Storia religiosa del Medioevo
Introduzione al manuale di riferimento
Il manuale di riferimento è Storia dell'Italia religiosa, curato da André Vauchez. Questo manuale non offre solo un quadro dello svolgimento istituzionale della storia delle istituzioni ecclesiastiche, ma anche un quadro della storia delle istituzioni ecclesiastiche di vertice (papato o ordini religiosi di ambito europeo) e locale (singoli conventi cittadini). Non fornisce solo un quadro generale ma anche un quadro calato dentro la storia sociale che in qualche modo ancora questi svolgimenti istituzionali alla storia della società e a quell'ambito della storia sociale che è quello del fenomeno religioso, delle esperienze religiose. Quindi, parla di istituzioni ecclesiastiche ma anche di vita religiosa e delle esperienze religiose nel contesto di una storia sociale tipica del Medioevo.
Il contesto italiano e occidentale
Il manuale ci offre una focalizzazione particolare per il contesto italiano ma non dimenticheremo il resto dell'Occidente, soprattutto perché molte delle esperienze con cui ci confronteremo (quelle di queste novae religiones, nuove comunità di religiose) sono esperienze che, anche se nate in un contesto territoriale specifico (pensiamo all'esperienza dei frati minori del francescanesimo), si impongono fin da subito come un fenomeno di portata non solo nazionale ma compiutamente europea, occidentale e non solo. In molti casi, queste novae religiones sono quelle che in qualche modo accompagnano il dialogo dell'Occidente cristiano che a partire dall'XI secolo si pensa come un universo (il mondo dell'Occidente medievale tende a pensare se stesso come cristianitas: come tutto il mondo cristiano che deve idealmente corrispondere a tutto il mondo conosciuto).
Cristianitas e altre religioni
Gli uomini del Medioevo che vivono in Occidente hanno questo schema in testa, dimenticando che la cristianitas, in realtà, è dall'XI secolo divisa. Esiste una cristianitas che parla altre lingue: la cristianità greca, quella slava, ecc. (non solo quella che pensa in latino). Esiste anche un mondo che cristiano non lo è affatto: la tradizione delle comunità ebraiche (giudaismo portato avanti dalla presenza delle comunità ebraiche nel terreno dell'Occidente); l'Islam (la comunità dei credenti nell'Islam che diventa a partire dal XII secolo un interlocutore forte dell'Occidente: pensiamo all'orizzonte crociato); tutto il mondo dei popoli non cristiani che l'Occidente scopre nel tardo Medioevo nell'Oriente più profondo: grandi imperi, popoli semi-nomadi che vivono oltre i confini della cristianità orientale.
La proiezione dell'Occidente cristiano
A partire dalla fine del Medioevo (eventi a cui colleghiamo tradizionalmente l'idea di nascita del mondo moderno: scoperte geografiche del tardo '400 e il rapporto dell'Europa con queste nuove realtà nel '500), in tutti questi orizzonti, questi dialoghi di confine che caratterizzano la seconda parte del Medioevo avranno un ruolo importante proprio quei protagonisti del percorso che qui ci interessa: i frati, gli ordini mendicanti. Gli esponenti di queste nuove religiones sono i primi, forse più agguerriti pionieri di questa proiezione dell'Occidente cristiano oltre i suoi confini. Quando l'Europa cristiana fa i conti con queste alterità, i frati ci sono sempre, hanno un ruolo ben specifico (va tenuto bene presente).
Religioso e laico nel Medioevo
Dire monaco e frate, nel parlare comune, può essere anche la stessa cosa ma in aula non lo è. Il termine religioso diventa un termine tecnico, assume un senso giuridicamente pregnante e che determinava una identità non solo vagamente spirituale ma un'identità giuridica particolare. Essere un religioso è cosa diversa da essere "laico" o dall'essere "chierico".
Religio e religione
Religio e religione non è la stessa cosa. Nei termini che usavano allora troviamo molto di più di quello che dice la nostra parola odierna: sono significati diversi dello stesso termine, quindi questo salto tra latino e italiano è fondamentale. Il lessico forse è uno dei tratti che distingue di più questo tempo dal nostro, che è il tempo della secolarizzazione, in cui la religione è diventata un'altra cosa rispetto a ciò che era fino alla metà del '700.
Clarimenti sui termini chiave
Lezione di chiarimento delle coordinate fondamentali entro cui si muoverà il percorso: chiarimento in primo luogo su alcuni termini cruciali nel percorso che faremo che è dedicato alle religiones novae o più propriamente alle nuove forme di vita religiosa del mondo pieno e tardo medievale. Abbiamo usato dunque una serie di termini a partire da quello di "ordine religioso" e "forme di vita religiosa" che corrispondono nel latino delle nostre fonti e nella testa degli uomini e delle donne che vissero quelle esperienze in quelle società del XII-XV secolo a termini come religio, reliogiones, ordo, regule, formae vitae, ecc.
Gli ordini religiosi
Ministro generale di un ordine (per gli ordini mendicanti) e Abate generale (a capo di una congregazione monastica) per gli ordini religiosi sono i vertici di un ordine religioso che noi siamo abituati a pensare come una struttura transnazionale: una grande struttura che tiene insieme tante comunità che vivono in modo uniforme secondo un modo, una regola, un carisma (un modo di vivere) con una missione particolare, con riferimenti spirituali, modelli diversi. Per esempio, il modello di riferimento del fondatore canonizzato è diverso (Madre Teresa di Calcutta è stata canonizzata presto e al di là della regola è quello che muove qualcuno a fare più o meno lo stesso percorso). La regola serve a trasformare l'esperienza, la vita di una persona eccezionale nella regola di vita di tante persone che vi si riconoscono.
Tutto questo lo pensiamo come una struttura che attraverso regole, regolamenti, un patrimonio condiviso di modelli ideali di quello che, appunto chiamiamo, carisma si organizza nei diversi luoghi in cui sono presenti le case religiose di questi diversi ordini religiosi: singoli conventi, monasteri o comunità. "Ordine religioso" per noi è una struttura istituzionale con un vertice, con degli organismi di governo che trascende la dimensione locale della singola comunità, che permette a queste singole comunità diffuse nei diversi territori di essere parte di qualcosa di unitario. Un'altra cosa che siamo abituati a pensare è che l'ordine religioso si distingua per un abito religioso (abito come distinguente). Rende riconoscibile la sua appartenenza non solo al mondo dei religiosi o degli appartenenti al mondo dei religiosi ma a un ordine specifico (suore azzurre, suore nere, ecc.) e dà uniformità al di là dell'individuo (ci fa vedere ciò che l'individuo ha scelto).
L'abito religioso
L'abito religioso, l'abitus, è un altro elemento interessante perché in latino abitus vuol dire sì la veste ma anche il modo di fare: un modo di agire, quello che diventa abituale per una persona. C'è una relazione tra il modo di vivere e l'appartenenza a un ordine religioso. Il Medioevo conosce accanto ai termini "regola", "ordine", ecc., un termine tecnico che è "forma vitae", che è la forma di vita religiosa. La forma vitae è il modo con cui si vive, ed è qualcosa che sta prima dell'istituzionalizzazione dell'appartenenza a un ordine, dell'insieme di regole che codificano la realtà istituzionale di questi ordini. È una esperienza (altro termine molto usato spesso è "esperienze religiose").
Movimenti religiosi
Un altro confine è quello che divide gli ordini religiosi, le forme di vita religiosa percepibili dall'esterno con quello che oggi chiamiamo "movimenti religiosi", che in qualche modo coinvolgono anche persone che non sono i religiosi in senso comune. Chi simpatizza chi partecipa a una esperienza di formazione spirituale (non entra in un ordine religioso), coloro si muove dentro un movimento. Questo campo dei movimenti religiosi, delle cose che muovono la gente a interessarsi a certe cose che suscitano simpatia e una certa forma di appartenenza che non è quella di chi aderisce agli ordini (c'è chi si fa monaco buddista e c'è chi fa yoga e ogni tanto medita).
Ordini religiosi e francescanesimo
Per esempio, noi abbiamo difronte due termini con cui ci si confronta sempre ma che per il Medioevo rimandano a qualcosa di legato e, al tempo stesso, ben distinto. Diciamo che c'era un ordine religioso dei francescani che così non si è mai chiamato così (si chiamava l'Ordine dei frati minori); il minoritismo. Ma noi oggi diciamo i francescani e il francescanesimo che è una categoria concettuale che non può essere identificata solo con l'Ordine dei frati minori. Usiamo il concetto di francescanesimo che è un modo di vedere un atteggiamento che ha a che fare con il pauperismo, con un modo di essere dei religiosi nella società, con la povertà che non è solo dei frati minori ma è anche di donne religiose, per esempio il mondo delle Clarisse (francescanesimo femminile) e dei laici che si rifanno a San Francesco. Un movimento religioso che non coincide con l'ordine dei frati minori pur essendo in relazione stretta con questo ordine.
Antinomie e tensioni
Proviamo a fare ordine partendo dall'insieme di significati che ci sono dietro ad alcune antinomie che in questa contrapposizione ci indicano una tensione. Il contrario di religioso cos'è? Laico. Il contrario di chierico? Laico. Il contrario di regola religiosa? Clero secolare. Il contrario di regolare è secolare (i chierici regolari sono preti che seguono la regola). Il prete è colui che vive nel clero secolare; non vive dentro un ordine religioso ma vive nel seculum, nella società laica. Il nostro concetto di laicità non è più quello del Medioevo; è un senso che viene da quando la società ha smesso di essere cristiana (nel Medioevo la società era tutta cristiana).
Coppie e concetti chiave
Le coppie sono: chierico-laico, regolare-secolare; i concetti attorno cui ci interroghiamo sono in primis quello di religio. Religione per noi oggi vuol dire una fede religiosa, le persone hanno una religione. Per noi oggi vuol dire l'insieme di credenze e pratiche religiose del singolo, dell'individuo; credenze e pratiche che l'individuo condivide con altri suoi correligionari e che dunque determinano l'appartenenza dell'individuo a una comunità religiosa; identità collettiva; le religioni come comunità religiose; la fede del singolo, una religione che ha a che fare con la credenza ma anche con le pratiche religiose.
Per esempio, diciamo che ci sono dei credenti non praticanti; la consapevolezza di ciò in cui si crede è qualcosa che non sempre c'è; spesso l'appartenenza religiosa è più spostata sul piano delle pratiche religiose (es. vado a messa a Natale oppure l'8 dicembre non si fa lezione perché è la festa dell'Immacolata Vergine Maria, eppure il nostro stato è laico). La festa è qualcosa che ha a che fare con la vita della società e per molto tempo questo elemento del festivo è stato legato a quei fondamenti del vivere sociale in cui la religione aveva un ruolo importante.
Il legame verticale e orizzontale
Questo termine religio; religione è una parola che deriva dal termine legamen. È una cosa che lega tra loro uomini e divinità (un legame verticale) ma determina un legame tra le persone (legame orizzontale); c'è una dimensione religiosa degli esseri umani (il patto religioso è un fatto antropologico); ma la religione non è solo questo rapporto degli uomini con il principio del divino ma è anche qualcosa che ha a che fare con i legami che strutturano la società; legame fra le persone.
Religio nell'antichità e nel Medioevo
Per gli uomini dell'antichità -religio- era (non un insieme di credenze) un insieme di pratiche cultuali che mediavano il rapporto degli uomini e delle comunità con le divinità. È l'insieme dei culti della famiglia o delle città o comunque dei legami sociali; sono elementi che strutturano attraverso una serie di pratiche religiose il funzionamento delle strutture sociali (famiglia, città, l'impero). La religione antica è plasmata sulle strutture sociali; religione come insieme di pratiche, di culti pubblici (prima che privati).
Per gli uomini del Medioevo che ereditano l'idea di -religio- del mondo antico ma per altro verso vivono in un mondo in cui la grande crisi religiosa della tarda antichità ha mutato i modelli religiosi (quelli delle grandi religioni di salvezza). Nella fattispecie dentro queste religione di salvezza (mitraismo, culti misterici, ebraismo giudaico, ecc.) queste cose sono cambiate. C'è stato un tempo in cui le società che vivevano nei territori dell'impero di Roma erano multireligiose in cui coesistevano culti tradizionali e nuovi culti in cui si è diffuso e ha fatto la sua vicenda anche il messaggio cristiano.
A partire dal IV secolo c'è stato un progressivo strutturarsi del mondo nato dalla trasformazione del mondo greco-romano, un ridefinirsi della storia dell'Europa intorno a una identità compiutamente cristiana. Da Costantino l'impero diventa cristiano e la società inizia a pensarsi come cristiana; processo che culmina in età Carolingia quando rinasce un impero latino cristiano d'occidente. In questa società che pensa sempre di più se stessa (dal IV sec in avanti) come una società cristiana, il nodo della religione come appartenenza a una comunità religiosa va in secondo piano perché la società condivide la stessa religione nel senso moderno del termine.
La cristianità e il papato romano
Al suo interno è segnata dall'appartenenza a una religione che è quella cristiana; da una cristianità specifica che è quella che parla latino che inizia a gravitare esclusivamente intorno al papato romano; Occidente cristiano che si pensa sempre di più a partire dall'XI secolo non tanto sotto la forma dell'impero cristiano ma nel senso di quella che poi chiameremo la Santa romana Chiesa; una società cristiana gravitante intorno al vertice del papato romano. In questo trapasso da una società cristiana d'occidente che gravita intorno all'impero o intorno al papato ha segnato la storia medievale.
Il ruolo delle religiones
Il problema non è più di far coesistere religioni diverse; infatti il termine religio va a concentrarsi su un modo di vivere di alcuni cristiani dentro la società cristiana; per cui in questa società composta di cristiani, gestita da istituzioni che si pensano cristiane (a partire dall'impero) nasce una categoria diversa di cristiani che non sono i semplici membri della società cristiana ma sono i religiosi. Nel mondo medievale i religiosi sono un pezzo della società composto da coloro che in modo esclusivo e prioritario dedicano la loro vita a questo, la loro funzione nella società è polarizzata intorno all'impegno cristiano, al culto, all'ascesi cristiana.
Religiosi nel Medioevo
Possiamo dire che le religiones come il senso della parola religio che incontriamo dal IV al XV secolo significano "ordine religioso". Quando parliamo di nuove religio medievali parliamo dei nuovi ordini religiosi. I religiosi del mondo medievale sono quel pezzo della società che professionalmente si occupano del rapporto con Dio (in età carolingia questo slittamento è già avvenuto). Questo slittamento corrisponde a una professionalizzazione, alla percezione di un compito particolare di un pezzo della società per far funzionare la società cristiana stessa. I religiosi si distingueranno dai semplici membri della società cristiana che sono i semplici membri delle chiese.
Origine del monachesimo
Non è un caso che la storia di questa nuova fase di senso della parola religione (appartenenza a una esperienza di vita religiosa) trova la sua origine nel monachesimo (fine III secolo soprattutto i Padri del deserto e gli eremiti dell'Egitto e della Siria che nasce proprio nel passaggio fra III e IV secolo). Il monachesimo è il canone della vita religiosa insieme a quello delle esperienze di tipo canonicale che stanno prima della fioritura delle nuove forma di vita religiosa (religiones novae).
Religiones novae
Vediamo come si è imposto questo canone monastico del mondo tardo antico e alto medievale; poi il pieno Medioevo avrà a che fare con le religiones novae; un aspetto peculiare delle quali sono per il progressivo strutturarsi degli ordini mendicanti ma accanto a queste ci sono anche le forme di vita religiosa pauperistico evangelica (anche se ordini mendicanti non sono).
Religiosi e società cristiana
Abbiamo detto che la nascita dei religiosi come categoria particolare di professionisti che si occupano del rapporto con Dio non solo per la propria individuale salvezza ma anche per far funzionare la società cristiana. Per capire come religio al tempo di Cesare voleva dire una cosa e nell'alto Medioevo voglia dire un'altra cosa, dobbiamo guardare a come si sono organizzate le comunità cristiane nella società del tardo antico; la prima distinzione la troviamo nell'età apostolica, nei primi momenti in cui le...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.