Le fonti per la storia
Lunedì 11 febbraio 2013
Le fonti per la storia sono insostituibili e molto importanti perché possono offrire documenti di lavoro e conferme. Le fonti sono le basi per la ricostruzione. Non ci sono pervenute tutte le fonti del passato e questo complica le cose perché non sempre è possibile un controllo incrociato. Non ci sono pervenute per: l’incuria dei secoli, i danni causati dall’uomo (distruzione Biblioteca di Alessandria d’Egitto), scelta di conservare delle opere piuttosto che altre in base alla dignità scolastica (non tanto per la veridicità quanto per la forma) [es. Livio non si è salvato per intero perché era troppo lungo, ci sono però pervenuti dei riassunti, le perioche].
Non abbiamo nessun originale autografato, le fonti pervenuteci sono copie di copie (si occupa di questo la filologia che basandosi su canoni indica allo storico l’età e le caratteristiche della copia).
Canoni storiografici romani
- La storiografia è parte della letteratura.
- Libertà dello storico di far propria la materia. Cita degli scrittori precedenti, ma non è obbligato a fornire la citazione bibliografica.
- Prevalenza delle esigenze artistiche e morali sull’esattezza storica. [Livio modifica spesso i fatti per non turbare lo stile. Ad esempio nel passaggio delle Alpi di Annibale (Livio 21), la descrizione è generale, realistica, ma non descrive un luogo geografico preciso visto da Livio che sia realmente il vallo attraversato da Annibale. Sono indicazioni piuttosto generali.]
- Alterazione e amplificazione dei fatti per ragioni di orgoglio nazionale e gentilizio. Lo scopo celebrativo rendeva lecite certe alterazioni del processo storico [ad es. sappiamo che Livio volle raccontare con molta partecipazione le origini di Roma per distogliere lo sguardo dai mali del presente. La sua volontà fa sì che non faccia uno studio storico dei fatti, ma solo esaltare. Livio è l’ultimo annalista degli Annales Maximin in età Augustea (annali: i pontefici esponevano su una porta la tabula albata, ossia una tavola bianca in cui venivano scritti gli avvenimenti più importanti dell’anno, non solo politici, ma soprattutto atmosferici, pestilenze, eclissi…). Però Livio non possiede fonti precedenti all’incendio gallico quindi fa una ricostruzione.] Orgoglio nazionale: sminuire le sconfitte e accentuare le vittorie. Orgoglio gentilizio: esaltare una famiglia (es. sembra per un certo periodo ogni cosa che succede a Roma sia opera dei Fabi, altre volte dei Valeri… non era proprio così, dipende dal chi scrive chi vuole esaltare). Allo storico antico è permesso l’uso del verosimile.
- Indifferenza e trascuratezza per i dati economici, sociali e statistici. Sono gli storici moderni a ricavare questi dati dalle fonti, ma non era intenzione degli storici antichi trasmettere questi dati e descrivere la società che conoscevano benissimo.
Le fonti epigrafiche
- Le iscrizioni sono importanti perché rappresentano per gli antichi cose di ovvia conoscenza. L’utilizzo delle iscrizioni come fonti scritte c’è sempre stato, ma la vera svolta arriva nel 1863, quando le scrizioni vengono considerate fonti primarie, con la pubblicazione del primo di 16 volumi di Th. Mommsen del CIL (Corpus Iscriptionum Latinorum). Il primo volume contiene ordinate di criterio cronologico (iscrizioni di età repubblicana, fino alla morte di Cesare). Dal secondo volume in poi invece sono ordinate secondo un criterio geografico (perché le iscrizioni di età repubblicana sono poche, mentre dal I al III sec aumentano tantissimo). Nell’ultimo libro invece c’è un ritorno all’ordine cronologico dovuto alla pubblicazione dei Diplomi Militari.
- Tra il 1893 e il 1916 H. Dessau pubblica 5 volumi le Iscriptiones latinae selectae.
- Le idee precedenti nascono nel periodo del positivismo in cui si credeva possibile raccogliere tutto il sapere riguardante un ambito. In realtà con il tempo sono nate opere minori frutto dell’orgoglio nazionalistico dei diversi stati che raccolgono le iscrizioni legate alle singole località di scavo (es. Iscription latines de la Gaule (1928)/Iscriptiones Italiae (1931).
- Ultimamente sono nate anche pubblicazioni on line: e.g Epigraphische Datenbank Heidelberg, EDR (Epigraphic Database Roma).
Sono quindi raccolte in “corpus”.
Il contenuto delle iscrizioni: contenuto basato su abbreviazioni. Titolature imperatori, corso sonorum dei senatori e dei cavalieri, uffici minori, reclutamento militare e modalità di congedo, cura della rete stradale, distribuzione di grano, spettacoli, propaganda… e nei sarcofagi si trovano numerosissime iscrizioni funebri e poesie.
- Iscrizioni funerarie (sono le più numerose).
- Iscrizioni sacre (paganesimo/cristianesimo).
- Iscrizioni onorarie (in nome di personaggi pubblici).
Le fonti papirologiche
- La papirologia studia i testi greci e latini pervenuti su legno, papiro e ostraka.
- I documenti papiracei sono limitati per ragioni climatiche all’area mesopotamica. Ci offrono però informazioni importanti per l’economia, l’amministrazione e l’ambito giuridico.
- Sono iscrizioni private e quindi più vicine alla quotidianità e alla realtà (rapporto diretto, privo di mediazione).
- Non esiste un corpus unitario, ma delle raccolte basate su località geografiche (o di provenienza, o di conservazione).
- Esiste per esempio un frammento della Constitutio Antoniniana 212 a.C che in fonti ufficiali è solo citata, ma non trascritta.
- Ritrovamento di papiri letterari: poesie e opere letterarie (es. Cornelio Gallo scoperto nel 1998).
Le fonti numismatiche
La moneta è una convenzione giuridica: porta il nome di nomisma (dal greco “legge”) “in quanto non prodotto di natura, ma della legge” (ARST Eth NicV, 5).
Ne possiamo trarre informazioni di carattere:
- Tecnico artistico (fusione, coniazione, realizzazione artistica).
- Economico e finanziario (qualità e modalità di emissione, diffusione geografica).
- Politico e ideologico (propaganda).
Non esiste un corpus unitario. I romani accolgono la moneta a partire dal III IV sec. a.C. Circolavano due monete, una di bronzo (asse: 273 grammi) e una d’argento coniata a Capua su ordine di Roma. Poi in età repubblicana, compare la moneta aurea, coniata in Campagna, ma di uso secondario, mentre in età imperiale divenne la moneta ufficiale (solidus aureo di Costantino). Solo le autorità statali possono battere moneta, quindi è un’importante fonte storica anche se si pensa a episodi come la ribellione italica in cui gli italici come segno di autonomia si diedero una capitale nuova, Confino, e si misero a battere moneta. Silla, Pompeo, Cesare, Ottaviano, coniarono monete per i loro eserciti e da questo nacque la divisione tra moneta imperiale (aurea) e moneta senatoriale (argentea).
Viste le immagini:
- Della Moneta di Nerva. Da una parte c’è l’imperatore e dall’altra una sorta di propaganda, il disegno di una palma, SC (senatoconsultum: coniata dal senato), e la scritta “eliminata l’offesa del fisco giudaico” tassa imposta precedentemente da Domiziano. Altre monete portavano iscrizioni di prosperità: abbundantia, felicitas, cementia… o due mani che si stringono in segno di pace: Comcordia exercitum.
- Del Contorniato di Giulio Cesare a parte delle monete commemorative del IV V sec d.C, non hanno valore legale ed economico, servono solo come gettoni per gli spettacoli probabilmente per la propaganda in ricordo dell’antica grandezza romana. Importanti anche per la competizione religiosa tra cristianità e paganesimo. Delle volte alla figura di grandi personaggi politici si accosta una personificazione religiosa. Es. Vespasiano/Iside, Caracalla/Serapide, Costantino/Chirò-Cristo…
Le fonti archeologiche
- Sono le più appariscenti e le più importanti per la ricostruzione della storia della civiltà e della storia politica.
- Forniscono però spesso una cronologia relativa e non assoluta.
- Forniscono un contributo di conoscenza:
- Diretta: i monumenti erano già costruiti in antico per restare nel ricordo. (es. Colonna Traiana, vittoria su i Daci). Fonti meno numerose.
- Indiretta: rilievi tombali, mosaici, pitture. Fonti più numerose.
- Nel corso del ‘900 l’archeologia ha superato il pregiudizio storico artistico e si è aperta alle testimonianze della cultura materiale (oggetti di vita quotidiana). Archeologia e arte classica non sono la stessa cosa. La prima riguarda anche gli oggetti di vita quotidiana. Ad esempio le anfore sono molto importanti per capire: il luogo di fabbrica, la quantità e il genere di prodotti importati, il materiale di costruzione… Il Testaccio si chiama così per i cocci di anfore e detriti che venivano accumulati lì come detriti del porto di Ostia.
Le fonti archeologiche hanno come principale ambito di ricerca:
- La storia dell’economia antica.
- La storia militare.
- La storia politica e istituzionale.
- La storia dell’arte (contestualizzare un manufatto artistico e rapporto tra committente e destinatario).
Concludendo
Non bisogna pensare che queste discipline siano ausiliarie della storia romana. Sono parti diverse utili in modo diverso e quindi non c’è rivalità tra esse. Nessuna di queste discipline ha primati di tipo agonistico, ma sono tutte unite dalla stessa disciplina. Gli apporti delle diverse scienze hanno ampliato il concetto di storia e fornito diversi apporti alla stessa disciplina applicandosi a diversi ambiti.
Le origini di Roma
Martedì 12 febbraio 2013
Nel Lazio antico i vinti vennero presentati dalla storia romana come dei semplici ostacoli al progresso di Roma, dei popoli civilizzati dai romani. La storia di Roma appariva in questa prospettiva come la nascita della civiltà. Però negli ultimi decenni una serie di prospettive archeologiche hanno cambiato le prospettive delle popolazioni pre-romane. Queste popolazioni avevano raggiunto un livello di sviluppo molto ampio grazie anche al contatto tra diversi popoli (micenei e fenici). Quindi c’è un nuovo sguardo storiografico molto meno romanocentrico. Mosaico di genti diverse: italici (lingue indeuropee-Italia appenninica dal Po al meridione), etruschi (Toscana Umbria e Etruria), colonie greche (coste tirreniche, celti Italia settentrionale.) quando Roma divenne la potenza dominante vennero tutti romanizzati e assimilati al potere romano: fenomeno di urbanizzazione: gli altri popoli persero il senso di nazione e dimenticarono la loro lingua. La civiltà etrusca: risultato di apporti esterni su un sostrato autoctono identificata nella cultura villanoviana. L’elemento greco era presente ben prima che si attuasse la colonizzazione greca a partire dall’VIII sec a.C. infatti negli ultimi sec del II millennio numerosi ritrovamenti testimoniano grandi viaggi in occidente. Micenei attratti dal commercio. Questa presenza greca influenzò molto i popoli vicini, ad esempio a Comacchio è dimostrata la presenza di influssi greci evidenti nelle ceramiche ad esempio.
Nel Lazio antico
- Nel Lazio antico prevalgono insediamenti sulle alture a causa delle paludi nelle pianure. Nel X sec a.C il più importante è ad Alba Longa. Secondo la leggenda Roma sarebbe stata fondata nel 753 dal principe Albano Romolo. La documentazione dimostra che i colli erano già occupati nel II millennio a.C.
- L’area del Foro Boario, tra il Tevere e i colli più vicini al fiume (Campidoglio, Palatino e Aventino) è uno dei luoghi di più antica frequentazione nell’area della città storica di Roma: qui sorgeva l’Ara Maxima in onore di Ercole (il cui culto è stato collegato alle frequentazioni greche dal secondo quarto dell’VIII sec a.C e fenice dall’VIII sec a.C). Tutti i dati dimostrano che quest’area era la più frequentata. Perché la collocazione di Roma è così importante? Perché si trova al centro di un sistema viario e fluviale, che aveva nel Tevere il suo punto di riferimento.
- Dove c’è il Foro Boario convergono le vie Salaria e Campagna e il fiume Tevere è facilmente guadabile. (la via salaria: trasporto del sale dalle saline della costa fino alla sabina, la via campagna: prosecuzione della strada verso il Lazio meridionale e quindi della campagna). Il Foro Boario è un santuario di connotazione emporica, già nel XIV sec a.C (età del bronzo) era già frequentato perché all’estremità del foro gli scavi hanno portato alla luce numerosi cocci di ceramiche appenniniche che rappresentano i primi frammenti romani in quell’area. Abitata da pastori transumanti dall’area centrale che portavano il bestiame a svernare e ne approfittavano per rifornirsi di sale. Si crea quindi già nel passato un’area di commercio.
- Le prime frequentazioni risalgono al XV XIV sec a.C (“area sacra di Sant’Obono”).
La fondazione di Roma
- La natura del luogo non favorisce un insediamento unitario, ma frazionato. A questo frazionamento si lega la festa del Septimontium (sette colli, ma anche monti cintati ad indicare l’autonomia di ogni insediamento, festa celebrata l’11 dicembre a memoria della pluralità delle parti che costituivano la città). Nell’elenco dei colli che partecipano, non tutti, sembra privilegiata la posizione del Palatino, colle della tradizionale fondazione romana. Roma si trova quindi in una posizione geograficamente privilegiata. Vantaggi della vicinanza del mare, ma in posizione elevata.
Le origini di Roma nella leggenda
- Fonti storiografiche: Ab urbe condita di Tito Livio e Antichità romane di Dionigi di Alicarnasso. (! Fonti annali dei pontefici, ma Incendio della città! Quindi ci si basa sulla tradizione orale: canti e laudes funebri). Questi storici si rendevano conto però che queste documentazioni non erano attendibili, o erano state distrutte, o erano viste dal pdv dei romani.
- Confluenza di due tradizioni indipendenti, una greca (Enea) e l’altra locale (Romolo), e necessità di una loro conciliazione, anche a livello cronologico. Queste due tradizioni distinte hanno una necessità di conciliazione. La più accettata è la teoria Varroniana (di Varone, che si basa sull’età dei 7 re), ma secondo Timeo è l’814 la fondazione di Roma e coincide con la fondazione della sua nemica, Cartagine. Il problema di 4 sec di differenza tra le leggende è coperta dall’introduzione di Lavinio di Alba Longa. Lavinio sarebbe stata fondata da Enea che avrebbe, nel IV sec a.C, dato il nome della sua nuova sposa Lavinia, figlia di latini. Il monumento più importante di questa città è il tempio di Lavinio, con 13 colonne e una tomba monumentale (chiamata: eron) identificata come sepolcro di Enea (conferma della tradizione letteraria che lo vede morire come combattente proprio in quel luogo). Leggenda di Enea. Enea raggiunge le coste laziali ove sposa Lavinia, figlia del re dei latini, dando vita alla stirpe troiana-latina. Suo figlio Ascanio fonda la città di Albalonga, nei pressi del Monte Albano, da cui discendono gli stessi gemelli Romolo e Remo. In tal modo lo storico Livio ricollega l'origine di Roma (leggenda di Romolo e Remo) alla guerra di Troia, legittimando così la successiva supremazia romana (repubblicana/imperiale) sul mondo greco. La storia di Roma viene scritta da Tito Livio nei primi anni dell'età imperiale ricostruendo fatti avvenuti molti secoli prima e tramandate nel tempo con le leggende, i miti e le tradizioni. Nell'opera di Tito Livio è evidente la volontà politica della Roma imperiale (Caput Mundi) di voler cancellare l'umile origine pastorizia della città a favore della nobile origina greco-troiana. Le gesta eroiche di Enea sono narrate ed enfatizzate nel poema epico 'Eneide' scritto dal poeta latino Virgilio per celebrare la gloria di Roma.
- Alba Longa fu invece fondata dal figlio di Enea, Ascanio, 30 anni dopo Lavinio, legata alla leggenda della scrofa bianca che avrebbe dato vita a 30 maialini, dopo un numero di anni pari al numero di maialini i romani si sarebbero trasferiti da Lavinio a Alba Longa, qui sorgeva un santuario di Iuppiter molto venerato. Dalla dinastia di Ascanio sarebbe nato Romolo, figlio di Rea Silvia. Leggenda da vedere bene su internet. Leggenda di Romolo e Remo. I gemelli Romolo e Remo sono figli di Rea Silvia, figlia del re Numitore, e del dio Marte. Dopo l'usurpazione del trono da parte di Amulio, fratello di Numitore, i due gemelli sono abbandonati e allevati prima da una lupa e poi dal pastore Faustolo. Una volta adulti uccidono l'usurpatore Amulio. Al momento di tracciare il solco dei confini di una nuova città, il 21 aprile 753 a.C., tra Romolo e Remo scoppia una lite in cui lo stesso Remo viene ucciso da Romolo.
- Introduzione di elementi locali (Lavinio e Alba Longa e i loro re).
- Etimologia del nome Roma: da rumon voce onomatopeica, o da ruma “mammella” nel senso di “collina”.
Quando nacque quindi Roma?
Due ipotesi degli anni '50 del ‘900 basate sull’archeologia:
- Einar Gjerstad: fondazione della città intorno al 575 a.C. Quasi due secoli dopo la tradizione, quando si forma la fusione dei centri. Avvenimento epocale segnata archeologicamente dalla gettata di ghiaia sul foro per renderlo praticabile come centro politico e religioso della nuova città. Da lì a poco sarebbero sorti altri luoghi di riunione.
- Hermann Muller-Karpe: formazione della città intorno al centro naturale della valle del foro. Secondo lui la nascita di Roma non sarebbe avvenuta attorno un evento epocale, ma in modo graduale e a metà dell’VIII sec avrebbe raggiunto la sua realizzazione.
La prima ipotesi ha riconosciuto il favore dopo le scoperte di A. Carandini (trovati dei segni del solco tracciato da Romolo all’inizio della storia di Roma).
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