Storiografia greca
Storici antichi e moderni: una breve introduzione
Principali autori e opere scritte in greco tra la fine del VI secolo a.C. al II secolo a.C. Di oltre sette secoli di storia ne conosciamo solo una dozzina. La storiografia nasce 2500 anni fa nel preciso contesto della polis. Sono i greci ad aver inventato la figura dello storico come soggetto scrivente. Anche se non ebbe status privilegiato ebbe comunque un’enorme importanza.
Gli storici antichi avevano a disposizione strumenti assai diversi dai nostri. Non erano emancipati dalla retorica. L'opera antica appare diversa nella forma: favorisce la presenza di discorsi diretti, spesso inventati o rielaborati. La fruizione orale rimase centrale e i testi venivano recitati in pubblico. Nel mondo antico è difficile distinguere la storia dalla geografia, e nemmeno tra le opere di fantasia. Le opere di storia erano basate solo in minima parte su documenti scritti che spesso non esistevano, la cultura era orale.
Mancavano strumenti metodologici per analizzare le fonti come quelle archeologiche. Le opere storiche erano basate su raccolta di testimonianze. Preminenza della storia contemporanea: gli autori si occupano di storia recente o quasi contemporanea, storia a memoria ancora viva. In questa categoria rientrano Erodoto, Tucidide, Senofonte, Polibio e Eforo. La potremmo chiamare “instant history”.
Storia orale
Parlando delle fonti invece parliamo di storia orale. È basata esclusivamente su interviste a testimoni e fu fondamentale per esplorare tematiche relative ai gruppi marginali. Tucidide è quindi un nostro collega? No. Nonostante ciò, il suo prestigio è ancora immenso. Erodoto e Tucidide sono stati considerati a lungo “la storia”.
Eredità della storiografia greca
- Scoperta del passato come campo sul quale indagare
- Considerazione del passato come legato al presente
- Familiarità con concetti storiografici fondamentali come quello di causa
- Consapevolezza di avere a che fare con fatti realmente accaduti
È impossibile disconoscere il debito che abbiamo nei confronti degli storici greci.
Storia e retorica
La cultura antica registra un’apertura della storiografia alla retorica: prevede una giurisdizione del retore sulla composizione della storia. L'oratore deve avere cura stilistica, non solo annotare gli avvenimenti ma interpretarli e giudicarli. La storia è luce della verità. L’oratore fa risplendere la lux veritatis che è l’essenza della storia. Cicerone definisce la storia come genere che più si addice all’oratore. Dal IV secolo la retorica assume funzione centrale, fu collante politico e culturale delle poleis. Cicerone si ispira alla Grecia per proporre la sua identificazione dello storico con l’oratore.
Il ruolo dello storico
Ecateo scrive “scrivo queste cose come a me sembrano vere”. Atto di nascita della storia come genere autonomo. Prestigio della ricerca personale intorno alla memoria collettiva greca. Lo storico diventa figura del saggio. Condizione di esule o viaggiatore simboleggia attitudine allo sguardo da lontano sulle cose. Lo storico parla da libero pensatore a tutti i greci. Modalità fondamentale di riproduzione delle opere è la lettura pubblica: Erodoto canta le sue storie a Olimpia. Ma solo per quanto riguarda Tucidide abbiamo informazioni sul rapporto dell’autore con il pubblico. Egli ammette che sua opera risulterà sgradevole in pubblica lettura.
Con questi argomenti possiamo disegnare un’immagine più complessa dello storico esule. I primi storici rimangono sospesi tra la consapevolezza del proprio isolamento e il desiderio di trovare un pubblico a cui rivolgersi. Il pubblico è panellenico: efficacia delle performance. La storia aspira a uno statuto letterario che non ha ancora. Noi vediamo nei primi storici degli intellettuali portatori di un sapere non istituzionale, ma che aspirano a un ruolo più definito. Tale dinamica è riconoscibile nell’attacco dei proemi. Parte esposta al destinatario. Affermazione audace dell’individuo che si firma.
Si comincia con una terza persona. Natura epistolare. Il cantore nella performance tiene insieme nel canto destinatore e destinatario. Lo storico invece scrive da lontano e si immagina il destinatario da distanza. Lo storico ha una distanza culturale di partenza rispetto al pubblico. Tono non solo trionfalistico ma anche pacatezza. Prescritto di tipo epistolare media tra autoconsapevolezza e isolamento dello storico e ricerca di un rapporto con il pubblico. Silenzio del poeta epico su di sé è paradossale simbolo della sua egemonia culturale.
Incipit storiografico epistolare ricorre all’inizio del IV per poi scomparire. Senofonte che continua Tucidide non compone più proemi. Nel IV c’è aria di stagnazione. Viene celebrata l’utilità della storia: la storia è per tutti. Nesso tra storia e democrazia: a Tucidide viene attribuita una fruibilità di massa. Finzione di utilità universale fatta anche da chi, come Polibio, si rivolge a un’elite. Il destinatario potenziale dello storico è una totalità più vasta di quella cittadina dell’oratore politico, ma la Grecia universale.
Storia e retorica: un confronto
In quale misura la contiguità con la retorica e con la politica lede lo specifico della storia? Alcuni riportano la storiografia antica a una sorta di fiction, altri difendono lo specifico storiografico. Entrambi non rendono conto dei dati di fatto. Dobbiamo liberarci dal preconcetto che la retorica sia un repertorio di trucchi per depistare l’uditorio. L’oratore ideale è quello che porta l’opinione giusta e vera: per questo la retorica domina l’educazione scolastica antica. Il discorso produce persuasione in quanto mostra la verità. Non ha il fine di raggirare l’uditorio. Uso dell’ethos e del pathos. La retorica è affermazione del vero e del giusto.
Anche la storia tuttavia registrava eccezioni alla regola di dire solo la verità: caso della versione tragica della morte di Temistocle. Comunque la verità era considerata il tratto essenziale della storia che nell’antichità aveva il prestigio di un racconto vero. Storia e retorica si incontrano sul piano dell’ideologia.
L'eredità dello storico
Dopo il IV, il cerimoniale di apertura delle opere storiografiche celebra il magistero educativo dello storico, rivolto ai larghi strati. Storia ha perno sulla retorica e trasmette insegnamenti paradigmatici. L’esilio è un modo di integrarsi nei centri contemporanei della cultura. Tipica di Roma fu coincidenza di figura dello storico con il politico: senatore come storico. Subordinazione della storia all’attività politica: diventa un otium.
Le origini
Cosa dobbiamo intendere per storia del mondo antico? Essa comprende anche altre forme di espressione letteraria come l’epos, che domina l’età arcaica. Si tratta di narrazioni in versi di fatti appartenenti agli eroi, non visto ancora come mito. Il cantore doveva conferire apparenza.