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2.12

catilina, ricco patrizio arrichitosi durante l'età sillana, provò a candidarsi nel 65 al consolato, ma fu

accusato di indegnità perché dilapidava somme enormi per tenore di vita alto. Si presentò nel 63,

supportato da crasso, cui era vicino giulio cesare, ma fu sconfitto da cicerone, homo novus di

arpino. Elaborò un programma politico favorevole a nobili dissipati, agli indebitati e ai figli dei

proscritti. Fu abbandonato da crasso e cesare. Fu sconfitto e mi se mano a una cospirazione per

sopprimere i consoli con la concentrazione in etruria di un grande esercito di sillani. Fu sgamato da

cicerone che lo denunciò al senato. Catilina raggiunse le bande armate a fiesole. Cicerone fece

arrestare 5 fra i capi della cospirazione e il senato si pronunciò sulla pena di morte. Catilina morì

combattendo contro l'esercito di roma.

3.1

tornato dall'oriente nel 62 a brindisi pompeo smobilitò il suo esercito ma andò incontro ad alcuni

suoi oppositori che non volevano vedergli riconosciuti i diritti maturati sulle nuove province

orientalli.si avvicinò a crasso e assieme a cesare nel 60 a.c. Strinsero un accordo segreto (“primo

triumvirato”), secondo cui nel 59 cesare doveva essere eletto console per varare una legge agraria

che sistemasse i veterani di pompeo. Crasso avrebbe ottenuto vantaggi per cavalieri e compagnie di

appaltatori. Accordo cementato dal matrimonio tra la pompeo e la figlia di cesare.

3.2

cesare fu eletto console nel 59 a.c. Fece votare due leggi agrarie che prevedevano distribuzione agro

ai veterani di pompeo, fece ratificare le sue decisioni prese in oriente e abbassò canone d'appalto

della provincia d'asia, fece approvare una legge per i procedimenti di concussione (lex iulia de

repetundis). Sul finire del consolato il tribuno della plebe publio vatinio fece votare un

provvedimento che attribuiva a cesare per cinque anni il proconsolato in gallia cisalpina e illirico

con tre legioni e il diritto di nominare i legati e fondare le colonie, più tardi ebbe anche il

proconsolato della gallia narbonese.

3.3

chi era stato ostile a cesare aveva appoggiato la candidatura al tribunato a publio clodio pulcro, ex

patrizio fattosi adottare da un plebeo per accedere alla carica. Fece approvare una serie di leggi

come: possibilità di condannare qualcuno, da parte dei censori, unanimemente e dopo difesa

dell'accusato; nessun magistrato avrebe potuto interrompere assemblee pubbliche per ausèpici

sfavorevoli, collegia legalizzati, da lui sfruttati per farne gruppi di pressione poi vere e proprie

bande armate al suo servizio; distribuzioni frumentarie gratiute e a tutti i residenti di roma, maggior

liberazione di schiavi, e un provvedimento per l'esilio di chiunque mettesse a morte un cittadino

senza dargli possibilità d'appello, ciò fatto contro cicerone.

3.4

cesare si trovò ad affrontare prima una migrazione di elvezi che minacciavano gli edui, e li

sconfisse nel 58 a bibracte; poi un gruppo di svevi, guidati da ariovisto, e chiamati dai rivali degli

edui,i sequani, li aveva battuti più volte. Cesare vi andò in soccorso e scacciò i sequani fino a

sconfiggerli, sempre nel 58. tornò poi in cisalpina, dove affrontò i belgi, nel 57 (i nervii). Crasso si

spingeva verso la normandia e la bretagna (57). i successi di cesare erano dovuti alla sua tattica e a

alla disunione delle tribù galliche. Alla fine del 57 comunicò che la gallia era stata pacificata, pur

non avendola attraversata tutta.

3.5

Clodio era tornato privato cittadino ma utilizzava le sue bande per far pressione. I suoi avversari

volevano il ritorno di cicerone. Presto pompeo divenne uno dei suoi bersagli, e appoggiò il ritorno

di cicerone per tutelarsi. Accettò l'incarico di avere poteri straordinari per cinque anni per

provvedere all'approvvigionamento della città, aumentata di numero. Cesare, che temeva venisse

annullato il suo mandato dal candidato console enobarbo, si incontrò con crasso a ravenna e

pompeo a lucca dove si accordarono per rinnnovare di 5 anni il proconsolato di cesare in gallia e

pompeo e crasso consoli per il 55, poi avrebbero ricevuto pompeo le spagne e crasso la siria come

provincie. In gallia cesare sconfisse le rivolte della bretagna con la costruzione di una flotta leggera

e affrontò usipeti e tencteri sul reno. Li annientò nel 55; nel 54 in britannia guidò una campagna

militare fino al tamigi e nel 53 represse rivolte sul reno. Nel 52 grande crisi nella gallia centro-

occidentale sottola guida di vercingetorìge, che lo sconfisse ad alesia dopo un lungo e durissimo

scontro. Vercingetorige fu sconfitto e nel 46 decapitato durante il trionfo di cesare. Nel 51 Cesare

diede per conto proprio un primo ordinamento alla nuova provincia della gallia comata senza

istruzioni del senato.

3.6

crasso, giunto in siria, nel 54 volle inserirsi nella contesa dinastica tra i figli del re fraate III: orode e

mitridate. Divenutovi re orode, crasso appoggiò il fratello e si spinse in mesopotamia senza

resistenze. Nel 53, attraversò nuovamente la mesopotamia e si scontrò con i parti che travolsero i

romani e uccisero crasso e il figlio.

3.7

nel 54-53 iniziarono a venir meno i vincoli famigliari tra cesare e pompeo: morì giulia. Pompeo si

avvicinò alla fazione anticesariana. Nel 53 non si era riusciti a eleggere in tempo i consoli e fu

proposto pompeo dittatore. Sulla via appia nel 52 clodio, aspirante alla pretura, si scontrò con

milone, candidato al consolato. Clodio fu ucciso e ci furono grandi tumulti al suo funerale. Pompeo

fu nominato console senza collega e fece votare leggi repressive sulla violenza e il broglio

elettorale. I nemici di cesare cercavano di destituirlo dalla sua carica. Cesare doveva presentare la

sua candidatura al consolato di persona per evitare procedimenti contro di lui, ma gli era stata

attribuità questa facoltà. Nel 52 pompeo aveva proposto l'intervallo tra promagistratura e

magistratura di 5 anni. Dal 51 iniziarono le discussioni tra cesare, che cercava la proproga della

carica fino al 49 e i suoi avversari, che volevano destituirlo nel 50. nel 50 per uscire dalla crisi il

tribuno scribonio curione propose l'abolimento delle cariche ctraordinarie di cesare e di pompeo. Il

senato nel 50 approvò. All'inizio del 49 cesare intimava di cedere i poteri solo se lo avesse fatto

anche pompeo. Il senato con un sensatus consultus ultimum invece, intimò a cesare di cedere i

poteri e i consoli e pompeo avevano il compto di difendere lo stato. Cesare valicò il rubicone in

armi. Pompeo scappò a brindisi. Cesare arrivò a brindisi cercando di fermare il piano di pompeo di

trasferirsi in grecia, bloccare i rifornimenti con le sue flotte e affamare l'italia perpoi tentare la

rivalsa con l'appoggio dei governatori delle province a lui fedeli, ma non arrivò in mpo. Tornò a

rima e cominciò ad affrontare le foze pompeiane sin spagna sconfiggendole a ilerda. Tornò a roma

nel 49 rivestì la carica di dittatore allo scopo di covocare i comizi elettorali, i quali lo elessero

console per il 48. pompeo si era nel frattempo stanziato a tessalonica. Cesare riuscì ad arrivare a

durazzo, ma fu respinto. Avanzò verso latessaglia dove, a farsalo, sconfisse pompeo, (48) che si

rifugiò in egitto dove sperava di avere rifiugio presso i figli di tolomei XII aulete, in lotta dinastica

tra tolomeo XIII e cleopatra VI e i consiglieri del re lo fecero assassinare. Cesare si trattenne in

egitto per un anno, dal 48 al 47, per dirimere le lotte tra i fratelli e assicurarsi l'appogigo dell'egitto.

Sconfisse i partigiani di tolomeo e cleopatra fu confermata regina. Nel 47 cesare fermò a zela il

figlio di mitridate checercava di recuperare i territori del padre. Tornò a roma dove ripartì per

l'africa e sconfisse i pompeiani sopravvissuti rifiugiatisi in numidia a tapso. Il regno di numidia

diventò pronvicia di africa nova. Tornò a roma dove celebrò i trionfi su gallia, egitto, ponto e

numidi, quindi partì per la spagna dove sconfisse il figlio di pompeo, cneo sesto, a munda.

3.8

mentre era in egitto, cesare fu nominato dittatore per un anno, poi fu eletto per il terzo consolato nel

46 quindi gli venne conferita la dittatura per dieci anni, nel 45 il quarto consolato, nel 44 il quinto,

da cui fu nominato dittatore perpetuo. Nel frattempo era stato fatto per tre anni praefectus moribus,

con compiti analoghi a quelli dei censori; poteva sedere tra i tribuni della plebe e gli fu riconosciuta

la potestà tribunizia, che lo rendeva inviolabile, e il diritto di veto. Gli fu attribuito il potere di fare

trattati di pace o dichiarazioni di guerra senza popolo e senato, di assegnare provincie e nominare i

suoi candidati alle elezioni. Dal 49 aveva varato molte riforme: richiamo in patria per gli esuli e i

condannati; facilitazioni ai debitori; cittadinanza alla transpadana, ai corpi militari e a singoli e

comunità di spagna, gallia e fafrica.

Tra il 46 e il 44 aumentò a 900 il numero di senatori, raddoppiò a 40 il numero di questori, da

quattro a sei gli edili, da otto a sedici i pretori. Abbassò i requisiti censitari per l'ordine equestre. Ciò

permetteva maggiori possibilità di carriera per i suoi sostenitori, reintegrazione annuale del senato.

Le giurie dei tribunali permanenti furono ripartite tra senatori e cavalieri. Promulgata una legge

suntuaria per porre frenoa sperperi e ostentazione ricchezza, vennero sciolte ela ssociazioni

popolari che avevano portato a scontri e furono restaurati i collegia con funzioni religiose. Fu

realizzato un vasto programma di colonizzazione per decongestionare l'italia e roma, una vasta oera

di ristrutturazione urbanistica ed edilizia e un'ambiziosa serie di lavori pubblici per il miglioramento

dell'aspetto di roma e l'occupazione, favorita anche da norme che prevedevano l'impiego coatto di

un terzo di uomini liberi da parte dei proprietari terrieri. Friformò norme di governo e

amminsitrazione pubblica dei municipi di roma con la lex iulia municipalis. Riformò il calendario

con l'aiuto di alessandirno sosigene, astronomo alessandrino, che, con la correzione di gregorio XIII

nel 1582, è tuttora in vigore.

3.9

l'eccessiva concentraizone di poteri e le decisioni tutte sottoposte al placito di cesare portarono a

una cospira che lo vide ucciso nella curia di pompeo, campo marzio, alle idi del marzo 44 da parte

di giunio bruto, cassio longino e decimo bruto, alla vigilia della campagna partica che cesare voleva

organizzare per ristabilire l'egemonia romana in asia.

4.1

i cesaricidi non si erano preoccupati di sbarazzarsi dei collaboratori di cesare: emilio lepido e marco

antonio, collega di consolato nel 44. i cesariani iniziarono lentamente a organizzarsi mentre i

cesaricidi volevano solo sbarazzarsi di lui. Antonio attuò il compromesso di amnistia per i cesaricidi

e di convalida degli atti del defunto. Cornelio dolabella console con antonio. Antonio riuscì a

trasformare i funerali di cesare in manifestazione di furore popolare che fece scappare i cesaricidi.

Venne abolita la dittatura. Approfittò del possesso delle carte di cesare per far passare leggi che

sostenne di avervi trovato che che gli assicurarono grande popolarità. Nominato erede fu caio

ottavio, suo pronipote. Egli fu chiamato dall'illiria, dove pronto per partire per la campagna partica

e, tornato a Roma, reclamò l'eredità e giurò vendetta. Lui divenne centro di riferimento per i

cesariani e per il senato un modo per arginare il potere di antonio, che per controllare l'italia si era

fatto affidare le gallie anziché la macedonia. Il governatore della macedonia, decumo bruto, non

volle cedergliela, rinchiudendosi a modena. Scoppiò la guerra di modena, del 43. il senato ordinò ai

consoli aulo irzio e vibio pansa, di aiutare decimo bruto. A loro venne associato come propretore

anche ottavio. Atonio fu battuto e costretto a ritirarsi verso la gnardbonese, dove contava di unirsi a

lepido.

4.2

ottavio chiese il consolato per sé nel 43. il senato rifiutò e lui marciò su roma. Si fece nominare

console assieme al coerede quinto pedio. Fecero revocare l'amnistia e istituirono un tribunale

speciale per perseguire igli assassini di Cesare. Ottavio fece anche ratificare la sua adozione dai

comizi curiati ribattezzandosi caio giulio cesare. In gallia antonio si era congiunto con lepido.

Decimo Bruto fu ucciso mentre cercava di passare le alpi.

Annullato il provvedimento che vedeva antonio nemico pubblico, ottviano, antonio e lepido si

incontrarono nel 43 vicino bologna dove stibularono l'accordo del triumvirato: una magistratura

ordinaria di 5 anni che conferiva il diritto di convocare il senato e il popolo, di promulgare editti e

designare candidati alle magistrature. Antonio avrebbe conservato il governatorato delle gallie,

lepido della gallia narbonese e delle due spagne, ottaviano africa, sicilia, sardegna e corsica. In

sicilia e sardegna c'era la minaccia di sesto pompeo. Vennero resuscitate le liste di proscrizione. Con

i beni confiscati alle famiglie vicine ai cesaricidi, i triumviri poterono guardare verso l'oriente dove

bruto e cassio si erano costituiti in una base con un consistente esercito. Nel 42 venne divinizzato

cesare. Lepido e munazio restarono a roma come consoli, antonio e ottaviano partirono in grecia

dove a filippi, in macidonia, si scontrarono. Ottaviano trovò difficoltà. Cassio, battuto da antonio,

credendo bruto morto, si uccise. Bruto, sconfitto, si suicidò.

Le proscrizioni, le guerre intestine e filippi decimarono l'opposizione senatoria conservatrice. Molte

famiglie dell'aristocrazia più antica si dissolsero e al loro posto salì un'aristocrazia composta da

membri delle classi dirigenti municipali italiche, e da persone di fiducia dei triumviri. Ciò portò a

un cambiamento dell'élites più inclini a rapporti di dipendenza politica epersonale, premessa per

l'evoluzione del regime imperiale.

4.3

antonio si riservò il comando sull'oriente. A lepido fu assegnata l'africa e ottaviano ebbe il compito

di sistemare i veterani delle legioni. Ciò portò alla confisca di molte terre. La moglie e il fratello di

antonio si misero a capo di una rivolta, che li fece chiudere a perugia, espugnata e saccheggiata da

ottaviano. Nel frattempo sesto pompeo, impossessatosi anche di sardegna e corsica, minacciava di

non mandare rifornimenti. Per evitare alleanza antonio-sesto pompeo, ottaviano sposò la sorella del

suocero di sesto, scribonia, nel 40. antonio e ottaviano si trovarono a brindisi, dove venne

sottoscritta un'intesa secondo cui ad antonio veniva affidato l'oriente, a ottaviano l'occidente, tranne

l'africa di lepido. Sesto pompeo era deluso, allora bloccò nuovamente le forniture e si incontrarono

tutti e tre a miseno nel 39, lì a sesto gli veniva ricnosciuto il governatorato di sicilia, sardegna e

corsica e il peloponneso. Antonio gli pose davanti delle difficoltà, allora sesto pompero riprese

azioni di scorreria contro l'italia nel 38. ottaviano ripudiò scribonia e sposò livia drusilla, moglie

diverziata di tiberio claudio nerone. Sesto aveva perduto sardegna e corsica, passate in mano ad

ottaviano. In sicilia ci fu una battaglia che, con l'aiuto di antonio, fu conquistata e a taranto, nel 37

ci fu un accordo che rinnovava il triumvirato. Agrippa, console nel 37, grazie a un'opera di

ingegneria che aveva fatto collegare i laghi averno e lucrino al mare, fece infliggere a sesto una

pesante sconfitta a milazzo nel 36. lepido volle rivendicare per sé le isole, ma, abbandonato dalle

sue truppe, fu dichiarato decaduto da ottaviano e quest'ultimo si impossessò dell'africa. Ottaviano fu

ricolmatto d'onori, al suo ritorno a roma: oltre all'imperium di triumviro gli venne attribuita

l'inviolabilità dei tribuni. Con due anni di campagna con l'aiuto di agrippa tra illiri e dalmazia, si

conquistò anche la gloria militare.

4.3

antonio in asia impose alti tributi e si procurò alleanza di re e principi orientali. A tarso nel 41

incontrò cleopatra, che lo ospitò per un anno e da cui ebbe due genelli. Nel 40 i parti invsero la

siriano e dilagarono in asia minore e giudea. Lui era in italia a combattere a perugia e a sposare

ottavia, sorella di ottaviano. Nel 38 respinse i parti. Nel 36 diede inizio alla sua spedizione che lo

portò fino all'attuale azeribaigian dove non riuscì a espugnare la città e fu costretto al ritiro. Nel 35

invase e conquistò l'armenia. Nel frattempo si era rotta l'alleanza con ottaviano: invece di 20 mila

legionari, otttaviano aveva restituito ad antonio solo 70 delle navi da lui ricevute per affrontare

pompeo e la sorella ottavia con duemili uomini. Antonio ingiunse a ottavia di tornare indietro.

Ottaviano si era offeso per l'oltraggio della sorella e il suo tradimento con cleopatra. Antonio

festeggiò la conquista dell'armenia e confermò il trono d'egitto a cleopatra e a tolemeo cesare.

4.4

nel 32 i consoli,antoniani, allo scadere del triumvirato, chiesero la ratifica delle decisioni prese da

antonio in oriente. Ottaviano vi si oppose. I consoli e gli antoniani si rifiugiarono presso di lui.

Ottaviano rivelò ad arte un testamento in cui antonio dava tutto ai figli con cleopatra. Ottaviano

ottenne l'eliminazione del triumvirato e si configurò come difensore di roma. Nel 31, con la fedeltà

dell'italia e delle provincie occidentali, mosse guerra contro cleopatra e si scontrò nella battaglia

navale di azio vinta da agrippa per ottaviano. Penetrò in alessandria, la prese e antonio e cleopatra si

suicidarono, mentre cesare tolemeo fu ucciso.

4

1.1

nel 31 nasce il principato, passaggio fondamentale nella storia romana: il regime istituzionale è

incentrato sulla figura del princeps, unico reggitore del potere. Il processo di cambiamento

istituzionale guidato da augusto è stato conservatore nella sostanza ma rivoluzionario nella forma.

1.2

nel 29 furono celebrati i trionfi per le campagne dalmatiche, per la vittoria sull'egitto e la battaglia

di azio. Dal 27 fu rinosciuto il nuovo assetto, quando ottaviano entrò nel 7 consolato con agrippa. In

quell'anno rinunciò formalmente a tutti i poteri riservandosi solo l'imperium per dieci anni delle

provincie non pacificate. Il senato lo proclamò augusto e iniziò un vero e proprio culto religioso.

Egli era il primo uomo dello stato. La sua architettura istituzionale era ispirata alla prudenza e al

compromesso con la tradizione senatoriale lrepubblicana: traeva origini dalle guerre civili e non era

discutibile l'accentramento del potere in una sola persona. La nuova organizzazione sanciva il

superamento della politica della città stato.

1.3 tra 27 e 25 si recò in gallia contro asturi e cantabri. Dimostrò di procedere con solerzia alla

pacificazione delle provincie e rinnòvò il contatto con l'esercito. Alternava tre anni nelle provincie a

due a roma. Nel 23 era in fin di vita e ciò aprì la prospettiva di un vuoto di potere e di una nuova

guerra civile per mancanza di successsione. Nominò il genero marcello, ma morì. La figlia, giulia,

andò allora in sposa ad agrippa, nominato successore. Augusto depose il consolato e ottenne un

imperium proconsulare che gli consentiva di agire come protomagistrato in tutte le provincie, ma

ciò non gli permetteva di parteciapre attivamente alla vita politica di roma, così fu nominato tribuno

della plebe dal senato ricevendo inviolabilità, potere di convocare i comizi e di porre il veto. A ciò

gli si aggiunse il diritto di convocare il senato. Egli continuava così i poteri repubblicani, ma

accentrati tutti in uno. Le elezioni furono ristabilite più o meno regolarmente ma erano truccate

poiché augusto procedeva tramite nominatio, cioè accettazione candidatura, e commendatio, cioè

raccomandazione personale. L'assemblea popolare ebbe un ruolo marginale mentre si perseguiva

equilibrio tra principe e senato. I comizi ratificavano i candidati scelti tra 10 centurie miste di

cavalieri e senatori che li designavano in accorod coll'imperatore.

1.4

nel 22 rifiutò la dittatura e assunse la cura annonae; nel 19 e nel 18 esercitò anche i poteri di

censore. Nel 23 anche agrippa aveva ricevuto imperium proconsulare di 5 anni. Tra il 22 e il 19

augusto si portò sul confine orientale dove attraverso risoluzione diplomatica riottenne le insegne

delle legioni di crasso e marco antonio. La provincia fu detta pacificata. Nel 18 antonio e agrippa

videro rinnovato l'imperium proconsulare e agrippa ottenne la tribunizia potestà. Nel 12, alla morte

di lepido, che era pontefice massimo, augusto ottenne questa carica diventando definitivamente una

figura di riferimento anche al ivello religioso.

1.5

l'attribuzione dell'imperium proconsolare e del potere tribunizio crearono un potere personale non

riconducibile alla somma delle magistrature: si ebbe una duplice sfera di competenza, quella della

tradizione repubblicana e quella specifica del princeps. Il senato era cambiato molto negli ultimi

anni. Augusto intervenne per ristabilire la dignità e il prestigio dell'assemblea favorendone l'accesso

alle élites provinciali più romanizzate.

Tra 29 e 28 si fece conferire la potestà censoria e procedette alla lectio senatus, cioè revisione delle

liste dei senatori; nel 18 riportò il senato da quasi mille a 600 membri e lo rese ereditario.

Durante la repubblica i senatori si distinguevano dai cavalieri solo perché avevano intrapreso una

carriera politica, così potendo entrare in senato. Molti figli, durante l'ultima fase della repubblica, ne

approfittarono per portare il laticlavio. Augusto vietò questo e lo consentì solo ai figli dei senatori.

Poteva, all'occorrenza, nominare senatori persone che lui riteneva valide anche senza aver rivestito

una magistratura. Volle distinguere l'ordine equestre dal senato con la creazione di un ordine

senatorio, non vincolato all'effettiva partecipazione al senato, ma formato dalle famiglie senatorie.

L'appartenenza all'ordine equestre fu codificata attraverso principi generali e appositi

senatoconsulti. Si formò così una classe dirigente dello stato romano formata da due

raggruppamenti principali.

1.6

augusto fece costruire un tempio ad apollo accanto alla sua residenza, finì le csotruzioni di cesare

nel foro, fece costruiire un tempio per cesare divinizzato e. restaurò la sede del senato e una basilica

in nome dei figli di sua figlia giulia e agrippa. Costruì il forum augusti con il tempio di marte

ultoreal centro. Trasformà l'aspetto di campo marzio, fece csotruire il pantheon e un mausoleo per

lui. Durante il suo principatof urono costruiti molti edifici pubblici, terme, acquedotti, teatri e

mercati tramite agrippa.

La carestia del 22 indusse augusto ad assumare la cura annonae e rfonteggiò l'emergenza con i

propri mezzi. Dopo il 18 istituì un servizio stabile che doveva provvedere al rifornimento granario

delle provincie con a capo il prefectus annonae. Dopo la morte di agrippa passò ai collegi di

senatori. Istituì un corpo di vigili del fuoco per la prevenzione degli incendi, al capo dei quali

c'erano un prefetto equestre.

Affidò il governo della città di roma al prefectus urbi, senatore. Tutti gli abitanti dell'italia erano

diventati cittadini. Le città italiche erano autonome e dotate di un governo municipale. Divise l'italia

in 11 regioni per il censimento. Organizzò e ampliò strade e comunicazioni, soprattutto per esigenze

militari, affidato a un prefectus vehiculorum equestre. L'amministrazione delle province vide

ricadere sotto all'imperatore quelle non ancora pacificata, in cui erano presenti delle legioni, ed

erano governate da legati augusti pro praetore scelti tra i sentatori ex pretori o consoli. I legati non

potevano riscuotere le tasse, fatte da procuratori equestri; nelle altre provincie non c'erano legioni e

i governatori era scelti a sorte tra magistrati ex pretori o consoli, in carica per un anno e assistiti da

questori. C'erano eccezioni e la situazione era in fieri. Fu riformato il modo di riscossione delle

tasse che avveniva in parte tributum soli, cioè in base alla misura dei terreni su cui erano imposta la

tassa fondiaria; in parte sul censimento, pro capite.

1.7

dopo azio c'era un surplus di esercito, pagato dall'aerarium saturni. I costi della liquidazione dei

veterani erano alti. In un primo tempo ricevettero terre, poi denaro. Fu creata una cassa speciale,

l'erario militare, finanziata da una tassa apposita, che garantisse un premio di congedo per il

servigio reso. Il servizio militare nelle legioni fu riservato a volontari, per lo più italici. L'esercito

era formato daprofessionisti che prestavano servizio per vent'anni e più ricevendo un soldo

annuoae. C'era una forza permanente di 25 legioni. Fu poi istituita una guardia pretoria composta da

un'elite militare di 9 coorti guidata da un prefetto equestre e formata da cittadini romani italiani che

era stanziato presso roma e godevano di situazione megliori.

In politica estera augusto preferì la via diplomatica, infatti chiuse le porte del tempio di giano nel

29, nel 25 e nel 10.

in egitto con il prefetto cornelio gallo, che concluse un accordo on gli etiopi, stabilì i confini per

assicurare vie commerciali con l'oriente. I confini col regno partico vennero stabilizzati per via

tiblomatica grazie ai rapporti politici stretti con stati contigui. Oltre l'eufrate, l'armenia venne

pacificata attraverso il clientelismo del re d'armenia tigrane II per mano di tiberio. In occidente

invece si susseguirono rivolte nella penisola iberica, pacificata nel 19; nell'area lpina occidentale,

pacificata nel 25 con la sottomissione dei salassi; nel 21-20 cornelio balbo estese il controllo

romano dellafrica meridionale e sudoccidentale. Sul confine del reno e del danubio trovarono più

difficoltà. La conquista della rezia, della vincelicia e del norico fu realizzata dai figliastri di augusto,

tiberio e duruso nel 16 e nel 15. tra il 14 r il 9 fu occupata la pannonia e infine la mesia. L'unico

territorio a mancare era la germania, che fu conquistata nel 9 da druso e in seguito comunque non fu

mai sottomesso definitivamente.

1.8

poiché i poteri che erano accentrati nella figura di augusto non ricoprivano una carica istituzionale

ancora definitiva, augusto dovette preoccuparsi di far sì che la sua posizione di potere non andasse

perduta con la morte ma rimanesse nella sua famiglia. La sua preoccupazioe fu di integrarvi la

famiglia attraverso la celebrazione dell'ascendenza divina in un programma di propraganda

ideologica. Il ruolo di primo piano della domus principis gli consentiva di atrasferire all'erende

anche le clientele e il prestigio. La posizion del princeps veniva rafforzata da meriti e distinzioni

acquisiti dai suoi figli adottivi. Agrippa poté conservare la potestù tribunizia e l'imperium

proconolare per la sua carriera brillante.

Augusto aveva cercato erede in marcello, morto nel 23, primo marito di giulia, poi agrippa stesso, e

i suoi figli avuti da giulia: caio e lucio cesari, morti prematuramente. Quindi si rivolse ai figli della

terza moglie livia nati dal primo matrimonio con tiberio claudio nerone: tiberio e druso. Tiberio

dovette divorziare e sposare giulia nell'11 d.c., ottenne la potestà tribunizia ma poi si ritirò dalla vita

politica. Poi vi ritornò ma divorziò da giulia, che aveva amanti e fu esiliata da augusto stesso.

Augusto fece adottare da tiberio germanico, il figlio di druso e di antonia, figlia fi marco antonio e

ottavia, sorella di augusto. Tiberio lo adottò nel 4 poi a tiberio furono attribuiti potestà tribunizia e

imperium proconsolare. Nel 13 celebrò trionfo su germania e gli venne conferito un imperium pari a

quello di augusto.

1.9

augusto curò anche un programma di propaganda ideologica che mirava ad esaltare la pacificazione

euna fittizia discendenza divina da enea e venere.

Nelle res gestae, sua autobiografia, illustrava, ripercorrendone letappe, il proprio operato per

spiegare come portò pace e prosperità al popolo romano.

Storici come tito livio e poeti come orazio, e virgilio cantarono la pace augustea. Virgilio nell'eneide

ne esalta le origini e profetizza il dominio universale di augusto.

Orazio, properzio e ovitio riflettono la propaganda dominante dell'epoca, con l'estensione del

dominio di roma fino all'ecumane. L'adesione degli intellettuali si doveva in gran parte a mecenate

che fu abile nel racogliere intorno alla corte un entourage di poeti e artisti tra i più fini. C'erano

anche voci dissidenti che furono cancellate senza mezzi termini come asinio pollione o lo storico

timagene. Lo stesso ovidio morì in esilio con l'accusa di aver scritto carmi non conformi ai canoni

augustei.

Il culto di augusto e della sua figura c'era anche nei ludi saeculares, tenuti a roma nel 17 per

proclamare la rigenerazione ella città, e i giochi di nicopoli, ad azio, per ricordare la sua vittoria; il

nome di augusto era anche inserito nelle preghiere del collegio dei salii.

2.1

augusto morì in campania nel 14 d.c. Tiberio prese il suo posto. Il senato era incapace di ripensare

un ritorno alla repubblica. Tra il 14 e il 68 il potere rimase nellemani della famiglia giulio-claudia:

discendenti della famiglia julia, di augusto, adottato da giulio cesare, e di quella dei claudii, cioè di

tiberio claudio nerone, primo marito di livia, ultima moglie di augusto.

Dopo tiberio non passò a germanico, che morì nel 19, ma a caligola, figlio di germanico e

agrippina. Era una designazione esclusivamente familiare. Seguà claudio, fratello di germanico,

primo estraneo alla famiglia iulia. Ultimo fu nerone, della famiglia dei domizi, iulio e claudio solo

da parte materna.

2.2

tiberio 14-37

la storiografia non ne parla bene, forse per l'ostilità di tacito, eppure il suo impero sembra una buona

continuazione di quello agusteo. Amministratore accordo dellos tato, portò a compimento la

modifica del sistema elettorale con passaggio dai comizi al senato. ma Si trovò a fronteggiare i duri

rapporti tra senato e principe.

Il suo regno si stabilizzò sulla frontiera renana. Non si contentò del successo ottenuto da germanico

contro arminio nel 16. tiberio, per impedire a germanico di realizzare il suo disegno di conquiste in

germania, lo mandò in siria, dove trovò una morte in circostanze misteriose, probabilmente

avvelenato ad arte del proconsole pisone su ordine di tiberio.

Con la morte di germanico cu fu un contrasto tra tiberio e agrippina, che riunì sostenitori, tra i

candidati al trono: duruso minore, figlio di tiberio e uno dei figli di germanico e agrippina. Dal 23

il prefetto del pretorio seiano si creò un forte potere personale, concentrando le sue truppe a roma e

guadagnandosi la figudcia di tiberio. Egli dominò la vita politica, dichiarando agrippina nemico

pubblico e imprigionandone i figli maggiori. Seiano fu allora arrestato e giustiziato. Gli ulimi anni

del governo di tiberio furono bui: una grave crisi finanziaria, maggiori contrasti col senato, un

periodo di terrore tra suicidi, processi e condanne per senatori e seguaci di seiano. Agrippina si

suicidò e i suoi figli uccisi. Unico supravvissuto fu caligola, uno dei figli di germanico.

2.3

caligola 37-41

caligola fu accolto con entusiasmo da plebe ed esercito. Spese tutti i soldi di tiberio tra donativi,

spettacoli e piani edilizi. Il senato gli era ostile perché era visto come un despota orientale. La

storiografia romana lo imputa a una malattia mentale, quella attuale alla discendenza antonina. Fece

uccidere tolemeo di mauretania, ultimo erede di antonio. Ciò fu all'origine di una lunga guerra.

Volle porre una propria statua nel tempio di gerusalemme, suscitando le proteste della popolazione e

col rischio di far scoppiare un conflitto. Erano già scoppiati conflitti tra greci ed ebrei nella giudea

orientale. Fu ucciso nel 41 da una congiura pretoriana per evitare scoppi di conflitti in oriente

2.4

claudio 41-54 ci viene presentato come un o sciocco dedito a manie erudite. Sentì la necessità di

razionalizzare il governo con la divisione dell'amminsitrazione centraledivisa in quattro grandi

uffici: un segretariato generale e altri tre per finanze, suppliche e istruzione dei processi. Il fatto che

la guida di questi fosse affidata ai liberti lo fece definire il regno dei liberti. La linea di

razionalizzazaione dei servizi lo portò anche ac ercare nuove soluzioni ai problemi di

approvvigionamento granario e idrico: fece costruire il porto di ostia, ammodernò il sistema

distributivo, costruì un nuovo acquedotto e bonificò la piana del fucino.

Interessato alle province, fece fondare colonie in britannia, germania mauritania e altrove. Concluse

la guerra in mauretania e fece organizzare il regno in due province affidate a procuratori equestri;

ristabilì privilegi delle comunità ebraiche e delle poleis greche, fece espellere gli ebrei da roma nel

49.

aveva sposato in terze nozze messalina, da cui ebbe britannico. Accusata di intrighi contro il marito,

fu fatta uccidere. Sposò allora la nipote agrippina che fece adottare il figlio avuto dal matrimonio

precedente. Agrippina lo fece avvelenare nel 54 pur di avere il figlio imperatore.

2.5

la società imperiale era articolata tra ceti differenti con status giuridico particolare. La schiavità era

un fenomeno caratteristico della società e dell'economia dalla tarda repubblica in poi. Grandi

quantità erano impiegate nell'agricoltura, poi in età imperiale sostituite parzialmente da coloni

liberi; molti in attività artigianali e molti domestici, tra precettori colti di origine greca e così via.

Una categoria particolare era data da quelli al capo dei dipartimenti finanziari che potevano

diventare più ricchi degli esponenti della nobiltà senatoria. Lo schiavo che riusciva a garantirsi la

libertà con il patrimonio personale che il padrone gli lasciava acquisire gli restava legato come

cliente.

Un altra categoria rilevante era quella dei provinciali liberi. L'imperatore poteva intervenire nelle

questioni interne relative allo status e ai privilegi dei diversi gruppi di cittadini. Il princpes poteva

pruomuovere ceti dirigenti cittadini o intere città concedendo lacittadinanza romana a singoli per

meriti particolari o a città e categorie. I cattidni godevano di particolari garanzie personali e

dell'immunità da tasse e obblichi che gravavano sui provinciali. Una volta ottenuta la cittadinanza,

anche per i provinciali il passo successivo era l'accesso agli ordini dirigenti: quello senatorio o

quello equestre.

L'esercito, accanto al denaro, era uno dei fattori più importanti di promozione sociale: i vetrerani

ricevevano terreni e denaro, entrando a far parte delle élites municiapli e dando prestigio alla

propria famiglia.

2.6

nerone 54-68

in lui avvenne il consolidamento dei poterei del princpes e l'istituzionalizzazione della sua figura.

Nerone ebbe come precettore seneca, che scrisse ispirato a lui il de clementia, in cui spiega che la

res publica è nelle mani di una sola personalità e che ciò implica la responsabilità di porre virtus e

clementia alla base delle proprie azioni. Nerone assecondò inizialmente i precetti di seneca e del

prefetto del pretorio afranio burro, ma poi si distaccò progressivamente dal senato verso una idea

teocratica e assoluta del potere imperiale. La vena artistica e gli interessi culturali lo portarono a

essere ammiratore della grecia, dell'oriente e dell'egitto, trasfromando il suo potere in senso

assolutistico e monarchico. Fu vicino alla plebe che ne apprezzava istironismo e demagogia. Nel 59

fece uccidere il fratello britannico e la madre agrippina, che si opponeva alle sue nozze con poppea

sabina, che ebbero luogo nel 62, dopo il divorzio con ottavia. Iniziarono da quest'anno processi di

lesa maestà a carico di senatori, con ciò voleva eliminare ogni forma di discendenza augustea. Il

dispotismo di nerone culminò nell'incendio di roma del 64, di cui furono incolpati i cristiani e che

fece vittime anche tra i senatori. Per rimediare alla crisi riformò il peso del denario d'argento

assottigliandolo e aumentò i tributi da parte delle province. Fece costruire la domus area. Nelle

province c'erano state a partire dal 60 diverse ribellioni per i comportamenti degli esattori. In

giudea. Nel 66, la requisiszione di parte del tesoro del tempio di gerusalemme fu all'origine dello

scoppio di una violenta ribellione contro i romani. Ci furono anche molti processi e confische. Nel

65 calpurnio pisone organizzò una congiura, ma fu scoperta e ne fecero le spese fenio rufo e seneca.

In politica estera nerone ottenne successo in oriente riportando l'armenia sotto l'influenza romana.

Partì per la grecia dove partecipò a festival compiendo una tournée artistica e agonistica. Vinse tutti

i premi e ai giochi di corinto proclamò la libertà delle città grech. In giudea era scoppiata la

ribellione contro cui nerone aveva mandato muciano e vespasiano. Vespasiano portò a ordine la

situazione in palestina quando giunse la notizia della ribellione del legato della gallia ludgunensis

giulio vindice. La ribellione fu domata ma ne scoppiarono subito altre, tra cui quella di sulpicio

galba governatore della spagna. Il senato proclamò nerone nemico pubblico e galba nuovo

imperatore. Nerone si suicidò.

3.1

si delinearono le condizioni per una nuova guerra civile che vide contrapposti galba, senatore, otone

, pretoriano, e vitellio e vespasiano (che poi vine la guerra), dell'esercito. La proclamazione

dell'imperatore poteva avvenire anche lontano da roma e partire dall'esercito e non più da una

discendenza dinastica e aristocratica.

3.2

galba: governatore della spagna tarraconese, fu acclamato cesare dai suoi dopo la notizi della

ribellione in gallia. Egli rifiutò ma acquisì il sostegno degli oppositori di nerone. Fu ariconosciuto

imperatore e accettò il titolo da una delegazione di senatori, ma si inimicò i pretoriani, che lo

avevano appoggiato, perché non mantenne la promessa di un donativo, e la plebe, per i forti tagli

che attuò. Fu linciato nel foro.

Otone: amico di nerone e primo marito di poppea, popolare tra i pretoriani e l'ordine equestre, ebbe

il riconoscimento del senato, delle province danubiane e dell'oriente. Le legioni sul reno, però,

riconobbero imperatore vitellio.

Vitellio: senatore di rango consolare, ebbe il sostegno degli eserciti di germania, rezia, gallia e

spagna. I suoi sconfissero le truppe di otone e fu riconosciuto mentre ancora era in gallia. Poi le

legioni orientali e quelle danubiane si ribellarono a vitellio preferendogli vespasiano

vespasiano: famiglia italica di rieti, padre pubblicano degli equestri, inviato da nerone in giudea nel

66, nel 69 fu nominato imperatore dal prefetto d'egitto e acclamato dall'esercito giudaico, dalla siria,

dal danubio. La lotta tra i sostenitori di vitellio e quelli di vespasiano continuò a lungo, fino alla

morte di vitellio. Vespasiano fu riconosciuto grazie all'intervento di muciano.

Con vespasiano ha inizio la dinastia dei flavi (69-96), che ebbe stabilità perché vespasiano aveva

due figli.

3.3

vespasiano (69-79)

rappresentò razionalizzazione dei poteri dell'imperatore e del consolidamento dell'impero come

istituzione. La sua autorità gli fu decretata dal senato, approvato dai comizi, attraverso un elenco dei

suoi poteri e delle sue prerogative. Dovette fronteggiare il deficit post-nerone e lo fece estendnendo

ai cavalieri la responsabilità di alcuni uffici della burcocrazia, facendo fronte alla crisi di

reclutamento, favorendo l'estensione della cittadinanza ai provinciali e reclutando da lì più

legionari. La politica dell'integrazione delle province si manifestò con la concessione del diritto

latino alle città peregrine di spagna e l'immissione in senato di numerosi esponenti delle élites

provinciali. Il denaro per la ricostruzione del campidoglio (incendiato durante scontri tra vitellio e

vespasiano) fu preso dal bottino di guerra. All'inizio del suo regno fu stroncata la rivolta di giulio

civile, capo batavo, che aveva dato vita a un impero gallico sul reno; tito prese e distrusse il tempio

di gerusalemme, e ne spense ogni focolare di resistenza fino al 73-74. nella britannia prese una

politica di espansione dei confini ad opera di agricola, sotto domiziano; in germania annesse l'area

degli agri decumates. In oriente abbandonò la politica dei regni clienti aggregandone iterritori alle

province esistenti. Ebbe consenso da parte dei senatori ma opposizione da parte di alcuni di loro

stoici, a cui reagì con la messa a morte del filosofo evlidio prisco e la cacciata degli stoici.

3.4

tito 79-81

succeduto per eredità, era stato console e censore e anche prefetto del pretorio. Dal 71 aveva

ricevuto l'imperium proconsolare e la potestà tribunizia. Nel 79 fu facilmente riconosciuto come

imperatore. Il breve regno fu funestato da calamità naturali quali l'eruzione del vesuvio che

distrusse pompei ed ercolano. Fu visto come munifico e buono.

3.5

domiziano (81-96)

governo autocratico ma con azione politica benefica ed efficace. Si occupò dell'amministraizone

delle province, della repressione di abusi dei governatori e di promozione dei compiti burocratici

dei cavalieri. La scelta di rinunciare a vaste conquiste militari a favore di operazioni di

consolidamento della frontiara fu lungimirante. Nell'83 in germania il territorio conquistato fu

controllato attraverrso impianti fortaificati. Fu egnata la linea esterna di confine oltre il reno con la

costruzione di opere difensive imponenti. La linea avanzata aveva alle spalle castra in cui

stazionavano legionari. Il limes, il confine, era costituito da strade foritficate. In alcune zone, come

l'oriente, erano delle reti, in altre erano una serie di castra fortificati collegati da un muro di pietra.

Nell'85 in dacia ci fu una rivolta del re decebalo a capo di alcune tribù. La prima campagna non

ebbe successo, la seconda, guidata da domiziano, portò a una pace stipulata con saturnino,

governatore della germania superiore, proclamato imperator dalle sue legioni. Decebalo fu quindi

ridotto a dipendente dell'impero in cambio di un tributo in denaro.

La rivolta di saturnino fu domata dal legato della germania inferiore e domiziano iniziò una dura

politica di repressione dei rivoltosi che gli costò molto anche nell'atteggiamento trannico e

sospettoso che ebbe verso molti. Il suo stile autocratico e ua serie di processi contro senatori e

simpatizzati del cristianesimo e della religione ebraica portarono auna congiura organizzata nel 96

che lovide morire e condannare all'oblio: la damnatio memoriae.

3.6

il cristianesimo diventa religione tra I e II sec. Il cristianesimo nasce dall'ebraismo, fondato da gesù

cristo di natareth nato in galilea al tempo di augusto e morto in croce sotto tiberio, riconosciuto dai

seguaci come figlio di dio venuto in terra per portare un messaggio di pace universale di salvezza.

Le prime comunità sorsero in seguito alla predicazione di gesù e alla diffusione del suo messaggio e

dell'annuncio della sua resurrezione dai morti. Il cristianesimo primitivo si configurava come un

movimento all'interno del giudaismo. Il giudaismo era articolato tra i sadducei ( aristocratici

conservatori) e i farisei (popolari e liberali) più la asetta degli esseni, eremiti. C'erano poi gli zeloti,

un partito di rivoluzionari che cercavano l'indipendenza da roma. Roma prese gerusalemme e vi

distrusse il tempio nel 70 d.c. Mentre distrusse l'intera città tra il 132 e il 135. i farisei si dedicavano

all'osservazione della legge di mosé; i cristiani proponevano la religione con fondamento nella fede

in cristo come salvezza per l'umianità. I seguaci di Gesù si dedicò alla predicazione della sua parola

e all'annuncio della sua morte e resurrezione. Nel I sec. Paolo, saulo, szelante fariseo impeagnato

nella persecuzione della ecclesia, si convertì. Dalle sue lettere emerge la encessità di unaa rottura

col conservatorismo giudaico.

Le comunità cristiane si organizzarono autonomamente nelle singole città, dopo il II sec. Ebbero

bisogno di un episcopus.l'autorità romana aveva affrontato la questione senza distinguere i vari

momenti, considerandola come un problema di nazionalità e non di religione. Tutte le comunità

ebraiche dell'impero avevano libertà di culto garantita da augusto. Più volte furono avvertite però

come estranee. Furono cacciati da roma da iberio, con caligola, sotto cui si diffuse il culto

dell'imperatore, si era provocata una grave crisi tra giiudei e città greche. Claudio ristabilì la

tolleranza ma espulse gli ebrei da roma nel 49. da nerone divenne evidente il contrasto tra l'autorità

imperiale e la nuova religione cristiana, considerata come sovversiva e pericolosa: gli imperatori

temevano che l'aspetto messianico e l'attesa del regno di dio fosse capace di minacciatre i

fondamenti della legittimità del lopro potere. Nerone incolpò i cristiani dell'incendio di roma del 64,

che costò la vita di paolo e pietro. Dopo la distruzione del tempio e di gerusalemme comunque non

furono poste limitazioni al culto, che continuò sia in palestina che nella diaspora. Domiziano fu

ostile agli ebrei. Come emerge da una lettera di plinio il giovane a traiano durante il suo

governatorato in bitinia, i cristiani non andavano perseguitati ma puniti se denunciati.

4

il II secolo è visto come un periodo prospero e di notevole sviluppo economico e culturale. Nerva

sostituì alla discendenza sanguigna quella per adozione in base a chi avesse maggiori capacità di

governare.

4.1

nerva (96-98)

durante il suo principato restaurò le prerogative del senato e cercò il riassetto degli equilibri

istituzionali interni. La prima proeccupazione fu di scongiurare l'anarchia dopo l'uccisione di

domiziano attraverso giuramenti di fedeltà e l'abolizione di misure drastiche nella repressone.

Svolse un'opera costruttiva di politica finanziaria e sociale a favore di roma e dell'italia: fu votata

legge agraria per assegnare lotti a cittadini nullatenenti e fu varato un programma di istituzioni

alimentari sviluppato poi sotto traiano. Trasferì alla cassa imperiale il costo del cursus publicus per

il mantenimento delle strade e delle stazioni di cambio per i messaggeri imperiali. Nel 97 difficoltà

economiche per gli sgravi fiscali da lui attuati. Sul versante politico i pretoriani chiesero l'uccisione

degli assassini di domiziano, così minando queglis tessi che portarono a potere nerva, allora lui

nominò traiano come successore, governatore dellagermania superiore.

4.2

traiano 98-117

si recò a roma solo un anno dopo la nomina, aparteneva all'ordine senatorio e aveva grande

esperienza militare. Dalla storiografia è esaltato ma probabilmente per vicinanza di ambienti, in

particolare troviamo casio dione e il panegirico che plinio il giovane scrisse per l'occasione della

sua nomina a console. Egli stabilì un clima di concordia con l'aristocrazia e il ceto equestre. Traiano

fu impegnato nell'espansione territoriale, in particoalre condusse campagne daciche (101-102;105-

106) sia per ragioni economiche (ricchezza giacimenti d'oro) sia perché decebalo rappresentava una

minaccia per il confine danubiano. La dacia divenne provincia, molti morti e deportazioni,

immigrazione di coloni da tutto l'impero. L'oro importato favorì l'economia. Sul fronte orientale ci

fu l'annessione del territorio dei nabatei e l'istituzione della provincia d'arabia, così acquisendo il

controllo della via commerciale di mare per l'india e, nel 114, una spedizione contro i parti con

l'occupazione di armenia,assiria e mesopotamia. Dovette fronteggiare una ribellione degli ebrei in

mesopotamia e decise quindi di abbandonare nuove conquiste. Fece la piena attuazione dei sussidi

alimentari. Morì in cilicia sulla via del ritorno. Le truppe acclamoarono imperatore il governatore

della siria adriano.

4.3

adriano 117-138

italico discendente da emigrati in spagna, era stato senatore a roma, forse grazie a traiano. Dopo la

proclamazione abbandonò la politica di controllo diretto delle province orientali e le affidò a

sovrani clienti, così inaugurando una politica di consolidamento interno e mettendo fine a guerre di

espansione. Alleviò il malessere economico, fece distribuzioni al popolo, annullò debiti e reintegrò

il patrimonio dei senatori che avevano perduto il censo. Fu amministratore attento e riformatore

della disciplina militare, rinvigorendo la disciplina e favorendo il reclutamenti dei provinciali.

Uomo di grande cultura, favorì in ogni modo l'arte, la letteratura, le tradizioni ei culti dimostrando

predilezione per la civiltà ellenica. Fece costruire palazzi e nuove città. A roma fece costruire un

mausoleo e una villa, ad atene restituì splendore e diede impulso alla trasformazione urbanistica.

Contribuì alla rivitalizzazoine delle istituzioni. Trascorse 12 anni su 21 in viaggio per l'impero e le

province. Fece costruire il vallo in scozia 121-125 e il fossatum africae 132 per controllare gli

spostamenti delle popolazioni e le attività economiche della transumanza. Nel 132 scoppiò una

rivolta a gerusalemme guidata da simone bar kochba per l'intenzione di adriano di equiparare gli

ebrei ad altre popolazioni. Riorganizzò il gruppo dei propri consiglieri, introducendovi giuristi, due

prefetti del pretorio e assimilandolo a un organo di governo. Si adoperò per un'efficente

amministrazione della giustizia, dividendo l'italia in quattro distretti. Avvertì l'importanza del ceto

equestre per l'amministrazione finanziaria e ne riorganizzò la carriera e ne estese il campo con

l'impiego di nuovi procuratori equestri. Adottò luicio elio cesare, che morì, quindi arrio antonino,

che adottò lucio vero e marco aurelio.

4.4

Antonino pio138-161

buon rapporto col senato. Nessun avvenimento importante. Fece divinizzare adriano. Spostò il vallo

di adriano più a nord.

4.5

due elementi importanti caratterizzavano la natura dell'impero romano: l'integrazione dei dirigenti

provinciali attraverso il conferimento della cittadinanza romana e il valore attribuito alla vita

cittadina nella quale la cultura greca trovava la sua espressione.

La città rappresentava il segno distintivo della civiltà, vi era grande varietà di tipologie cittadine:

civitates in occidente e poleis in oriente, organizzate seocno tre tipi:

-città peregrine (preesistenti alla conquista)

-stipendiarie (pagavano un tributo)

-libere (diritti speciali)

-libere federate (uguali a roma per trattato)

-municipi(città federate elevate per status giuridico con diritto latino o romano)

-colonie: nuova fondazione abitate da coloni di cittadinanza romana.

Le città peregrine->municipi latini->municipi romani

l'integrazione dei provinciali poteva avvenire per gradi privilegiando i ceti dirigenti o attraverso il

riconoscimento di uno statuto superiore accordato a città o a regioni.

Le città costituivano il punto di riferimento delle attività economiche e i nuclei della vita culturale.

Nell'oriente ellenistico l'esperienza si abasava sulla tradizione della polis; in spagna, africa e siciali

le tradizioni si mescolavano a quelle fenice e puniche. L'assimilazione di aspetti del diritto e il

riconoscimento dll'autorità e dell'amministrazione romana non significarono un livellamento di tutti

gli aspetti sociali e culturali. Le città fungevano da accordo tra roma e le varie località dell'impero.

Con la diffusione della cultura urbana e la promozione della colaborazione, l'ascesa economica e

sociale delle éelites, roma si assicurava il controllo dell'ordine e della stabilità su tutto l'impero e

sulle popolazioni comprese nel suo sistema.

4.6

marco aurelio (161-180) succedette ad antonino, e dividette l'impero con il fratello adottivo lucio

vero. All'inizio si riaprì la questione orientale con i parti, che si concluse vittoriosamente nel 166.

l'esercito di ritorno portò la peste, che scatenò una pestilenza molto grave. A nord ci furono

invasioni barbariche che superarono il danubio. Marco aurelio e lucio vero furono impegnati nella

difesa della frontiera. Si creò la praetentura italiae et alpium. Morto lucio vero, marco aurelio riuscì

a respignere i barbari solo nel 175. in siria il governatore avidio cassio si autoproclamò imperatore,

ma fu ucciso dalle stesse truppe. Marco aurelio, stoico e autore dell'a se stesso, è passato alla storia

come imperatore-filosofo. Tornò tuttavia alla successione dinastica, non adottiva. Nel 177 furono

mangiati dai leoni durante giochi dei gladiatori dei cristiani a lione.

4.7

commodo (180-192)

si dimostrò il contrario del padre. Si sbrigò di una pace con i barbari che premevano sul danubio, fu

despota al punto da rompere col senato. Dal 182 al 185 il governo fu in mano al prefetto del pretorio

tigido perenne. Nel 185 fu preso da un liberto, cleandro, che arrivò nel 189 ai fastigi dell'ordine

equestre facendosi nominare prefetto del pretorio senza cursus honorum, e ne approfittò per vendere

i titoli di console e altre magistrature. Per rimpinguare le casse dell'imperatore, prodigo di giochi

offerti alla plebe, fu alla base di processi di tradimento per confiscare beni e soldi. Carestia grave

nel 1980 fece candere il potere di cleandro. Tra il 190 e il 192 l'imperatore lasciò il governo in mano

al cortigiano ecleto e al prefetto del preorio leto, che compleatrono il dissesto delle finanze e

ordirono la congiura che mise fine al reginme. Commodo non dimostrò crsa per le province. Il

consenso era fondato sula plebe e sui pretoriani. Sotto il principato di commodo vi furonoo

importanti fenomeni di integrazione della provincia come l'accoglimento di molte divinità straniere

che entrarono nel pantheon romano: magna mater, protettrice dell'impero contro le insurrezione;

serapide protettore della flotta che trasportava il grano; mitra e altre divinità orientali. Si venne a

cerare una sorta di carisma divino intorno a commodo, che decise di proposi come dinività in terra.

La tradizione filosenatoria lo dispinse come il peggiore dei tiranni.

4.8

il soddisfacimento del fabbisogno alimentare di roma, che era una città di un milione di abitanti, era

curato dalla prefettura dell'annona, mgagistratura, che coinvolgeva varie province e comportava un

regolare afflusso di merci dal mare. Grano dall'africa settentrionale, olio dalla spagna, il vino, oltre

dall'italia, veniva anche dalla gallia. Il grano arrivava a essere consumato a 200 mila tonnellate,

spesso, con l'andamento alterno delle annate, non ve n'era a sufficienza. L'apparato statale

rappresentò un incentivo per la produzione e la circolazione di beni. L'esercito permanente

assorbiva gran parte del bilancio dell'impero e ne condizionava l'economia. A partire dalla seconda

metà del I sec la forte presenza delle province è fuori discussione. È da capire se ciò ha determinato

una crisi nell'agricoltura della penisola. Nelle province infatti si incrementò l'area di mercato a spese

dell'autoconsumo, e si svilupparono anche lì le ville. Il fabbisogno di roma e l'annona militare sono

i due grandi fattori propulsivi del commercio in età imperiale. Economia sviluppata anche a livello

tecnico, con trattati avanzati di agronomia.

5

1.1

all'interno dell'impero si erano manifestati fattori di crisi: in campo politico il senato si trovò

esautorato a vantaggio dei militari; in campo fiscale il senato la svalutazione della moneta impoverì

i ceti medi, con sfiducia nei valori tradizionali e crisi morale. Nel III secolo lo stato romano si

trovava in situazione difficile: l'esercito, di accresciuta importanza, nominava imperatori a

piacimento; i barbari, all'esterno, premevano sui confini. Il bisogno per il mantenimento delle

legioni portò a un aumento della pressione fiscale e dell'inflazione.

1.2

cambia l'ideologia del potere imperiale verso forme più assolutistiche: cambia il rapporto

tradizinonale tra imperatore, che non è più il princeps augusteo, e il senato, visto come un

organismo burocratico soggetto alla propria autorità assoluta. L'adozione del culto del sole è dovuta

alla popolarità che aveva tra l'esercito

1.3

è la crisi morale dell'impero romano, in cui si diffonde progressiva sfiducia nei valori religiosi e

civili traidzionali, che favorisce manifestazioni religiose nuove come la religione cristiana che nel

III sec. Vede costituirsi una primitiva struttura ecclesiastica. Si fa più aspra e dura l'avversione da

parte dell'autorità politica. Nel 250 si scatena la prima persecuzione sistematica.

1.4

a commodo, ucciso nel 192, succedette un periodo di regni effimeri. Pertinace tentò una

restaurazione in senso filosenatorio, e didio giuliano cercò di sostenersi appoggiando richieste dei

pretoriani. La vera lotta per il potere riguardava chi aveva il controllo delle forze militari. Emerge

tra i rivali settimio severoemerse nel 197 e diede vita a una dinastia che durò fino al 235.

severo rivolse la sua attenzione verso la frontiera orientale: nel 198 s impadronì della capitale e

spostò il confine fino al tigri. Proclamò imperatore il figlio antonino detto caracalla (211-217) e al

figlio minore, geta. Nel 208 andò in britannia dove le operazioni di difesa dei confini non si erano

conluse quando morì nel 211. sotto il suo impero il soldo era cresciuto e fu abolito il divieto di

sposarsi durante il servizio. Il carattere assolutistico del regime fu confermato dall'estensione dei

beni personali che si confusero con quelli statali. Caracalla era in cogoverno col fratello geta, che

assassinò. Nel 212 estese la cittadinanza a tutti gli abitanti dell'impero tranne i sudditi, o barbari non

assimilati. (constitutio antoniniana o editto di caracalla). Con tal provvedimento aumentava il

numero di contribuenti. Fece coniare una nuova moneta, l'antoniniano, che aveva il valore nominale

di due denari ma reale di uno e mezzo. Condusse una spedizione contro i parti quando fu

assassinato nel 217 in siria da una congiura e fu nominato imperatore macrino, capo della congiuro,

che durò solo un anno, fino al 218, sfiduciato dai suoi stessi militari e dal senato. La moglie di

settimio, giulia domna e sua sorella, giulia mesa, fecero sì che l'esercito acclamasse nel 218

elagabalo, salito al trono quattordicenne. Ebbe innumerevoli stranezze che costarono carissime alle

casse dell'impero, e fu ricordato per misticismo e tentativo di imporre il culto siriano del sole come

religione di stato. Giulia mesa fece associare il cugino bassiano. Nel 222 elagabalo fu assassinato

dai pretoriano e il cugino bassano fu nominato severo alessandro, il cui regno trasse profitto

dall'azione di foverno in mane al giurista ulpiano, prefetto del pretorio, a cui si deve la

collaborazione rittrovata tra senato e impero. Nel 224 in persia alla dinastica degli arsacidi era

succeduta quella dei sasaindi, fortemente nazionalisti che scatenarono un'offensiva in mesopotamia

minacciando di invadere la siria. Severo intervenne bloccando l'avanzata. Nel 235 fu assassinato

con la madre nel corso di una congiura dei militari.

Con la fine della dinastia dei severi iniziava un periodo di guerre interne e crisi.

1.5

l'esercito proclamò massimino il trace, che inaugura il periodo di massima crisi (anarchia militare:

235-284). regime duro, aumento pressione fiscale per affrontare grave situazione militare. Il senato

lo dichiarò nemico dello stato e nominò gordiano, che si associò il figlio. Morti i dueg ordiani per

una irbellione dei fedeli di massimino, furono nominato pupieno e balbino. Nel 238 massimino fu

ucciso dai suoi soldati nel 238. pupieno e balbino furono uccisi dai pretoriani, che nominarono

gordiano III. Le sorti dell'impero furono rette fino al 243 da timisiteo per conto suo. Dopo la morte

di gordiano nel 244 fu nominto imperatore filippo, che stipulà una pace con i persiani, guidati da

sapore, il re che aveva iniziato attività sul fronte. Nel 248 celebrò il millenario di roma. L'esercito

nominò imperatore messio decio (249-251), il cui regno è caratterizzato da evidente volontà di

rafforzare l'osservanza dei culti tradizionali, con forte discriminazione dei cristiani. Decio morì nei

balcani combattendo contro i goti. Sul confine gallico e germanico premvenao alamanni, franchi,

goti. A oriente i persionai. Valeriano (253-260) arivò al trono dopo pochi imperatori militari.

Associò il figlio gallieno, a cui affidò il compito di badare alle frontiere occidentali. Lui si occupò

di quelle orientali, dove trovò la morte catturato da sapore. Gallieno (260-268) blocco alamanni e

goti ma dovette arretrare e perdere la dacia. Dovette tollerare che postumo guidasse il regno

separatista della gallia, spagna e britannia, e palmira; e odeno guidasse un altro comprendente siria,

palestina e mesopotamia. Per porre fine alle ribellioni dei governatori, le affidò ai cavalieri e

organizzò meglio la difesa dei confini.

1.6

gi imperatori ilirici: claudio II (268-270), cavaliere, conseguì successo contro alamanni e goti. Morì

di peste nel 270. aureliano completò la sua azione facendo anche cingere roma da delle mura

imponenti e riprendendo possesso dei due stati autonomi che si erano formati (274) oromosse una

decisa riorganizzazione dello stato in tutti i settori della vita e diede impulso al processo di

divinizzazione del monarca con l'introduzione del culto di mitra, caro ai soldai, che fece diventare

l'autorcrazia militare una teocrazia. Fece coniare una nuova moneta.Il culto solare si identificava

con quello dell'imperatore. Nel 275 l'imperatore tacito durò solo un anno (275-6) e succedette probo

(276-282), riuscì a ottenere successi sui fronti barbarici ma fu ucciso e gli sucedette il prefetto del

pretorio caro, che conquistò la capitale della siria ctesifone nel 283. fu ucciso da una congiura. Così

anche i figli numeriano e carino. L'unico dententore del potere si trovò ad essere nel 285

diocleziano, proclamato imperatore dall'esercito l'anno prima.

1.7

diocleziano (284-305) ristabilì l'ordine nell'impero attraverso una serie di importanti riforme. Diede

una diiversa organizzazoine al potere imperial centrale, entrando nel dominato, non più nel

principato. Forte volontà restauratrice. Concepì il sistema della tetrarchia: quattro imperatori, due

augusti (più importanti) e due cesari (meno importanti) al fine di gestire meglio le crisi regionali.

Nel 285 diocleziano nominò cesare massimiano, per reprimere rivolta nelle gallie, e l'anno dopo

diventò augusto;costaczo cloro e galerio (nuovi cesari, il primo associato a massimiano a occidente,

il secondo a diocleziano in oriente) furono proclamati nel 293. diocleziano si stabilì a nicomedia, in

asia, massimiano a milano. Diocleziano fece rescere la burocrazia statale, l'esercito fu potenziato e

le truppe migliori furono affidate ai tetrarchi. Iaumentò il numero di province e si restrinse la loro

ampieza, introdusse una nuova tassazione fiscale basata sul reddito agricolo e divise l'impero in

dodici unità regionali, dette diocesi. Riformò la moneta coniando monete di ottima fattura. Nel 301

impose un calmiere dei prezzi. Tutelà il matrimonio per riare vigore ai tradizionali valori morali

romani e mise al bando la setta dei manichei. Soppresse rivolta in britannia e in egitto. Nel 298

impose grave pace ai persiani. Nel 305 diocleziano e massimiano abdicarono per i due cesari, che

divennero augusti e loro cooptarono severo e massimino daia. Il sistema tetrarchico entrò in crisi.

Nel 306 alla morte di costanzo cloro l'esercito nominò costantino, e massenzio, figlio di

massimiano, reclamò il suo potere. Diocleziano aveva promosso intensificazione del culto imperiale

facendosi chiamare figlio di giove. Si scatenò alla fine del suo regno violenta repressione contro i

cristiano (303-4), cessò quasi subito in occidente sotto costanzo clorio, fu dura e forte in oriente. La

fine delle persecuzioni fu ordinata da galerio nel 311.

2.1

il periodo che va da costantino a giustiniano è bene chiamarlo tarda antichità e non vederlo come un

periodo di decadentza ma di forte rinnovamento. Valgono, in questo periodo, gli aspetti di dominato

e di stato coercitivo e una forte distinzione tra poche categorie privilegiate, gli honestiores, e molti

deboli, gli umiliores. C'è all'interno della tarda antichità una fase significativa che va da costantino a

teodosio che vedev l'affermarsi del cristianesimo come religione ufficiale. L'impero è diverso dal

passato: le esigenze dello stato sono tali da imporre forte pressione sulla società. Il governo dellos

tato è diretto dai detentori delle più alte cariche civili e militari. Scompare l'ordine dei cavalieri eci

sono forti tensioni con la burocrazia di corte. L'aristocrazia è impegnata a difendere la propria

identità di ceto e i propri interessi. Il senato non ha più potere reale. Vi si accede dopo la questura.

Ai questori e aai pretori è delegato di organizzare giochi per la plebe. Il consolato è un titolo

onorifico consegnato al'imperatore. Nella tarda antichità il rapporto con la plebe romana è delicato.

La carica chiave è la prefettura urbana, appannaggio dell'aristocrazia senatoria, e che amministra

approvvigionamenti alimentari e organizzazione dei giochi. La legislazione vouole vincolare alla

loro condizione molte persone. È un movimento importante della lotta sostenuta dall'impero per la

propria sopravvivenza. Differenze regionali, anche pdi pressione fiscale che blocca forza-lavoro

agricola nela forma del colonato, a cui risponde il patrocinium, patronato rurale dei grndi proprietari

sui lavoratori. La società che si forma non è immobile,perché l'ascesa sociale è fornita da

amminstrazione statale ed esercito.

2.2

costantino, figlio di costanzo cloro, e massenzio, figlio di massimiliano, succedettero ai loro padri.

Nel 310 costantino elimina propositi di tetrarchia per sostituirla con religione di tipo solare e

monoteistico. Dopo la morte di galerio, costantino ebba l meglio su massenzio nel 312 nella

battaglia di ponte milvio, conquistò roma e promosse la religione cristiana, a cui si era convertito. È

da pensare che ciò sia dovuto al fatto che si credeva portatore di una missione da compiere e che

avesse bisogno di una legittimazione ultraterrena. Nel 313 licinio e costantino si trovarono a milano

per accordarsi dsu questioni fondamentili di politica religiosa: editto di milano. I contrasti tra

costantino e licino ebbero fine nello scontro che si bebe nel 324 quando costantino divenne il solo

imperatore. Già nel 314 costantino convocò ad arles 33 vescovi in un sinodo per sanare il contrasto

in africa tra rigoristi e moderati verso chi aveva abiurato durante le persecuzioni. Presiedette nel 325

il concilio di nicea per cercare di sanare il contrasto tra ario, che negava la natura divina di cristo, e

alessandro. Le diocesi furono quattro a capo delle quali furono messi prefetti del pretorio. Al

proprio itnerno le diocesi avevano delle province. Fondò costantinopoli nel 330 e la scelse come

capitale dell'impero, l'antica bisanzio, come riconoscimento dell'importanza dell'oriente all'interno

dell'impero. Vi stabilì anche un senato. La sua figura è, secondo eusebio di cesarea, quella di un

vescovo per chi è fuori dalla chiesa. Fu sepolto nella basilica di s. sofia come isoapostolo. Fu,

tuttavia, tollerante verso chi praticava la propria religione in conformità con gli i principi cristiani.

Riformò l'esercito con la creazione di un esercito mobile detto comitatus, che acoompagnava

l'imperatore. I soldati limitanei, sui confini, diventavano di secondo ordine. Per sopperire alla

mancanza di soldati, rafforzò l'ereditarietà della professione, represse i disertori e aumentò i premi

per i veterani. L'emergenza barbarica fu affrontata sia militarmente, bloccando l'ingresso, sia

attraverso una politica di assorbimento nei quadri dell'impero. Ammiano macrcellino descrive la

vittoria di giuliano cesare a strasburgo nel 357 esugli alamanni e la disfatta ad opera dei goti ad

adrianopoli del 378 come momento che consentì l'ingresso di molti barbari che crearono premesse

per negoziati con teodosio.

2.3

costantino morì nel 337, poco dopo essersi battezzato. Non nominò successori pensando che le

prfetture del pretorio fossero governate dai suoi figli. Gli succedette costantino II, dopo che furono

uccisi dalmazio e annibaliano. Costantino secondo ebbe foverno di gallie, britannia e spagna;

costante italie e africa e costanzo l'oriente. Nel 340 costantino II fu ucciso durante l'incurisone nei

territori di costante, che moriva nel 350 per mano di un usurbatpore. Costanzo II fu costretto a

trovare un collega cui affidare il governo dell'occidente, e lo trovò in giuliano, che riuscì a garantire

sicurezza delle gallie. Nominao imperatore nel 360 governo da solo solo dal 361 al 363 quando

morì durante una campagna contro i persiani. Fu detto l'apostata perché cercò di ristabilire la

religione pagana.

2.4

l'unità dell'impero tenne fino alla morte di teodosiio, avvenuta nel 395. la proclamazione di giuliano

si risolse per la morte di costanzo nel 361. la morte di giliano richiese la nomina di un successore.

Dopo il breve regno di gioviano, che stipulò una pace coi persiano nel 364, fu acclamato imperatore

valentiniano, associato al fratello valente, che governava l'oriente. Il suo regno fu condizionato da

problemi militari. Gli successe il figlio graziano e il fratello valentiniano II. Valente affrontò una

situazione difficile enll'affrontare gli unni e i goti. Quando irruppero in tracia valente ili affrontò e

fu sconfitto ad adrianopoli nel 378 perdendoci la vita. Graziano chiamò teodosio a condividere il

governo. Teodosio, consapevole dell'imposisbilità di ricacciare i goti al di là del danubio, concluse

nel 382 un accordo con il loro capo fritigerno, in cui ricevevano delle terre all'interno dell'impero

come popolazione autonoma e divenendo foederati. Nel 383 ci fu un'usurpazione in britannia da

parte di magno massimo, che invase la gallia e graziano si tolse la vita. Massimo regn sulla gallia

per qualche anno, teodosio lo sconfisse nel 388. il generale franco arbogaste fece assasisinare nel

392 valentiniano II, che governava l'italia su tutoraggio della madre giustina. Arbogaste fece

nominare imperatore eugenio, che teodosio sconfisse nel 394. teodosio manifestò attenzione per il

problema religioso. Fonamentale è l'editto del 380 con cui la religione diventava di stato. Nel 381

teodosio convocò un concilio ecumenico a costantinopolì che ribadì il credo niceno e promulgo una

legislazione più severa verso i pagani. Sant'ambrogiio, vescovo di milano, figlio di un prefetto del

pretorio, fu acclamato vescovo di milano nel 374. affrontò con successo i tentativi di giustina di

ottenere riconoscimenti per l'arianesimo e non esitò a imporre la sua autorità anche a teodosio. Nel

natale del 390 abrogio impose a teodosio una penitenza pubblica per riammetterlo nella comunità

cristiana per la strage che aveva ordinato a tessalonica a seguito di una sommossa.

2.5

la svolta costantiniana a favore del cristianesimo è corroborata dalal legislazione antipagana degli

imperatori successivi che culmina in quella di teodosio. Il trionfo del cristianesimo porta novità

fondamentali: il vescovo l'uomo santo e la donna che diventano protagonisti di un mondo rinnovato.

La risposta pagana si situa su un piano culturale: a roma ha centro un coagulo di aristocrazia

senantoria che difende il apganesimo e che vede in giuliano una figura di riferimento molto

importante.

2.6

tra il II e il III sec. Si assiste a una trasformazione nei sistemi di gestione delle aziende agrarie che è

manifestazione di una crisi in atto: la produzione diventa decentrata su unità minori su cui

predomina la conduzione indiretta tramite afifittuari. Le incursioni barbariche determinarono crisi

dei circuiti commerciali mediterranei. Lo stato che ne emerge è fortemente repressivo. Nele

campagne compare il colono, un coltivatre libero ma vincolato alla sede in cui lavora, quasi uno

schiavo. La riforma dello stato avviene a livelli diversi: c'è perdita dell'italia della posizione

privilegiata dal punto di vista fiscale e l'equiparazione ad altr province. Roma cessò di essere

capitale poiché massimiano la trasferì a milano. Le esigenze fiscali producevano distorisioni anche

nelle relazioni sociali.

2.7

questo periodo viene definito tarda antichità, in contrapposizione alla definizione di basso impero,

con caratteri distintivi tali da darle autonomia piena. Tale terminologia risale all'inizio del novecento

da alois riegl, che la utilizzò come termine artistico. Tale period dura fino alla fine del regno di

giustiniano. L'inizio è da stabilirsi tra l'età severiana e la tetrarchia.

2.8

al sovrano mancava, dopo il III sec., una sorgente di legittimità alternativa al senato a cui potersi

appellare per tenere a freno gli eserciti. Venuto meno l'appoggio dell'élite senatoria, gli imperatori si

rivolsero altrove: il popolo acclamava e manifestava il consenso, ma era necessario trovare uno

strumento che fissassie chiaramente origini e finalità di chi deteneva il potere. Il cerimoniale

acquisì, così, il ruolo di riassumere in un codice di comportamento quello che il popolo si attendeva

dal sovrano. Il sovrano governava come legge vivente e incarnazione della giustizia perfetta. Il

potere del sovrano deve render conto solo a sé. L'imperatore è visto come riflesso della divinità e

mediazione tra dio e gli uomini. Il sovrano aveva l'esigenza di una dimensione sacrale sanoionata da

un'investitura dall'alto, così come accadeva contemporaneamente in persia con la dinastia dei

sasanidi, eredi di zaratustra. L'imperatore tardo antico è tale per grazia divina. Diocleziano usa

questo fondamento teologico del potere monarchico per ridare vigore all'impero romano. Costantino

non vi si distaccherà. La retorica serviva a tenere saldo il controllo del potere centrale anche nella

periferia. Importante è anche la fisiognomica che vede l'imperatore bello d'aspetto, criterio di

derivazione orientale. Giuliano esprime invece un segno di contraddizione: fisiognomicamente si

lascia crescere la barba da filosofo, per marcare anche visivamente la rottura con i predecessori.

2.9

alla morte di costantino l'impero era lacerato da conflitti di natura religiosa e politica. La morte di

costanzo nel 361 aveva prevenuto guerra tra i discendenti. Giuliano moriva nel 363. costantino

viene santificato, così da mettere un modello di sovrano sottratto alla contingenza storica e politica.

Santo mazzarino sostenne che la storia del tardo impero può essere letta alla luce delle figure di

costantino e giuliano, questi divenne un simbolo di battaglia ideologica agitato da chi attribuiva al

cristianesimo la rovina dell'impero. Giuliano faceva passare costnatino anche come un dissoluto

dissipatore che colmava di doni gli amici e cercava il perdono nel cristianesimo.

2.10

la tortura, in età repubblicana, era riservata agli schiavi o alle congiure. Durante l'impero chiunque

fosse sospettato di tramare contro l'imperatore era passibile di tortura. Costantino la estese ai

membri delle élites in caso di falisficazione. Il carcero diventò pratica anche pr reati che meritavano

ammenda o esilio. La condanna a morte era sempre più crudele. Era significativo in questo senso

l'indebolimento degli humiliores. Si parla di barbarie giudiziaria. Sul diritto avrebbe dovuto sentirsi

il riflesso della dottrina stoica, che però sicuramente riguarda un miglioramento delle condizioni di

donne, mogli, figli e schiavi. L'inasrpimento delle pene è sicuramente imputabile a un'esigenza

politica: le tendenze assolutistiche nel governo e il connesso sviluppo del culto imperiale. Si avverte

un crescendo di violenza nelle pene dal centro alle periferie della società romana.

2.11

durante il breve regno di giuliano (361-3) egli cerca di compiere un ritorno al cristianesimo, e lo fa

riconoscendo la forza del proselitismo cristiano in virtù della sua organizzazione assistenziale e

cerca di ripristinare il primato ideale del paganesimo

2.12

nel 384 ci fu un dibattito tra simmaco e ambrogio, vescovo di milano, sulla questione che

riguardava il ripristino in senato dell'altare della vittoria presente sin da augusto e fatto rimuovere

da costanzo II nel 357

6

1.1

nella metà del IV sec. I goti erano la forza predominante nel ponto. Si dividevano tra ostrogoti e

visigoti. Per buona parte del secolo i rapporti erano condizionati dal trattato di costantino del 332

che ne faceva stato-cliente, però poneva anche le condizioni erché i barbari divenissero soldati al

servigzio di roma. Quando gli stati gotici entrarono in crisi per la pressione degli unni, portò i goti a

emigrare verso la tracia e stipularono un accordo con roma che li autorizzò a insediarsi all'interno

delle frontiere in camnio di un impegno a fornire soldati in caos di necessità. Il trattato nel 382 con

cui si chiude quaesta fase consentì definitivamente l'insediamento dei goti in tracia. Ciò ebbe

importanti risvoltianche sociali. L'influsso dei fermani sulla politica interna di roma si absa sulla

loro posizione guadagnata all'inerno della gerarchia militare, in cui si distinguevano per valore e

favore imperiale. L'esclusione dei senatori dai comandanti militari ebbe come conseguenza il

cmambiamento della base sociale di regcluetamento. L'impiego di barbari come coloni srisale all'età

di marco aurelio. L'italia settentrionale e centrale nel corso del IV sec. Conobbe una serie di

accantonamenti di barbari come risultato di politica mirata ada ccordi pacifici. La caratteristica

precipua è l'avvenire dulla base di gruppi etnici compatti. Fino alla sconfitta di adrianopoli sembra

chiara la volontà di perseguire il recluteamento dei barbari per la terra e per l'esercito e

ilmantenimento dell'estraneità tra barbari e romani. Inizialmente si cercò di impedire le unioni miste

per ostacolare l'integrazione dei barbari.

1.2

la chiesa sconsigliava i matrimoni misti, che però non sono considerati illegittimi. È per la disparità

di culto che fa ciò. Le deliberi conciliari non si interessano dei barbari ma di eretici. Ambrogio

ostacolava i matrimoni misti duramente per cause politiche ma è più conciliante per cause di

difcesa. Con l'editto di teodosio del 382 i barbari si insediarono in tracia in zone di frontiera e

poterono continuare a tenere la loro organizzazione tribale, nonostante la formale sottomissione a

roma, che consisteva in tasse e servizio militare.

1.3

alla morte di teodosio nel 395 il territorio dell'impero fu diviso tra i figli arcadio, oriente, e onorio,

occidente. C'erano proprio due imperatori, due corti e due amministrazioni, due eserciti autonomi.

L'ideologia unitaria fu piegata agli interessi che riguardavano ciascuna parte. L'esito fu rovinoso per

l'occidente minacciato dai barbrai, mentre l'oriente dovette fronteggiare i persiani. Nelle intenzioni

di teodosio doveva pensarci il generale barbaro stilicone ad amministrare l'impero nei primi anni di

giovinezza dei figli. nel 398 riuscì a reprimere la rivolta suscitata in africa da un principe mauro e

riuscì a fermare le invasioni barbariche del 402 e 406, con l'invesione dei goti guidati da alarico e

radagaiso, ma nell'ultima invasione molte popolazioni barbariche varcarono i confini stabilendosi

nei territorio dell'impero. Stilicone cercò un compromesso coi goti. La corte si trasferì a ravenna,

dove onorio fece uccidere stilicone nel 408 accusato di intesa coi barbari,

1,4

l'italia fu abbandonata aalla mercé di alarico che nel 410 prese e saccheggiò roma, poi scese verso

sud ma morì in calabria. Allora i goti si stanziarono in gallia formando uno stato autonomo con

capitale tolosa.il successore di alarico, ataaulfo, sposò galla placido, che divenne regina dei

visigoti. Fu assassinato nel 415. flavio costanzo sposò nel 417 galla placida, nel 421 si fece

proclamare imperatore ma morì lo stesso anno. Nel 425 fu insediato il figlia Valentiniano II, dopo

un usuprpatore. Valentiniano, di soli sei anni, era stato portato a costantinopoli. Lei reggeva le sorti

dell'occidente per mezzo del generale ezio che seguiva la politica di utilizazzione dei barbari per la

difesa dell'impero.

1.5

all'inizio del V sec. Si segnalno i vandali, che occuparono l'africa romana nel 430. nel 439 cadde

anche cartagine e il re genserico si fece riconoscere lo stato da ravenna. Il regno dei vandali non

riuscì mai a organizzarsi stabillmente e fu reintegrato da giustiniano nel 534 e inserito nell'impero

d'oriente

1.6

nel frattempo gli uni penetrarono nin grecia e poi andarono verso occidente sotto valentiniano II.

Dopo aver infaso la gallia, furono sconfitti da ezio nel 451. nel 452 mentre attila marciava verso

l'italia incontrarono una delegazione guidata da papa leone I e forse in quell'occasione decisero di

fermarsi. Si dissolse il regno alla morte di attila.

1.7

alla morte di ezio, avvenuta nel 454, succedette Valentiniano III, che aveva riconosicuto ai vandali il

regno dell'africa. Nel 455 roma fu saccheggiata dai vandali. Petronio massimo,senatore fece

uccidere valentiniano III per usurparne il trono ma fu linciato dalla folla. Eparchio avito fu eletto

imperatore. Maggiorano fu imperatore dal 457 al 461, tentò una riscosas militare e un tentativo di

riforma. Fu eliminato da ricimero. Si succedettero diversi imperatori molto deboli. Artemio,

imperatuore voluto cda costantinopoli, fu assediato da ricimerio e da olibrio. Morti questi due, nel

474 zenone, imperatore d'oriente nominò giulio nepote. Contro di lui si ribellò oreste. La fine

dell'impero d'occidente avvenne nel 476 quando odoacre fece deporre romolo augustolo, rimettendo

le insegne del potere a zeonne e accontendansodi di essere riconosciuto re del suo popolo.

1.7

il declino e la caduta dell'impero vengono spiegati attraverso due tipi di motivazione: una

monocausale che la vede o nella pressione dei barbari, o nel successo del cristianesimo all'interno

dell'impero o nella crisi economica e politica; una spiegazione pluricausale privilegia la

compresenza di tutti questi fattori, tipo la crisi economica dettata dalla necessità di distrarre risorse

sempre crescenti per fronteggiare la minaccia barbarica. Il problema della fine dell'impero è già

avvertito dai contemporanei. Agostino, vescovo di ipona, dovette rispondere all'attacco frontale dei

pagani con le loro tesi sulla responsabilità dei cristiani per il sacco di roma e la crisi dell'impero.

Agostino, nel de civitate dei, avverte come nella città terrena sia immanente la volontà di

sopraffazione e di dominio, per cui lo stesso impero costituisce un problema.

2.1

l'impertore zenone cercò di riparare alla situazione di odoacre che controll'ava l'italia con

l'intervento di barbari amici. Teodorico, re degli ostrogoti, nel 488 invase l'italia e sconfisse odoacre

nel 493. teodorico cercava di mettere in atto una forma di collaborazione tra goti e romani

attraverso leggi con cui cercava di regolare i rapporti tra le due comunità etnica su basi eguali. I

suoi principali collaboratori, esponenti dell'aristocrazia romana, furono cassiodoro, simmaco,

severino boezio. Fece restaurare molti monumenti e costruire la chiesa di sant'apollinare nuovo, il

mausoleo, il palazzo regio. Il regno di teodorico rappresentò un momento positivo dopo l'instabilità.

La collaborazione tra goti e romani fu presto impraticabile perché l'unione era stata favorita anche

dall'ostilità dei cattolici romani verso costantinopoli di riegolare di autorità le questioni dottrinali. I

goti erano ariani e la diffidenza tra le due confesisoni portò a far imprigionare papa giovanni I e

condannare i suoi stessi uomini: boezio, esimmaco. Nel 526 morì teodorico lasciando amalasunto

che morì nel 535.

2.2

tra le invasioni barbariche si possono dividere due fasi: una in qui i popoli sono penetrati


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DETTAGLI
Esame: Storia romana
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere
SSD:
Università: Bologna - Unibo
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher username_yo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bologna - Unibo o del prof Baldini Antonio.

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