L’OPERAIO
Gli operai sono sempre esistiti, ma sino ad allora sono rimasti confusi nella massa. Tutt’un tratto
assumono individualità e nuovo rilievo.
La miseria operaia viene definita pauperismo: gli operai sono malnutriti, vestiti di stracci, abitano in
condizioni terribili, e i quartieri sono focolai di epidemie.
Le crisi industriali sono le principali colpevoli di assenza di lavoro e risorse; se l’operaio lavora a
domicilio per un produttore, il produttore non è tenuto a fornirgli le materie prime o il lavoro; se
l’operaio è un salariato, può essere assunto e licenziato in un’ora: l’operaio praticamente vive alla
giornata. La Grande depressione ( 1873 – 1896 ) ha prodotto un contenimento dei prezzi, dei
prodotti agricoli, in Germania e Gran Bretagna e una conseguente disoccupazione.
I salari sono miseri: sono appena sufficienti per un giovane operaio celibe, ma scarsi per una
giovane operaia nubile, o per coloro che sono in età avanzata. Assolutamente insufficienti per il
sostentamento di una famiglia. La maggior parte del salario va nell’alimentazione: pane, nero o
integrale, frutti, fecola, legumi, raramente carne e pesce. Nella seconda metà dell’ 800 la vita
migliora di poco in poco, e si diversifica l’alimentazione: più carne, latte, verdure, zucchero, caffè e
the. Poco il denaro da destinare ai vestiti e all’arredo della casa: gli abiti sono spesso degli stracci,
sporchi, il letto è pagliericcio, pieno di sporcizia e parassiti; gli operai sono costretti a traslocare di
continuo.
I soli luoghi di riunione sono le associazioni popolari, le società di mutuo soccorso, le corporazioni,
le camere sindacali. Per lo svago, ci sono le bettole, le osterie,le bische, dove si può bere e giocare,
e andare con le donne.
Per lavorare, si guarda soprattutto all’età, al sesso, alla qualifica, allo stato civile, che
condizionavano la retribuzione, l’apprendistato, la promozione sociale.
L’aristocrazia operaia, definita meglio come operai di professione, detiene il potere. Diviene
l’archetipo dell’operaio il minatore, grazie alla rivoluzione industriale, che ha incentivato l’uso delle
macchine a vapore, quindi lo sviluppo della produzione del carbone e quindi serve forza lavoro per
estrarre carbone dalle miniere.
La giornata di un operaio normale non finisce mai: si lavora intorno alle 12 h. Il riposo settimanale è
obbligatorio per tutti, molto più tardi: 1891 in Germania, 1904 in Francia e Spagna, 1907 in Italia.
Il lavoro minorile è motivo di scandalo: la Gran Bretagna con il “Factory Act” del 1833 proibisce il
lavoro ai minorenni sotto i 9 anni, nelle industrie tessili e dal 1842 nelle miniere. La riduzione
dell’uso di minorenni è merito anche dell’istituzione dell’obbligo scolastico.
Le donne in fabbrica desta scandalo: in Inghilterra, Francia e Germania il lavoro nelle industrie
tessili era motivo di scandalo perché le fanciulle lavorano in un luogo di perdizione. Quindi una
donna lavoratrice è una cattiva madre, a seconda del pensiero dell’epoca.
La libertà di associazione è pericolosa: il parlamento inglese nel 1824 accorda ai lavoratori la libertà
sindacale e il diritto di associazione, ma l’anno dopo torna a queste concessioni, il che fa nascere
proteste e rivendicazioni. La libertà di associazione viene rilasciata in Sassonia nel 1861 e poi nel
Reich, in Spagna nel 1887, in Italia nel 1889.
L’IMPRENDITORE E IL MANAGER 1
Uomo d’affari è un uomo proprietario di una piccola o media impresa con duecento lavoratori
circa, o il presidente e il capo esecutivo di un’impresa con migliaia di lavoratori.
La crescita delle grandi imprese europee nella seconda metà dell’800 si sviluppa in 3 fasi: la prima è
l’età delle società ferroviarie, tra il 1850 e il 1860; la seconda fase è la nascita di società industriali (
connesse al carbone, ferro e acciaio) e bancarie, tra il 1850 e il 1870; la terza fase è il processo di
crescita delle grandi imprese nei decenni precedenti alla Prima Guerra Mondiale. Le banche e
l’industria pesante sono il perno in Germania e Francia.
Prima del 1914, la proprietà di società si differenziano in: personal firms ( proprietari sono manager
e i manager sono proprietari) e le entrepreneurial firms (la famiglia fondatrice delega parte delle
responsabilità e della gestione a manager stipendiati).
I manager proprietari si dividono in due categorie: i fondatori e gli eredi. Esempio: Michelin è stata
fondata nel 1830, e sul punto di fallire, il nipote del fondatore, scopre nel 1891 la camera d’aria.
Grazie a lui, la Michelin non è fallita. Altro esempio: Thomas Lipton, pioniere delle catene di
magazzini, vendendo the e altri generi di drogheria nei negozi sparsi ovunque, sfrutta la nascente
industria dei servizi, come la vendita al dettaglio e la pubblicazione di giornali, spedizioni navali e
società commerciali. I Peugeot iniziano come operai, poi passano al settore tessile, poi alla
lavorazione di piccoli metalli; con la terza generazione nel 1886 si dedicano alla produzione di
biciclette e più tardi alla produzione di automobili.
I manager professionisti non sono ancora integrati nell’èlite professionale: vedesi Inghilterra, dove
c’è la distinzione fra gentleman e player. Il gentleman è membro di una famiglia appartenente alla
classe alta o medio alta, educato presso una public school, raggiunge i vertici dell’impresa perché
rampollo della famiglia fondatrice o uomini d’affari. Il player invece appartiene alla classe media o
medio bassa, impara il mestiere on the job, e arriva ai vertici dell’azienda dopo aver sorpassato
ostacoli di ogni genere. Meno evidente la divisione in Francia.
La professionalizzazione si acquisisce con una classica educazione e un periodo di tirocinio o
esperienza professionale. L’istruzione è molto importante: soprattutto per la Francia, dove i
dirigenti d’impresa sono i più istruiti d’Europa.
In Francia raramente si fanno stage, il pantouflage , cioè il passaggio dal settore pubblico a quello
privato, è frequente dal 1880.
La Krupp attua uno dei primi programmi di benessere sociale, che comprende un fondo di
assicurazione sulla salute, un ospedale, più un sistema pensionistico per i lavoratori, un
alleggerimento di lavoro per i disabili, sussidi vitalizi e alloggi per i pensionati. La Schneider adotta
provvedimenti simili, con in più gli assegni familiari. Inoltre da importanza all’educazione, e crea
una scuola preparatoria per giovani operai.
Lo stile di vita degli uomini d’affari varia a seconda del reddito , del luogo di appartenenza, delle
inclinazioni personali. Nella seconda metà dell’800, lo stile di vita diventa più sfarzoso e
aristocratico. La maggior parte dell’èlite francese vive a Parigi, in Inghilterra Londra è più comune
per i banchieri, mentre Glasgow, Manchester e Birmingham per gli industriali. L’èlite tedesca
rimane legata a Berlino e alla Ruhr.
In Inghilterra, i banchieri privati londinesi, hanno i legami più stretti con l’aristocrazia terriera,
perché educati nelle stesse public schools d’èlite, come Eton, Winchester, e le stesse
università,come Oxford e Cambridge, e condividono uno stile di vita simile, inoltre si combinano
matrimoni tra le famiglie che genera una maggior integrazione.
L’INGEGNERE 2
I primi ingegneri sono amministratori semplici, alti funzionari, quasi sempre ufficiali dell’esercito. I
ruoli sono di organizzazione e supervisione dei servizi per il funzionamento dei servizi tecnici dello
Stato, incluso aspetto strategico e militare.
In Francia si sviluppa l’ ècole politecnique a fine ‘700, Napoleone poi la militarizza nel 1804,
affidando la tutela al ministero della Guerra. L’ingegnere qui formato esamina e autorizza i progetti
delle imprese private, sorveglia i lavori, la manutenzione e le riparazioni. In Belgio, gli ingegneri
sono diplomati della ècole des mines e du genie civil; in Spagna il modello è quello francese. In
Germania sussiste la divisione fra ingegneri della funzione pubblica e di quelli dell’industria privata.
L’origine dell’ingegnere civile è inglese: nel 1771 viene creata la prima Association of civil
engineers; in Francia viene creata la Societè des ingenieurs civils de france (SICF).
A fianco, si sviluppano ingegneri della produzione industriale: ingegneri meccanici, idrografi, ottici e
farmacisti.
Andrè Citroen, come Louis Renault, è figlio di un commerciante, gioielliere e legato alle banche di
credito industriale. Andrè fa esperienza con i pezzi delle locomotive a inizio ‘900, poi con gli
ingranaggi d’acciaio, infine con un’industria di automobili, la Mors, e durante la prima guerra
mondiale, con la produzione di proiettili in serie.
Ci sono anche livelli di formazione intermedi: Napoleone crea dei luoghi di formazione per tecnici
ordinari, come le ENAM ( ècole nationales d’arts et metiers). I diplomati francesi apprendono anche
la matematica e le scienze naturali, ma le basi sono quelle umanistiche, quindi si impara la
letteratura e il latino.
Nel 1800 gli ingegneri sono in crescita nei settori meccanica, macchine, chimica, gas, elettricità,
edilizia, ferrovie; sono stabili nelle miniere, metallurgia e in diminuzione nel settore tessile e
agronomia.
L’ingegnere delle ferrovie è emblematico: si occupa di lavori di terrazzamento, la costruzione di
ponti, tunnel, viadotti; le locomotive sono a vapore, le vie di comunicazione sono necessarie per la
costruzione di ponti e strade. In più subentrano nuovi materiali come l’acciaio, il ferro e nuovi pezzi,
come le rotaie, le caldaie, le locomotive stesse. L’ingegnere provvede alla costruzione,
manutenzione, delle reti ferroviarie: per i ponti si abbandona subito il legno perché facilmente
incendiabile; bisogna posare i binari, bisogna intrattenere contatti con i fornitori e sono gli
ingegneri che impongono l’uso di combustibili.
Il modello è quello inglese, si diffonde in Francia, Germania, e Italia, si effettuano anche viaggi di
studio, i più dinamici sono i piemontesi.
Nel 1934 in Francia si ha la protezione del titolo di ingegnere (prima era di monopolio dello Stato).
Gli autodidatti devono sostenere un esame in uno speciale istituto pubblico, mentre in Germania
già sussisteva la distinzione fra ingegneri diplomatici e ingegneri laureati.
IL MEDICO
I corsi di studio sono a pagamento e costosi. Ai medici non piace molto andare nelle campagne, la
clientela è rara, dispersa e difficilmente riesce a pagare ( paga in natura o in maniera forfettaria).
Le sette minacciano il mondo medico, e non solo, anche il loro status di medici, in Inghilterra infatti
la concorrenza è di speziali e chimici. La concorrenza riguarda anche medicastri, ciarlatani, levatrici
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