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Riassunto esame psicologia dell'intervista e del questionario, Prof. Orazio Licciardello, libro consigliato Gli strumenti psicosociali nella ricerca e nell'intervento. Premesse epistemologiche e dimensioni applicative

Riassunto per l'esame di Psicologia dell'intervista e del questionario del professor Orazio Licciardello, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Gli strumenti psicosociali nella ricerca e nell'intervento. Premesse epistemologiche e dimensioni applicative. Orazio Licciardello.

Esame di Psicologia dell'intervista e del questionario docente Prof. O. Licciardello

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una propria posizione quando ci si trova di fronte a una serie di affermazioni con cui si può indicare il

proprio grado di accordo o disaccordo.

La situazione strutturata è una sorta di ancoraggio che consente all’intervistato di aver chiaro ciò che prima

non lo era favorendo l’articolazione del proprio sentire, di rispondere in maniera adeguata.

E se per alcuni autori i quesiti chiusi suggeriscono una risposta anche a chi sull’argomento non aveva nulla

da dire, altri rilevano che i quesiti aperti facili da porre, presentano difficoltà nel compito di risposta e

nell’analisi risultano inadatti per ricerche con ampie popolazioni.

4. La costruzione del questionario e l’articolazione delle ipotesi

La strutturazione di un questionario chiuso a sempre preceduta da un attento lavoro di analisi per esplorare la

tematica oggetto di interesse, in relazioni ai vissuti, rappresentazioni, mondo esperienziale della popolazione

che si intende utilizzare come campione per la successiva ricerca. È indispensabile individuare le dimensioni

che rappresentano adeguatamente il problema.

Lo studio preliminare e l’universo degli indicatori

Il lavoro preliminare può essere condotto attraverso interviste in profondità, per esplorare le relazioni tra il

e il modello concettuale che sostiene l’ipotesi di

mondo mentale dei soggetti che appartengono al campo

ricerca: nessuna analisi statistica può infatti rimediare agli errori che derivano da una impostazione errata

della ricerca e da una scarsa attenzione dedicata al momento della raccolta dei dati. Altro metodo utilizzato è

il pre-test. Tale metodo è criticato rispetto al primo perché è considerato più superficiale e maggiormente

mirato avendo l’esclusiva funzione di verificare il funzionamento delle definizioni operative dei concetti.

Una via intermedia può essere dopo aver individuato il problema da esplorare, somministrare a un campione

ristretto un questionario aperto costituito da pochi items relativi a ciascuna delle aree, procedendo poi

all’analisi del contenuto per fondare sulle informazioni relative la formulazione degli items che articoleranno

lo strumento successivamente utilizzato per il pre-test. Nel caso in cui i soggetti abbiano familiarità con la

tematica oggetto dell’indagine il pre-test può risultare un adeguato metodo per lo studio preliminare, poi allo

strumento pilota può seguire un’analisi approfondita e partecipativa sulla forma dello strumento

(comprensibilità del linguaggio, formulazione dei quesiti) e tematiche proposte.

L’adeguatezza dello strumento utilizzato costituisce uno dei problemi centrali di qualunque indagine abbia

come oggetto le relazioni sociali, i vissuti poiché finisce con l’essere una sorta di ponte tra il complesso delle

idee del ricercatore in merito a una specifica ricerca e la realizzazione della medesima.

Come osserva Bulmer il problema è come gettare un ponte fra i costrutti teorici dei ricercatori e le effettive

operazioni (disegno della ricerca, raccolta e analisi dei dati) necessarie in qualsiasi tentativo di confrontare

teoria e realtà. dell’ipotesi di ricerca è strettamente connessa all’universo degli indicatori che fanno da

La formulazione

sfondo allo schema mentale del ricercatore e alla appropriatezza delle scelte che in merito vengono operate al

momento della traduzione degli stessi in strumenti che consentono un lavoro di tipo empirico. Gli indicatori

possono essere considerati dimensioni ritenute specifiche di un concetto più generale. Ad es. il modo di

vestire, il linguaggio utilizzato possono essere considerati indicatori dello status sociale di appartenenza, gli

stessi dati possono anche essere considerato indicativi dell’aspirazione ad essere considerati appartenenti a

uno status sociale. Ogni tentativo di spiegazione relativo a caratteristiche che riguardano individui, gruppi,

comporta dei tentativi di valutazione e di classificazione, oggetto di sforzi spesso molto controversi. Dietro

ogni tentativo di classificazione di questo tipo vi è un’osservazione stimolante: esistono variazioni e

differenze che devono essere spiegate. La spiegazione consiste in una proprietà latente riguardo alla quale le

persone o le collettività differiscono.

La scelta e la costruzione di uno strumento comporta la compiuta espressione di una definizione operazionale

allo strumento si sceglie e si adotta anche l’implicita

del fenomeno che si intende studiare. Insieme

definizione del fenomeno in questione.

La scelta degli items e la struttura del questionario: il criterio della rilevanza

di un questionario. È un’operazione

La scelta degli items è una delle operazioni più delicate nella costruzione

che può essere condotta utilizzando il criterio della rilevanza:

gli items scelti devono essere rappresentativi dell’ipotesi cui la ricerca si ispira e della quale

- costituiscono una sorta di rete concettuale, un macro-modello. Ogni elemento in un questionario

costituisce idealmente un’ipotesi o una parte di ipotesi.

- Gli items vanno scelti sulla base delle informazioni che possono realisticamente elicitare, in

riferimento alla struttura concettuale dei soggetti del campione e alla commensurabilità tra i

significati da questi attribuiti e significati previsti dal ricercatore.

Questo aspetto della rilevanza oltre a incidere sulla qualità dei dati può risultare importante relativamente al

fatto che l’intervistato fornisca i dati o meno, infatti la maggior parte delle persone sono disponibili a

contribuire ai progetti di ricerca a patto che lo scopo complessivo appaia rilevante all’intervistato. A volte

questo è un problema perché gli scopi della ricerca non sempre sono chiari.

Va inoltre curato l’ordine di presentazione dei temi proposti evitando l’inserimento di items che possono

sembrare interessanti ma poco attinenti alla ricerca e appesantiscono ulteriormente lo strumento.

Un problema importante riguarda i dati relativi alle background questions, le notizie relative alle

caratteristiche dell’intervistato che si ritiene utile acquisire ai fini della ricerca e che possono essere usati

come variabili indipendenti, sia isolatamente che combinati in indici. Tali informazioni vanno chieste non

subito ma quando l’intervistato si è acclimato o alla fine della somministrazione del questionario. La

richiesta dei dati personali in fase iniziale costituisce un corretto modo di impostare il rapporto utile anche a

l’anonimato viene garantito poiché il ricercatore non è interessato a conoscere dati personali in

chiarire che

senso stretto ma solo alcuni di carattere generale.

5. Alcune questioni rilevanti in tema di questionario

Questionari di tipo sociologico e questionario di tipo psicologico

I questionari di tipo sociologico sono più mirati a contenuti di tipo oggettivo, quelli di tipo psicologico hanno

per oggetto dimensioni di tipo soggettivo. La differenza sta nel tipo di approccio utilizzato:

Sono di tipo sociologico i questionari che riguardano dati oggettivi e precisi relativi al lavoro di un individuo

(quante ore al giorno lavori, quanto guadagni). Rientrano in questa categoria gli elementi quali: sesso, età,

titoli di studio, residenza, professione svolta; mutamenti avvenuti nel corso della vita, stato civile,

comportamenti oggettivi: uso di mezzi di trasporto, tipo di mass media seguiti.

Sono di tipo psicologico i questionari che riguardano i dati soggettivi, i vissuti, i sentimenti, gli

atteggiamenti, le rappresentazioni sociali. In realtà il confine tra fatti e atteggiamenti è molto permeabile (ad

es. l’appartenenza etnica, condotta con domande tipo “qual è il suo gruppo etnico?” risente della definizione

e del giudizio che i soggetti danno dei diversi gruppi etnici).

Il circolo ermeneutico, l’orientamento di valore, la categorizzazione sociale

Uno dei problemi fondamentali relativi agli strumenti strutturati soprattutto di tipo psicologico concerne la

diversità di significati che termini e items nella loro formulazione possono assumere nella concezione di chi

lo ha costruito e nell’interpretazione dei soggetti cui viene somministrato. È questo un problema di natura

ermeneutica che va oltre le difficoltà derivate dalla scarsa scolarizzazione dei soggetti. Come osserva

Gadamer richiamando la descrizione di Heidegger del circolo ermeneutico: chi si mette a interpretare un

testo attua sempre un progetto. Sulla base del più immediato senso che il testo esibisce egli abbozza un primo

significato. La comprensione consiste nella elaborazione di questo progetto preliminare. Ciò che si esige dal

soggetto è che sia aperto alle opinioni dell’altro o al contenuto del testo, chi vuol comprendere un testo deve

essere pronto a lasciarsi dire qualcosa da esso. Una coscienza ermeneuticamente educata deve essere

sensibile all’alterità del testo. Tale sensibilità implica una precisa presa di coscienza delle proprie

presupposizioni e dei propri pregiudizi.

La via per superare il problema è l’atteggiamento di apertura verso il nuovo. Che rimanda anche al problema

della qualità del rapporto con l’intervistatore e delle specifiche caratteristiche professionali necessarie per

ottenere dei dati funzionali agli scopi della ricerca.

come il sistema di valori dell’individuo svolga un ruolo

Le ricerche di Bruner hanno dimostrato

fondamentale nei fenomeni percettivi, secondo tre meccanismi selettivi complementari:

sensibilizzazione selettiva: l’orientamento del sistema di valori ha un ruolo sensibilizzatore che

1. abbassa le soglie di percezione per gli oggetti stimolo accettabili.

difesa percettiva l’orientamento del sistema di valori può elevare le soglie per oggetti stimolo non

2. accettabili.

3. risonanza di valore: quale sia la natura dello stimolo il soggetto si orienta verso quella tra le ipotesi

precedenti la soluzione, che riflette l’orientamento del suo sistema di valori. Percepirà dunque più

volentieri gli oggetti stimolo che si collochino nella medesima zona di valori delle sue ipotesi

favorite.

Queste osservazioni sono rilevanti nel caso di ricerche che hanno per oggetto tematiche calde che

coinvolgono in sistema di valori di riferimento dell’interlocutore. Es. nel caso di ricerche sulla

rappresentazione sociale del partner oppure sulla rappresentazione sociale della violenza sessuale, il

linguaggio usato:

deve consentire l’effettiva misura dell’oggetto di studio (i termini usati non devono avere una

- gamma troppo estesa di significati possibili).

- Deve indicare in maniera inequivocabile ciò che viene richiesto.

- Deve essere tale da non suscitare riserve da parte dei responsabili scolastici.

- Non deve urtare la sensibilità dei soggetti.

Tajfel ha condotto ricerche sulla categorizzazione sociale: l’organizzazione della nostra esperienza è un

processo di natura sociale che implica sia le dimensioni valoriali che i processi di categorizzazione in un

rapporto complesso che incide:

- sul momento conoscitivo in termini di lettura, interpretazione più o meno parziale dei fenomeni;

- momento operativo, per il tipo di informazioni che supportano e orientano la nostra attività

contribuendo a creare gli stessi fenomeni oggetto di conoscenza;

- sulle possibilità di cambiamento, per la direzionalità dei processi attraverso i quali attribuiamo senso

ai dati della nostra conoscenza, compresa la verifica scientifica.

La categorizzazione consiste nell’organizzare l’informazione che riceviamo dall’ambiente secondo

determinate modalità. Così ignoriamo certe differenze far gli oggetti se questi sono però uguali per i nostri

scopi. La funzione principale della categorizzazione è un ruolo strumentale di sistematizzazione

dell’ambiente finalizzata all’azione. Sistematizzare è anche semplificare diverse caratteristiche degli oggetti

e degli eventi del mondo circostante. psicosociale riguarda l’evenienza che in relazione ai fenomeni

Uno dei problemi rilevanti della ricerca

valoriali le attribuzioni di significato di tipo generale possano risultare ancorate a riferimenti particolari

(esperienze dirette dell’intervistato, legami affettivi dei soggetti le cui dimensioni indagate dovrebbero

attagliarsi). Una delle avvertenze metodologiche relative al disegno della ricerca dovrebbe riguardare sia

l’esigenza di specificare le varie tipologie di attori, sia la consapevolezza del possibile rapporto tra contesti di

dei campioni scelti per l’effettuazione della ricerca e tipo di interpretazione che gli items

appartenenza

possono elicitare).

6. Il setting della somministrazione e la confrontabilità dei dati

i problemi controversi nelle ricerche condotte attraverso l’uso del questionario, uno riguarda le modalità

Tra

di somministrazione dello stesso, sostanzialmente di tre tipi: i primi due caratterizzati dal rapporto face to

face, il terzo dall’assenza del ricercatore.

Il primo tipo è molto simile all’intervista libera: l’intervistatore legge le domande e provvede a segnare le

risposte sul questionario.

Il secondo tipo è caratterizzato dall’auto-somministrazione in presenza del ricercatore e presenta vari

quali quello di limitare sia l’interferenza diretta del ricercatore che delle dinamiche relazionali

vantaggi

nonché di essere somministrato contemporaneamente a un buon numero di soggetti.

Il terzo tipo prevede l’autosomministrazione in assenza del ricercatore sia che il questionario sia stato inviato

per posta sia che sia stato lasciato da un incaricato e successivamente ritirato.

Le dinamiche della relazione face to face possono risultare più controllabili attraverso una adeguata

formulazione delle consegne standard e una funzionale consapevolezza del proprio modo di essere in

relazione da parte dell’intervistatore.

La negoziazione con l’interlocutore e il problema delle consegne

Abbiamo detto che una delle caratteristiche positive dell’uso del questionario è la confrontabilità dei dati

ottenibili. La risposta ai quesiti del questionario è però sempre mediata anche dal significato che la situazione

assume e questa a sua volta risente della qualità del rapporto con l’intervistatore e del tipo di consegne che da

questi vengono fornite. Anche se il questionario strutturato consente minore flessibilità e quindi minori

arbitri rispetto all’intervista. Particolare cura va dedicata al contatto iniziale mediante il quale ci si presenta

all’interlocutore, spiegando il proprio ruolo professionale, illustrando le finalità della ricerca. Si tratta di un

vero e proprio processo di negoziazione nel quale molto dipende dalle sfumature di significato soprattutto

relative alle comunicazioni di tipo analogico determinante ai fini del setting. Altro problema rilevante

riguarda le consegne, il comportamento dell’intervistatore può risentire del clima che instaura con gli

intervistati e questo può incidere sul tipo e qualità delle istruzioni.

È opportuno curare che le istruzioni vengano fornite in maniera standard, inserendole nella parte iniziale

dello strumento. Ciò però non sempre risulta sufficiente perché vano considerate la selettività delle

dinamiche percettive e la connotazione ansiogena della situazione. Il problema si presenta maggiormente

qualora l’intervistato viva l’esperienza come una prova nella quale mette in gioco l’immagine pubblica di sé.

È importante che l’intervistatore legga e commenti le consegne prima della somministrazione vera e propria

che l’interlocutore abbia adeguatamente compreso quanto gli viene richiesto

dello strumento, accertandosi

operando dei controlli sia durante la compilazione del questionario sia a compito concluso.

La standardizzazione delle consegne limita i rischi che l’eventuale differenza nelle risposte degli intervistati

possa derivare da diverse modalità di setting, a strutturare il quale concorrono le consegne. Va sottolineato

che non ci sono risposte ne giuste ne sbagliate ma che per ogni item la giusta risposta è quella che

l’intervistato considera tale, secondo il suo sentire. Ciò non è sufficiente a evitare risposte reattive,

influenzate dalla consapevolezza degli intervistati che le risposte costituiscono oggetto di studio e dal

possibile bisogno di dare una ideale immagine di sé.

L’autosomministrazione ed il questionario postale

Una delle tecniche più discusse è l’autosomministrazione in assenza del ricercatore sia che il questionario

venga consegnato personalmente per la compilazione poi ritirato successivamente sia che venga spedito per

posta. Tra i vantaggi: maggiore sincerità nelle risposte nel caso un cui l’oggetto riguardi tematiche molto

personali o imbarazzanti, a condizione che si riesca a garantire l’anonimato.

Tra i limiti mortalità del campione (scarsa rappresentatività) pericolo che non si comprendano le domande,

compilazione parziale.

Statera ritiene che il risparmio consentito dalla possibilità di fare a meno di intervistatori addestrati,

ricorrendo all’autosomministrazione del questionario non compensa neppure in parte le consegne negative

del’autosomministrazione.

Capitolo 4. Gli strumenti strutturati: le scale di atteggiamento

1. Premessa

La scala può essere considerata una evoluzione del questionario standardizzato, una forma più articolata e

complessa di tale strumento. Si tratta di uno strumento attraverso il quale delle dimensioni qualitative:

sentimenti, emozioni, giudizi di valore, atteggiamenti vengono trattate come fatti quantitativi e ordinate

lungo un continuum una sequenzialità che sottintende i requisiti logici di reciprocità ed equidistanza tra i vari

gradi.

2. Definizione di atteggiamento

Il termine atteggiamento è uno dei più usati nell’ambito della psicologia sociale, uno dei concetti chiave che

coprono l’intera storia della disciplina, ma anche uno dei concetti più controversi. Allport ne ha elaborato

una definizione: uno stato mentale e nervoso di preparazione, organizzatosi attraverso l’esperienza, che

esercita un’influenza direttiva o dinamica sulle risposte dell’individuo a tutti gli oggetti e a tutte le situazioni

con cui si trova in relazione.

Un’altra definizione è quella di Crutchield e Ballachey, un atteggiamento è un pacchetto di credenze,

sentimenti e risposte che si formano a partire dalle esperienze che il soggetto ha con uno stesso oggetto e si

organizzano in un sistema unitario e duraturo. Questo pacchetto è sempre presente pronto a essere usato

quando l’individuo si trova ad affrontare l’oggetto appropriato.

Secondo i due AA nella struttura di un atteggiamento occorre considerare le dimensioni affettive

(sentimenti), cognitive (pensieri), conative o comportamentali (predisposizione all’agire) nonché la direzione

(positivo o negativo) e la valenza (l’intensità, “quanto”). Gli atteggiamenti vengono stabiliti come stabili

residui dell’esperienza dell’individuo, sistemi duraturi di valutazioni positive o negative, sentimenti e

tendenze ad agire pro e contro, nei confronti di oggetti sociali. Questa definizione appare condivisa da

coloro che considerano l’atteggiamento un costrutto ipotetico, relativo a dimensioni psicologiche, che

presentano una regolarità nell’orientare il soggetto, sulla base delle informazione e delle credenze personali.

Mcguire contesta che non si considera l’origine genetica degli atteggiamenti e la rilevanza che malattia,

vecchiaia possono esercitare sul cambiamento di atteggiamenti. Newcomb sottolinea l’effetto della

situazione sul comportamento dell’individuo.

3. Cosa significa misurare gli atteggiamenti

Uno dei problemi ancora aperti sugli atteggiamenti riguarda la possibilità che gli stessi siano misurabili

attraverso le scale. Esiste l’evenienza che ad essere oggetto di misura siano le opinioni degli intervistati. Ora

sia che si tratti di opinioni o di comportamenti è sempre possibile che la persona esprima qualcosa di falso,

nasconda il suo reale atteggiamento. Le correlazioni tra atteggiamenti e comportamenti sono molto basse

poiché il comportamento oltre che dagli atteggiamenti è determinato anche da altri fattori personali e

situazionali.

Cook e Delltiz propongono l’adozione di indici multipli, fondati sui metodi integrati di ricerca, capaci di

render conto della complessità sia degli atteggiamenti che delle dinamiche situazionali. Il livello di

corrispondenza tra atteggiamento e comportamento è funzione anche della specificità sia del primo che del

secondo: tanto più l’atteggiamento misurato riguarderà un oggetto (persona, ecc…) limitato (cioè molto

caratterizzato) tanto più potrà risultare positivamente correlato alla condotta adottata in merito.

4. Cosa sono le scale di atteggiamento

Sono state originariamente elaborate da Thurstone agli inizi degli anni ’20, si tratta di strumenti psicometrici

costituiti per lo più da una serie di affermazioni relative a un determinato concetto. I soggetti devono

esprimere il loro accordo/disaccordo con ciascuna delle affermazioni e tali risposte possono assumere forme

diverse, dalla semplice accettazione o rifiuto all’uso di diverse alternative che esprimono il grado di

accordo/disaccordo.

La scala di distanza sociale Bogardus

Elaborata da Bogardus negli anni ’30 si richiama al concetto di distanza sociale introdotto da Park. La

distanza sociale riguarda la tipologia o intensità dei vissuti che ispirano il relazionarsi delle persone con

riguardo al modo sia di percepire gli altri che di sentirsi percepiti. È stato utilizzato soprattutto per misurare i

rapporti interetnici. La scala viene costruita con un insieme di items che indicano gerarchicamente livelli di

intimità o contatto sociale, dal più stretto vincolo di parentela (minima distanza) al più totale rifiuto (distanza

massima).

Es. di scala utilizzata per studiare i vissuti di accettazione/rifiuto da parte di studenti stranieri dell’Uni di CT.

Pensi che la maggior parte dei tuoi colleghi d’università:

1. ti accetterebbe come parente stretto;

2. ti accetterebbe come amico personale;

3. ti accetterebbe come compagno di studi;

4. ti consideri uno studente come tanti;

5. ha nei tuoi confronti la più assoluta e totale indifferenza;

6. tolleri appena la tua presenza;

7. non accetti assolutamente la tua presenza.

Scale Likert

(o a punteggi sommati) sono forse lo strumento più utilizzato dai ricercatori di scienze sociali. Sono costruite

in modo da consentire una serie di misurazioni parziali che possono essere sintetizzate in un solo valore

complessivo. Però in tali scale alcuni autori criticano il fatto che si può raggiungere un punteggio intermedio

anche sommando punteggi relativi agli items di segno opposto. Tra gli autori esistono delle posizioni

diversificate sia relativamente all’ampiezza della gamma da utilizzare (secondo alcuni un maggior numero di

punti scalari incide positivamente sul grado di fedeltà della scala, secondo altri no) sia relativamente all’uso

punto di indifferenza (espressioni come “non so” risultano ambigue perché non indicano la direzione

del

dell’atteggiamento e possono costituire un modo per non prendere posizione e anche vero che però le scelte

forzate possono risultare non aderenti al modo di sentire del soggetto) sia alle eguaglianze delle differenze

tra le diverse categorie di risposta (il polo estremo dell’accettazione è meglio rappresentato da

“assolutamente d’accordo” che da “molto d’accordo”).

Le scale utilizzate sono di tipo quinquennario (da 1 a 5 items con punto di indifferenza 3) e settenario (da 1 a

7 items con punto di indifferenza 4).

Le scale Likert classiche

Es. item tratti dalla scala del negro una delle tre che costituivano il questionario di opinioni di Likert

eMurphy:

a) daresti la mano a un negro?

Si (1) non so (3) no (2)

b) le abitazioni dei negri dovrebbero essere separate da quelle dei bianchi?

Completamente d’accordo (1) d’accordo (2) indeciso (3) contrario (4) completamente contrario (5)

Le scale di giudizio

Un tipo do scale oggi molto usate, nelle quali ciascun item viene trattato come una Likert. Accanto a ogni

item viene riportata la scala di valutazione utilizzata. Il ricorso a tali scale può comportare una qualche

complessità nell’interpretazione dei dati ma consente di ottenere un maggior numero di informazioni

relativamente alle variabili.

Es. scala di giudizio relativa alla rappresentazione della violenza:

di fronte alla violenza provi:

1. paura di essere coinvolto in prima persona 1 2 3 4 5 6 7

2. desiderio di essere tra quelli che la compiono 1 2 3 4 5 6 7

3. indifferenza perché non ti riguarda personalmente 1 2 3 4 5 6 7

Alcuni problemi metodologici aperti

L’uso di scale Likert benché abbia largo successo non comporta la rappresentazione fedele di ciò che

l’intervistato pensa o intende manifestare. Sono numerosi i fenomeni di distorsione dei dati, attribuiti alle

caratteristiche degli intervistati o alla modalità di strutturazione delle scale, che rendono problematica la

possibilità che si verifichino le condizioni di validità e attendibilità irrinunciabili per realizzare ricerche

scientifiche.

I fenomeni di response set

Con tale termine si indica l’effetto di variabili estranee che provocano una distorsione sistematica nella

misurazione effettuata; l’origine di tale fenomeno viene individuata da alcuni AA. Nelle particolari

caratteristiche della personalità degli individui, da altri nel modo in cui è costruito lo strumento di misura:

tipo di linguaggio, disposizione delle domande, rapporti tra le medesime, oppure altre condizioni connesse al

setting.

Acquiescence set e response set

Acquiescence set indica un particolare fenomeno di distorsione delle risposte per il quale le stesse tendono a

in termini di acquiescenza (tendenza a dichiararsi d’accordo con le affermazioni della scala). Il

manifestarsi

fenomeno è stato molto studiato e alcuni autori focalizzano le caratteristiche della personalità dei soggetti

Nel primo caso l’acquiscenza è un tratto di personalità tipico dei

intervistati altri su quelle dello strumento.

soggetti, nel secondo caso si tratta di un fenomeno che deriva dalla struttura degli items usati che si verifica

in relazione all’estremismo delle affermazioni, al basso livello di istruzione o alla posizione sociale

marginale degli intervistati. Il response set è relativo a fattori situazionali e response style relativo a fattori di

personalità che incidono nel determinare le risposte, prescindendo dal contenuto degli items.

set è favorito da situazioni quali l’ambiguità degli items, response set comprende delle forme

Acquiescence

più generali quali la desiderabilità sociale, la tendenza a rispondere a caso.

Altri fenomeni di distorsione

Reazione all’oggetto, il quale l’intervistato non reagisce alle affermazioni ma ai

- quel fenomeno per

personaggi, alle azioni, situazioni mensionate dalle affermazioni stesse. (es “gli assenteisti

sbandierano problemi di salute, ma sono soltanto dei fannulloni” un intervistato si dichiara d’accordo

poi però commenta “dovrebbero lavorare non assentarsi dai propri posti di lavoro, non sono

d’accordo).

- Falsa doppia negazione si ha quando un intervistato posto di fronte a una affermazione di forma

negativa con la quale concorda si dichiara in disaccordo, non rendendosi conto che negando una

negazione si approva.

- Riadattamento semantico quando gli intervistati reagiscono a una affermazione più o meno

radicalmente diversa da quella costituita dall’item.

Accorgimenti per la costruzione delle scale

Lo stesso Likert aveva raccomandato alcuni accorgimenti:

- formulare gli items in modo che possano discriminare tra persone che hanno atteggiamenti diversi o

diversi gradi di intensità rispetto allo stesso atteggiamento;

- formulare gli items in modo che esprimano valutazioni, sentimenti, credenze piuttosto che dati di

fatto;

evitare gli items che esprimono posizioni estreme sui quali cioè tutti possono trovarsi d’accordo sia

- nell’accettarli che nel rifiutarli; sarebbe opportuno che) o in modo

- formulare le affermazioni al condizionale (si dovrebbe…

impersonale (la gente solitamente…) per limitare le risposte reattive;

- usare formulazioni chiare evitando termini difficili;

- costruire items strutturalmente semplici evitando affermazioni double barrelled (es. la violenza

sessuale viene esercitata da uomini che non hanno rispetto della persona, però alcune donne se la

vanno a cercare);

costruire le scale con items metà in forma favorevole (verso l’oggetto di misurazione) e

- metà in

forma sfavorevole per evitare risposte stereotipate.

Altri studiosi hanno aggiunto:

- gli items vanno costruiti utilizzando affermazioni in forma positiva nei confronti del loro oggetto;

- eliminare dalle frasi altri oggetti di reazione che possono assumere un ruolo pertinente;

- elaborare affermazioni semplici, utilizzando termini comuni, privi di ambiguità, che non abbiano

significati troppo ampi;

- limitare il numero di tems che gli intervistati devono prendere contemporaneamente in

considerazione (da 5 a 8);

- limitare la chiusura degli items in termini di si/no/non so;

- essere consapevoli del fatto che termini quali abbastanza, medio, poco possono elicitare risposte che

apparentemente simili rimandano in realtà a una gamma di posizioni molto diverse;

- essere documentati sulle tematiche oggetto di indagine e tener conto del livello di competenza dei

soggetti da intervistare;

- aver presente le caratteristiche del campione scelto (livello di studi, particolare sensibilità verso

l’oggetto indagato).

e dell’attendibilità

Il problema della validità

La validità e l’attendibilità di uno strumento costituiscono i parametri rispetto ai quali è possibile stabilire il

livello di scientificità dello stesso.

Il concetto di validità, cui risulta connesso il concetto di sensibilità, la capacità cioè dello strumento di

differenziare adeguatamente tra soggetti che differiscono nei loro atteggiamenti, indica il fatto che lo

strumento misuri ciò che si pretende misuri, con il minimo possibile di errore.

L’idea è che vi sia il massimo grado di corrispondenza possibile tra l’atteggiamento reale delle varie persone

considerate nei confronti di un determinato oggetto e il dato risultante dall’effettuazione di una misura

realizzata mediante la somministrazione dello strumento. La validità di uno strumento di misurazione è la

capacità dei suoi punteggi di riflettere differenze reali tra gli individui. I criteri per misurala sono:

validità di contenuto: riguarda la specificazione dell’oggetto di studio, la definizione più precisa e

1. articolata possibile delle aree prese in considerazione, la decisione relativa agli items da utilizzare

sulla base della loro congruenza.è il ricercatore a decidere la validità sulla base dell’idea di

corrispondenza che egli si fa tra la definizione del concetto che viene misurato e la pertinenza dello

strumento. In genere nell’uso del metodo viene ritenuto importante:

- ottenere preliminarmente tutte le informazioni utili attraverso una documentazione adeguata;

formulare l’universo degli items relativi in maniera

- esaustiva e adeguata;

verificata lo studio pilota e l’analisi degli items;

-

i problemi fondamentali di te validità riguardano le situazioni nell quali manchi un reale consenso sulla

definizione del concetto e questo sia di tipo multidimensionale e comporti procedure lunghe di misurazione.

Dubbi e critiche solleva la stessa item analisys procedura consigliata da Likert per controllare la congruenza

semantica di ogni singolo item con il resto della scala. Tale procedura eliminando gli items semanticamente

deboli, mantiene solo quelli collocati agli estremi del continuum e introduce rischi di artifizio.

Validità esteriore: riguarda il fatto che lo strumento sembri valido a coloro che in qualche modo hanno a che

fare con lo stesso: soggetti ai quali il test viene somministrato o anche persone che direttamente o

indirettamente hanno un potere decisionale sulla effettiva possibilità che la somministrazione venga

effettuata (es. capi d’istituto).

Validità attraverso il criterio: riguarda l’individuazione di criteri

2. utili e attendibili a confermare o

meno la validità della scala. I criteri utilizzati sono di tipo concorrente (si fondano sul confronto con

i dati forniti da strumenti noti e sul calcolo del coefficiente di correlazione tra le misure ottenute

l’uso dei due strumenti) e di tipo predittivo (riguardano la capacità dello strumento di

attraverso

prevedere i comportamenti). I problemi relativi a tale validità riguardano le difficoltà nel’individuare

procedure che siano tra loro commensurabili e rimandano alla questione della relazione tra

atteggiamento e comportamento.

3. Validità relativa al costrutto: riguarda la determinazione del grado in cui il costrutto teorico (= un

quadro concettuale che lo scienziato elabore sulla base delle proprie conoscenze), in riferimento al

quale la scala è stata costruita, spiega i risultati ottenuti attraverso la somministrazione della stessa.

Tale validità è definibile come un giudizio basato si un insieme di ricerche e di diverse verifiche, sul

grado in cui un test è capace di misurare uno specifico attributo o costrutto psicologico. Si tratta di

adottare procedure in grado di smentire o verificare l’ipotesi teorica relativamente alla variabile che

lo strumento pretende di misurare. Questo tipo di validità comprende:

- definizione operazionale della variabile da misurare;

- verifica di adeguatezza tra la definizione operativa

- della variabile e la struttura complessiva della scala utilizzata;

- correlazione della scala con altre scale note;

- uso di metodi statistici appropriati per la verifica delle differenze tra i punteggi ottenuti;

validazione della scala attraverso l’analisi fattoriale.

-

Attendibilità: concetto e metodi di misura

Il concetto di attendibilità o fedeltà riguarda la stabilità dei risultati ottenibili riapplicando lo strumento, il

livello di probabilità che lo strumento dia gli stessi risultati in caso di misure ripetute sullo stesso campione o

su campioni che abbiano le stesse caratteristiche di quello utilizzato come criterio nel processo di

standardizzazione. I criteri per la misura dell’attendibilità sono:

1. test-retest, cioè somministrazione ripetuta dello strumento; comporta dei problemi:

- rischio di sovrastima (nel caso in cui venga riapplicato dopo breve tempo il soggetto può ricordarsi

delle risposte che ha dato e ripeterle)

sottostima (se tra la prima e la seconda applicazione è trascorso molto tempo l’atteggiametno del

- soggetto può essere cambiato in modo radicale);

(possibilità che a cambiare l’atteggiamento sia stata propria

- isteresi la ricerca).

2. metodo delle forme parallele o forma multipla comporta la costruzione di due forme dello stesso

strumento simili per contenuti e qualità degli items ma diversi nella formulazione degli stessi. Si

tratta di costruire prima una scala con un elevato numero di items, sottoponendola a un campione

vasto ed eterogeneo. Poi si costruiscono due scale sulla base della correlazione ad es. con il totale e

in modo che i due strumenti siano equivalenti quando a indici di centralità (come la media) e di

dispersione (la varianza). È possibile somministrando alternativamente le due scale alle due metà del

campione evitare sia gli effetti relativi alla variabile tempo sia quelli di tipo isteretico ottenendo due

misure che possono essere considerate la riapplicazione dello stesso strumento.

3. lo split half è una forma semplificata del metodo delle forme parallele. Prevede una volta che la

scala sia stata costruita e applicata e un gruppo do soggetti la correlazione di due serie di punteggi

ottenute dividendo la scala a metà sulla base di un criterio di alternanza degli items: una serie

relativa ai punteggi degli items dispari e una relativa a quelli pari.

il metodo dell’omogeneità degli items (fondato sulla considerazione dei singoli items di una scala

4. come altrettante scale parallele) considera come indice di attendibilità la consistenza interna degli

items scelti per costruire la versione finale della stessa, una volta che sia stata somministrata a un

campione sufficientemente ampio di soggetti.

Critiche agli assunti di fare riserve metodologiche

Tar le critiche ai metodi di validità e attendibilità vi sono quelle che riguardano gli assunti su cui i medesimi

sembrano fondarsi e per le quali vengono considerati come immutabili sia le dimensioni oggetto di misura

che le condizioni nelle quali le misure stesse vengono effettuate.

Significative le riflessioni di Statera sulla perturbazione dell’oggetto d’indagine laddove l’A. richiamando il

principio di indeterminazione di Heisenberg osserva che l’oggetto di osservazione non può che porsi come

oggetto modificato. In realtà tali assunti risultano inadeguati nell’ambito delle scienze sociali e psicologiche:

poiché l’intervistatore lungi dall’essere un osservatore neutrale, è una variabile interveniente sui processi

osservati, è importante la possibile incidenza delle dinamiche del contesto, anche sulla base della qualità

della relazione che si instaura tra intervistatore e intervistato. In generale le complesse problematiche

connesse all’adozione dei concetti di validità e attendibilità nell’ambito psicosociale riguardano

sostanzialmente la difficoltà di coniugare i criteri oggettivistici, impliciti nello stesso concetto di misura di

tipo metrico con la natura soggettiva degli oggetti di indagine e con le caratteristiche del setting di ricerca.

Una guida utile: il concetto di affidabilità

Affidabilità a priori: connessa alla definizione operativa utilizzata da ìl ricercatore per una determinata

relative all’impiego dello strumento in indagini

indagine e rimanda a tutte le operazioni, anali, valutazioni

precedenti, uso di definizioni operatorie similari.

Affidabilità a posteriori: concerne la valutazione della validità, utilità di uno strumento dopo l’effettuazione

della ricerca, le informazioni sull’andamento della stessa nelle varie fasi.

L’affidabilità in tal senso costituisce un insieme ampio e dinamico di procedure che recupera la dimensione

epistemologica e va oltre quelle modalità che basano la verifica dell’attendibilità su calcoli di tipo

strettamente matematico/strumentale.

Capitolo 5. Gli strumenti strutturali: il differenziale semantico

1. Premessa (D.S.) è un particolare strumento psicometrico che si base sull’analisi delle

Il differenziale semantico

risonanze affettive implicite nella qualificazione semantica dei concetti (o anche parole-stimolo). Strumento

introdotto dalla linguista Osgood e dai suoi allievi di recente e viene usato nella misura degli atteggiamenti

verso un oggetto e sulla base dell’assunto che gli stessi possono essere considerati come una reazione

emozionale suscitata dall’oggetto stesso.

2. Qualificatori metaforici e risonanze affettive

Nella forma classica il D.F. è costruito utilizzando un certo numero di coppie di aggettivi polari;

“qualificatori vocali” utilizzati come “qualificatori metaforici”. Secondo gli studi specialistici, la struttura

semantica dei qualificatori vocali (le coppie di aggettivi polari) può essere definita da due componenti:

l’una di natura concettuale

- o descrittiva; che riguarda particolari qualità di oggetti e concetti;

l’altra di natura emotiva, connessa all’esperienza emozionale con gli oggetti, ai vissuti nei confronti

- dei medesimi.

3. Struttura del D.S. e fattori misurati

Abbiamo detto che un D.F, generalmente è costituito da un certo numero di coppie di aggettivi polari

(qualificatori metaforici) scelti se pertinenti con lo scopo della ricerca e in base alla loro collocazione

fattoriale in modo che lo strumento risulti strutturato in tre gruppi di coppie che misurano le seguenti tre

dimensioni:

1. Fattore di valutazione: è un giudizio di valore e distingue ciò che è gratificante da ciò che non lo è;

2. Fattore di potenza: esprime la forza dei concetti giudicati, ciò la resistenza che essi possono opporre

all’azione;

Fattore di attività: esprime il dinamismo dell’oggetto valutato o, quando l’oggetto è astratto, lo stato

3. di attivazione che nel pensarlo deriva all’organismo.

Il concetto da valutare è di solito posto al centro in alto. Gli aggettivi polari (per ciascuna coppia) sono posti

ai due estremi di una graduazione settenaria di spazi grafici che costituiscono una vera e propria scala a

intervalli uguali. Il giudizio viene espresso segnando una crocetta sullo spazio grafico che meglio rappresenta

la posizione valutativa di chi la compie. La valutazione dei punteggi la si fa attraverso: il calcolo delle

differenze tra le medie relative a ciascuna coppia di qualificatori (tradotti in profili grafici) e l’analisi

fattoriale.

Es. sole

Alto _ _ _ _ _ _ _ Profondo

Debole _ _ _ _ _ _ _ Forte

Capitolo 6. Gli strumenti proiettivi

1. Premessa

Si tratta di un’alternativa all’intervista libera e agli strumenti strutturati. Rientra tra tali tecniche l’uso di

materiale stimolo da commentare o rispetto al quale inventare brevi storie. Il riferimento teorico delle

ricerche che fanno ricorso a tali tecniche rimanda alle dinamiche relazionali tra percezione e memoria che

sulla base delle esperienze pregresse colorano effettivamente l’oggetto percepito. L’assunto è che la risposta

espressa dal soggetto traduce il suo atteggiamento rispetto ai contenuti della situazione stimolo; la risposta

corrisponde all’atteggiamento del soggetto.

I vantaggi sono di due tipi:

a livello linguistico culturale l’uso di vignette, frasi da completare, storie da commentare è una forma di

-

comunicazione adeguata con persone per la loro cultura modesta hanno scarse capacità di verbalizzare le loro

opinioni;

a livello dell’attendibilità si ritiene che usando uno stimolo che maschera il vero obiettivo diminuiscono le

- dell’immagine di sé.

probabilità che le risposte vengono adattate al quadro complessivo che egli ha

L’uso di tali metodi comporta l’esigenza di una elevata specializzazione professionale sia per la

somministrazione degli strumenti che per l’interpretazione e l’organizzazione dei dati in modo che gli stessi

possano assumere un significato il più possibile affidabile e condiviso.

2. Le tavole T.A.T. e gli strumenti tematici

Si tratta del Tematic Apperception Test (TAT) di Morgan e Murray per lo studio della personalità: è un test

costituito da 20 tavole tematiche in bianco e nero, che rappresentano figure dalle relazioni indefinite fondate

sull’ipotesi che quando una persona interpreta una situazione sociale ambigua essa rivela la sua personalità.

L’interesse dello strumento nella ricerca psicosociale rimanda alle due seguenti conclusioni: la natura

ambigua delle relazioni tra le figure rappresentate nella maggior parte delle Tavole e il tipo di consegna che

viene fornita all’oggetto esaminato focalizzata sull’elicitazione e la descrizione di atteggiamenti in forma

dinamica.

McClelland et al. Hanno utilizzato forme modificate del TAT in ricerche relative alle motivazioni di specifici

atteggiamenti e comportamenti socio-relazionali: need for Achievement /bisogno di successo), need for

affiliation (bisogno di approvazione), need for power (bisogno di potere).

Adorno ha utilizzato il TAT per lo studio della Personalità autoritaria somministrandolo a 80 soggetti

bilanciati per sesso, grazie a questo sono stati rilevati campi della personalità che non è possibile intercettare

verbali e tendenze della personalità che risultano dalle influenze dell’ambiente.

attraverso domande

3. Il P.F.S. di Rosenzweig

Si tratta del Picture Frustation Study creato da Rosenzweig costituito da 24 vignette, incomplete nella parte

didascalica, relative a situazioni nelle quali un protagonista è oggetto di comportamenti frustanti della vita

quotidiana. La consegna è immaginare la risposta del protagonista in questione, scrivendola negli appositi

che subisce l’evento ipotizzando che le

spazi. Ciò si chiede ai soggetti di mettersi nei panni della persona

risposte attribuite rispecchiano i personale modo di reagire alla situazione frustante.

Brown lo ha usato per lo studio degli atteggiamenti razziali e la loro origine, è anche stato utilizzato per

verificare la relazione tra atteggiamenti e comportamenti aggressivi.

Il test per le sua caratteristiche presenta un’ambiguità di base che si riflette sull’interpretazione relativa al

livello di risposta adottato dai soggetti cui viene somministrato. Sono possibili tre livelli di risposta:

1. livello di opinione (la risposta del sogg rimanda al comportamento socialmente considerato

accettabile);

2. livello di comportamento esplicito (la risposta corrisponde al suo reale comportamento);

3. livello implicito (la risposta risente di bisogni latenti che raramente trovano attuazione nella vita

quotidiana).

4. Frasi da completare e le storie stimolo

Questa tecnica può essere semplificata dal Tcfs, uno strumento semistrutturato creato da Sacks che misura

gli atteggiamenti, relativamente alla famiglia, al sesso, rapporti interpersonali e al concetto di sé. Il metodo

delle storie stimolo o vignette consiste nella descrizione di episodi rilevanti della vita sociale rispetto ai quali

si chiede all’intervistato di esprimer una precisa valutazione. Utilizzato da Likert per analizzare gli

atteggiamenti di pregiudizio nei confronti dei negri e da Kohlberg per lo studio del giudizio morale.

Capitolo 7. Dalla misura degli atteggiamenti all’esplorazione delle rappresentazioni sociali

Da quando negli anni ’60 Moscovici ha introdotto il concetto di rappresentazione sociale è venuto

assumendo una crescente importanza nel panorama della psicologia sociale, ponendo problemi riguardo a

possibili rapporti di parentela con il concetto di atteggiamento. Scrivono Tajfel e Fraser che gli atteggiamenti

sociali comprendono una parte importante delle nostre rappresentazioni sociali . la rappresentazione sociale è

una forma di conoscenza sociale pratica, spontanea che origina sia dalle nostre esperienze che dalle

tradizioni culturali nelle quali siano immersi e mediante la quale interpretiamo la realtà quotidiana, pensiamo

i fenomeni che vi riscontriamo. Le rappresentazioni sociali concorrono a determinare le attribuzioni di

senso ai fatti del nostro mondo esperienziale e forgiano la nostra realtà sociale consensuale e condivisa. Per

quanto riguarda il modo in cui le rappresentazioni sociali agiscono e i ruoli che svolgono nei processi

Moscovici individua due ruoli: l’uno (soggettivo/attivo) che consiste

relazionali tra il pensiero e il sociale,

nel rendere convenzionale, dotandolo di significato, l’esperienza dell’individuo; l’altro strettamente connesso

che consiste nel delimitare in riferimento alle rappresentazioni pregresse gli ambiti di riferimento rispetto ai

quali è possibile attribuire senso ai dati esperienziali. Le rappresentazioni hanno due ruoli:

1. convenzionalizzano gli oggetti, le persone e gli eventi che incontriamo, fornendo loro una forma

precisa, assegnandoli a una certa categoria.

2. sono prescrittive, si impongono a noi con forza irresistibile che è la combinazione di una struttura

che è presente addirittura prima che noi cominciamo a pensare e di una tradizione che stabilisce cosa

dobbiamo pensare.

sociali costituiscono una sorta di guida individuale/sociale che orienta dall’interno il

Le rappresentazioni

nostro modo si porci nei confronti degli altri e le aspettative relativamente ai loro modi di porsi nei nostri

confronti.

L’atteggiamento viene considerato come un fenomeno individuale e relativo all’esperienza personale; la

rappresentazione appare come un più generale fenomeno di natura sociale e psicologica.

Nella quotidiana esperienza lo stesso oggetto può elicitare in uno stesso individuo una molteplicità di

atteggiamenti, anche se diversamente articolati. E tale complesso di atteggiamenti può essere considerato

come la vera e propria struttura delle rappresentazioni sociali relative all’oggetto indagato.

Parte terza: Strumenti utilizzati e livelli di misura

Capitolo 1. La congruenza necessaria tra strumenti e livelli di misura

1. Premessa

La congruenza tra strumenti e livelli di misura è una delle questioni più importanti relativa agli strumenti di

ricerca.

Un problema connesso è che cosa sia uno strumento. In tale categoria rientrano una serie di dimensioni di

natura concettuale, epistemologica, psicosociale, delle quali gli strumenti in senso stretto possono essere

considerati articolazioni concretamente visibili. La questione della misura si è spesso configurata coem

l’esigenza/possibilità di utilizzare strumenti di natura quantitativa Vs. strumenti di natura qualitativa.

Nell’ambito delle scienze sociali si privilegia la dimensione quantitativa quando si tende a considerare i

(cosa il soggetto dice) si privilegia quella qualitativa se l’attenzione viene rivolta ai

contenuti in quanto dati

processi (relazionali, interpersonali).

Qualsiasi tipo di intervista colloquio implica sia contenuti che processi, uno scambio di informazioni e uno

scambio relazionale.

2. Misura e scale di misura

Russerl ricorrendo al principio dell’isomorfismo definisce il concetto di misura come qualsiasi metodo con

cui si stabilisca una corrispondenza biunivoca e reciproca fra tutte o fra alcune grandezze di un determinato

genere e tutti o alcuni numeri, interi, razionali o reali, secondo il caso. La misurazione richiede una relazione

uno-uno fra i numeri e le grandezze in questione; che può essere diretta o indiretta, banale o importante.

Questa definizione ci misura però assegna dei numeri solo alle proprietà del sistema e no direttamente agli

oggetti, esclude cioè il livello nominale (quello in sui i diversi stati o categorie possono essere espressi da

simboli, nomi, aggettivi e l’unica relazione esistente tra i due elementi è quella di equivalenza e non

equivalenza). Poiché nelle scienze sociali il livello nominale è la base di partenza si preferisce la definizione

che ne ha dato Stebìvens, la misura è qualsiasi attribuzione di aggettivi numerali ad oggetti o eventi secondo

una qualsiasi regola. Per effettuare le misure vengono usate delle scale nominali, ordinali, ad intervalli, di

rapporti. Caratteristica di tali scale è che ciascuna di ordine superiore contiene quella di ordine inferiore es la

scala ordinale possiede anche le caratteristiche di quella nominale.

3. Strumenti di analisi, ricerca, scale di misura

Ogni strumento di misura presenta determinate caratteristiche metriche che consento un certo livello di

misura piuttosto che un altro. Scegliere uno strumento significa scegliere un tipo do scala di misura e cmq la

scala limite entro quale è possibile trattare i dati.

1. Le interviste libere o con guide, i questionari aperti, chiusi con risposte a scelta binaria e multipla,

implicano l’uso di scale di livello nominale o ordinale;

2. questionari strutturati secondo il metodo Likert (scale di atteggiamento, differenziale semantico e

simili) consentono l’uso di scale a intervalli.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze e tecniche psicologiche
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher studentessaM33 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dell'intervista e del questionario e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Licciardello Orazio.

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