Patologia
La patologia è quella scienza che si occupa dello studio delle cause che inducono l'alterazione delle strutture e delle funzioni dell'organismo, dei meccanismi attraverso cui le cause riescono a provocare il danno e dei processi reattivi con cui l'organismo risponde agli insulti morbosi che lo colpiscono, al fine di ristabilire la precedente condizione di integrità, anche se talvolta è diversa da quella originaria.
Branche della patologia
All'interno della patologia possiamo distinguere due diverse branche:
- Etiologia: scienza che individua le cause o la causa che provoca un'alterazione dello stato di salute.
- Patogenesi: determinazione dei meccanismi attraverso cui il danno viene provocato.
Basi della Patologia:
- Biochimica
- Biologia
- Immunologia
- Fisiologia
- Microbiologia
Malattia
La malattia, di cui si occupa la patologia, è intesa come una perturbazione esterna o interna della normalità, alla quale l'organismo dovrà far fronte o con l'adattamento, nel caso di perturbazioni a lungo termine o con il ripristino dell'omeostasi nel caso di perturbazioni a breve termine. Durante l'intervallo di tempo in cui l'organismo cerca di ripristinare l'omeostasi, l'organismo sarà malato.
Normalità e meccanismi omeostatici
Con normalità intendiamo il continuo e controllato equilibrio tra i vari sistemi dell'organismo, al cui mantenimento concorrono ininterrottamente una serie di meccanismi omeostatici, fra cui:
- Mantenimento dell'equilibrio acido-base, continuamente perturbato dalla produzione di acidi e di basi derivanti dall'attività metabolica.
- Mantenimento dell'equilibrio idroelettrico sottoposto frequentemente a variazioni, in base alla quantità di acqua introdotta.
- Termoregolazione negli animali omeotermi, ovvero che hanno temperatura costante.
- Mantenimento costante della concentrazione di ormoni, attraverso meccanismi a retroazione.
Salute
Lo stato di salute corrisponde ad uno stato di equilibrio, definito come omeostasi, per cui dipende dall'efficienza dei meccanismi omeostatici. La salute è la risultante dell'integrità dei meccanismi preposti al mantenimento di una serie di parametri a un livello costante, entro i confini di una variabilità che risulta statisticamente accettabile. Secondo l'OMS, il concetto di salute è uno stato di benessere fisico, mentale e sociale completo e non la semplice assenza di malattia, ma questa definizione rappresenta più un concetto utopistico sui diritti umani.
Adattamento
Adattamento: capacità delle cellule, e quindi dell'organismo, di modulare le proprie funzioni in occasioni di eventi perturbanti, in modo tale da ripristinare l'omeostasi.
Condizioni patologiche o manifestazioni morbose
Sono deviazioni dalla norma dello stato di salute e sono elencate in base alla gravità:
- Fenomeno morboso: è la deviazione più semplice dalla norma di un carattere morfologico, biochimico o funzionale della cellula, di un tessuto o di un organo alla quale può anche non seguire alcuna sintomatologia (abrasione...)
- Processo morboso: è la risultante della correlazione di più fenomeni morbosi che compaiono in regolare successione con caratteristiche peculiari in base al tipo di evento (degenerativo, riparativo, reattivo...). Un esempio è il processo infiammatorio o la febbre.
- Stato morboso: è una condizione patologica stazionaria ben definita, a volte asintomatica, risultante da un equilibrio non facilmente individuabile con l'organismo. Spesso comporta una predisposizione verso la malattia. Esempi sono la miopia, la presbiopia, la mancanza del cristallino, la presenza di cicatrici, la mancanza di un arto o di una sua parte.
- Malattia
Risposta cellulare agli insulti
Una cellula rappresenta un'unità fondamentale di un organismo, in quanto dal suo stato, si riflette lo stato complessivo di un individuo. In seguito a un insulto, che può essere di differente natura, una cellula può rispondere in diversi modi:
- Guarigione (reazione all'insulto e sua risoluzione)
- Adattamento (la cellula si adatta all'insulto che diventa quindi cronico)
- Morte (la cellula non è in grado di sopportare l'insulto e muore)
Definizione di malattia
Il concetto di malattia è stato, fin dall'inizio, un motivo di discussione; infatti una delle prime definizioni di malattia, risalente al secolo passato afferma che è malattia qualunque condizione riduca la probabilità di sopravvivenza. Questa definizione è stata però criticata in quanto molto ambigua visto che il concetto di malattia può essere frainteso ed allargato ad eventi generici ed inoltre esistono comunque patologie come l'Anemia Falciforme che aumentano la probabilità di sopravvivenza in aree in cui è diffusa la malaria. La malattia può essere definita come una condizione dinamica, evolutiva, che induce uno stato di reattività dell'intero organismo in conseguenza dell'alterazione dei meccanismi che presiedono al mantenimento dell'omeostasi.
Livelli di studio di una malattia
Una malattia può essere studiata su diversi livelli:
- Popolazioni intere
- Individui singoli
- Organi o tessuti
- Cellule (Citopatologia)
- Organuli cellulari
- Genoma (DNA): in particolare, studiando le malattie a livello del genoma è possibile arrivare alla creazione di farmaci intelligenti che colpiscono solo il genoma malato.
Classificazione delle malattie in base all'area interessata
Una malattia può essere inoltre classificata in base all'ampiezza dell'area da essa interessata:
- Focale: malattia limitata ad un solo focolaio (pustola).
- Diffusa: malattia che interessa un'area più grande, come un organo (ad esempio il fegato).
- Disseminata: malattia estesa a molteplici focolai (metastasi tumorali).
- Sistemica: malattia estesa a tutto un sistema (ad esempio il sistema nervoso).
- Generalizzata: malattia diffusa di tutto l'organismo.
Eziologia
Eziologia: branca della medicina che studia le cause di una malattia (studio dei fattori causali di una malattia). La patologia generale ha il compito di stabilire perché un determinato fenomeno morboso si verifica, cercando di individuare la causa e le eventuali concause (cancro provocato dal fumo).
Cause esogene di malattia
Le cause esogene di malattia possono essere classificate in base alla loro natura.
Cause fisiche
Le principali cause fisiche di malattia sono rappresentate dalle radiazioni (onde radio, microonde, infrarossi, UV) che possono avere effetti eccitanti o ionizzanti sulle molecole biologiche dell'organismo esposto ad esse.
- Effetti termici acuti e cronici sugli organi bersaglio (occhi, cute, gonadi) ad opera di radiofrequenze, microonde, raggi UV e Laser.
- Effetti non termici acuti e cronici a carico del sistema nervoso (SNC, neurovegetativo, neuroendocrino) ad opera di radiofrequenze e microonde.
- Effetti stocastici a lungo termine (carcinoma spinocellulare/melanoma maligno della cute) ad opera dei raggi UV. Questo è l'unico tumore certo per le radiazioni non-ionizzanti.
L'induzione di tumori da parte dei raggi UV è dovuto alla loro capacità di inibire la divisione cellulare, inattivare gli enzimi, indurre mutazioni e se in dosi elevate sono in grado di indurre la morte cellulare. L'incidenza del melanoma maligno della cute (cancro della pelle) è legata alla frazione ultravioletta dei raggi solari ed è più frequente nelle popolazioni con la pelle chiara, per la scarsa presenza di melanina che ha la capacità di assorbire i raggi ultravioletti. Il potere cancerogeno delle radiazioni UVB è dovuto alla loro capacità di indurre la formazione di dimeri di basi pirimidiniche a livello del DNA; questo specifico danno del DNA viene riparato da un sistema basato sul taglio di nucleotidi chiamato NER (Nucleotide Excision Repair); questo sistema è costituito da 5 fasi: riconoscimento della lesione sul DNA, taglio del filamento danneggiato su entrambi i lati della lesione, rimozione degli oligonucleotidi dimeri, sintesi di un oligonucleotide che sostituisce quello rimosso, legame del segmento neosintetizzato al DNA. L'importanza del sistema NER si riscontra nei pazienti affetti da Xeroderma Pigmentoso, una condizione autosomica recessiva caratterizzata da elevata fotosensibilità, aumento notevole del rischio di sviluppare carcinomi della cute e in certi casi da anomalie neurologiche; i soggetti affetti da questa patologia muoiono prima dei 30 anni a causa delle metastasi sviluppatesi da tumori maligni della pelle.
Per quanto riguarda invece il Melanoma, la sua comparsa in seguito all'esposizione eccessiva a raggi UV è influenzata dalla presenza di nevi atipici (sarebbero i “nei”), dai fototipi chiari particolarmente reattivi, dalle ustioni solari, dalla familiarità, da mutazioni delle CDKN2A, da disordini della riparazione del DNA, da immunosoppressione e dall'età. I danni acuti che affliggono gli occhi in seguito ad una eccessiva esposizione a raggi UV sono rappresentati dalla Cheratocongiuntivite attinica che presenta una latenza dalle 6 alle 12 ore, dolore urente oculare, lacrimazione, fotofobia, spasmo palpebrale, ma che comunque viene risolta in alcuni giorni.
Agenti mutageni fisici
Gli agenti mutageni fisici sono invece rappresentati dalle radiazioni ionizzanti, che comprendono le radiazioni di natura elettromagnetica (raggi X, raggi gamma, raggi cosmici), caratterizzate da frequenze elevate e bassa lunghezza d'onda e le radiazioni di natura corpuscolata, come le particelle alfa, gli elettroni, i neutroni ed i protoni. Questo tipo di radiazioni possono causare alterazioni della struttura del materiale genetico per effetto diretto delle radiazioni sul DNA e per effetto indiretto dovuto alla produzione di ioni e radicali liberi a carico di altri componenti cellulari.
Nell'esposizione a radiazioni ionizzanti si possono identificare due tipi di effetti:
- Deterministici (dose-dipendenti) che si manifestano solo se viene superato un determinato valore di dose assorbita, colpiscono tutti gli individui esposti a dosi superiori a quella soglia (salvo modeste differenze di suscettibilità individuale) con una gravità degli effetti proporzionale alla dose assorbita che compaiono dopo un periodo di latenza inversamente proporzionale alla dose assorbita e dipendenti dal tipo di irradiazione subita. Per dosi medio-basse abbiamo una sindrome emopoietica, per dosi alte abbiamo una sindrome gastrointestinale, mentre per dosi elevate abbiamo una sindrome cerebrale.
- Stocastici (dose-indipendenti) che per manifestarsi non richiedono il superamento di alcun valore soglia di dose assorbita, sono rappresentati da leucemie e tumori solidi, sono a carattere probabilistico, con una proporzionalità diretta alla dose di radiazioni assunte.
Gli effetti dell'esposizione a radiazioni ionizzanti, oltre ad essere classificabili in effetti deterministici e stocastici, possono essere classificati sulla base della generazione dove si manifestano:
- Effetti somatici: sono gli effetti che interessano solo gli individui irradiati e si limitano quindi solo alla generazione colpita. Possono essere stocastici o non-stocastici.
- Effetti genetici: sono gli effetti che si manifestano nella progenie, sono stocastici e sono rappresentati dalle aberrazioni cromosomiche e dalle mutazioni genetiche.
- Effetti teratogeni: sono gli effetti che si manifestano sul prodotto del concepimento degli individui irradiati e possono essere non stocastici e stocastici in relazione al momento della gravidanza in cui è avvenuta l'irradiazione.
In seguito ad irradiazione con radiazioni ionizzanti possiamo misurarne gli effetti osservando le variazioni numeriche nelle serie cellulari di un organo emopoietico: avremo una precoce caduta del tasso linfocitario il cui grado ed andamento temporale rappresentano un indice di gravità, avremo un picco di granulocitosi già evidente nelle prime ore dopo l'irraggiamento con entità e durata correlate alla gravità dell'irradiazione e seguiti da una caduta in seguito.
Per quanto riguarda le sindromi cliniche da irradiazione esterna avremo che gli organi maggiormente colpiti saranno la cute (eritemi, radioepidermite con eritema, bolle..., con evoluzione che può essere acuta o cronica) e le gonadi (sterilità temporanea o permanente nell'uomo e disturbi ovarici, sterilità e disturbi endocrini nella donna, oltre a morte, malformazioni, ritardi di crescita e ritardo mentale dell'embrione in caso di gravidanza).
Cause chimiche
Il concetto di agente chimico quale causa di malattia dipende dalla via di introduzione della sostanza, dalle dosi, dalla possibilità di causare effettivamente stato di malattia. Un agente chimico può provocare in un organismo due diversi tipi di danni:
Danno diffuso
I cui effetti possono variare in base alla tipologia di agente impiegato:
- Variazione di pH: acidi forti producono ustioni cutanee che a causa della disidratazione formano escara secca, mentre invece basi forti producono ustioni con escara molle a causa del potere idrolitico.
- Solubilizzazione di costituenti cellulari: solventi dei lipidi provocano la lisi delle membrane, solventi acquosi con soluzioni ipotoniche determinano la lisi osmotica per richiamo di acqua, soluzioni ipertoniche determinano la plasmolisi per il raggrinzimento cellulare eccessivo per passaggio all'esterno di acqua.
- Denaturazione delle proteine: rottura della struttura tridimensionale delle proteine e perdita della funzione biologica.
Danno selettivo
Alterando uno specifico costituente cellulare ed è provocato dai veleni. Gli effetti dei vari veleni dipendono dalla dose, dalla via di penetrazione, dagli effetti locali e sistemici che possono esercitare e dalla loro azione diretta o indiretta.
Sostanze chimiche come causa di malattia
- Le sostanze chimiche rappresentano la più importante categoria tra le cause estrinseche di malattie nei paesi industrializzati, dato che ogni 20 minuti producono una nuova sostanza chimica potenzialmente patogena per l'organismo a causa dell'incapacità del nostro sistema immunitario di difendersi da essa a causa della sua neosintesi.
- Le sostanze chimiche patogene sono la causa di diverse malattie che affliggono gli apparati cardiovascolare, respiratorio ed il fegato e sono al primo posto fra le cause di sviluppo di neoplasie.
- Le sostanze chimiche patogene possono dare contemporaneamente effetti locali e sistemici ed effetti acuti di breve termine e cronici a lungo termine.
- Le sostanze chimiche possono essere flogogene, tossiche, mutagene, cancerogene e teratogene, mentre invece quelle apparentemente innocue possono essere attivate una volta immesse nell'organismo a livello gastrico/intestinale/epatico, svolgendo qui la loro funzione patologica.
Per tutte queste considerazioni, la migliore classificazione delle sostanze chimiche rimane quella in base alla loro distribuzione nell'ambiente.
Inquinamento atmosferico
Monossido di carbonio: immesso per incompleta ossidazione dei combustibili fossili, una volta inalato attraverso le vie aeree, si lega all'emoglobina, dato che presenta un'affinità verso di essa 200 volte superiore a quella dell'ossigeno. L'individuo subisce in questo modo una progressiva perdita della capacità di trasportare ossigeno attraverso il sangue, andando quindi incontro a morte per ipossia tissutale e asfissia.
Idrocarburi policiclici: immessi nell'atmosfera per incompleta ossidazione dei combustibili fossili e durante la raffinazione di derivati petrolchimici, una volta inalati vengono attivati divenendo sostanze mutagene e cancerogene a livello di diversi organi. Le manifestazioni patologiche sono rappresentate da tumori alla cute, polmoni, vescica e fegato.
Inquinamento di acqua e suolo: oligoelementi
Gli oligoelementi sono sostanze normalmente presenti in natura in piccole quantità, ma che a causa di particolari processi industriali vengono prodotte in grandi quantità e accumulate nell'ambiente di lavoro o circostante. Per cui possono essere esposti alla loro azione sia gli addetti ai lavori (rischio occupazionale) sia la popolazione circostante gli impianti industriali (inquinamento ambientale). Gli oligoelementi determinano solitamente due tipi di effetti: un avvelenamento acuto che si può manifestare durante l'esposizione alla sostanza chimica ed una patologia d'accumulo che si può manifestare anche a distanza di molto tempo dall'esposizione.
Mercurio: in forma metallica (vapori) determina avvelenamento acuto, che si manifesta come compromissione della funzionalità epatica, renale e del SNC. In forma di sali inorganici determina avvelenamento acuto che si manifesta come flogosi a carico del rene e dell'apparato gastrointestinale. In forma organica, assorbito con alimenti, è un veleno d'accumulo e come tale si accumula nei globuli rossi determinando anemia e si accumula a livello del SNC causando alterazioni neurologiche e psichiche.
Piombo: utilizzato soprattutto nella produzione di vernici, solventi e combustibili, è solamente un veleno da accumulo e determina degenerazioni anatomico/funzionali a carico dell'apparato gastrointestinale, del SNC e del sangue (anemia).
Asbesto (amianto): è un insieme di minerali del gruppo dei silicati utilizzato nella preparazione di materiali isolanti e rivolge la sua tossicità a chiunque si trovi a contatto con esso. Se inalato e assorbito si accumula a livello polmonare e gastrointestinale, producendo a medio termine fenomeni infiammatori-degenerativi a livello bronchiale e a lungo termine tumori alla laringe, ai polmoni, allo stomaco e all'intestino.
Altri agenti eziologici di origine chimica sono gli alcolici (steatosi epatica, cirrosi epatica) ed il fumo di sigaretta, che provoca moltissimi effetti dannosi, come:
- Aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, e la vasocostrizione periferica che possono dar luogo ad aterosclerosi, coronopatie ed infarto miocardico.
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