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IN CLASSE HO UN BAMBINO CHE…

(Cesare Cornoldi, Sara Zaccaria)

1. ALCUNE LINEE GUIDA PER L’INSEGNANTE

­ Essere in EMPATIA con il bambino

­ Essere INFORMATI, (sapere quali strumenti si utilizzano)

­ Reperire le fonti appropriate, (saper trovare fonti affidabili)

­ ABBANDONARE GLI STEREOTIPI

­ Osservare (osservare in uno spazio particolare come se fosse la prima volta)

­ Saper VALUTARE (attraverso le prove standardizzate)

­ Credere nella modificabilità della mente (se ci crediamo trasmettiamo al bimbo questa credenza

e lui finirà con il credere il se stesso e nella possibilità di migliorarsi!)

­ ATTEGGIAMENTO SENSIBILE, (domandarsi cosa fa veramente bene al bambino)

­ Capire quando è opportuno rivolgersi all’ESPERTO, (una persona competente nel campo,

logopedista, psicologa, pedagogista…associazione AIRIPA)

­ Mantenere il contatto con l’esperto (può dare sicurezza e fa riflettere sul caso)

­ Mantenere i RAPPORTI CON LA FAMIGLIA, (non colpevolizzare i genitori!!)

­ Distinguere DSA da disagio emotivo­motivazionale, (gli aspetti emotivi influiscono molto

sull’apprendimento. I bambini in difficoltà studiano e si impegnano più degli altri, ma ottengono

risultati più scarsi. L’insegnante sapere mettere in relazione lo sforzo con i risultati).

­ Capire le POTENZIALITA’ dell’allievo, (capire cosa si può chiedere o meno all’allievo)

­ ESSERE CREATIVI E FLESSIBILI NELL’INSEGNAMENTO (cercare di raggiungere lo stesso

obiettivo con modalità didattiche diverse. Lavori a coppia o di gruppo, si privilegia la modalità

orale a quella scritta). 1

LA NUOVA NORMATIVA SUI DSA legge 170/2010

Il 29 settembre 2010 la Commissione Istruzione del Senato approva la sui DSA.

responsabilità

La legge ha riconosciuto diritti e bisogni degli alunni con DSA e ha affidato delle

precise alla scuola.

­ Costruire un PROGETTO INDIVIDUALIZZATO (PDP, Piano Didattico Personalizato) che

specifichi quanto si è deciso di fare per bambino, se possibile in accordo con i genitori. Deve

contenere: la descrizione di partenza, le strategie didattiche, le metodologie, gli strumenti

compensativi, le misure dispensative e le modalità di verifica. [decreto del 2011, linee guida per

la scuola e gli insegnanti]

­ Saper usare PROVVEDIMENTI DISPENSATIVI, trovare equilibrio fra dispensare totalmente e

la sua competenza diventa ancora più debole oppure se non lo dispenso sarà penalizzato

­ Uso APPROPRIATO degli STRUMENTI COMPESATIVI, l’insegnante dovrà conoscere gli

strumenti (opportuno che ci sia in ogni scuola un’insegnante di riferimento per i DSA)

­ Saper predisporre MODALITA’ DI VALUTAZIONE IDONEE. Rassicurare il bimbo durante la

prova, controllare che non sia penalizzato dal suo specifico disturbo, e dargli più tempo.

­ Tenere conto di difficoltà con la lingua straniera, in alcuni casi si prevede anche l’esonero.

­ Affrontare le problematiche dei bambini stranieri, 3 problemi: ­ penalizzato da una ridotta

conoscenza del vocabolario; ­ comprensione del testo scritto può anche essere difficoltosa; ­

ridotto aiuto presente a casa.

­ Saper MONITORARE I PROGRESSI, chiedersi se gli strumenti e le strategie utilizzate hanno

promosso qualcosa.

2. ABILITA’ INTELLETTIVE GENERALI E DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO

Gli apprendimenti scolastici fondamentali si basano sulle capacità intellettive generali del bambino.

Più alte sono le competenze cognitive , più alti sono i traguardi che può raggiungere. Per questo

Alfred Binet test di intelligenza.

creò i

DSA (disturbo specifico dell’apprendimento). Per il bambino in difficoltà uno scoglio duro è il testo

scritto, che si presenta per lui come un’accozzaglia di lettere cui cercare di dare senso. Negli ultimi

tempi si è diffusa la convinzione che individui affetti da difficoltà di apprendimento possano

conseguire traguardi di alto profilo intellettivo. Infatti è possibile che il bambino abbia rivelato

2

particolari abilità superiori alla media, che tendenzialmente preferirà coltivare, sfuggendo ai compiti

DSA

che lo mettono in difficoltà. LE DIFFICOLTA’ DI APPRENDIMENTO DEI BIMBI CON

TEMPI BREVI PRESTAZIONI SCOLASTICHE SPECIFICHE.

RIGUARDANO E Come diceva

Alfred Binet, non possiamo perdere per strada tanti bambini solo perché vanno male a scuola: un

domani potrebbero essere proprio loro a conseguire risultati eccezionali.

3. I DISTURBI SPECIFICI DELL’APPRENDIMENTO

Primo caso di DSA risale al II secolo d.C, descritto nell’opera del greco Flavio Filostrato, il quale

racconta delle difficoltà nella lettura del figlio di Ercole il Sofista, che per aiutarlo avrebbe associato

le 24 lettere dell’alfabeto a 24 schiavi per renderle più facili. Attualmente 1.5%, 5 o 10 % (la

variabilità è da attribuire ai diversi criteri di definizione).

DSA difficoltà scolastica in

= disturbo di apprendimento è una condizione di che si manifesta

bambini apparentemente idonei alla lettura, scrittura, e al calcolo.

Aspetti associati (non necessariamente) al disturbo:

­ Scarsa capacità di stare con gli altri

­ Difficoltà di anticipare i pensieri dell’altro o di cogliere i messaggi non verbali

­ Scarsa capacità di regolare il proprio comportamento in modo autonomo

Per avere DSA non deve esserci: handicap, svantaggio socio­culturale, o disturbi di personalità.

specifico interessa uno specifico dominio di abilità in modo significativo ma

Disturbo =

circoscritto, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.

DISCREPANZA

Per diagnosticare il DSA tra abilità nel dominio specifico interessato e

intelligenza generale. I DSA si definiscono in base all’area specifica di difficoltà (se il bimbo

presenta difficoltà che riguardano più aree, si chiama DSA misto).

DISTURBO è specifico e NON dipende dall’ambiente.

Difficoltà è generica e dipende dall’ambiente.

3

Quando un esperto valuta un bambino con sospetto disturbo di apprendimento, è necessario

indagare il livello di competenza che ha negli ambiti dell’attività scolastica. Per farlo, l’esperto si

avvale di PROVE STANDARDIZZATE di apprendimento, che consentono di valutare il livello di

competenza che il bambino ha raggiunto nei vari livelli di analisi. (Importanti anche le schede o i

questionari compilati dai genitori e dagli insegnanti). [Alcuni strumenti di valutazione prevedono

quattro livelli diversi di prestazione: ottimale, sufficiente rispetto ai criteri, richiesta di attenzione e

richiesta di intervento.

Facilitazioni per i DSA normativa del 2004 e del 2005 prevede che il bimbo DSA abbia degli

strumenti di facilitazione e misure dispensative, che riducono le condizioni di svantaggio per dare la

possibilità al bimbo di poter esprimere al meglio le sue potenzialità.

Strumenti compensativi = tabella dei mesi, dell’alfabeto, tavola pitagorica, calcolatrice, computer);

l’uso di questi strumenti non è penalizzare l’alunno con DSA (ovviamente vanno usati e adattati con

flessibilità).

4. DALLA VALUTAZIONE ALL’INTERVENTO

Test standardizzati e verifiche in classe sono due modalità diverse di valutare l’apprendimento. Le

prove standardizzate danno un quadro più preciso e chiaro della situazione perché consentono di

misurare in maniera sistematica e il più possibile omogenea gli aspetti dell’apprendimento, in modo

da poter confrontare fra loro i risultati di bambini di scuole diverse; infatti i criteri di valutazione e i

punteggi vengono decisi a priori. Problema delle verifiche in classe si può essere sicuri che

non

DIFFERENZA

altri correggano la prova nello stesso modo. test standardizzato e verifica in classe =

LA FINALITA’. Mentre l’obiettivo di un insegnante è rilevare fino a che livello il bambino ha

acquisito dei concetti, la finalità del test standard è diagnostica ossia misurare come si colloca la

prestazione del bimbo rispetto a quella dei suoi coetanei.

MODALITA’ DI COSTRUZIONE

Altra DIFFERENZA LA DELLA PROVA, le verifiche sono

create dagli insegnanti, i test sono creati dopo attente indagini.

COSTRUZIONE TEST STANDARD:

­ Esame teorico,

­ Costruzione di una prova – pilota

­ Verifiche con la prova pilota e costruzione della prova definitiva

4

­ Controllo della validità e attendibilità della prova

­ Standardizzazione della prova definitiva

I testi offrono prove di valutazione uguali per tutti che si focalizza su abilità e competenze che

dovrebbero essere possedute da tutti. Così sarà possibile distinguere i bambini con una vera e

propria difficoltà. Il bambino si considera migliorato quando ottiene in una prova risultati migliori

rispetto alla precedente. Molte volte i progressi possono essere molto lievi e nelle verifi

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sonia.filippini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo atipico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Ramella Elena.
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