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STORIA DELLA STORIOGRAFIA

VI = perduto

V= Storie di Erodoto e Tucidide

IV= Elleniche di Senofonte

III= /

II= Storie di Polibio

I= Biblioteca storica di Diodoro Siculo.

● Poco si può trovare per via indiretta, nei frammenti (il cui valore varia a seconda di diversi fattori) raccolti da Muller e

Jacoby.

● Per i Greci era abitudine creare la “catena storiografica” per creare una narrazione continua (= egemonie greche,

Erodoto, Tucidide, Senofonte).

● Le fonti sono spesso contraddittorie, vi sono invenzioni, luoghi comuni. Gli storici moderni non devono cercare di

mettere d'accordo le versioni ma capire che trascuratezze, equivoci, errori vi erano anche in antichità. Inoltre vi è

anche la paradossografia: i racconti sono pieni di racconti fantastici per rispondere alle esigenze del pubblico

politicamente disimpegnato.

● La storiografia nacque durante la la colonizzazione greca (750-550) insieme alla geografia: impossibile fare storia

senza di essa.

● Distinguiamo due filoni:

le storie generali dei popoli greci (Elleniche di Senofonte). Le opere di Erodoto e Tucidide sono monografie

• delle GP e G. del Peloponneso, ma per il coinvolgimento di gran parte del mondo ellenico sono Hellenikà.

Narrativi e dinamici, diacronici.

le storie locali delle singole città. Descrittiva e statica, sincronica. Il grande numero di queste dipende

• dall'assenza in Grecia di un'unica classe dirigente. Nel V ebbero il monopolio Atene e Sparta. Nelle storie locali

non vi erano catene storiografiche perchè tutti partivano dalle origini (interesse nei valori e istituti).

● In mancanza degli anni, le fonti datano per generazioni, magistrati o sacerdoti, olimpiadi, stagioni. Esisteva anche la

cronografia (tavole cronologiche dei principali eventi e personaggi).

● Nelle fonti greche è presente l'ellenocentrismo. I non-greci erano “barbari”, in realtà l'Oriente diede un grande

contributo alla civiltà e alla scienza greca. In Oriente esisteva già da tanto tempo la storiografia realizzata da sacerdoti.

Se si pone a confronto la Stele di Behistun (520) di Dario con Erodoto: la realtà persiana è una verità senza discussione.

In Erodoto invece prevale la ricerca.

● Molti racconti sono costruiti su altri libri o sull'oralità, i cui detentori erano: esegeti, sacerdoti, eruditi (Pausania,

Periegesi della Grecia)

● Rapporto tra storiografia e biografia: divisione di generi. La biografia non è tenuta alla completezza e viene arricchita

da aneddoti. A parte è il memoriale: lo scrittore presenta la visione dei fatti dei quali fu protagonista per autodifesa o

apologia.

● Gli storici erano anche politici e militari. Alcuni conobbero l'esilio durante il quale scrissero le loro opere.

● I Greci mescolarono con la storia altri prodotti culturali (tra filosofia e romanzo pedagogico di viaggio).

● Tutte le opere scritte in greco appartengono alla storiografia greca (anche se il loro autore non lo fu). Fissare un

limite inferiore è impossibile. Per convenzione si parla di Diodoro Siculo come punto d'arrivo.

● La storiografia è il ripensamento e la stesura per iscritto dei fatti del passato. Dalla scoperta dell'alfabeto passò molto

tempo prima che i Greci cominciassero a scrivere la loro storia. Il fenomeno fu favorito dagli scambi culturali, il fiorire

della scienza nelle città greche d'Asia, la religione. Furono i Greci d'Asia che, in ambiente stimolante e di frontiera,

valorizzarono la ricerca. Storia = ricerca.

GLI INIZI

Un ruolo è conferito alla poesia (poemi omerici) dove si trovano i primi racconti di fatti realmente accaduti.

La tradizione antica considerava la logografia la madre della storia. Oggigiorno sappiamo che non è così semplice.

Nacque in Ionia, l'ambiente più evoluto del mondo greco, con scrittori (circa una decina). Il termine "logografo" fu

usato per la prima volta da Tucidide per giudicare i suoi predecessori che si erano dedicati alla trattazione di eventi

storici, con fine più edonistico, essendo le opere destinate alla lettura pubblica, e oggi "con il termine 'logografi' sono

frequentemente indicati, nella letteratura moderna, gli autori di storie e di cronache fioriti anteriormente a Tucidide,

gli storici cioè del VI e V, fino a Ellanico di Militene, con esclusione di Erodoto.

I logografi cercarono per la prima volta di razionalizzare il patrimonio mitico precedente e di introdurre la concezione

lineare della storia. Il mito, appartenente alla cultura greca epica, non era più accolto passivamente, ma veniva

interpretato e messo in correlazione con il presente, degno anch'esso di essere memorabile come i racconti epici.

Viste nell'insieme, le opere di questi scrittori trattano di genealogie mitiche, fondazioni di città o storie di etnie greche

e barbare, cronache, raccogliendo, in effetti, da quanto rimane della loro produzione, materiale orale ed epigrafico,

ponendosi, in effetti, come editori di cronache locali.

ECATEO DI MILETO

Proveniva da Mileto, centro culturale principale della Ionia d'Asia. Erodoto non lo considerava un collega e dalle sue

Storie leggiamo un giudizio negativo in merito al fatto che Ecateo aveva un'idea molto corta della storia umana,

considerandosi direttamente discendente di un dio.

Nel VI egli scrisse una Periegesi in due libri, con all'interno una carta geografica in cui descriveva Europa, Asia e Libia.

L'altra opera è le Genealogie (494-490) che si concentra nella costruzione di alberi genealogici in cui dall'età del dio si

scendeva di padre in figlio fino al presente per registrare fatti importanti (scoperte, invenzioni) e per colmare le lacune

di conoscenza.

Difronte alla pluralità di punti di vista, Ecateo scelse le versioni che gli parevano più verosimili (gli studiosi parlando

della storia come creazione culturale e non selezione naturale: è lo storico a scegliere cosa conservare e anche la

versione che gli appare più vera). Si parla di “razionalismo incompleto” per la volontà di correttivismo, spazzare via

pregiudizi e eliminare contraddizioni ma anche racconti troppo inverosimili.

Ecateo apportò novità al mito ma siamo lontani dalla storia.

SCILACE DI CARIANDA

Navigatore della Caria mandato da Dario a esplorare per fini espansionistici. Per la sua antichità egli si pone all'origine

della ricerca empirica, curiosa e intelligente, mescolando interessi geografici, etnografici, paradossali e storici.

ACUSILAO DI ARGO

L'Argolide da cui proveniva era terra di antichi miti ma molto più conservatrice di Mileto. Quando scrisse le Genealogie

fu accusato di plagio, non fu un innovatore. Si trova anche nei suoi scritti tracce di razionalismo.

FERECIDE DI ATENE

Figura enigmatica poiché aveva molti omonimi. Autore di Genealogie, per Jacoby “primo prosatore di Atene”.

XANTO DI LIDIA

Era di Sardi, antica capitale della Lidia. Scrisse quattro libri in dialetto ionico di Lydiaka in cui raccolse materiali sul mito,

sull'etnografia e sulla storia del suo paese dal leggendario passato fino e oltre alla caduta di Sardi per opera del

persiano Ciro nel 546. Jacoby lo considera più tardo, V secolo.

ELLANICO DI LESBO

Probabilmente di Militene, Lesbo. Era un contemporaneo di Tucidide, soggiornò abbastanza ad Atene. È il primo

poligrafo della storia perchè sono attestate per lui 23 opere (carattere genealogico, etnografie, cronache). Tra le

cronache troviamo l'Atthis che trattava le istituzioni e vicende dell'Attica dall'età mitica alla fine del V. per questo

Ellanico è considerato se non il primo, il precursore degli attidografi (che iniziarono 50 anni dopo). La sua Attiké

xyggraphé comprendeva fino alla Guerra del Peloponneso (battaglia delle Arginuse). Tucidide lo cita, riconoscendo il

suo valore, in quanto gli fornì un modello da cui partire e da superare.

Fu estraneo alle Hellenikà, dedicandosi alla storia locale.

DAMASTE DEL SIGEO

Proviene dalla Troade, Asia Minore. Allievo di Ellanico. Come quest'ultimo, attribuisce a Enea la fondazione di Roma.

CARONE DI LAMPSACO

Era sicuramente attivo anche dopo il 464 perchè Plutarco, in Vita di Temistocle faceva risalire a lui la notizia che

Temistocle trovò ospitalità presso il re persiano Artaserse. Scrisse gli Annali di Lampsaco strutturati sulla cronologia

della successione di magistrati o sacerdoti e i Persikà, contemporanei alle Storie erodotee ma molto più asciutti.

L'APOGEO STORIOGRAFICO DAL V AL IV SECOLO

La triade Erodoto, Tucidide, Senofonte è legata dalla “catena storiografica” che porta Tucidide a continuare con la

pentecontaetia l'opera di Erodoto e Senofonte a continuare quella Tucididea.

ERODOTO DI ALICARNASSO

Nato ad Alicarnasso, Caria d'Asia Minore, nel 490, fu presto esulo a Samo. Da li viaggiò molto in Europa, Asia, Libia,

Egitto fino ad arrivare ad Atene durante l'età periclea. Si imbarcò per Turi e continuò a scrivere fino al 425.

Le sue Storie è la prima opera di storia che ci è giunta completa. Fu divisa dai grammatici alessandrini in 9 libri che

seguono le Guerre Persiane. Vi sono anche dei contenuti riguardanti le vicende dei popoli del Vicino Oriente (sezioni

etnografiche, con le descrizioni della posizione geografica e la natura del paese, leggi e costumi, cose straordinarie e

storia politica). Il tempo della narrazione copre circa 100 anni. Utilizzò fonti orali ma anche le Periegesi di Ecateo per la

geografia.

Nel prologo egli dichiara che era suo intento far si che le azioni umane non fossero dimenticate, che le imprese dei

Greci e barbari avessero giusta gloria e per quale motivo si fossero combattuti: l'indagine delle cause è al centro.

Erodoto tentò di definire gli strumenti dello storico: aver visto, aver sentito dire e anche l'opinione personale negli

eventi incerti.

L'impianto delle Storie è ancora arcaico poiché vi si trova ancora la grande presenza degli dei nelle vicende umane.

Politicamente, Erodoto interpretò le vicende della guerra come un duello mortale in cui si scontravano l'amore dei

Greci per la libertà e la rassegnazione orientale alla schiavitù, il coraggio e la viltà, il rispetto delle leggi e dei costumi e

la tirannide senza freni. Con qualche pregiudizio ellenocentrico, Erodoto si fece interprete (insieme a Tucidide) dell'età

democratica e avventurosa, della polis regina. Trova spazio anche un giudizio positivo verso Pericle.

Cicerone lo considerava padre della storia ma qualcuno ha avuto da ridire per l'inserimento da parte di Erodoto di

particolari inaffidabili. Probabilmente Erodoto li inserì per divertire il lettore.

In questo periodo si collocano anche Stesimbroto di Taso e Ione di Chio (età di Cimone e Pericle). Del primo è noto uno

scritto antidemocratico, del secondo si sa che fu un grande sostenitore di Atene, anche negli eccessi imperialistici.

ANTIOCO DI SIRACUSA

Siracusano, può considerarsi il padre degli storici d'Occidente. La sua opera è nota poiché utilizzata da Tucidide. Scrisse

due opere: una sulla storia della Sicilia e una sulla storia dell'Italia (scritta in ionico: molto anomalo, ci saremmo

aspettati il dorico). Antioco faceva risalire il termine Italia al re degli Enotri Italo, particolare molto apprezzato dai

Romani per motivi politici.

TUCIDIDE DI ATENE

Nacque nel 460 ad Atene. Imparentato per parte di padre con il re di Tracia e appartenente al clan aristocratico di

Milziade e Cimone per parte di madre. Più giovane di Erodoto. Si ammalò di peste ma sopravvisse. Dopo l'insuccesso di

Anfipoli, fu costretto a rifugiarsi nel Peloponneso dove vide la fine di Atene. Poco dopo morì lasciando la sua opera

incompleta (si interrompe con la sconfitta spartana a Cinossema) e senza revisione.

Con la pentecontaetia in cui intende spiegare le cause della guerra Tucidide si aggancia alle Storie erodotee. Tucidide

rivolse la sua attenzione solo alle vicende politiche e identificò come causa l'accentramento delle polis greche attorno

ad Atene o Sparta con la divisione della Grecia in due blocchi. La rivalità di Atene e Sparta fu invece causata dal

progressivo aumento della potenza ateniese a danno della politica egemonica sprtana.

La potenza rivoluzionaria di Tucidide sta nel razionalismo storiografico: espellere gli dei dalla storia in quanto non

hanno niente a che fare con quanto accade sulla terra e non rappresentano un elemento di turbativa. Il racconto

inoltre diviene asciutto e rigoroso in quanto non vuole affascinare il lettore come Erodoto ma è destinato alle letture

meditate.

La visione tucididea conferma la legge de

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mart1na11 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia greca e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Bianchetti Serena.
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