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Strategie di comunicazione Appunti scolastici Premium

Appunti della facoltà di lettere e filosofia del professor Pesare sulla pedagogia della comunicazione. Il file contiene una lunga trattazione sulle strategie di comunicazione, la comunicazione come un bene pubblico e come un bene privato ed il diritto all'informazione.

Esame di Pedagogia della comunicazione docente Prof. M. Pesare

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mancano gli ultimi due paragrafi dell' ultimo capitolo

PEDAGOGIA E COMUNICAZIONE

CAPITOLO 1:

FONDAZIONI

La pedagogia include la comunicazione nella sua riflessione, dal momento che si tratta non solo di un bene privato, ma anche di un bene pubblico,un bene di prima necessità, e

in quanto tale bisogna riflettere sulle modalità in cui si svolge ,sulle sue potenzialità e sulla sua capacità di essere disponibile agli obbiettivi di un’ autoeducazione per tutte le

età della vita. La comunicazione infatti ,estendendosi sia al vasto campo semiotico mediale,(come strumento il cui scopo è quello di controllare e influenzare l’ opinione

pubblica)sia all’ insieme dei rapporti inter-umani(come strumento il cui scopo è stabilire relazioni sociali o attenuare divergenze per ottenere degli obbiettivi)deve essere

educata,deve essere sottoposta a vigilanza critica in modo da controllare gli effetti che produce sull’ ecosistema delle relazioni.

La comunicazione è un concetto estremamente mobile,cioè si muove e slitta continuamente in nuovi significati;essa ha percorso la lunga storia del faber (congegno muto e

gestuale) e del sapiens(riesce a codificare e decodificare i segni trasmessi) dell’ uomo ,misurandosi ogni volta con la modernità di ogni tempo nuovo;è quindi un insieme di antico

e moderno. processo circolare.

Essa è IL DESIDERIO DI RAGGIUNGERE E FARSI RAGGIUNGERE PER UN RECICROPO RICONOSCIMENTOè un

RADICI: Enciclopedisti,sulla

Una prima definizione di comunicazione ci viene dagli base delle osservazione delle leggi fisiche:-energia che si trasmette da un corpo all’ altro

.COMUNICAZIONE come MOVIMENTO. E mentre la voce “communication” appariva legata ad ambiti come quello teologico,retorico e giudiziario,la voce “information”appariva

invece legata a un ambito denotativo,quello degli atti giudiziari. Dai tempi dell ‘ Encyclopédie a oggi l’ informazione si è allargata a vari campi di impiego,diventando un principio

d’ ordine,di organizzazione :più informazione si ha,più si è organizzati,efficienti e razionali

E’ ciò che da forma,è l’ atto del dare forma al messaggio.

morphè

Il concetto di INFORMAZIONE è nel greco e nel latino forma. Il passaggio da ciò che da formaa

pregiudizio razionalista,nel

notizia,messaggio o dato ha ,per alcuni autori ,un problema all’ origine:ossia un momento in cui l’ informazione può essere assunta come vera o

falsa. Tale pregiudizio partiva dalla considerazione che gli uomini non sanno le stesse cose,che non le rappresentano nello stesso modo e che non hanno gli stessi sistemi di

valore;per cui il problema è se sia possibile o meno ritenere che un informazione possa essere data allo stesso modo a persone diverse. Un primo approccio a tale quesito è

il “una

quello ermeneutico,per cui l’ informazione non è messaggio,ma l’ accoglimento,ossia l’ attenzione prestata a quel messaggio. Come la definisce Gregory Bateson è

differenza che genera una differenza”.Il problema quindi si sposta dall’ informazione a quello della COMUNICABILITA’. la distinzione è nella diversità dell’approccio:l’

informazione è legata alla forma dell’ enunciato,la comunicazione è legata alla processualità dell’ enunciazione .La prima è denotativa e descrittiva,la seconda consente alla

scrittura, alla parola,alle immagini di svolgere tutto il loro potere di coinvolgimento interferendo attivamente con la sorgente .Il fenomeno della comunicazione non dipende da ciò

ciò che accade in chi le riceve .Nel

che si trasmette ,dalle informazioni che ci raggiungono ma da comunicare presentiamo modelli di comportamento,forniamo indicazione su

come l’ informazione è stata accolta. E’ proprio l’ aspetto relazionale differenzia la comunicazione dall’ informazione xchè ci apre alla problematicità dell’ io-altro. E’ DESIDERIO

E FIDUCIA,desiderio di raggiungere e farsi raggiungere,fiducia di conoscere e farci conoscere,sapendo che le mie parole andranno a buon fine ,non verranno strumentalizzate o

adoperate contro di me,e non verranno deformate estraendole dal loro contesto(concetto di fiducia).

SEGNI,SIMBOLI,CODICI,IDEOSTRUTTURE

La prima teoria dei segni viene elaborata agli inizi del ‘900 da Pierce e successivamente da Morris che definisce il campo della semantica(significazione)della

sintattica(disposizione)e della pragmatica(comportamento).La comunicazione è anche trasmissione di codici e significati,oltre che di segni. Secondo Wilden ,la comunicazione

media tutti i rapporti umani e si espande all’ infinito. Perciò la considera come un “legame” che tiene insieme tutti i sottoinsiemi di un insieme sociale ,sostenendo che il problema

ideostruttura

fondamentale riguarda il modo in cui questa viene definita,riconosciuta e utilizzata da specifici sistemi al loro stesso interno. Ciò porta Wilden a dare rilievo all’

,ossia un sistema di messaggi in grado di fornire spiegazioni e razionalizzazioni sul perché il mondo funziona così com’è,e sul come ci si possa attendere che cambi o meno.

Tali spiegazioni contengono anche istruzioni sui comportamenti consentiti nell’ accettare o rifiutare questo mondo. Dentro le ideostrutture quindi si muovono le nostre capacità di

influenzarci reciprocamente e quei processi di trasmissione educativi,o come oggi si definisce formativi.

ESTRAZIONE VS FORMAZIONE estrattiva,la

L’ educazione,scienza socraticamente quale può includere nelle sue pratiche una negoziazione bipolare,si differenzia dal termine maggiormente in uso oggi,di

formazione,che al contrario la rende irrilevante. Essa condivide con l’ informazione pratiche che danno forma, si pone come luogo di forme date e collaudate,determinando

quindi percorsi programmati e collaudati.

Tuttavia ,l’ ampiezza del campo comunicativo è tale che l’ educazione stessa possa utilizzare le sue risorse per rompere circuiti ripetitivi e perciò Vico rilancia quella che definiva

“l’ estrazione delle forme”,ossia la capacità di un autodeterminazione attiva e partecipe dell ‘io in svolgimento;un processo di “sgomitolamento”,inteso come farsi dell’ uomo

attraverso l’ esperienza istruttiva dell’ ERRORE. Gli errori sono quindi passaggi istruttivi fondamentali di un percorso in cui il modo di procedere conta almeno quanto l’ obiettivo

che si intende raggiungere e il percorso ha più rilievo del risultato stesso. Lo scopo è quello di trarre dall’ esperienza tutto il necessario materiale di supporto per l’

autoapprendimento. Quello dell’ educazione,attraverso l’ errore,

allenato,l’

è un tempo unico tempo davvero nostro ,che è quello che ci vuole per farci apprendere da soli il valore delle esperienze compiute. L’ educazione astrattiva

quindi,riplasma le informazioni dell’ ambiente,le elabora e le valuta.

RAPPORTI TRA COMUNICAZIONE E FORMAZIONE

Ogni azione formativa si attiva attraverso processi di comunicazione impliciti o espliciti,e per l’ altro verso,ogni processo comunicativo tende a “formare”,le possibilità di

autodeterminazione. Nel tempo della comunicazione illimitata,il processo formativo subisce profonde trasformazioni perché si scontra e si confronta con un universo di segni

discorsivi illimitati,rappresentato dall’ età elettronica e dall’ età di internet.

TRE MODELLI informazionale,che semiotico –

Tre sono i modelli che sono stati indicati dagli studiosi:quello si occupa della decriptazione dei messaggi e della loro trasmissione,quello

informazionale,che semiotico-

presuppone regole condivise ma che lascia al ricevente la libertà di interpretare e decodificare liberamente il messaggio ricevuto,e quello

testuale che si concentra maggiormente sul decodificatore,spostando l’ interesse dal messaggio al contesto che deve favorire la dimensione discorsiva del dialogo. Nella

ottenimento,che

discorsività umana si è compiuto un passo in avanti:da una modalità di dialogo teso all’ tendeva a dare e ricevere informazioni già precostituite,un dialogo fine a

dialogo di riflessione

se stesso che gerarchizza i ruoli e obbedisce al solo principio di efficienza ,a una modalità di ,ad una metacomunicazione che valorizza il sapere linguistico

raggiungere e farsi raggiungere.

e para-linguistico. Il dialogo di riflessione presuppone un idea di formazione intesa come autoformazione il cui fine è sempre quello di Diventa

prioritaria la ricerca di “sintonie” più che di regole grammaticali e sintattiche. In questa prospettiva ogni testo diventa un soggetto con cui entrare in relazione,nella ricerca di una

verità umana comune tanto all’ autore quanto al suo critico. E’ lo spettatore che fa lo spettacolo;il lettore che riscrive il libro.

CAPITOLO 2:

FORME E MODELLI

MODELLI COMUNICATIVI CLASSICI DISSEMINAZIONE,il

Uno dei primi modelli comunicativi classici risale a Pitagora e la sua scuola;un modello ,definito da Peters, di quale,interessato per lo più al sapere

trasmesso, e all’ autorità dell’ emittente, non consentiva di verificare immediatamente all’ emittente il successo o l’ insuccesso del messaggio .I sofisti al contrario avevano

impostato il loro insegnamento sul relativismo dell ‘ opinione, interessansdosi non tanto al sapere,quanto alla ricerca del senso e dello scopo non solo del trasmettere,ma anche

punto a punto del dialogo.Negando

della stessa esistenza umana.Un altro modello si deve a Socrate :il di possedere qualsiasi sapere, Socrate afferma che “la validità di un

asserzione dipende dal libero riconoscimento e dalla libera adesione dei soggetti”;solo nel dialogo le asserzioni, che resistono a un esame critico, possono essere riconosciute

come vere e buone.Socrate traduce in un sapere la ricerca di un ordine ragionevole dell’ attività umana e la stessa attività a interrogarsi su di essa.RICAPITOLANDO TRE sono i

modelli qui rappresentati:

1- Quello del NASCONDIMENTO della fonte,che si fonda sull’ autorevolezza dell’ emittente

2- Quello della DEMOCRAZIA delle conoscenze,che si fonda sulla pura opinione

3- Quello della LIBERTA’ di chi riceve il messaggio

modi

PLATONE poi ,nella Repubblica,nel costruire i in cui uno Stato giusto possa essere eretto e mantenuto,articola la Polis in ceti .differenzia l’ educazione per ciascun

parte sociale:un educazione specifica per artigiani e mercanti,affinché disciplinino le loro aspirazioni al piacere,un educazione specifica per funzionari e guardiani,perché

possano difendere gli interessi dello Stato con dedizione ,e infine quella rivolta ai “migliori” affinché possano guidare bene lo stato.

I DILEMMI DELLA MODERNITA’

formazione umanità natura umana.E

Nella modernità ,la ,come destinazione dell’ uomo,si riferisce all’ idea di e di poiché la formazione,così come la religione e la

far venire fuori rinchiuso.

morale,appartengono alla natura umana ,il compito della formazione è quello di ciò che nell’ uomo sta

Hobbes guerra di tutti contro tutti

trattò la natura umana secondo il modello delle scienze analitiche,ossia meccanicamente,definendola come ,riferendosi all’ esperienza storica

che gli toccò di vivere,ossia le guerre di religione.La modernità di Hobbes sta nella convinzione che si potesse uscire dal quel destino,ma solo a patto che la minaccia dell’

annientamento reciproco si trasformasse in uno stimolo per la costruzione di uno stato razionale ,dotato di potere assoluto,in grado di stare al di sopra di tutti.

Leibniz considerava l’ intera essenza naturale come composto di massa(estensione)e forza(sostanza),sostenendo che tutto ciò che è ha necessariamente fondamento in se

forma hanno forma

stesso.Leibniz spiegava che le capacità umane non prendono attraverso un modellamento esterno ,che può venire cioè dalla morale o dalla religione,ma in

forza,ossia

quanto come energia che si sviluppa spontaneamente in ogni singolo esistente.

Rousseau

Un contributo al concetto “di formazione” e di “natura”,viene da il quale afferma che gli uomini interagiscono tra loro sempre come avversari o concorrenti,e la loro

forma

determinazione naturale è quella di FARSI UOMO,dal momento che l’ educazione non può essere intesa come mezzo per imporre una ;deve essere la natura a dare all’

uomo la possibilità di collaborar alla propria determinazione. Il progetto educativo dell’ uomo rousseauiano si sviluppa all’ interno delle condizioni storico-sociali in cui vive:vive di

doxa;è uomo dell’ uomo,nel auto creazione

senso che dipende dalle opinioni degli altri.Quello di Rousseau è un progetto di che si basa su un criterio universale di giudizio.quello

fondato sulla sua stessa plasmabilità,che si rifà alla TEORIA DELL’ OLTREPASSAMENTO,ossia dell’ UMBILDUNG,che vuol dire trasformazione.

L’ ETA DELLA BILDUNG estetico-il

E’ una sorta di –neumanesimo cui obbiettivo era quello di raggiungere una completa reciprocità tra cultura ed educazione. La creatività comunicativa della cultura fa

agire,insomma,il suo lato formativo;e lo fa agire in quanto la BILDUNG è una BILDUNGSERLEBNIS ,ossia un esperienza vissuta e dunque ,sempre e soltanto formazione,che a

che

sua volta è sempre etico- estetica prima che cognitiva. Per autori come,Lessing ,Schiller o Harder,ciò davvero forma è un esperienza in cui il soggetto può sentirsi creatore

originale,in cui ,grazie all’ cultura estetica,si da libertà con la libertà. Arte e bellezza restituiscono all’ uomo quella “innata libertà”di essere come deve. Da questa accentuata

fiducia nell’ estetica il lavoro,il costume,la politica,e tutte le altre attività umane vengono rese accessibili a un idea di libertà che coincide con il kantiano imperativo dell’ essere

a se stessi”.

“scopo

A partire dalla seconda metà dell’ 800,l’ idea di Bildung intesa come formazione generale dell’ uomo,tende a smarrirsi con la distinzione introdotta da Humboldt ,tra formazione

generale e formazione professionale:la prima si traduce in un vero e proprio curriculum formativo per la formazione dei dirigenti;la seconda assume invece un compito

addestrativo :formazione dimezzata,come l’ avrebbe poi definita Adorno

Una nuova idea di Bulding doveva fare i conti, però ,con le conseguenze dell’ età della tecnica sulla formazione,e così tale nuova idea si collocò in un punto di tensione tra le

Nietzsche

istanze di liberazione del soggetto e le ALTRE possibilità. A tal proposito una riflessione si deve a ,il quale tenendo aperto un dialogo con il passato,cercò di far

altro autoformazione,nel

emergere un soggetto della formazione e diverso. Il punto di forza nel suo pensiero,sta nel concetto di senso di un esperienza trasformativa in cui la

oltre

forma supera continuamente se stessa e in cui l’ dell’ umano mette sempre in discussione l’ esperienza di ogni imprinting ricevuto adattivamente. Egli riafferma quindi il

primato del soggetto nella formazione per farvi emergere L’ ULTERIORE,inteso come una soggettività e rapporti sociali altri rispetto ai miti e ai valori sia della tradizione che della

La formazione è un processo autoformativo che richiede autonomia,un processo nel quale l’ uomo della tarda modernità vuole aprirsi alla differenza,alla

modernità.

ricerca di percorsi originali e appunto autonomi. Da qui il valore dell’ estetica ,per Nietzsche,la quale costruisce forme che non sono forme-armonia(cioè che aspirano all’

forme-forza:nascono

equilibrio) ma dall’ immaginazione non ancora addomesticata,dalle emozioni,dalle pulsioni vitali. L’ oltreuomo di Nietzsche non accetta il controllo della

forma e sceglie la metamorfosi. Con questo autore TERMINA la lunga fase della modellazione.

L’ OLTRE…..

Adorno e Foucalult riprendendo la concezione di forma-forza di Nietzsche e sviluppano ognuno una propria concezione dell’ autoformazione. Se per Adorno l’ autoformazione e

la stessa forma-forza diventa un modo per sviluppare un pensiero divergente ,a partire da una critica della modernità,per Foucault l’ autoformazione sarà una pratica riflessiva

limiti,una

capace di operare sui pratica che si interessa soprattutto al tema della verità, osservata nel rapporto del sé con se stesso e nella costituzione del sé come soggetto.

Anche per questo autore fondamentale è l’autonomia della sfera estetica ,perché essa favorisce la destrutturazione e una diversa collocazione del soggetto rispetto a se stesso e

alla prassi mondana;e la favorisce in quanto il processo tecnico dell’ opera d’ arte spinge a cogliere tutti i condizionamenti,le dispersioni,i decentramenti della coscienza

moderna,e tutti i segni e le spinte di trasformazione e liberazione.

oltre se stessa.

Bildung

E’ un progetto di In tale progetto l’ estetica della comunicazione rinuncia al contenuto a tutto vantaggio della forma;dinnanzi ad esso l’ educazione,come

ripetizione e consolidamento del primo imprinting,diventa sempre più debole;la differenza pedagogica tra generazione che educa e generazione che l’ educazione riceve è

andata velocemente in crisi. Questo accade xchè le nuove generazioni si trovano di fronte alla presenza di nuove tecnologie della comunicazione che velocizzano il continuo

apprendimento,si trovano a sostituire l’ alfabetismo di base del leggere e del scrivere,con una nuova alfabetizzazione digitale ;vivono nell’ età delle intelligenze artificiali che

prendono il posto della memoria del ricordo,a cui restano ancorate le generazione più adulte.

la fine dell’ antropocentrismo,ossia

In questo quadro si dichiara apertamente di quella visione dell’ uomo fine dell’ universo e misura di tutte le cose,propria dell’ età

rinascimentale. L’ avvento di alcune acquisizioni d’ avanguardia come le nanotecnologie,l’ ingegneria proteica,l’ utilizzo delle cellule staminali fa avanzare l’ ibridazione del profilo

umano che è in continua trasformazione e ridefinizione. Si parla di INTEGRAZIONE,ossia della possibilità di coniugare tra loro biosfera e tecno sfera,di superare l’ unicità del

progetto umano,attraverso interventi di riprogettazione genetica. Scenari che Spielberg ,Kubrick o Cronenberg ,ad esempio, hanno rappresentato attraverso un efficace

linguaggio filmico:sperimentazioni in corso nei laboratori della nasa,creature speciali in gradi di preconizzare il futuro,ipotesi scientifiche considerate anche spregiudicate,come la

hybris

possibilità di sfidare e vincere la morte. Insomma,come avverte Marchesini,ci si avvia verso una nuova stagione che modifica radicalmente il concetto di non più atto

offensivo dell’ equilibrio umano,quanto attività centrale della stessa ontogenesi.

….E L’ ALTROVE De Kerckhove remapping

Siamo dunque entrati in un “del tutto nuovo”che richiede alla specie un nuovo adattamento. parla di sensoriale e concettuale,intendendo per

remapping,ad esempio,la perdita del primato della grammatica a favore della numerizzazione,la scomponibilità di tutto io sapere,le esperienze e la materia in un sistema binario

a due cifre,il transito da un immagine individuale,limitata dalla pelle,a un ‘ immagine del sé stessa al satellite ecc….De Kerchkove storicizza questo passaggio attraverso due

modelli di adattamento:quello sincronico e quello diacronico.

Il modello sincronico interviene quando il principio di conservazione da una parte e la quantità di innovazione dall’ altra entrano in conflitto. Prendendo ad esempio il gap

generazionale tra genitori e figli si può notare come sia profondamente cambiata il tipo di educazione ricevuta. Da un tipo di educazione prevalentemente frontale,che si basava

su un principio teatrale,inteso il teatro come palcoscenico dove si muovevano figure come il maestro ,il prete,l’ esperto,atti a trasmettere sapere,a un tipo di educazione

completamente diversa. Alla scena teatrale si sostituiscono la fotografia,il cinematografo e infine il piccolo schermo della tv. Esse hanno realizzato la fase di “esteriorizzazione

dell’ immaginazione”.La realtà virtuale poi, ha introdotto lo schermo interattivo ,che richiede ancora una volta,un nuovo adattamento più lungo e più tormentato rispetto a quello

avvenuto tra generazione alfabetica e generazione della tv.

Il modello diacronico interviene in un'altra situazione di conflitto che si sarebbe poi determinata,negli anni sessanta del ‘900 con la generazione degli hippies e

successivamente con quella degli yuppies.Grazie alla comparsa dello schermo televisivo si è riscoperta la vita sensoriale:la tv avrebbe quindi,esteriorizzato il pensiero,svegliato l’

immaginazione e riscoperto lo spazio interpersonale;Se la TV ha prodotto ,infine una cultura dell’ ESPLOSIONE,è toccato successivamente al computer produrre quella dell’

IMPLOSIONE;esso avrebbe ristretto di nuovo,l’ apertura sensoriale richiudendola in una competenza professionale di tipo interattivo con lo schermo. La scoperta del corpo è

terminata.

UNA UMBILDUNG ERMENEUTICA

Per arte ermeneutica si intende,innanzitutto,un arte che sappia decifrare segni e parole,e proprio perché le relazioni umane parlano attraverso segni,l’ ermeneutica se ne

modifica chi la fa,e

occupa. Essa parte dal presupposto che l’ esperienza possa diventare un esperienza di verità che modifica anche l’ oggetto stesso di un rapporto di relazione

e di conoscenza. Innanzi ad eventi artistici incontriamo un mondo che produce un incremento di essere che non riguarda solo l’ autore e il suo modo di comunicare il messaggio

ma modifica anche lo spettatore,lo emoziona. L’ incontro con l’ Evento,L’ Opera è un esperienza di verità e in quanto tale,ogni incontro sarà incontro con qualcosa che ,in quanto

accaduto deve essere integrato ,e non solo ricostruito,nel mondo attuale di chi lo interpreta. L’ interprete non è mai un soggetto chiuso,pieno di pregiudizi verso l’ oggetto che

vuole comprendere,ma ne possiede già una precomprensione fondata su ciò che vuole incontrare;l’ ermeneutica muove proprio da questa precomprensione ,già presente quindi

nel desiderio di comprendere. Nessun incontro quindi è poi del tutto casuale. CAPITOLO 3:

EDUCAZIONE E COMUNICAZIONE:CONVERGENZE PARALLELE

DUE APPROCCI

Non sono mancati studi sui comportamenti dei bambini ed adulti nell’ uso della tv,sull’ approccio a Itn e più in generale sui consumi giovanili di multimedialità. Alcune esperienze

universitarie hanno avvicinato le future generazioni alle forme d’ uso e di consumo dei nuovi media,attraverso la costruzione di laboratori di produzione massmediale che

potessero far apprendere al meglio forme,linguaggi e strumenti nuovi. Accanto a questi ambiti che investono più direttamente le pratiche dell’ educazione e della didattica ,si

affiancano i risultati che provengono da un altro settore di studi ,quello della MEDIASTORIA,in cui la sfera dell’ educativo è stata estesa a una serie di soggetti,situazioni,modalità

che nel passato non erano state prese in considerazione. La Mediastoria accoglie la comprensione dei media non solo rapportati all’ innovazione tecnica e tecnologica ma anche

all’ evoluzione della società,che ne ha decretato la fortuna o il declino,l’ uso o il superamento, intrecciando tra loro questi due aspetti. Molti autori si trovano però di fronte un

quesito a cui hanno bisogno di rispondere. Ossia il grado con cui le svolte tecnologiche hanno modificato e condizionato e il grado con cui esse stesse sono state condizionate

da processi culturali,educativi o sociali.

Flichy

La ricerca di ,ad esempio,si è interrogata in un primo momento, sul ruolo giocato dal pubblico e dal privato nell’ evoluzione delle telecomunicazioni. Come è noto,la sfera

pubblica fu interessata,fin dalla rivoluzione francese all’ impiego del telegrafo per usi amministrativi e militari,ma successivamente,con l’ amministrazione centralizzata dello Stato

napoleonico ,si disegnò un sistema di regole prima di consentire l’ impiego delle telecomunicazioni via telefrago. Flichy in una ricerca anteriore a quella appena discussa,aveva

sostenuto che l’ evoluzione delle dinamiche sociale giocano un ruolo prevalente rispetto all’ evoluzione delle tecnologie. Un esempio è dato dalla evoluzione della famiglia

vittoriana e le conseguenti trasformazioni della vita privata che avrebbero aperto la strada all’ individualismo del XX secolo e la conseguente privatizzazione del mezzo di

comunicazione. Le scoperte, quindi,e la circolazione delle macchine per comunicare vanno viste in stretta correlazione tra i mutamenti dell’ area tecnico – tecnologica e le

dinamiche sociali.

INTERSEZIONI Harold Innis,proseguito Marshall MacLuhan.Il

Due dei primi influenti studiosi di storia della comunicazione sono stati poi dal suo allievo primo tratta della comunicazione come

qualcosa di universale presente in tutte le società umane anche se essa si sviluppa in modi diversi a seconda dei diversi modelli sociali. Il secondo,conseguentemente,è

questo motore sia rimasto

convinto che il mutare dei sistemi di comunicazione siano il vero motore dell’ evoluzione verso sistemi democratici. MacLuhan afferma che

nascosto(comunicazione come presenza nascosta) per molto tempo,nel senso che nelle epoche precedenti non si seppe cogliere la specificità e la potenza delle forme della

La nostra la prima età

comunicazione. ,secondo l’ autore ,è che ha avuto il privilegio di UNA CONSAPEVOLE PRESA DI COSCIENZA di tali forme;è la prima età in cui la

comunicazione si è distinta dalle altre attività sociali, in cui essa riesce al contempo stesso a cogliere l’ interazione tra fatti economici,tecnologici e culturali sviluppando

importanti prospettive di ricerca.

Le modificazioni introdotte dai sistemi di informazione e di comunicazione hanno profondamente modificato anche stili di vita e comportamenti sociali aprendo un grande spazio

Rugiu

di riflessione anche per la STORIA EDUCATIVASantoni ,ad esempio,insiste sulla sua tesi centrale per cui :-la vita quotidiana educa più di ogni altro fattore

Mario Manacorda,riprendendo

intenzionalmente formativo preso in sé,in quanto sono proprio i media ad influenzare le modalità della vita quotidiana. la tesi di Rugiu,fornisce

illustrata dell’ educazione”:una

un modello di ricostruzione dell’ educazione diffuso attraverso una “Storia serie di immagini tratte da

graffiti,affreschi,mosaici,miniature,caricature,illustrazioni a stampa,fotografie che si muovono e si compongono ,in una sorta di quadro vivente;immagini che danno la possibilità al

lettore di operare un confronto diretto e continuo tra esse stesse e l’ interpretazione dello storico,lasciando tanto al testo quanto alle illustrazioni un proprio valore narrativo.

Questo modello ,in definitiva,studia la comunicazione tenendo conto delle forme in cui si è nel tempo impostato il rapporto insegnare-apprendere: evoluzione delle tecniche di

apprendimento e degli strumenti didattici

STORIA D’ INFANZIA E DI MUTANTI Neil Postman,la

La concezione per cui la storia dei media influisce sulla storia dell’ educazione diffusa,è dimostrata all’ inizio degli anni 80 dal newyorkese cui tesi,abbastanza

puerilità

nota sostiene “l’ infantilizzazione del pubblico televisivo” .una diffusa che rende incerti i confini tra infanzia ed età adulta. Se la stampa ha creato l’ infanzia,televisione e

mass media ne hanno decretato

la scomparsa. In secondo luogo tale tesi insiste su una sorta di distorsione negativa dei ruoli bambini-adulto. Non sono più i genitori che modellano i bambini,ma i bambini che

contribuiscono a modellare i genitori.

Molti sono i “saperi” sull’ età bambina,e molti sono gli esperti che cercano di arricchire lo scenario conoscitivo della storia dell’ infanzia .In questi ultimi decenni è stato messo in

luce lo scarto tra ciò che i bambini sono e sono stati e l’ immaginario collettivo. Attraverso una lunga galleria di autoritratti,l’ abuso educativo,x esempio, si rafforza come

paradigma oppositivo a ogni forma di pedagogia che cerca di eludere i conflitti. Non solo abuso del lavoro precoce ma anche quel un tipo di abuso inteso come spazio in cui ogni

bambino si trova a vivere;uno spazio indifferente e aggressivo che vede i bambini vivere per strada,che li vede diventare piccoli delinquenti e baby criminali.

Molti autori hanno messo in evidenza come il mondo adulto rappresenti attraverso stereotipi quello infantile e adolescenziale,svalutandolo e considerandolo

sciocco,insipiente,imbecille. Questo è lo scenario educativo dell’ adulto nei confronti del bambino. Eppure l’ infanzia potrebbe cooperare con gli adulti,sarebbe disposta ad aiutarli

e a spiegarsi soprattutto in virtù della loro capacità di conoscere più di quanto non riescano ad esprimere:vedono le cose con un occhio interno,facendo del proprio corpo un

veicolo di comunicazione attiva che riesce a descrivere le cose con un alto potenziale di trasfigurazione della realtà. Con l’ esplosione dell’ universo mediatico poi,l’ intelligenza

visivo- spaziale,quella che si sviluppa per prima nei bambini,ha subito un notevole incremento xchè si è potenziata la capacità di produrre immagini mentali con il quale

costruiamo il nostro universo di riferimento. E si è potenziata grazie alle rappresentazioni visive che ci vengono veicolati dai media;rappresentazioni che permettono al bambino

che comincia con l’ esplorare l’ oggetto a livello senso-motorio e affettivo ,ad allargare il suo spazio di esperienza in quanto dispone appunto di una rappresentazione più

completa del suo ambiente

immagine mentale,quindi ,non è solo una elaborazione dell’ oggetto ma una forma più immediata di relazione con l’ oggetto e col contesto in cui è immerso-

-.L’ Se la

pedagogia dell’ 800 affidava all’ esplorazione sensoriale attraverso oggetti reali esistenti in uno spazio,l’ iniziazione alla conoscenza del bambino,oggi questo avviene attraverso

le immagini.

Secondo Claude Allard il bambino si trova più a suo agio tra le immagini piuttosto che tra le persone,perché con il piccolo schermo si rilassa,si svaga,può imparare a

difendersi ,apprendere e trasgredire le prescrizioni adulte;vivendo in una situazione di abbandono-osserva Tornatore rappresentando tale situazione in un film negli anni ’90-il

bambino è rassicurato dalla TV .Lo stesso Tornatore aveva posto una questione centrale:il bambino comprende ciò che passa attraverso il piccolo schermo o gli interessa solo il

movimento delle immagini che gli scorrono davanti?

S i può rispondere affermando che tutte le immagini visuali e sensoriali che i bambini vedono,una volta memorizzate, vengono associate ad altre impressioni ,provocando

reazioni che entrano nella vita di relazione. Nel corso dell’ infanzia poi,le immagini acquistano la capacità di prodursi attraverso l’ attività del fantasticare,sognare,attraverso quindi

l’ immaginazione. Vi è perciò una dialettica tra ciò che è percepito dall’ esterno e la reazione proiettiva che poi ne risulta. Detto in altri termini si può dire che Le IMMAGINI

ANIMANO IL NOSTRO TEATRO INTERIORE. Nei bambini realtà e immaginazione si confondono;quest’ ultima gli spinge a creare realtà sempre nuove,ad essere sempre carichi

logos

di desiderio .Questa esplosione di fantasia è stata rifiutata e perfino temuta per lungo tempo dagli adulti,a ragione del fatto che essa destabilizza il adulto,è portatrice di

hybris,disordine, e se viene tollerata nei primissimi anni di vita,è inibita completamente dopo a vantaggio del ragionamento logico. In questo modo si rinuncia alle altre

possibilità,come quella di stimolare nuovi modi d’ essere,si scoprire altri modi di nominare le cose,che nel bambino è già un’ attività incessante,e nonché di scoprire anche altri

modi di pensarle. Viene a proporsi quindi,l’ autodeterminazione poietica nutrita di curiosità e desiderio VS una costruzione guidata da autorità sistemiche;la conquista di una

capacità a decidere e ancorarsi alla realtà in movimento VS la coazione a ripetere.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della comunicazione
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cecilialll di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia della comunicazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Salento - Unisalento o del prof Pesare Mimmo.

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