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STRATEGIA D’IMPRESA (3 CFU)
L’ANALISI ESTERNA Johnson, Scholes
Il modello di analisi della posizione strategica di e Wittington individua tre aree
di analisi: analisi esterna, analisi interna e scopi/aspettative.
esterna,
Partendo dall’analisi questa a sua volta si suddivide in ulteriori tre ambiti di analisi:
macro-ambiente, settore e mercato. Soffermiamoci su ognuno di essi.
macro-ambiente:
1. è costituito dall’ampio insieme di fattori ambientali, che in modo più o meno
intenso, esercitano un impatto su numerose organizzazioni, settori produttivi, mercati.
È un’analisi che ha l’obiettivo principale di individuare i fattori-chiave del cambiamento che
guidano i trends evolutivi a livello ambientale. PESTEL,
Uno dei modelli di analisi più comuni e utilizzati a questo livello è l’analisi la quale è
una metodologia che si basa su alcune variabili del contesto che riescono a tratteggiare lo
scenario esistente nell'ambiente in cui opera un’azienda (analisi statica), al fine di individuare
quali variabili possono essere rilevanti nel processo decisionale aziendale, nelle scelte
strategiche e operative dell’azienda. Vediamo queste variabili:
- Politica: il contesto politico può condizionare significativamente uno specifico settore
attraverso provvedimenti legislativi volti a regolamentarne il funzionamento. In particolare, i
fattori politici comprendono aree come: stabilità del governo; legislazione fiscale; disciplina
della concorrenza, del mercato del lavoro; protezione ambientale; privatizzazione; attrazione
investimenti; barriere al commercio internazionale ecc… Non tutti i settori subiscono la
stessa influenza a livello macro-ambientale [(es: settore della difesa subisce una grande
influenza dal ruolo della politica (es: settore degli elicotteri dove l’Italia è molto forte)].
- Economia: i fattori economici comprendono: PIL, reddito pro capite, tasso di crescita
economico, spread, tasso di interesse, consumi, inflazione, distribuzione redditi tra la
popolazione, salari/costo del lavoro, intervento statale nell’economia ecc…In questo ambito
sono molto importanti i cicli economici, i quali si modificano in tempi più ampi: ciclo di
Kitchin (o ciclo delle scorte), che è il ciclo più breve, 3-4 anni ed è legato alla necessità delle
Jugar
imprese di ricostituire il magazzino di materie prime o semilavorati; ciclo di (o ciclo
dell’investimento), che è un ciclo di medio periodo, 7-11 anni ed è guidato dall’impennata
Kuznts
degli investimenti in beni strumentali, come attrezzature e macchinari; ciclo di (o
ciclo delle infrastrutture), che è il ciclo più lungo, 15-25 anni, e segue il ciclo di vita degli
investimenti in infrastrutture per esempio abitanti e mezzi di trasporto. L’andamento di
questi cicli influenza particolarmente le imprese con ingenti costi fissi.
- Società (o cultura): i fattori sociali più importanti sono: l’invecchiamento della popolazione,
declino delle società; distribuzione della ricchezza, stili di vita, composizione nuclei familiari,
attitudini verso l’imprenditorialità ecc.. Così dicendo, alcuni settori in crescita (come sanità o
assicurazioni) ed altri in declino. Tra questi, gli aspetti demografici sono i più rilevanti ma,
ultimamente, anche i cambiamenti sociali (es: comportamenti dei consumatori) stanno
assumendo un’incidenza maggiore.
- Tecnologia: gli avanzamenti tecnologici che ci sono in alcuni paesi come investimenti,
brevetti, laureati, innovazione ecc… sono delle variabili strettamente collegate alla crescita
tecnologica di un determinato ambiente.
- Ecologia: includono meteo, clima, e il cambiamento climatico, che potrebbe incidere in
particolare settori quali il turismo e l’agricoltura. In generale, la consapevolezza del
cambiamento climatico influenza come operano le imprese e quali i prodotti che offrono con
la creazione di nuovi mercati e la diminuzione o la distruzione di quelli esistenti (economia
verde)
- Legale: sono dei fattori che includono l’evoluzione giuridica del diritto: ad esempio diritto dei
consumatori, diritto antitrust, diritto del lavoro, della salute e della sicurezza. Questi fattori
possono influenzare il modo in cui un'azienda opera, i suoi costi, e la domanda per i suoi
prodotti.
Vediamo alcuni esempi: i controlli alle frontiere comportano meno viaggi da/verso un paese e
quindi peggioramenti per compagnie aeree, turismo, ristorazione; l’invecchiamento della
popolazione porta ad una maggiore domanda di prodotti per la difesa della salute e ciò va “a
vantaggio” del settore farmaceutico; l’avvento di internet ha portato alla possibilità di sfruttare
nuovi business model; ecc… 2
Dopodiché, il problema fondamentale sarà quello di scegliere quegli aspetti più importanti
fattori chiave del cambiamento,
individuando i cosiddetti cioè quegli elementi principali
emersi dall’analisi PESTEL che ci saranno utili per spiegare l’evoluzione futura del macro-
ambiente e condizioneranno le strategie delle imprese. A volte in situazioni in cui il business è
in settori ad alto cambiamento o complessità risulta particolarmente difficile costruire una
visione unica su come si svilupperà il futuro e come potrà influenzare la nostra impresa.
key drivers
Di solito si parte dai più incerti per cercare di ridurre l’incertezza e sviluppare varie
analisi previsionali. Uno metodi per poter valutare i fattori chiave del cambiamento è quello di
usare delle matrici impatto-probabilità basate su degli aspetti non correlati, che ci permettano
di capire l’incidenza di un dato fenomeno in relazione alla sua probabilità di realizzazione, così
poi da poter valutare le decisioni strategiche che l’impresa può adottare.
Si possono poi avere diversi approcci alla previsione: la previsione più semplice sarà quella di
un evento singolo; mentre se l’incertezza aumenta si dovrà valutare degli intervalli di previsione
che ci diranno la probabilità, possibilità o impossibilità di un determinato evento; oppure, se
abbiamo a che fare con un ambiente molto turbolento, avremo a che fare con più futuri
alternativi che ci porterebbero in direzioni molto diverse. In ogni caso, nella valutazione delle
previsioni dobbiamo valutare. mega trend [si formano lentamente e portano modifiche in grandi
settori (es: invecchiamento popolazione, effetto serra)], punti di flesso (cambio di inversione di
tendenza = cambiamento di direzione), segnali deboli (possono indicare l’inizio della creazione
di un mega trend o di un grande cambiamento economico o sociale).
Vediamo ora alcune delle tecniche di previsione più utilizzate:
- estrapolazione: è più semplice e consiste nell'estendere al futuro la tendenza attuale (dati
passati. È utilizzabile in contesti poco turbolenti ed è difficile da attuare nel lungo periodo.
Ad esempio, è stata utilizzata per prevedere l’andamento del PIL in Giappone tra il 1996 e il
2000 e, non avendo colto un punto di flesso, c’è stato un errore di 24,3%.
- brainstorming: la tecnica precedente parte dal presupposto che nell'analisi del passato via
sia l'origine di una tendenza futura, il brainstorming si basa sull'assunto che il futuro sia
prevedibile elaborando le idee di più persone. È un metodo che funziona in basa
all'esperienza dei partecipanti e la complessità del problema.
- metodo Delphi: coinvolge persone esperte in un tema e gli propone dei questionari
sull’evoluzione del macro-ambiente per poi valutarne le risposte. La somministrazione del
questionario continua finché tutti gli esperti non trovano un consenso verso una previsione
comune e migliore.
- analisi degli scenari: non si tratta di una vera e propria tecnica previsionale, in quanto è più
una tecnica utile ad aprire la mente del manager. Gli scenari offrono un quadro di plausibili
alternative sulle direzioni di cambiamento dell’ambiente e dello spazio competitivo
dell’impresa nel prossimo futuro (non c’è un solo un futuro, visto che questo non è
predeterminato e può cambiare). Tali scenari sono basati sui fattori chiave di cambiamento
(emersi dall’analisi PESTEL), che pure sono caratterizzati da un notevole grado di
incertezza, e non si limitano a fornire un’unica prospettiva su come l’ambiente cambierà.
Lo scopo infatti non è tanto quello di individuare una previsione certa, quanto piuttosto
quello di incoraggiare i manager a considerare un’ampia gamma di futuri possibili.
Il processo dell’analisi di scenario segue spesso cinque fasi fondamentali:
individuare l’ampiezza del raggio d’azione. Si considera cioè l’ambito di riferimento
• dell’analisi di scenario e il relativo orizzonte temporale
selezionare fattori chiave del cambiamento indipendenti, autonomi nelle loro determinanti
• e che possono generare conseguenze di segno opposto. È utile per creare una gamma di
scenari futuri diversi ma spesso altrettanto plausibili. Generalmente, l’analisi di scenario
individua due fattori chiave che presentano allo stesso tempo un alto grado di incertezza
e grandi potenzialità di determinare risultati divergenti
sviluppare lo scenario come una storia: gli scenari sono sostanzialmente delle “storie”
• individuare l’impatto di scenari alternativi sull’impresa rappresenta la fase finale
• dell’analisi di scenario
sorvegliare gli sviluppi
•
Un esempio di scenario riguarda quello relativo alle Bioscienze nel 2020 in relazione a due
fattori: opinione pubblica favorevole/contraria e successi/fallimenti tecnologici. In relazione a
queste due variabili e alle loro possibili combinazioni si possono avere 4 scenari plausibili
che si dovranno prendere in considerazione: opinione pubblica favorevole e successo
tecnologico, opinione pubblica favorevole e fallimento tecnologico, opinione pubblica
contraria e successo tecnologico, opzione pubblica contraria e fallimento tecnologico. 3
settore:
2. in questo contesto si inizia ad analizzare i concorrenti, la domanda e il mercato. Si
inizia guardando il rapporto strategia-struttura, così da poter fare un’analisi della struttura del
settore di attività, il quale è da considerarsi come generatrice di potenzialità e condizionamenti.
Tale rapporto, come la struttura può condizionare la strategia delle imprese (e viceversa), è un
tema centrale negli studi sul management. In relazione alla “struttura” si può avere una duplice
interpretazione:
- struttura del settore (industry) a cui l’impresa appartiene: si considera le caratteristiche del
settore in termini di: profittabilità attesa e caratteristiche della competizione (che
condizionano e indirizzano le scelte in tema di strategia). Esiste poi un’interpretazione che
individua un legame diretto fra il tasso di profitto medio di un settore e le prospettive di
redditività delle imprese. Proprio in relazione alla redditività ci sono due differenti visioni,
Porter pensa che la struttura del settore sia la principale determinante della condotta delle
imprese e quindi delle loro performance (vendite, fatturato ecc…). Si ha a che fare col
approccio S-C-P
cosiddetto (struttura-condotta-performance)
- struttura dell’impresa, cioè l’insieme di caratteri che definiscono le sue potenzialità: esiste
un legame fra i caratteri “strutturali” dell’impresa e la sua capacità di competere e di
Rumelt,
generare valore. In questo caso si ha a che fare col pensiero di secondo cui
l’impresa non si limita a processi di adattamento alla struttura del settore, ma attraverso il
suo comportamento strategico influisce essa stessa sulla condizioni strutturali (approccio
strategico). Perciò, il settore è il risultato delle scelte strategiche che le imprese prendono
di volta in volta. È un approccio inverso secondo cui il settore è influenzato dalle
performance e dalle scelte strategiche dell’impresa. In queso contesto le risorse sono
Resource Based Theory.
determinati, infatti è un approccio alla base della
L’importanza del settore nel determinare i risultati economici delle imprese è stata oggetto di
numerose critiche. Ciò ha portato a domandarsi se la strategia sia condizionata dai
cambiamenti esterni o se invece essa debba essere concepita e adattata in funzione delle
dinamiche interne (risorse e competenze).
Coloro a favore di un approccio esterno rivolgono principalmente lo sguardo al di fuori
dell’organizzazione, aumentando le quote di mercato attraverso operazioni di fusione e
acquisizione (Porter). Coloro invece che sono a favore di un approccio interno, si concentrano
sulle risorse interne all’organizzazione, per esempio migliorando le competenze e le risorse
umane o ampliando le proprie capacità tecnologiche (Rumelt).
Così dicendo, vediamo ora i due modelli di analisi del settore più utilizzati, i quali sono basati
entrambi sull’approccio di S-C-P di Porter. Perciò si ha:
- modello delle cinque forze Porter):
(di è un modello che spiega che il solo settore non è
l’unità di analisi migliore per studiare i concorrenti, in quanto dovremo anche considerare
altri 4 fattori esterni ad esso che ci influenzano (= modello della concorrenza allargata).
Porter inizia ad parlare di questo modello attorno agli ’80 basandosi sull’approccio S-C-P e
sull’idea che sia il settore a determinare le scelte strategiche di un’impresa. È un modello
che nasce nell’ottica dell’economia industriale e che ottiene un grande successo in quanto è
in grado di adattare il sopracitato approccio S-C-P ad argomenti tipici del management,
così da poter spiegare meglio i comportamenti delle imprese. Il concetto di base su cui
Porter si sofferma è che “il risultato di una impresa in un settore può essere diviso in due
parti: la prima attribuibile al risultato
medio di tutti i concorrenti nel settore Fornitori
mentre la seconda al posizionamento
dell’impresa sopra o sotto il risultato
medio del settore”. La prima parte è
legata al contesto in cui un’impresa
opera, mentre la seconda parte è Rivalità dei
Potenziali Prodotti
legata alle capacità e alle competenze entranti sostitutivi
concorrenti
dell’impresa stessa. Il modello delle
cinque forze di Porter si concentra
sulla prima parte e in altri termini
analizza sulla sensibile e persistente
differenza nella redditività dei settori. Clienti
Un impresa ottiene in un settore una
redditività superiore ai concorrenti se
riesce ad alzare i prezzi o abbassare i 4
costi e tali vie possono essere legate a differenze nell’efficacia operativa o a differenze nel
posizionamento strategico.
Così dicendo, la novità della visione di Porter è data dal passaggio da una visione del
rapporto domanda-offerta a due stadi (acquirente e venditore) ad una visione più articolata
in cui operano 5 forze. Perciò, si capisce che nel medio-lungo periodo è la struttura del
settore (rappresentata dalle cinque forze) che definisce la profittabilità delle imprese e quindi
l’obiettivo della strategia competitiva di un’impresa operante in uno specifico settore sarà
quello di trovare una posizione dove ci si possa difendere meglio dalle iniziative della
concorrenza o influenzarle a proprio vantaggio. Si arriva quindi a dire che la rivalità fra
concorrenti non è l’unico aspetto che definisce la dinamica e l’attrattività di un settore di
attività.
Porter quindi aggiunge alla competizione tradizionale (altresì detta rivalità interna al settore,
comprendente tutte le imprese che utilizzano la stessa tecnologia) sia una competizione
verticale che comprende i rapporti di forza all’interno della filiera produttiva con i clienti ed i
fornitori, sia una competizione orizzontale (o potenziale) che non si sviluppa sulla filiera e
che considera le minacce di potenziali nuovi entranti e la presenza di nuovi prodotti
sostituivi appartenenti a settori diversi ma in grado di soddisfare i medesimi bisogni (anche
se realizzati con tecnologie diverse). Vediamo le cinque forze nello specifico:
rivalità dei concorrenti: riguarda la rivalità “classica” tra le imprese all’interno del settore
• e, per considerare tale grado di rivalità interna, possiamo analizzare cinque fattori:
numerosità di imprese operanti nel settore (es: Boeing e Airbus nel settore aereo sono gli
unici produttori e quindi “si spartiscono” la redditività); tasso di crescita del settore (o
mercato); incidenza dei costi fissi; presenza di barriere all’uscita; grado di differenziazione
dei prodotti
potenziali entranti: in relazione alla minaccia di nuovi entranti nel settore possiamo
• vedere quali sono le cinque principali barriere all’entrata: economie di scala ed
esperienza; accesso all’offerta o ai canali distributivi; azioni di ritorsione attese; leggi
incumbent
della pubblica amministrazione; vantaggi degli
prodotti sostitutivi: si tratta di quei prodotti o servizi che, per quanto realizzati attraverso
• un diverso processo di produzione (diversa tecnologia), o pur essendo di natura diversa,
soddisfano lo stesso bisogno di altri prodotti o servizi presenti sul mercato. In relazione a
ciò occorre tenere presenti due aspetti importanti: il rapporto tra il prezzo e le prestazioni
offerte rappresenta un elemento cruciale per valutare la minaccia dei sostituti e gli effetti
indotti da imprese che operano in altri settori (che costituiscono il cuore del concetto di
sostituzione)
clienti: sono gli acquire
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