La prosa in età ellenistica
Genere storiografico
Con l'epoca di Alessandro inizia una nuova fase. Se i primi storici da Erodoto a Senofonte erano stati essenzialmente storici della Polis, l'impresa di Alessandro fece sì che gli orizzonti non solo geografici ma anche mentali e gli scritti di storia prendessero un respiro più ampio. Pochi decenni più tardi, fra il III e il II secolo avanti Cristo, cominciò la rapida ascesa di un'altra potenza imperialista, Roma capace di estendere la propria egemonia sull'intero mondo Mediterraneo. Così la tradizione storiografica greca elaborò nuove tendenze pur conservando i grandi modelli del passato come Erodoto e Tucidide.
La straordinaria personalità di Alessandro e il carattere semileggendario delle sue imprese contrassegnarono la storiografia dell'epoca, con numerosi scritti ispirati alla vita e alle imprese di Alessandro di cui non sopravvivono che frammenti: FHG Fragmenta Historicon Graecorum, Jacobi. Tradizione indiretta, compilazioni tarde che attinsero alle opere perdute come l’Anabasi di Alessandro di Arriano (II d.C.), la Vita di Alessandro di Plutarco (I-II d.C.) e alcune sezioni della biblioteca di Diodoro Siculo (fine I d.C.).
Tra gli autori latini che forniscono materiali degni di interesse ci sono Curzio Rufo (I d.C.) con Historia Alexandri Magni e Giustino (III d.C.). Dell'intera produzione storiografica realizzata tra il 323 a.C. e il 31 a.C. si conservano soltanto alcuni libri di Polibio e i primi due libri dei maccabei nella Settanta. La ragione va ricercata nel ritorno ai modelli attici cui si assistette all'inizio dell'età Imperiale, che determinò il rifiuto della prosa ellenistica: per la storia di questo lungo periodo siamo quindi dipendenti dalle fonti di età Imperiale.
La nuova storiografia ellenistica
La nuova storiografia ellenistica nasce nell'ambiente di corte, è contrassegnata dai rapporti di amicizia, quando non di scoperta adulazione, storiografia tendenziosa piuttosto che imparziale. Caratteristico è l'interesse per il meraviglioso, conseguenza della penetrazione di Alessandro fino all'India con relativo approccio etnografico, come già in Erodoto, che si concretizza in molteplici excursus narrativi.
Gli storici di Alessandro
Sono spesso soldati o personaggi che accompagnarono a vario titolo il re nelle sue imprese. Callistene, nato intorno al 370 a.C., parente di Aristotele, prese parte alla spedizione asiatica di Alessandro come storico ufficiale. Nella sua opera principale sulle gesta di Alessandro fino alla battaglia di Gaugamela nel 331 a.C., insiste sul valore panellenico delle imprese del re di cui difende la pretesa origine Divina. Tuttavia, cadde in disgrazia per essersi opposto alla pretesa del re di essere onorato con l'inchino prosciensi secondo l'uso orientale e fu implicato nella congiura dei Paggi per l'assassinio di Alessandro, venendo messo a morte nel 327.
Importanti sono le Efemeridi di Eumene di Cardia, cioè il diario delle campagne militari di Alessandro in cui erano riportati atti ufficiali e privati, i cosiddetti commentari con gli ultimi piani di Alessandro. A Carete di Mitilene, ciambellano del re, si deve una storia di Alessandro particolarmente interessata alla vita di corte postuma.
Il più celebre fra gli storici militari di Alessandro fu Tolomeo, figlio di Lago, che compose in età avanzata delle memorie nelle quali confluirono, oltre a ricordi personali, dati desunti dalle Efemeridi dove forniva una trattazione realistica e obiettiva, privilegiando gli aspetti politico-militari. Arriano la utilizzò come sua fonte principale per le Anabasi. Nearco, l'ammiraglio che condusse la flotta macedone dalla foce dell'Indo al Golfo Persico, contribuì ad ampliare in misura rilevante le conoscenze geografiche dei Greci.
Le gesta di Alessandro produssero un proliferare di opere afferenti al genere storico, diverse per caratteristiche e grado di attendibilità. Alcune subirono l'influsso di una presentazione propagandistica del carismatico sovrano, come il romanzo di Alessandro, probabilmente del III sec d.C. ma attribuito a Callistene.
Storiografia ellenistica e i temi geografici
La spedizione di Alessandro aprì ai Greci orizzonti geografici vastissimi. Tutto ciò stimola il ritorno a temi e tecniche narrative proprie della storiografia erodotea, esaltando il versante novellistico e un'ampia aneddotica riprendendo l'interesse per i temi geografici ed etnografici.
Il contatto sempre più stretto con culture diverse condusse anche all'idealizzazione di modelli etico-politici estranei alla tradizione, come fece Ecateo di Abdera alla fine del IV e inizio del III sec a.C., che manipolava il materiale etnografico alla luce delle sue idee filosofiche e delle sue riflessioni sullo stato ideale. Il risultato è una singolare utopia che prende forma concreta e a suo modo storica nell'Egitto, considerato da Ecateo la culla della civiltà.
Storici dell'età dei diadochi
Storiografia sul modello di Tucidide: resoconto accurato e obiettivo del periodo successivo alla morte di Alessandro Magno 323-272 a.C. (Geronimo di Cardia, che giunse la sua trattazione fino alla morte di Pirro nel 272 a.C.).
Storiografia tragica: tendenza a creare scene vivide e spesso patetiche in grado di suscitare nei lettori emozioni forti, forse come conseguenza di una consapevole opposizione rispetto alla prassi storiografica o una semplice tendenza stilistica da ricollegare al gusto per il romanzesco.
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