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1-DFM

L'obiettivo del design for manufacturing è quello di progettare (o rimettere in discussione un oggetto già fabbricato) per ridurre i costi di produzione. La progettazione con approccio DFM si svolge in più passaggi: si parte da una analisi dei costi totali, una successiva riduzione dei costi di produzione, di assemblaggio, di supporto alla produzione, infine una verifica se l'oggetto così riprogettato riesce ancora a svolgere le funzioni.

Riduzione dei costi di produzione:

Costo componente: Il componente standard è un componente che trovo nei cataloghi di altre aziende a un prezzo minore di quello che mi costerebbe a produrlo nella mia azienda. Il componente custom è un componente prodotto su misura, devo andare a considerare i costi dei materiali, compresi gli scarti di lavorazione, e il costo dei processi produttivi, compresi costi di impianto.

Costo di assemblaggio: sono proporzionali al tempo di lavoro e al costo della manodopera.Costo=ore necessarie all'assemblaggio*costo orario

Costi generali: sono tutti quei costi che non sono legati alla produzione, ma servono all'azienda per produrre. (es.a.tto locali, marketing)

Ridurre i costi dei componenti: ci sono molte tecniche per ridurre il costo dei componenti. La linea generale è quella di arrivare a prodotto finito con il minore numero di operazioni (fasi produttive), l'obiettivo è nel shape ovvero arrivare a prodotto finito con un solo passaggio. Anche fare variare il tipo di operazioni fa variare il costo, questo è influenzato anche dalla quantità di prodotti. L'uso di component standard al posto dei custom permette di ridurre i costi. Il metodo utilizzato dalle aziende è il black box, in pratica si chiede al fornitore un componente con determinate specifiche (bisogna dare le specifiche che interessano al funzionamento e basta) senza preoccuparsi di come il fornitore produce il pezzo.

Ridurre costo di assemblaggio: la riduzione del costo di assemblaggio essenzialmente si basa fi- sul ridurre il numero delle parti e 2-semplificare le operazioni di assemblaggio in modo da impiegare un minor tempo (=minor costo). Per ridurre il numero delle parti si procede con l'integrazione ovvero si uniscono due parti in una parte unica. L'integrazione è possibile se le due parti devono essere fatte dello stesso materiale, non si devono muovere relativamente e soprattutto una delle due parti non deve essere un "fusibile meccanico" (es. ferodo non integrabile nella pinza del freno). Per semplificare le operazioni di assemblaggio si seguono delle regole. Regola base le operazioni di.cile per prime. Regole:- assemblare dall'alto (sfruttando la f. di gravità che tiene ferme le parti; anche i robot tipo SCARA, i più utilizzati, asseblano dall'alto), - i pezzi devono essere autoallineanti (qualsiasi disallineamento viene risolto dal sistema stesso, es. forma ovale invece che tonda), -le parti devono essere IN

1-DFM

L'obiettivo del design for manufacturing è quello di progettare (o rimettere in discussione un oggetto già fabbricato) per ridurre i costi di produzione. La progettazione con approccio DFM si svolge in più passaggi: si parte da una analisi dei costi totali, una successiva riduzione dei costi di produzione, di assemblaggio, di supporto alla produzione, infine una verifica se l'oggetto così ri-progettato riesce ancora a svolgere le funzioni.

Riduzione dei costi di produzione:

Costo componente: Il componente standard è un componente che trovo nei cataloghi di altre aziende a un prezzo minore di quello che mi costerebbe a produrlo nella mia azienda. Il componente custom è un componente prodotto su misura, devo andare a considerare i costi dei materiali, compresi gli scarti di lavorazione, e il costo dei processi produttivi, compresi costi di impianto.

Costo di assemblaggio: sono proporzionali al tempo di lavoro e al costo della manodopera. Costo=ore necessarie all’assemblaggio*costo orario

Costi generali: sono tutti quei costi che non sono legati alla produzione, ma servono all’azienda per produrre. (es.a.tto locali, marketing)

Ridurre i costi dei componenti: ci sono molte tecniche per ridurre il costo dei componenti. La linea generale è quella di arrivare a prodotto finito con il minore numero di operazioni (fasi produttive), l’obiettivo è nel shape ovvero arrivare a prodotto finito con un solo passaggio. Anche fare variare il tipo di operazioni fa variare il costo, questo è influenzato anche dalla quantità di prodotti. L’uso di componenti standard al posto dei custom permette di ridurre i costi. Il metodo utilizzato dalle aziende è il black box, in pratica si chiede al fornitore un componente con determinate specifiche (bisogna dare le specifiche che interessano al funzionamento e basta) senza preoccuparsi di come il fornitore produce il pezzo.

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher dadlin7 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Studio del prodotto e del processo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Campatelli Gianni.
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