Le fonti letterarie
Generi letterari e ricostruzione storica
I generi letterari che interessano la ricostruzione storica sono:
- La storiografia, che riguarda anche la storiografia tardoantica ecclesiastica, ci interessa per la ricostruzione storica romana. Gli scrittori antichi, greci e romani, che si sono occupati della storia di Roma, sono di molto successivi alla storia che narrano; la storia è sottoposta a una visione critica e faziosa. Inoltre, molte opere di questi autori sono state tramandate in maniera frammentaria da altri, riportando parti di testo sempre travisate in maniera parziale e tendenziosa. In più, ci sono testi a volte censurati, a volte a causa della damnatio memoriae, a volte perché l'autore non era considerato valido (es. caduto in disgrazia); spesso vengono riportati solo riassunti, come le decadi di Livio, per semplicità di consultazione. È dunque necessario un approccio critico rispetto alle opere analizzate. Alcuni testi sono riportati in modo sbagliato perché, per timore di perdere delle opere, a volte a causa di eventi imprevisti, quali incendi o fatti storici di grande portata, come la caduta dell'Impero d'Oriente, questi testi sono stati recuperati in maniera parziale e trascritti in fretta per evitarne la perdita totale.
- Essendo la storia scritta dai vincitori, gli autori che hanno rappresentato la visione dei vinti o dell'opposizione non sono stati trasmessi; per esempio, il caso dell'esilio di Ovidio. Ovidio fu un personaggio importante nei circoli augustei, ma quando finì in esilio le sue opere furono distrutte per non essere trasmesse; fortunatamente, ciò che conosciamo ora di Ovidio è stato tramandato in modo indiretto da autori successivi o contemporanei.
- Uno dei più antichi frammenti della storiografia di Roma Arcaica è quello di Dionigi di Alicarnasso che riporta un frammento dell'opera perduta di Ellanico di Lesbo, che riguarda le sacerdotesse di Era ad Argo. Il testo di questo scritto ha due possibili significati: "Dicono che Enea, venendo dal paese dei Molossi, giunto in Italia, dopo/insieme ad Odisseo divenne fondatore della città di Roma, chiamata così dal nome di una schiava." La differenza riguarda sia un fattore cronologico, sia un fattore di unione tra Ulisse ed Enea; questo punto del testo è controverso; l'edizione critica presenta diverse opzioni.
- Meta + Accusativo, dopo Odisseo
- Sun/Meta + Genitivo, con Odisseo
Lo stemma è la cartina dei manoscritti. Il testo di Dionigi di Alicarnasso è rappresentato con la lettera A, in quanto è il più antico; gli altri codici, indicati con lettere diverse, sono esemplari dell'archetipo, rappresentato dalla lettera X, che a noi non è pervenuto. Le lettere in greco indicano esempi intermedi, derivati ma non osservati, quindi esemplari di copiatura che pensiamo siano esistiti ma che non ci sono pervenuti. Lat.1 indica la produzione latina, quindi una traduzione; le linee tratteggiate indicano il fatto che la parentela tra i codici sia incerta. Dunque, è necessario indagare nelle edizioni critiche prima di affidarsi ad un autore.
Altri generi letterari
Un altro testo da considerare è il testo Storia di Roma dalla sua fondazione; VI, 1,1 di Livio, che mette in luce le difficoltà e i punti più incerti sullo studio storico. Il fatto storico è di ottocento anni precedente; i primi cinque libri di Livio vanno dalla fondazione della città all'incendio gallico, ma ciò che c'è prima non è attingibile da parte dell'autore; se anche dopo l'incendio gallico alcuni documenti, quali gli annales dei pontefici, si fossero preservati, dopo il 390 a.C. si trovano documenti privati, conservati dalle famiglie aristocratiche di Roma. Dunque, la ricostruzione non ha un fondamento scientifico, ma fa fede a ricostruzioni precedenti e storia mitologica. Anche al tempo, dunque, gli storici non ignoravano del tutto un metodo scientifico nella critica delle fonti.
- La biografia, sottogenere della storiografia, è un genere letterario che risponde a esigenze diverse da quelle della storiografia, già secondo l'opinione degli antichi. Tende a mettere in luce pregi, difetti e caratteristiche che rendono un personaggio necessario al ricordo. Plutarco, nell'introduzione della vita di Alessandro Magno, a confronto della vita di Cesare, dice di non scrivere storia, ma biografia, proprio perché nei fatti più celebrati non c'è sempre un carattere biografico. A volte, in episodi anche secondari può comparire un aspetto più significativo a livello biografico.
- La geografia, connessa al sapere storico (Tacito) ma che resta una specializzazione tematica. Strabone e Pausania (di cui la geografia è strettamente interconnessa all'aspetto storico). Strabone di Amasea è autore di una geografia in 17 libri, più umana che fisica, e studia il passaggio dei popoli; Pausania si avvicina più a una storia dell'arte, con interesse spiccato per monumenti e per le opere d'arte, apportando informazioni importanti anche per il luogo di cui tratta.
Un passo importante di Strabone tratta dell'Asia Minore e si concentra sulla zona della Cilicia. In questo passo Strabone parla della pratica della pirateria; i cilici, infatti, facevano pirateria e commerciavano schiavi, che non solo venivano catturati, ma venivano trasferiti a Delio. I romani, dopo la conquista di Cartagine e Corinto, avevano bisogno di molti schiavi; il commercio aumenta esponenzialmente, tanto che Strabone la delinea come un'attività economica di grande successo. Per quanto riguarda la pirateria, in età repubblicano-ellenistica (III – II sec a.C.) diventa semplice per i pirati, non essendoci più dei poteri forti, fare delle scorrerie e rapire persone per rivenderle come schiavi. Ciò avviene anche perché nell'isola di Delo si organizza un mercato molto fiorente che diventa un porto in grado di accogliere fino a 10 mila schiavi alla volta. Dopo la conquista di Roma nel Mediterraneo, che è più di carattere economico, c'è un nuovo sbocco per la merce umana; i romani avevano necessità di schiavi come forza economica.
Quando Strabone descrive i diversi territori, non di rado propone un excursus storico su una regione e sulle definizioni geografiche delle diverse regioni. In un caso significativo Strabone fa riferimento a Antioco di Siracusa (autore non pervenuto, ma conosciuto per fonti indirette) per spiegare che ai Bretti (bruzzi-calabresi) appartiene uno strato di costa fino allo stretto di Sicilia, lungo circa 1250 stadi (240 km) - e l'Italia corrispondeva, ai tempi di Antioco, a parte della Calabria e della Basilicata. Nel VI libro specifica che in tempi ancora più remoti, secondo Antioco, si chiamavano Enotri coloro che soggiornavano tra l'Istmo e lo Stretto (2000 stadi, che corrispondono a 360 km). Strabone ci mette quindi in guardia rispetto ai tempi in cui scriveva Antioco, dicendo che l'Italia era davvero più piccola rispetto a quella che aveva vissuto lui stesso. Il V libro, invece, descrive la situazione dell'Italia nel periodo della sua contemporaneità.
- L'antiquaria, genere un po' particolare, quasi enciclopedico. Sono quegli scrittori che raccolgono sotto varie categorie (come nelle nostre enciclopedie tematiche) le notizie di diverse tipologie; storie dedicate alla storia della lingua, storia naturale, storia delle istituzioni; gli autori sono tutti dell'età imperiale.
- Varrone (116-27 a.C.). L'opera più importante è il de lingua latina, e attraverso la ricerca sull'origine delle parole ricostruisce molti aspetti della genesi di Roma antica.
- Plinio il Vecchio (23-79 a.C.) parla della storia naturale, in un'enciclopedia scientifica che parla dei fenomeni geologici, degli animali e altre moltissime discipline. Fa riferimento o a singoli fenomeni naturali (eruzione del Vesuvio) o all'evoluzione delle tecniche agricole e della tecnologia usata nell'agricoltura. Parla anche di piante.
- Aulo Gellio (II sec. d.C.) e Macrobio (V sec. d.C.) scrivono dialoghi all'interno dei quali personaggi illustri discutono su varie tematiche. Questioni linguistiche, filosofiche, storiche (le saturnalie di Macrobio, con un'ambientazione fittizia).
- Valerio Massimo, nei detti e fatti memorabili raccoglie esempi e modi di comportarsi in base alle situazioni in cui può trovarsi un personaggio pubblico.
Sono evidentemente opere miscellanee, che contengono notizie di vario genere, a carattere enciclopedico. Dal de lingua latina di Varrone possiamo leggere a riguardo della denominazione che hanno le tribù. La popolazione di Roma era divisa in tre unità organizzative (Tizianensi, Ramnensi, Luceri) e Varrone vuole spiegare queste tre denominazioni; va a ricercare informazioni da Ennio, e ci dice che queste tre denominazioni hanno origine etnica: Tizianensi prenderebbe il nome da Tito Tazio (mitico re dei sabini) i Ramnensi da Romolo, fondatore di Roma, e Luceri da Lucumone che è il nome del massimo magistrato degli etruschi. La prima originaria suddivisione era di tipo etnico e quindi queste tre tribù erano quelle più importanti nella fondazione di Roma. Varrone ricostruisce una dimensione storica importante; al di là che le informazioni siano false o vere, nell'epoca di Varrone c'era questa credenza. (per esempio, la storia di Archimede che non accettò il soldato romano e si fece uccidere pur di non distruggere il suo studio, tracciato sulla sabbia.)
- La trattatistica politica;
- Cicerone (106-43 a.C.) che scrive il De republica e il De legibus, ragionando sull'esperienza dello stato romano e proponendo il suo ideale statale; Cicerone proietta delle strutture appartenenti alla I Repubblica, e fa una rielaborazione filosofica che ci fornisce un aiuto per comprendere le evoluzioni storiche dello stato romano.
- Seneca (4-65 d.C.) che ci aiuta a comprendere il rapporto imperatori / senato. Seneca scrive trattati politici (La clemenza e I benefici) che spiegano come funzionava il principato. Nel De clementia tratteggia la figura ideale del principe, e nell'altro trattato, I benefici, pone il problema della natura del potere; parla di come il filosofo stoico si pone nei confronti del potere, che sempre più tende a diventare autocratico e a slegarsi dalle forme di partecipazione democratiche a cui Roma era abituata fino ad allora. Sono opere di intellettuali che sono anche uomini pubblici e politici (sia Seneca che Cicerone perdono la vita per ideali politici).
- Plutarco, intellettuale (50-125 d.C.) scrive un numero enorme di trattati, tra i quali spiccano le questioni romane, che raccolgono informazioni nuove sulle istituzioni pubbliche e private romane. Plutarco, greco formatosi ad Alessandria, scrive di Roma attraverso un'ottica attenta alla matrice politica e filosofica.
Seneca, ne La clemenza, espone nel proemio il proposito di fornire al nuovo imperatore Nerone, allievo di Seneca, che la madre aveva scelto come precettore, e si propone di fornire una serie di direttrici morali per la condotta del sovrano. Seneca in questo testo vuole proporosi all'imperatore come aiutante nello svolgimento del suo compito regio, che consiste nel saper amministrare come una divinità, portando in terra l'ordine divino. Il mondo, secondo Seneca, non è un mondo ordinato (è l'idea dell'homo hominis lupo) e la virtù del princeps deve essere la clemenza; è necessario essere consapevoli di esercitare al meglio le virtù per regolare la vita pubblica. Non è esattamente il pensiero di un senatore della repubblica, quale è Seneca, ma un tentativo di formare l'imperatore al fine che egli agisca in accordo con il senato. Seneca stesso è però anche capace di opere di carattere “più leggero”, come pamphlet di natura politica, che sono opere di immediato utilizzo nella lotta politica. Opera esempio è l'apocolocyntosis, la santificazione dello zuccone. È una satira nei confronti di Claudio, che Seneca disprezzava profondamente, e che prende in giro parlando del post mortem; anziché divinizzato, come gli altri augusti, Claudio viene “zucchificato”. Seneca in questo testo prende in giro Claudio dicendo che gli astrologi gli fanno i funerali tutti gli anni e tutti i mesi, mentre Claudio aveva fatto persecuzioni verso gli astrologi stessi per evitare che venisse diffuse profezie funeste riguardo la caduta del suo governo. Claudio è considerato come un uomo mai nato. Anche in un passo di Tacito, Claudio aveva richiesto al senato di far entrare dei senatori galli nel senato, adducendo a giustificazione che la forza di Roma è l'integrazione; noi sappiamo anche da altri documenti che Claudio concesse la cittadinanza a tanti popoli, per esempio quelli del Trentino, che già abitavano all'interno dei confini romani e che avevano somiglianze dal punto di vista amministrativo ai romani stessi. Tale integrazione non era certo ben vista da molti altri cittadini, che non vedevano di buon occhio le idee di apertura dell'imperatore.
- Flavio Giuseppe, di origine ebraica, che prende il nome dalla gens Flavia, scrive opere importantissime sulla guerra giudaica, un'opera sulle istituzioni e sulla storia degli ebrei. Scrive poi un'operetta che cerca di smontare le posizioni degli autori antisemiti che scrivevano e diffondevano false informazioni sul culto ebraico.
- Procopio di Cesarea, la storia segreta (490-565 d.C.). Importante generale di Giustiniano che aveva imparato a conoscere l'imperatore, scrive una sorta di biografia all'incontrario dopo aver vissuto a stretto contatto con il princeps, e condanna e diffonde informazioni scandalistiche riguardo la vita di Giustiniano e di sua moglie.
- Valerio Massimo organizza una serie di brevi aneddoti di detti e fatti della Roma Antica; tali informazioni servivano come materiale scolastico o per i retori, che inserivano nei loro discorsi esempi efficaci. L'opera è divisa in categorie.
L'apologetica cristiana
- Genere che illustra i rapporti tra cristianesimo e Impero composto da una serie di trattati, prodotti tra il I sec. a.C. e l'inizio del II sec. a.C., che si propongono di difendere la cristianità dalle accuse del paganesimo. Le apologie più antiche sono quelle di:
- Giustino, che scrive la sua opera rivolgendosi ad Antonino Pio e al senato;
- Tertulliano;
- Altre opere che possono essere inserite anche senza essere necessariamente apologetiche sono le opere di Diomede di Alessandria, in particolare il protrettico, che è un'opera di proselitismo, ossia un trattato in cui viene spiegato che l'ideale conclusivo della religione pagana è la conversione al cristianesimo.
- Clemente di Alessandria, che vuole denigrare la religione pagana anziché sostenere o difendere il cristianesimo.
- Lattanzio che vuole invece dimostrare come chi ha attuato persecuzioni contro i cristiani è morto in modo crudo e che non conviene perseguitare i cristiani. (ma di nuovo non ci muoviamo esattamente verso l'apologetica).
- Infine, una serie di scritti impropriamente collocati nell'apologetica sono gli Atti dei martiri, una raccolta di processi contro personaggi cristiani di cui si vuole fare una santificazione; per mantenersi fedeli alla religione cristiana questi credenti hanno sacrificato la vita. Gli atti più antichi sono delle riprese abbastanza fedeli di atti processuali autentici e assumono forme di carattere agiografico (narrazioni di vite di santi); sono atti processuali e politici, ma sono in realtà poco affidabili dal punto di vista della legge. Gli atti dei martiri pagani sono atti processuali contro l'elite alessandrina che secondo tali atti avrebbero condannato a morte dei greci di Alessandria, perché si voleva favorire la parte ebraica. Sono impropriamente chiamati Atti dei pagani, perché non c'è una vera contrapposizione etnica o religiosa. Interessante è però la ripresa del documento autentico; si trascrive il processo di questi alessandrini. Gli atti dei martiri scillitani riprende molto gli atti processuali dell'epoca anche se la critica è divisa sull'autenticità di tali. Nel libro LXXII si racconta di cristiani che leggono la condanna a morte come un martirio voluto da Dio; molte delle informazioni fornite non sono necessarie agli atti processuali e non sappiamo se solitamente esse venissero inserite, in quanto solitamente si riportavano le parole del giudice, e non interventi non necessari alla disputa della causa.
Trattatistica militare, genere di ovvio interesse per la storia militare, in genere per tutta la storia romana, data la connessione stretta tra l'organizzazione dell'esercito e l'organizzazione delle strutture politiche e sociali. È da ricordare che il III sec. a.C. vede l'ingresso della fascia sociale militare nel governo romano. Frontino (40 d.C.-104 d.C.), che racconta negli stratagemmi le tattiche militari che hanno portato al successo Roma; le cose militari, trattato anonimo risalente al IV sec. d.C. Vegezio, l'arte della guerra, redatto a fine IV sec. e inizio V sec. d.C. In un passo importante Vegezio racconta il come e il perché cade l'impero romano, dal punto di vista di uno studioso di tecniche e tattiche militari.
Oratoria
- Cicerone, le orazioni, pronunciate sia come avvocato (quando i casi di cui si occupa sono casi importanti che riguardano la vita politica e pubblica) sia come senatore (catilinarie, filippiche). I commenti alle orazioni di Cicerone sono inoltre davvero importanti, anche se non vengono studiate a scuola; Quinto Asconio Pediano ci aiuta, attraverso i suoi commenti, a comprendere meglio il significato e il contesto in cui si sviluppano le orazioni.
- Plinio il giovane, governatore della Bitinia, è autore del Panegirico di Traiano, orazione pronunciata in senato, in cui traccia una biografia di Traiano. L'opera è importante perché di Traiano non ci resta molto, e il panegirico ne copre una delle tante lacune.
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