STRATEGIA E ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
24/02/2020
Per strategia intendiamo delle azioni messe in atto dall’impresa, svolte per il raggiungimento di un obiettivo
(avere successo), derivanti da scelte e indagini preliminari, dove queste ultime sono riferite all’ambiente
esterno e interno, derivanti da un set di informazioni; l’obiettivo, verificato attraverso risultati misurabili, è
quello di superare le imprese concorrenti, ossia ottenere successo da parte dell’impresa, che possa essere
realizzato nel lungo termine e che sia sostenibile.
02/03/2020
Quando parliamo di strategia aziendale, facciamo riferimento alla scelta del settore, mercato o ambito in cui
opera un competitor, ai piani d’azione adottati, i mezzi utilizzati, le risorse finanziarie impiegate e infine le
competenze aziendali che per molte aziende sono la leva principale su cui si fonda il vantaggio competitivo
per l’azienda, così come le alleanze sviluppate con le imprese che detengono competenze complementari
per accedere, per internazionalizzarsi, per sviluppare l’innovazione e per introdursi nel mercato con un nuovo
prodotto. La prospettiva temporale a cui si fa riferimento è sempre di lungo periodo.
Facendo riferimento a una definizione specifica, la strategia è intesa come la ricerca deliberata di un piano
d’azione in grado di determinare il vantaggio competitivo di un’azienda, che è espressione del successo di
un’azienda all’interno del mercato in cui opera. Aspetto importante è che deve essere coerente con la
disponibilità di risorse di cui un’azienda dispone. Apparentemente sembra che una buona strategia sia
competere con i rivali per essere il migliore, ma il realtà essere il migliore è un concetto a sé stante perché
non si può definire un’impresa migliore rispetto ad un’altra perché lo può essere in un settore e non in un
altro, quindi quello che è effettivamente l’elemento essenziale che rende un’impresa di successo è quello
della differenziazione ossia l’essere unica rispetto alle altre; quindi la strategia è la scelta dei piani con cui
competere, che siano differenti rispetto alle scelte delle imprese rivali, perché solo così il mercato ci può
riconoscere come unici e dare valore alla nostra azione. Per piani d’azione intendiamo come si muove
l’azienda per il raggiungimento degli obiettivi posti.
La strategia parte dall’identificazione di un’opportunità e si basa sulla dotazione di risorse e competenze già
possedute, da cui ne segue poi la scelta strategica, al fine di creare valore per il cliente e trasformarlo in
profitto per l’impresa, ossia far sì che il valore sia maggiore del costo impiegato per produrlo, e questo si
misura attraverso il vantaggio competitivo. Facendo riferimento alla situazione in cui vi è vantaggio
competitivo dell’impresa A rispetto all’impresa B, ci sono due alternative per ottenere questo:
A parità di costo sostenuto, l’impresa A realizza un prodotto per cui il cliente è disposto a pagare un
prezzo x e B realizza un prodotto per cui il cliente è disposto a pagare un prezzo inferiore => valore
economico creato dall’impresa A è maggiore rispetto a quello creato dall’impresa B, perché è riuscita
a creare maggior valore per il cliente rispetto al prodotto realizzato, trasformandolo in un profitto
maggiore. Questa la chiameremo strategia di differenziazione.
A parità di valore riconosciuto da parte del cliente, l’impresa A è riuscita a mantenere i costi delle
risorse e attività impiegate per realizzare il prodotto, più bassi rispetto all’impresa B generando un
valore economico maggiore. Questa la chiameremo strategia di costo.
È difficile impostare una strategia, in quanto è un piano d’azione, e questo può essere definito solo se esplicito
bene il mio obiettivo di massa in tanti obiettivi specifici. Il processo di STRATEGIC MANAGEMENT si sviluppa
definendo degli obiettivi semplici e coerenti di lungo periodo, a partire dalla conoscenza profonda
dell’ambiente esterno competitivo in cui opero e delle risorse e competenze interne presenti nell’azienda;
maggiore è l’accuratezza di queste previsioni maggiore è la probabilità di sviluppare una strategia di successo.
=> Se la strategia è di successo si raggiunge quindi il vantaggio competitivo.
Gli obiettivi sono quindi il risultato di una VISION, MISSION e un SISTEMA DI VAORI DELL’AZIENDA.
Per vision si intende ciò che l’impresa vuole essere, ossia un obiettivo di lungo termine che riguarda ciò che
vuole diventare e non quello che è già, e deve essere di forte motivazione per tutto il personale fornendo
direzione, indicazioni e motivazioni che specificano dove l’azienda vuole arrivare; la mission invece definisce
quello che è l’azienda, quello che fa, a chi si rivolge, quelli che sono gli obiettivi aziendali, il prodotto che
vuole realizzare e qual è il suo mercato target, fornendo indicazioni su come definire un piano di azioni
aziendali. Infine, un ultimo aspetto che sta avendo molta rilevanza sono l’insieme dei valori che definiscono
le norme comportamentali e i principi vigenti in un’azienda sia in riferimento al personale interno che
all’impatto con il mondo esterno.
La mission statement di un’azienda è ben formulata se consente di:
Identificare i clienti target
Definire gli obiettivi aziendali
Fornire indirizzi per definire un piano di azioni aziendali
Indicare con almeno 3 keyword le informazioni estratte dal mission statement
(prendere la mission statement di un’azienda e rispondere alle domande)
Quindi formulare un piano d’azione a partire dal macro-obiettivo, cioè il vantaggio competitivo o ottenere
maggior profitto rispetto ai competitor è abbastanza difficile, e la cosa più difficile non è solo tradurre il
macro-obiettivo in azione, ma anche poter condividere il macro-obiettivo con il personale che fa parte
dell’azienda, per far sì che questi seguano la linea strategica, e questo è difficile in quanto la maggior parte
delle volte non ci si riconosce nell’obiettivo e non si comprende qual è il proprio ruolo nel realizzare
quell’obiettivo, non trovando il completo coinvolgimento del personale; se invece faccio riferimento al
singolo obiettivo specifico operativo è più semplice che il singolo operaio ci si identifichi.
Per la formulazione della strategia e quindi del nostro piano d’azione, è molto importante formulare gli
obiettivi che definiscono cosa voglio realizzare, i quali devono essere:
Quantificabili e quindi misurabili nel tempo;
Smart, ossia ben definiti, specifici e sufficientemente dettagliati;
Stimolanti, cioè deve portare all’azione;
Rilevanti;
Fissati in un tempo;
Effettivamente realizzabili con le risorse a disposizione altrimenti sarebbe demotivante, così come
allo stesso tempo non deve essere sottodimensionato alla disponibilità di risorse perché non sarà
stimolante alla sua realizzazione.
Gli obiettivi li posso distinguere in:
Performance finanziaria, come l’aumento dei ricavi annui, l’aumento della redditività degli
investimenti, maggior valore per gli azionisti (facilmente si associa una metrica a questo tipo di
obiettivi);
Performance strategica, come la quota di mercato, la leadership tecnologica (quanto è pervasivo un
sistema operativo), la soddisfazione del cliente, il lancio di un nuovo prodotto.
Abbiamo quindi una serie di obiettivi a cui è possibile associare dei parametri, delle metriche per il
raggiungimento di questi obiettivi: il parametro fondamentale sono le KPI, a cui sono collegati i seguenti
indici:
EBIT =ROI (Earning Before Interest and Tax) è quindi l’utile operativo, interessi attivi e passivi sono
oneri e proventi finanziari.
EBTDA = MOL (D=Depreciation, A=Amortization) corrispondono a plus e minus valenze.
Questi primi indicatori sono relativi alle performance dell’attività operativa.
ROI (Return on Investment)
Definiti gli obiettivi bisogna fare un’analisi dell’AMBIENTE INTERNO, ossia valutare la disponibilità di risorse
e struttura organizzativa (che siano coerenti con la strategia), e successivamente analisi dell’AMBIENTE
ESTERNO, ossia capire come sfruttare le opportunità di vantaggio competitivo, difendersi dalle minacce e
adattarsi/anticipare i cambiamenti. Il processo decisionale è il risultato della raccolta delle informazioni.
La scelta della strategia di basa su due diversi livelli:
Strategia di corporate, che
riguarda l’azienda nella sua
integrità e decide in quale
settore operare, valutando il grado di attrattività di questo. Si verifica a livello di direzione generale
e si suddivide in 4 diverse strategie di corporate, che possono anche essere usate
contemporaneamente:
1. Di sviluppo/ridimensionamento (es facebook che acquista un altro social instagram)
2. Di integrazione che piò essere:
Orizzontale, quando è lungo la filiera, espansione dell'attività dell'impresa a
prodotti/processi e know-how affini alla filiera tecnologica e produttiva. Obiettivi:
leadership nel mercato (ovvero accrescere la quota di mercato), sfruttare le proprie
competenze, sfruttare economie di scala.
Verticale, internalizzare fasi a monte o a valle della filiera. Acquisizione di un anello
della filiera. Obiettivi: ridurre i costi di approvvigionamento, maggiore controllo su
filiera e cliente, ridurre lead time, non dipendo più dal mio fornitore, garantire una
maggiore qualità.
3. Di diversificazione (es facebook che acquista whatsapp), che si ha quando l’impresa decide
di ampliare i propri business attraverso la scelta di nuove aree, per ridurre la probabilità di
fallimento raggiungendo mercati nuovi. Obiettivi: sfruttare economie di scala, probabilità di
fallimento, raggiungere nuovi mercati (questi sono motivi esterni che spingono ad adottare
questa strategia), sfruttare delle risorse in altri settori (motivazione interna).
Si suddivide in:
Diversificazione in business correlati, ossia attività della catena del valore correlate e
vi è la possibilità di integrare le risorse da un business all’altro.
Diversificazione in business non correlati, consente di sfruttare la forza del proprio
brand o di sfuggire al fallimento del business in cui opera.
4. Di internazionalizzazione
Strategia di business, che riguarda la specifica attività dell’azienda basandosi sul vantaggio
competitivo che si trae da una determinata azione sullo stesso business, e si verifica a livello delle
diverse divisioni e definisce come operare e competere in un determinato settore per ottenere un
certo vantaggio competitivo.
Ha senso fare questa distinzione tra strategia
di corporate e di business come due linee gerarchiche differenti se si parla di una struttura organizzativa
divisionale; se non dovessi avere una struttura divisionale, strategia di business e strategia di corporate
andrebbero a sovrapporsi.
19/03/2020
La strategia di business si traduce quindi in azioni prese da ciascuna funzione aziendale e si parlerà di strategia
funzionale, arrivando alla formulazione di 4 diverse politiche:
Di Produzione
Di Marketing
Del personale
Finanziarie
ACTIVITY 4
Trovare articoli che presentano decisioni e azioni che l’azienda intende realizzare e dobbiamo riuscire ad
individuare se quei piani ed interventi siano riferibili ad una strategia di business piuttosto che una funzionale,
piuttosto che di corporate.
Tutti i livelli di strategia devono essere coerenti con i restanti livelli di strategia, quindi con gli obiettivi e i
piani definiti a tutti i livelli aziendali. IL VANTAGGIO COMPETITIVO
Per capire come misurare il vantaggio competitivo e quindi il successo dell’azienda attraverso una certa scelta
strategica, bisogna ricorrere a valutazioni di tipo economico-finanziario e più in generale bisognerebbe
parlare di creazione di valore per gli stakeholders. Tuttavia, ci si può limitare a valutare il successo attraverso
dei parametri economico-finanziari e quindi su misure specifiche; in particolare queste misure su cui valutare
la bontà della strategia adottata si possono distinguere 3 differenti misure:
Misure di redditività contabile: basate sui dati della contabilità, che consentono di vedere quanto
l’azienda è in grado di guadagnare dato un certo capitale investito o un certo capitale di rischio, e
possono essere utilizzati diversi indicatori, quali il profitto ossia l’utile netto ma in maniera ancora
più analitica si possono utilizzare gli indici di redditività, quali:
o ROA=EBIT (Ricavi e costi relativi all’attività effettiva dell’azienda) / Totale Attivo,
o ROE=UN/PN, ROS=UO/Ricavi,
o ROCE=NOPAT (reddito operativo netto meno le tasse) / Capitale Totale Investito.
Questi indici vengono utilizzati in diversi modi: per fare delle analisi longitudinali e quindi fare
un’analisi nel tempo per capire quali sono i trend dell’impresa; per vedere come le diverse attività
hanno un peso sulla redditività totale dell’impresa; per confrontare i valori dell’azienda con i valori
medi di settore e se i miei indicatori sono superiori posso affermare che l’azienda ha successo e che
la scelta strategica aziendale è una scelta adeguata ed è anche efficacemente implementata. Oltre
ad essere confrontati con i valori del mercato, queste metriche devono essere anche confrontati tra
loro perché danno informazioni differenti e permettono di capire informazioni differenti.
(se registrazione) Analizziamo questa situazione
In questo caso l’azienda ha fatto degli investimenti e per farli si è indebitata e quindi incideranno gli
interessi passivi => ciò ce ha reso passivo l’utile netto è un grosso ammontare di oneri finanziari;
questo me lo fa capire ance che il ROE è aumentato quindi vuol dire che ho fatto degli investimenti
che hanno provocato degli incrementi per l’azienda. Quindi possiamo notare che il confronto tra
diversi indici ci permette di capire come un indicatore negativo non rappresenta per forza un fattore
negativo, ma un fatto contingnte fdovuto al fstto che l’azined si è indebitata per degli
investimenti,pagando degli oneri che vanno ad incidere sulla gestione finanziaria, ma che poi
genererannod ei vantaggi l’anno successivo per l’impresa.
Diverso è il caso in cui il roe è positivo e il roa è negativo: questo rappresenta il risultato di interessi
attivi elevati che vanno ad incrementare il valore dell’ebit, ed il roa negtivo
Questi indicatori che si utilizzano, non tengono conto del costo del capitale e quindi va bene
affiancare a questi altre misure =>
Misure di redditività economica: basate su dati economico-finanziari, che consentono di considerare
nell’analisi il costo del capitale attraverso un altro indicatore:
– –
o Valore Economico Aggiunto= UO Imposte WACC*CI, dove il WACC rappresenta la media
ponderata del capitale di terzi (ROD = OF/debiti finanziari) e del costo del capitale di rischio
(ROE = remunerazione degli azionisti) e lo utilizzo per differenziare il costo del capitale
proprio, dal costo del capitale di terzi; il CI rappresenta il Capitale proprio+ Capitale di terzi.
Questo indice indica quindi che l’attività operativa aziendale, ovvero il risultato di una
strategia, deve creare ritorni maggiore al costo del capitale, ossia il costo investito per
implementare quella strategia.
Misure basate sul rendimento totale per l’azionista: per l’azionista la remunerazione del capitale
investito è determinato dai dividendi percepiti e la variazione del valore delle azioni, o anche dal
valore dell’azione. Questo si può misurare in 2 modi:
o Attraverso la capitalizzazione di mercato, che esprime il valore azionario di un’impresa
attribuito dal mercato, che si ottiene moltiplicando le azioni per il prezzo di queste;
o Attraverso il valore dell’impresa che è una metrica alternativa alla tradizionale
capitalizzazione di mercato
Questo valore economico non è altro che il valore teorico di acquisto di un’azienda, ovvero
il prezzo che dovrebbe pagare chi volesse acquisire la società senza debiti e può essere
misurato in diversi modi:
a) Nel caso di società indebitate: EV = capitalizzazione di borsa + indebitamento netto;
b) Nel caso di società non indebitate: EV = capitalizzazione di borsa - liquidità netta.
∑
=
c) Alternativamente può essere misurato come
(1+)
ACTIVITY 5
Mettere a confronto gli indicatori che abbiamo visto tra alcune aziende o valutarli nel tempo. Prendo 3 o 4
aziende dello stesso settore e valuto il rapporto tra EV/EBIT e valuto il rapporto medio: quale queste si
discostano da questo e avranno un rapporto molto alto, vorrà dire che saranno sopravvalutate.
Il rapporto EV/revenues, indica invece quanto l'impresa è valutata per ogni € di ricavo.
Andare sul sito https://ycharts.com/, dove si troveranno le seguenti sezioni:
Valore dell’azione
Valore dell’impresa (enterprise value)
Financial (EBITDA, EBIT, NET INCOME)
Key Statistics (EV, EV/Revenue, EV/EBIT, EBIT Margin=RO/ricavi)
Management effectiveness (ROA, ROE)
Il confronto che si può effettuare tra gli indici può avvenire:
1) Confrontando il singolo valore con il valore medio del mercato e si presenteranno le seguenti
situazioni:
ROA = 14,3%, Ind. avg ROA = 15,2% Sotto la media prestazioni contabili
ROA = 4,3%, Ind. avg ROA = 4,1% Sopra la media prestazioni contabili
ROA = 6,5%, Ind. avg ROA = 6,1% Sopra la media prestazioni contabili
ROA = 8,3%, Ind. avg ROA = 9,4% S
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.