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Storia romana

Anno accademico 2010/2011

Prof. Gian Piero Givigliano

Appunti di Alessandro Ansani

Importanza dello sfondo storico

La lectio brevis verte soprattutto sull'importanza dello sfondo che ogni accadimento storico ha dietro di sé. Questo sfondo è chiaramente l'aspetto geografico. L'uomo ha da sempre la capacità di incidere sul territorio, oggi più di ieri. Riesce addirittura a danneggiarlo. La prima frana di cui abbiamo notizia è avvenuta durante la media età del bronzo (1300 ca a.C.) a Roglio di Trebisacce. È avvenuta poiché il bronzo taglia meglio gli alberi e la deforestazione causa frane.

Importanza dell'albero

  • Perché una città sorge in un determinato punto? L'esempio è quello di Cosenza. Costruita per essere coperta da tre lati naturalmente (dai fiumi Busento e ...) e il terzo dalle fortificazioni di porta Piana.

I primi esempi di urbanistica sono di tipo casuale, ognuno costruiva la propria abitazione dove meglio credeva. Ne derivano urbanistiche caotiche, a spirale intorno al centro cittadino. In seguito, abbiamo i primi esempi di urbanistica programmata (Le colonie greche: Sibari, Locri, Crotone, Reggio).

  • Perché Roma sorge nel punto in cui sorge? Fattore geografico: Roma nasce su alcuni colli situati alla sinistra del Tevere. L'isola Tiberina favorisce l'attraversamento del fiume. Nasce al confine con l'Etruria (l'odierna Toscana che allora arrivava fino al Tevere). Questi popoli traevano risorse e vantaggi dai metalli e dal bestiame.

A Roma sorge il Foro Boario (volgarmente: il mercato del bestiame, principalmente bovini). Il bestiame ha un ruolo fondamentale: il termine "pecunia" deriva da "pecus". La prima tassa, ad esempio, era il Vectigal (da "veho" lat. = condurre). Si pagava lo Stato in base al numero degli animali che pascolavano nel terreno di sua proprietà; per far ciò vi era un apposito corridoio stretto fatto in modo tale da rendere agevole il conteggio dei capi da parte dei funzionari.

Ad un certo punto della loro storia queste popolazioni si uniscono al fine di sfruttare meglio il territorio e arricchirsi ulteriormente difendendolo. Il primo re di Roma è Tarquinio Prisco (lett. = il primo, antico). È etrusco. Chiaramente ha in mente il tipo di città conosciuto come polèis, vuole fare di Roma una polis. Roma è ancora un'entità politica (come l'odierna Europa), non si può ancora parlare di popolo.

Tarquinio Prisco realizza principalmente quattro cose:

  • Innalza il Foro Boario per evitare allagamenti da parte del Tevere (Roma era allagata circa una volta ogni 4 anni...)
  • Costruisce il Circo Massimo per far socializzare il popolo
  • Costruisce e dedica un tempio a Giove Capitolino (il ricorso alla religione come componente unificatrice)
  • Innalza le mura di cinta, che finiranno durante il regno di Servio Tullio, da cui il nome "mura Serviane".

La prima tassa sul bestiame è il Vectigal. La tassa era pagata in base a quanti capi di bestiame usavano l'ager publicus.

Storiografia

Ecateo di Mileto

Il primo a fare una selezione storiografica è Ecateo di Mileto (fine VI secolo a.C.). Mileto era una città cinturate tra Oriente e Occidente, ricca di scambi di merci e pensieri. Sede della prima scuola filosofica che faceva capo a Talete. Prima di Talete vi era un fortissimo paternalismo religioso. Talete fu un logografo, disegnò una mappa del mondo che gli costò la fama di eretico.

Ecateo si accorge del fatto che i racconti greci sono molti e quindi ridicoli...crede che la verità sia unica, quindi decide la versione esatta secondo il criterio della verosimiglianza. Scrive una genealogia degli Dei.

Erodoto di Alicarnasso (V secolo a.C.)

Comincia a porsi il problema della cronologia. A cui segue la narrazione. Alicarnasso è in Asia Minore. Narra la storia della guerra tra Greci e Persiani. Riporta entrambe le versioni. Nelle sue narrazioni è assente l'elemento divino. Dipende tutto dall'uomo, dalla sua volontà. Comprende il fatto che non esiste solo una verità ma molteplici a seconda del punto di vista. Per quest'aria di superiorità e questo distacco è nata l'espressione "sorriso di Erodoto". È anche un attento narratore, racconta gli eventi in modo che non possano essere dimenticati. È il capofila degli storici-geografi perché nel raccontare gli eventi fa digressioni sui popoli coinvolti (gli "excursi erodotei"; il più famoso dei quali è quello sull'Egitto dono del Nilo.)

Da alcuni è detto Erodoto di Thurii. (Thurii nasce nel 444 a.C. Sul territorio dell'antica Sibari, la quale venne distrutta dalla rivale Crotone nel 510 a.C.) Erodoto, partecipando alla costruzione della città partecipa anche alla cittadinanza di Thurii.

Per Erodoto non esiste una sola verità ma tante; questo comincia a porre il problema delle testimonianze creando una gerarchia. AUTOPTES: testimone oculare; autopsia (autos = io stesso; opsis = visione) = vedere coi propri occhi.

Al di là della realtà degli avvenimenti vi sono le cause (rapporto causa-effetto). Il problema delle cause è affrontato dal successore di Erodoto, ossia Tucidide.

Tucidide (metà del V secolo a.C.)

Distingue tra causa immediata o occasionale e causa remota o sostanziale. Non aveva a cuore il problema della verità bensì quello delle cause. Non riporta i discorsi perché li abbia realmente sentiti ma perché "considerato il personaggio, carattere, situazione ecc, avrebbe detto così...". Per questo viene definito falso storico.

Il problema della cronologia

Ad Atene vi erano i magistrati eponimi (i cosiddetti arcouti). Ad Argo era la sacerdotessa di Hera Argiva. Il problema sorgeva nell'incrociare gli eventi. Timeo di Tauromenio (prima metà del III secolo a.C.) cominciò a usare le Olimpiadi. Nel VI secolo d.C. Un monaco detto Dionigi l'Esiguo iniziò a datare gli anni dalla nascita di Cristo, l'evento più importante per la civiltà cristiana (comincia dall'anno 1).

Gli Etruschi

Per alcuni erano autoctoni. Per altri si erano stabiliti da qualche generazione, secondo Erodoto erano arrivati dall'Asia Minore. Formano confederazioni di 12 città ognuna autonoma (poleis). 12 è un numero magico-propiziatorio. Dediti all'agricoltura, alla pastorizia, allo sfruttamento delle miniere, lavorazione di metalli, commercio e navigazione. Fondano:

  • Mediolanum (terra in mezzo alla pianura)
  • Adria IV e V secolo a.C. Significa città nera. Adria e Sapia vengono fondate sul mare, oggi non lo sono più perché esso si è ritirato.
  • Capua in Campania, insieme a una confederazione.

Gli Etruschi che provano a espandersi a nord vengono cacciati da tribù galliche.

I Greci

Nel IX secolo a.C. La Grecia è sconvolta da una serie di calamità naturali che causano crisi politiche. Alcuni cittadini decidono di migrare. Nel corso dell'VIII secolo quindi vi è la seconda colonizzazione greca o colonizzazione di età storica. (dal 750 al 550 a.C.) La prima era avvenuta in età mitica, ed era rivolta verso Oriente, Asia Minore e isole dell'Egeo...erano nate città come Efeso e Alicarnasso. La seconda era rivolta in Italia meridionale, Sicilia, Marsiglia, Cirene, anche Spagna. La prima colonia greca fu Pitecusa (oggi Ischia) nel 770 a.C. Dieci anni dopo fondarono Cuma, sulla costa campana.

Dopo i "sette" re

Nel 509 a.C. Cade la monarchia. Segue una fase di preparazione alla repubblica in cui si fondano le basi della religione e del diritto. Si studiano forme istituzionali che evitino il ripetersi della monarchia.

Collegialità e temporaneità

I magistrati romani: due caratteristiche: collegialità e temporaneità. Per la collegialità c'è un'eccezione: i consoli in un momento di emergenza nominavano un dictator che aveva poteri assoluti (durava solo 6 mesi). Il dictator, a sua volta, nominava un collaboratore, il magister equitum. (Durante la battaglia del Trasimeno, 2a Punica, uno dei due consoli muore e viene nominato un dictator. Il dictator veniva eletto grazie a rituali religiosi e alla consultazione degli auspicia, lascito etrusco. Uno di questi usi era il rituale dei polli sacri, se mangiavano c'era il buon auspicio.

Tribunato della plebe

Nel 494 a.C. Dopo una discordia civilis la plebe ottiene il tribunato della plebe. Una magistratura ambita, trampolino di molti cursus honorum; ottenibile solo dai plebei. Essa godeva del:

  • Ius auxilii: qualunque plebeo poteva essere soccorso se vittima di soprusi da parte di aristocratici o giudici
  • Ius intercessionis (ovvero diritto di veto): poteva bloccare l'iniziativa legislativa se la legge proposta andava contro la plebe.

C'è da dire comunque che è stata esercitata dalla parte ricca della plebe, che avendo interessi economici, pressava lo Stato.

Le 12 Tavole

Nel 451 a.C. La plebe ottiene la redazione delle 12 Tavole. In precedenza non vi erano leggi scritte ma solo i prisci mores che erano prassi, regole tramandate oralmente, il compito di ricordarle stava al collegio dei pontefici.

Collegio dei Feziali

Il collegio dei feziali aveva il compito di conoscere i trattati di pace, le alleanze e i patti con gli altri popoli.

Collegio dei Pontefici

Il collegio dei pontefici aveva il compito di ricordare i prisci mores, in più i pontefici scrivevano ogni giorno sulla lastra di marmo che stava all'interno del Foro gli avvenimenti più importanti. A fine anno tale tabula era rasa (o ridipinta di bianco) e ciò che era scritto veniva ricopiato su tavolette di cera; questo materiale andava a costituire gli annales pontificum. I primi storici romani sono annalisti (come Fabio Pittore).

Il collegio era capeggiato dal pontefice massimo che era capo della religione e di tutti gli altri pontefici, tuttavia non è officiante; il capo officiante rimane il rex sacrificulus, un sacrificatore che assume le funzioni sacrali dall'imperatore una volta caduta la monarchia. Con lui vi erano flamini, vestali e pontefici. Inizialmente la nomina dei pontefici era per elezioni integrative interne, successivamente fu varata la legge che demandava ai comizi l'elezione del pontefice massimo.

La plebe riesce a ottenere leggi scritte. Questo è importante dal momento che nei processi l'aristocrazia era favorita; il pontefice vedendo i testimoni plebei in superiorità rispetto a quelli aristocratici poteva proclamare il giorno nefasto. A Roma il ciclo annuale delle pubbliche funzioni comprendeva 235 giorni fasti e 109 nefasti. Nei giorni nefasti la divinità NON è disposta a collaborare con gli uomini.

Ogni atto era preceduto da un'indagine sulla volontà divina. Si osservavano segni celesti, direzione del volo degli uccelli e i fulmini (ubicazione). Ai romani non interessava il futuro o l'operato degli dei, interessava soltanto sapere se l'azione che stavano intraprendendo era con o senza la loro cooperazione.

Il tempio etrusco a Giove Capitolino

A Servio Tullio risalirebbe la costruzione del primo tempio etrusco a Giove Capitolino. Presto sorse l'uso del trionfo, cioè l'offerta al dio delle spoglie dei vinti. Si trattava di un ringraziamento al dio che aveva permesso di vincere. Il comandante vittorioso sfilava con gli ornamenta triumphalia cioè i paramenti del simulacro di Giove.

Di influenza etrusca sono i templa, aree sacre, non tempi, dedicate ai rituali. Aedes sacra erano recinzioni e parziale copertura della area sacra; l'altare era sempre a cielo aperto per osservare i segni celesti. Questa piccola recinzione era il sacellum. Nei pressi si poteva costruire un edificio più grande, coperto, nella parte posteriore del quale vi era una cella che ospitava le immagini sacre.

Le tombe erano viste come ultima abitazione del defunto (quindi vi erano dentro strumenti da lavoro, di divertimento ecc.). Quando gli influssi greci ed etruschi furono più consistenti si elaborò il concetto di Inferi o Orco, un mondo dell'aldilà che comunicava col mondo dei vivi. Si pensava che le anime potessero acquistare vigore e rendersi visibili se alimentate col sangue dei vivi, da qui l'usanza di scavare una fossa coperta da una lastra dove si versava del sangue.

I Libri Sibillini

I Libri Sibillini ebbero una straordinaria importanza per lo sviluppo della religione romana. Secondo la leggenda furono dati a Tarquinio il Superbo dalla Sibilla Cumana. Vennero conservati nel tempio di Giove Capitolino e affidati ai duumviri sacris faciundis, in seguito decemviri. Insieme all'influenza etrusca, determinarono l'antropomorfizzazione degli dei. Si cominciarono a formare le prime coppie greco-romane Zeus-Giove, Atena-Minerva, Hera-Giunone ecc. Nei libri erano suggerite anche altre forme di culto come processioni, presentazioni in pubblico di immagini divine sdraiate nell'atto di banchettare.

Nel 461 a.C. Fu mandato un comitato di colti per vedere come le altre città fossero organizzate e come facessero le proprie leggi. Il parametro di riferimento fu la città greca, molto importante fu anche la Costituzione di Locri del VII secolo a.C. Forse fatta da Zaleuco, antico legislatore greco, sappiamo che essa precisava le pene per i vari reati.

La caduta della monarchia nel 509 a.C. Aveva dato ai Latini l'impressione che il popolo romano fosse debole. Si giunge così ad uno scontro, seguito dal trattato di pace ad opera dei Feziali, il Foedus Cassianum. (494 a.C.). Il Foedus è riportato nel 30 a.C. Da Dionigi di Alicarnasso, nel 390 a.C.. però c'era stato un incendio che aveva distrutto il tabularium ad opera di tribù galliche (dunque il foedus dovrebbe essere distrutto). 3 punti attestano la sua validità:

  • I garanti sono gli elementi naturali (la progressione è: elementi naturali, dei, città e popoli)
  • In caso di lotta contro altri stati l'esercito sarebbe stato comandato a turno da Romani e Latini, cosa che nel 494 poteva essere, nel 30 no anche perché non c'era più distinzione tra Romani e Latini.
  • Se un cittadino romano commetteva un reato in territorio latino doveva essere giudicato lì. Questo vuol dire un reciproco riconoscimento del diritto di giudizio.

Le guerre sannitiche

Latini e Romani vs. Sanniti. I Sanniti erano un popolo della seconda ondata migratoria stanziato tra Campania e Puglia; a partire dalla metà del V secolo avevano cominciato un'espansione alla ricerca di nuovi spazi per far fronte all'aumento demografico.

1a Guerra Sannitica

Scoppia nel 343 a.C. Il casus belli fu offerto dalla città di Capua (fondata dagli Etruschi sulla costa campana) che era nelle mire dei Sanniti. Non era solo nelle mire, era anche nell'area di competenza sannita secondo il patto stipulato coi romani nel 354 a.C. (stabilivano il confine naturale delle zone di influenza col fiume Liri: a sud del fiume Sanniti, a nord Romani).

I Sanniti, volendo arrivare a Capua, ebbero un conflitto coi Sidicini di Teano (nord di Capua) i quali ricorsero per aiuto ai Campani stessi; questi ultimi, ritenendo le loro forze insufficienti a fronteggiare l'esercito dei Sanniti, inviarono a Roma un'ambasceria chiedendo di intervenire. In un primo momento Roma era restia a infrangere il patto del 354 a.C. (la zona d'influenza era sannita). Quando però, Capua offre la deditio ossia la consegna della città a Roma, il Senato accetta di intervenire. Dopo una prima fase di vittorie romane, i Sanniti riescono a fare ripiegare Roma al limite della Campania. Dopo la battaglia di Suessula nel 341 a.C. Si conclude la prima sannitica con condizioni per niente gravose per i Sanniti; Roma era preoccupata da altri disordini sociali.

Nel 341 i Sanniti spaventati dall'arrivo dell'esercito Romano chiedono la pace che viene concessa. Nel patto si dividono ancora le aree di influenza, i romani sponda destra, i sanniti sinistra. Nel 341 i Sanniti vogliono riattaccare Teano ma prima di farlo chiedono il permesso a Roma, il che indica un rapporto di subordinazione. Teano chiede aiuto ai Latini e ai Campani (non a Roma) e li ottiene entrambi.

Nel 338 a.C. Vi fu una battaglia decisiva in cui Roma vince i Latini, scioglie la confederazione Latina e stipula vari trattati.

Nel 335 a.C. Alessandro I d'Epiro detto il Molosso arriva in Italia chiamato da Taranto per far fronte agli attacchi di Lucani, Bruzi e Sanniti. In realtà il progetto è quello di creare uno stato unitario nel meridione d'Italia. Riesce in un paio di conquiste volendo risalire fino a Paestum: Siponto, Heraclea, Cosentia, Paestum. Non vi riesce, è ucciso a Pandosia, vicino Cosentia. (l'oracolo gli aveva predetto di guardarsi proprio da Pandosia e dal fiume Acheronte, dove morì.)

I sanniti sono distratti dal suo arrivo e indeboliscono il fronte romano per meglio fronteggiarlo.

I Bretti

Popolazione staccatasi dai Lucani nel 356 a.C. Dotatasi di una organizzazione politica. Abbiamo poche fonti e contraddittorie. Questo è l'unico dato certo. Per alcuni schiavi-ribelli, per altri figli dei nobili che forgiavano i figli al freddo, la capitale sarebbe stata Cosentia o Cosentìa, si diedero da fare per conquistare le città greche del mar Ionio come Thuri, Crotone, Reggio.

2a Guerra Sannitica

Scoppia nel 327 a.C. I sanniti avevano cominciato a infiltrarsi a Napoli, cercando di occuparla dall'interno. Roma attraverso Napoli aveva rapporti con l'Oriente quindi quando la parte sannita prova a sopraffare la parte greca, Roma assedia Napoli con Lucio Cornelio Lentulo e Quinto Publio Filone. C'era un problema: al momento di concretizzare la battaglia scade il mandato del console Filone che aveva rapporti con la parte greca di Neapolis. Il Senato decide di prolungare il mandato consolare col solo scopo, però, di conquistare Napoli. Grazie ad alcuni greci, infatti, i capi romani riescono a infiltrarsi a Napoli, che cade l'anno dopo, nel 326 a.C.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lellico di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Givigliano Gian Piero.
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