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Premessa

Difficoltà a trovare una data d’inizio (secondo alcuni storici 1453, secondo altri 1492). Dati comuni: importanza delle scoperte geografiche, rottura della respublica christiana, nascita degli stati moderni, ripresa economica (urbanizzazione e sviluppo demografico), nuova figura dell’intellettuale laico, nascita del libro, crisi del sistema politico italiano.

L'espansione economica e sociale nell'Europa cinquecentesca

All’inizio del ‘500 la popolazione è minore rispetto al 1300 (prima della peste nera del 1348). Si assiste a una crescita demografica nella prima metà del secolo in Italia, Spagna e Russia; incremento con ritmi diversi (in Italia soprattutto al centro-sud e nei centri urbani; nel mondo tedesco non ci sono grandi centri). 1450-1550: aumento demografico. La campagna è la base reale di tutta la produzione (in simbiosi con la città) ma c'è scarsa produttività della terra (si usano tecniche primitive di coltivazione). Molti terreni sono adibiti a pascolo.

Alla fine del ‘400, nel Regno Unito si verifica il fenomeno delle enclosures (i campi vengono recintati, abolizione della terra pubblica, conflitti allevatori/contadini) e si pratica la bonifica delle terre come anche nei Paesi Bassi. Il mercato del grano diventa internazionale.

Le attività artigianali nelle città comprendono corporazioni e jurandes che fanno parte del meccanismo politico della città e sono gerarchizzate. All’avanguardia è la manifattura italiana, soprattutto nelle città di Firenze (allume) e Venezia (seta). L'industria tipografica, dalla seconda metà del 1400, vede a Venezia la celebre stamperia di Aldo Manuzio; nasce la figura del mercante-libraio.

Due elementi per la nascente crisi italiana: 1) concorrenza (atlantizzazione, costi troppo alti del lavoro in Italia rispetto ad altre aree d’Europa) 2) Mancanza di investimenti nelle innovazioni, ma soprattutto in beni immobili.

La società è gerarchizzata in: 1) Clero 2) Nobiltà 3) Borghesia. Nelle città la stratificazione è più complessa.

  • Clero: controlla una notevole parte delle ricchezze terriere; molti lasciti testamentari vengono fatti alla Chiesa.
  • Nobiltà: nucleo costituito dalla nobiltà feudale (ha ricevuto le terre dai vari signori in cambio di prestazioni militari, in crisi dalla guerra delle due rose e dalla crisi della cavalleria). Nasce un nuovo tipo di nobiltà, quella cittadina, che spesso si confonde con la vecchia (es. Medici).

Fenomeno dei mendicanti nelle aree urbane (1/5 della popolazione) e malcontento sociale. Lo stato garantisce sicurezza, uniformità della giustizia e porta avanti una strategia economica basata sul mercantilismo.

Sistemi e geografia del potere nella prima metà del '500

Spazio tedesco: Sacro Romano Impero controllato dagli Asburgo. Molte autonomie locali e problema dell’Impero Ottomano. Non coincide con i confini geografici del mondo tedesco (non è uno stato nazionale). L’imperatore è associato da una dieta, un’assemblea degli stati e dei vassalli, divisa in 3 ordini: elettori (7 principi dell’Impero, 3 ecclesiastici, gli arcivescovi di Colonia, Magonza e Treviri e 4 laici, il re di Boemia, il conte Palatino, il duca di Sassonia e il margravio di Brandeburgo), aristocrazia (120 prelati, 30 principi, 140 signori), città (85 che inviavano i loro borgomastri).

Nel 1495, la Dieta di Worms cerca di imporre la Camera di giustizia imperiale per far applicare le leggi nell’Impero, ma non riesce ad imporsi. Le diete successive, come quella di Augusta, non riescono a estendere le istituzioni organizzate per il territorio austriaco in tutto l’Impero, che rimane sotto un maggiore controllo sui domini ereditari della casa d’Austria.

Francia: dissoluzione dello stato borgognone di Carlo il Temerario, che viene sconfitto a Nancy (1477) da Luigi XI. Alla morte di Carlo, Luigi XI annette i territori. Crisi della cavalleria, emerge la fanteria e la milizia mercenaria. Carlo VIII, successore di Luigi, sposa Anna di Bretagna, portando all’annessione del feudo bretone. Il re sostiene i diritti della chiesa nazionale contro il papato. In Francia esistono 7 parlamenti, il cui numero poi aumenterà, che si occupano del governo locale. Sotto di loro vi sono 80 tribunali. Gli Stati Generali, riunione dei 3 ordini del regno, avrebbero dovuto prendere decisioni in materia fiscale, ma decadono pian piano (es. dopo il 1614 non saranno più convocati fino al 1789).

Fisco: al nord, taglia sugli individui; al sud, taglia su cose e terre, con uno sforzo della monarchia per centralizzarne il controllo.

Inghilterra: la battaglia di Bosworth Fields (1485) segna la morte di Riccardo III e la fine della guerra delle due rose. Enrico VII della casa Tudor sale sul trono. Il Consiglio del re è formato da dignitari, cancelliere, tesoriere e guardasigilli. Non ci sono funzionari come in Francia, ma le contee sono governate da sceriffi (esponenti della nobiltà locale). Esistono 3 grandi tribunali: per gli affari civili, per le questioni criminali e per le finanze, oltre alla Camera Stellata, che si occupa di sedare i tumulti. Tribunali e Camera Stellata sono controllati dal Consiglio. Il Parlamento è diviso in due camere, quella dei lord (ereditaria) e quella dei comuni (elettiva). La legge comune è indipendente dal sovrano e se ne occupa il parlamento, caratteristica peculiare inglese.

Spagna: le nozze del 1469 fra Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona portano, nel 1479, all’unificazione dello stato iberico. La caduta di Granada nel 1492 segna la fine dell'ultima roccaforte dei mori. Nel 1512, viene annessa la Navarra. Esistono vari consigli con compiti di consulta e tribunali di due tipi: su base territoriale (es. Castiglia, Aragona e Indie) e su base delle competenze (della guerra, delle finanze e della suprema Inquisizione). Le municipalità sono controllate da corregidores di nomina regia.

Italia: manca un potere centrale. Il Ducato di Milano è retto dagli Sforza dal 1447 ed è ambito dalle potenze europee. Venezia è una repubblica patrizia con 2000 famiglie iscritte nel Libro d’Oro della repubblica. Genova è divisa in fazioni (nobili contro borghesi e artigiani). Firenze vede un vuoto di potere alla morte di Lorenzo (1492), seguito dall’invasione francese. L'esperienza traumatica del Savonarola termina con la sua morte nel 1498, e la città viene retta da un gonfaloniere e da un Senato. Nel 1512 torna sotto i Medici che danno origine a un principato. Roma è governata dal Papa, capo del potere spirituale e sovrano del territorio, che governa con il segretario di stato e i legati. Napoli è governata dagli Aragonesi dal 1442 ed è ambita dalle potenze francesi che si spartiscono il territorio con la Spagna. Dopo la guerra conclusa nel 1503, Napoli e la Sicilia passano agli spagnoli e sono governate da un viceré di nomina regia.

Le scoperte geografiche e i primi imperi coloniali

Le esigenze alla base delle esplorazioni marittime erano evitare i Turchi, trovare una via diretta per le spezie (gli Arabi imponevano dazi troppo cari), e sfuggire al monopolio veneziano dei commerci nel Mediterraneo. Alla fine del ‘300 venne ideata la caravella, una nave adatta ad attraversare l’oceano. Questi eventi contribuirono alla formazione degli stati assoluti, entità in grado di programmare spedizioni importanti, che richiedevano massicci investimenti di capitali.

Nel 1487, Bartolomeo Diaz passò la punta meridionale dell’Africa (Capo di Buona Speranza). Colombo, persuaso della sfericità della Terra, salpò da Palos, finanziato dalla monarchia iberica, il 3 agosto 1492 e approdò il 12 ottobre alle Bahamas (che credeva essere la Cina). La sua prima spedizione si rivelò improduttiva. Il re di Spagna, Ferdinando, si interessò di due cose: 1) finanziare una seconda spedizione 2) tenere alla larga gli interessi del Portogallo (rivale). Il papa spagnolo Alessandro VI, su pressione del re di Spagna, emanò la bolla Inter Coetera (1493) per legittimare la conquista spagnola, dividendo l’oceano con la Rraya, un meridiano immaginario che taglia l’oceano Atlantico (le terre a est sono portoghesi, quelle a ovest spagnole). Con la bolla Dudum Siquidem viene ribadita l’Inter Coetera e si inseriscono le terre da scoprire dell’India.

Il re del Portogallo, Giovanni II, ricusò la Dudum Siquidem e per appianare le divergenze si arrivò al Trattato di Tordesillas del 1494 (venne ribadita l’Inter Coetera ma la rraya fu posta non a 100 ma a 370 leghe da Capo Verde, attribuendo più terre ai portoghesi).

Altre spedizioni includono Colombo in Messico e America Latina, Vasco da Gama (dal Portogallo) in Africa e India, e Cabral in Brasile. Il colonialismo portoghese era concentrato in India contro le flotte musulmane. Un problema del Portogallo era l’insufficienza di cereali e grano, quindi necessitavano di oro per acquistarli. Per restare indipendente dalla Spagna, il Portogallo doveva mantenere una forte presenza in mare. La Casa da India era il centro promotore delle attività economiche nei domini coloniali, ma la colonizzazione portoghese dell'America Latina tardava, in competizione con la Francia.

L'imperialismo e il colonialismo spagnolo passano dalle esplorazioni alla conquista. Agli esploratori subentrano i Conquistadores (esponenti della piccola nobiltà) come Cortes, che nel 1519 affronta gli Aztechi con solo 600 uomini e 10 cavalli. Tenochtitlan (capitale del regno azteco) capitola nel 1521 e viene fondata al suo posto Città del Messico. Dal 1511 una sezione del Consiglio di Castiglia si occupa degli affari coloniali.

Diego de Almagro e Francisco Pizarro conquistano Cuzco, capitale del regno Inca di Atahualpa (1530-1547) e al suo posto fondano Lima. In Perù c'è confusione fino al 1560 (discordie fra gli spagnoli). Gli Spagnoli esportano l’encomienda (al conquistador sono assegnati dei nativi dai quali può richiedere prestazioni di lavoro).

Conseguenze in Europa: la Spagna vive sulle rendite coloniali trascurando ogni forma di produttività manifatturiera, compra tutto dall’estero. In Europa arrivano nuovi prodotti; sfruttamento degli indios e loro decimazione (denunce del domenicano Bartolomeo de Las Casas); mito del buon selvaggio.

La crisi religiosa nella società del '500

La Chiesa si riteneva il centro della Respublica Christiana. Controlla la vita religiosa e politica europea ed è organizzatrice della cultura, un monopolio che dal XV sec. non esiste più. Nascono scuole umanistiche laiche e le professioni laiche acquistano dignità; la cultura classica si oppone a quella teologica. Si sente la necessità di un rinnovamento all'interno della Chiesa.

Il Concilio Laterano V (1512-1516) non porta un rinnovamento sufficiente; la chiesa appare molto regionalizzata. Prevale la politica sulla religione. Il papato molto discusso di Rodrigo Borgia (Alessandro VI) è caratterizzato da nepotismo e corruzione. I nuovi sovrani vogliono conquistare la fedeltà del proprio clero e pagano sempre meno decime a Roma, che però resta ancora una grande potenza (la più grande proprietaria terriera in Europa).

Cultura umanistica: scopre gli abusi della Chiesa (il filologo Lorenzo Valla scopre la falsità della Donazione di Costantino), riscopre filosofie poco conciliabili con la morale cristiana (stoicismo, scetticismo ed epicureismo). Il materialismo rinascimentale coesiste con la possibilità di un umanesimo cristiano (ricerca filologica senza fondo pagano) nelle figure di Thomas More ed Erasmo (ricerca della humanitas cristiana della civiltà classica). Utilizzo degli strumenti filologici anche per le divinae litterae (Bibbia). Erasmo critica la chiesa, dicendo che non imita la vita di Cristo.

Lutero: monaco agostiniano con una concezione pessimistica dell’uomo che non può salvarsi da solo. L’unica possibilità è annullarsi nella giustizia di Dio. Nega il ruolo intermediario della Chiesa in una Germania inquieta (i signori feudali bramavano le terre ecclesiastiche). Polemica contro la pratica della vendita delle indulgenze. Il 31 ottobre 1517, secondo la leggenda, Lutero avrebbe appeso alla porta della cattedrale di Wittenberg 95 tesi per chiarire l’inefficacia delle indulgenze e altri punti (limitazione poteri Papa e clero, negazione Purgatorio). Le sue idee incentrano le speranze/polemiche di una gran parte dei tedeschi nei confronti della Chiesa di Roma.

Nel 1520, la bolla Exurge Domine et Iudica di Leone X invita Lutero a ritrattare la sua posizione. Lutero la brucia pubblicamente. Il messaggio di Lutero sollecita i contadini, pressati dalle autorità ecclesiastiche, ma Lutero cerca la protezione dei nobili (indifferenza per le questioni sociali che esulano dalla religione). Nel 1521, la bolla Decet Romanum Pontificem scomunica Lutero e la sua setta, organizzando la repressione.

Alla Dieta di Worms (1521), viene cercata una soluzione, ma si conclude con un nulla di fatto; Lutero la abbandona e cerca rifugio presso l’elettore di Sassonia. La prima rivolta sociale vede i cavalieri interpretare il messaggio di Lutero come un invito a impadronirsi dei beni ecclesiastici, ribellandosi contro l’arcivescovo di Treviri, alleato del Palatinato. La rivolta dei cavalieri viene repressa nel sangue.

Nel 1524, iniziano le rivolte contadine nella Foresta Nera contro l’autorità ecclesiastica. C'è poca coesione fra i vari movimenti, che vengono represse nel sangue. Muntzer è un radicale che vede nel popolo il potere supremo e viene condannato da Lutero, che esorta personalmente i principi a sterminare i rivoltosi. Le rivolte finiscono nel 1525. La secolarizzazione dei beni ecclesiastici avvantaggia i principi.

In Svizzera: Zwingli e Calvino. Zwingli, cappellano militare e canonico del duomo di Zurigo, è assertore di una religiosità puramente evangelica (no celibato) e contro il servizio mercenario tanto in voga in Svizzera. Si lega alle autorità cittadine locali, chiudendosi rispetto alle spinte più radicali, come gli anabattisti, contro cui si attua una repressione violenta. Per Lutero, Zwingli è un visionario.

Calvino è un umanista che si converte durante le prime repressioni contro i protestanti in Francia da Francesco I e fugge a Basilea. Divide la Chiesa riformata ginevrina in 4 ministeri: 1) pastori (amministrano i sacramenti), 2) dottori (maestri di teologia), 3) anziani (scomunicano i dissidenti), 4) diaconi. Calvino crea anche un’Accademia per la preparazione dei pastori e per la propaganda. Anche per lui c'è pessimismo e non c'è ruolo intermediario del clero fra Dio e l’uomo, ma il calvinista considera l’attività professionale un’esperienza religiosa. Le ricchezze tramite il lavoro, rivalutato, sono un segno tangibile dell’approvazione divina e possibile spia della salvezza dell’uomo.

Riforma radicale (diversa da quella “ufficiale” di Lutero, Zwingli e Calvino): 1) rifiuto della Riforma che non ha colpito i mali alla radice, 2) Chiesa come comunità libera e volontaria (rifiuto del battesimo infantile), 3) volontà di realizzare la giustizia in terra. Tentativo di fondare il “regno di Dio” a Münster (1534), città da cui vengono scacciati cattolici e luterani e si proclama re un anabattista. Viene abolito il denaro e introdotta la poligamia. Gli anabattisti di Münster vengono sconfitti da Filippo d’Assia, alleato delle autorità ecclesiastiche, e i cittadini vengono massacrati (1535).

In Francia: la riforma negli ambienti umanistici e nel personaggio di Lefevre incontra la resistenza del re Francesco I che non vuole scontri e inizialmente fornisce sicurezza ai gruppi protestanti. Tuttavia, una repressione viene attuata dal 1534, quando vengono affissi dei placards (foglietti) contro i cattolici. Molti protestanti fuggono in Svizzera (es. Calvino). Gli ugonotti sono i calvinisti francesi.

Nel Regno Unito: Enrico VIII, nella causa del divorzio dalla sua prima moglie spagnola Caterina d’Aragona, vuole dalla sua parte non solo lord e comuni, ma anche il clero. Il Papa, temendo una reazione della Spagna, nega il divorzio. Enrico sottomette il clero alla corona nel 1532. La sottomissione diventa decisiva e i beni ecclesiastici vengono inglobati a quelli della corona con l’atto di supremazia del 1534, che rende il re capo della Chiesa Anglicana, staccata da quella di Roma e a cui non paga più alcuna decima. Viene creata una nuova nobiltà che acquisisce le terre ecclesiastiche, personaggi molto legati alla corona. Fino alla morte di Enrico VIII (1547), lo scisma è solo politico; suo figlio Edoardo VI spinge verso il calvinismo. Il Book of Common Prayer (libro di preghiere protestanti) diventa ufficiale dal 1549, riconoscendo solo 2 sacramenti (battesimo ed eucaristia). Dal 1553 la professione di fede ufficiale è protestante. In Scozia il calvinismo è guidato da Knox.

Bilancio finale: Europa divisa in 3 aree: 1) Luteranesimo in Germania e Scandinavia, 2) Calvinismo in Scozia, Olanda, Regno Unito e Francia, 3) Cattolicesimo.

Risposta cattolica alla Riforma: Diversi concili (inefficaci) nel XV secolo; impulsi riformatori popolari; tentativi di rinnovamento dagli ordini religiosi (ne vengono fondati di nuovi es. teatini o gesuiti). Nel 1534 viene eletto Papa Paolo III che si circonda di cardinali umanisti. Nel 1536 viene stilato il Consilium de emendanda ecclesia (documento per la riforma della chiesa), che insiste sull’istruzione del clero ma anche sulla limitazione della libertà di stampa. Limiti del rinnovamento: viene confermato il controllo della chiesa sulla cultura. In Spagna, l’Inquisizione attua una dura repressione.

Stati e chiese contro le minoranze: Persecuzioni contro i moriscos in Spagna portano a una regressione economica poiché occupavano importanti ruoli economici e sociali.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

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