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Il testo con questo sfondo si riferisce alla parte antologica del testo e ogni trattino (-) ad

un brano.

CONCETTI INTRODUTTIVI

La è una conoscenza scientifica che ha come oggetto di ricerca

pedagogia

l'educabilità umana e i processi educativi che permettono al soggetto di diventare

adulto. è identificata spesso erroneamente come un processo dove il sapere è

L'educazione

considerato un mero bene materiale trasferibile dall’educando all’educato che è visto

come un contenitore da riempire. Mentre in realtà l’educazione è un processo vitale

interattivo, collocato in un preciso contesto culturale e storico dato, per il quale ogni

nuovo nato entra inevitabilmente in relazione con una serie di adulti. Si pone nel

periodo dell'età evolutiva (che dura 20 anni circa dalla nascita) è molto lungo,

altamente malleabile (si parla di immaturità malleabile).

Alla base di questa tra un soggetto e un educatore che il

relazione educativa

bambino ritiene significativo (non per forza singolo, ma anche collettivo) ci sono

processi di Nel bambino si attua tramite la mitizzazione

identificazione reciproci.

dell'Io (il bambino si comporta come egli si immagina che l'adulto

dell'adulto

potrebbe comportarsi, non come è davvero). L’adulto invece si identifica in quelli che

sono i bisogni del bambino.

Storicamente infatti la prima testimonianza di pedagogia si ha nella di

Republica

Platone, nella quale il filosofo mostra questo rapporto come un saggio governatore che

da ad una città le giuste norme per potersi in futuro autogovernare secondo i suoi

bisogni. L’educato diventa quindi adulto ed educando (degli altri o di sé stesso) quando

avrà raggiunto una soglia di capace di assumersi la responsabilità del

autonomia,

proprio agire.

Infatti la è un processo, a differenza dell’educazione, autonomo e

formazione

volontario, dopo l’età evolutiva (educazione già avvenuta) dove il soggetto da forma,

nella direzione che preferisce, al proprio progetto esistenziale. La è

trasformazione

invece sempre un mutamento psicofisico dell’età adulta ma involontario e non

intenzionale.

L'Insegnamento è un atto, totalmente intenzionale, che interviene a modificare

l'esperienza di un altro essere umano. La relazione fra allievo e maestro è mediata

dall'oggetto dell’insegnamento, oggetto a cui viene conferito un valore simbolico

perchè è impregnato dell'esperienza stessa del maestro.

LE TRE FORME STRUTTURALI

Le tre forme strutturali fondamentali, ovvero i luoghi dove si realizzano l’educazione e

l’insegnamento, sono tutte di tipo partecipativo e sono: la famiglia,

e la In queste tre strutture molto importante è il

l'apprendistato/tirocinio scuola.

gruppo di che non è una forma strutturale, ma rientra sempre in queste

coetanei,

come elemento di confronto, che spesso può anche sostituire la figura mancata della

famiglia.

- La è un modello universale (presente in tutte le culture) che prevede la

famiglia

partecipazione di un soggetto ad un gruppo primario attraverso relazioni dirette e

una convivenza prolungata, che nasce dal bisogno del “cucciolo di uomo” di essere

aiutato durante l’età evolutiva. Il senso di appartenenza in questo gruppo precederà

e influirà su tutte le esperienze e i futuri processi di identificazione del soggetto. Qui

il soggetto apprende direttamente, senza mediazioni, e la motivazione intrinseca

dell'apprendimento (la motivazione all'imparare che nasce dall'interno del soggetto,

psicologia cognitivista) è fortissima e dovuta ad ancor più forti processi di

Bruner,

identificazione per la quale i membri della famiglia non solo convivono, ma

coesistono, si appartengono, come una entità superindividuale (dialetto

mediterraneo chi sei?=chi appartieni).

- Il modello dell’apprendistato prevede invece che un soggetto molto giovane,

considerato inesperto, apprende contenuti e abilità grazie ad un maestro ritenuto

competente. Il fine è guadagnare il titolo di esperto. Per consentire l’accesso

all’apprendistato in alcune culture si faceva uso di riti iniziatici ovvero riti di

passaggio che segnano o segnavano l’ingresso di un soggetto in un gruppo di

appartenenza (lavorativo, adulto, religioso…). Questo modello si ripropone nel

dove però il soggetto è considerato già competente ed entra nel mondo

tirocinio

professionale affianco di un professionista più esperto. Il soggetto ha un’autonomia e

una responsabilità maggiore rispetto all’apprendistato. E’ un’esperienza educativa

molto forte perché il lavoro umano da una grande gratificazione nella persona che è

introdotta nella società con un forte elemento di identificazione personale. Nessuna

successiva riconversione lavorativa (successivo apprendistato o tirocinio) avrà la stessa

valenza del primo.

- La è l’unica forma strutturale istituzionalizzata. Si crea quando un gruppo di

scuola

soggetti si raccoglie attorno ad un maestro per acquisire conoscenza attraverso un

preciso iter formativo prestabilito di lunga tempistica. Alla base c’è l’idea che esista

una cultura formale, cioè un insieme di conoscenze che sono ritenute

necessariamente trasmissibili ad un soggetto. Per infatti la scuola è l’ingresso

Bruner

nella vita della ragione. La forma più arcaica di scuola è la scuola della foresta,

periodo di segregazione di soggetti bambini in età evolutiva, per ricevere dagli

anziani le istruzioni per affrontare il percorso iniziatico nella vita adulta. In seguito,

con l’introduzione della scrittura, la trasmissione della cultura si è ampliata,

costituendo 2 tipi di modelli, che oggi sono confluiti nel modello della

scolarizzazione moderna. Vi è un modello di scuola di tipo aristocratico/

meritocratico -> Un tipo di scuola contraddistinta da iter

scuola del tempio.

molto lunghi e riservati ad una stretta cerchia di persone (Di stampo orientale, di

formazione istituzionale, e a prescindere dalla nascita, se inserito in un percorso di

educazione potevi scalare il tuo grado sociale es. Daniele e Giuseppe in Egitto.) C’è

poi la aperta a una popolazione più vasta e fornisce

scuola universalistica

insegnamento di materia basilare (calcolo, scrittura e lettura).

LA SCUOLA MEDIA ITALIANA

Va dagli 11 ai 14 anni di età e si pone tra le scuole elementari e superiori. La scuola

media compare per la prima volta solamente nella riforma scolastica del sotto il

1940

nome di scuola media UNICA (che accentrò in un unico tipo di scuola i trienni iniziali

di tutte le scuole superiori), nonostante che la il sistema scolastico statale viene fondato

nel 1861 poco dopo l’unità d’Italia. E’ una scuola selettiva e meritocratica con esami di

ingresso e uscita, considerata molto prestigiosa da frequentare. Tanto che nel 1948

venne sancito l’obbligo di frequentazione scolastica fino ai 14 anni. Dopo i 5 anni di

scuola elementare, si accedeva o alla scuola media unica (grazie alla quale si accedeva

a tutti i licei e alle scuole professionali) o 3 di scuola post elementare triennale

professionale. La successiva riforma del inaugurò la scuola media UNIFICATA,

1962

perchè concentra in un unico canale la scuola media unica e le scuole professionali. Da

qui inizia una parabola di cambiamenti che porteranno una maggiore massificazione

dell’istruzione e un abbassamento livello meritocratico per accedervi: si accede alle

scuole medie senza esame; si può andare a tutti i licei con qualsiasi voto; apertura della

scuola anche a studenti con disabilità; Moti fine anni 60 ulteriore indebolimento del

rigore scolastico; riforme inconcrete e mai realizzate - Berlinguer 8 anni macroscuola -

Moratti creazione percorsi personalizzati.) Questa crisi perdura ancora oggi e le la

massificazione della scuola, l’abbassamento meritocratico, la forte presenza della

cultura consumistica e la figura più fragile della famiglia sono la causa del sempre più

diffuso insuccesso scolastico. La scuola media statale al giorno d’oggi è il caprio

espiatorio di questa diatriba a causa della sua fragilità strutturale.

- Legge istitutiva della scuola media unificata 1962 - Decreto legge del 1979

- Saggio di del 1992: DELINEA PARABOLA

Chiosso L’insorgere della scuola di massa.

MASSIFICAZIONE SCUOLA MEDIA “La crisi della scuola è la sua

massificazione” - tema della industrializzazione pasoliniana —> boom iscritti e

alfabetizzati.

C’è un momento però dove la scuola sembra consolidarsi ed è con la riforma del 1979,

che introdusse due nuovi concetti importanti: Il concetto di e di

comunità scolastica

La prima si basa sul pensiero di studioso che ha

centralità dell’alunno. Dewey,

teorizzato una scuola in cui possa partecipare la comunità locale e nello stesso tempo

la scuola stessa possa essere una comunità, che condivide progetti e finalità di tutte le

persone. Con il concetto di centralità dell’alunno gli insegnanti cominciano

concentrarsi meno sul contenuto nozionistico in sé ma sulla sua padronanza di questi e

quindi si pone più attenzione sulla formazione metodologica dell’allievo.

Brano di del 1932: Concetti della

Dewey Dalla scuola del tempio alla scuola laboratorio.

scuola universale aperta a tutti (modello italia aperto a tutti 1962), laboratorio sociale e

culturale pratico, comunità scolastica, educazione mezzo democrazia. Critica scuola

americana.

LO SCHEMA EVOLUTIVO DI ERIK ERICKSON

La crescita durante l’età evolutiva prevede, oltre allo sviluppo fisico anche

l'acquisizione di contenuti e strumenti mentali utili a comprendere il mondo in cui si

vive. uno studioso neofreudiano, ha teorizzato un possibile schema ideale

Erik Erickson,

evolutivo del soggetto in crescita, sulla base dello schema di sviluppo psicosessuale del

bambino di Per Erickson ci sono oltre i cinque nell’età

Freud. otto stadi della vita,

evolutiva, anche tre nell’età adulta, il confine tra questi è il consolidamento dell’Io. In


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DESCRIZIONE APPUNTO

Sunto per l'esame di Pedagogia, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente: Preadolescenti a scuola, F. Marsciani. Gli argomenti trattati sono i seguenti: concetti introduttivi di semiotica, le tre strutture fondamentali, la scuola, la scuola media italiana, lo schema di erickson, la valutazione, l'apprendimento, gli strumenti dell'insegnante, l'orizzonte culturale del preadolescente, sezione antologica.


DETTAGLI
Esame: Pedagogia
Corso di laurea: Corso di laurea in dams (discipline delle arti, della musica e dello spettacolo)
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher anielloferrone@gmail.com di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Moscato Maria Teresa.

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