La formazione delle raccolte nella biblioteca pubblica
Capitolo 1. Per inquadrare il problema
L'istituzione bibliotecaria si è sempre collocata al crocevia fra produzione, conservazione e circolazione del sapere. Negli ultimi cinque secoli la trasmissione del sapere ha trovato un vettore ideale nel libro a stampa e nelle pubblicazioni periodiche, consentendo a un numero crescente di lettori di accedere in misura progressivamente più ampia a conoscenze e informazioni. La biblioteca, conservando un numero crescente di libri, ne garantiva la sopravvivenza, consentendo di attingere al patrimonio di idee del passato.
La trasmissione della conoscenza in biblioteca è sempre il frutto di una selezione che rimanda alla dimensione qualitativa dell'agire bibliotecaria. Le politiche documentarie e quelle di cooperazione sono fra i fattori cruciali di questo processo di costruzione del ruolo e dell'identità bibliotecaria. Negli ultimi due decenni la nozione di raccolta bibliotecaria è molto mutata: da raccolta di registrazioni su supporto cartaceo si è trasformata in complesso di documenti fisici posseduti localmente o da altre biblioteche, e di documenti elettronici a vario titolo accessibili, anche a distanza, su formati differenziati, che richiedono specifiche competenze e capacità d'uso da parte degli utilizzatori finali e dei bibliotecari.
Quando, all'inizio degli anni Ottanta, negli Stati Uniti l'ascesa dei prezzi dei periodici iniziò a erodere in maniera significativa il budget delle biblioteche, queste avviarono una revisione radicale dei criteri di potenziamento delle raccolte. La necessità di ridurre la spesa ebbe un beneficio inaspettato, perché focalizzò l'attenzione dei responsabili sulla valutazione critica e sull'utilità reale dei materiali posseduti. Invece di continuare ad acquisire documenti in attesa di utenti ma iniziarono a sviluppare politiche fondate sulla valutazione dell'uso.
1.2. La gestione delle raccolte: una strategia di pubblico servizio
L'oggetto di questo libro è la gestione delle politiche documentarie nelle biblioteche di pubblica lettura, che operino o meno in un contesto di cooperazione territoriale. Con politica documentaria intendo riferirmi al complesso di strategie, obiettivi e attività che concorrono a individuare la fisionomia, le priorità e i criteri di sviluppo, l'acquisizione, la revisione e la valutazione delle raccolte.
L'idea di biblioteca che qui intendo abbracciare è quella di una struttura di pubblico servizio fondata su tre elementi strettamente interconnessi, che verrà la pena ribadire sebbene ampiamente noti:
- L'appartenenza a un complesso di interventi dall'autorità amministrativa tesi a presidiare alcuni interessi pubblici.
- La concezione sistematica, che descrive la biblioteca come organismo complesso, le cui parti operano secondo logiche di tipo funzionale e sono in relazione dinamica fra loro e con l'ambiente.
- La natura di servizio informativo e documentario, posto al servizio dei bisogni di un'utenza determinata, che ne identifica il fine ultimo, istituzionale.
La politica documentaria è uno dei principali strumenti con cui la biblioteca conferma e realizza la sua natura di servizio pubblico, traducendo in pratica il concetto di orientamento all'utente. La prima questione che si pone nell'affrontare la gestione di una politica documentaria è legata alle sue finalità.
Questo approccio altera delle raccolte bibliotecarie è diretta conseguenza di uno dei tratti costitutivi della biblioteca di pubblica lettura: la sua natura di servizio locale a vocazione culturale, informativa e formativa, che opera in un contesto determinato garantendo l'accesso alle informazioni, alle idee e alle opere dell'ingegno umano per soddisfare bisogni sociali definiti, quali l'accesso all'istruzione, al patrimonio culturale, la tutela della memoria, l'esercizio dei diritti di cittadinanza, l'alfabetizzazione informativa.
Una moderna biblioteca di pubblica lettura è oggi un'impresa mass oriented, con una missione generalizzata, che ha l'esigenza di offrire servizi il più possibile personalizzati a una comunità di pubblici, nei limiti di un progetto culturale che si ispira a principi riconosciuti a livello universale ma che deve essere modellato sulla base delle caratteristiche e delle esigenze locali. Questa natura può comportare in certo grado di variabilità nella fisionomia delle raccolte, nei servizi e nella loro organizzazione in funzione delle caratteristiche ambientali.
Capitolo 2. Finalità della biblioteca e politica documentaria
La prima questione che si pone nell'affrontare la gestione di una politica documentaria è legata alle sue finalità. Questo approccio altera delle raccolte bibliotecarie è diretta conseguenza di uno dei tratti costitutivi della biblioteca di pubblica lettura: la sua natura di servizio locale a vocazione culturale, informativa e formativa, che opera in un contesto determinato garantendo l'accesso alle informazioni, alle idee e alle opere dell'ingegno umano per soddisfare bisogni sociali definiti, quali l'accesso all'istruzione, al patrimonio culturale, la tutela della memoria, l'esercizio dei diritti di cittadinanza, l'alfabetizzazione informativa.
Una moderna biblioteca di pubblica lettura è oggi un'impresa mass oriented, con una missione generalizzata, che ha l'esigenza di offrire servizi il più possibile personalizzati a una comunità di pubblici, nei limiti di un progetto culturale che si ispira a principi riconosciuti a livello universale ma che deve essere modellato sulla base delle caratteristiche e delle esigenze locali. Questa natura può comportare in certo grado di variabilità nella fisionomia delle raccolte, nei servizi e nella loro organizzazione in funzione delle caratteristiche ambientali.
2.2. Promozione della letteratura
Uno dei campi d'azione della biblioteca pubblica riguarda la promozione della lettura: le biblioteche sono diventate un'istituzione essenziale per la diffusione della cultura e della conoscenza, attraverso la lettura. Le forme assunte dall'attività di promozione della lettura sono molteplici e si differenziano in base alle fasce di pubblico a cui si rivolgono e secondo la finalità che intendono raggiungere.
L'attività di sostegno alla lettura svolta dalla biblioteca può assumere i caratteri dell'avviamento, quindi si tratta di favorire nei bambini in età prescolare il contatto e la familiarizzazione con il libro in quanto oggetto di gioco, di socializzazione e di condivisione di esperienze. La valenza ludica e piacevole della lettura deve essere vista come una sei molti aspetti che interessano la biblioteca pubblica.
Secondo gli economisti Gaffeo e Scorcu il tasso di lettura può esprimere sinteticamente il livello di conoscenza informale e le capacità di aggiornamento di una popolazione, e può rappresentare un elemento discriminante per lo sviluppo di un territorio o di una nazione. Le biblioteche, promuovendo l'accesso universale alle competenze e un'idea di lettura non solo come piacere, recano un contributo alla presa di coscienza collettiva che investire sulla conoscenza sia un buon affare per il futuro, prima ancora che un modo di passare il proprio tempo libero. In un quadro di sostanziale assenza di politiche istituzionali di sostegno e di promozione del ruolo che la lettura riveste per lo sviluppo sociale e civile, le biblioteche riescono, soprattutto grazie all'impegno degli enti locali, a offrire servizi al 12% della popolazione, ovvero a intercettare una domanda di lettura che riguarda un quarto circa della popolazione di lettori.
2.3. Accesso all'informazione e alla conoscenza
La crescita esponenziale dell'informazione disponibile e delle tecnologie di accesso determina, almeno in linea teorica, una accresciuta responsabilità per tutte le istituzioni della conoscenza. L'articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani sancisce il principio della libertà d'accesso a tutte le forme dell'espressione umana, senza censure e secondo equità. Essa postula che ogni persona possa liberamente attingere a tutte le fonti della conoscenza e dell'informazione e che ne possa verificare l'attendibilità, approfondire e criticare qualsiasi aspetto.
Attraverso l'offerta documentaria e i servizi di mediazione informativa, esse lavorano per contribuire alla libera circolazione dell'informazione e alla diffusione della conoscenza fra i cittadini. Possiamo quindi far riferimento all'informazione come una quantità discreta di dati organizzati ed elaborati allo scopo di acquisire la capacità di comprendere o interpretare fatti e realtà specifici, di comunicarli o di agire su di essi; la conoscenza è invece un flusso organizzato di informazioni, elaborate alla luce dell'esperienza e interconnesse a un reticolo cognitivo già strutturato; solo attraverso un processo di sistematizzazione e di costruzione collettiva e condivisa il coacervo di nuclei conoscitivi diversi, legati ai più disparati campi dell'attività umana, è destinato a diventare culture, ovvero codici di segni, significati e simboli che caratterizzano una data società o alcuni suoi gruppi.
L'informazione trattata dalla biblioteca non è, tutto ciò che può essere utile per la vita civile, per l'attività professionale, per la partecipazione attiva alla vita politica e culturale, sia in un senso generale che con riferimento alla comunità locale: informazioni fattuali, legate ai servizi, alle opportunità e ai diritti dei cittadini in un determinato territorio. Queste istanze hanno determinato il modello caratteristico della public library anglosassone come servizio informativo, che fornisce risposte a domande di ogni tipo in contrapposizione a un modello latino orientato alla costruzione e organizzazione di una raccolta intesa come rappresentazione della conoscenza.
L'idea di un accesso universale alla conoscenza e all'informazione è connaturato a una visione egualitaria della società che ha trovato concreta realizzazione nelle democrazie occidentali che l'estensione della scolarità, la possibilità d'accesso per tutti ai massimi gradi dell'istruzione e la realizzazione di servizi bibliotecari pubblici che offrono equamente ai membri della comunità di riferimento l'accesso a un'ampia gamma di risorse, conoscenze, idee e opinioni. Questo legame di dipendenza genetica fra biblioteca e democrazia è alla radice del principio di gratuità d'accesso al servizio bibliotecario pubblico che caratterizza la public library sin dalle origini, e che oggi pare messa in discussione da alcune direttive comunitarie.
La biblioteca può favorire l'alfabetizzazione tecnologica mettendo a disposizione le tecnologie più avanzate e diffondendo le competenze necessarie ad usarle correttamente; questa funzione, per essere efficace, deve essere affiancata da percorsi di formazione dell'utente che diffondano la conoscenza di tecniche di ricerca, di selezione delle fonti e capacità di valutazione critica dell'informazione. L'adagio popolare – rinforzato dalla grancassa mediatica – secondo il quale tutto è disponibile in internet porta l'utente ad allontanarsi dalle fonti a stampa per rivolgersi al web, che regala l'illusione di un accesso a qualsiasi contenuto con il minimo sforzo.
2.4. Sostegno alla formazione
La biblioteca è il luogo per un apprendimento libero da costruzioni, che prende forma nell'interazione con il patrimonio culturale e con il complesso di strumenti – competenze, tecnologie, risorse – messi a disposizione di chi abbia l'interesse e la voglia di approfondire e di conoscere, confrontando e integrando la possibilità offerte dai vari supporti.
Qualsiasi forma di apprendimento richiede istruzione, ovvero la capacità di comprendere e assimilare informazioni e contenuti. Le biblioteche pubbliche svolgono un ruolo di incoraggiamento e supporto ai percorsi di educazione formale che ancora oggi è riconosciuto come centrale, se non altro dagli utenti. Essa deve avere come scopo fondamentale non quello di sostituirsi all'iscrizione scolastica ma di contribuire a valorizzare l'istruzione a farne capire l'importanza ai fini dei destini individuali; nello specifico, attraverso la sua politica documentaria, deve fornire i materiali più adatti per questo genere di esigenze, aiutando gli utenti ad utilizzarli al meglio.
La società attuale, che è definita dell'apprendimento continuo, ha messo in crisi il concetto di istruzione formale e i luoghi in cui essa veniva impartita: rinnovare le proprie competenze oggi non significa più crescere culturalmente e coltivare un atteggiamento di libertà intellettuale di fronte ai problemi del vivere, quanto piuttosto trovare le informazioni utilitaristica, di risolvere problemi immediati e contingenti.
Se si prescinde dall'aspetto burocratico della certificazione del livello di scolarità raggiunta, l'istruzione d una persona rappresenta le abilità che gli consentono di utilizzare nella vita quotidiana, del lavoro e nelle relazioni sociali testi, comunicazioni, informazioni. Al di sotto di una certa soglia, che gli esperti definiscono istruzione funzionale, si è qualificati come analfabeti. L'istruzione funzionale segna il limite della deprivazione culturale, che si traduce in nuove esclusioni, nuove povertà.
2.5. Crescita culturale e cambiamento sociale
Il concetto di crescita personale può essere fatto risalire alla definizione di sviluppo come sostegno della capacità delle persone affinché conducano la vita che desiderano, data dalle Nazioni Unite. Poiché non si dà sviluppo senza trasformazione di rapporti sociali è evidente che la biblioteca, nel favorire la crescita personale degli individui attraverso la cultura, crea le condizioni per la mobilità sociale, ponendosi in una prospettiva di cambiamento. Anzi, in quanto pone tutti i cittadini nelle condizioni di accedere alla cultura, è un attore del cambiamento sociale, perché contribuisce alla democratizzazione delle opportunità.
Una specifica industria di massa si è fatto carico di veicolare forme di consumo indirizzate al tempo libero attraverso proposte e prodotti inizialmente massificati e uniformi, oggi decisamente più articolati e orientati a soddisfare anche esigenze di nicchia: i cosiddetti consumi culturali. La società dell'informazione, della conoscenza e dell'apprendimento coincide oggi con la civiltà del divertimento.
Oggi la diffusione di pratiche e consumi che afferiscono alla sfera del tempo libero e del divertimento ha promosso al rango culturale un gran numero di pratiche conviviali, con l'effetto di democratizzare l'accesso non al sapere ma al divertimento. Questo allargamento della focale a comprendere sotto l'ombrello della cultura le pratiche più disperate implica che il ruolo e il posizionamento della biblioteca debba essere attentamente ponderato. Oggi, in nome di un malinteso senso di modernità, la biblioteca pubblica in Italia guarda alle pratiche d'intrattenimento culturale come a un mezzo per promuovere un'immagine dinamica e accattivante di sé, nel tentativo di catturare nuovi pubblici.
2.6. Partecipazione, cittadinanza, integrazione
L'accesso a livelli adeguati di istruzione e informazione è la condizione necessaria affinché i cittadini siano messi in grado di esercitare i propri diritti democratici e possono giocare un ruolo attivo nella società. Le biblioteche, nella misura in cui promuovono lo sviluppo della capacità critica, sono strumenti di partecipazione e di democrazia perché allargano le baso della partecipazione culturale alla vita di una società e di una nazione.
La cittadinanza attiva pone al centro della vita pubblica il cittadino, che partecipa attivamente ai processi decisionali fornendo alle istituzioni un punto di vista esterno, che le agenzie ufficiali spesso non sono in grado di sviluppare. Ciò presuppone che questi, singolo o organizzato, sia messo in condizione di accedere alle informazioni che riguardano le decisioni da assumere e i diritti da tutelare. Le biblioteche possono contribuire con le loro raccolte e i servizi di reference a promuovere l'informazione suo diritti, per aumentare la capacità di tutela e autotutela dei cittadini e il controllo della cosa pubblica. Questa prospettiva è destinata ad ampliarsi con l'istituto della cittadinanza europea, istituto dal Trattato di Maastricht.
La biblioteca crea le condizioni per l'esercizio critico e consapevole dei diritti promuovendo la libertà intellettuale e di pensiero. La formazione dell'opinione pubblica presuppone l'esistenza di convinzioni diffuse che interagiscono con flussi di informazioni. La biblioteca e il suo personale, garantendo a tutti l'accesso all'informazione, alle idee e alle opere dell'ingegno, può recare un contributo attivo a questo processo.
Poiché risulta evidente che la biblioteca non possa garantire eguali condizioni di partenza, in quanto le persone che utilizzano le sue raccolte e i servizi hanno già alle spalle percorsi di vita, di studio, hanno ricevuto inprinting ambientali e familiari, essa dovrà lavorare per garantire una molteplicità di accessi differenziati in ragione delle capacità e delle esigenze di ciascuno. Siamo dunque di fronte a un'idea di parità di condizioni non assoluta (il medesimo a tutti) ma relativa (il medesimo ai simili): non si tratta di garantire eguale trattamento nell'accesso, ma di offrire percorsi differenti a ciascuno affinché possa trarre vantaggio dalle proprie esperienze e conoscenze.
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