Estratto del documento

STUDENTE: FINA SIMONE

MATRICOLA: 4106511

Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

Report di Strategia e Politica Aziendale

(Management)

Prof. Claudio Devecchi

Capitolo 7: planning and goal setting

INDICE:

IL GOAL-SETTING SI ADATTA AL TUO STILE MANAGERIALE?...................................................pag 4

PANORAMICA DEL GOAL-SETTING E PROCESSO DI PIANIFICAZIONE………………………….pag 4

Livelli di piani e obbiettivi…………………………………………………………………………...pag 5

- Il processo di pianificazione organizzativa……………………………………………………….pag 5

-

IL GOAL-SETTING NELLE ORGANIZZAZIONI……………………………………………………….….pag 6

Missione………………………………………………………………………………………..…….pag 6

- Piani e obbiettivi……………………………………………………………………………………..pag 7

- Allineare gli obbiettivi con la mappa strategica…………………………………………………..pag 8

-

PIANIFICAZIONE OPERATIVA……………………………………………………………………………pag 10

Criteri per obbiettivi efficaci……………………………………………………………………….pag 10

- Management by objective (MBO)………………………………………………………………..pag 11

- Come definire i centri di responsabilità………………………………………………………….pag 13

- Piani monouso e piani permanenti………………………………………………………………pag 15

-

BENEFICI E LIMITI DELLA PIANIFICAZIONE………………………………………………………….pag 16

PIANIFICARE IN UN AMBIENTE TURBOLENTO………………………………………………………pag 17

I piani di emergenza………………………………………………………………………………pag 17

- La costruzione di scenari…………………………………………………………………………pag 18

- I piani di crisi……………………………………………………………………………………….pag 19

-

APPROCCI INNOVATIVI NELLA PIANIFICAZIONE…………………………………………………...pag 20

Fissare obbiettivi elastici per raggiungere l’eccellenza……………………………………….pag 21

- L’utilizzo dei dashboard…………………………………………………………………………..pag 22

- Tableau de bord e balanced scorecard………………………………………………………...pag 22

- 2

Differenze e analogie tra i due strumenti………………………………………………………..pag 24

- Schierare intelligence team……………………………………………………………………….pag 25

-

Apply Your Skills: Experiential Exercise…………………………………………………………………..pag 26

Approfondimento: Implementare un sistema informatico aziendale (ERP)…………………………...pag 29

I sistemi ERP nella realtà odierna………………………………………………………………..pag 30

- Aspettative e problematiche dell’introduzione di un sistema ERP……………………………pag 34

- Valutazione e misurazione dell’impatto di un sistema ERP in azienda……………………...pag 35

- 3

IL GOAL-SETTING SI ADATTA AL TUO STILE

MANAGERIALE?

Una delle prime responsabilità dei manager è quella di definire gli obbiettivi aziendali

e pianificare come raggiungerli in base alla direzione futura dell’organizzazione. Non

è possibile definire piani a lungo termine in quanto la condizione di stabilità del

mercato globale è cessata. In particolare fenomeni come la globalizzazione e la crisi

hanno cambiato il modo di pensare delle varie aziende. E’ necessario quindi

pianificare maggiormente nel breve periodo. Tuttavia pianificare non è un compito

facile, e ben poche aziende riescono ad effettuare una precisa valutazione sul futuro,

soprattutto in un periodo così turbolento. Nelle organizzazioni specialmente in quelle

di più piccole dimensioni la pianificazione è tipicamente informale. In quelle più

grandi invece i manager seguono un quadro di pianificazione ben definito. L'azienda

stabilisce una missione di base e sviluppa periodicamente obiettivi formali e piani per

la sua realizzazione. Le aziende rivedono le missioni, gli obbiettivi e i piani ogni anno

per adattarsi ai cambiamenti ambientali e per soddisfare le aspettative degli

stakeholder. In più i processi di delega, responsabilità e autonomia devono essere

attuati simultaneamente e devono essere coerenti con l’organizzazione. Ad esempio

anche una grande azienda come Apple ha dovuto rivedere i suoi obbiettivi e i suoi

piani modificando più volte il suo core business. Tra le funzioni del manager la

1

pianificazione è quella più importante . Nell’ultimo periodo si è posta l’enfasi su

questo elemento, in particolare per quanto riguarda la creazione di piani di crisi ed

eventi inaspettati. Nessun piano è perfetto, ma senza di essi l’azienda non può

esistere. Sta proprio nella capacità del manager capire come i piani devono crescere

e cambiare per soddisfare le mutevoli condizioni ambientali.

PANORAMICA DEL GOAL-SETTING E PROCESSO DI

PIANIFICAZIONE

Un obbiettivo è un desiderato stato futuro che l’organizzazione cerca di realizzare. Il

piano invece è il progetto che alloca le risorse, le programma e compie altre azioni

1

necessarie per raggiungere gli obbiettivi programmati. Gli obbiettivi sono orientati al

futuro mentre i piani sono orientati al presente. Il concetto di pianificazione incorpora

1

le due idee: definire gli obbiettivi e i mezzi per raggiungerli.

1 Remember this 4

Livelli di piani e obbiettivi

Il processo di pianificazione inizia con la definizione della mission aziendale che

definisce lo scopo dell’organizzazione. Sulla base di essa vengono definiti gli

obbiettivi e i piani strategici, tattici e operativi. I top manager stabiliscono gli obbiettivi

strategici che devono riflettere la missione aziendale. I middle manager, solitamente

responsabili delle divisioni o funzioni, definiscono gli obbiettivi tattici coerenti con

quelli strategici. Infine gli obbiettivi operativi sono quei processi o specifiche

procedure che servono a livelli aziendali più bassi, dati ai dipartimenti o ai singoli

lavoratori. Anch’essi devono essere coerenti con gli obbiettivi sopra indicati e

coerenti con il piano strategico globale aziendale.

Il processo di pianificazione organizzativa

Il processo di pianificazione si articola in varie fasi. Inizia con lo sviluppo, da parte del

top management, del piano organizzativo che è composto dalla missione e dagli

obbiettivi strategici guida. Successivamente si devono tradurre i piani in azioni. A tale

scopo serve definire le linee d’azione più agevoli da praticare, sviluppare una mappa

5

strategica allineata agli obbiettivi, definire eventuali scenari, e analizzare i maggiori

competitors. La terza fase consiste nell’elaborare i piani operativi necessari per

raggiungere gli obbiettivi, fissare obbiettivi elastici e formulare piani di crisi. La quarta

fase consiste nell’attuazione del piano, utilizzando strumenti come: MBO, cruscotti

aziendali, e decentralizzando la responsabilità dal centro alla periferia. L’ultima fase

consiste nel monitorare periodicamente i risultati per intervenire tempestivamente nel

caso di disallinamento con gli obbiettivi prefissati.

IL GOAL-SETTING NELLE ORGANIZZAZIONI

La definizione del piano strategico inizia con la definizione della missione aziendale

da parte del top management.

Missione

In cima agli obbiettivi gerarchici si trova la mission aziendale. La missione descrive i

valori, le aspirazioni, e la ragione per cui esiste un’azienda. Senza una missione

chiara, i piani e obbiettivi conseguenti non possono essere costruiti. La missione

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aziendale è un ampia e generale definizione d’intenti che distingue la mia

2

organizzazione rispetto alle altre . Una buona definizione della missione inoltre può

accrescere la motivazione dei lavoratori e le performance organizzative. Il contenuto

di essa di solito si focalizza sul mercato e i suoi clienti, e identifica il campo in cui

l’azienda concentrerà i suoi sforzi. Esempi di missione possono descrivere le

caratteristiche della compagnia come il valore, la qualità dei prodotti, l’ubicazione, e

l’atteggiamento verso i dipendenti. Ad esempio la missione di Campari è: “rimanere

uno dei maggiori protagonisti dell’industria del beverage di marca mondiale,

combinando la passione per il brand building con lo spirito imprenditoriale e

l’eccellenza funzionale. Noi vogliamo essere unici, in rapida crescita, ad alta

3

profittabilità, divertenti, e con una storia da raccontare”.

Piani e obbiettivi

Gli obbiettivi strategici sono ampie dichiarazioni che descrivono dove

l’organizzazione vuole andare in futuro. Questi obbiettivi riguardano l’organizzazione

2

nel suo complesso, piuttosto che una specifica divisione . I piani strategici invece

2

definiscono le azioni con cui si propone di raggiungere gli obbiettivi . In particolare è

il progetto che definisce le attività dell’organizzazione e l’allocazione delle risorse

sotto forma di denaro, personale, spazio e strutture necessarie per il raggiungimento

degli obbiettivi. La pianificazione strategica tende a essere a lungo termine e

definisce le attività in un periodo che può andare dai due ai cinque anni. Come detto

in precedenza, bisogna sempre essere pronti a modificare sia piani che obbiettivi in

quanto il processo di globalizzazione e la crisi mondiale degli ultimi anni hanno reso il

mercato imprevedibile e dinamico.

Dopo aver definito gli obbiettivi e i piani strategici bisogna definire quelli tattici. Gli

obbiettivi tattici sono il risultato che le divisioni intendono realizzare. Questi obbiettivi

2

descrivono che cosa le divisioni devono fare per raggiungere gli obbiettivi generali . I

piani tattici invece sono disegnati per aiutare nell’eseguire il piano strategico e per

4

realizzare una parte della strategia dell’azienda . Tipicamente hanno un orizzonte

temporale ristretto che non va oltre l’anno. L’ultima categoria prende il nome di

2 Remember this

3 Progetto analisi dell’azienda Campari del corso Corporate Strategy del Prof. Molteni

4 Remember this 7

obbiettivi e piani operativi. Gli obbiettivi operativi sono il risultato atteso dai

4

dipartimenti, gruppi di lavoro, e dei singoli lavoratori . Essi sono precisi e misurabili.

Ad esempio nel dipartimento marketing di Chevrolet un obbiettivo operativo può

essere quello di aumentare del 10% il numero di visitatori nei saloni d’auto aziendali,

entro la fine dell’anno. I piani operativi invece, sono sviluppati ai piani inferiori

dell’organizzazione per specificare le azioni necessarie a raggiungere gli obbiettivi e

4

dare un supporto a piani tattici . Questi piani aiutano i manager di dipartimento a

pianificare le attività settimanali e giornaliere. Le cosiddette “schedule” sono un

importante strumento per la pianificazione operativa. Queste tabelle definiscono

precise scadenze per il completamento di ogni obbiettivo operativo richiesto

dall’organizzazione. La pianificazione operativa inoltre deve essere coordinata con il

budget, in quanto le risorse a disposizione devono essere allocate con le varie

attività desiderate.

Allineare gli obbiettivi con la mappa strategica

Allineare gli obbiettivi significa essere coerenti e solidali con la gerarchia

dell’organizzazione, in modo che gli obbiettivi ai livelli inferiori consentano il

raggiungimento degli obbiettivi nei livelli superiori. Le performance organizzative

sono il risultato di come nel miglior modo questi elementi interdipendenti tra di loro

4

sono allineati per compiere la propria missione aziendale . Una delle tecniche più

utilizzate per allineare gli obbiettivi alla gerarchia è la mappa strategica. La mappa è

una rappresentazione visiva degli elementi chiave di successo di un’organizzazione.

Essa mostra come specifici piani e obbiettivi d’area sono collegati. In più fornisce ai

4

manager uno strumento per visualizzare il rapporto causa-effetto tra di essi . Una

semplificazione della mappa strategica può essere rappresentata da quattro aree

chiave che contribuiscono ad un duraturo successo aziendale. Le aree chiave sono:

apprendimento e crescita, processi interni, servizi alla clientela e performance

finanziaria. L’idea è che obbiettivi di apprendimento e crescita servono come base

per aiutare a raggiungere gli obbiettivi interni e che questi a loro volta permettano

una maggiore soddisfazione della clientela. Una clientela soddisfatta permette di

raggiungere obbiettivi finanziari che ottimizzano il valore percepito dell’azienda

rispetto a tutti gli stakeholder. L’apprendimento e la crescita include la formazione dei

lavoratori che consente un continuo apprendimento e condivisione della conoscenza,

il che porta a costruire una cultura basata sull’innovazione. Migliorando i processi

8

interni si promuove una relazione con i propri fornitori, di qualità e più flessibile, che

può sfociare nello sviluppo di prodotti e servizi innovativi. Questo rafforza il rapporto

con la clientela rimanendo leader nella qualità e nell’affidabilità percepita, cercando di

fornire soluzioni innovative rispetto ai bisogni emergenti della clientela. Nel livello più

alto della mappa strategica troviamo le performance finanziarie che includono:

l’aumento delle entrate nei mercati esistenti, l’aumento della produttività e

dell’efficienza, la crescita attraverso la vendita di nuovi prodotti in nuovi mercati o

segmenti. Nella realtà organizzativa la mappa strategica è ben più complessa e

specifica per ogni azienda.

PIANIFICAZIONE OPERATIVA 9

I manager utilizzano gli obbiettivi operativi attraverso il coordinamento di risorse per

raggiungere risultati organizzativi di efficacia e efficienza. Ci sono vari tipi di approcci

5

utilizzati, ad esempio: MBO, piani monouso e piani permanenti .

Criteri per obbiettivi efficaci 5

Gli obbiettivi per essere efficaci devono avere certe caratteristiche . Per prima cosa,

gli obbiettivi devono essere specifici e misurabili. Quando è possibile dovrebbero

essere espressi in termini quantitativi, ad esempio un aumento del profitto del 2%.

Non tutti però possono essere espressi in termini numerici. Questo può portare a

definire obbiettivi troppo generici, che di conseguenza hanno un basso potere

motivazionale per il personale. A volte gli obbiettivi sono qualitativi. Il punto

importante e che siano ben definiti e consentano la

misurazione dei progressi. La seconda caratteristica

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher simopippo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Strategia e politica aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof De Vecchi Claudio.
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