicodinamica e cognitiva).

Due parti distinte della psicopatologia descrittiva

Valutazione empatica dell'esperienza soggettiva

  • Osservazione del comportamento
  • Empatia: strumento per misurare lo stato soggettivo interno di un'altra persona, impiegando come criterio le capacità dell'osservatore di avere esperienze emotive e cognitive. Se il paziente non riconosce come sua l'esperienza interna che il medico delinea, allora si deve continuare a porre domande fintanto che l'esperienza interna non viene descritta in modo riconoscibile.

Fenomenologia: studio degli eventi sia psicologici sia somatici senza aggiunte che riguardino la spiegazione di cause o funzioni. Implica l'osservazione e la classificazione degli eventi psicologici abnormi.

(Es. esperimento del 1973 delle tre parole “vuoto, cavo, tonfo”)

Ottica di continuità

  • Fenomeni patologici come variazioni quantitative del funzionamento mentale normale

Ottica di discontinuità

  • Alcuni sintomi troppo bizzarri:
    • Non si può rintracciare un equivalente nel comportamento normale
    • I fenomeni patologici sono una "frattura" rispetto alla normalità

Normale (significati)

  • Norma di valore: prende l'ideale come proprio concetto di normalità, ciò che la maggior parte della popolazione ha o non ha
  • Norma statistica: anormale è ciò che cade fuori dalla media (confronto tra la singola osservazione in oggetto e un campione definito di riferimento di cui sono note determinate proprietà, descritte in genere numericamente)
  • Norma individuale: il livello di funzionamento che un individuo mantiene nel tempo
  • Norma tipologica: una condizione è vista come normale in tutte e tre le accezioni precedenti e tuttavia rappresenta un'anormalità
  • Norma biologica: di funzionamento di strutture biologiche “normalità” che caratterizzano la vita di un organismo (studio di parametri di funzionalità di sistemi o organi, che vengono descritti nella loro attività e poi osservati nelle loro relazioni con altri sistemi o organi)
  • Norma evoluzionistica (statistica+biologica): la malattia è una variazione statistica dalla norma che porta uno svantaggio biologico e implica una ridotta fecondità e un accorciamento della vita
  • Norma antropologica: Il giudizio di normalità o patologia non dipende in determinati casi dalle caratteristiche e proprietà intrinseche del comportamento o a seconda della cultura di convinzione in causa, ma può variare considerevolmente appartenenza del soggetto
  • Maturazione e sviluppo psichico: la normalità è raggiunta attraverso fasi successive di sviluppo psico-sessuale e relazionale (psicodinamica)
  • Vissuto ed esperienza soggettivi: Egosintonico o Egodistonico
  • Norma Media: Ciò che la maggioranza degli individui hanno in comune riguardo a determinato aspetto del comportamento

Il bisogno di sicurezza porta alle norme che portano alla stabilità sociale. Quando la norma diventa vincolante, può essere usata a fini di omologazione e diventare strumento di intolleranza. Quanto più un comportamento sarà difficile da valutare e definire, tanto più alta sarà la reazione di espulsione → stigma.

Ciò che caratterizza la salute, è la possibilità di:

  • Superare la norma che definisce il normale momentaneo
  • Tollerare le infrazioni alla norma abituale
  • Istituire norme nuove in situazioni nuove

L'uomo si sente sano solo se si sente più che normale:

  • Affrontare le insidie dell’ambiente
  • Prendere rischi
  • Andare anche incontro a catastrofi

Normopatia

Persone estremamente focalizzate sull'aderire e uniformarsi alle norme sociali: diviene una specie di mania. Fissate spesso in modo insano sul non avere una personalità propria e sul fare esattamente ciò che viene atteso dalla società.

Modello somatico

Deviazione morfologica o fisiologica con un quadro clinico unitario e in sé conchiuso, una causa (perlopiù singola), un'insorgenza, un decorso e un esito fondata su reperti anatomopatologici e fisiopatologici e relazioni tra determinate affezioni somatiche, specialmente riguardanti l'encefalo (di tipo genetico, enzimatico, biochimico, tossico, morfologico) e determinati disturbi psichici.

Modello psicologico

Esperienze di vita sviluppo nel senso degli effetti sulla malattie portano a: vulnerabilità, disposizione, insorgenza di come la nevrosi e la psicosi.

Il modello medico

Sintomo: soggettivo. Disturbo di varia natura, vissuto dal paziente ed espresso talvolta come lamentela, al quale può corrispondere o no un segno rilevabile obiettivamente.

Segno: obiettivamente rilevabile. Alterazione emotiva, cognitiva o comportamentale rilevabile mediante l’esame clinico o strumentale e al quale può corrispondere o no un disagio soggettivo.

Malattia: insieme di sintomi e segni che si presentano associati in una costellazione definita con una frequenza statisticamente e clinicamente significativa, dei quali è noto il meccanismo eziopatogenetico e fisiopatologico.

Sindrome: insieme di sintomi e segni che si presentano associati in una costellazione definita con una frequenza statisticamente e clinicamente significativa.

Cause strutturali

Fattori permanenti, stabili, e/o di particolare rilevanza, che si potrebbero assimilare al concetto di causa necessaria: la loro presenza è indispensabile perché si sviluppi il quadro clinico, possono essere interni o esterni all’individuo.

Cause precipitanti

Fattori di carattere transitorio e/o di impatto apparentemente meno rilevante: di per sé non produrrebbero un quadro clinico, ma possono contribuire a farlo comparire se si associano a fattori strutturali. Variano in relazione al tipo di fatto morboso che scatenano.

Metodo fenomenologico

  • Descrivere le esperienze interiori
  • Ordinarle e classificarle
  • Creare una terminologia riproducibile

Metodi della fenomenologia

Epochè: sospensione dell'atteggiamento naturale. Sospendere o neutralizzare un certo atteggiamento dogmatico verso la realtà per concentrarsi più da vicino e direttamente sul modo in cui la realtà è data, cioè sul modo in cui essa ci appare nell'esperienza.

È importante cercare e trovare il significato soggettivo per il paziente e non solo contentarsi del fatto che si tratti di una risposta anormale.

Riduzione fenomenologica: correlazione tra l'oggetto d'esperienza e l'esperienza stessa.

Variazione eidetica: aspetti essenziali e immutabili di tale correlazione.

Corroborazione intersoggettiva: riproduzione e grado in cui le strutture scoperte sono universali o perlomeno condivisibili.

Comprendere e spiegare

Jaspers: Verstehen (visione intuitiva di una dimensione di senso dall’interno) e Eklaren (conoscenza delle cause viste dall’esterno).

Senso statico

Comprensione o spiegazione del fenomeno a partire da informazioni visibili ora.

Senso genetico

Valutazione del fenomeno tramite un esame degli antecedenti.

Comprensibile/Incomprensibile

Il delirio come evento è incomprensibile: appare al medico incomprensibile e irreale. Si può empatizzare con il contenuto del delirio di un paziente in qualsiasi situazione particolare. Non si può comprendere o trovare una connessione significativa nel verificarsi del delirio in sé.

Primario-Secondario

Primario: immediato ed essenziale, non ulteriormente riducibile dalla comprensione (allucinazione).

Secondario: ciò che emerge dal primario in un modo che possa essere compreso (simbolizzazione). La spiegazione potrebbe essere fatta in termini di catena causale. In psicopatologia esperiamo invece le cosiddette connessioni significative.

Teoria dei sintomi (Bleuler)

  • Sintomi primari: emergono direttamente dal processo stesso della malattia, sono espressione, in parte, del processo stesso
  • Sintomi secondari: si manifestano solo quando reagisce a qualche alterazione esterna o interna, senza che il processo stesso sia variato

Forma-Contenuto

Forma: modalità sensoriale attraverso cui una percezione si presenta o l’ambito cognitivo in cui un determinato aspetto della vita è esperito o rappresentato.

Contenuto: ciò che dà colore all’esperienza. Il paziente si preoccupa del contenuto. Il fenomenologo si preoccupa SOLO della forma.

Forme a contenuto ipocondriaco

  • Allucinazione uditiva
  • Delirio
  • Alterazione affettiva
  • Idea dominante

Sviluppo-Processo

Sviluppo: implica che un’esperienza sia comprensibile nei termini della costituzione e della storia della persona.

Processo: imposizione di un evento esterno.

Conscio-Inconscio

Inconscio: trae la sua origine dalla coscienza ed è considerato nel senso di una mancanza di rapporto con l’attenzione. La psicopatologia non ha una teoria dell’inconscio e neppure ne nega l’esistenza. La mente inconscia è semplicemente al di fuori del suo schema di riferimento e quindi gli eventi psichici sono descritti senza ricorso a spiegazioni che coinvolgano l’inconscio.

Psicopatologia descrittiva: Descrive le esperienze soggettive, quindi i comportamenti risultanti nel corso della malattia mentale. Non si avventura in spiegazioni riguardo a queste esperienze o comportamenti, né tenta di scoprire l'eziologia dei processi di sviluppo.

Psicopatologia dinamica: Spiega ciò che si verifica nel pensiero o nel comportamento sulla base di processi teorici sottostanti: transfert, meccanismi di difesa dell'Io. Comprende come il delirio si è presentato e perché dovrebbe essere proprio quel delirio in particolare, sulla base delle esperienze della persona nelle prime fasi della vita.

Capitolo 2 – La raccolta dei sintomi della malattia mentale

Il paziente descrive esperienze stressanti e inaspettate di cui vorrebbe liberarsi. Il medico ha bisogno di acquisire dal paziente molte informazioni che quest’ultimo considererebbe irrilevanti; ha bisogno di conoscere il contesto dei sintomi, la sua storia evolutiva, il grado di adattamento all’ambiente sociale in senso generale e i suoi sintomi in particolare.

Il paziente si stancherà probabilmente presto per lo sforzo che richiede il rispondere a domande fenomenologiche; diverse interviste brevi sono preferibili a una seduta fiume. "Non domandare oggi ciò che puoi domandare domani."

La percezione visiva è il fondamento della clinica

  • Fonda e delimita gli oggetti da conoscere
  • Instaura una pratica che evita il linguaggio; passa in secondo piano il contatto diretto
    • Con il corpo del malato
    • Con il suo discorso

La clinica ottocentesca utilizza la presentazione pubblica dei malati per “illustrare” visivamente le alterazioni del comportamento delle isteriche: paralisi, contratture, arco isterico.

Charcot: voleva curare le pazienti isteriche in quanto credeva che avessero una problematica cerebrale anche senza una lesione organica, a differenza degli altri medici che non gli davano importanza perché pensavano che le pazienti simulassero gli atteggiamenti.

L’esame clinico non si basa su una riduzione preliminare.

  • Si estende alla totalità del comportamento verbale e non verbale
  • Questo campo non ha limiti precisi, né una “scala normale” di riferimento

I tratti che riteniamo sono significativi in funzione della tradizione clinica a cui ci ispiriamo.

  • L'esame clinico si situa all'interno del contatto verbale e non verbale tra il clinico e il paziente
  • I segni non nascono all’interno di questa relazione, ma non si manifestano che in essa

Schema di colloquio clinico

  • Motivo della visita attuale: sintomi
  • Disturbo e cronologia medica precedente
  • Storia fisica
  • Storia psichiatrica familiare: padre, madre, fratelli, altri parenti, atmosfera in casa
  • Storia personale: gravidanza, infanzia, adolescenza, matrimonio, lavoro, educazione, figli, significato del paziente
  • Dati sociali: gruppi di appartenenza, alcol, crimini, delinquenza, droga, rapporti, occupazione
  • Personalità premorbosa: la personalità è un modo di guardare agli esseri umani, è multidimensionale e si definisce meglio nell’azione. La personalità anormale si differenzia per eccesso o per difetto in alcune caratteristiche.
  • Stato mentale: aspetto, comportamento, idee, percezione (ambiente, corpo, sé), umore (orientamento e continuità), eloquio, pensieri e convinzioni, stato cognitivo e insight e strategie comunicative:
    • Tecniche
    • Frasi introduttive
    • Domande aperte
    • Domande chiuse
    • Affermazioni riepilogative
    • Affermazioni normalizzanti
    • Affermazioni empatiche e riflessive
    • Affermazioni conclusive
  • Inchiesta sistematica: osservazione del comportamento, tic, movimenti catatonici, percezioni allucinatorie, postura faraonica, movimenti del collo volontari
  • Formulazione: descrizione, diagnosi, fattori eziologici, prognosi, trattamento

Per il paziente, un delirio è soggettivamente indistinguibile da una qualsiasi altra idea. Pertanto, l'abilità nel colloquio comporta il sapere quando cercare un delirio e come porre una chiara distinzione fra ciò che la persona esperisce e ciò che rivela fenomenologicamente.

Empatia in psicopatologia

Capacità di immedesimarsi nella condizione di un'altra persona e di sentire se stesso nella situazione del paziente. Se quel primo evento fosse capitato a me personalmente e in tutte le circostanze del paziente, il secondo evento, che rappresenta la reazione del paziente al primo, si sarebbe ragionevolmente verificato?

Serve per comprendere l’esperienza soggettiva e privata del paziente, usando quelle caratteristiche umane che ho in comune con lui: la mia capacità di percepire e di usare il linguaggio, che condivido con lui.

Ricostruire l’esperienza del paziente: osservazione del comportamento: l'espressione triste del viso o il battere il pugno sul tavolo; creare nella mia mente qualcosa che sia simile alla sua esperienza, chiedendogli di confermare o rifiutare la mia descrizione.

Capitolo 3 – La coscienza e i disturbi della coscienza

Coscienza: ciò che permette alla soggettività di esistere: per essere in grado di avere delle esperienze, si deve essere coscienti. La coscienza è caratterizzata dalla sua natura soggettiva e intima. Sembra poi che la coscienza possegga una qualità esclusiva, detta qualia, che sfugge a ogni descrizione fisica esterna. La coscienza è intenzionale e la nostra esperienza conscia è unitaria e intera.

La coscienza è un fenomeno naturale, biologico, che non rientra in nessuna delle tradizionali categorie del mentale e del fisico, è causata da microprocessi cerebrali di livello inferiore ed è una caratteristica del cervello a macrolivelli superiori. La coscienza non è una semplice funzione della vita psichica, ma è l’organizzazione stessa della vita psichica, il collante che unisce tra loro tutte le sue componenti e la psicopatologia studia la disorganizzazione della coscienza.

"L'uomo cosciente non possiede la coscienza, piuttosto egli è un essere cosciente."

Coscienza nucleare

  • Semplice, fondazionale
  • Livello di organizzazione singolo
  • Stabile durante la vita di un organismo
  • Non esclusivamente umana
  • Non dipende dalla memoria convenzionale, dal ragionamento o dal linguaggio

Coscienza estesa

  • Complessa
  • Vari livelli di organizzazione
  • Evolve nel corso della vita dell'organismo
  • Vetta più alta negli umani che usano un linguaggio
  • Dipende sia dalla memoria convenzionale sia da quella di lavoro

Coscienza dell'oggetto

Percezione, attitudine verso il mondo oggettuale (senza il quale non esisterebbe).

Coscienza dell’Io

Libera autoconsapevolezza, modalità esperienziale in virtù della quale l'Io prende consapevolezza di se stesso, della propria personalità.

Tipi di coscienza di sé

  • Sé nucleare: sentimento di sé che emerge dalla coscienza nucleare
  • Sé autobiografico: senso di sé più elaborato fornito dalla coscienza estesa

James: “stream of thought” per il soggetto cosciente appare come un flusso continuo del pensiero. L'Io cosciente si riconosce come:

  • Sempre identico a se stesso attraverso la successione di stati consci
  • In una dimensione spazio-temporale da cui non può prescindere

In ogni momento tutte le nostre esperienze sono unificate in un unico stato di coscienza istantaneo che si lega al passato e al futuro.

Inconscio

Significa qualcosa che non è un’entità interna e non si manifesta come esperienza; secondariamente qualcosa che non è pensato come un oggetto e on viene preso in considerazione e qualcosa che non ha raggiunto nessuna conoscenza di sé. Assenza di esperienza soggettiva.

Tre accezioni

  • Continuum coscienza-morte
  • Continuum veglia-sonno
  • Continuum vigilanza-consapevolezza

Preconscio

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher michela.galluccio92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicopatologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Ambrosi Paolo.
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