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Storiografia antica: contrapposizione tra realismo e idealità morale

Una caratteristica della storiografia antica potrebbe essere l’eterna contrapposizione tra "realismo" e idealità morale, fra Tucidide e Socrate. Essa è tutta aporetica sin dai suoi inizi, da Epimenide ed Ecateo. La storiografia partiva dal mondo del mito in cui si ricercava la ricostruzione dei fatti contemporanei nel modo più obiettivo possibile (irraggiungibile anche per Tucidide).

Caratteristiche della storiografia greca

Le due caratteristiche della storiografia greca sono riassunte da Eschine: la Tyche e la personalità che fanno la storia. Ovviamente la riflessione sui fatti induceva i greci a tentare interpretazioni razionali e tanto più l’interpretazione era razionale, tanto più a noi moderni ci dà la sensazione di "storicismo", ma che tale non era. Gli stoici parlano anche di Prònoia, divina provvidenza, e gli storici sui ministri ne mostrano l’unità dei fatti. Pronoia è quella che di continuo volge nel ciclo il tempo e ad ognuno assegna il suo posto secondo il fato, ovvero la moderna armonia prestabilita che non può confrontarsi con l’Assoluto dialettico del nostro storicismo!

Correnti di pensiero precedenti al razionalismo hegeliano

Prima del razionalismo hegeliano vi erano due correnti di pensiero:

  • Di scuola roscheriana-tucididea: i Greci pensavano storicamente e il loro "Historicismus" si fondava sulla rivelazione del farsi delle cose, partendo quindi da un relativismo sofistico ad uno "storicistico".
  • Nietzsche: dottrina dell’astoricismo greco.

Tali differenze di pensiero sono possibili perché noi ci ostiniamo ad applicare alla cultura greca, categorie nostre! Ma bisogna ricordare che ci sono tanti storicismi quanti sistemi di pensiero e che il comun denominatore è che l’Historicismus guarda a fenomeni concreti, non a leggi generali.

Rivoluzioni nella concezione della storia greca

La concezione della storia nel mondo greco cambiò con due rivoluzioni: la fine delle democrazie elleniche e l’avvento di Roma (storiografia romana parla dell’eternità di Roma). Le trasformazioni sociali hanno dato impronta comunque alla storiografia antica. La ricerca della verità, nella coscienza degli antichi, si rivolge alla storia contemporanea (oppure si faceva come Livio e Eforo che partono dalle origini per arrivare al contemporaneo).

Storiografia moderna e classica

Lo storico contemporaneo può essere obiettivo? La differenza tra storiografia moderna e classica è in ciò: i tucididei dell’Ottocento rovesceranno la convinzione storiografica classica, permeata nel Medioevo, cioè che l’oggetto della verità storica fosse il contemporaneo (il passato proprio perciò tale, non può essere garanzia di credibilità. Credibile e obiettivo è un fatto vissuto direttamente), nella convinzione che l’obiettività è raggiungibile solo attraverso la distanza, garanzia scientifica (critica storica).

Confronto con altre culture

Nel confronto con la cultura Mesoamerica, quella greca ha elementi in comune:

  • Coscienza del tempo, premessa dell’interesse al fatto storico
  • Idea del ciclo e del ritorno = la Ruota del Tempo maya
  • Idea di genealogie
  • Successione visiva (pitture) dei fatti storici
  • Tendenza retorica e cura dei discorsi (storiografia nauhatl)

Nel confronto con la cultura Cinese, con la sua "giustapposizione" documentaria distaccata: il corrispettivo del grande storico Shima Ch’ien fu Posidonio (135 a.C.). Riteneva che l’opera dello storico andasse consegnata all’eternità e l’esigenza un’unità della storia universale. Gli annali cinesi partivano da Confucio:

  • Ideali di giustizia e verità (cfr. Ecateo)
  • Storia = specchio per i posteri

Nel confronto con la cultura Giudaica preellenistica, quando c’era solo conoscenza con il mondo greco-romano:

  • Unità di geografia e storia nella Genesi e in Ecateo
  • Grande interesse per i particolari
  • Condanna del monarca iniquo (cfr. tristo Abimelek re di Sichem) presuppone la problematica del buon governo

Notevole è la loro capacità di rappresentazione storica attorno al tema centrale: l’azione di Javè nella storia. Differenze, mentre nel VI sec la storiografia giudaica ha formulato un giudizio sui re in base al loro atteggiamento verso il Tempio di Gerusalemme, nel V sec Ecateo inneggiava all’utilizzo di tesori sacri. Questa diversità è dovuta al "relativismo" del pensiero sofistico. La storia della storiografia greca è diversa a seconda che si ponga lo scritto Diossoi Logoi dopo alcuni scritti di Platone o più addietro al 450 a.C.

La storia delle origini

Trattato diffusamente dagli annalisti, noi consideriamo tale quel periodo che va dalla culla dell’infanzia di Roma fino al 500 più o meno, quando si diffuse la conoscenza e l’uso della scrittura in età repubblicana = storia di Roma. Ma i Romani comprendevano nella "storia" di Roma anche i 7 secoli trascorsi tra la storia di Albalonga e la cacciata del Superbo.

Il ricordo più antico di Roma arrivato fino a noi è in Antioco di Siria del 420 a.C. Gli annalisti greci non furono interessati alla storia di Roma, se non al mito delle origini collegabile con Troia. Il racconto annalistico si fondava sulla tradizione orale. Errato è intendere la storia di Roma, comprendendo in essa quella dei vari popoli italici, che ebbero una loro propria storia!

Fonti primarie: monumentali, epigrafiche, monete e scritti come manifestazione diretta del fatto storico da esse contemplato (periodo origini).

Fonti secondarie: le opere storiche nelle quali il fatto è mediato dall’interpretazione dell’autore.

Cronologia

  • Decemvirato legislativo (451 a.C.) – sottomissione dell’Italia peninsulare (270 a.C.)
  • Periodo delle grandi conquiste e guerre puniche (270-146 a.C.)

Monete: fonte di primaria importanza per storia economica, storica e artistica. Dopo la metà del IV sec si è iniziata la coniazione in Campania dell’aes grave fuso, prime monete d’argento romano. Nel 269 a.C. circa Roma inizia la coniazione di una propria moneta d’argento: il denarius, da qui l’istituzione della zecca in Campidoglio (A.A.A.F.F. = Argento, Auro, Flando, Feriundo).

Elogium: riassunto della carriera politica e delle res gestae.

Compiti del collegio dei Pontefici:

  • Regolazione del calendario, segnando l’elenco dei giorni fasti (era lecito trattare di affari civili) e giorni nefasti
  • Calendario = Fasti
  • Annotazione dei nomi dei magistrati supremi annuali della repubblica che davano i nomi agli anni (Fasti consolari Capitolini, nell’arco di Augusto-nomi magistr eponimi repubblic. E i nomi dei duci che avevano trionfato)

Nel II sec, esposizione annuale da parte del Pontifex Maximus al pubblico della tabula dealbata con i nomi dei magistrati dell’anno e i fatti più notevoli accaduti. Nel 130 a.C. il pontefice P. Mucio Scevola raccolse tutto il materiale e lo pubblicò in 80 volumi di annali: Annales Maximi.

Annalistica

Distinguiamo tre periodi:

  • I primi che scrissero in greco: Q. Fabio Pittore, contemporaneo della seconda guerra punica e inviato nel 216 all’oracolo di Delfi; L. Cincio Alimento, combattente nella guerra annibalica e suo prigioniero; L. Postumio Albino, tutti della classe dirigente e trattarono dalla storia delle origini alla loro età.
  • Storia narrata epicamente in esametri: Nevio (in saturni la prima punica), gli Annales di Ennio, le Origines di Catone.
  • Annalistica di età graccana: Cassio Emina, L. Calpurnio Pisone, Gellio, Sempronio Tuditanus, G. Fannio (monografia dell’età dei Gracchi).
  • Età sillana: Cla. Quadrigario, Licinio Macro (nel 73), al quale si attenne Livio, Valerio Anziate.

La storiografia romana nasce con l’annalistica di Fabio Pittore! (impero bilingue!)

Storici greci

  • Polibio: ottimo metodo critico, trattò tutto il periodo delle guerre puniche fino al 146 a.C. La sua Storia è il primo lavoro greco che possa considerarsi vera storia universale! (lo è anche quella di Diodoro Siculo, fondata sul sincronismo delle Olimpiadi).

Calendario

Inizialmente quello romano fu lunare, come quello greco (anno di 355 giorni e 10 mesi di cui 4 di 31 giorni, 1 di 28 e gli altri di 29), poi divenne lunisolare con l’aggiunta superstiziosa di un giorno all’anno, 355 giorni anziché 354, e ciclo intercalare di 4 anni e di disintercalazione di 24 anni. Calendario pregiuliano = 4 anni in cui ogni anno era di 355 giorni, e ogni 2 anni inseriti 2 mesi con un esubero di 4 giorni. Poi Cesare, nel 46, fece del calendario romano uno solare con ogni anno di 365 giorni, perché prima l’anno non corrispondeva alle stagioni. Capodanno inizialmente era il 1 Marzo, poi si spostò al 1 Gennaio data dell’entrata in carica dei consoli (nel 153 a.C.).

Cronologia

I singoli anni si distinguevano col nome dei 2 consoli in carica e il computo degli anni si faceva contando gli anni dalla fondazione di Roma. Tutti gli annalisti riconoscono 244 anni al periodo dei re e un intervallo di 364 anni tra ab urbe condita e incendio gallico.

  • Fondazione Roma: Polibio → 751/0 a.C.; Varrone → 754 a.C.; Fasti Capitolini a.C. → 752; Fabio Pittore → 784/7;
  • Invasione gallica: 280 a.C.

L'Italia antica

Non esisteva fino a che Roma non le diede forma e unificazione politica ed etnica a tutto il paese a sud delle Alpi. Italia geografica: inizialmente comprendeva la penisola calabrese a sud del Golfo di S. Eufemia, poi si estese fino a Taranto, nel V sec fino alla Campania, e alla fine V sec: Italia = Magna Grecia esclusa Sicilia. Nel 300 con la penetrazione di Roma il nome si estese fino alle stirpi osche e umbre e alla fine della seconda punica Italia era tutta la penisola fino all’Arno. Con l’erezione della provincia di Gallia Cisalpina, il confine sull’Adriatico fu spostato sul Rubicone.

Dalla prima metà del II sec Italia = tutta la penisola tranne le isole, ma giuridicamente e politicamente lo sarà quando G. Cesare (49 a.C.) concederà la cittadinanza alla Gallia cisalpina! La formazione dell’Italia da Calabria alle Alpi dura per tutta la Repubblica fino al 49 a.C.

Roma delle origini

La fondazione di Roma del 754/3 a.C., nasce da una comunità latina che aveva sede sul Palatino, poi estesasi lungo le rive del Tiber nel foro boario e olitorio. 60 km ca divisi in oppida dai contorni ben definiti, pomerium = post-murum segnava il confine della Roma quadrata, all’interno della quale non poteva esercitarsi l’imperium militare. Incerta è la nascita di antiche leghe religiose quali quella di Giove Laziare, per cui ci fu lo scontro tra Alba e Roma (Orazii e Curiazii). Tra 700 e 500 in Italia vi abitavano Latini, Aurunci, Opici → Osci, Siculi, Liguri (originari nella pianura padana), Sabelli (Marsi, Peligni dell’Italia centrale vicino Appennini).

Roma nell'età regia

Governo monarchico nei primi 200-300 anni di vita della città Roma. Alla leggenda appartengono:

  • Romolo
  • Numa Pompilio
  • Tullo Ostilio (Alba vs Roma)
  • Anco Marcio (fondazione di Ostia)

Si entra qui nel dominio della storia, con i 3 re etruschi che fecero di Roma una grande e vera città, aumentando la popolazione a 30 mila e 300 ettari, estendendosi a tutti e 7 i colli:

  • Servio Tullio (maxtarna, magister populi, comandante dell’esercito oplita, non rex - prima volta che si parla di democrazia. Vedi Tomba Francois di Vulci, in cui Claudio, etruscologo, riconosce nel maxtarna S. Tullio) — fu lui a fare il primo censo e ad istituire i Comizia Curiata — evoluzione democratica.
  • Tarquinio Prisco
  • Tarquinio il Superbo

Tre ordini originariamente: patrizi, plebei e clienti. I cittadini erano divisi in 30 Curie e 3 tribù (per reclutamento dell’esercito). Nacque dopo la divisione in gentes: di cui distintivo era il nomen della triplice denominazione (prenomen nomen cognomen) e i patres familias divennero i membri dell’assemblea consultiva del re: il senato. Riforma militare secondo modello greco: 6.000 opliti, 60 centurie di fanti e 6 centurie di cavalieri (la falange dal VI sec).

Dagli Etruschi i Romani presero la concezione di città (i confini-thular, la proprietà), i duo nomina (originariamente ne avevano uno solo) e l’oplitismo, necessarie armature, e quindi presuppone l’esistenza di una classe che potesse praticare il commercio ed avere beni mobili (no senatori né patrizi). Gli Etruschi portarono a Roma la distinzione in classi con il nome gentilizio!

Roma = città del faggeto e querquetual (querceto), legni ottimi per fare navi, e quindi erano attratti sia Greci che Etruschi. Venuti a Roma dall’Egeo (X-IX sec) per un’iscrizione etruscoide trovata a Lemno.

Profezia di Vegoia

(Mazza al 100 a.C.) traduzion in latino dall’etrusco: mondo romano e mondo etrusco, diverse evoluzioni. La crisi nascerà quando si allargheranno i confini del proprio territorio danneggiando quelli degli altri. Se ciò verrà fatto da schiavi (classe inferiore, anche plebei o liberti) essi per punizione avranno padroni ancora più duri (patroneia più dura); se lo faranno i padroni, in breve tempo la loro gens e i campi e i raccolti verranno distrutti. Tendenza democratica del testo: lo spostamento dei confini porta alla nascita del latifondo. Per i Romani la plebe non può muovere confini, e il mondo romano ha un’evoluzione: la sua classe inferiore avrà dei magistrati e avrà gli auspicia. (Vico, linea evolutiva da aristocrazia a repubblica, a libertà popolare nel 304 con Q. Fabio Massimo Tulliano).

Proprietà e possesso

  • Proprietà: L’ager publicus è proprietà del popolo romano e non può essere toccata!
  • Possesso: è l’occupazione, sotto vectigal, del colono di un territorio indiviso.

Roma repubblicana

IV secolo di Roma e concordia ordinum. Prima lotte patricio-plebee che si riaccenderanno dopo la fine delle conquiste in età graccana. Roma = democrazia diretta: tutti i cittadini sono chiamati a votare le leggi rogate in Campo Marzio. Stato personale e territoriale: Roma concede la cittadinanza. Grecia = democrazia diretta e personale (poleis): isopoliteia. Fenomeno di romanizzazione, conseguenza della colonizzazione.

Le tre forme di governo

Sono indipendenti, ma interagiscono fra loro. Inizialmente magistratura diseguale: magister populi e magister equitum poi (12 centurie) (6 centurie):

  • Consoli (monarchia):
    • Presiedono e convocano assemblee nella curia
    • Hanno auspicia e imperium
    • Fanno e fanno rispettare le leggi
  • Senato (oligarchia):
    • Si occupa degli arbitrati (giudizi de…)
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/03 Storia romana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Manu3d di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof De Romanis Federico.
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