Estratto del documento

Statistica descrittiva e inferenziale

Statistica descrittiva: descrive e riassume i dati relativi a un campione.

Popolazione: totalità dei casi che sono di interesse per lo studio.

Statistica inferenziale: generalizza i dati ottenuti sul campione all’intera popolazione.

Campione: una parte della popolazione.

Campionamento

Strategia che consente di ottenere, ricercare o scegliere un campione a partire dalla popolazione di appartenenza e quindi, prima di conoscere i criteri di "inclusione", ossia definire la popolazione dettagliatamente.

Tipi di campionamento

  • Probabilistico: tutte le unità hanno la stessa probabilità di essere estratte casualmente dalla popolazione (serve una lista completa dei “criteri di inclusione/esclusione”).
  • Non probabilistico: si scelgono individui rispetto determinate caratteristiche.

Campionamento probabilistico

  • Campionamento casuale semplice: si estrae un campione dalla popolazione in cui tutti i componimenti della popolazione hanno la stessa probabilità di essere estratti (1/N).
    • Con ripetizione: 1/N-1.
    • Senza ripetizione: 1/N.
  • Campionamento sistematico:
    1. Conoscendo la grandezza della popolazione (es: N=15) e avendo la lista dei casi, si fissa un numero di soggetti che deve formare il campione (es: n=5) e si calcola il passo di campionamento (K=N/n).
    2. Si estrae il numero al passo di campionamento.
    3. Si somma al numero estratto il passo di campionamento.
  • Campionamento stratificato:
    1. Si suddivide la popolazione in sub-popolazioni/gruppi (es: genere: maschi e femmine).
    2. L’estrazione avviene all’interno della sub-popolazione, e può essere:
      • Estrazione proporzionale.
      • Estrazione non proporzionale.
  • Campionamento a più strati: si estraggono le unità di primo stadio all'interno delle quali vengono estratte unità di secondo stadio e così via.

Campionamento non probabilistico

  • Campionamento di convenienza: si intervistano le unità più accessibili al ricercatore. Svantaggi: non si possono generalizzare i risultati.
  • Campionamento per quote: si suddivide la popolazione in sottogruppi, fissando le quote da intervistare per ciascun gruppo.
  • Campionamento a valanga (snowball): si sceglie la prima unità e poi gli viene chiesto di suggerirne un’altra e così via.

Variabili

Sono l’oggetto della misurazione, cioè ciò che vogliamo misurare nei soggetti, e varia da soggetto a soggetto e può assumere diverse modalità.

È fondamentale distinguere fra:

  • Costrutto.
  • Indicatore di costrutto o variabile latente.
  • Indicatore elementare o variabile osservata.

Scale o livelli di misura

Modalità attraverso cui è possibile rivelare le caratteristiche dei soggetti, che Stevens (1946) distingue in 4 tipologie:

  • Scala nominale
  • Scala ordinale
  • Scala a intervalli equivalenti
  • Scala a rapporti equivalenti

Scala nominale

È l’operazione più semplice e si basa sulla relazione di equivalenza o uguaglianza fra gli elementi di una stessa categoria, formando classi reciprocamente escludenti (es. genere: maschi/femmine).

  • Proprietà:
    • Equivalenza: tutti gli individui della stessa classe sono tutti uguali tra loro.
    • Simmetrica: A=B B=A.
    • Transitiva: A=B e B=C ⇒ A=C.
    • Non equivalenza: gli individui di classi diverse si escludono.
    • Simmetrica: A≠B B≠A.
    • Transitiva: se A e B (sono due i gruppi): A≠B B≠A.

Scala ordinale

È l’operazione che serve a disporre elementi secondo una determinata caratteristica, indicando l’ordine ma non la quantità, quindi non dà informazioni sulla grandezza delle differenze fra gli elementi. Obiettivo: stabilire un ordine di rango fra le classi.

  • Proprietà:
    • Asimmetrica: se A>B B<A.
    • Transitiva: se A>B e B>C A>C.

Scala a intervalli equivalenti

Si usa quando la distanza fra i livelli adiacenti della variabile è costante, ossia, si può stabilire non solo un ordine, ma anche l’esatta distanza fra le stesse variabili. Un esempio è la scala Likert.

Quando sono in situazioni difficili o stressanti io:

  • Molto in disaccordo
  • Neutro
  • D’accordo
  • Molto in accordo
  • Mi concentro sul problema e cerco soluzione.
  • Evado il problema distraendomi.
  • Proprietà:
    • Costanza della distanza fra gli intervalli.
    • Sono ammesse addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni e divisioni.
  • Vantaggi: misura dello zero.
  • Svantaggi: lo zero è relativo, non assoluto.

Scala a rapporti equivalenti

In questa scala, non è costante solo la distanza fra gli intervalli, ma anche il loro rapporto; si può stabilire che un punteggio è il doppio dell’altro.

  • Proprietà: lo zero è assoluto (es: figli, esami sostenuti).

Sintesi delle scale

Scala Intervallo unitario Uguaglianza Ordine Zero assoluto
Nominale No No No
Ordinale No No
A intervalli equivalenti No
A rapporti equivalenti

Scale equivalenti: nominale, ordinale - dividiamo il campione rispetto la modalità.

Scale quantitative: a intervalli equivalenti, a rapporti equivalenti - rileviamo una quantità nella variabile ottenuta.

Variabili

  • Discrete: numeri interi.
  • Continue: numeri decimali.

La matrice dei dati

È ciò che permette di riportare i dati di un questionario in maniera ordinata per fare elaborazioni statistiche.

Unità Genere Voto scuola media Voto esame psicometria Numero di bocciature
Alice 1 1 30 0
Giulia 1 3 28 0
Marco 2 4 27 0

Distribuzione e grafici di sequenza

Distribuzione: insieme di punteggi o modalità relative a una variabile (es. in base al genere: F F M F M F F F M).

  • Frequenze: numero di volte in cui si verifica un punteggio o una modalità.
  • Calcolo frequenza semplice: si conta quante volte si verifica un punteggio o una modalità.
  • Calcolo frequenza: si fa la somma progressiva della sequenza.

Tabella di frequenza singola

Punteggio Frequenza Frequenza cumulata
1 6 6
2 3 9

Tabella di frequenza per classi

Quando il numero di X è troppo elevato, si possono creare delle classi di frequenza dove:

  • Il numero di intervalli è tra 8 e 5.
  • L’ampiezza dell’intervallo è di 2, 3 o 5.
  • Ci sono intervalli con la stessa ampiezza (possibilmente).
Voto di maturità Frequenza Frequenza cumulata
18 – 20,5 1 1
21 – 23,5 1 2
24 – 26,5 1 3
27 – 29,5 3 6
30 – 30 lode 3 9

Rappresentazioni grafiche

  • Grafici a barre
  • Istogrammi a barre
  • Poligoni di frequenza
  • Diagrammi ramo-foglia

Grafico a barre

Descrive variabili discrete (numeri interi). Si dispone la frequenza sull’asse verticale e le X sull’asse orizzontale in ordine crescente, poi si costruiscono le barre, ciascuna con altezza pari alla frequenza. N.B: le barre non sono adiacenti.

Istogramma a barre

Descrive variabili continue (numeri decimali). Si dispone la frequenza sull’asse verticale e le X sull’asse orizzontale in ordine crescente, poi si costruiscono le barre, ciascuna con altezza pari alla frequenza. N.B: le barre stavolta sono adiacenti.

Poligoni di frequenza semplice

Descrive variabili discrete o continue. Si dispone la frequenza sull’asse verticale e le X sull’asse orizzontale in ordine crescente, segnando i punti della frequenza per ciascuna X.

Poligoni di frequenza cumulata

Descrive variabili discrete o continue. Si dispone la frequenza sull’asse verticale e le X sull’asse orizzontale in ordine crescente, segnando i punti della frequenza per ciascuna X. N.B: la linea non può mai scendere.

Diagramma ramo-foglia

Descrive dati raggruppati in classi di frequenza. È una tabella composta da:

  • Rami: intervalli di ogni classe.
  • Foglia: cifre delle unità relative a ciascun ramo (unità).
  • Frequenze.
  • Frequenze cumulate.
Ramo Foglia Frequenza Frequenza cumulata
18 – 20,5 8 1 1
21 – 23,5 2 1 2
24 – 26,5 5 1 3
27 – 29,5 7 8 9 3 6
30 – 30 lode 0 0 0 3 9

Quali grafici posso usare?

  • Poligoni di frequenza semplice SEMPRE.
  • Poligoni di frequenza cumulata SEMPRE se sono divisi in classi: diagramma ramo-foglia.
  • Grafico a barre SEMPRE uno tra: istogramma a barre.

Indici di tendenza centrale

Sono numeri che descrivono la posizione dal punto centrale di una distribuzione e sono:

  • Moda: il punteggio associato alla frequenza, l’unico indice di tendenza centrale che può essere calcolato per variabili nominali, e ne esistono tre tipi di distribuzione:
    • Unimodali (dove c’è solo una moda).
    • Bimodali (dove si hanno due mode).
    • Multimodali (dove si possono trovare più di due mode).
  • Media campionaria: l’indice di tendenza centrale più utilizzato.

Media campionaria

Media misurata sul campione: formula semplice: X̄ = ΣX/N, dove X sono tutti i punteggi e N è il numero delle x, totale dei soggetti. Se riferita a popolazioni, per la media si utilizza il simbolo μ invece di X̄.

  • Caratteristiche:
    • Esprime la posizione della distribuzione perché bilancia valori positivi e valori negativi.
    • Considera tutti i punteggi.
    • È "sensibile" ai valori estremi.
    • È sempre interna (mai più piccola del valore minimo, mai più grande del valore massimo).
    • Può essere calcolata SOLO per scale a intervalli e rapporti equivalenti.

Media ponderata o pesata

Si usa quando i punteggi hanno un diverso peso. Formula: X̄ = Σ(P·x)/ΣP, dove P è il peso dei punteggi, x sono tutti i punteggi, e ΣP è la somma di tutti i pesi.

  • Proprietà:
    • Aggiungendo o sottraendo una costante (K), la media sarà uguale alla media originaria più o meno la costante.
    • Moltiplicando o dividendo per una costante (K), la media sarà uguale alla media originaria per o diviso la costante.
    • La somma delle deviazioni/scarti/differenze dei punteggi della media è SEMPRE uguale a 0.
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/03 Psicometria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Fradraken di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicometria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Callea Antonino.
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