“I PICENI E LA LORO RISCOPERTA TRA SETTECENTO E NOVECENTO”
“ROMANI E PICENTI DALLA STIPULAZIONE DEL FOEDUS, 299 ALLA DEDUZIONE DI
FIRMUM”
Giovanni colonna dimostra che i contatti tra i Piceni e i Romani risalivano alla fine dell’età
monarchica. Egli si pronuncia a favore dell’ipotesi di Gaetano de Sanctis che ipotizza come
alcuni versi degli AITIA callimachei si debbano attribuire all’impresa di Porsenna e che il
romano citato sia Orazio Coclite. Egli conclude che un suo rivale fu il capo di una banda
proveniente dal piceno.
Lorenzo Braccesi, invece, sostiene che gli stessi frammenti sono da collegarsi al 390, anno
del sacco di Roma, in cui sarebbe avvenuto il duello tra:
Guerriero Peucezio / Senone o nord piceno;
• Campione romano.
•
Le prime relazioni di Roma con questa popolazione del medio Adriatico non furono
amichevoli.
304: foedera stipulati con:
Marsi;
• Peligni;
• Frentani;
• Marrucini.
•
A cui si aggiunge nel 302 quello con i VESTINI.
299: stipula una serie di foedera con i Piceni in funzione antigallica. È probabile che anche
questo impegnasse gli alleati a:
Restare fedeli a Roma;
• Metter a disposizione di Roma dei contingenti di ausiliari.
•
Non esiste notizia in tal senso nemmeno nello scontro italico. Anche l’ipotesi pliniana di
consistenti rapporti con la comunità incontra resistenze e scetticismo degli storici. È
improbabile che i Picenti non abbiano avuto una parte nella prima guerra italica, per lo meno
nello scontro preparatorio a Sentino nel 295.
304 – 299: Roma stringe rapporti bilaterali con tutte le comunità italiche del medio Adriatico,
tranne che con i PRETUTII, che stanno tra i Picentes a nord e i Vestini e