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Attento alla popolazioni italiche diverse da roma

 Scvelta ideologica dell’anonimato dei personaggi politici (politica : relatà impersonale)

 Grandezza di roma : condizione colletiva e anonima del senato

CICERONE

Sostiene che la soriografia latina non abbia raggiunto gli strandard qualitatiti di quella greca perchè

troppo essenziale. La storia vine considerata un genere letterario

2. L’ETà ARCAICA

ORIGINI E Età REGIA.

Lo schema di fondazione greco presuppone gia dalle origini di Roma, l’idea di stabilità e quindi un

impianto di strutture sociali, economico,politiche e l’esistenza di un potere centrale capace di

organizzarle.

Questo schema risente molto dell’influenza greca.

Nell’ottica della storiografia moderna la fondazione invece non è un momento preciso, ma la

formazione di gruppi etnici e svolgimento vitale di una comunità che solo dopo un lungo processo

approda in una città, intesa come organizzazione sociale e politica integrata e momento più alto

della convivenza civile.

Sul piano della strutturazione urbana, nell’area laziale inizia un processo di aggregazione di villaggi

posti sui colli (perché la pianura era paludosa e soggetta a allagamenti) vicino al guado di un fiume,

e favoriti nei rapporti commerciali dall’isola al suo centro, che poi si accentrano in un centro

politico e religioso.

Inoltre le influenze esterne, come quella greca, per i traffici commerciali, hanno favorito lo sviluppo

di differenziazioni sociali.

Fino agli inizi del 3°sec. predominava a nella società romana, una struttura gentilizia, che

tuttavia perdeva terreno di fronte alle spinte di nuove forze sociali emergenti.

Questa è la lotta degli ordini tra patrizi e plebei che dall’inizio della repubblica fino alle leggi

Liberticide Sestie del 367 a.C. ha connotato la vita politica: altri datano la fine di queste lotte con la

lex Hortensia (287 a.C.) o dopo la seconda guerra punica.

La comunità in una fase prestatale era dominata da gruppi gentilizi legati con vincoli di parentela

con culti propri e controllo delle attività economiche che avevano alle proprie dipendenze dei

clienti.

Non è ammissibile nel 5°sec. l’esistenza di Ager publicus, terreni pubblici perché presuppone

l’esistenza di uno stato.

La tradizione monarchica presuppone 7-8 re.

La carica dell’interrex nominato dai senatori e che faceva le veci del re, testimonia che la

monarchia non era dinastica. La presenza della figura regia è dimostrata da un ritrovamento il Lapis

Niger datato 6° secolo e dove compare la parola re, anche se in qualità di capo religioso.

Il re era il detentore supremo del potere religioso, predecessore del repubblicano rex sacrorum.

È possibile che il re cercasse appoggi esterni alle gens patrizie, soprattutto nella fase etrusca.

Il primo RE fu ROMOLO. Si dice che egli abbia organizzato le istituzioni principali dello stato

romano. Alla fine della carriera R. diventa, seondo Plutarco, un Tiranno. La sua descrizione avvine

secondo parametri greci come:

- tonaca color porpora

- non democratico

- stà sul trono

Nell’età regia la struttura della società gentilizia romana è andata divisa in tre tribù (Titi, ramnesi

e lucumoni) ognuna di esse divisa in dieci curie. Esse riunite in assemblea decidevano il nuovo re.

Cosa più importante è l’assemblea dei patres (dei più ricchi, 100), che formarono in senato, con un

grande potere decisionale.

La società romana nel 6sec. deve aver avuto una forte mobilità sociale e la città era pronta ad

assimilare nuovi elementi sociali.

È il caso di Demarato, mercante greco che si stabili a Tarquinia, (etruria). Il figlio Lucumone non

avendo ottenuto la ricchezza desiderata si trasferi con tutta la sua famiglia e clienti a Roma, dove

cambiato nome in Tarquinio divenne il 5 re della città.

Questo processo di integrazione si ha fino alla prima età repubblicana.

La mobilità sociale tra lazio e etruria si ha anche per lo scorrimento di bande armate e capi che

cercavano di afferrare il potere con la violenza. Questo è il caso di Servio Tullio il 6re, di origine

etrusca. Il suo nome etrusco era Mastarna.

Dopo la sua morte toccò a Tarquinio il superbo descritto come dittatore, che fece compiere con la

violenza numerosi monumenti. Dopo la sua cacciata ci fu un condottiero etrusco Porsenna che

tenterà di prendere il potere. Ci riuscì, ma quando decise pochi anni dopo di allargare il territorio a

sud venne fermato nella battaglia di Arincia dai latini e cumani.

Ovviamente un re venuto da fuori, che prese il potere con un colpo di stato, difficilmente fu

d’accordo con le gens. Ecco che tentò un appoggio in strati diversi.

Per esempio Servio Tullio, mirò a valorizzare militarmente elementi dediti alle attività

cittadine e dipendenti, la plebe che nel 5 sec. si fuse con la clientela, identificandosi come popolus.

La cacciata del re e l’istituzione della repubblica nel 509 a.C. era sicuramente una vittoria

gentilizia

LA ROMA DEI TARQUINII

Secondo Giorgio Pasquali, la Roma dei Tarquini era una città molto ricca e ampia, con caratteri

greci sia nelle istituzioni che nelle tradizioni artistiche e culturali.

Questo per il ritrovamento di numerosi frammenti di ceramiche, di edifici con caratteri greci ecc.

In questo periodo si diffondono i commerci e commercianti e artigiani si organizzano in assemblee

(collegia opificus)..

Inoltre sostiene che ci fu una modernizzazione dell’esercito, rispetto a quello “romuleo” all’età di

Servio Tullio.

Il primo contava circa 3mila armati formite dalle tre tribù più 300 covaglieri. Quello “serviano” le

5 classi sociali serviane formavono l’intero esercito di 6000opliti.

L’ordinamento oplitico, si sviluppa nel mondo greco alla metà del 8sec., in una società di guerrieri

aristocratici.

Questo modello fu adottato dagli etruschi non prima della metà del 7sec., in una società

oligarchico-gentilizia, ma i militi erano della classe subalterna.

L’ordinamento politico-falangitico passò dall’etruria a Roma tra il 6 e 4sec.

Nel 5sec. le armate gentilizie romane erano ancora formata dai membri delle gentes e dai loro

clienti.

Nel primo trattato romano-Cartaginese si nota che Roma era in netto svantaggio. Inoltre Roma

veniva considerata città etrusca come tante, con le quali cartagini aveva gia stipulato patti. Il trattato

risale al 509, e Roma aveva movimenti marittimi molto controllati, mentre Cartagine era molto più

libera.

ROMA E I LATINI

Le più grandi comunità latine erano Alba Longa e Lavinio che si trovano nella zona a sinistra del

Tevere. Esse avevano punti di riunione presso luoghi templari esterni a Roma nonostante il

tentativo di Servo Tullio di creare un culto federale costruendo il tempio di Diana sull’Aventino o di

Tarquinio che organizzò attorno ai colli albani molte manifestazioni.

Ad Arincia i Latini e cumani sconfissero Porsenna.

Ma nel 499-96 a.C Roma vinse presso il lago Rrgillo contro i latini e stipulò il Foedus Cassianum*

(dal console Spurio Cassio), un patto di non attacco, di alleanza e di spartizione bottino, compresi i

territori.

L’alleanza fu possibile dalla comune volontà di resistere ai Volsci ed Equini che avevano interrotto

le comunicazioni tra lazio e campania.

I nuovi territori conquistati andavano divisi tra latini e romani, almeno fino allo scioglimento della

lega latina nel 338 a.C.

* Foedus Cassianum: trattato che prevede:

 parità tra i contraenti

 escludeva reciproche aggressioni

 escludeva aiuti a nemici di una o dell’altra parte

 appoggi militari

 divisione in parti = del bottino / territorio

 clausile su rapporti commerciali

 ius migrandi/ius connubi/ ius commerci

DALLA MONARCHIA ALLA REPUBBLICA

Dopo la cacciata di Tarquinio il Superbo, c’è un regime collegiale di 2magistrati, chiamati

inizialmente, pretori, poi consoli.

All’inizio questa era una collegialità diseguale, perché vi è menzione di un pretore massimo che

presuppone l’esistenza di uno con meno poteri.l’uguaglianza è più tarda ma come da tradizione vine

proiettata al passato.

Si ipotizza che dopo la cacciata del re siano stati 2dei suoi consiglieri a prendere le cariche di

consoli.

Essa durava un anno, proprio per evitare di prendere troppo potere.

Altra figura che emerge è quella del dictator, nominato dai consoli che aveva varie funzioni tra cui

quella di portare a termine le azioni iniziate da un console venuto a mancare.

Verso il 495 (V sec )vengono create le prime 21 (17+4) tribù territoriali che diventeranno poi

distretti di voto e basi per l’arruolamento della milizia, secondo Livio.

Tra il 387 e il 241 ne vennero create altre 14

4 vennero istituite sul territorio di Veio conquistato nel 396.

Le ultime 2 nel 241 e corrispondono a Velina e Quirina. In totale furono 35. Successivamnete si

cercò di non crearne altre per evitare difficoltà di partecipazione ai cittadini alla vita politica diretta

nella città.

LA SOCETA’ DEL 5° SEC.

Con le distribuzioni di terra conquistata si sviluppò una nuova classe di piccoli agricoltori

proprietari, distinti dalla clientela: è l’origine della plebe, formata anche dai lavoratori dipendenti

in città ed in campagna. Nel 494 ci fu la prima seccessione dei plebei sul monte sacro che portò alla

creazione dei concilium plebis.

Con la lex Icilia de Aventino pubblicando nel 456a.C i plebei riuscirono a stabilizzarsi al potere: si

organizzarono in tribu, simili a quelle gentilizie ed emanavano deliberazioni vincolanti e avevano i

due propri magistrati, i tribuni della plebe (non avevano l’imperium ma potestas + inviolabilità +

intercedere nelle procedure legislative- intercessio- )

VETO

La storia politica di Roma nel 5°sec. è da intendersi come la lenta ascesa della plebe

nell’ordinamento centuriato, e la sua fusione con la clientela fino ad identificarsi con il popolus.

I paters dovettero ammettere nel senato i conscritpti, rappresentanti non patrizi.

L’aristocrazia per opporsi all’ascesa della plebe, si autoregolamenta. La tradizione annalistica però

non riporta nulla sul decemvirato (451-450) e poco sulla legge delle 12 tavole, ad esclusione di

una legge che aboliva il connubiun tra patrizi e plebei , abolita poi con la legge canuleia (445).

La normativa riguardava soprattutto materia di diritto privato e penale ma non c’è nulla

sull’organizzazione politica del corpo sociale e sui modi di svolgimento delle attività politiche.

Una legge importante fu la lex Canuleia del 445 con la quale si permettevano i matrimoni misti.

Una novità ci fu dopo l’assedio di Veio nel 396, quando fu introdotto lo stipendium per quei militi

che dovevano prestare servizio continuato. Di conseguenza fu introdotto un tributum che pesava

soprattutto sulla classe più abbiente o sulle persone non in guerra.e che serviva a finanziare lo

stipendium.

Questa necessità di uno stipendium è dovuta anche all’inserimento di absidui, cittadini delle classi

più basse che non potevano armarsi da soli.

Per pagare il tributum, nella fase premonetaria, c’erano pani di bronzo (aes grave), perché non vi

era ancora metallo coniato (argentum signatum)

Per indicare il debito c’era aes alienum, bronzo altrui. Erano prestiti di riserve metalliche altrui che

un cittadino riceveva temporaneamente per mantenere la credibilità sociale e politica.

IL PROBLEMA AGRARIO.

È impossibile sapere come avvenissero le misurazione agrarie nel 5°sec.

Nelle colonie della Lega Latina la divisione avveniva secondo un criterio di segni verticali e

orizzontali sul terreno.

Una più regolare centuriazione si ha nella colonia di cittadini romani a Terracina (329) che era

organizzata in base ad un decumanus maximum e ad un cardus maximus

L’ ampia disponibilità di terra, arrivò con le conquiste in Sabina tra 305 e 290.

La vera occupazione del terreno pubblico (legale o meno) da parte dei privati si colloca non

prima della 2°metà del 3°sec., soprattutto dopo le confische delle guerre puniche.

Nel 367 fu emanata la legge agraria Licinia Sestia, che avrebbe permesso anche ai plebei l’utilizzo

dell’ager pubblicus.

3. L’Età MEDIO REPUBBLICANA.

la storiografia di IV e V sec è romanocentrica cioè assume un’universalità di prospettiva . Roma è

vista come un pt. di convergenza e di arrivo comune a tutte le culture italiche, portando così ad una

omogeneità della cultura ma anche dell’organizzazione politico-religiosa.

DALLA CONQUISTA DI VEIO ALLE LEGGI LICINIE SESTIE.

Veio (città etrusca) fu sconfitta da Roma nel 396 dopo una guerra decennale. Se le altre città

etrusche non l’avessero abbandonata, avrebbe vinto.

C :

ONSEGUENZE

La vasta estensione di territorio permise la creazione di 4 tribu

 modificò la società e economia romane

La vittoria è anche il risultato della riorganizzazione militare, con l’arruolamento anche di absidui

.

Questo comportò anche una maggiore partecipazione alla vita politica dei plebei e quindi maggiore

sensibilità civica.

Veio fu conquistata anche grazie alla personalità di Furio Camillo. Egli rappresenta una nuova

figura di politico: che raccoglie i consensi popolari grazie al suo valore e capacità militare.

Questa ascesa romana fu fermata dalle battaglie contro le tribu galliche della cisalpina, i Senoni

(387-386)

I galli batterono i romani sul fiume Allia (sud di Chiusi) e poi entrarono a Roma saccheggiandola:

la tradizione parla di un incendio (sacco gallico) ma è forse una scusa perché non si sapeva

spiegare una fase poco documentata della storia di Roma dicendo che i materiali erano bruciati in

quell’incendio e ripresa probabilmente dalla storia greca.

La città etrusca di Caere, alleata e amica di Roma fece da rifugio ai romani, perché si istituì un

Hospitium publicum. Dopo una ribellioni degli abitanti di Caere a Roma, questa fu incorporata nello

stato romano come istituto di sottomissione (civitas sine suffragio) nel 373 circa.

La ricostruzione di Roma nel 378 prevedè la costruzione di 11km di mura, le mura serviane, che la

dovevano proteggere.

Nei decenni centrali del 4°sec. Roma combattè contro Volsci, a cui si allearono ernici e latini, che

volevano il controllo della regione pontina, tagliando i contatti tra Lazio e Campania.

Roma allora si alleò attraverso foedus Cassianum con altre citta latine per sconfiggerli.

Nel 381 Tusculum fu incorporata nella stato romano e fu il primo municipium .(incorporata nello

stato con diritto di voto e autonomia sulla città)

In campo politico cresceva il benessere e aumentava la partecipazione plebea, causando appunto

molti contrasti fra questa e la classe patrizia.

Nel 367 con la dittatura di Furio Camillo furono approvate le leggi Licinie Sestie, che i due tribuni

della plebe (Stolone e Sestio) riproponevano da molto.

 gli interessi pagati sui debiti fossero detratti dal totale della somma dovuta.

 limitazioni all’occupazione privata dell’ager pubblicus.

 uno dei due consoli dovesse essere per forza plebeo

 in compenso venne istituita un’altra magistratura, il preator (pretore) che era riservato ai soli

patrizi

Nella classe dirigente vengono inseriti quindi i plebei che erano emersi soprattutto grazie alle virtù e

capacità nella milizia. Questo nuovo ceto insieme ai patrizi è denominato nobilitas.

IL PROBLEMA DEI DEBITI.

L’evolversi della società romana del 5 e 4sec. comportò l’articolarsi al suo interno favorito

dall’introduzione della moneta. I dislivelli sociali che si crearono e che furono quelli riprodotti nelle

classi dell’ordinamento centuriato, non sono ancora profondi come lo saranno nel 3 e 2 sec.

La capacità economica del ceto dirigente non era eccessiva e non impediva ai plebei di riconoscersi

nella dirigenza politica.

La dipendenza che legava i clienti o schiavi ai propri patrizi prevedeva l’addictio, l’assegnazione

giuridiziale del debitore e insolvente al creditore, che ne poteva disporre fino alla sua uccisione

(nexum – assoggettamento personale).

Il grave problema dell’indebitamento che nel 4sec. coinvolgeva buona parte degli absidui era che

il debito serviva al creditore per procurarsi manodopera dipendente (non era uno schiavo) e non

tanto per arricchirsi con gli interessi.

Questa forma di assoggettamento personale, soprattutto agricola, ebbe un ruolo importante per lo

sviluppo dell’agricoltura.

Questo problema fu risolto con la lex Poetilia che aboliva il nexum.

ROMA IN MAGNA GRECIA

La crescita di potenza di Roma nella seconda metà del 5sec. è dimostrata con le guerre con le

comunità sannitiche. Esse volevano espandersi in campania e Capua impaurita per questo chiese

aiuto a Roma che combattè contro Sannio nel 343a.C

Ne seguì anche la ribellione degli alleati latini (341-337) conclusa con la vittoria di Roma e lo

scioglimento della Lega latina nel 338.

Roma quindi si affaccia sul mondo italico-meridionale dominato dalla cultura greca.

Roma qui era gia conosciuta ma ora veniva definita come una grande potenza.

Ci furono molti tentativi di annettere Roma nella cultura greca come l’ipotesi di un discepolato di

Numa Pompilio con Pitagora. Questo fu ben accetto inizialmente nei ceti alti romani ma nel 2 sec.

venne soppiantato. Di conseguenza Roma lasciò da parte il mondo etrusco, perché ormai in

declino.

La personalità dominante alla fine del 4sec. fu Appio Claudio Cieco, il censore. Lui fece costruire la

via Appia che da Roma porta a Capua.

L’ampliamento del territorio portò problemi, in quanto molti cittadini distanti finirono con l’essere

emarginati. Questo portò all’inserimento nello stato di cittadini romani senza il diritto di voto (cives

sine suffragio), con obblighi militari e pagamento del tributo, ma esclusi dalla vita politica. Questo

fu il caso di Capua e Cuma. Esse erano come i municipi senza diritto di voto e l’amministrazione

della giustizia era esercitata da prefetti inviati da Roma.

L’ORGANIZZAZIONE POLITICA DELL’ITALIA ROMANA.

La dirigenza romana era principalmente di carattere militare e serviva a garantire la sicurezza ed

essere preparati a nuove guerre o insurrezioni. Per questo vennero create colonie formate da

cittadini atti alle armi.

S :

COPO DELLE COLONIE

 sicurezza delle zone comquistate

 preparazione di basi militari per una futura espansione

 crere truppe- alleate fedeli

Le colonie latine erano grandi nuclei di cittadini con diritto latino che rappresentavano veri stati,

legati a roma però da vincoli di sangue e privilegiati rapporti politici.

Nel 268 vennero fondate Ariminum e beneventum; nel 264 Firmunm; nel 263 Aesernia, nel 261

Spoletium e nel 244 Brindisium. Avevano una struttura fondata su classi censitarie di carattere

rigido dove prevaleva quella più alta.

La colonizzazione latina comincia circa nella prima metà del 3° sec. quando dopo il 241 non si

formeranno più tribù territoriali e l’ager romano subì sempre minori ampliamenti.

Con le popolazioni latine si preferì raggiungere dei trattati, i foedera, anche se erano diseguali; non

dovevano pagare tributi ma fornire contingenti militari e sostegno nelle guerre. Non esiste più una

confederazione romano- italica ma ogni città vine gestita con un’allenaza singola con Roma.

LA RIFORMA DELL’ORDINAMENTO MILITARE.

La struttura della società romana si articolava sempre più anche grazie alla crescita delle classi

medie degli absidui

. Per questo apparvero i primi limiti del tradizionale ordinamento falangitico-

oplit ico della milizia . Questo doveva essere modificato (Anche dopo la guerra sannitica che si

svolse su terreni montuosi e non ideali per il tradizionale ordinamento compatto.)

Nel 340 a.C. circa si passa ad un ordinamento “manipolare”. Le centurie composte da 50/60

uomini vennero riunite in manipoli di 120uomini. La fanteria fu disposta in tre gruppi: hastati,

principes, e triari ed avevano differenti armamenti difensivi ed offensivi.

L’armamento difensivo si basava ancora sul censo, ma durante il 3°sec, cominciò a basarsi

sull’anzianità dei militi.

La milizia dell’ordinamento falangitico-oplitico era arruolata sulla base di centurie

dell’ordinamento centuriato.questo permetteva di poter far parte del’esercito semplicemente se si

era iscritti ad una tribù. Vinivano creati dei reparti locali con capi propri.

Si pensa che questo mutamento sia avvenuto dopo la guerra contro Pirro.

Nel 281/280 a.C c’è il primo arruolamento di proletarii. Inizialmente secondo lo stato timocratico

i doveri militari e politici dipendevano dal censo, e quindi i proletarii erano esclusi da essi non

possedendo nulla. Quando cominciarono a crescere numericamente nel 3°sec. fu utile arruolarli.

Un’importante legge di questo periodo fu la Legge Hortensia 286 a.C.che venne emanata dopo la

seccessione della plebe. Essa sanciva la validità per tutto il popolo romano delle decisioni prese

dalla plebe nei concilia (plebiscita diventavano vincolanti). Non è chiaro però se il senato

approvasse prima o dopo queste deliberazioni (auctoritas senatus).

ROMA E IL MONDO GRECO NEL 3 SEC.

La realtà storica e politica di Roma emerse all’attenzione della grecia solo dopo la sua vittoria su

Pirro, re dell’epiro. E come dice Somigliano, la scoperta di Roma da parte dei Greci è opera di

Timeo da Tauromeni, fra 4e3° sec. ad Atene.

Egli si occupava delle istituzioni romane.

Dopo la vittoria dei romani su Pirro, la grecia fu sbalordita e sorpresa, perché vide una popolazione

semi-barbara che emergeva molto in fretta.

L’esigenza del mondo politico greco fu quella di capire le ragioni della potenza di Roma.

Polibio sostiene la superiorità romana e la leggettimità della sua espansione avessero radici

nell’ordine militare e costituzionale;

la costituzione romana era mista, con il potere saldamente nelle mani dell’oligarchia senatoria, ma

sempre con collaborazione dei magistrati e del popolo.

Roma nel 3° sec. riconobbe la sua inferiorità culturale rispetto al mondo greco e senti il bisogno di

giustificarsi. Così nacque la storiografia romana in greco, proprio per offrire una

autorappresentazione in funzione della sua nuova posizione internazionale.

4. CONQUISTA DELL’EGEMONIA IN ITALIA.

LE GUERRE SANNITICHE.

L’intervento romano in Italia meridionale fu motivato dal bisogno di acquisire nuove terre sulle

quali fondare nuova colonie latine e romane.

Fu un espansione difficoltosa perché da una parte avevano le popolazione sannitiche delle

montagne, e dall’altra le città della magna Grecia.

Il territorio montuoso di Sannio, costrinse i romani a cambiare tattica dell’esercito, abbandonando

la schieramento compatto della falange, e iniziando tattiche più elastiche composte di monipoli di

soldati liberi di muoversi con relativa autonomia.

I sanniti erano insediati sul territorio montuoso dietro alla Capania (oggi in Abruzzo e molise).

Parlavano lingua osca e le attività prevalenti erano l’agricoltura,l’allevamento e la produzione di

ceramiche.

Erano organizzati in un raggruppamento di tribù (touto) che si articolava in “Pagi”, distretti

funzionali all’arruolamento e all’organizzazione agricola e religiosa.

Il potere era gestito in modo oligarchico da un senato e magistrati (meddiss) a capo dei quali c’era il

meddix touto, cioè il capo della touto.

Prima guerra sannitica (343-341 a.C)

I sanniti tentarono di annettersi al popolo dei Sidicini. Essi avevano chiesto aiuto ai campani e ai

Romani, che intervennero.

Il conflitto però si risolse con un compromesso: annessione dei Sidicini al popolo Sannitico, e

consolidamento dell’egemonia romana sulla costa marina.

Fino alla seconda guerra sannitica Roma consolidò la sua posizione nel Lazio Meridionale e durante

la guerra latina (340-338) i sanniti appoggiarono i romani.

Seconda guerra sannitica (326-304).

Nel 328 ci furono provocazioni reciproche, ma i romani fecero il passo più grande creando la

colonia latina di Fregellae in territorio sannitico.

Nel 326 occuparono per poi abbandonarla e riconquistarla nel 310, la città sannitica di Allefe.

Dopo le vittorie di Roma nel 322, le legioni dei consoli furono costrette alla resa. Esse furono spinte

in una gola e furono circondati alle forche caudine.

La guerra riprese nel 316 ed i sanniti si allearono con Equi, Marsi, Etruschi, campani ed altre

popolazione e riuscirono a vincere a Laurìtulae nel 315.

Nel 311 la Battaglia di Talion, Roma conquistò per breve tempo Boviano.

Nel 305 avvenne la sconfitta per i sanniti e Roma riconquistò Boviano.

Roma fondò sul territorio sannitico molte colonie (Luceria, Saticula, Sora ecc.)

In questo periodo Appio Claudio Cieco fondò la via Appia che portava da Roma a Capua. Inoltre

propose che la valutazione dei beni per essere inquadrati nelle centurie elettorali e militari si basasse

sia su beni immobili che mobili.

Terza guerra sannitica (298-290)

Nel 299 mentre i romani erano impegnati a combattere contro i galli senoni, i sanniti assalirono i

Lucani, alleati dei Romani.

Nel 295 i sanniti vinsero sui romani a Camerino, ma poi vennero sconfitti a Sentino.

I sanniti furono trattati come prigionieri arresi (decicticii) e il territorio di Sannio fu distribuito al

popolo romano.

PIRRO IN ITALIA.

Poco dopo le guerre sannitiche Roma combattè contro una potenza fuori dall’italia, per la prima

volta: la monarchia ellenistica dell’Epiro con il re Pirro.

I Romani volevano penetrare in magna Grecia, con la quale avevano iniziato molti contatti.

Il progetto di Pirro era quello di inserirsi nelle contraddizioni delle città della magna grecia e avere

un’egemonia greca su quell’area; contrastare quindi i romani e poi confrontarsi con Cartagine per

creare un nuovo regno ellenistico in occidente.

Egli sarà sostenuto da tutte le monarchie ellenistiche (macedonia siria egitto) e dai Greci.

Roma aveva alleanze con Crotone e Napoli e guarnigioni militari in altre citta meridionali che

sostenvano citta guidate da aristocrazia.

La città di taranto, democratica entrò in conflitto con Roma.

Inizio della guerra.

Nell’autunno del 282 10 navi da guerra romane entrarono nel golfo di Taranto, che lo prese come

un casus belli romano per iniziare la guerra. Così taranto marciò su Turi, alleata di roma,

costringendo alla fuga le legioni e il regime aristocratico

Taranto poi chiese aiuto a Pirro che sbarcò in Italia con un grande esercito ed elefanti da guerra.

I romani arruolarono anche i proletarii e riuscirono ad avere un esercito di poco superiore a quello

di pirro. Nel 280 si scontrarono ad Eraclea ma i soldati romani furono sconfitti per gli elefanti.

Dopo la vittoria, i popoli italici e città greche si allearono a Pirro fornendogli aiuti.

Ma Pirro invece che attaccare cercò un accordo.

Appio Claudio Cieco spinse per continuare la guerra.

La battaglia decisiva fu ad Ascolum nella primavera del 279 ma Pirro vinse di nuovo grazie agli

elefanti.

Ora Pirro mirava alla costruzione di un grande regno greco in Sicilia, ma aveva Roma e Cartagine

come avversari

Nell’autunno del 279 Cartagine stipula un alleanza in parità con Roma per un azione anti-pirro.

In un primo momento l’avanzata di Pirro sulla Sicilia continuò, ma i cartaginesi lo fermarono e

Pirro tornò in Italia per aiutare i suoi alleati sanniti attaccati da Roma. Nel 275 a Benevento i

romani trionfarono battendo la falenge di Pirro e mettendo in fuga gli elefanti.

Pirro muore in una battaglia in macedonia: mentre corre ad Argo una donna lo colpisce con una

tegola e muore.

LE DINAMICHE ECONOMICHE E LA PRIMA MONETAZIONE.

Grazie alle vittorie ci fu una grandissima espansione territoriale, con la creazione di 20 colonie e

l’assegnazione di terre ai cittadini.

Si assiste alla prima formazione della grande proprietà terriera.

Le leggi Lacinie sestie limitavano l’uso del agro pubblico a 500iugeri di terra (125 ettari). La città

di Roma si ingrandisce e si abbellisce di templi e opere pubbliche finanziate dal bottino di guerra.

Si sviluppano anche importanti attività artigianali in bronzo o le ceramiche a vernice nera che

vengono commerciate in Gallia,spagna e grecia.

L’allargarsi degli scambi rese necessario l’adozione della moneta, gia inventata in Grecia nel 6°sec.

Le prime forme di pagamento a Roma consistevano in barre di rame che valevano solo il loro peso

(aes rude)

Ora si introducono lingotti di rame fuso con immaini diverse. Il loro peso era ca. 1625gr. e il loro

valore doveva esser superiore a qullo del loro peso: inizia così la civiltà della moneta

Tra il 214 e 211 i romani adottarono un particolare sistema monetario. (vedere tabella pag.82)

Il denario d’argento era il perno del sistema. Pesava 4gr e valeva circa 4dollari.

LA FRONTIERA SETTENTRIONALE: I GALLI E LE PRIME COLONIE.

Quasi contemporaneamente alla sua espansione meridionale Roma dovette combattere contro i

Galli cisalpini. Essi erano dediti alla caccia e pastorizia e i loro sacerdoti erano i druidi.

Prevedendo il pericolo Roma fondò colonie di cittadini-soldati vicino a quelle zone. Nel 289 furono

fondate Sena Gallica, Ariminum.

Davanti agli attacchi dei Galli Roma cercò sia di dividerli creandosi nuove alleanze, sia con

repressoni violente.

Nel 255 le trivu galliche dei Boi e Insubri alleati con galli transalpini e germanici penetrarono in

Italia ma a Telamone a 3 giorni da Roma vennero fermati e sconfitti.

Era ormai chiaro che per sicurezza bisognava conquistare tutta la gallia cisalpina.

Nel 218 vennero fondate le colonie di Cremona e Piacenza.

Roma cominciò a colonizzare il settentrione.

Nel 187 venne costruita la via Emilia che collegava Rimini a Piacenza passando per Modena e

Parma.

Circa nel 150 fu costruita la via Postumia che collegava Genova (e Roma con la via Aurelia) ad

Aquileia.

L’estensione e la ricchezza dei territori sbalordì i romani. Vennero bonificate molte zone paludose e

organizzate in decumani e cardi massimi che suddividevano il territorio in unità agrarie di base.

5. L’Età DELL’IMPERIALISMO

CARTAGINE.

Essa era una colonia fenicia fondata nel 9°sec. presso l’attuale Tunisi.

Aveva una costituzione mista che comprendeva tre poteri: quello di re o magistrati, degli

aristocratici e del popolo.

I magistrati, i suffetti, avevano carica annuale; a differenza dei consoli romani, che erano leader

politici e militari, avevano solo il potere politico. Il loro potere era controllato da un assemblea di

vecchi nobili e da una del popolo.

Il potere militare era detenuto dai Strategoi con carica pluriennale.

Cartagine aveva un economia per lo più basata sui traffici commerciali, ma anche l’agricoltura era

fiorente.

La sua cultura era fortemente influenzata da quella greca.

Essendo una potenza commerciale dovette stipulare accordi con le potenze che frequentavano il suo

stesso mare, quindi con etruschi e romani.

Il primo trattato romano-cartaginese risale al 509 ma in esso risulta preminente il ruolo di

Cartagine rispetto a Roma.

Il secondo trattato, fu equo, quello di alleanza contro Pirro, nemico comune.

Un terzo trattato verrà stipulato dopo la prima guerra tra le due potenze: il trattato dell’Ebro

(fiume spagnolo) nel 226 che impedirà a Cartagine di espandersi a nord del fiume.

LE GUERRE PUNICHE.

Dopo la vittoria su Pirro, la città di Messana (messina) venne occupata da truppe di mercenari, i

Mamertini (perché adorano marte dio della guerra). Siracusa li sconfisse nel 270 ed essi chiesero

aiuto prima ai cartaginesi, che però si allearono a Siracusa e poi ai Romani.

La guerra a roma fu sostenuta dalle famiglie nobili, che miravano ad avere privilegi e ricchezze in

caso di vittoria (fabii e Claudii) anche se Roma non era ancora preparata per affrontarla.

Furono usate come giustificazioni il fatto di non voler rispettare la promessa di aiuto ai mamertini e

anche per evitare un espansione di Cartagine in Sicilia.

Il conflitto avvenne sia a terra che in mare. Seppur Roma costrui una buona flotta, in mare era

svantaggiata e inventò i “corvi” ponti arpionati che si agganciavano alle navi per poter combattere

con la fanteria.

La prima guerra Punica (264-242)

All’inizio i romani guidati dal console Appio Claudio nel 264 sconfissero Cartagine e Siracusa a

Messina.

Nel 260 i romani vinsero la battaglia a Milazzo ed intanto attaccarono i cartaginesi in sardegna e

corsica.nel 255 Regolo vien battutto in Africa ma nel 242 il proconsole Lutezio Catulo sconfisse

definitivamente cartagine alle Isole Egadi.

Nel 241 Cartagine fu costretta a consegnare i prigionieri e Pagare un tributo.

Sicilia Corsica e Sardegna divennero le prime province romane: territori extra italiani sottoposti al

comando e allo sfruttamento di un magistrato romano investito di imperium : vennero quindi creati

2 nuovi pretori. Il territorio in cui il magistrato esercitava il suo imperium era detto provincia.

Compiti del pretore: difesa, leggi, mantenere l’ordine intreno, esazoine delle imposte.

Cartagine però continuò ad espandersi in Spagna e Roma stipulò il trattato dell’Ebro con essa nel

226. Questo impediva a Cartagine di espandersi a nord del fiume Ebro.

Però i Romani stipularono un alleanza con la città di Sagunto che essendo a sud dell’Ebro era in

territorio cartaginese.

Nel 219 Annibale assediò Sagunto.

Seconda guerra punica (218-202).

Il motivo fu quello di avere la supremazia nel mediterraneo

Dopo ave assediato la città, Annibale superò i pirenei sconfisse i Celti e se li alleo con denaro.

Nel 218 passo le Alpi al passo del Monginevro e penetrò in Italia. Sconfisse i romani nella battaglia

del Ticino.. poi si diresse a sud.

Sconfisse i romani ripetutamente nella battaglia del Trebbia, del Lago Trasimeno e a Canne

(Apulia), nell’agosto del 216.

Annibale si cerca degli alleati ma lo appoggiano solo. Taranto, Macedonia di Filippo V (prima

guerra macedonica), regno di Siracusa in cui Gerone II era morto.

Tra il 216 e il 204 i romani adottarono una tattica di temporeggiamento con Quinto Fabio

Massimo, attaccando il nemico negli accampamenti, indebolendolo.

In Spagna i due scipioni tentarono di bloccare i cartaginesi ma nel 211 vennero battuti e uccisi.

Così Asdrubale, fratello di Annibale, attraversò le Alpi e cercò di raggiungerlo con i rifornimenti

ma venne sconfitto nella battaglia del Metauro nel 207.

Annibale fu uno stratega militare abilissimo: inventò tattiche fantasiose in ogni battaglia.

A Canne di fronte all’attacco di fanteria romano, fece arretrare la parte centrale del suo esercito, i

romani avanzarono ma si trovarono circondati.

Usò questa tattica anche nella battaglia di Zama in Africa nel 202, dove però i romani guidati dal

console Scipione “l’africano” lo sconfissero definitivamente.

Annibale fu sconfitto anche perché credette che dopo Canne i popoli italici e i celti attaccassero

Roma, cosa che non successe.

Inoltre non mise in preventivo che Roma con la sua popolosità potè riformare più volte l’esercito

dopo le sconfitte.


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Riassunti di storia romana ottenuti dall'elaborazione del libro. Gli argomenti trattati sono: la tradizione letteraria, la storiografia romana, origine di Roma, Dionigi di Alicarnasso, crisi, età arcaica, tradizione monarchica, l'età medio repubblicana, Roma in magna Grecia, la conquista dell'egemonia in Italia, etc.etc.


DETTAGLI
Esame: Storia romana
Corso di laurea: Corso di laurea in beni culturali
SSD:
Università: Trento - Unitn
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher summerit di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Trento - Unitn o del prof Migliario Elvira.

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