STRUMENTI E MERCATI FINANZIARI
Modalità d’esame: 20 domande a risposta multipla + 2 aperte che
possono essere semplici domande, esercizi o commento di un articolo de
“Il sole 24 ore”.
Libro: Strumenti finanziari e creditizi, Mc-Graw Hill Editore di Munari L. (III
edizione, 2015) LEZIONE 1:
INTRODUZIONE AL CORSO
Di cosa ci si occupa in questo corso? Dei mercati, delle banche e degli strumenti
finanziari. Il settore finanziario è quello più vigilato tra tutti, anche se non sempre
questa vigilanza funziona, questo lo si percepisce dalle innumerevoli crisi, che,
colpendo anche un singolo istituto, potrebbero dilagarsi anche su tutti gli altri anelli
della catena, essendo collegati gli uni con gli altri. Dunque va arginato il singolo
problema per evitare che si propaghi. In realtà istituti come le banche non falliscono,
semplicemente le si porta ad un processo di liquidazione amministrativa che ha però
come risultato lo stesso del fallimento.
L’insieme del sistema economico è formato da 5 macro settori istituzionali:
famiglie, imprese non finanziarie, imprese finanziarie, pubblica
amministrazione e tutto il mondo dell’estero. Tra questi settori avvengono
sempre degli scambi. Essi possono essere di natura reale (quando si scambiano beni
e servizi) e di natura monetaria (quando interviene il denaro nello scambio). Infatti, se
ci trovassimo in un’economia di baratto, il circuito dei finanziamenti non esisterebbe,
ma solo quello reale. In realtà l’economia è sempre anche monetaria: alle prestazioni
si dà un valore e questo si rappresenta tramite un certificato che è appunto la moneta.
La moneta è quindi un meccanismo di trasmissione del valore ed è emessa
con ciclo forzoso dalle Banche centrali. Oltre alla moneta, esistono anche le
promesse di pagamento di moneta, promesse che rientrano nel circuito creditizio. Si
crea così un surrogato della moneta (che si regola tramite contratto) che consentirà di
regolare una prestazione in maniera differita.
La struttura dell’economia è formata da circuiti che possono essere:
Diretti: i mercati, cioè si danno i soldi direttamente all’azienda quotata sul
mercato;
Indiretti: gli intermediari, cioè si depositano i soldi tramite la banca, la quale
fa da tramite tra chi deposita e il mercato: chi deposita non sa chi sta
finanziando, dal momento che quei risparmi vengono canalizzati
dall’intermediario. La famiglia sta delegando alla banca la scelta del miglior
impiego. Solitamente questo circuito è il più utilizzato perché se si usasse il
primo, interverrebbero una serie di problematiche, quali: costi di transazione,
divergenza di preferenze. Questo perché è difficile trovare un matching diretto
tra le due controparti (chi dà il denaro e chi lo riceve) e per questa ragione si fa
affidamento agli intermediari.
Tutte le relazioni che si generano tra macro settori, danno luogo ad un
sistema finanziario, la cui principale funzione è quella di coniugare due
esigenze contrapposte. Oggi ci sono dei soggetti che possono essere in surplus di
risorse e quindi generare risparmi: una parte del reddito non viene consumata e
messa da parte. Il sistema deve trovare il modo di investire questo risparmio e di farlo
arrivare a dei soggetti che sono nella condizione opposta, ovvero che sono in deficit.
Quindi il principale ruolo del sistema è quello di consentire questo matching:
consentire alle unità economiche che sono in surplus di risorse di cedere una
parte della propria ricchezza in maniera temporanea, ad altri soggetti che
non hanno le risorse ma che hanno capacità di investire, cioè di far fruttare
il denaro. Lo stesso denaro che non hanno e che quindi devono reperire
indebitandosi.
SLIDE: il peso del sistema bancario sul PIL
Il totale assets (totale attivo) delle banche fratto PIL si aggira intorno al 20% in Italia.
In USA invece questo rapporto è della metà, probabilmente perché c'è un maggior
numero di scambi non tramite gli intermediari ma ci sono più scambi diretti.
COMPOSIZIONE COMPLESSIVA DEL SISTEMA:
PRIMO ELEMENTO: STRUMENTI FINANZIARI.
Def. Gli strumenti finanziari sono contratti aventi prestazioni e
controprestazioni di natura finanziaria, quindi la componente contrattuale del
sistema.
Il contratto è lo strumento attraverso il quale due controparti si accordano
per un pagamento differito. Si accordano in base alla remunerazione, in merito al
rischio, alle aspettative di entrambi… che la controparte sarà obbligata a rispettare.
Non solo i rapporti di negoziazione richiedono questo tipo di contratto, anche la
semplice apertura di un conto corrente è uno strumento finanziario, quindi un
contratto che serve a soddisfare dei fabbisogni.
Tramite gli strumenti finanziari:
Si regolano gli scambi: tutti gli strumenti di pagamento sono strumenti
finanziari (bonifico, MAV), i quali regolano una transazione commerciale.
Si accumulano risparmi: l’apertura di conti correnti per tutte le unità in
surplus di risorse. in questo caso gli strumenti finanziari regolano infatti gli
scambi tra chi ha un’attività e chi ha una passività, cioè regolano l’accumulo di
risorse per chi è in surplus e consentono il finanziamento per le unità in deficit.
Si gestiscono i rischi: alcuni strumenti possono avere contemporaneamente
sia la funzione di accumulare risparmio che quella di coprire da rischi, un
esempio è l’assicurazione danni o uno strumento derivato. Questi ultimi hanno
sia finalità speculativa che finalità di copertura (sottostanti ad una transazione
finanziaria).
Gli strumenti finanziari possono essere:
1. Partecipativi: ad esempio un’azione
2. Creditizi
3. Assicurativi
4. Impegni ad effettuare prestazioni future: ad esempio future, option, swop.
Cioè strumenti che quando vengono stipulati generano una serie di impegni
futuri. Poi bisogna capire come andranno inseriti nel portafoglio complessivo in
base al volere del soggetto: se vuole utilizzarli a fini speculativi o al fine di
copertura dai rischi.
5. Negoziabili: se è trasferibile sul mercato
6. Non negoziabili: non trasferibile, cioè se fatto su misura (taylor-made), quindi
difficile da vendere
7. Liquidabili: legati alla scadenza naturale dei contratti.
8. Non liquidabili: nessuna scadenza contrattuale, quindi necessario che ci sia un
mercato che regoli la negoziabilità di quegli strumenti senza scadenza.
SECONDO ELEMENTO: INTERMEDIARI FINANZIARI.
Def. Gli intermediari sono imprese/operatori che esercitano l’attività di
raccolta, impiego e gestione delle risorse finanziarie attraverso gli strumenti
finanziari (strumenti che sono già esistenti o che creano loro).
Quindi andremo a vedere come lavora una banca e come gestisce e misura i rischi,
che è il suo compito nonché problema principale. Può capitare che delle volte i rischi si
assumano appositamente ma devono essere adeguatamente coperti, sia appunto
tramite la gestione dei rischi che tramite il controllo dell'operato.
Si occupano di:
Produrre strumenti finanziari: ad esempio quando le banche producono
passività proprie, oppure quando erogano finanziamenti.
Negoziare strumenti già esistenti: ad esempio quando comprano BTP.
Questi sono emessi, quindi prodotti dallo stato, ma la banca può comprarli (e
anche rivenderli).
Offrire servizi di consulenza: connessi alla circolazione degli strumenti.
Quindi sia dal lato del risparmiatore che vuole indirizzare il suo surplus di
risorse, sia dall’altro lato. Ad esempio se un’azienda vuole quotarsi in borsa,
necessariamente interpella un intermediario.
Gli intermediari si classificano in:
1. Creditizi: cioè quelli che fanno prestiti. Sono le banche.
2. Creditizi ma non bancari: non raccolgono soldi mediante depositi ma fanno
prestiti. Ad esempio la finanziaria (prestito a consumo); società di leasing: il loro
passivo è diverso rispetto a quello di una banca, invece l’attivo è uguale a
quello delle banche.
3. Mobiliari: quelli che hanno una forte attinenza con i mercati finanziari, non
fanno prestiti ma operano sui mercati. Sono le società di gestione del
risparmio, società di intermediazione mobiliare, società di intermediazione a
capitale variabile o a capitale fisso. Operano su obbligazioni, azioni, producono
dei prodotti del risparmio gestito, quindi qualcosa che sono dei
portafogli assemblati.
4. Assicurazioni: formato da vari rami, che offrono prodotti che hanno finalità di
copertura da rischi e di accumulo del risparmio. Dopo che raccolgono il denaro,
lo impiegano nell’acquisto di prodotti del mercato finanziario per non lasciare
ferme le eccedenze di liquidità.
TERZO ELEMENTO: I MERCATI FINANZIARI
Def. Il mercato è il luogo in cui si realizzano gli scambi e le combinazioni
aventi ad oggetto gli strumenti finanziari.
Qui si parla del mercato del sistema finanziario, il quale funziona principalmente
tramite la fiducia. Per generare fiducia in chi usufruisce dei mercati, inesorabilmente
il sistema deve essere normato e controllato. Il settore finanziario è quello più
controllato. Ma è ovvio che se alcune informazioni vengono omesse e quindi non c’è
corretta informazione tra chi viene vigilato (intermediari) e l’autorità di vigilanza, si
scatenano crisi. Quando la vigilanza ritarda il proprio intervento, si mette a rischio la
salute del mercato.
I mercati hanno le seguenti funzioni:
finanziamento per gli emittenti di strumenti finanziari
impiego di risorse finanziarie (per gli investitori)
gestione dei rischi (per i soggetti esposti)
negoziabilità degli strumenti (non ci sono più gli intermediari ma
direttamente scambi tra risparmiatori)
quotazione degli strumenti finanziari
spostamento di proprietà (quindi di controllo) degli emittenti: prendiamo in
considerazione le azioni di un’azienda, se spostate da un risparmiatore all’altro,
decretano il passaggio di controllo dell’azienda (proprietà) a cui esse sono
riferite.
Esistono vari segmenti di mercato:
1. mercato dove si negoziano strumenti a breve termine
2. nazionali o internazionali
3. regolamentati o non regolamentati, pubblici o privati
4. mercati fisici o telematici
5. meccanismi mediante i quali si formano i prezzi e si procede alla negoziazione
degli strumenti (microstruttura del mercato)
SCHEMA DEL SISTEMA FINANZIARIO:
Il sistema finanziario è formato dai già citati settori istituzionali (con economia chiusa,
quindi l’estero è escluso):
ci sono i soggetti in surplus di risorse, come le famiglie. Questo perché non tutto
il reddito viene consumato ma si genera risparmio e quindi le famiglie sono
idonee ad effettuare degli investimenti. Ovviamente non tutte le famiglie si
trovano in questo stato, ragion per cui le famiglie sono considerati anche
soggetti in deficit di risorse (ad esempio quando chiedono prestiti)
dall’altra parte invece abbiamo tutti coloro che si trovano in deficit di risorse e
che quindi contraggono debiti. Quindi le restanti famiglie, le imprese e la
pubblica amministrazione. Le imprese sono strutturalmente in deficit perché
razionate, quindi non riescono ad attuare tutti i progetti per mancanza di
finanziamenti. Per questo motivo devono sviluppare la capacità di fare
investimenti. Anche le PA sono in deficit di risorse e quindi devono trovare
risorse al di fuori, in parte dalle famiglie e in altra parte dall’estero, ma se
ragioniamo in economia chiusa l’estero non è incluso.
Dobbiamo trovare il modo di fare il match tra questi due tipi di soggetti. Quali sono gli
strumenti utilizzati per favorire questo passaggio di risorse?
Chi è in surplus (nel nostro schema nell’ala sinistra) sottoscrive o compra
prodotti ed ha 3 modi per poter canalizzare i propri risparmi:
1- Canale diretto: comprando azioni, obbligazioni o titoli a breve
attraverso i mercati (obbligazionario, monetario, azionario, derivato).
2- Canale indiretto: depositando i soldi presso gli intermediari creditizi,
cioè le banche o le imprese di leasing.
3- Comprando prodotti di mercato più complessi come la polizza vita o le
quote di OICVM, che sta per “organismo di investimento collettivo in valore
mobiliare”, ad esempio la quota di un fondo comune, di un fondo
pensione o di un’assicurazione. Ciò che viene offerto in questo ambito sono
di solito portafogli composti da prodotti reperiti nei mercati finanziari da
intermediari mobiliari o da investitori istituzionali.
Chi è in deficit (nel nostro schema nell’ala destra) dovrà svolgere attività inversa e
cioè emettere o vendere prodotti. Rispettivamente se si tratta di imprese/famiglie
o PA, la situazione cambia:
1. Le imprese, per potersi autofinanziare: emettono azioni o obbligazioni se
intervengono sul mercato; mentre prendono prestiti a breve e a medio/lungo
termine se decidono di interagire con gli intermediari creditizi.
2. Le PA, per potersi autofinanziare: agiscono sul mercato emettendo strumenti
quali BOT (buoni ordinari del tesoro), BTP (buoni del tesoro poliennale), CTZ
(certificati del tesoro zero coupon), CCT (certificato di credito del tesoro).
Al di fuori del mercato ci sono le autorità di vigilanza degli operatori del mercato che
verificano gli strumenti finanziari e ragionano sugli intermediari e sui mercati. Sono
suddivise in segmenti in base al settore che vigilano: BCE (Banca Centrale europea),
CONSOB (Commissione nazionale per le società e la Borsa), Antitrust o AGCM (autorità
garante della concorrenza del mercato), ISVAP (Istituto per la vigilanza sulle
assicurazioni private) COVIP (Commissione per la vigilanza sui fondi pensione).
LEZIONE 2:
IL SISTEMA REALE, IL SISTEMA FINANZIARIO E
L’INTERMEDIAZIONE:
Def. La politica economica è un insieme coordinato di provvedimenti (di
politica di bilancio, di redditi e monetaria) che dovrebbe perseguire obiettivi
di medio termine di tipo macroeconomico.
Politica di bilancio: manovre fiscali e sostegno della spesa pubblica, che
dovrebbe garantire la piena occupazione e lo sviluppo economico massimo.
Politica dei redditi: consente una crescita equilibrata da un lato dei salari
(componente lavoro) e dall’altro dei profitti (remunerazione del capitale) ai fini
della produttività aziendale.
Politica monetaria: raggiunge gli obiettivi di Politica economica tramite altre
vie. Questo tipo di politica, se espansiva, fa bene nel BP, ma nel lungo produce
solo un incremento di inflazione, perché non può generare vero sviluppo. Questo
perché la moneta è solo una convenzione, non può generare sviluppo
economico perché non definisce il vero valore dei beni. Nel BP può migliorare le
variabili economiche come PIL e occupazione, ma nel LP non incide realmente
sulle variabili economiche reali, ma modifica solo il livello generale dei prezzi.
Una variazione della quantità di moneta cambia l’unità di conto, lasciando
invariate le altre variabili.
Gli strumenti di cui si serve la politica monetaria, per raggiungere gli obiettivi,
sono: operazioni di mercato aperto, coefficiente ROB (riserva obbligatoria), tassi
ufficiali, controlli amministrativi. Gli obiettivi invece, sono distinguibili in:
1. Obiettivi direttamente influenzabili, quelli operativi: base monetaria
detenuta dalle banche, cioè quantità di riserve che le banche devono
detenere nel passivo, da versare presso la BCE riserva obbligatoria
(voce dell’attivo della banca, quindi un credito); tassi di mercato
monetario.
2. Obiettivi indirettamente influenzabili, ai quali si arriva tramite gli obiettivi
diretti: tassi di interesse di mercato, quantità di moneta, stock di credito
bancario.
3. Obiettivi finali: il tutto per arrivare a: controllo del livello dei prezzi,
crescita del reddito, piena occupazione, controllo del tasso di cambio.
LA STRUTTURA FINANZIARIA DELL’ECONOMIA
La componente reddituale può essere vista sia come Y = C + I (cioè la somma dei
beni e servizi destinati al consumo e dei beni di investimento utilizzati nelle attività
produttive), che come Y = C + S (dove con S si intendono i risparmi di questa
economia).
In un’economia chiusa c’è un limite nella capacità di investimento, perché S
= I: si possono attuare investimenti solo in misura pari all’accumulazione di
risparmi (visto che nessun ente esterno può prestare soldi). In un’economia aperta,
invece, si può attingere anche ai risparmi esteri e quindi “S” può non essere uguale a
“I” interno. ATTIVITA’ E PASSIVITA’ FINANZIARIA:
Nel momento in cui c’è un creditore (acquisto un’attività finanziaria), ci sarà
qualcun altro che ricoprirà il ruolo di debitore (chi ha emesso una passività
finanziaria). Quindi, per ogni attività corrisponde una passività.
Quindi i detentori delle attività finanziarie hanno le banconote, i depositi a vista e altri
tipi di depositi, ai quali si contrappongono le passività finanziarie, i cui detentori hanno
debiti bancari di breve, medio e lungo termine.
Ragioniamo sul saldo finanziario sia a livello di singola unità economica, che
a livello di settore istituzionale (famiglie, imprese non finanziarie, PA, estero
e imprese finanziarie).
Il saldo finanziario è definito come la differenza tra il risparmio di un’unità e
l’ammontare degli investimenti (in un arco temporale predefinito, es. un anno). Gli
investimenti sono di natura reale, quindi la differenza di attività reali da inizio anno a
fine anno.
S(f) = S – I
Con S(f) = saldo finanziario;
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Mercati e strumenti finanziari
-
Appunti esame Strumenti e mercati finanziari
-
Economia degli intermediari finanziari - Obiettivi e strumenti della vigilanza
-
Strumenti finanziari d'impresa