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di parte popolare si trovava li, e per anni riuscì a sostenersi e confrontarsi contro i generali Sillani. Nella penisola Italica la

situazione non era delle migliori, vi era un malcontento generale da parte della plebe che volevano che si reintegrassero i

diritti dei tribuni; i cavalieri volevano riottenere il potere giudiziario perso con l’uscita dalle Questiones. Perciò, alla morte

di SILLA il Console MARCO EMILIO LEPIDO voleva smantellare la riforma Sillana , ma venne bloccato dalla Nobilitas.

LEPIDO tentò l’anno successivo con la forza delle armi, ma venne sconfitto e si rifugiò in Sardegna dove morì, lasciando le

truppe al suo luogotenente MARCO PERPERNA che le trasportò in Spagna al seguito di SERTORIO .Quest’ultimo si

accordò con MITRIDATE che in quegli anni stava progettando un nuovo scontro contro i romani. MITRIDATE annette la

CAPPADOCIA e concede l’uso della CILICIA(di rimpetto all’isola di Cipro ricca di costa frastagliata e congeniale come

base e covo), ai pirati del mediterraneo.

 SERTORIO: Si distinse per la sua onestà di governo e si fece amare anche dalle popolazioni indigene.Sulla figura

di Sertorio sono state date diverse opinioni: secondo alcuni visto l’orientamento democratico, si fece interprete

delle esigenze che provenivano dal basso.Secondo altri Sertorio era semplicemente un traditore del popolo romano.

 GNEO POMPEO: Il Senato inviò contro Sertorio nel 77 GNEO POMPEO, un giovane comandante che non aveva

ancora coperto nessuna magistratura ordinaria ma si era distinto al seguito di SILLA. POMPEO riuscì a porre fine

alla guerriglia . Sertorio perì, tradito da PERPERNA, POMPEO intuendo che PERPERNA potesse divenire

pericoloso, a sua volta venne ucciso. ( SPARTACO )

Mentre POMPEO era impegnato in Spagna; in Italia esplose una rivolta da parte degli schiavi, brutalmente trattati .Già in

passato erano avvenute simili ribellioni li dove vi erano le più alte concentrazioni di lavoro schiavile ( Sicilia e Asia Minore

). La rivolta ebbe inizio a Capua nel 73, quando una decina di gladiatori guidati da SPARTACO della Tracia, evasero dalla

scuola di addestramento . Man mano che i gladiatori si spostavano in Italia riuscivano ad ottenere sempre più consensi,

divenendo numerosi e addestrando gli altri schiavi a combattere. L’obbiettivo degli schiavi era quello di superare le alpi e

rientrare ognuno nella propria patria .I romani dopo diversi fallimenti decisero di mandare MARCO LICINIO CRASSO,

che riuscì a domarli grazie anche all’aiuto di POMPEO reduce dalla SPAGNA. SPARTACO perì in battaglia e 6000

prigionieri furono crocifissi lungo la via Appia. POMPEO e CRASSO pretesero una ricompensa dal Senato, imponendo la

loro candidatura al Consolato(70). Nonostante la rivalità che percorreva fra i due personaggi, intuirono che solo una

reciproca intesa, avrebbe fatto da contrappeso al Senato, cercarono di conquistare le simpatie dei democratici e dei cavalieri

abbattendo la costituzione di SILLA ( quello per cui avevano lottato prima ), poiché erano spinti da ambizioni personali.

 Si reintegrarono i diritti dei tribuni della plebe.

 Si stabilì che i membri dei tribunali dovevano essere formati da un misto di Senatori e Cavalieri

La loro politica non fu disinteressata come quella dei GRACCHI.

( L’IMPERIALISMO ALLA FINE DELLA REPUBBLICA )

Anche durante il periodo delle guerre civili l’espansionismo di Roma non ebbe sosta. La crescente forza militare guidata

dalle ambizioni dei loro generali, gli interessi di imprenditori e finanzieri, sono altrettanto incentivi alla politica

imperialistica. La guerra contro MITRIDATE non si era ancora conclusa, questo alleatosi con l’ARMENIA, nel 74 rioccupò

la BITINIA ed aveva resistito all’azione del generale inviatogli contro dal Senato (LUCIO LICINIO LUCULLO). Anche se

LUCULLO aveva più volte vinto su MITRIDADE , non riuscì ad ottenere il successo definitivo. Nel frattanto la pirateria

nel mediterraneo diventa insostenibile(i pirati molto pericolosi, con le loro navi piccole e veloci arrecavano danno al

commercio di Roma saccheggiando le navi mercantili romane).Nel 67 per deliberazione dei comizi fu conferito a POMPEO

un comando triennale straordinario con potestà suprema su tutti i mari e coste, e a sua disposizione 500 navi da guerra e un

conveniente numero di soldati. Questo potere gli venne quindi conferito dalla LEX GABINIA, una legge presentata da un

tribuno della plebe GABINO, che fece scandalo perché prevedeva mezzi militari e finanziari esagerati. POMPEO divise il

mediterraneo in tanti quadrati sotto stretta sorveglianza e in soli 3 mesi riuscì a stanare e a sconfiggere i Pirati in CILICIA.

Ma il pericolo di MITRIDATE era in agguato, e POMPEO per la LEX MANILIA, assunse il comando contro

MITRIDATE ,POMPEO riuscì a sconfiggerlo.Si riorganizzarono i domini romani in Asia; si costituì la nuova provincia di

SIRIA, importante per il commercio della seta e spezie, e poi quelle della BITINIA e del PONTO, POMPEO riuscì a

conquistare anche GERUSALEMME. La LEX MESSIA gli affidava il compito per 5 anni di mettere ordine in Asia con

diritto di dichiarare guerra o pace a suo piacimento. ( CATILINA )

La partecipazione politica specialmente in questo periodo richiedeva una notevole disponibilità di denaro.

Un altra prova di instabilità si ebbe nel 63, quando CATILINA, un proprietario terriero e patrizio sanguinario seguace di

SILLA, presentandosi più volte alle elezioni consolari l’ultima nel 63 con esito fallimentare, spinto dalla disperazione ordì

una congiure per uccidere CICERONE console in carica ed impadronirsi con la forza del potere.CICERONE scoperta la

congiura, attaccò CATILINA di fronte al Senato, riuscì ad ottenere le prove della trama dei complici di CATILINA,e potè

trascinarli in Senato e farli condannare a morte .CATILINA riuscì a fuggire in Etruria ma cadde poi combattendo.

CICERONE, pensando di avere salvato la repubblica, venne accusato da un Tribuno PULCRO CLODIO per quelle

condanne senza giusto appello alla PROVOCATIO. Una legge stabiliva l’esilio a chi aveva ucciso cittadini senza un

regolare processo. CICERONE fu costretto quindi ad allontanarsi da Roma e gli vennero confiscati i beni.

Nel frattanto POMPEO rientrò a Roma nel 62 , a Brindisi sciolse l’esercito e dato il grande potere e prestigio che aveva

raggiunto, promise ai suoi veterani la distribuzione di terre , andando però incontro a delusioni. Il Senato gli concesse se non

dopo tante difficoltà il trionfo, ma escludendo la concessione di terre ai veterani,( alienandogli così le simpatie dei legionari

congedati), e non gli venne ratificato il suo riordinamento dei territori nella provincia d’Asia. Le vicende ebbero però un

esito imprevisto. ( L’ ALLEANZA FRA POMPEO – CRASSO – CESARE )

Nel 60 CAIO GIULIO CESARE di antichissima gens patrizia che vantava una discendenza divina da Venere,di suo godeva

dell’appoggio della parte popolare dovuto all’unione in matrimonio della zia paterna IULIA con GAIO MARIO, non aveva

soldi, ma era un genio della propaganda e sapeva che nulla eccitava la plebe più degli scontri tra gladiatori, eletto edile

aveva organizzato giochi gladiatori in tutta Roma con una tale intensità da spingere i Senatori preoccupati, ad emanare una

legge che limitava lo sfruttamento dei giochi per fini elettorali da parte dei candidati a cariche politiche. Il giovane

CESARE aspirava a cariche ben più alte da quella gia occupata, e riuscì in questo, grazie alla fonte che proveniva da

CRASSO,( considerato l’uomo più ricco di Roma che finanziava i politici indebitati). Corruzione e tangenti erano mali

ampliamente diffusi a Roma). CESARE intuì fin dall’inizio che il processo di disgregazione delle istituzioni repubblicane

era irreversibile e che il futuro apparteneva ormai ad un potere personale fondato sul potere militare e appoggiato dai più

ampi consensi. Strinse un intesa con POMPEO, ottenendone l’appoggio nelle elezioni consolari, impegnandosi a sua volta a

far approvare i provvedimenti avanzati da POMPEO però bocciati dal Senato. All’accordo prese parte anche CRASSO;

nasceva il I TRIUMVIRATO, che non costituiva una pubblica magistratura, ma un intesa privata. CESARE fu eletto

Console nel 59 e si affrettò subito a soddisfare gli impegni presi ;- Propose una Legge Agraria a favore dei veterani di

POMPEO -e la ratifica di tutte le disposizioni prese da POMPEO in Asia. CESARE si fece inoltre conferire il comando

proconsolare straordinario per la durata di 5 anni nella GALLIA CISALPINA, dell’ILLIRICO (pen. Balcanica) , GALLIA

NARBONESE e successivamente aggiunse la GALLIA TRANSALPINA. Molti Senatori gli volevano affidare province

meno importanti, ma era intervenuto POMPEO che riuscì a fargli ottenere il proconsolato in quelle province per 5 anni e nel

frattanto quest’ultimo aveva sposato la figlia di CESARE: GIULIA. Gli oppositori di CESARE comunque non rimasero

insoddisfatti ; CESARE non aveva una grande esperienza militare e molti Senatori erano convinti che la Gallia sarebbe

diventata la sua tomba. I suoi avversari preferivano vedere in lui il lato effeminato, più che un valoroso condottiero ( si dice

che fu l’amante del re Nicomede della Bitinia).

( GUERRA GALLICA): CESARE , concluso l’anno del consolato, prima di abbandonare la capitale per assumere il

proconsolato nelle province che gli erano state assegnate, intuì che la sua assenza avrebbe ricreato una presa di potere da

parte dell’aristocrazia Senatoria, anticipò il tutto pagando agenti e politici di sua fiducia come spie a Roma, raccogliendo

informazioni e magnificando le sue gesta davanti all’opinione pubblica e nel 58 andò ad assumere il governo.Al di là della

GALLIA CISALPINA e della NARBONESE(Provenza), si estendeva la GALLIA CHIOMATA,ambita da CESARE come

nuovo territorio da conquistare. Intervenì in GALLIA approfittando delle rivalità che dividevano alcune CIVITATES e del

pericolo e l’indebolimento dei GALLI dovuto alle incursioni germaniche provenienti aldilà del Reno. CESARE si dimostra

un grandissimo condottiero, nel 58 sottomette gli ELVEZI, nel 57 BELGI e ottiene successi contro i NERVI. Nel 56

CESARE fu Informato della crescente opposizione oligarchica a Roma e per correre ai ripari, organizzò un incontro a

LUCCA tra i TRIUMVERI, per rinnovare e precisare gli accordi. Secondo questi CESARE avrebbe ottenuto una proroga di

5 anni del suo proconsolato in GALLIA. POMPEO e CRASSO sarebbero stati Consoli per il 55 e alla fine del loro

Consolato nel 54 ebbero per 5 anni il Proconsolato ,rispettivamente: POMPEO in Spagna ed Africa, esercitandolo per

mezzo di legati, restando a Roma e CRASSO in SIRIA; che comportava la ripresa della guerra in oriente con lo scopo

ultimo di sottomettere i Parti. CRASSO recandosi in SIRIA fu battuto però nel 53 dai Parti a CARRE e di li a poco venne

ucciso. Nel 55 CESARE dopo aver respinto le popolazioni germaniche penetrate in GALLIA, costruì un ponte e mise piede

in Germania territorio dei SUGAMBRI. Nello stesso anno compì una spedizione in BRITANNIA ma con scarsi risultati.Nel

54 compie una seconda spedizione in BRITANNIA, probabilmente l’interesse di CESARE non era solo quello della

conquista , ma voleva anche impedire che gli isolani aiutassero i GALLI nel riconquistare l’indipendenza .Si cominciarono

a delineare i primi tentativi di ribellione in GALLIA che raggiunsero il loro apice nel 52. In quest’ anno CESARE ottiene la

vittoria più prestigiosa, sconfiggendo ad ALESIA i GALLI di VERCINGETORIGE con un assedio che farà scuola

.VERCINGETORIGE consegnatosi a CESARE, fu condotto a Roma in catene per adornare il trionfo del vincitore. La fama

di CESARE cresceva sempre più ed anche la preoccupazione dei Senatori. A Roma tumulti e scontri fra bande armate

opposte crescevano sempre più, creandosi una sorta di anarchia che impediva il regolare esercizio delle magistrature . Si

cominciarono anche a guastare i rapporti tra CESARE e POMPEO; Per quanto avvenivano accordi tra i Triumviri, in realtà

le vie battute da CESARE e da POMPEO erano del tutto divergenti. Ne fu un esempio quelle battuta da POMPEO che

aveva favorito il ritorno di CICERONE, esiliato per opera del tribuno CLODIO, quest’ultimo messo d’accordo con

CESARE guidava in Roma la lotta contro l’aristocrazia, CLODIO perì in uno scontro tra le opposte bande ; la morte di

Giulia moglie di POMPEO e sorella di CESARE, incrinò i legami affettivi che avevano tenuto uniti i due uomini, i Senatori

facevano continue pressioni su POMPEO per schierarsi con loro, POMPEO si fa convincere , preoccupato anch’egli della

potenza e della fama raggiunta da CESARE. Si chiese quindi a POMPEO di intervenire , ma egli in un primo momento si

rifiutò dicendo che non era compito di un proconsole. Allora viene nominato anche console divenendo l’uomo più potente di

Roma. ( GUERRA CIVILE )

( DAL RUBICONE AD AZIO )

CESARE essendo stato Console dal 59 fino al 58, poteva nuovamente reiterare questa carica solo trascorsi 10 anni cioè nel

48 e nel 51 sarebbe scaduto il suo proconsolato in GALLIA. Era interesse di CESARE riottenere il consolato.Secondo una

legge emessa da POMPEO i candidati solo di persona e 6 mesi prima dovevano presentare la loro candidatura. CESARE

che era fuori dall’Italia chiese invano a POMPEO di appoggiarlo . Nel 49 ,per deliberazione del Senato si ordina a CESARE

di sgomberare le province , di sciogliere l’esercito e di rientrare a Roma come semplice cittadino. CESARE e i suoi

generali: (TREBONNIO- BASILIO- GALBA), cercano una soluzione, ma intuiscono che dal Senato non otterranno

nulla.Decidono di andare contro Roma in armi. CESARE superato il RUBICONE con le sue legioni (fiumicello che segnava

il confine tra la provincia della Gallia Cisalpina e l’Italia entro il quale era vietato guidare le milizie) . Si apriva il periodo

delle guerre civili che avrà conclusione, soltanto nel 31 con la vittoria di OTTAVIANO ad AZIO. POMPEO non studia

nessuna strategia di difesa, benché convinto che le truppe del suo ex-collega si ribellino al loro generale. Ma giunta la

notizia che CESARE era vicino con le sue truppe, POMPEO insieme con i magistrati in carica e la maggior parte dei

Senatori e soldati, si imbarcò per la Grecia, dove aveva una vasta rete di clientele militari e alleati, dando origine a una sorta

di Governo legittimo in esilio.Vi erano anche clientele Pompeiane in Spagna , ma CESARE vi si recò e riuscì a

piegarle.CESARE a Roma si fece nominare dittatore, ma rinunciò a questa carica dopo 11 giorni per mostrarsi moderato e si

fece nominare console per il 48. Nello stesso anno si volse in Oriente, affrontando POMPEO a FARSALO in Tessaglia,

centro della Grecia, infliggendogli una pesante sconfitta. POMPEO cercò scampo in Egitto presso TOLOMEO XIV fratello

e sposo di CLEOPATRA VII, ma fu pugnalato a tradimento. CESARE andò allora in Africa a cercare il suo rivale ma

TOLOMEO gli presentò la sua testa. CESARE innamoratosi di CLEOPATRA, risolse a suo favore le contese della salita al

trono a danno del fratello TOLOMEO. Bloccò anche l’espansione del regno di FARNACE figlio di MITRIDATE che stava

invadendo i limiti fissati in passato da POMPEO,lo sconfisse con una tale rapidità che fra gli altri trofei venne innalzato un

cartello con tre parole VENI VIDI VICI. Dopo aver trascorso qualche mese a Roma si recò nuovamente in Africa contro le

forze Pompeiane che si erano riunite ed erano appoggiate da GIUBA, re della NUMIDIA ma furono disfatte a TAPSO,

salvandosi però i figli di POMPEO: GNEO e SESTO, che si rifugiarono in Spagna portando poi avanti una guerra ove

CESARE ne uscì sempre il vincitore.Rientrato a Roma celebrerà i suoi trionfi: Sui Galli- Egiziani- Fornace- Giuba . La

NUMIDIA, prima di GIUBA divenne provincia romana con il nome di AFRICANOVA. Con queste sue conquiste si

cominciarono a porre le basi di una concezione imperiale del potere.

( DITTATURA E MORTE DI CESARE )

A differenza di MARIO e SILLA, che rientrando vittoriosi a Roma, avevano espletato la loro vendetta con atroci esecuzioni

capitali e proscrizioni, CESARE risparmiò la vita ai Pompeiani catturati, anzi li liberò autorizzandoli a continuare le loro

attività pubbliche, una scelta politica che passerà alla storia come la CLEMENTIA CESARIS. Fra i prigionieri vi era anche

MARCO BRUTO, che CESARE amava e considerava come un figlio e che CESARE fu l’amante della madre.BRUTO fu

poi uno dei congiurati che lo uccisero ..La sete di vendetta infiamma ancora gli animi degli aristocratici, SILLA aveva

esautorato la plebe per conferire i massimi poteri al Senato. CESARE si comincia ad attribuire una serie di competenze che

prima appartenevano al Senato e lo svilì dei suoi poteri. Ai Senatori sembra di rimanere in carica solo per conferire nuovi

onori a CESARE riducendosi ad una sorta di consiglio del re, il Senato è ormai nelle sue mani e gli conferisce la dittatura a

vita ,sminuisce anche i poteri popolari solo per affermare meglio la propria autorità ed affida anche alcune importanti

cariche pubbliche ai suoi amici. Promulga una quantità impressionante di leggi, delle quali molte erano state abbozzate già

nel 59 durante il suo consolato Eletto pontefice massimo,( suprema carica religiosa ) ebbe la potestà tribunizia; la sua

persona era sacra e inviolabile, con potere di veto verso le delibere senatoriali. LE RIFORME:

 RIFORMA IL SENATO E LE MAGISTRATURE: accresce il numero dei Senatori da 600 a 900 ricompensando i

personaggi rimastigli fedeli e per avere il loro appoggio e con lo scopo di svilire il senato; aumenta anche il

numero di Pretori, Questori, Edili, in modo che lo Stato cominci a disporre di un apparato burocratico,

proporzionato all’estensione territoriale.Anche se tutti gli organi pubblici avevano perduto la loro importanza

perché subordinati al potere di CESARE.

 PROMUOVE LA FONDAZIONE DI COLONIE: Per accrescere i consensi nei suoi confronti(riprendendo il

programma di Gaio Gracco),in Gallia ,Spagna, Macedonia, Ponto, Bitinia.

 RIPRESE UNA SUA LEGISLAZIONE DEL59 SUI REATI DI CONCUSSIONE: furono soppressi gli appalti

delle imposte(fonti di abusi scandalosi da parte dei pubblicani). Alle province si assicurò un amministrazione meno

ingiusta, sostituendo questi appalti con la riscossione diretta.

 EMANO’ LEGGI CHE COSTRINGEVANO GLI ARISTOCRATICI A CEDERE LE PROPRIETA’ PUBBLICHE

DETENUTE IRREGOLARMENTE.

 CONFERI’ LA CITTADINANZA ROMANA A TUTTA LA GALLIA CISALPINA: completando l’unificazione

politica dell’Italia

 RIFORMA DEL CALENDARIO: Si avvalse di astronomi egiziani e greci (come l’astronomo Greco Sosigene).

Calendario formato da 365 giorni( Calendario Giuliano),si iniziò l’anno dal I°di Gennaio anziché dal I° di Marzo. I

mesi Luglio e Agosto, di Cesare in onore il primo e di Augusto il secondo.

Secondo alcuni le misure sociali adottate da CESARE, avevano carattere demagogico per ottenere le simpatie del popolo.

CASSIO uno degli ex- sostenitori di POMPEO comincia a maturare la congiura contro CESARE anche BRUTO lo seguì, i

generali che lo avevano appoggiato in Gallia (Basilio e Galba) si schierarono dalla loro parte, tutti i congiurati in un certo

qual modo erano debitori di CESARE e della sua clemenza .Il disegno di CESARE era quello di cingere la corona e a

trattenerlo fu solo l’avversione del popolo romano al titolo di re, si chiamò però IMPERATOR( il generale vittorioso ) e

conservò questo appellativo anche alla fine delle sue campagne.CESARE progettava una spedizione contro i Parti per

vendicare la sconfitta e la morte subita da CRASSO, ma il suo progetto rimase incompiuto. Il. 15 di Marzo , il Senato

aspettava Cesare per aprire una seduta. Vicino all’edificio del Senato, ARTIMIDORO( maestro di eloquenza greco, che

viveva nella casa di Marco Bruto), sa della congiura e lo mette in guardia. Ma CESARE entrato al Senato, 23 pugnalate lo

colpiscono, MARCO BRUTO gli infligge l’ultima all’inguine.

I congiurati si illusero che il popolo romano approvasse la soppressione del dittatore, ma plebe, veterani e legionari che

erano stati fedeli a Cesare, manifestarono la loro avversione contro coloro che con quell’omicidio, tentarono dopo di

restaurare la repubblica oligarchica. Roma ripiombò nel caos e nella guerra civile.Il Senato con CICERONE, riconobbe tutte

le leggi emanate da CESARE e non prese decisioni repressive contro i congiurati. Si mostrarono energici i collaboratori di

Cesare: MARCO EMILIO LEPIDO(figlio dell’omonimo console del 78)luogotenente di Cesare; MARCO ANTONIO, uno

dei suoi più valenti collaboratori , ora rivestiva la carica di console. Quando quest’ultimo lesse pubblicamente il testamento

di Cesare che beneficava largamente il popolo, durante i funerali, l’ eccitazione popolare giunse al culmine e gli assassini di

Cesare impauriti fuggirono dalla città. ANTONIO ne approfittò per consolidare la sua posizione, ma questa fu arrestata e

bloccatala GAIO OTTAVIO, il pro-nipote diciottenne di Cesare che sopraggiunse a Roma alla notizia del testamento. Nel

testamento, Cesare lasciava a GAIO OTTAVIO la maggior parte della sua fortuna, OTTAVIO accettava l’adozione e

l’eredità del pro-zio e prese a chiamarsi GAIO GIULIO CESARE OTTAVIANO. OTTAVIANO , prima di rivendicare

l’eredità politica del dittatore, si accostò al Senato per fronteggiare ANTONIO nel quale vedeva il più temibile concorrente.

ANTONIO fu dichiarato dal Senato nemico della repubblica ed un esercito guidato da 2 consoli e da OTTAVIANO lo

sconfisse presso MODENA( nella Gallia Cisalpina)dove ANTONIO a sua volta si era recato per scacciare BRUTO che

aveva assunto il Governo della Cisalpina. I 2 consoli che guidavano l’esercito con OTTAVIANO perirono in guerra,

quest’ultimo in parte per il posto vacante e forte anche del prestigio della vittoria, chiese che gli venisse conferito il

consolato anche se ancora non avesse l’età per accedervi ; il Senato si rifiutò.OTTAVIANO rinnovò il gesto di Cesare,

mosse le truppe a lui fedeli contro Roma, convocò i comizi e si fece eleggere console con potere costituente, e si ebbe subito

l’approvazione di una legge che istituiva le corti giudicanti per gli uccisori di Cesare. Di li a poco OTTAVIANO si alleò con

ANTONIO e LEPIDO, venendosi così a formare il II TRIUMVIRATO, che si contrapponeva alle magistrature tradizionali

avendo carattere legale dotata di ampi poteri per la durata di 5 anni. L’accordo ebbe seguito con elementi drammatici,

terribili proscrizioni andarono a colpire membri del partito repubblicano e fra le prime vittime vi fu CICERONE. I beni

confiscati ai perseguitati andavano ad arricchire il tesero dei TRIUMVERI ed assicurava la fedeltà e solidità

dell’esercito.Nel 42 mentre LEPIDO rimaneva a Roma, in Occidente ANTONIO ed OTTAVIANO si andavano a scontrare a

FILIPPI in Macedonia con BRUTO e CASSIO e in una duplice battaglia li sconfissero, ma il vero vincitore a distinguersi

sul piano militare fu ANTONIO. I Triumviri concordarono delle divisioni: ad OTTAVIANO spettò il comando dell’Italia e

dell’Occidente; ad ANTONIO l’Oriente e a LEPIDO l’Africa. Malgrado accordi ed il matrimonio di ANTONIO con la

sorella di OTTAVIANO, crepe , divergenze e prese di potere tra i triumviri si rivelarono insanabili. Nel frattanto SESTO

POMPEO si era ritagliato un proprio spazio di dominio in Sicilia e diede parecchio da torcere ai Triumviri, perché

disponeva di una flotta potente ma OTTAVIANO riuscì a sconfiggerlo e si impadronì della Sicilia.LEPIDO aveva

partecipato con successo all’attacco della Sicilia, ma OTTAVIANO fu abile a fargli disertare l’esercito e poi a cacciarlo dal

Triumvirato ed impadronirsi anche dell'Africa. ANTONIO condusse nel 36 una spedizione contro i Parti con un inizio

buono ma poi con esito sfavorevole. La posizione di ANTONIO ne risultò indebolita, proprio nel momento in cui

OTTAVIANO si impadroniva della Sicilia e occupava la terra d'Africa.Ad aggravare la posizione di ANTONIO furono le

relazioni intraprese con CLEOPATRA avendo anche atteggiamenti da despota orientale.Infatti ANTONIO, ripudiata

OTTAVIA si unì in matrimonio con CLEOPATRA, assegnando a lei ed ai suoi figli, terre sottratte alle province

romane.OTTAVIANO denunciò il collega-rivale all'opinione pubblica come traditore corrotto, ed ottenne per deliberazione

dei comizi che ANTONIO venisse deposto dalla sua carica e che si dichiarasse guerra a CLEOPATRA . Lo scontro finale

avenne presso AZIO nel 31, (promontorio della Grecia all'entrata del golfo di Ambracia sulla costa occidentale della

penisola ellenica).E sebbene l'esercito di Antonio e Cleopatra fosse numericamente superiore,OTTAVIANO con l'aiuto del

comandante AGRIPPA ed il suo esercito efficiente e compatto, riuscì a vincere ANTONIO e CLEOPATRA,che fuggirono in

Egitto, ove l'anno successivo vennero nuovamente assaliti e si tolsero la vita; l’Egitto diveniva così provincia romana.Quella

triumvirale, soprattutto per l'Italia fu un età di violenze politiche e sociali,e si capisce perchè Ottaviano apparve come il

salvatore;(la pace apparve più importante della libertà politica, di cui avevano goduto solo quei pochi).Ottaviano cercò di

giustificare e far dimenticare le atroci proscrizioni e le confische violente di cui era stato largamente responsabile.

( DIFFERENZE TRA OTTAVIANO ED ANTONIO )

Entrambi mirarono ad un potere monarchico, ma Antonio accostandosi alla civiltà orientale, concepiva il potere monarchico

secondo concetti ellenistici della sovranità di diritto divino. Ottaviano rimaneva fedele all'ideale di un principe, ossia un

magistrato di grado elevatissimo ma pur sempre tenuto a rispettare le leggi.Un altra differenza significativa e che la vittoria

di Ottaviano su Antonio avrebbe ribadito il primato dell'Italia e dell'Occidente,mentre quella di Antonio avrebbe implicato

uno spostamento dell'asse politico in Oriente con la conseguente posizione subalterna dell'Italia e dell'Occidente. Ciò che

poi avvenne nell'età di Diocleziano e Costantino. ( CICERONE )

Dopo la guerra sociale lo Stato era collassato e gli interessi nell'amministrazione delle province con i loro proventi andava

sempre più crescendo.La classe Senatoria dimostrava la propria ineguatezza anche culturale e morale a reggere lo stato

Imperiale, ed ormai la consapevolezza di fondare la propria forza politica sull'esercito aveva raggiunto il suo

apice.CICERONE proveniente dal ceto equestre,ma non era un uomo d'armi, anche se era consapevole che la carriera

militare era ora la via maestra per ascendere. Diventò console nel 63,in virtù delle sue capacità oratorie e dei suoi successi

nei processi( come HOMO NOVUS) ed anche grazie all'appoggio dell'oligarchia senatoria.Aveva fatto carriera con la

professione Forense che accanto alla Giurisprudenza era una via politica di grande rilievo.Aveva da sempre fatto propri gli

ideali della classe dirigente Senatoria del II°sec.La sua esperienza politica aveva lo scopo ultimo di rafforzare la classe

dirigente e sanare le divergenze fra i due ordini(Senatorio ed Equestre).Questa sua politica però fallì dopo il 63( dopo

l'unione contro Catilina). Nel 56 cercò di apportare un coinvolgimento di tutte le forze ben pensanti contro una politica di

forza e violenza, pensando di bloccare i tentativi personali di potere, portando avanti i principi tradizionali e il sistema del

governo senatorio, ma ormai quest'ultimo era sclerotizzato.Nel 52 assunse la difesa del tribuno ANNIO MILONE che in una

rivolta sulla via Appia uccise CLODIO, anche se non ottenne fortuna nel processo. All'insorgere della rivalità tra Cesare e

Pompeo cercò di rimanere in buoni rapporti con entrambi. Durante la dittatura di Cesare si astenne dalla vita politica

immergendosi negli studi, ma l'uccisione di Cesare in Senato lo trasse da quest'ozio operoso,durante il quale scrisse la

maggior parte dei suoi trattati retorici e filosofici. Dopo la morte di Cesare cercò di recuperare i ceti abbienti italici,

riproponendo l'esempio di una via politica non fondata sui rapporti di potere personale.Era contro Cesare demagogo e

contro Marco Antonio e il suo dispotismo. Cicerone si trovava però disarmato nel tentativo di far trionfare un idea di pace, e

quando Ottaviano si accordò con Antonio e Lepido per formare il II°Triumvirato, fu incluso nelle liste di proscrizione e

colpito a morte da sicari di Antonio presso la sua villa di Formia.Per le opere di Cicerone(DE Republica-De Officiis-De

legibus-De Natura deorum-ecc.)si ha il merito di aver divulgato la filosofia nella cultura romana( da qui ,poi il largo

consenso alle dottrine stoiche).

( LA CREAZIONE DEL PRICIPATO E L’ETA’ AUGUSTEA 31-14 d.c. )

OTTAVIANO rientrato a Roma si accinse al riordinamento dello Stato e nel 27 con una solenne dichiarazione davanti al

Senato ,restituì a quest’ultimo ed al popolo formalmente il governo dello Stato, deponendo il potere che aveva esercitato

come Triumviro , però conservando il consolato che rivestiva in quell’anno e che aveva già occupato l’anno precedente con

il generale Agrippa e grazie a questo e a Mecenate, i suoi più stretti consiglieri, aveva realizzato il Censimento e l’elezione

dei Senatori e una riforma dei comizi. Il Senato votò una serie di privilegi ed onori e si ebbe una prima definizione di

IMPERIUM(Potere) spettante a OTTAVIANO, con l’attribuzione del comando proconsolare di truppe e della gestione di

una parte delle province per 10 anni. Successivamente il suo proconsolato diverrà INFINITUM ET MAIUS, cioè senza

limiti di tempo e scadenze e senza limiti territoriali.Ciò gli consentiva di intervenire anche nelle province a lui non

attribuite.Gli venne anche attribuito il Cognomen di AUGUSTUS, titolo onorifico che stava a significare ( sacro e degno di

venerazione ). Gli venne data la TRIBUNICIA POTESTAS;Cioè l’essenza del potere dei tribuni,(col diritto di veto che esso

comportava) e gli garantiva gl’inviolabilità della persona .Ebbe il titolo di PRINCIPES, cioè primo fra i cittadini ,riceve

anche l’appellativo di IMPERATOR, cioè Comandante Supremo e Padre della Patria. Nel 20 riprese ai Parti le insegne

perdute da Crasso e l’anno successivo rappacificò l’inquieta Spagna e successivamente le zone alpine.Nello stesso anno gli

venne attribuita per 5 anni la CURA LEGUM ET MORUM(cioè fare le leggi e le costumanze) e la CENSORIA

POTESTAS(il censimento dei Senatori). LA CENSORIA POTESTAS gli consentiva di effettuare ancora una volta la

LECTIO SENATUS(cioè l ‘elezione dei Senatori). Ciò è quanto sostiene CASSIO DIONE, storico Severiano, attivo più di 2

secoli dopo l’avvento del nuovo regime; la sua opera ci fornisce, trattazioni dettagliate del principato augusteo, ma con delle

significative lacune dovute all’accidentale perdita di alcuni fogli dei codici che c’è l’hanno trasmesso .AUGUSTO sostiene

però nelle RES GESTAE( il suo testamento ) di aver declinato l’offerta della CURA LEGUM ET MORUM,.la fonte

principale rimane il suo testamento. Il PRINCIPES aveva poteri magistratuali pari in potestà a gli altri magistrati, ma senza i

vincoli che caratterizzavano le magistrature a Roma( la collegialità e la temporaneità), e gestiva i poteri che gli venivano

affidati per lunghi periodi di tempo o a vita. Augusto nel suo testamento sostiene di aver prevalso su tutti per

AUTORITAS(la capacità di imporsi grazie al carisma) e non per POTESTAS(l’essenza del potere).Su tale sottigliezza si

appoggiò il suo Principato, che fu Repubblica in apparenza ma monarchia di fatto.

( IL NUOVO ORDINAMENTO E LA NUOVA AMMINISTRAZIONE )

AUGUSTO in Occidente cercò di mitigare il culto della sua persona , in Oriente invece dove invece le tradizioni della

repubblica avevano meno significato, lasciò che la sua persona venisse divinizzata, con una visione di monarca tipica di

quei luoghi (come Basileus e che ne sottolineava la distanza dai sudditi).Augusto voleva governare come un re con il

consenso dell’aristocrazia Senatoria, ed egli riuscì in questo realizzando un compromesso;tutto il potere sostanziale sarebbe

spettato all’IMPERATOR, le istituzioni repubblicane sarebbero state rispettate ed il Senato avrebbe potuto partecipare in

posizione subalterna alla gestione dell’Impero( esercitando un potere consultivo ).

( IL PRINCIPE E ROMA )

Nella città di Roma , -Augusto diede avvio a una riorganizzazione amministrativa; si venne a formare un nuovo apparato di

funzionari nominati da AUGUSTO e vennero istituite nuove cariche. Le vecchie magistrature furono matenute ma

assunsero un ruolo di rappresentanza .Le questioni più importanti che vennero affrontate erano quelle connesse

all’approvvigionamento idrico e alimentare, nonché quelle relative al mantenimento dell’ordine pubblico. La Roma

Augustea deve aver contato 600.000- 700.000 abitanti di condizione urbana, ai quali si andavano ad aggiungere peregrini e

schiavi,vi erano ricorrenti crisi legate a queste questioni, ed in una di queste(22), la popolazione urbana chiese ad

AUGUSTO di assumere pieni poteri e accettando se era necessario la dittatura, ma AUGUSTO si rifiutò ma assunse la

CURA ANNONAE, venne istituito il Prefetto dell’ANNONA, appartenente al ceto equestre e che era alle dirette

dipendenze di AUGUSTO:Alle distribuzioni regolari di frumento si affiancavano in momenti di crisi, distribuzioni

aggiuntive sostenute dallo stesso IMPERATOR, che ebbe cura di sottolinearlo nelle RES GESTAE. IL problema

dell’approvvigionamento idrico venne affidato al suo consigliere Agrippa, il quale lo risolse con la costruzione di nuovi

acquedotti e l’organizzazione del servizio di manutenzione. –AUGUSTO attuò anche un imponente programma di opere

pubbliche e monumentalizzazione con ovvie aspirazioni propagandistiche e in correlazione si poneva poi la necessità di

garantirne la manutenzione e la difesa dalle inondazioni del Tevere.Si trattava di assicurare l’ordine pubblico e questi

compiti che in passato appartenevano agli edili( in età repubblicana)vennero affidati a funzionari assistiti dalle forze di

polizia e comandate dl PREFETTO URBANO, scelto tra i Senatori; vi era anche il corpo dei vigili, che oltre ad assicurare il

servizio antincendio , svolgeva anche compiti di pattugliamento notturno nelle strade delle città, anch’esso era comandato

da un prefetto scelto tra i cavalieri .- Per la difesa personale dell’Imperator e per impedire ogni tentativo di rivolta venne

istituita la guardia pretoriana o imperiale(40), comandata dai Prefetti al Pretorio, in genere 2 scelti tra le fila dell’ordine

equestre. La città fu divisa in 14 REGIONES a sovrintendere su queste il CURATORES,ogni REGIONES a sua volta era

divisa in VICI, cioè quartieri affidati a MAGISTRI( tutto ciò per un maggiore controllo sulla popolazione).

( PROVINCE POPULI E PROVINCE CESARIS )

Con la riorganizzazione dell’Impero si ebbe una bipartizione dei compiti: -Le PROVINCE SENATORIALI (del populus)

che furono affidate a proconsoli(ex consoli o ex pretori)scelti da AUGUSTO, mediante una lista da lui compilata e poi

nominati dal Senato mediante sorteggio secondo il costume tardo repubblicano.Ai proconsoli venivano affidate mansioni

giurisdizionali , e avevano al loro seguito questori per lo svolgimento di compiti di natura finanziaria. Procuratori dipendenti

e nominati da AUGUSTO per l’amministrazione dei beni imperiali.Queste province erano strategicamente meno importanti(

non presentavano problemi politici e di sicurezza e quindi non richiedevano la presenza di grossi contingenti militari e si

evitava anche in questo modo un abuso dell’esercito da parte dei governatori di astrazione Senatoriale, in un caso remoto di

rivolta contro AUGUSTO.-Le PROVINCE IMPERIALI( SPAGNA- SIRIA- GALLIA- .Erano province controllate

direttamente da AUGUSTO tramite dei suoi legati(AUGUSTI PROPRETORI):ex pretori o ex consoli. I Procuratori si

occupavano del complesso dell’amministrazione finanziaria( sia dei fondi pubblici che delle entrate imperiali); non c’erano i

Questori. Erano province non pacate che richiedevano l’intervento di grossi contingenti militari.

Un caso a se era l’Egitto, venne affidata ad un cavaliere con il titolo di PREFETTO DI ALESSANDRIA E D’EGITTO.

Questo era una sorta di viceré rappresentante del principes. L’Egitto era una importantissima provincia in quanto da essa

derivavano in buona misura gli approvvigionamenti di grano di cui Roma dipendeva. Ciò spiega perché AUGUSTO escluse

i Senatori dal Governo dell’Egitto, ma non fu l’unica provincia a essere affidata ad un cavaliere.

( L’ORGANIZZAZIONE DELL’ITALIA E DELLE PROVINCE E LE AUTONOMIE CITTADINE )

AUGUSTO creò una nuova ripartizione del territorio italico in 11 regiones, esse costituivano le circoscrizioni per

l’accorpamento dei dati del censimento. L’Impero non avrebbe potuto funzionare come organismo unitario, era troppo vasto

e non sarebbe sopravvissuto come tale, e senza degli organismi di autogoverno cittadino che avrebbero assunto tutta una

serie di compiti . Roma portò avanti la politica di formazione coloniare utilizzando anche come strumento principale la

creazione di città sia nelle province occidentali che orientali. Le colonie sarebbero state anche un mezzo per diffondere la

lingua latina e la cultura romana, dando origine a quel processo che prende il nome di ROMANIZZAZIONE.

( LA FISCALITA’ E LA FINANZA IMPERIALE )

L’organizzazione delle finanze si presentava duplice:- Da una parte vi era la cassa tradizionale; il tesoro dello Stato

( L’ERARIO PUBBLICUS), dove fluivano le imposte riscosse nelle province Senatorie. A sovrintenderla furono chiamati 2

pretori scelti a sorte.- Da l’altra: la cassa personale dell’IMPERATOR (IL FISCUS), dove affluivano i redditi che spettavano

al Principes in quanto privato, ma anche quelli delle province imperiali a lui affidate in quanto titolare dell’Imperium. Data

la natura privata di molte delle entrate a essere coinvolti nella gestione dei redditi fluenti nel fiscus furono utilizzati servi e

liberti dell’IMPERATOR .- AUGUSTO creò anche un'altra cassa: L’AERARIUM MILITARE, promossa per provvedere ai

premi di congedo dei veterani, una vera e propria liquidazione monetaria che prendeva il posto delle assegnazioni di terre.

Tale cassa era alimentata dalle imposte che gravavano sui cittadini romani, questa fu anche determinata dalla difficoltà di

trovare una giusta sistemazione ai veterani senza sconvolgere gli assetti proprietari delle aree nelle quali venivano insediati.

Si ebbe un coinvolgimento delle autonomie cittadine locali nell’amministrazione e riscossione dei tributi; i più importanti

erano : IL TRIBUTUM SOLI( l’imposta fondiaria); IL TRIBUTUM CAPITATIS( l’imposta personale che gravava sui

peregrini e i provinciali che non fossero cittadini romani).Per evitare il ripetersi di abusi e prepotenze a danno dei

provinciali nella riscossione ( un esempio fu quello dei pubblicani ), la responsabilità delle riscossioni fu affidata alle

amministrazioni cittadine, affinché sottraesse i provinciali alla rapacità degli appaltatori privati. Con questa politica le

province, maggiormente tutelate, si sentirono sempre più vicine e parte dell’impero.

( RIORGANIZZAZIONE DELL’ESERCITO )

In età Augustea l’esercito continuò ad essere permanente e volontario, il numero delle legioni venne ridotto durante il

conflitto tra Ottaviano ed Antonio( prima erano più di 60, poi ridotte a 28 e successivamente a 25 per un totale di più o

meno 150.000 soldati).Il numero dei soldati diminuì sia come conseguenza della pace ristabilita, sia per l’allungamento

della ferma militare. ,il periodo di ferma venne elevato a 20 anni al termine del quale veniva data una somma in denaro

elevata, le spese per il vitto e il vestiario erano addebitate e gravavano sugli stessi militari. A rappresentare l’elite

dell’esercito erano i PRETORIANI(la guardia imperiale) che venivano più pagati, godevano di condizioni e servizi migliori

e la maggior parte risiedeva a Roma e non nelle lontane province.

( GLI STATI CLIENTI E LA DIFESA DELL’ IMPERO)

Per le aree non pacificate entro i confini dei territori romani, fu necessario provvedere ad uno stabile stanziamento militare

per garantire il controllo ed evitare sollevazioni. Queste aree erano la PENISOLA IBERICA(La Cantabria,esclusa la parte

meridionale),e alcune regioni dell’AFRICA DEL NORD come la NUMIDIA e alcune zone ai confini orientali. L’espansione

e le campagne militari principali furono quella della PENISOLA BALCANICA: della Pannonia (Ungheria);della Mesia ;la

Tracia(Bulgaria); vennero annesse, e furono create anche nuove province:( Rezia e. Norico). Si coltivò a lungo la speranza

di un ulteriore espansione al di la del Reno a partire (dal 12 )con le campagne di DRUSO e dopo la sua morte con

TIBERIO, si tentò l’occupazione fino all’Elba, ma le legioni si ritirarono entro la linea del Reno nella foresta di

TEUTOBURGO, poiché alcune tribù germaniche annientarono 3 legioni romane.( Dagli storici antichi e moderni questa

disfatta fu significativa per l’arresto dell’espansione, o addirittura indicativa dell’inizio del declino di Roma).In ogni caso si

andò a procedere dopo con una politica di prudenza, si giunse alla creazione di una rete di STATI CLIENTI con re clienti

nelle regioni orientali, in modo tale di evitare che questi STATI CLIENTI si alleassero fra di loro e contro Roma.STATI

CLIENTI : ( CAPPADOCIA; PONTO ;GIUDEA ). Con una serie di iniziative diplomatiche si giunse ad un accordo con

FRAATE re dei PARTI, il quale restituì anche le insegne tolte a CRASSO a CARRE, e si risolse anche il problema del

controllo dell’ARMENIA imponendo una sorta di protettorato e sul cui trono venne designato il fratello di FRAATE.

Strategicamente questi STATI CLIENTI avevano la funzione di Stati cuscinetto, pronti ad assorbire entro il proprio

territorio le incursioni e le invasioni dei barbari.

( I GRUPPI DIRIGENTI : SENATORI E CAVALIERI )

Il Senato pur avendo perso la sua importanza dal punto di vista politico, fu coinvolto nell’amministrazione dell’impero,

infatti dal Senato provenivano i proconsoli di astrazione senatoriale dalle province Senatorie, i Curatores e il Prefetto

Urbano.Con Augusto, la carriera Senatoria era aperta solo a pochi,e poteva essere intrapresa dai figli dei Senatori o

Cavalieri che raggiungevano un censo di 400.000 sesterzi, divenendo una casta chiusa.Per iniziare la carriera senatoria

bisognava svolgere prima un tirocinio per un anno sia militare e civile, all’interno di un collegio (VIGINTIVIRATO). Il

giovane poteva esercitare un anno come TRIUMVERO CAPITALES( che assisteva il pretore nelle esecuzioni della

sentenza di morte).Poi vi erano i giovani che facevano un anno di tirocinio come TRIUMVERI MONETALIS

( AAA=A1=aureo;A2=argentum; A3=aeris-bronzo o rame ), e praticavano le zecche senatorie per prepararsi a fare poi il

Questore, vi era anche il tirocinio presso i Curatori delle strade.Il giovane finiti gli anni di tirocinio che durava in base a una

o a più mansioni scelte ; avrebbe poi dovuto rivestire il TRIBUNATO LAPIDARIO per un anno,che era una scuola di

UFFICIALI per imparare a combattere,poi poteva iniziare la carriera Senatoria che si articolava in 6 magistrature:

QUESTURA(27anni); CURATORES(29anni); TRIBUNATO(31anni); PRETURA(33anni); CONSOLATO(35anni). Dopo il

consolato si poteva assumere la carica di proconsole nelle province Senatorie per 3 anni per rifarsi delle spese sostenute

durante la campagna elettorale che richiedeva molti soldi (ciò portò alla decadenza di molti Senatori).Il numero delle

cariche da ricoprire ogni anno, dovette necessariamente incrementarsi per via del numero crescente di funzionari. ,per cui

oltre ai 2 consoli ordinari( gli EPONIMI)furono immessi un certo numero di SUFFECTI. I primi rimanevano in carica i

primi mesi dell’anno, ma ad un certo momento cedevano il posto a dei sostituti che a loro volta , potevano essere sostituiti

dopo qualche mese.Scomparve l’EDILITA’ e tali funzioni che appartenevano a questa magistratura furono svolte da

funzionari di nomina imperiale. I CAVALIERI con l’avvento del principato vennero sempre più utilizzati oltre che alle

funzioni militari e di governo ,anche nell’amministrazione.Il loro grado più elevato fu dapprima la PREFETTURA

D’EGITTO e più tardi la PREFETTURA AL PRETORIO. Anche per la carriera equestre era previsto un tirocinio, ove

veniva impartita sia una preparazione militare che amministrativa.La Carriera equestre in ordine di

importanza:1)PREFETTURA AL PRETORIO; 2)PREFETTO D’EGITTO; 3)PREFETTO CON COMANDI SUPREMI

SULLA FLOTTA; 4)PREFETTO DEI VIGILI; 5)PREFETTO DELL’ANNONA. In età repubblicana i cavalieri non

avevano avuto mansioni di governo a Roma e nelle Province .

( LA DINAMICA SOCIALE )

Si andò a migliorare la condizione degli schiavi in quanto molti proprietari erano disposti ad affrancarli , ed oltre ad

acquistare la libertà, ebbero la piena cittadinanza, potevano anche mirare ad una ascesa sociale dovuta all’arricchimento.

Un istituto tipico della schiavitù romana era il PECULIUM, (quel gruzzolo di denaro del padrone ma nella disponibilità

dello schiavo con il quale quest’ultimo poteva comprarsi la libertà). A favore della plebe non vennero presi provvedimenti

particolari in loro favore. Ad alleviare il fenomeno della disoccupazione furono i lavori pubblici intrapresi: (ponti, strade,

terme ,acquedotti).Una parte della plebe urbana, continuava a campare su distribuzioni di grano e di denaro, che assieme

agli spettacoli pubblici , erano mezzi efficaci per contenere le insoddisfazioni del popolo e possibili manifestazioni

violente.AUGUSTO, riuscì a creare attorno a se, un clima di consensi e riconoscimento per la pace, tale, fu anche il frutto di

una incisiva attività propagandistica.Tali messaggi venivano diffusi tramite i canali di comunicazione allora disponibili:

( epigrafi, monete, oggetti d’arte, monumenti).Importantissimo anche il circolo di MECENATE che raccoglieva numerosi

artisti e letterati del tempo come Virgilio, Orazio, Livio. Vennero costruiti importanti monumenti per dare decoro alla città:

PANTHEON; IL FORO DI AUGUSTO; IL TEATRO MARCELLO.La città viene trasformata, Augusto stesso si vanta di

aver trovato una città di mattoni e di averla cambiata in una città di marmo

(LA CRESCITA ECONOMICA DELL' ITALIA):Vi era stata addietro nella fase pre-principato, l'acquisizione di enormi

bottini di guerra, e ricchezze e opere d'arte sottratte ai sovrani ellenistici; era anche arrivata a Roma una quantità enorme di

schiavi .Con la fine delle conquiste,con il ristabilimento della pace grazie ad AUGUSTO, vennero abbandonate le forme più

vistose ed estreme di sfruttamento delle province; L' ITALIA non pagava ne imposta fondiaria ne imposta personale cui

invece erano soggette le popolazioni provinciali(ma erano riscosse adesso dalle amministrazioni cittadine e non più dai

privati);a Roma viveva quella plebe urbana enormemente accresciutasi anche per effetto delle distribuzioni gratuite di

frumento, che avevano incentivato una fortissima immigrazione. A Roma e in Italia il prezzo dei beni alla domanda era alle

stelle proprio per queste elargizioni, ed in queste condizioni diveniva sempre più conveniente produrre a costi minori fuori

dall'Italia e vendere a prezzi maggiori a Roma e all'Italia. Si ebbe così una considerevole crescita economica delle province:

(la Spagna; la Gallia; e infine anche l'Africa conoscevano una prosperità senza precedenti).Nelle province gli schiavi erano

molto meno rispetto a quelli in Italia, fu il lavoro dei liberi a sostenere la crescita dell'economia agraria delle province.

(LA LEGITTIMIZAZIONE DEL POTERE IMPERIALE, IL PROBLEMA DELLA SUCCESSIONE)

Augusto gettò le basi dell’Impero romano che sopravvisse per 5 secoli,e riuscì a riorganizzare la RES PUBBLICA, dando

agli organi di Stato una parvenza di potere, ma nella sostanza, sia il Senato , le magistrature, i comizi,sono snaturati delle

loro funzioni.AUGUSTO non poteva nominare direttamente un successore, poiché avrebbe esercitato una funzione che è

propria del re.Ma egli non intendeva rinunciare a scegliere chi avrebbe continuato la sua opera, e decise di scegliere un

candidato alla successione che provenisse dalla propria famiglia, il successore designato avrebbe ricevuto, mentre Augusto

era ancora in vita, alcune prerogative che appartenevano al Principes, in modo che alla morte,il candidato si trovasse nella

condizione di essere accettato. In un primo momento la scelta cadde sul nipote MARCELLO che era anche il marito

dell’unica figlia di Augusto: GIULIA. Ma MARCELLO muore ed il generale AGRIPPA sposa GIULIA;e avranno 2 figli

maschi ( GAIO e LUCIO CESARI ),furono così adottati e designati alla successione. Ma c’erano anche i figli di primo letto

di LIVIA, moglie di Augusto ( TIBERIO e DRUSO ). TIBERIO sposa la figlia di AGRIPPA, ma alla morte di

questo,TIBERIO divorzia per sposare GIULIA. Attorno a GIULIA, ruotava questa politica dinastica, ma per la sua

dissolutezza venne punita da Augusto con l’esilio e volle che TIBERIO divorziasse da lei. Morirono nel frattanto i nipoti di

Augusto, TIBERIO venne adottato e designato da Augusto, che gli fa conferire i poteri più importanti: L’IMPERIUM

PROCONSOLARE; LA TRIBUNICIA POTESTAS; LA CURA ANNONE. Augusto morì il 14 d.c., ed il nome della sua

GENS IULIA, diventa il simbolo di una dinastia regale. Anche il suo pre-nomen diventa simbolo di successione regale, e

l’appellativo CESARE(che è un nome personale), quando viene trasmesso e assunto dagli altri significa: EREDE ALLA

CORONA.( CESARE =Principe cioè erede alla corona ).Per i Francesi sarà il Delfino, per gli Spagnoli l’Infante e per gli

Italiani è Principe in epoca romana.

Grazie a dei documenti epigrafici, possiamo dire che a Roma nel 5 d.c. si ebbe una importantissima riforma dei comizi e

con la LEX VALERIA CORNELIA, si introduceva una nuova procedura per l’elezione di consoli e pretori;il voto dei

comizi, rimaneva l’atto formale dell’elezione, ma era preceduto dalla COMMENDATIO(raccomandazione che l’imperatore

poteva effettuare di uno o più candidati)e dalla DESTINATIO(composta da un numero di candidati da fare votare ai comizi

pari al numero dei posti da coprire scelti con sorteggio)

( TIBERIO 14 – 37 d.C. )

TIBERIO figlio di primo letto della moglie di Augusto: LIVIA avuto con il primo marito CLAUDIO NERONE, discendente

da una delle famiglie più illustri della nobiltà romana la GENS CLAUDIA. Per questo la dinastia venne a chiamarsi

GIULIO(dalla casata di Augusto)CLAUDIA(dalla gens Claudia).Tacito sostiene che TIBERIO accettò l’Impero dopo molte

insistenze, affermando di non sentirsi all’altezza di un così importante compito, ma alla fine accettò a patto di avere la

collaborazione del Senato. TIBERIO si dimostrò molto rispettoso nei riguardi delle istituzioni repubblicane e soprattutto nei

confronti del Senato tanto da ricordare Pompeo. Il Principato di TIBERIO iniziò sotto i peggiori auspici:si verificarono

ammutinamenti da parte delle legioni di PANNONIA e di GERMANIA, reclamando un aumento del saldo e migliori

condizioni di vita. Questa rivolta venne domata da DRUSO MINORE(figlio di TIBERIO)e da GERMANICO(nipote,

adottato da TIBERIO).GERMANICO andava acquisendo una certa popolarità e fama tra le truppe e la stessa popolazione,

suscitando gelosie nello zio. L’attività bellica di GERMANICO in Germania, ebbe qualche successo ma non apportò

risultati decisivi.TIBERIO decise di affidargli un'altra missione nelle province orientali, dopo che i PARTI, avevano

cacciato dall’ARMENIA il re designato dai romani, attribuendogli un IMPERIUM MAIUS(un potere superiore rispetto a

quello dei governatori delle province)e TIBERIO gli affiancò anche come aiuto un suo uomo GNEO PISONE, nominando

quest’ultimo legato di SIRIA. GERMANICO riuscì a porre sul trono dell’ARMENIA un re filoromano, ma per qualche

motivo entrò in urto con il governatore della SIRIA e fu costretto a lasciare la provincia.Poco dopo GERMANICO morì in

circostanze misteriose, e GNEO PISONE, soddisfatto della sua morte si abbandonò a manifestazioni di gaudio con la

moglie e venne accusato di aver avvelenato GERMANICO e si insinuò che TIBERIO fosse stato il mandante

dell’omicidio.PISONE venne processato e prima che si arrivasse alla sentenza si uccise,TIBERIO cercò di allontanare i

sospetti dalla sua persona e a col tempo cercò di placare gli animi e la collera dell’opinione pubblica. Si creò un clima di

diffidenza e sospetti, ed erano gli anni in cui SEIANO(Prefetto al Pretorio), acquisiva sempre più potere e secondo Tacito,

tramava contro i membri della casa Imperiale ; La morte di DRUSO(figlio di TIBERIO), avvelenò ed incendiò ancor più

l’atmosfera, seguendo una stagione piena di processi politici nei confronti di traditori e di coloro che avevano causato lesa

maestà.TIBERIO nel 27 d.C. si ritirò a Capri e lasciò la gestione dell’Impero a SEIANO(molti membri della famiglia di

Germanico vennero perseguiteti e perì anche un suo figlio).Nel 31 a.C. a SEIANO gli venne attribuito l’IMPERIUM

PROCONSOLARE, ma TIBERIO fu diffidente nei suoi confronti e pensava che questo tramasse contro di lui, e riuscì così

a fare nominare un nuovo Prefetto al Pretorio: (MACRONE), e inviò in Senato un messaggio di denuncia per le trame di

SEIANO, questo prima incarcerato e poi giustiziato.Successivamente venne ucciso un altro figlio di Germanico, e i sospetti

si spostarono su MACRONE. ( L’ AMMINISTRAZIONE DELL’ IMPERO )

Dalle fonti di Tacito, il principato di TIBERIO, ci appare tragico e cupo. Ma nel complesso, per molti anni TIBERIO si

rivelò un saggio uomo di governo cercando di tutelare le province con sgravi fiscali e maggiore controllo sui funzionari

pubblici adibiti alla riscossione, ridusse anche la spesa pubblica. Ma ciò non bastò ad evitare malcontenti, soprattutto in

quelle province dove la pressione tributaria rappresentava una novità.

( CALIGOLA 37- 41 d.C. )

Alla morte di TIBERIO, i pretoriani acclamarono GAIO,soprannominato CALIGOLA,figlio superstite di GERMANICO.

La successione di CALIGOLA non aveva carattere costituzionale, non era stato adottato da TIBERIO, anche se era stato da

lui nominato erede privato assieme a TIBERIO GEMELLO( figlio di DRUSO MINORE ), quest’ultimo fu subito

eliminato.CALIGOLA,pur essendo stato educato ai valori tradizionali, tentò di modificare il Principato, mirando ad una

monarchia assoluta di stampo orientale e cercò di limitare il potere del Senato, rivendicando per se un potere autocratico.

Sembrava più forte in lui l’eredità caratteriale di Antonio(di cui era discendente ;infatti la nonna , madre di Germanico, era

figlia di Antonio), che quella di Augusto.Grandi onori furono riservati alle 3 sorelle di CALIGOLA, e soprattutto a

DRUSILLA che venne persino nominata sua erede e quando morì venne divinizzata.Il rapporto tra CALIGOLA e

DRUSILLA fu paragonato a quello di TOLOMEO con la sorella-sposa CLEOPATRA. Tutto ciò suscitò scandalo tra i

Senatori, per tali ragioni, fonti filosenatorie ci presentano CALIGOLA come un pazzo e tiranno, anche se non è da escludere

in lui un reale squilibrio mentale.- CALIGOLA invertì la politica di TIBERIO e fu capace di spendere in brevissimo tempo

l’enorme riserva di denaro accumulata dall’oculata gestione finanziaria di TIBERIO, che gli aveva lasciato ora a

disposizione.- CALIGOLA, nonostante gli atteggiamenti da sovrano orientale, fu molto popolare tra la plebe alla quale

offriva giochi circensi ed elargizioni di denaro e cibo, ma ad un certo punto cominciò a terrorizzare la plebe urbana, i suoi

stessi liberti, e si mise in urto con i pretoriani. Venne ucciso in una congiura di palazzo nel 41 d.C.

( CLAUDIO 41 – 54 d. C. )

( VERSO UNA NUOVA ORGANIZZAZIONE DELL’ IMPERO )


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Corso di laurea: Corso di laurea in formazione di operatori turistici
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia Romana A-L e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Elia Febronia.

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