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Capacità di cantare: dono naturale o sviluppo appreso?

Questo libro parte dalla domanda se la capacità di cantare intonati è un dono di natura o dipenda dalla maturazione di processi fisiologici e psicologici così come dall'influenza dell'ambiente e dell'educazione. Nasce così il progetto inCanto, una ricerca longitudinale per studiare lo sviluppo musicale e la capacità di intonare, in bambini dagli ultimi mesi di vita prenatale fino a 6 anni. È la prima ricerca che affronta lo studio sistematico dello sviluppo di alcune capacità musicali tramite l'osservazione degli apprendimenti manifestati dallo stesso gruppo di bambini. Così, si è scoperto che i primi 3 anni sono decisivi perché la capacità d'intonare si precisa e si fissa in modo determinante. Questa ricerca sostiene che sia possibile migliorare lo sviluppo di molti bambini se, fin dal periodo prenatale, si creano delle occasioni continuative di interazioni cantate genitori-educatori-bambini. Altre ricerche hanno dimostrato che l'attività musicale comporta l'attivazione di reti neuronali multiple e che un impegno continuo nelle attività artistiche ha effetti benefici a lungo termine sullo sviluppo cognitivo.

Parte I: Lo sviluppo musicale

Gli studi sullo sviluppo musicale da 0 a 3 anni

Memoria prenatale e prime esperienze neonatali

  • L'apparato uditivo inizia a funzionare alla 24 settimana nei feti;
  • Il feto reagisce ai suoni dell'ambiente interno (battito cardiaco) e di quello esterno (voci, suoni);
  • La qualità e quantità delle reazioni dipende dalle qualità sonore dello stimolo, dal comportamento del feto e forse dagli effetti della musica sulla madre;
  • Già in epoca fetale è possibile indurre l'abituazione a determinati stimoli.

I risultati delle ricerche che riguardano il comportamento neonatale:

  • Il neonato è sensibile agli stimoli sonori e musicali e lo dimostra con diversi gesti (spalanca gli occhi, gira la testa verso la fonte sonora, smette di piangere);
  • Reagisce in modi diversi al cambiamento di alcune qualità dello stimolo e manifesta delle preferenze;
  • Alcuni comportamenti sembrano evidenziare forme di memoria prenatali (preferisce la voce materna ecc).

La comunicazione vocale: verso il parlato

I neonati mostrano abbastanza presto la capacità di produrre suoni, anche per imitazione (sollecitata dal comportamento materno), prima di riuscire a produrre delle vere sillabe, cosa che avviene verso i 6-7 mesi. Nei primi dialoghi madre-bambino (protoconversazioni), entrambi cercano di sincronizzarsi.

Verso il canto

La capacità dei bambini di distinguere il linguaggio verbale dal canto compare abbastanza presto, tra 1 e il 4 mese. Dalle varie ricerche sembra che la relazione che i genitori stabiliscono con il neonato attraverso il canto sia più intensa e solleciti maggiormente il livello emozionale rispetto al parlato (Trehub-Nakata). Nel periodo da 1 a 2 anni, le produzioni dei bambini assomigliano a piccoli canti e i bambini riescono a imitare prima le parole, poi il ritmo e infine le altezze. Dopo i 2 anni compaiono canti basati sulla ripetizione di una stessa frase melodica, poi le frasi aumentano progressivamente sia in varietà sia in numero, sia in consistenza (Dowling). Secondo Moog, all'età di 2 anni, tutti i bambini con uno sviluppo normale possono cantare.

Il canto imitativo

Welch (1997) traccia un modello di sviluppo della capacità di cantare intonato articolato in 4 fasi (indipendentemente dall'età dei bambini):

  • Il centro d'interesse per i bambini è costituito più dalle parole che dalla melodia;
  • Maggiore consapevolezza di controllare l'altezza, per cui lo schema melodico dei bambini assomiglia al canto originale;
  • La melodia e gli intervalli sono abbastanza corretti anche se possono esserci degli errori;
  • Non vi sono errori d'altezza significativi purché le canzoni siano semplici e adatte ai bambini.

Il canto originale

Nel canto spontaneo ci sono almeno 2 tipi di produzioni cantate: quelle più socializzanti che i bambini inventano in situazioni collettive (costituite da frasi melodiche con parole) e quelle più personali che i bambini inventano quando sono da soli e cantano per se stessi. I canti individuali sono molto più vari e si classificano in: espressioni vocali (senza parole legate all'uso di oggetti); monologhi (bambini ripetono vocali o sillabe mentre fanno qualcosa); canti (i bambini raccontano una storia o descrivono ciò che stanno vedendo). Si nota che i bambini manifestano un controllo dell'intonazione minore rispetto a quello raggiunto nei canti imitativi perché l'imitazione è basata su esempi memorizzati mentre l'invenzione è improvvisata. Il canto originale tende a diminuire e sparire con l'aumento dell'età perché acquisendo una maggiore sensibilità estetica, apprezzano di più i modelli offerti e trascurano le proprie invenzioni.

Ritmo, strumenti, movimento

Accompagnare un brano musicale battendo le mani, suonando uno strumento a percussione (tamburello, legnetti) o marciando sono tre modalità di sincronizzazione ritmico-motoria che favoriscono il coinvolgimento emotivo e la maturazione delle capacità di strutturare il tempo. Queste attività presentano diversi livelli di difficoltà legati alla padronanza motoria e all'età: difficile da compiere a 3 anni, i risultati.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/07 Musicologia e storia della musica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cristina.luiza di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Musicologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Bianchini Matteo.
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