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Psicologia degli atteggiamenti

Capitolo 1: Cosa sono gli atteggiamenti e come vengono misurati?

Cos'è un atteggiamento

L'atteggiamento è una tendenza psicologica che si esprime valutando una particolare entità con un certo grado di favore o sfavore (Eagly e Chaiken). Fazio lo definisce come una associazione in memoria tra un oggetto e una valutazione sintetica di esso. Cacioppo e Petty, invece, definiscono l'atteggiamento un generale e duraturo sentimento positivo/negativo su una persona, oggetto o problema. Infine, Zanna e Rempel, definiscono un atteggiamento la categorizzazione di un oggetto stimolo lungo una dimensione valutativa.

Quindi l'atteggiamento comporta l'espressione di un giudizio valutativo su un oggetto: la valutazione risulta l'aspetto predominante. L'atteggiamento può variare in due modi importanti:

  • Valenza o direzione: gli atteggiamenti possono essere positivi, negativi, neutri.
  • Forza

Gli oggetti di atteggiamento possono essere concreti o astratti, riguardare il proprio Sé, gli altri e i gruppi sociali.

Storia della ricerca sugli atteggiamenti

  • 1920-1934: si cerca di misurare le proprietà mentali soggettive, come gli atteggiamenti. Thurstone sviluppa la scala Equal Appearing Interval, mentre Likert sviluppa la scala Likert: entrambi dimostrano che gli atteggiamenti sono misurabili. LaPiere dimostra (esperimento della coppa cinese) che l'atteggiamento non influenza necessariamente il comportamento.
  • 1930-1960: la guerra mondiale porta gli psicologi sociali (Lewin, Asch, Festinger, Sherif) a studiare processi come conformità, persuasione, potere e dinamiche di gruppo. Adorno studia lo sviluppo degli atteggiamenti autoritari: sviluppa la scala F, per studiare le basi psicologiche e sociali degli atteggiamenti antisemiti. Hovland studia i metodi più efficaci per fare propaganda di guerra e si interessa alla persuasione. Festinger studia la dissonanza cognitiva. Smith e Katz studiano come gli atteggiamenti possano svolgere un diverso numero di funzioni o bisogni per un individuo: la funzione più importante è la valutazione dell'oggetto, la capacità degli atteggiamenti di far risparmiare energia, rendendo i giudizi più facili e veloci.
  • 1960-1980: si studia come gli atteggiamenti influenzino il comportamento; Ajzen e Fishbein elaborano la teoria dell'azione ragionata, che sostiene che si può predire il comportamento deliberato e riflessivo tramite gli atteggiamenti. McGuire e Wyer approfondiscono gli studi sulla persuasione, affermando che i destinatari del messaggio persuasivo sono recettori attivi, che collegano le nuove informazioni persuasive con i loro atteggiamenti. Wicker conclude invece che gli atteggiamenti sono scarsi predittori del comportamento. Oggi, invece, si pensa che gli atteggiamenti predicano i comportamenti meglio in alcune condizioni che in altre.
  • 1980-1990: vengono introdotti due nuovi modelli di persuasione: ELM (modello della probabilità di elaborazione) e HSM (modello euristico-sistematico).
  • 1990-oggi: interesse sulla forza degli atteggiamenti; un atteggiamento forte è più persistente nel tempo, più resistente al cambiamento, in grado di influenzare l'elaborazione delle informazioni e in grado di predire il comportamento. Lo sviluppo tecnologico ha portato a nuovi modi di misurare l'atteggiamento, in modo implicito: fMRI (risonanza magnetica funzionale) e altre tecniche di imaging cerebrale.

Come vengono misurati gli atteggiamenti?

Gli atteggiamenti non sono direttamente osservabili, e sono state sviluppate diverse metodologie per valutare efficacemente gli atteggiamenti.

Le diverse misure di atteggiamento possono essere:

  • Implicite: indirette, processi che non richiedono attenzione cosciente.
  • Esplicite: dirette, processi che richiedono attenzione cosciente.

Nelle misurazioni dirette si usano questionari self-report, dove i partecipanti rispondono a domande dirette circa le loro opinioni. L'approccio Equal Appearing Intervals (EAI) di Thurstone, prevede più fasi: 1) il ricercatore costruisce un insieme di credenze rilevanti per l'atteggiamento da misurare (pool di affermazioni rilevanti per il problema), 2) tali dichiarazioni vengono poi ordinate secondo una scala a intervalli e ad ogni item viene attribuito un punteggio sull'intervallo della scala, 3) le credenze vengono fornite agli individui che devono esprimere i loro atteggiamenti. Il punteggio è costituito dalla media o mediana del valore di scala degli item con cui concordano.

Likert sviluppa invece una tecnica di punteggi sommati: vengono elencate le credenze per indicare un atteggiamento favorevole o sfavorevole e per ciascuna voce gli intervistati indicano il loro grado di accordo o disaccordo. Un punteggio basso indica atteggiamento negativo, mentre un punteggio alto indica atteggiamento positivo.

L'approccio del differenziale semantico, di Osgood, Suci e Tannenbaum, che consiste nel sottoporre agli intervistati un foglio con una serie di scale: ogni scala è composta da una coppia di aggettivi bipolari, tra i quali è collocata una scala con 5-7 posizioni. A ogni intervistato si chiede di classificare l'intensità di ogni giudizio sulla scala: ciò permette di individuare la qualità (direzione positiva o negativa) e l'intensità (distanza dall'origine) del giudizio.

Le misurazioni dirette hanno comunque delle limitazioni:

  • Le persone non sono consapevoli dei loro atteggiamenti fino in fondo verso un oggetto.
  • La presentazione degli item può influenzare le risposte alle misure dirette.
  • L'intervistato può travisare le proprie risposte per presentarsi in modo positivo.

Per le misurazioni indirette si utilizzano diverse tecniche:

  • Priming valutativo: si basa sulla definizione di atteggiamento come un'associazione in memoria tra un oggetto e una determinata valutazione di tale oggetto (Fazio). Consiste nel categorizzare aggettivi positivi e negativi dopo la presentazione di uno stimolo. La velocità con cui viene fornita la valutazione viene presa come misura della forza dell'associazione tra oggetto di atteggiamento e valutazione.
  • Implicit Association Test (IAT): si basa sul presupposto che gli oggetti di atteggiamento possano spontaneamente attivare valutazioni che influenzano le successive reazioni e la velocità con cui vengono date le risposte. I partecipanti devono classificare aggettivi (come nel priming) e anche gli oggetti di atteggiamento. L'IAT è composto da 5 blocchi di prove e viene richiesto ai partecipanti di eseguire il test nel modo più veloce possibile. Una versione alternativa dell'IAT, creata perché le prestazioni possono essere influenzate da associazioni extrapersonali, modifica la categorizzazione da favorevole/sfavorevole a mi piace/non mi piace. Esiste infine anche una versione per bambini, dove viene concesso più tempo per rispondere, gli attributi positivi/negativi vengono pronunciate attraverso cuffie o altoparlanti, e vengono usati pulsanti luminosi invece della tastiera.
  • IAT carta e matita: gli stimoli vengono presentati in una serie di item verso il centro della pagina e nella parte superiore di essa vi sono due categorie. I partecipanti devono indicare per ogni item se questo appartiene alla categoria di dx o sx. C'è un periodo di tempo massimo, che porta a condurre errori: gli item favoriti, però, verranno classificati con più facilità.
  • GSR (Risposta Galvanica Cutanea): basato sul presupposto che l'attività delle ghiandole aumentasse la conduttanza cutanea e quindi punteggi elevati indicassero stress o avversione. Ma dato che le risposte alla GSR possono essere dovute sia a risposte negative che positive allo stimolo, non è una tecnica affidabile.
  • Dilatazione pupillare: si basa sul presupposto che la pupilla si espanda durante la visione di elementi graditi. La dilatazione però è più sensibile all'attenzione per un oggetto di atteggiamento che per il gradimento, e quindi non è affidabile.
  • EMG (Elettromiografia facciale): valuta le contrazioni facciali, da cui possono essere distinte risposte negative e positive.
  • ERP (Potenziali Evento-Correlati): misura l'attività elettrica del cervello, mentre vengono fornite risposte valutative su un oggetto di atteggiamento.
  • fMRI (Risonanza magnetica funzionale): rileva le aree cerebrali connesse alle risposte sugli atteggiamenti valutando i cambiamenti nel flusso sanguigno e nell'ossigenazione all'interno del cervello.

L'affidabilità è il grado in cui i punteggi dei test sono esenti da errori di misura. Per avere affidabilità, gli item che valutano un costrutto devono essere correlati positivamente, e i punteggi devono essere coerenti nel tempo.

Capitolo 2: Le tre streghe degli atteggiamenti

Le tre componenti fondamentali dell'atteggiamento vengono definite tre streghe, perché nel folklore popolare sono tre le streghe che lavorano insieme per fare una magia potente.

Prima strega: Contenuto degli atteggiamenti

Sul presupposto che gli atteggiamenti possano essere considerati come valutazioni globali, è nato il modello multi-componente (Eagly e Chaiken), secondo cui gli atteggiamenti sono valutazioni di sintesi di un oggetto che possiede componenti cognitive, affettive e comportamentali (CAB):

  • Componente cognitiva: credenze, pensieri e attributi che associamo ad un oggetto.
  • Componente affettiva: sentimenti o emozioni legate ad un oggetto di atteggiamento.
  • Componente comportamentale: comportamenti passati o esperienze riguardanti un oggetto di atteggiamento. Bem parla di teoria dell'autopercezione, sostenendo che le persone deducono i propri atteggiamenti da come pensano di essersi comportati in passato rispetto all'oggetto di atteggiamento.

Sono componenti sia indipendenti che interdipendenti: ciò vuol dire che sentimenti, pensieri ed esperienze passate riguardo un dato oggetto possono essere orientate tutte nella stessa direzione, come possono avere direzioni diverse.

Per misurare le diverse componenti CAB, si utilizzano due metodi:

  • Differenziale semantico: si usano scale di differenziale semantico (positivo/negativo, buono/cattivo), per misurare componenti affettive e cognitive. Per la componente cognitiva si usano dimensioni come utile/inutile, intelligente/sciocco, benefico/nocivo, prezioso/inutile. Per la componente affettiva si usano dimensioni come amore/odio, felice/infastidito, lieto/triste, calmo/teso, emozionato/annoiato, rilassato/arrabbiato, accettazione/disgusto. Invece, a causa della natura diffusa del comportamento, ha reso difficile creare scale per la componente comportamentale.
  • Domande aperte: i partecipanti sono invitati a scrivere pensieri, sentimenti ed esperienze comportamentali associate ad un oggetto di atteggiamento. Per la cognizione, il partecipante deve elencare caratteristiche, attributi e valori; per l'affetto si richiede di elencare emozioni e sentimenti associati; per il comportamento richiede di elencare esperienze passate rilevanti che hanno avuto con l'oggetto di atteggiamento. Per il punteggio si usa una metodologia aperta: il partecipante valuta quanto positiva o negativa sia ogni pensiero, sentimento o esperienza.

Secondo diverse ricerche, informazioni cognitive e affettive sono molto importanti per predire gli atteggiamenti. In particolare, Eagly sostiene che sono le credenze ad avere maggiore valore predittivo, rispetto agli affetti. Inoltre molti studi hanno evidenziato che possedere credenze positive si associa a risposte affettive positive, mentre credenze negative sono tipicamente associate a sentimenti sfavorevoli. Meno ricerche sono state dedicate a tutte e tre le componenti, comportamento incluso. I ricercatori hanno rilevato che la qualità delle esperienze passate prediceva gli atteggiamenti indipendentemente dalla vantaggiosità di pensieri e sentimenti verso l'oggetto di atteggiamento. Per concludere, l'indagine di Huskinson e Haddock, ha mostrato come le persone possono basarsi, per i loro atteggiamenti, su informazioni cognitive o affettive: alcune persone basano il loro atteggiamenti prevalentemente su risposte affettive, altre su risposte cognitive, altre su risposte cognitive e affettive in ugual misura.

Seconda strega: Struttura degli atteggiamenti

La struttura indica come sono organizzate le tre componenti CAB, all'interno di valutazioni positive o negative. La visione unidimensionale sostiene che credenze, sentimenti e comportamenti positivi inibiscano la comparsa di convinzioni, sentimenti e comportamenti negativi sullo stesso oggetto di atteggiamento. La visione bidimensionale afferma l'esistenza di due dimensioni, una con.

Terza strega: Funzioni dell'atteggiamento

Smith afferma che gli atteggiamenti svolgono tre funzioni principali:

  • Valutazione dell'oggetto: abilità degli atteggiamenti di riassumere attributi positivi e negativi degli oggetti nel nostro mondo sociale.
  • Adattamento sociale: aiuta a identificarsi con le persone che ci piacciono e a dissociarci con quelle che non ci piacciono.
  • Esternalizzazione: difendono il sé dal conflitto interno (difesa dell'autostima).

Katz propone quattro funzioni:

  • Conoscenza: capacità degli atteggiamenti di organizzare le informazioni sugli oggetti di atteggiamento.
  • Utilità: massimizzare le ricompense e minimizzare le punizioni ottenute dagli oggetti di atteggiamento.
  • Difesa dell'Io: proteggere l'autostima.
  • Espressione dei valori: l'atteggiamento può esprimere il concetto di sé e i valori centrali di un individuo.

Sulla prospettiva funzionale, nuove ricerche ha fornito nuove informazioni:

  • Herek: ha sviluppato l'AFI (Attitudes Functions Inventory), una misura self-report dove i partecipanti valutano il grado in cui il loro atteggiamenti riflettono varie preoccupazioni. Gli atteggiamenti hanno la capacità di riassumere le informazioni sull'oggetto di atteggiamento.
  • Shavitt: oggetti di atteggiamento possono avere un singolo o molteplici funzioni (es. funzione utilitaristica, funzione di prestigio sociale).
  • Snyder: sviluppa il costrutto di personalità di auto-monitoraggio per descrivere quanto le persone differiscono nel grado in cui cambiano il loro comportamento per adattarsi alla situazione. Persone ad alto auto-monitoraggio cambiano il loro comportamento in base alle situazioni, mentre persone con basso monitoraggio tendono a presentarsi nello stesso modo tra le diverse situazioni.
  • Fazio: atteggiamenti altamente accessibili (che si ricordano facilmente), accrescono l'agio con cui le persone formulano giudizi rilevanti e diminuiscono l'arousal fisiologico durante questi giudizi. Ciò indica che la funzione di valutazione sia svolta da atteggiamenti attivati in modo spontaneo dalla memoria, che non attivati spontaneamente.

Esistono collegamenti tra contenuto, struttura e funzione di atteggiamento. Tra contenuto e funzione: atteggiamenti che assolvono funzioni diverse spesso differiranno anche nel contenuto delle convinzioni che le supportano. Tra struttura e funzione: stesse funzioni di atteggiamento possono operare sia a livello struttura unidimensionale che bidimensionale, ma a diversi gradi. Gli atteggiamenti forti sono caratterizzati da:

  • Stabilità nel tempo
  • Resistenza al cambiamento
  • Influenzano l'elaborazione dell'informazione
  • Guidano il comportamento

Capitolo 3: Influenza degli atteggiamenti su elaborazione delle informazioni e comportamento

Influenza sull'elaborazione dell'informazione

Influenza sull'attenzione

L'elaborazione dell'informazione è il modo in cui la nostra mente si relaziona con l'informazione che incontriamo nel nostro mondo sociale. Allport e Asch sostengono che gli atteggiamenti influenzano l'informazione che vediamo e sentiamo. Festinger sosteneva che, nel momento in cui si è presa una decisione, per evitare la dissonanza cognitiva il soggetto cerca informazioni in modo più selettivo. Freedman e Sears criticano l'ipotesi di Festinger, affermando che le persone semplicemente accolgano informazioni che supportano i loro atteggiamenti: non c'è una ricerca esplicita dell'informazione coerente.

Uno dei fattori che influenza l'attenzione selettiva è la polarità dell'opinione, che può essere:

  • Unipolare: tendenza a cercare l'info che conferma la propria posizione. Persone di questo tipo tendono a notare maggiormente affermazioni estreme (Judd e Kulik).
  • Bipolare: tendenza ambivalente dove l'informazione rilevante viene esaminata in maniera più approfondita. Le persone ricercano nuove info che supportino il loro atteggiamento (diminuendo l'ambivalenza).
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pianoren di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia degli atteggiamenti e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Stefanile Cristina.
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