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Strumenti introdotti prima dell’anno 1000

Quasi tutti gli strumenti dell’Europa Medievale vengono dall’Asia. L’eredità greca e romana sembrano invece essere

molto scarse e la lira è il solo strumento che potrebbe essere considerato di probabile origine europea. Due

considerazioni importanti: 1 - tutti gli strumenti precedenti al 1000 d.C. avevano piroli posteriori e questo genere di

piroli sono attestati nell’Europa e nell’Asia sud-occidentale: gli strumenti con piroli laterali sono invece tipici

dell’area arabo-persiana. 2 – in Europa distinguiamo una zona meridionale dove gli strumenti a corda prendono la

forma di liuti (con appunto piroli posteriori) e una zona centro-occidentale dove i medesimi assumono la forma della

lira.

Arpa. (ing. to harp: pizzicare, cogliere). La questione irrisolta è quella che si pone il problema su quali strumenti a

corda L’Europa abbia posseduto nell’antichità e nell’alto Medioevo e la risposta dipende dall’analisi di alcune fonti

filologiche e iconografiche. Alcune caratteristiche quali la posizione capovolta del manico e dei piroli fanno pensare

ad un’origine siriaca, e noi sappiamo che a quel tempo un attivo commercio portava oggetti d’ogni genere dalla siria

all’Europa occidentale. Se l’Irlanda è stata il primo paese ad adottarla, è facile pensare che da lì essa si sia potuta

diffondere nel continente. L’arpa più antica aveva corde metalliche accordate per mezzo di una chiave (plectrum). Le

arpe differivano molto per dimensioni e armavano da 7 corde a 25 (25 come descritto da Guillame de Machault). Di

tutti gli strumenti l’arpa deteneva il rango più alto: membri delle alte aristocrazie e famiglie reali la suonavano e le

mani eseguono due parti. Lo sviluppo dell’arpa medievale conta due tappe introno al 1430: quello dell’arpa romanica

(tozza) e quello successivo dell’arpa gotica (molto più snella).

Lire. La lira si estende geograficamente dall’Inghilterra fino a Francia e Germania e a est fino all’Estonia. Le lire,

come altri strumenti a corda medievali, variano nelle differenze aree europee e attraverso i secoli. Inoltre le

testimonianze sono pressoché miniature. Per stabilire la classificazione delle lire dobbiamo tenere presenti 3

caratteristiche: se la mano destra pizzica le corde o le strofina con un arco, se la mano sinistra pizzica le corde o

impugna lo strumento, se lo strumento ha un profilo parallelo o stretto a metà lunghezza. A seconda delle

caratteristiche troviamo la lira rappresentata o descritta in manoscritti francesi, anglosassoni, scandinavi e con un

range di 3-6 corde. Si può comunque concludere che le lire venivano pizzicate fino all’anno 1000, dopo invece

sfregate con un arco. Le lire del nord hanno la peculiarità di provenire da un unico pezzo di legno ed è comunque bene

ricordare che all’inizio del medioevo l’arpa è il maggiore strumento dell’Europa del nord mentre la lira il maggiore

strumento dei paesi germanici.

Ghironda. Una sorta di viella meccanica in cui una manovella girevole sfrega le corde ed una serie di asticelle per la

tastatura sostituiscono le dita nel compito di premere le corde. Esso, essendo descritto in un opera di un monaco,

veniva certamente usato per guidare canti religiosi. La cassa sagomata e la posizione dei piroli lascia presumere che lo

strumento derivi dalla viella anche se non esistono prove certe o attendibili. Durante il 1400 la ghironda cambia

completamente, estromessa dalla chiesa a causa del rudimentale organo e nel 1600 era ormai uno strumento puramente

popolare.

Liuto. Al principio del medioevo i liuti erano di due generi: il liuto lungo attestante intorno al secolo IX ed il liuto

corto tipico del X secolo. La miglior fonte riguardo ai liuto medievali sono le miniature spagnole del X e XI secolo e

si distinguono 2 forme: quella definitiva del liuto corto e un altro liuto che presenta una cassa stretta ed ellittica ed u

manico distinto della stessa lunghezza.

Viola. La prima testimonianza di uno strumento ad arco risale ai manoscritti spagnoli del secolo X e XI. Nel X

secolo lo strumento era alto come una persona, col contorno simile a quello di una bottiglia col tappo e con tre

probabili pioli posteriori. In Italia i liuti ad arco erano anch’essi chiamati lira da braccio e lira da gamba ancora nel

‘600. La lira bizantina, sotto vari nomi, divenne quindi il principale strumento ad arco dell’Europa del medioevo. Le

prime illustrazioni di viole europee risalenti al X secolo documentano un numero di corde variabile da 1 a 5.

L’accordatura delle 5 corde è testimoniata da un solo autore, Hieronymus de Moravia, che visse a Parigi verso il 1250.

Il Medioevo possiede poi anche un altro strumento ad arco la ribeca anche se questo strumento di derivazione araba si

ridusse nel ‘600 alla pochette che i maestri di ballo portavano nelle grandi tasche pendenti.

Corni e trombe. Corni d’ogni genere e dimensioni non sono associabili a luoghi di provenienza mentre trombe dritte

e curve presenti in miniature coeve, al contrario, sono da considerarsi retaggio dell’età classica. Una tromba dritta di

metallo senza padiglione, evidentemente una tuba romana corrotta, è raffigurata in miniature irlandesi già nel VIII

secolo; essa divenne più sottile e lunga acquisendo un ampio padiglione a partire dall’anno 1000. Quest’ultimo

perfezionamento è dovuto agli influssi arabi ch gli eserciti cristiani incontrarono in Spagna.

Organo. La prima testimonianza incontestabile d’un organo puramente pneumatico è quella dell’obelisco eretto a

Bisanzio avanti la morte di Teodosio il Grande; si notano due ragazzi seduto su quello che sembra essere un mantice:

Bisanzio fu in effetti il più antico centro di costruzione d’organi del Medioevo. In Spagna venivao utlizzato organi

intorno al V e il Inghilterra intorno al VI secolo. La preistoria dell’organo termina con l’erezione del grande organo nel

980 nel monastero inglese di Winchester. L’azione dei mantici primitivi, senza dispositivi per il mantenimento

costante della pressione, subivano pesanti sbalzi creando “tuoni” e antiestetiche ricadute sonore. Inoltre negli organi

medievali il diametro delle canne non variava al variare dell’altezza; l’estensione era di tre ottave anche se l’organo fu

il primo strumento ad adottare la divisione cromatica.

Strumenti introdotti nei secoli XI e XII

Flauti. Il Medioevo possiede 2 generi di flauti: dritto e traverso (secondo la definizione di Guillame de Machault),

talvolta usati in coppia. I flauti traversi pervennero dall’Asia tramite Bisanzio piuttosto che dall’Etruria o da Roma.

Nel tardo Medioevo la Germania divenne un nuovo centro dal quale il flauto si diffuse in tutto il mondo nonostante il

flauto valesse da strumento meramente militare.

Tamburi. Non vennero usati tamburi nell’alto Medioevo, per strano che possa sembrare, ma vi sono testimonianze

dell’uso a partire dal XII secolo. Il tamburo usuale veniva percosso da un esecutore il quale suonava

contemporaneamente un corno o un flauto. Esso era piccolo e leggero, attaccato al petto o ad un braccio.

Salterio. Per salterio si intende una cetra a corde a corde pizzicate o percosse di origine egiziana o asiatica. Dopo il

1330 i salteri a corde percosse sembrano prevalere al nord mentre quelli a corde pizzicate al sud. Questi strumenti

presentavano una forma trapezoidale simmetrica, con i lati non paralleli dritti o curvati verso l’interno (spesso

chiamati mezze-cetre). L’accordatura è piuttosto incerta.

Il Rinascimento (1400-1600)

L’evoluzione di maggior rilievo che si operò nel Rinascimento fu l’emancipazione della musica strumentale da quella

vocale. Gradualmente gli strumenti si appropriarono di tutti i generi delle forme vocali come mottetti e madrigali,

senza limitarsi unicamente alla forma di danza. Gli strumenti a tastiera divennero polifonici e accordali e nel ‘400

anche i liuti (anche tramite l’invenzione delle intavolature). La definitiva emancipazione della musica strumentale si

ebbe poi a metà del ‘500 quando venne presa in considerazione l’orchestrazione. Gli organici, che inizialmente non

erano definiti, vennero per la prima volta precisati a priori introno al 1600 da Giovanni Gabrieli a Venezia.

Accanto a questi eventi fioriscono poi moltissimi trattai più o meno teorico/pratici sulla costruzione e sugli strumenti

tra i quali si ricordano quelli di: Virdung, Schlik, Argricola, Praetorius, Mersenne. Il Rinascimento poi, nella sua

disposizione al piacere visivo, prese gusto agli strumenti proprio come oggetti apportando caratteristiche estetiche

importanti.

Fu in quest’epoca che il violino e molti altri strumenti ricevettero le loro classiche forme e profili; inoltre molti di essi

erano riccamente intagliati anche tramite materiali preziosi. Nelle collezioni private e nei possessi orchestrali notiamo,

al contrario delle epoche successive, una netta prevalenza degli strumenti a fiato su quelli a corda (entrambi costruiti e

ordinati in famiglie, o consorts, e suonati in formazioni omogenee).

Organo. La lenta andatura della storia dell’organo medievale ebbe una poderosa spinta durante il Rinascimento

quando si ebbe l’invenzione dei registri di solo anche grazie alla maggior trasparenza indotta dagli scritti di Palestrina.

I registri di solo potevano essere azionati per controbilanciare i registri di mutazione e proprio questi nuovi registri

conferirono quella ricchezza timbrica che riconosciamo anche negli organi odierni; i primi ad adottare questa novità

furono gli organisti fiamminghi e tedeschi e gli organi italiani e inglesi rimasero invece in stile quattrocentesco.

(Organo positivo = organo piccolo, da camera, trasportabile e con un unico manuale; Regale =

aerofono a tastiera dotato di ancia battente e di due mantici, facilmente trasportabile).

Flauto dolce. Il flauto dolce aveva un suono debole e questo si rifletteva nei vari nomi assunti nei paesi in cui v

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher balconi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia degli strumenti musicali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Di Benedetto Giovanni Paolo.
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