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la storiografia di IV e V sec è romanocentrica cioè assume un’universalità di prospettiva . Roma è

vista come un pt. di convergenza e di arrivo comune a tutte le culture italiche, portando così ad una

omogeneità della cultura ma anche dell’organizzazione politico-religiosa.

DALLA CONQUISTA DI VEIO ALLE LEGGI LICINIE SESTIE.

Veio (città etrusca) fu sconfitta da Roma nel 396 dopo una guerra decennale. Se le altre città

etrusche non l’avessero abbandonata, avrebbe vinto.

C :

ONSEGUENZE

La vasta estensione di territorio permise la creazione di 4 tribu

 modificò la società e economia romane

La vittoria è anche il risultato della riorganizzazione militare, con l’arruolamento anche di absidui

.

Questo comportò anche una maggiore partecipazione alla vita politica dei plebei e quindi maggiore

sensibilità civica.

Veio fu conquistata anche grazie alla personalità di Furio Camillo. Egli rappresenta una nuova

figura di politico: che raccoglie i consensi popolari grazie al suo valore e capacità militare.

Questa ascesa romana fu fermata dalle battaglie contro le tribu galliche della cisalpina, i Senoni

(387-386)

I galli batterono i romani sul fiume Allia (sud di Chiusi) e poi entrarono a Roma saccheggiandola:

la tradizione parla di un incendio (sacco gallico) ma è forse una scusa perché non si sapeva

spiegare una fase poco documentata della storia di Roma dicendo che i materiali erano bruciati in

quell’incendio e ripresa probabilmente dalla storia greca.

La città etrusca di Caere, alleata e amica di Roma fece da rifugio ai romani, perché si istituì un

Hospitium publicum. Dopo una ribellioni degli abitanti di Caere a Roma, questa fu incorporata nello

stato romano come istituto di sottomissione (civitas sine suffragio) nel 373 circa.

La ricostruzione di Roma nel 378 prevedè la costruzione di 11km di mura, le mura serviane, che la

dovevano proteggere.

Nei decenni centrali del 4°sec. Roma combattè contro Volsci, a cui si allearono ernici e latini, che

volevano il controllo della regione pontina, tagliando i contatti tra Lazio e Campania.

Roma allora si alleò attraverso foedus Cassianum con altre citta latine per sconfiggerli.

Nel 381 Tusculum fu incorporata nella stato romano e fu il primo municipium .(incorporata nello

stato con diritto di voto e autonomia sulla città)

In campo politico cresceva il benessere e aumentava la partecipazione plebea, causando appunto

molti contrasti fra questa e la classe patrizia.

Nel 367 con la dittatura di Furio Camillo furono approvate le leggi Licinie Sestie, che i due tribuni

della plebe (Stolone e Sestio) riproponevano da molto.

 gli interessi pagati sui debiti fossero detratti dal totale della somma dovuta.

 limitazioni all’occupazione privata dell’ager pubblicus.

 uno dei due consoli dovesse essere per forza plebeo

 in compenso venne istituita un’altra magistratura, il preator (pretore) che era riservato ai soli

patrizi

Nella classe dirigente vengono inseriti quindi i plebei che erano emersi soprattutto grazie alle virtù e

capacità nella milizia. Questo nuovo ceto insieme ai patrizi è denominato nobilitas.

IL PROBLEMA DEI DEBITI.

L’evolversi della società romana del 5 e 4sec. comportò l’articolarsi al suo interno favorito

dall’introduzione della moneta. I dislivelli sociali che si crearono e che furono quelli riprodotti nelle

classi dell’ordinamento centuriato, non sono ancora profondi come lo saranno nel 3 e 2 sec.

La capacità economica del ceto dirigente non era eccessiva e non impediva ai plebei di riconoscersi

nella dirigenza politica.

La dipendenza che legava i clienti o schiavi ai propri patrizi prevedeva l’addictio, l’assegnazione

giuridiziale del debitore e insolvente al creditore, che ne poteva disporre fino alla sua uccisione

(nexum – assoggettamento personale).

Il grave problema dell’indebitamento che nel 4sec. coinvolgeva buona parte degli absidui era che

il debito serviva al creditore per procurarsi manodopera dipendente (non era uno schiavo) e non

tanto per arricchirsi con gli interessi.

Questa forma di assoggettamento personale, soprattutto agricola, ebbe un ruolo importante per lo

sviluppo dell’agricoltura.

Questo problema fu risolto con la lex Poetilia che aboliva il nexum.

ROMA IN MAGNA GRECIA

La crescita di potenza di Roma nella seconda metà del 5sec. è dimostrata con le guerre con le

comunità sannitiche. Esse volevano espandersi in campania e Capua impaurita per questo chiese

aiuto a Roma che combattè contro Sannio nel 343a.C

Ne seguì anche la ribellione degli alleati latini (341-337) conclusa con la vittoria di Roma e lo

scioglimento della Lega latina nel 338.

Roma quindi si affaccia sul mondo italico-meridionale dominato dalla cultura greca.

Roma qui era gia conosciuta ma ora veniva definita come una grande potenza.

Ci furono molti tentativi di annettere Roma nella cultura greca come l’ipotesi di un discepolato di

Numa Pompilio con Pitagora. Questo fu ben accetto inizialmente nei ceti alti romani ma nel 2 sec.

venne soppiantato. Di conseguenza Roma lasciò da parte il mondo etrusco, perché ormai in

declino.

La personalità dominante alla fine del 4sec. fu Appio Claudio Cieco, il censore. Lui fece costruire la

via Appia che da Roma porta a Capua.

L’ampliamento del territorio portò problemi, in quanto molti cittadini distanti finirono con l’essere

emarginati. Questo portò all’inserimento nello stato di cittadini romani senza il diritto di voto (cives

sine suffragio), con obblighi militari e pagamento del tributo, ma esclusi dalla vita politica. Questo

fu il caso di Capua e Cuma. Esse erano come i municipi senza diritto di voto e l’amministrazione

della giustizia era esercitata da prefetti inviati da Roma.

L’ORGANIZZAZIONE POLITICA DELL’ITALIA ROMANA.

La dirigenza romana era principalmente di carattere militare e serviva a garantire la sicurezza ed

essere preparati a nuove guerre o insurrezioni. Per questo vennero create colonie formate da

cittadini atti alle armi.

S :

COPO DELLE COLONIE

 sicurezza delle zone comquistate

 preparazione di basi militari per una futura espansione

 crere truppe- alleate fedeli

Le colonie latine erano grandi nuclei di cittadini con diritto latino che rappresentavano veri stati,

legati a roma però da vincoli di sangue e privilegiati rapporti politici.

Nel 268 vennero fondate Ariminum e beneventum; nel 264 Firmunm; nel 263 Aesernia, nel 261

Spoletium e nel 244 Brindisium. Avevano una struttura fondata su classi censitarie di carattere

rigido dove prevaleva quella più alta.

La colonizzazione latina comincia circa nella prima metà del 3° sec. quando dopo il 241 non si

formeranno più tribù territoriali e l’ager romano subì sempre minori ampliamenti.

Con le popolazioni latine si preferì raggiungere dei trattati, i foedera, anche se erano diseguali; non

dovevano pagare tributi ma fornire contingenti militari e sostegno nelle guerre. Non esiste più una

confederazione romano- italica ma ogni città vine gestita con un’allenaza singola con Roma.

LA RIFORMA DELL’ORDINAMENTO MILITARE.

La struttura della società romana si articolava sempre più anche grazie alla crescita delle classi

medie degli absidui

. Per questo apparvero i primi limiti del tradizionale ordinamento falangitico-

oplit ico della milizia . Questo doveva essere modificato (Anche dopo la guerra sannitica che si

svolse su terreni montuosi e non ideali per il tradizionale ordinamento compatto.)

Nel 340 a.C. circa si passa ad un ordinamento “manipolare”. Le centurie composte da 50/60

uomini vennero riunite in manipoli di 120uomini. La fanteria fu disposta in tre gruppi: hastati,

principes, e triari ed avevano differenti armamenti difensivi ed offensivi.

L’armamento difensivo si basava ancora sul censo, ma durante il 3°sec, cominciò a basarsi

sull’anzianità dei militi.

La milizia dell’ordinamento falangitico-oplitico era arruolata sulla base di centurie

dell’ordinamento centuriato.questo permetteva di poter far parte del’esercito semplicemente se si

era iscritti ad una tribù. Vinivano creati dei reparti locali con capi propri.

Si pensa che questo mutamento sia avvenuto dopo la guerra contro Pirro.

Nel 281/280 a.C c’è il primo arruolamento di proletarii. Inizialmente secondo lo stato timocratico

i doveri militari e politici dipendevano dal censo, e quindi i proletarii erano esclusi da essi non

possedendo nulla. Quando cominciarono a crescere numericamente nel 3°sec. fu utile arruolarli.

Un’importante legge di questo periodo fu la Legge Hortensia 286 a.C.che venne emanata dopo la

seccessione della plebe. Essa sanciva la validità per tutto il popolo romano delle decisioni prese

dalla plebe nei concilia (plebiscita diventavano vincolanti). Non è chiaro però se il senato

approvasse prima o dopo queste deliberazioni (auctoritas senatus).

ROMA E IL MONDO GRECO NEL 3 SEC.

La realtà storica e politica di Roma emerse all’attenzione della grecia solo dopo la sua vittoria su

Pirro, re dell’epiro. E come dice Somigliano, la scoperta di Roma da parte dei Greci è opera di

Timeo da Tauromeni, fra 4e3° sec. ad Atene.

Egli si occupava delle istituzioni romane.

Dopo la vittoria dei romani su Pirro, la grecia fu sbalordita e sorpresa, perché vide una popolazione

semi-barbara che emergeva molto in fretta.

L’esigenza del mondo politico greco fu quella di capire le ragioni della potenza di Roma.

Polibio sostiene la superiorità romana e la leggettimità della sua espansione avessero radici

nell’ordine militare e costituzionale;

la costituzione romana era mista, con il potere saldamente nelle mani dell’oligarchia senatoria, ma

sempre con collaborazione dei magistrati e del popolo.

Roma nel 3° sec. riconobbe la sua inferiorità culturale rispetto al mondo greco e senti il bisogno di

giustificarsi. Così nacque la storiografia romana in greco, proprio per offrire una

autorappresentazione in funzione della sua nuova posizione internazionale.

4. CONQUISTA DELL’EGEMONIA IN ITALIA.

LE GUERRE SANNITICHE.

L’intervento romano in Italia meridionale fu motivato dal bisogno di acquisire nuove terre sulle

quali fondare nuova colonie latine e romane.

Fu un espansione difficoltosa perché da una parte avevano le popolazione sannitiche delle

montagne, e dall’altra le città della magna Grecia.

Il territorio montuoso di Sannio, costrinse i romani a cambiare tattica dell’esercito, abbandonando

la schieramento compatto della falange, e iniziando tattiche più elastiche composte di monipoli di

soldati liberi di muoversi con relativa autonomia.

I sanniti erano insediati sul territorio montuoso dietro alla Capania (oggi in Abruzzo e molise).

Parlavano lingua osca e le attività prevalenti erano l’agricoltura,l’allevamento e la produzione di

ceramiche.

Erano organizzati in un raggruppamento di tribù (touto) che si articolava in “Pagi”, distretti

funzionali all’arruolamento e all’organizzazione agricola e religiosa.

Il potere era gestito in modo oligarchico da un senato e magistrati (meddiss) a capo dei quali c’era il

meddix touto, cioè il capo della touto.

Prima guerra sannitica (343-341 a.C)

I sanniti tentarono di annettersi al popolo dei Sidicini. Essi avevano chiesto aiuto ai campani e ai

Romani, che intervennero.

Il conflitto però si risolse con un compromesso: annessione dei Sidicini al popolo Sannitico, e

consolidamento dell’egemonia romana sulla costa marina.

Fino alla seconda guerra sannitica Roma consolidò la sua posizione nel Lazio Meridionale e durante

la guerra latina (340-338) i sanniti appoggiarono i romani.

Seconda guerra sannitica (326-304).

Nel 328 ci furono provocazioni reciproche, ma i romani fecero il passo più grande creando la

colonia latina di Fregellae in territorio sannitico.

Nel 326 occuparono per poi abbandonarla e riconquistarla nel 310, la città sannitica di Allefe.

Dopo le vittorie di Roma nel 322, le legioni dei consoli furono costrette alla resa. Esse furono spinte

in una gola e furono circondati alle forche caudine.

La guerra riprese nel 316 ed i sanniti si allearono con Equi, Marsi, Etruschi, campani ed altre

popolazione e riuscirono a vincere a Laurìtulae nel 315.

Nel 311 la Battaglia di Talion, Roma conquistò per breve tempo Boviano.

Nel 305 avvenne la sconfitta per i sanniti e Roma riconquistò Boviano.

Roma fondò sul territorio sannitico molte colonie (Luceria, Saticula, Sora ecc.)

In questo periodo Appio Claudio Cieco fondò la via Appia che portava da Roma a Capua. Inoltre

propose che la valutazione dei beni per essere inquadrati nelle centurie elettorali e militari si basasse

sia su beni immobili che mobili.

Terza guerra sannitica (298-290)

Nel 299 mentre i romani erano impegnati a combattere contro i galli senoni, i sanniti assalirono i

Lucani, alleati dei Romani.

Nel 295 i sanniti vinsero sui romani a Camerino, ma poi vennero sconfitti a Sentino.

I sanniti furono trattati come prigionieri arresi (decicticii) e il territorio di Sannio fu distribuito al

popolo romano.

PIRRO IN ITALIA.

Poco dopo le guerre sannitiche Roma combattè contro una potenza fuori dall’italia, per la prima

volta: la monarchia ellenistica dell’Epiro con il re Pirro.

I Romani volevano penetrare in magna Grecia, con la quale avevano iniziato molti contatti.

Il progetto di Pirro era quello di inserirsi nelle contraddizioni delle città della magna grecia e avere

un’egemonia greca su quell’area; contrastare quindi i romani e poi confrontarsi con Cartagine per

creare un nuovo regno ellenistico in occidente.

Egli sarà sostenuto da tutte le monarchie ellenistiche (macedonia siria egitto) e dai Greci.

Roma aveva alleanze con Crotone e Napoli e guarnigioni militari in altre citta meridionali che

sostenvano citta guidate da aristocrazia.

La città di taranto, democratica entrò in conflitto con Roma.

Inizio della guerra.

Nell’autunno del 282 10 navi da guerra romane entrarono nel golfo di Taranto, che lo prese come

un casus belli romano per iniziare la guerra. Così taranto marciò su Turi, alleata di roma,

costringendo alla fuga le legioni e il regime aristocratico

Taranto poi chiese aiuto a Pirro che sbarcò in Italia con un grande esercito ed elefanti da guerra.

I romani arruolarono anche i proletarii e riuscirono ad avere un esercito di poco superiore a quello

di pirro. Nel 280 si scontrarono ad Eraclea ma i soldati romani furono sconfitti per gli elefanti.

Dopo la vittoria, i popoli italici e città greche si allearono a Pirro fornendogli aiuti.

Ma Pirro invece che attaccare cercò un accordo.

Appio Claudio Cieco spinse per continuare la guerra.

La battaglia decisiva fu ad Ascolum nella primavera del 279 ma Pirro vinse di nuovo grazie agli

elefanti.

Ora Pirro mirava alla costruzione di un grande regno greco in Sicilia, ma aveva Roma e Cartagine

come avversari

Nell’autunno del 279 Cartagine stipula un alleanza in parità con Roma per un azione anti-pirro.

In un primo momento l’avanzata di Pirro sulla Sicilia continuò, ma i cartaginesi lo fermarono e

Pirro tornò in Italia per aiutare i suoi alleati sanniti attaccati da Roma. Nel 275 a Benevento i

romani trionfarono battendo la falenge di Pirro e mettendo in fuga gli elefanti.

Pirro muore in una battaglia in macedonia: mentre corre ad Argo una donna lo colpisce con una

tegola e muore.

LE DINAMICHE ECONOMICHE E LA PRIMA MONETAZIONE.

Grazie alle vittorie ci fu una grandissima espansione territoriale, con la creazione di 20 colonie e

l’assegnazione di terre ai cittadini.

Si assiste alla prima formazione della grande proprietà terriera.

Le leggi Lacinie sestie limitavano l’uso del agro pubblico a 500iugeri di terra (125 ettari). La città

di Roma si ingrandisce e si abbellisce di templi e opere pubbliche finanziate dal bottino di guerra.

Si sviluppano anche importanti attività artigianali in bronzo o le ceramiche a vernice nera che

vengono commerciate in Gallia,spagna e grecia.

L’allargarsi degli scambi rese necessario l’adozione della moneta, gia inventata in Grecia nel 6°sec.

Le prime forme di pagamento a Roma consistevano in barre di rame che valevano solo il loro peso

(aes rude)

Ora si introducono lingotti di rame fuso con immaini diverse. Il loro peso era ca. 1625gr. e il loro

valore doveva esser superiore a qullo del loro peso: inizia così la civiltà della moneta

Tra il 214 e 211 i romani adottarono un particolare sistema monetario. (vedere tabella pag.82)

Il denario d’argento era il perno del sistema. Pesava 4gr e valeva circa 4dollari.

LA FRONTIERA SETTENTRIONALE: I GALLI E LE PRIME COLONIE.

Quasi contemporaneamente alla sua espansione meridionale Roma dovette combattere contro i

Galli cisalpini. Essi erano dediti alla caccia e pastorizia e i loro sacerdoti erano i druidi.

Prevedendo il pericolo Roma fondò colonie di cittadini-soldati vicino a quelle zone. Nel 289 furono

fondate Sena Gallica, Ariminum.

Davanti agli attacchi dei Galli Roma cercò sia di dividerli creandosi nuove alleanze, sia con

repressoni violente.

Nel 255 le trivu galliche dei Boi e Insubri alleati con galli transalpini e germanici penetrarono in

Italia ma a Telamone a 3 giorni da Roma vennero fermati e sconfitti.

Era ormai chiaro che per sicurezza bisognava conquistare tutta la gallia cisalpina.

Nel 218 vennero fondate le colonie di Cremona e Piacenza.

Roma cominciò a colonizzare il settentrione.

Nel 187 venne costruita la via Emilia che collegava Rimini a Piacenza passando per Modena e

Parma.

Circa nel 150 fu costruita la via Postumia che collegava Genova (e Roma con la via Aurelia) ad

Aquileia.

L’estensione e la ricchezza dei territori sbalordì i romani. Vennero bonificate molte zone paludose e

organizzate in decumani e cardi massimi che suddividevano il territorio in unità agrarie di base.

5. L’Età DELL’IMPERIALISMO

CARTAGINE.

Essa era una colonia fenicia fondata nel 9°sec. presso l’attuale Tunisi.

Aveva una costituzione mista che comprendeva tre poteri: quello di re o magistrati, degli

aristocratici e del popolo.

I magistrati, i suffetti, avevano carica annuale; a differenza dei consoli romani, che erano leader

politici e militari, avevano solo il potere politico. Il loro potere era controllato da un assemblea di

vecchi nobili e da una del popolo.

Il potere militare era detenuto dai Strategoi con carica pluriennale.

Cartagine aveva un economia per lo più basata sui traffici commerciali, ma anche l’agricoltura era

fiorente.

La sua cultura era fortemente influenzata da quella greca.

Essendo una potenza commerciale dovette stipulare accordi con le potenze che frequentavano il suo

stesso mare, quindi con etruschi e romani.

Il primo trattato romano-cartaginese risale al 509 ma in esso risulta preminente il ruolo di

Cartagine rispetto a Roma.

Il secondo trattato, fu equo, quello di alleanza contro Pirro, nemico comune.

Un terzo trattato verrà stipulato dopo la prima guerra tra le due potenze: il trattato dell’Ebro

(fiume spagnolo) nel 226 che impedirà a Cartagine di espandersi a nord del fiume.

LE GUERRE PUNICHE.

Dopo la vittoria su Pirro, la città di Messana (messina) venne occupata da truppe di mercenari, i

Mamertini (perché adorano marte dio della guerra). Siracusa li sconfisse nel 270 ed essi chiesero

aiuto prima ai cartaginesi, che però si allearono a Siracusa e poi ai Romani.

La guerra a roma fu sostenuta dalle famiglie nobili, che miravano ad avere privilegi e ricchezze in

caso di vittoria (fabii e Claudii) anche se Roma non era ancora preparata per affrontarla.

Furono usate come giustificazioni il fatto di non voler rispettare la promessa di aiuto ai mamertini e

anche per evitare un espansione di Cartagine in Sicilia.

Il conflitto avvenne sia a terra che in mare. Seppur Roma costrui una buona flotta, in mare era

svantaggiata e inventò i “corvi” ponti arpionati che si agganciavano alle navi per poter combattere

con la fanteria.

La prima guerra Punica (264-242)

All’inizio i romani guidati dal console Appio Claudio nel 264 sconfissero Cartagine e Siracusa a

Messina.

Nel 260 i romani vinsero la battaglia a Milazzo ed intanto attaccarono i cartaginesi in sardegna e

corsica.nel 255 Regolo vien battutto in Africa ma nel 242 il proconsole Lutezio Catulo sconfisse

definitivamente cartagine alle Isole Egadi.

Nel 241 Cartagine fu costretta a consegnare i prigionieri e Pagare un tributo.

Sicilia Corsica e Sardegna divennero le prime province romane: territori extra italiani sottoposti al

comando e allo sfruttamento di un magistrato romano investito di imperium : vennero quindi creati

2 nuovi pretori. Il territorio in cui il magistrato esercitava il suo imperium era detto provincia.

Compiti del pretore: difesa, leggi, mantenere l’ordine intreno, esazoine delle imposte.

Cartagine però continuò ad espandersi in Spagna e Roma stipulò il trattato dell’Ebro con essa nel

226. Questo impediva a Cartagine di espandersi a nord del fiume Ebro.

Però i Romani stipularono un alleanza con la città di Sagunto che essendo a sud dell’Ebro era in

territorio cartaginese.

Nel 219 Annibale assediò Sagunto.

Seconda guerra punica (218-202).

Il motivo fu quello di avere la supremazia nel mediterraneo

Dopo ave assediato la città, Annibale superò i pirenei sconfisse i Celti e se li alleo con denaro.

Nel 218 passo le Alpi al passo del Monginevro e penetrò in Italia. Sconfisse i romani nella battaglia

del Ticino.. poi si diresse a sud.

Sconfisse i romani ripetutamente nella battaglia del Trebbia, del Lago Trasimeno e a Canne

(Apulia), nell’agosto del 216.

Annibale si cerca degli alleati ma lo appoggiano solo. Taranto, Macedonia di Filippo V (prima

guerra macedonica), regno di Siracusa in cui Gerone II era morto.

Tra il 216 e il 204 i romani adottarono una tattica di temporeggiamento con Quinto Fabio

Massimo, attaccando il nemico negli accampamenti, indebolendolo.

In Spagna i due scipioni tentarono di bloccare i cartaginesi ma nel 211 vennero battuti e uccisi.

Così Asdrubale, fratello di Annibale, attraversò le Alpi e cercò di raggiungerlo con i rifornimenti

ma venne sconfitto nella battaglia del Metauro nel 207.

Annibale fu uno stratega militare abilissimo: inventò tattiche fantasiose in ogni battaglia.

A Canne di fronte all’attacco di fanteria romano, fece arretrare la parte centrale del suo esercito, i

romani avanzarono ma si trovarono circondati.

Usò questa tattica anche nella battaglia di Zama in Africa nel 202, dove però i romani guidati dal

console Scipione “l’africano” lo sconfissero definitivamente.

Annibale fu sconfitto anche perché credette che dopo Canne i popoli italici e i celti attaccassero

Roma, cosa che non successe.

Inoltre non mise in preventivo che Roma con la sua popolosità potè riformare più volte l’esercito

dopo le sconfitte.

CATONE IL CENSORE.

Catone nacque nel 234 vicino a Roma da una famiglia non nobile ed i suoi antenati non erano mai

stati senatori. Per questo motivo quando diventò censore e poi console si vantò di essere un homo

novus.

Da censore fece espellere dal senato personaggi di famiglie molto illustri.

La sua linea politica fu legata al mantenimento di valori, come la proibizione dei banchetti lussuosi

e dei gioielli alle matrone (=lex Oppia nelle guerre civili).

Fu console nel 195 a.C.

Fu il primo intellettuale che scrisse la storia di Roma in latino, nell’opera “origines”.

IL FRONTE DEI BALCANI

L’intervanto di Roma nell’adriatico fu causato dalla necessità di ripulirlo dai pirati.

Le guerre illiriche.

La regina dell’illiria, Teuta, aveva esteso il proprio regno fino all’Epiro e dando man forte alla

pirateria.

Di fronte a questo Roma le dichiarò guerra, la quale si svolse nel 229 e 228 con la vittoria di Roma.

La regina dovette pagare un tributo. Il fratello, Demetrio del Faro diventò un re cliente di Roma.

Dopo dieci anni Roma però dichiarò di nuovo guerra all’illiria con il pretesto di alcune infrazioni da

parte di Demetrio. Egli fuggì presso Filippo 2° re di Macedonia.

Fatto importante fu che Roma strinse alleanze fino in Grecia, con il pretesto di attaccare in nome

di un amico.

Da allora Roma non si trovò mai a dover dichiarare guerra per prima e conquistò Grecia e

Macedonia senza essere considerata potenza aggressiva.

GUERRE MACEDONICHE.

La prima guerra macedona (216-205)

Filippo 5 re di Macedonia spalleggò Demetrio di Faro per tornare a regnare in illiria. Inoltre stipulò

un patto contro Roma con Annibale. Esso prevedeva che si arrivasse ad un accorso con i romani.

Roma, nonostante perdesse contro Annibale in italia, mandò alcuni esercitì per contrastare Filippo.

La guerra terminò nel 205 con la pace di Fenice senza vincitori e vinti e un capovolgimento di

alleanze soprattutto da parte delle grecia e roma diventa garante dell’equilibrio nell’area del

Mediterraneo orientale.

La seconda guerra macedona (200-197)

Macedonia e Sira cominciarono ad espandersi in Asia Minore e in Palestina (aspirazioni belliche

espansive). Il regno di Pergamo e Rodi chiesero aiuto a Roma. Inizialmente il popolo romano vota

a sfavore poi acconsente all’inizio del conflitto.

Il console Tito Quirinzio Flaminio nel 198 diede una svolta alla guerra: con lui si allearono

Sparta,Atene,Etoli,Beoti, e Argo, come movimento di liberazione della Grecia dall’egemonia

macedone.

Nel 197 a Cinocefale le legioni romane (organizzata in manipoli di soldati autonomi e mobili)

sconfisse la rigida e compatta falange macedonia, che fu svantaggiata dal tipo di territorio.

Le città della greche dell’Europa e Asa dichiarate libere da T.Q. Flaminio durante i giochi istmici a

Corinto e la Macedonia dovette pagare un tributo.

L’ORIENTE E LA GUERRA SIRIACA (191-188)

Il ritiro dei Romani dalla Grecia nel 194 sembrò un segno di debolezza al re di Siria Antioco 3 °

che ne approfittò con le sue conquiste in Asia fino alla Tracia.

Si spinse fino all’Ellesponto. Allora l’esercito romano affrontò il re e i suoi alleati etoli nel 191 alle

Termopili.

(durante la notte 2000 uomini guidati da Catone piombarono alle spalle della falange dei siriaci che

inizialmente li scambiarono per etoli e poi però furono accerchiati).

I romani poi sbarcarono in Asia e sconfissero gli avversari nella battaglia di Magnesia nel gennaio

189, sotto il comando di Scipione l’Africano (il comando era formalmente di suo fratello Scipione

l’asiatico in realtà).

Anche in mare le flotte di Antioco furono sconfitte. Fu stipulata la pace di Apamea nel 188 a

Frigia.

L’egemonia romana si espanse in buona parte dell’Asia e Antioco dovette sottostare agli accordi

impostigli da Roma.

Nel 168 a.C. Antioco 4° invase ed occupò l’Egitto. Ma bastò solo una delegazione romana in pace a

farlo ritirare.

La terza guerra macedonia. (171-168)

Gia dal 220 al 167 Roma si espande come maggiore potenza e si proietta verso oriente.

Nel 179 in Macedonia Perseo, (successore e figlio di Filippo 5°) diventato re inizia una politica di

riarmo per un azione anti-Roma.

Egli viene appoggiato dalla lega Etolida di stati greci che prima erano alleati romani.

Il 22 giugno del 168 i romani giunsero in macedonia, a Pidna e fronteggiarono ancora una volta la

falange macedone, vincendo e sconfiggendo per sempre il regno di Macedonia.

Essa fu divisa in quattro distretti diversi per continuare a sfruttare le miniere di ferro e rame presenti

sul territorio. Diventerà provincia romana solo dopo ventanni.

1000 rappresentanti della lega achea furono portati a Roma come ostaggi.

Nel 149 Andrisco, che si spacciava per il figlio di Perseo, guidò una rivolta in Macedonia ed in

contemporanea la Lega Achea riaprì la guerra in Grecia. I tentativi furono subito violentemente

repressi e nel 146 Corinto fu rasa al suolo, e lo stesso anno anche Cartagine.

Tutto l’equilibrio delle potenze ellenistiche era in frantumi: anche gli ebrei in Giudea si ribelleranno

contro il regno di Siria guidati dai Maccabei.

SUPREMAZIA DI ROMA IN ITALIA.

Nel corso del 2° sec. tutte le vittorie di Roma, modificarono i rapporti tra essa e i popoli italici.

Roma operà una progressiva diminuzione dell’autonomia delle città. Molte volte erano proprio loro

a chiedere di essere omologate.

I socii volevano solo l’uguaglianza con i romani e l’omologazione alle istituzioni e cultura del loro

alleato più potente.

6. LA RIVOLUZIONE DEL 2° SEC. a.C.

ASIA MINORE: IL REGNO DI PERGAMO CEDUTO AI ROMANI

Nel 133 a.C il re di Pergamo Attalo3° morì senza figli e decise di lasciare il su regno ai romani,

chiedendo che venisse lasciata libertà alla città di Pergamo e ne fosse ampliato il territorio.

Aristonico discendente della dinastia reale scatenò una rivolta, prima ebbe l’appoggio delle città

greche, ma venne sconfitto dopo 4 anni. Allora chiamò anche gli schiavi e diede origine ad una

rivoluzione sociale utopica fondando una città.

LE GRANDI RIVOLTE DI SCHIAVI: EUNO E SPARTACO.

Anche se nell’impero lavoravano una moltitudine di schiavi poche furono le rivolte con essi

protagonisti.

LE principali sono due ed i motivi furono la paura di vendetta dei padroni, la sottomissione alla loro

volontà. Sallustio disse che la maggior parte di schiavi non voleva la libertà, ma un padrone giusto.

Nel 136 in Sicilia scoppiò la prima rivolta con a capo Euno, il numero dei rivoltosi cresceva

sempre di più fino ad arrivare a 200mila.

Ma i romani alla fine riuscirono vincere l’assedio di Taormina e Euno fu catturato.

Sempre in Sicilia nel 73 scoppiò un’altra rivolta giudata da Spartaco. La scintilla fu la coscienza

primordiale dell’alienzione della condizione servile. La rivolta arrivò fino a nord e raggiunse i

120mila rivoltosi. Fu fermata da Crasso con l’aiuto di Pompeo nel 72/71

Nella storia di Roma, prima di Augusto, i romani chiusero le porte del tempio di Ciano (per dire che

non c’erano guerre in corso) solo 2 volte: una con il re Numa Pompilio e nel 135 a.C

Agli inizi la guerra aveva i caratteri primitivi delle guerre di contadini-soldati (in autunno si

vendemmia in primavera si fa guerra.)

Ma quando le guerre diventano transmarine e transcontinentali non è più possibile scandire i ritmi

così perché la ferma militare poteva durare anche decenni.

Con la riforma di Mario nel 106 i soldati diventano professionisti.

La terza guerra punica (149-146)

Nonostante ogni anno Cartagine versasse un tributo a Roma molti senatori cominciarono a pensare

di distruggerla fisicamente e definitivamente. Nel 148 vennero nominati consoli Scipione l’emiliano

e Catone: due rappresentanti dell’imperialismo estremo. Essi erano sostenuti anche dal popolo.

Vennero iniziate delle trattative di pace con le quali si voleva ingannare Cartagine: ella inviò 300

ostaggi e consegnò le armi. Ma Roma volle che tutti gli abitanti abbandonassero la città. Cartagine

allora dichiarò guerra e sostenne un assedio di 3 anni. Alla fine Roma ebbe la meglio e ne 146

Cartagine fu rasa al suolo

I GRACCHI: CONTRO GLI ABUSI DEI RICCHI

Tiberio Gracco diventò tribuno della plebe nel 133 a.C.

Subito cercò di fare approvare una legge agraria per regolamentare il possesso e l’uso delle terre

pubbliche, riprendendo la legge Licinae sestie che non veniva più rispettata dai ricchi. Nessuno

poteva possedere più di 500iugeri di terra più 250iugeri per ogni figlio maschio fino a un max di

1000iugeri.

Il progetto politico di Tiberio era quello di migliorare le condizioni dei poveri e ricreare l’antica

figura del contadino-soldato.

Aveva 3obbiettivi:

- risolvere il problema sociale con le assegnazioni di terra.

- insediare nelle campagne spopolate i contadini che erano andati in città.

- aumentare la popolazione e la leva militare

Il suo progetto creò due fazioni: il gruppo degli scipioni, sfavorevoli e quello dei claudi favorevoli.

L’opposizione era guidata da Scipione l’emiliano, marito della sorella dei Gracchi.

Il progetto venne bloccato dall’altro tribuno, Ottavio, ma Tiberio lo fece sostituire.

Venne eletta una commissione di 3 uomini (Tiberio, suo fartello Gaio e Appio Claudio) che

dovevano distinguere le terre private da quelle dell’ager pubblicus; compito molto difficile perché

molti ormai vi si erano da tempo stabilizzati illegalmente.

Per garantire il successo della sua riforma, Tiberio si ricandidò l’anno successivo come Tribuno, ma

siccome non si poteva ricoprire la stessa carica prima di 10 anni, fu frainteso e accusato di mirare a

potere personale e venne ucciso da Scipione Nasica.

Dieci anni dopo nel 143 diventò tribuno suo fratello Gaio che mirava ad ampliare i progetti politici

del fratello con il sostegno della plebe: per guadagnarsi la fiducia del popolo fece passare la lex

frumentaria che bloccava il prezzo del grano.

Nel 122 approfittando di una modifica di legge si fece rieleggere tribuno e cercò di dare il diritto di

voto agli alleati italici. Ma l’opposizione si sollevò anche dai contadini semplici che non volevano

perdere un privilegio tale.

Il senato scatenò una violenta opposizione contro di lui e Gaio si fece uccidere da un suo schiavo.

Dieci anni dopo la nuova legge agraria del 111, abolirà il pagamento dell’affitto agli aristocratici

che occupavano l’ager pubblicum.

La nuova dimensione dell’impero crea delle trasformazioni economiche e sociali.

Il fenomeno dell’urbanizzazione coinvolge mutamenti economici come crisi della piccola proprietà

contadina. Ecco che si cominciano ad affermare le ville agricole schiavistiche a monocultura. In

esse non si lavora per il proprio sostentamento, ma per far affluire sui mercati le produzioni

specializzate.

Nascono nuove figure sociali, i mercanti internazionali e gli esattori fiscali “publicani”.

L’esercito dopo la riforma mariana, si professionalizza e si lega al suo generale che lo paga e si

mette a disposizione per le battaglie politiche del proprio comandante.

7. L’Età DELLA TARDA REPUBBLICA

L’Età DI GAIO MARIO.

La guerra numidica (112-105) vide come comandanti prima Cecilio Metello e poi Gaio Mario.

Il regno di Numidia, con il re Massinissa, era un avamposto contro Cartagine. Dopo il 146 le lotte

dinastiche all’interno di esso danneggiavano gli interessi commerciali romano-italici, e dopo la

strage di commercianti italici a Cirta, Roma intervenì.

Gaio Mario esponente del ceto equestre era asceso in politica con l’appoggio della famiglia dei

Cecilii Metalli.

Diventò console nel 106 e si presentò come Homo novus contro la nobilitas tradizionale.

Di fronte alle difficoltà negli arruolamenti per guerre lontane dall’italia abbandonò la leva che si

basava sulle classi si censo e sugli absidui, e arruolò volontari provenienti dalla plebe.

Questa fu la premessa per il professionalismo nell’esercito che fu molto importante nelle guerre

civili del 1°sec.

Con questa riforma si concluse il livellamento sciale e tecnico della milizia che si era accentuato nel

2°sec. con il progressivo uguagliamento dell’armamento.

Ci furono conseguenze importanti nella struttura della legione: si costituirono delle coorti che

raggruppavano tre manipoli di fanteria (hastati,principes,triari).

Anche se la rifrma è il compimeto di un lungo processo fu attribuita a Mario che la applicò nelle

guerre contro i Teutoni e Cimbri, quando fu rieletto console nel 104 fino al 100. I Teutoni furono

disfatti nel 102 a Acquae Sextiae e i Cimbri a Vercelae nel 101.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunti di storia romana ottenuti dall'elaborazione del libro. Gli argomenti trattati sono: la tradizione letteraria, la storiografia romana, origine di Roma, Dionigi di Alicarnasso, crisi, età arcaica, tradizione monarchica, l'età medio repubblicana, Roma in magna Grecia, la conquista dell'egemonia in Italia, etc.etc.


DETTAGLI
Esame: Storia romana
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Migliario Elvira.

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