Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

Biofisica e Tecnologie Biomediche

Dosimetria CT

La distribuzione della dose in CT è completamente

diversa da quella della radiologia tradizionale.

Negli scanner più moderni la dose è distribuita quasi

uniformemente sul piano di scansione con una minor

nell’area

concentrazione del centro di rotazione.

Per diffusione anche i tessuti immediatamente vicini

all’area di scansione ricevono una certa quantità di dose.

Trascurando i fenomeni di divergenza del fascio e di

penombra, il calcolo della dose al tessuto sotto scansione

poteva risultare complesso, perché il radiologo non sempre

usava una procedura standard. A volte effettuava successive

l’esame

irradiazioni per completare di particolari aree.

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

Dosimetria CT Nelle CT spirali si è introdotto

un ulteriore fattore il pitch (p)

per cui si è definita la dose dovuta

a scansioni multiple come MSAD

p = 1 p = 0,7

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

Dosimetria CT quell’andamento

Risultando complesso sommare le dosi con poissoniano

abbiamo preferito utilizzare un più semplice Indice di Dose CT (CTDI)

Strumentazione

Biomedica ISOTROPIC IMAGING

1.0 mm acquisition

0.5 mm acquisition

1.5 mm acquisition 2.5 mm acquisition

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

Gli Artefatti Numerosissime sono le cause di artefatti:

Aliasing: produce striature vicino le strutture più dense,

si ovvia con maggiori campionamenti spaziali.

Delimitazione fascio incidente: Produce strisce chiare

intorno ad oggetti ad alta densità. Si evita con filtri o con

più kV o con multislice.

Effetto volume parziale: dovuto a componenti corporee

con volume inferiore allo spessore di strato. Si evita

riducendo lo spessore o aumentando la sovrapposizione (

picth) o si elimina col multislice.

Artefatti da movimento: produce perdita di definizione

l’acquisizione

degli organi che durante si muovono.

Effetti della PSF (Point Spread Function): è un fenomeno

“ingrandimento”

di di oggetti di maggior densità. Si

migliora con multislice e risoluzione spaziale.

Artefatti di accentuazione dei bordi: È simile alle cause

del PSF. dell’attenuazione:

Artefatti da errore di misura dovuti a

non lineare risposta dei rivelatori o eccessiva radiazione

diffusa. Scomparsi con rivelatori solidi e multislice.

Artefatti circolari: dovuti a difetti di uniformità dei

rivelatori in III generazione, sono praticamente

Strumentazione scomparsi.

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

Gli Artefatti Numerosissime sono le cause di

artefatti:

Artefatti da indurimento del

fascio: dovuti alla variazione

dell’energia media del fascio. Si

correggevano con software, ora con

tecniche di multislice.

Con le tecniche multislice si

possono ridurre anche le intensità di

mA e kV del fascio, modulandolo in

Riduzione Dose = 14 % all’area

base che stiamo analizzando

in questo modo riduciamo anche la

dose al paziente, migliorando la

dell’immagine.

qualità

Strumentazione

Biomedica

 

DOM Off 200mAs DOM On 172mAs

ECG gated helical calcified and soft plaque

Scan slice thickness: 64x0.5 mm

Scan range: 148 mm

Rotation time: 0.40 s

Strumentazione Total time: 10 s

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

Celiac Aneuris m

Mx8000 IDT Aortic dis s ection

Mx8000 IDT

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

Mx8000 IDT Lung ma s s

S ub-millimeter detail - thorax P in P oint

Lung nodule

Lung ma s s – Minore dos e (s ia a l

pa ziente che a l medico)

– Tempi di es ecuzione più

brevi

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

Gli atomi di

La Risonanza Magnetica idrogeno hanno il

nucleo costituito da un

protone. Questo proto-

ne è dotato di un

movimento di spin e

quindi, essendo carico,

di un momento ma-

.

gnetico Se sono

liberi e li disponiamo

in un campo magne-

tico esterno B i vari

l’o-

possono assumere

rientamento parallelo

(più bassa energia) o

antiparallelo.

La differenza di energia tra i due livelli sarà 2µB.

Quando sottopongo il materiale ricco di protoni liberi ad

una radiofrequenza può succedere che alcuni protoni si

dispongano in antiparallelo se

h = 2µB

dell’idrogeno

Però se i protoni sono legati alle

nell’ambito

strutture essi occupano particolari posizioni

delle macromolecole di appartenenza. Questo essere

legati costituisce un vincolo per cui a seconda del

materiale biologico (sangue,tessuti,organi) possono

disporsi solo in particolari direzioni; in presenza di un

forte campo magnetico esterno compiono dei movimenti

Strumentazione di precessione.

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

Poiché ad ogni orientamento del dipolo nucleare magnetico rispetto al campo magnetico

esterno corrisponde un ben preciso stato energetico, si dimostra matematicamente che la

condizione di polarizzazione diretta rispetto al campo magnetico esterno è quella di minima

energia ed è la più probabile per atomi liberi. Quella di polarizzazione inversa é di massima

energia mentre quelle intermedie, con fenomeni di precessione, hanno valori di energia

all’orientamento

intermedia associata del dipolo magnetico nucleare nel campo magnetico

quell’atomo

risultante e sono tipici del modo come è legato alla struttura della

macromolecola che caratterizza il tessuto. Nel caso si attivi una Radiofrequenza esterna

un’antenna –

(attraverso esterna a forma circolare bobina -, viene prodotto un campo

magnetico perpendicolare a B ( B ) la quantità di energia ceduta, da luogo ad una

0 1

precessione in fase rispetto a B dando luogo ad una modifica della direzione del vettore

1

magnetico risultante dei protoni, stato di maggior energia (stato risonante). Terminata la

radiofrequenza i protoni torneranno nello stato iniziale perdendo energia sotto forma di

l’osso

onde elettromagnetiche del tipo radiofrequenza. Ovviamente questo non è valido per

compatto.

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

Una volta cessata la radiofrequenza esterna di

eccitazione la porzione di tessuto i cui protoni

hanno dato luogo ad una risultante M, che si è

ribaltata di 90° o di 180°, perde quell’energia

emettendo una radiofrequenza, caratteristica

di quella porzione di tessuto, che va

spegnendosi.

dell’impulso

Al termine di eccitazione tutti i

dipoli magnetici precedono in fase tra di loro

dando luogo ad un momento magnetico

risultante, sullo stesso piano di B . Col trascorrere

1

del tempo, mentre si stanno diseccitando, questa

fasatura si sfasa e la risultante del momento

magnetico dei dipoli si annulla sul piano di

B tornando ad essere orientata rispetto a B .

1 0

Strumentazione

Biomedica Strumentazione Biomedica

Durante il rilassamento viene riemessa una

radiofrequenza (frequenza di Larmor) il

processo si definisce FID (free induction decay).

Il fenomeno di precessione magnetica di M

rispetto a B è registrato come potenziale

1

elettrico variabile nel tempo attraverso i

terminali delle bobine orientate come affianco:

La magnetizzazione trasversa decade

esponenzialmente con una costante di tempo T2

per cui possiamo definire il potenziale misurato

Dove K è una costante ed i =( -1)½ . Il movimento

di precessione della magnetizzazione trasversa è

rappresentato come un numero complesso con

parte reale e parte immaginaria senza alcun

significato particolare ma la componente

immaginaria ha la stessa fase di B mentre il

1

campo di radiofrequenza è sfasato di 90°

Strumentazione

Biomedica Strumentazione Biomedica

Rilassamento T1

La stimolazione RF costringe i nuclei ad assorbire energia, portandoli ad uno stato eccitato. Al

nell’ambiente

termine delle radiofrequenza i nuclei dissiperanno questa energia di eccitazione vicino

“lattice”. “rilassamento

cosiddetto Per cui il processo definito spin-lattice” descrive il ritorno

(recovery) della magnetizzazione longitudinale fino al suo valore di equilibrio. Ma sappiamo che

– –

nello spazio interatomico lattice vi è un campo magnetico che fluttua alla frequenza di Larmor.

Tale campo magnetico fluttuante riviene dalla rotazione e dalla traslazione dei nuclei nelle molecole

del reticolo spaziale sottoposte a moto Browniano. La frequenza media del moto browniano dipende

dalla dimensione della molecola nel reticolo spaziale. Le molecole più piccole si riorientano più

rapidamente delle molecole più grandi. La frequenza di rotazione in molecole di medie dimensioni,

come i lipidi è più vicina alla tipica frequenza di larmor. Per cui la magnetizzazione associata ai

all’acqua

lipidi rilassa più velocemente di quella associata pura o a molecole di grandi dimensioni

dall’intensità

come le proteine.Inoltre il tempo di rilassamento T1 dipende di campo magnetico.

Strumentazione

Biomedica Strumentazione Biomedica

Rilassamento T2

Ogni qualvolta varia il valore di intensità di campo magnetico varia la frequenza di precessione

dando luogo ad una perdita di coerenza di fase (defasamento) e conseguente dispersione angolare.

Per cui la magnetizzazione trasversa decade perché i momenti magnetici che la compongono si

“rilassamento

sfasano come effetto della loro mutua interazione. Questo processo si definisce T2”, o

spin-spin, ed esprime il rateo di riduzione della magnetizzazione trasversa. Al contrario della T1

non viene ceduta energia al lattice durante il T2. Le grandi molecole che tendono a riorientarsi più

l’acqua

lentamente delle piccole hanno tempi T2 più corti, Per cui libera ha un T2 più lungo

dell’acqua L’intensità

legata a macromolecole. del campo magnetico influisce sul T2 molto meno che

non sul T1.

Strumentazione

Biomedica Strumentazione Biomedica

Tempo di Ripetizione - TR

Se dopo un primo segnale di eccitazione, ripetessi il segnale do luogo ad un fenomeno di

all’effetto

ristimolazione con tempi varianti in base che si vuol ottenere. Con

ristimolazioni a valori di TR lunghi si possono compiere operazioni di manipolazione del

contrasto tra tessuti con differente T1 oppure modificare il rapporto segnale-disturbo in

una immagine.

Spin-Echo rifocalizzazione della magnetizzazione trasversa.

La magnetizzazione trasversa durante il FID, si riduce molto più rapidamente del T2

dando luogo al T2*, dovuto alle inomogeneità del campo magnetico.

Se applico un impulso RF a 180° dopo un tempo si elimina lo sfasamento dando luogo

nuovamente ad una condizione di coerenza di fase. Similitudine della gara di cavalli

Strumentazione

Biomedica Strumentazione Biomedica l’atomo 1

Poiché il modo come di H è legato

alla macromolecola che costituisce la cellula e quindi il

tessuto, varia da tessuto a tessuto, variano anche le

frequenze di eccitazione e diseccitazione dello stesso

dipolo magnetico del nucleo di idrogeno. Per cui con

un'analisi di Fourier delle frequenze percepite

dall’antenna ricevente si possono ricostruire, in tonalità

1

di grigio, i vari organi ed apparati con presenza di H.

Il problema è che le frequenze dei vari organi e tessuti

1

con H non sono molto ben differenziate tra di loro ed

inoltre, come si può individuare il punto di provenienza

della radiofrequenza?

Per il problema geometrico-spaziale si crea

un gradiente di campo - sappiamo che la frequenza di

precessione è proporzionale a B - in tal modo possiamo

T

individuare i segnali dello stesso tessuto ma provenienti

da diverse posizioni (risoluzione spaziale).

Per meglio discriminare i vari tessuti si è

“sequenze”

ricorso a particolari di emissione delle

radiofrequenze di eccitazione che, amplificando o

modificando la differenza tra le frequenze di

“qualità“

diseccitazione, agiscono sulla delle immagini.

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

La Risonanza Magnetica Pertanto il tipo di emissione di radiofrequenza

caratterizzerà il tipo di legame del protone e quindi

caratterizzerà il tipo di tessuto a cui appartiene quel protone.

un’analisi

Con una tecnica di gradienti di campo ed

matematica (Analisi di Fourier) delle frequenze percepite

dalle antenne di ricezione ed un opportuno software di

elaborazione, tali segnali saranno ricostruiti in immagini

lungo tre piani: assiale, sagittale e coronale. In tal modo si

darà una valutazione del tipo di tessuto presente in quella

sezione con valutazioni di legame chimico e non di densità

come per la TC.

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

La Risonanza Magnetica

L’impiego di bobine dedicate permette di eseguire esami impensabili fino a due/tre

anni fa. Tecniche angiografiche, con mezzi di contrasto e 3D.

I tempi di esecuzione si sono ridotti notevolmente

fino a qualche secondo, quando non addirittura a

msec, eliminando così artefatti da movimento. Con

“tracciato

la tecnica del del bolo” si ottiene una

dell’arrivo

accurata determinazione del bolo o delle

fasi arteriosa e venosa.

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

La Risonanza Magnetica

Anche in campo senologico e pneumologico i risultati sono eclatanti. Tanto che spesso abbiamo

la disponibilità di speciali tecniche di acquisizione delle immagini in RF ma non sappiamo come

utilizzarle.

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

La Risonanza Magnetica

Con tecnica del tipo WB si

può eseguire una scansione in 2

minuti ottenendo immagini

analoghe a quelle di Medicina

Nucleare

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

La Risonanza Magnetica

Utilizzando bobine

microscopiche si ottengono

immagini di dettaglio soprattutto

in campo ortopedico e

dermatologico

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

La Risonanza Magnetica

Moltissime sono le

applicazioni nel campo del

sistema nervoso a partire

dalla carotidografia RM, la

ricostruzione della mappa

delle fibre, la capacità di

individuare le aree scle-

rotiche fino alla spettrografia

dei metaboliti.

Strumentazione

Biomedica Strumentazione Biomedica

La Risonanza Magnetica Aperta .

La RM aperta è caratterizzata da minor intensità di campo magnetico (0,25 0,4 T)

÷

l’impiego

Con di softwares sofisticati è in grado di effettuare tutte, o quasi, le indagini

l’allungamento

delle RM chiuse. Unico svantaggio è del tempo di indagine per sopperire

alla bassa intensità di campo. I vantaggi sono però enormi per pazienti claustrofobici e

per i bambini che possono avere al fianco un genitore.

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

L’Acceleratore Lineare Digitale

L’Acceleratore Lineare Digitale ha una modalità di emissione simile a quella dei tubi radiogeni. Per cui o

escono elettroni di energia compresa tra i 6 ed i 21 MeV oppure fotoni tra i 6 ed i 18 MeV. Esso è

completamente gestito dal computer e, per le alte energie, può produrre neutroni e radioattività indotta. Il

tecnico di radiologia per le applicazioni quotidiane si limita ad immettere il nominativo del paziente ed ad

installare i diaframmi o i compensatori, il computer eseguirà le modalità di piano di trattamento come

impostate dal radioterapista col fisico specialista.

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

L’Acceleratore Lineare Digitale

L’Acceleratore Lineare (Linac) per radioterapia è composto da una sorgente di elettroni e da tante aree (drift tube) con differenza di potenziale incrementata

progressivamente tramite una radiofrequenza alternata le cui polarità +/- sono anch’esse gestite dal generatore. I campi elettromagnetici acceleranti vengono eccitati attraverso

.

una guida d’onda che convoglia la potenza fornita da un klystron o Magnetron Si noti la differente lunghezza delle cavità (l'effetto è esagerato in figura): questo fatto si

spiega semplicemente, considerando che più le particelle acquistano energia più esse aumentano la loro velocità. Se l'onda accelerante deve essere sincrona con il passaggio

delle particelle attraverso gli spazi tra le cavità è chiaro che le cavità devono essere tanto più lunghe quanto la velocità è elevata, Per permettere alle particelle di restare in fase

con l'onda (che ha una frequenza fissa). Chiaramente, poiché c'è un limite superiore alla velocità (la velocità della luce), le cavità, da un certo punto in poi, sono di lunghezza

costante. In uscita, per la radioterapia, può essere utilizzato un fascio di elettroni o un fascio di X di energia equivalente.

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

Il ciclotrone

La necessità di raggiungere energie sempre maggiori prese forma con il ciclotrone, il primo acceleratore circolare costruito da Lawrence

nel 1930. L'idea era quella di far passare ripetutamente le particelle in una stessa cavità accelerante (a differenza dei LINAC, dove per

aumentare l'energia del fascio accelerato occorre aumentare la lunghezza della macchina). Il ciclotrone è costituito da due elettrodi cavi a

forma di D, immersi in campo magnetico costante e collegati ad una differenza di potenziale alternata a frequenza costante. La sorgente

di particelle (originariamente ioni) è posta esattamente nel centro. Gli ioni emessi dalla sorgente vengono accelerati dal campo elettrico ed

entrano in uno dei due elettrodi dove sono soggetti solo al campo magnetico. Qui vengono curvati e descrivono una semicirconferenza che

li riporta nella regione accelerante e poi nell'altro elettrodo. Il processo va avanti fino a che il raggio dell'ultima semicirconferenza

descritta dalle particelle è minore del raggio dell'elettrodo, dopodichè le particelle escono dalla macchina. La massima energia

raggiungibile è limitata dal raggio degli elettrodi e dall'intensità del campo magnetico. Inoltre le particelle vengono accelerate ad ogni

passaggio tra le due cavità se arrivano in fase con il campo elettrico, vale a dire se la loro frequenza di rivoluzione è uguale alla frequenza

del campo: questa condizione è verificata per velocità non relativistiche. A velocità maggiori (e quindi al crescere dell'energia) diviene

Strumentazione

necessario diminuire la frequenza del campo elettrico durante il ciclo di accelerazione. Le macchine che funzionano in questo modo sono

chiamate sincro-ciclotroni e riescono ad accelerare protoni e ioni fino ad energie di circa 500 MeV. Il fascio di protoni/deuteroni, che esce

Biomedica

sotto un ben preciso angolo, intercetta gli elementi da rendere radioattivi posti in opportuni contenitori cilindrici.

Biofisica e Tecnologie Biomediche

I Diaframmatori micromultilamellari

Il sistema di diaframmatori micromultilamellari, le cui lamelle sono gestite ciascuna da un motorino

indipendente, il tutto governato dal computer, permette di sagomare al millimetro l’area da trattare

preservando le strutture vicine sane e/o sensibili alle radiazioni. Con la tecnica pendolare in

contemporanea al movimento delle lamelle si riesce a contornare il volume neoplastico anche se di

forma non regolare.

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

I Piani di Trattamento

Il sistema di piani di

trattamento più evoluto

si basa su acquisizioni

di una TC multislice,

con ampio gantry, che

da luogo ad immagini

virtuali 3D. Su queste

immagini si seleziona il

volume bersaglio ed i

volumi da preservare.

Strumentazione

Biomedica Biofisica e Tecnologie Biomediche

I Piani di Trattamento

Quindi si stabiliscono il numero di campi, la loro apertura ed una eventuale

Strumentazione

pendolazione della testata al fine di poter colpire col massimo della dose il volume

Biomedica

bersaglio (in rosso) e preservare al massimo i volumi sensibili (in verde).

Biofisica e Tecnologie Biomediche

Apparecchi di Brachiterapia

Sono apparecchi di terapia che utilizzano sostanze radioattive che, dopo aver posizionato una sonda-catetere nelle vicinanze dell’area da trattare, l’operatore si

.

allontana e un comando computerizzato fa scorrere questa capsula radioattiva dalla schermatura di protezione dell’apparecchio al punto terminale della sonda

Strumentazione

Biomedica FIRST e’ costituito da:

seedSelectron

SPOT

Strumentazione

Biomedica Il Sistema Mobile ad ultrasuoni per i

piani di cura 3D della Prostata

Strumentazione

Biomedica Scansione di

un unico

Volume

• Immagine 3-D

della prostata

Strumentazione

Biomedica Pre-Planning

• Precisa valutazione

3D di Prostata,

Uretra, Vescica e

Retto tramite

segmentazione

• Funzioni di Auto -

Plan per il

posizionamento di

semi e aghi secondo

criteri scelti da utente

Strumentazione

Biomedica Live -Planning

• Gli Aghi Virtuali

fungono da guida

durante l’inserimento

• Gli Aghi Virtuali

vengono sostituiti

dagli Aghi Reali

• In tempo reale

vengono aggiornate

le distribuzioni di

dose

Strumentazione

Biomedica Live -

Planning

• Valutazione

istantanea

dell’effetto

Strumentazione

Biomedica

Strumentazione

Biomedica La Soluzione...

Altre novità

• Innovazioni e automazione negli impianti dei semi :

– Posizionamento automatico dei semi e degli spaziatori

nella locazione pianificata

– Verifiche e test di sicurezze durante l’intera procedura

– Validazione dell’attività di ogni seme

– Maggiore accuratezza dell’ impianto

Il Medico in questo modo si può concentrare sugli aspetti

Strumentazione

medici e non sulla manipolazione di sostanze radioattive

Biomedica seedSelectron

Strumentazione

Biomedica

Strumentazione

Biomedica La Soluzione...

Cartridges and

Drive Wire

Delivery tube

Adjustment knob

Compose element

Strumentazione

Biomedica Strumentazione Medicina Nucleare

La gamma camera

La gamma camera è costituita da :

Una testata

 Elettronica di misura

 Computer che gestisce il tutto

 Una consolle di comando

 Strumentazione

Biomedica Strumentazione Medicina Nucleare

La gamma camera (Anger)

La testata è costituita da :

Collimatore

 Cristallo di scintillazione - Na I (Tl)

 Fotomoltiplicatori

 Elettronica di misura

 I collimatori possono essere :

paralleli

 convergenti

 divergenti

 Pin-hole

 Strumentazione

Biomedica Strumentazione Medicina Nucleare

La gamma camera (Anger)

La testata è costituita da :

Collimatore

 Cristallo di scintillazione - Na I (Tl)

 Fotomoltiplicatori

 Elettronica di misura

 I collimatori possono essere :

paralleli

 convergenti

 divergenti

 Pin-hole

 Strumentazione

Biomedica Strumentazione Medicina Nucleare

La gamma camera (Anger)

I collimatori possono essere :

paralleli

 convergenti

 divergenti

 Pin-hole

Durante la rotazione circolare il computer acquisisce le emissioni

L’acquisizione

che provengono da una slice. di più slice

contemporaneamente può portare ad un sistema multislice che

ricostruito, da luogo ad immagini 3D (SPECT)

Strumentazione

Biomedica Strumentazione Medicina Nucleare

La gamma camera (SPECT) Nel paziente si introduce un radiofarmaco che emette radiazioni gamma.

Queste radiazioni emesse vengono rilevate dalla scintillazione prodotta sul

cristallo e le informazioni sull’area e sui quantitativi registrati per unità di

tempo vengono gestite da un computer che ricostruirà le immagine della

presenza temporale del radiofarmaco in aree ed apparati attraversati dallo stesso

durante i funzionamenti d’organo. Con la tecnica di Tomografia

Computerizzata si ricostruiscono i funzionamenti degli organi sezione per

sezione.

Strumentazione

Biomedica Strumentazione Medicina Nucleare

La gamma camera (SPECT)

Le immagini della SPECT pur essendo molto importanti dal punto di vista del funzionamento d’organo lasciano a desiderare per specificità e risoluzione spaziale.

Spesso per avere informazioni anatomiche si ricorre a tecniche di fusione con immagini CT. Ma per quanto riguarda le tecniche di perfusione e di funzionamento

d’organo forniscono informazioni molto valide

Strumentazione

Biomedica Strumentazione Medicina Nucleare

La PET 11 13 15 18 +

Il principio di funzionamento è simile a quello dei traccianti radioattivi. Si somministra un radiofarmaco – C, N, O, F - che emette positroni (β ) che,

avendo la massa di elettroni ma con carica positiva, in pochi mm si annichilano su un elettrone producendo due raggi da 0,511 MeV che si allontanano in direzioni

opposte. Questi vengono rivelati “in coincidenza” e misurando il “tempo di volo” viene ricostruito al computer il punto da cui sono partiti. Anche la PET soffre dei

problemi di risoluzione spaziale ma fornisce informazioni anche su modestissime modifiche del metabolismo cellulare permettendo di scoprire, molto prima delle

modificazioni anatomiche, il funzionamento anomalo dei metaboliti cellulari.

Strumentazione

Biomedica Strumentazione Medicina Nucleare

La PET

Strumentazione

Biomedica

Strumentazione Medicina Nucleare

La PET/CT

Strumentazione

Biomedica


PAGINE

117

PESO

27.84 MB

AUTORE

kalamaj

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Esame: Biofisica
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Biofisica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Fratello Angelo.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Biofisica

Sistemi biologici - Termodinamica
Appunto
Fisica medica - fluidi reali
Appunto
Sistemi biologici - Termodinamica
Appunto
Fisica medica - dinamica dei fluidi
Appunto