STORIA ROMANA
01/03/2019 Passaggio dalla monarchia
alla Repubblica (IV-V)
III-IV secolo, periodo che conosciamo attraverso Tito Livio. Restavano pochissime attestazioni di
eventi precedenti. In particolare solo eventi sacrali e resti di terremoti o eventi astronomici ma non
eventi di storia politico militare. Grande incertezza cronologica e materiale largamente insufficiente
che veniva istituito e implementato proiettando all’indietro situazioni invece attuali degli storici.
Eventi I-II sec. proiettati nel IV-V sec. Come se agli inizi della Repubblica ci fossero già stessi temi
che si dibattevano nel I-II sec.
Lunga notte del IV secolo: non si sa cosa è successo. ‘’buio’’.
Solo inizi III secolo è presente un percorso storico più documentato.
Sul fronte esterno abbiamo elementi successivi alla cacciata di Tarquinio il Superbo,dopo di che
subentra una ‘’notte’’ in cui sono presenti pochissimi reperti.
Principali eventi di politica estera che si verificano subito dopo la cacciata (ultimi eventi risaputi).
Negli anni successivi al 509 si verifica la cacciata.
In quegli anni Roma risente del mondo etrusco. Si parla di eventi panetruschi.
In Etruria le aristocrazie locali si riappropriano del potere di fronte a sovrani spesso accusati di
demagogia: si appoggiavano ai ceti meno abbienti in contrasto con le vecchie aristocrazie. In molte
città etrusche il re è sostituito Leucumo (lucumone) da un magistrato supremo,che non è un re da
cui segue una dinastia e ha una durata in carica limitata e verrà sostituito da un altro magistrato
eletto.
In questa situazione di fine della monarchia e debolezza istituzionale Roma viene occupata da
Porsenna, Leucumon di Chiusi.
La Roma che caccia Tarquinio il superbo cade sotto l’influenza del dominio di Chiusi.
Porsenna si appoggia a Roma per cercare di estendere l’influenza di Chiusi sul Lazio.
Si sostituisce a T. il Superbo come egemone latino.
8 città si coalizzano tra di loro per formare la lega latina.
504 a.C.: battaglia di Aricia;la lega latina (ridimensionata) sconfigge Porsenna (per esattezza il
figlio che comandava l’esercito).
Dopo questa sconfitta Porsenna se ne va e torna a Chiusi.
La lega latina vuole punire Roma di questa partecipazione all’offensiva di Porsenna.
Roma percepita dalla lega come nemica. Così agli inizi del V setolosi verifica un ulteriore scontro
tra la lega latina e Roma (rimasta sola): battaglia del lago Regillo.
I romani stavano perdendo ma compaiono Castore e Polluce( divinità) dalla loro parte,i latini si
spaventano e i romani prendono coraggio e vincono (mito). Probabilmente in realtà si è conclusa
con un pareggio.
Foedus Cassianum (domanda impo): è un patto, accordo tra Roma e la Lega Latina. è un foedus
aequuum cioè tra eguali (si pensa al pareggio).
Si stabiliscono diritti reciproci:
Ius Connubi, matrimonio tra romani e latini è legittimi che porta a figli legittimi
Ius Commerci, diritto di svolgere attività economiche e scambiarsi merci senza pagare dazi
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Ius Migranti (aiutiamoli a casa loro), autorizza romani e latini a cambiare residenza,quindi a
trasferirsi da una città diversa e acquisire la cittadinanza del luogo in cui si va a vivere. (cambio di
residenza = cambio di cittadinanza). E’ un riconoscimento giuridico della mobilità sociale.
( diritti invidiosissimi e non di poco conto).
In caso di guerra contro nemici comuni ci sarà un alternarsi di comandanti romani e latini e un
impiego equo di soldi/militari.
Oscurio Cassio trattò coni latini il foedus cassianum:
Il foedus inaugura un lungo periodo di pace (circa 150 anni di pace). Base dei conflitti con altri
popoli circostanti (Bolsci,Equi,Ernici..)
Ogni due-tre anni i romani erano in guerra ( fonte: Livio).
Restava il ricordo delle guerra.
Evento di particolare rilievo è : La presa di Veio (grande città etrusca lungo il Tevere al nord di
Roma).
Dava fastidio dal punto di vista economica trovandosi sul corso del Tevere.
Ultima città che conserva una struttura monarchica,mentre tutte le altre sono passate a una
struttura di stampo aristocratico.
Agli inizi del IV sec intorno al 390 il primo grande personaggio della storia di Roma rep. : Marco
furio Camillo.
Dà a Roma una situazione di notevole potere economico e politico. Grande successo. Camillo
resterà nella memoria come un grande eroe. Dopo la vittoria su vero non si sa più nulla di Camillo.
388 o 386 succede l’ imprevisto: invasione gallica
i Galli avevano cominciato a penetrare a piccoli gruppi nella p. Padana a partire del VI secolo
convivendo in modo più o meno conflittuale con gli Etruschi. Agli inizi del IV un’ulteriore ondata
migratoria fa crollare il dominio etrusco a nord degli appennini, è noto che la città etrusca di Fesna
viene ribattezzata Bonomia dopo l’arrivo dei galli. Tra Rimini e le marche arrivano i galli senno
(Senigallia). I galli scendono in Etruria cercano di impadronirsi di chiusi e più a sud incontrano i
militari romani in un piccolo fiume del Lazio, il 18 Luglio (giorno di lutto nazionale,venivano
sospese le attività) o 388 o 386 si ha il Dies alienis,dove vengono sbaragliati dai galli che si
impadronirono di Roma e la bruciarono parzialmente.I romani caricarono tutti su carri e chiesero
asilo e soccorso a Ceri (città etrusca vicina).
Gli autori antichi ricordavano il trentennio(generazione) post gallico in cui i romani non sapevano
se abbandonare la loro città e trasferirsi e Veio ma poi si decise di restare a Roma. Roma era
mezza distrutta e in fumo. Andava ricostruita.
Fu una ricostruzione estremamente rapida,infatti a metà del IV secolo è gia in grado di affrontare
con i latini gli scontri per conquistare le campagne.
Uscita dal trentennio post gallico fu estremamente gloriosa.
I romani nel cercar dei ricostruire la storia repubblicana più antica vi proiettarono istituzioni dei
secoli successivi. Il passaggio della monarchia alla rep. segna il passaggio delle gente
aristocratiche sul sovrano che governava in collaborazione con i ceti medio-bassi della
popolazione. In particolare i Tarquini facevano affidamento agli artigiani etruschi.
La vecchia aristocrazia prevalentemente latino sabina caccia il re e si impadronisce del potere
(aristocrazia contro monarchia).
A Roma sono le gentes che nominano un magistrato supremo. Ci si domanda se si chiamasse
magister (capo militare) oppure se,in assenza di fasi belliche,si chiamasse praetor. (primo della
fila,il magistrato supremo).
Con il praetor collaboravano i consules ( o collaboratori o che siedono a fianco).
Queste gentes che hanno cacciato il re e che scelgono al proprio interno questi magistrati supremi
della rep. che avocano a se tutte le funzioni di governo si auto definiscono patrizi.
Ovviamente per esclusione tutti coloro che non sono patrizi sono plebei.
Si sono auto definiti tali e avocati da sé tutti i poteri.
Nei primi tempi poteva essere ai vertici della neonata repubblica un non patrizio (come Oscurio
Cassio).
Un’ ipotesi moderna affermò che fu un evento esterno in cui i romani non vennero realmente
coinvolti. La battaglia di Cuma del 484 a.C. segna la fine dei tentativi etruschi di allargarsi in
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campagna e la definitiva presenza dell’elemento greco nell’Italia meridionale. l’indebolimento degli
etruschi ha segnato un indebolimento della parte etrusca di Roma e questo indebolimento premise
al patriziato di occupare tutti i posti di potere e comando e di estromettere tutte le altre componenti
della società romana dagli altri poteri della repubblica.
Pare essere perciò una società prevalentemente patrizia. Ciò portò alla reazione di coloro che
erano rimasti fuori (plebei) che intorno al 471 si ritirarono sul monte sacro e procedettero alla
fondazione di una nuova comunità politica.
Sui libri 493 e 471 tradizione. (all’esame 471). Sono presenti due cronologie.
In opposizione a questo patriziato impadronito del potere l’elemento plebeo fa una secessione sul
monte sacro e punta a fondare una nuova comunità politica.
Comunità patrizi sul capitolino e palatino e la nuova comunità deve darsi delle nuove strutture.
Faranno i concilia plebis (tribuno della plebe) e non i comizi centuriati.
Non vogliono obbedire alla leggi dei patrizi ma solo ai plebisciti.
Ognuno deve avere una sua legge. Volevano creare due comunità parallele con istituzioni parallele
e luoghi di culto paralleli.
Creano sul monte sacro un tempio per tre divinità agresti. Triade con le loro divinità.
C’è stato un momento intorno al 471 in cui c’erano due Rome,confinanti ma con istituzioni diverse.
A metà del V secolo le ragioni dello stare insieme e ritornare ad essere un’unica comunità
prevalsero sulle ragioni della discordia e divisione.
Se i patrizi si sposavano con una donna latina contraevano un matrimonio legittimo e valido
mentre se si innamoravano di una plebea il matrimonio non era riconosciuto .
Ma i plebei erano più vicini dei latini e i rapporti erano più facili.
Oltre a ciò c’erano anche ragioni di potenza,una comunità unita conta di più.
Sigillate dalle leggi delle XII tavole. I romani prima ancora di darsi istituzioni di diritto pubblico si
diedero istituzioni comuni di diritto civile.
XII tavole riguardano il Ius Iuri. Partono dal basso,dalla necessità di avere delle leggi comuni che
riguardano la vita di tutti i cittadini.
I romani partirono dal diritto per ricostruire la città. Nelle leggi delle XII tavole compare il termine e
l’istituto della ‘provocatio’. Istituto fondamentale della città romana.
La provocatio ad popolum (ius provocationi).
Qualcosa di già esistente ma modificato e accolto in un corpo di leggi.
Diritto di ogni cittadino romano di appellarsi ai proprio concittadini riuniti in comizio a fronte di una
condanna capitale. Nessun cittadino può essere condannato in primo grado,esiste un secondo
grado di giudizio: il diritto d’appello al popolo.
Diritto che non esisteva in altre comunità del mondo antico.
Si aggiunga i comizi durante il diritto di appello potevano confermare la condanna capitale ma era
previsto concedessero un lasso di tempo (10 giorni) perché scegliesse se restare nella comunità e
subire la condanna a morte o se abbandonare la comunità. abbandonare significava recarsi in
un’isola senza protezioni sperando di essere accolti in una comunità vicina ma comunque la vita
era salva.
Di fatto a Roma era sospesa la condanna a morte. è una condanna a morte teorica. Si ha una
possibilità alternativa. Acquisire la cittadinanza romana voleva dire acquisire lo ius provocationis,un
bene inestimabile.
Negli anni successivi si pose il problema,dopo aver regolamentato i diritti civili e della persona,si
pensa al diritto pubblico e quindi alle istituzioni. in quegli anni si ha al potere i tribuni con potestà
consolare, in numero variabile sempre pari da 2 a 10.
A definire i consoli come magistrati supremi della repubblica che detengono l’imperium,tramite una
lex curiata cum imperio,si arriva nel 367.
Si arriva nel 367 nel trentennio post gallico a porre la basi delle strutture pubbliche e magistrature
della repubblica classica.
I magistrati dovranno essere due consoli eletti annualmente. Nel 367 i plebei durante le lotte
patrizio plebee nel revocare i diritti che i patrizi avevano confiscato arrivano ad ottenere che un
console fosse plebeo. 3
Quindi che anche i consoli potessero arrivare alla più alta carica. Nel momento in cui si stabilizza il
consolato esso è aperto a tutti. Inizialmente 1 patrizio e 1 plebeo,in seguito più libero (anche 2
plebei). il consolato inizia nel 367.
Il pretore viene scavalcato nella gerarchia della magistratura.
Nella seconda metà del IV secolo vede l’arricchirsi e lo strutturarsi progressivo delle magistrature
che governano la repubblica. Censimento: molto importante sopratutto per conoscere numero di
soldati per la guerra.
Ci sono anche i tribuni della plebe.
i punti di arrivo delle lotte patrizio-plebee sono due:
nel 300 con la lex Ogulnia,anche i plebei possono controllare la religione e diventare pontefici.
le leggi erano scritte,il cittadino romano era a quell’epoca semi-alfabetizzato,sapeva leggere
iscrizioni ma non comprendeva le leggi. Il primo pontefice massimo plebeo offre una consulenza
gratuita per quanto concerne la comprensione delle leggi in modo da metterli allo stesso pari dei
patrizi.
Commistione anche nel cursus honorum,si possono ricoprire cariche magistrali e sai erdotali.
Spesso i magistrati erano anche sacerdoti.
Nel 287 i concilia plebis si trasformano in un terzo tipo di comizi: i comizi tributi (già presenti
centuriati e curiati).
I magistrati superiori erano eletti dai centuriati e solo quelli minori dai tributi.
I tributi avevano funzioni legislative e giudiziarie. In ambito legislativo diventano i più
importanti,tutte le proposte di legge passano dai comizi tributi mentre la funzione giudiziaria verrà
affidata a tribunali speciali.
Il diritto di appello poteva essere rivolto ai comizi tributi.
I comizi tributi erano divisi per tribù che votano per sorteggio,l’ordine in cui le tribù vanno a votare è
sorteggiato di volta in volta. Sono i comizi più “democratici” della Roma antica. Mentre nei comizi
centuriati si votava in base al censo. (dai più ricchi ai meno ricchi). L’incertezza nei tributi rende più
egualitario. Segna,inoltre,la fine dei contrasti patrizio-plebei.
04/03/2019 I Tribuni della cv
Collegio tribuni della plebe: 10
Ci si può domandare che funzioni avessero questi magistrati così particolari.
Polibio studia la costituzione romana (6 libro) fa molta fatica a capire la funzione dei tributi,dice
soltanto che i consoli erano i magistrati supremi a cui tutti dovevano obbedire tranne i tributi.
Polibio si accorge di questa cosa ma non ce la spiega.
I tribuni in apparenza sono i magistrati minori.
Apparentemente essendo in 10 il loro potere sembrava più frammentario.Quando Augusto prese il
potere per governare Roma in tempo di pace,nella quotidianità si fece dare i poteri dei tribuni della
plebe,gli bastava quello,niente di più.
Questo significa che avevano poteri enormi:
Convocavano i comizi tributi e il senato
• Diritto di presentare proposte di legge
• Godevano della Sacro Santitas (le loro persone non potevano essere violate né subire alcuna
• forma di violenza politica e fisica). Aggredire un tribuno della plebe non era un reato (come
uccidere un console) ma era un sacrilegio. 4
Avevano il diritto di far arrestare un altro magistrato che si opponesse al loro
• Diritto di veto sulle proposte di ogni altro magistrato (grande forza). Il console non poteva
• bloccare le loro proposte ma loro potevano bloccare le proposte di un console.
In questo modo tutti erano obbligati a obbedire ai tribuni. Non erano magistrati di serie B,nella
quotidianità il tribuno della plebe è il magistrato più importante. Formula proposte di legge a cui
non ci si può opporre,ovviamente se in disaccordo i comizi potevano non votarle ma non potevano
rifiutarle.
Il tribuno della plebe può preventivamente bloccare una proposta prima che arrivi al popolo
romano.
Per questo Augusto diventa tribuno della plebe perché essi posseggono il diritto di veto.
I patrizi hanno cercato di limitare questo potere enorme.
In tempo di pace i tribuni erano i più potenti ma non in tempo di guerra poiché in quel caso sono i
consoli e i pretori a possedere l’imperium.
Unica possibilità per cercare di ridurre questo potere enorme è aumentarne il numero fino a 10, per
cercare di creare contrasti e divisioni interne.
Si poteva ottenere che un tribuno esercitasse un potere di veto contro un suo collega.
Si può sperare che non ci sia unanimità così da non rovinare la politica interna di Roma.
I tribuni erano una carica tipica della magistratura romana.
Una volta raggiunto un accordo tra patrizi e plebei si entra nel periodo della Repubblica
classica,dove sostanzialmente le istituzioni interne restano inalterate per circa 150 anni,fino all’età
dei Gracchi (133). Annidi grande stabilità interna.
QUetsa stabilità interna corrisponde al periodo di egemonia di una classe dirigente,che si chiama
Nobilitas.
La nobilitas non è un’aristocrazia,è una nobiltà con caratteristiche specifiche (diversa da quella
moderna). La nobilita romana è un insieme di famiglie sia patrizie che plebee (espressione di
questa avvenuta parità).
Come si diventa nobili a Roma?
I nobili sono coloro che hanno esercitato nella loro vita una delle magistrature superiori,quindi sono
arrivati a essere consoli o almeno pretori o censori (eccezionalmente dittatori). Se qualcuno
durante la sua vita veniva eletto per una di queste cariche e esercitava le sue funzioni e poi usciva
dalla carica per diritto entrava a far parte del senato era un nobilis.
Queso stato sociale di nobilis veniva trasmesso al figlio e alla generazione successiva che lo
trasmetteva a quella dopo (padre,figlio,nipote..). Se nell’arco di tre generazioni il figlio e/o il nipote
non ripercorrevano la stessa carriera e non raggiungevano gli stessi riconoscimenti pubblici,dalla
quarta generazione (pronipote) perdeva la prerogativa di far parte della nobilitas. Caratteristica
unica della classe dirigente romana. (nessun altro popolo ha mai fatto niente di simile).
La nobilitas è un prestigio a tempo che va guadagnata grazie ai meriti. Questi meriti possono
essere estesi fino al figlio e al nipote ma se i discendenti non si dimostrano alla sua altezza esso
cessa e la famiglia esce dalla nobilitas. E’ un elitè a tempo.
Tale principio indica una spinta a conquistare sul campo certi meriti.
Poi succedeva che queste grandi famiglie,i cui membri sedevano in senato,cercavano di
regol
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