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Manuale di storia moderna

Introduzione

Dalla fine del 1400, scoperta dell'America, all'età di Napoleone 1800.

Parte prima: la storia generale tra eventi e strutture: 1450-1560

Date convenzionali

  • 1453 - La presa di Costantinopoli e la fine dell'impero romano d'oriente, ma anche la trasmissione di cultura classica (greca) in Occidente: gli intellettuali bizantini portano in Europa i loro classici (Platone & Aristotele) e vi è il passaggio da Medioevo all'Età Moderna.
  • 1492 - La scoperta dell'America.

Non date ma fenomeni

  • Le scoperte geografiche, le quali influenzeranno lo sviluppo della Spagna.
  • La riforma protestante.
  • Lo stato "moderno", fenomeno politico ed economico che coinvolge le nazioni europee dal '400.
  • Sviluppo economico e demografico dopo che l'Europa si era fermata per la peste nera, la crisi del '300 fino alla metà del '400. Si sviluppò l'economia mercantile e transoceanica e nel '500 si sviluppò l'economia globale per la prima volta.
  • La stampa con la diffusione del libro e per difendere le riforme luterane e la nuova figura dell'intellettuale.

L'espansione economica e sociale dell'Europa cinquecentesca

Per l'Europa il periodo 1450-1550 fu caratterizzato da un aumento demografico complessivo e proseguì, a fasi alterne, fino al 1600. Proprio questo sviluppo demografico aveva permesso le scoperte geografiche ma soprattutto i tentativi di colonizzazione del Nuovo Mondo.

La città aveva intrecciato strettissimi legami con la campagna, la quale costituiva la base di tutta la produzione. Da una parte ne era il mercato naturale, raccolta dei prodotti dalla terra, dall'altra forniva strumenti necessari per il lavoro come i lavoratori stagionali. La pressione demografica sulla terra aveva evidenziato una scarsa produttività dell'agricoltura e la crescita della domanda di generi alimentari finiva per entrare in collisione con la persistente presenza di terre comuni gestite collettivamente dalla popolazione del villaggio. Iniziarono ad affermarsi un nuovo sistema di produzione agricola e una nuova concezione della proprietà che diviene individuale e che attraverso la pratica della recinzione garantisce un possesso esclusivo e non più comunitario dei terreni.

Nelle grandi città europee si concentravano tutte le attività artigiane e di produzione manifatturiera. Ciò che emergeva con chiarezza nei primi decenni del secolo e nelle aree di sviluppo era il processo di separazione fra commercio e produzione e la totale prevalenza del primo ed erano i mercanti ad acquistare le materie prime e a favorire il processo di trasformazione del prodotto da grezzo a lavorato. Altrettanto importante era l'industria cantieristica, in misura maggiore di quella tessile, nel Milanese si sviluppò la produzione di armi, poi l'industria tipografica e molto significativa fu l'industria editoriale.

La società e i cambiamenti sociali

Nel Medioevo la società era formata da tre ordini e nella prima età moderna rimase immutata: il clero, la nobiltà di origine feudale e le borghesie cittadine. I contadini erano esclusi dal potere politico ed economico. Con lo sviluppo urbano e delle società civili vi furono dei cambiamenti, nelle città la nobiltà non era di origine mercantile e i contadini avevano trovato il modo di sottrarsi alla servitù della gleba rifugiandosi nelle città.

Alle soglie della riforma protestante, il primo ordine, il clero, controllava la parte maggiore delle ricchezze terriere europee e i gradi più alti erano riservati esclusivamente ai cadetti della nobiltà e del patriziato cittadino. Sino alla metà del Cinquecento la sua formazione era affidata alle scuole parrocchiali e in seguito a quelle diocesane.

Poi vi era la nobiltà (principi, conti, baroni, duchi) che occupava un ruolo importante nei rapporti sociali, essi erano stati beneficiati di terre e poteri giurisdizionali in cambio di prestazioni militari e vi era riconosciuta l'eredità, essi erano, infatti, in possesso di estesi domini terreni.

Il terzo stato o popolo era notevolmente variegato. Ai mercanti e artigiani si affiancavano anche diversi gruppi professionali con titolo universitario (medici, avvocati, notai).

Altro fenomeno costante nelle aree urbane era la presenza dei mendicanti, mantenuti dalla carità pubblica, privata e soprattutto religiosa. Nel corso del secolo l'aumento dei prezzi (rivoluzione dei prezzi), la perdita del potere d'acquisto e le tasse determinarono diverse ribellioni, che sfociarono in sommosse sia in città che nelle campagne.

Lo stato assoluto moderno e il mercantilismo

Tramontati gli ideali del potere universale (Papato & Impero) vi fu la nascita dello stato assoluto moderno, il quale assicurava la sicurezza interna, impedendo rivolte e permettevano una politica di conquista o di difesa. Si afferma una dottrina economica - il mercantilismo - che si basava sulla ricchezza e potenza dello stato, il quale proteggeva le industrie nazionali dalla concorrenza esterna. Nella prima metà del Cinquecento il mercantilismo era orientato verso la conquista aggressiva dei mercati e delle ricchezze da sfruttare, successivamente lo stato tenderà ad organizzare la propria economia interna, potenziare gli eserciti e le burocrazie, le manifatture e l'agricoltura.

Sistemi e geografia del potere nella prima metà del Cinquecento

Lo spazio tedesco

La casa d'Asburgo mantenne il titolo imperiale, accanto all'imperatore vi era la Dieta, assemblea dei suoi stati e vasalli che era divisa in tre ordini: elettori (i 7 principi del Sacro Romano Impero, 3 ecclesiastici e 4 laici), aristocrazia & città ma mancava qualsiasi istituzione di tipo militare, finanziario e politico.

La Francia

Qui regnava Luigi XI, il quale dopo la morte del duca di Borgogna, poté annettere la Borgogna e, al nord, l'Artois e la Piccardia e una serie di eredità permisero di incorporare alla Francia, la Provenza e l'Anjou. Egli avviò il trattato per assicurarsi anche il ducato di Bretagna che venne portato avanti dal suo successore Carlo VIII. Il potere politico era esercitato dal sovrano che si avvaleva del Consiglio del re e vi era un corpo di Funzionari.

L'Inghilterra

Il territorio su cui governava la corona inglese comprendeva anche il Galles e una ridotta parte dell'Irlanda, la Scozia, invece, era uno stato indipendente. Dopo la guerra delle due rose (1455-1485), il vincitore Enrico Tudor (Enrico VII 1485-1509) ridò unità allo stato e autorità alla Corona. Nelle contee vi era dei sceriffi, che delegavano parte del loro potere ai notabili borghesi scelti dal sovrano e dal Consiglio per mantenere l'ordine. Egli istituì la Camera Stellata, un tribunale speciale che aveva il compito di punire gli abusi di potere da parte dei sceriffi nelle contee, ma la sua attività principale era quella di sedare i tumulti. Il Parlamento era articolato in due Camere, quella dei Lords e quella elettiva dei Comuni.

Le caratteristiche del sistema inglese sono: la separazione del potere giudiziario da quello legislativo, l'affermazione di una legge comune indipendente dal sovrano, la convivenza dell'assolutismo con un certo autogoverno delle Contee. Le libertà essenziali erano garantite dalla Magna Charta (1215) e dalle rappresentanze.

La Spagna

Una svolta decisiva si verificò nel 1469 con le nozze di Isabella e Ferdinando, i quali con la loro unione, unirono la Castiglia e l'Aragona. Pochi anni dopo venne annesso il Regno di Granada e anche la parte spagnola di Navarra. La Spagna fu, fin dall'inizio, un modello di Stato burocratico, i Consigli spagnoli funzionavano come corti di giustizia e tribunali amministrativi ed erano di due tipi: su base territoriali (Consiglio Supremo di Castiglia, quello di Aragona e più tardi quello delle Indie) e su quella delle competenze (Consigli della guerra, delle finanze e il Consiglio di suprema inquisizione).

Gli stati italiani

L'assenza di un potere centrale non permise la nascita di uno Stato unitario. A Nord-est c'era il Ducato di Savoia che subì per lunghi anni l'occupazione dei propri territori da parte dell'esercito francese. Il Ducato di Milano iniziò a sfaldarsi dopo la morte di Visconti e nel 1447 subentrò la famiglia degli Sforza e nello spazio milanese iniziarono scontri tra Francia e Spagna. A Est c'era il potente Stato di Venezia. Sempre nell'Italia del Nord, c'era la Repubblica di Genova, la quale, alle soglie del Cinquecento, era divisa in frazioni, da una parte i nobili e dall'altra borghesi e artigiani. Nell'Italia centrale, la città-stato di Firenze, nella prima metà del Quattrocento, vi era la famiglia de i Medici, nel 1494 furono rovesciati da gruppi popolari, che sfruttarono la presenza delle truppe francesi. Un caso atipico era lo Stato della Chiesa con nucleo centrale Roma e nel Cinquecento controllava anche le Marche, gran parte dell'Emilia e la Romagna. Un'importante trasformazione si verifica all'inizio del secolo nello Stato Meridionale, nel 1442 era governato dalla dinastia Aragonese, ma la Francia fu la prima a muoversi e la Spagna resasi conto che non avrebbe retto a lungo all'urto delle truppe francesi, si accordò per un piano di spartizione ma nel 1503 i contrasti sfociarono in guerra e la Spagna ebbe la meglio. Così il regno di Napoli e il regno di Sicilia entravano a far parte dei domini Spagnoli.

L'Europa centro-orientale

Nell'Europa centro-orientale, nella prima metà del Quattrocento, Jagellone riuscì a riunire le corone lituane & polacche. Gli ultimi due Jagelloni consolidarono il modello dello Stato assoluto. Estintasi la dinastia dei Jagelloni, le nobiltà polacche e lituane ripresero il sopravvento e resero elettiva la monarchia, provocando la crisi dei poteri centrali.

Agli inizi del Trecento in Ungheria si era stabilita la dinastia angioina. Luigi il grande era riuscito a riunire la corona ungherese e polacca e a estendersi con successo sulla costa dalmata. A partire dal Quattrocento, la pressione dei Turchi iniziò a farsi sentire. Nel 1456 le truppe ungheresi riuscirono a respingere i turchi ma nel 1526 vennero sconfitte e buona parte del territorio magiaro passò ai Turchi.

In Boemia dopo un breve periodo di disordini interni, il governo passò nelle mani della casata dei Lussemburgo e la situazione era instabile a causa del fatto che molte terre appartenevano al clero. La situazione precipitò nel 1415 e seguirono le guerre hussite. La Boemia, nella seconda metà del Quattrocento, fu incorporata alla corona d'Ungheria e quando le truppe magiare furono disfatte nel 1526, il territorio boemo passò sotto il controllo degli Asburgo.

Nell'immenso territorio russo l'unità nazionale fu raggiunta sotto Ivan il Grande (1462-1505) che non solo liberò il suo Paese dal controllo dei Mongoli, ma sottomise una gerarchia di boiari e principi autonomi. Egli centralizzò il potere e intensificò i contatti tra Stato Russo e Europa Occidentale. Nella seconda metà del Cinquecento Ivan il Terribile (1547-1584) condusse una brillante serie di campagne, assicurando allo Stato Russo il controllo di tutto il bacino del Volga.

Le scoperte geografiche e i primi imperi coloniali

Le principali rotte e nazioni protagoniste furono la Spagna, il Portogallo e poi l'Inghilterra.

  • Giovanni e Sebastiano Caboto, i quali esplorano le coste dell'America settentrionale (Canada).
  • Vasco da Gama, esploratore portoghese, primo europeo a navigare direttamente fino in India.
  • Amerigo Vespucci, America meridionale, dal quale deriva il nome America.
  • Ferdinando Magellano, portoghese supera il continente ma trova l'oceano, scopre lo stretto di Magellano, del quale porta, appunto, il nome.
  • Meridiano, linea retta per marcare le linee di influenza spagnole e portoghesi (Brasile).

Il primo stato che iniziò a cercare vie alternative per il commercio delle spezie fu il Portogallo che finanziò alcune spedizioni lungo la costa dell'Africa. Un elemento che favorì questi viaggi di esplorazione fu la forte domanda di metalli e anche la formazione degli Stati assoluti. Dietro le scoperte geografiche vi era la politica mercantilistica delle grandi monarchie, la volontà di garantire la ricchezza e la sicurezza interna con una politica di potenza e conquista. L'avanzata Portoghese fu graduale e dalle coste Africane, essi traevano materiali pregiati, schiavi, spezie.

Nel frattempo Cristoforo Colombo maturò l'idea di raggiungere l'India partendo dalle coste europee, per trovare un'altra via commerciale per le spezie. Egli espose i suoi progetti alla corte di Lisbona che diede parere negativo e più tardi alla corte spagnola, la quale in un primo momento rifiutò ma poi diede il proprio consenso e nel 1492 giunse a destinazione, pensando però di essere in India.

La prima spedizione di Colombo si rivelò improduttiva ma pose le basi per l'intervento colonialistico della Spagna. Il re Ferdinando d'Aragona capì subito l'importanza di tali scoperte e fece organizzare subito una seconda spedizione e si mosse sul piano diplomatico per impedire ogni rivendicazione portoghese, ottenendo il documento che legittimava la conquista spagnola Intercoetera (1493).

Nel frattempo l'esplorazione portoghese arrivò nelle regioni meridionali dell'India, essi riuscirono a conquistare il mercato delle spezie e in particolare il pepe indiano di qualità superiore a quello che si trovava sulle coste Africane. Negli stessi anni i viaggi di Amerigo Vespucci offrirono le prove che le terre scoperte da Colombo appartenevano ad un altro continente, che venne chiamato America, entrarono in scena gli inglesi, i quali erano interessati alla parte settentrionale.

Il Portogallo riuscì a realizzare il controllo commerciale dell'Oceano Indiano e dell'Africa orientale. Solo più tardi si mosse verso l'America meridionale, i primi insediamenti furono in Brasile, la quale costa brasiliana venne divisa in capitanerie e affidate a donatarios, i quali avevano compito di colonizzazione, ma anche difesa militare del territorio.

La Spagna, conclusa la fase delle esplorazioni, iniziò quella della Conquista e agli esploratori subentrarono i conquistadores (piccola nobiltà o ceti inferiori con esperienza militare e abituati alla guerra).

  • 1492 - 1513 1° fase di conquista (Caraibi, Santo Domingo)
  • 1515 - 1540 2° fase violenta della conquista

Il primo impero ad essere attaccato fu quello degli Aztechi, il quale conquistador Cortés, sull'antica capitale azteca fondò Città del Messico. La stessa sorte toccò a quello degli Inca, i conquistador furono Almagro & Pizarro, i quali, poi, si fecero la guerra.

I conquistadores importarono forme di organizzazioni sociali, cioè l'encomienda, con i quali obbligavano gli indios a lavorare nelle piantagioni o miniere e si impegnavano nella difesa del territorio e a convertire gli indios al cristianesimo.

  • 3° fase, il governo spagnolo organizza l'amministrazione:
  • Nuova Castiglia ---- Messico
  • Nuova Spagna ---- America del Sud, latina

La crisi religiosa nella società del '500

Tra il Trecento e il Quattrocento lo Stato della Chiesa mostrava evidenti segni di crisi. Nella prima metà del Quattrocento, infatti, l'autorità del Papato era stata messa in dubbio dal conciliarismo (il concilio era la più importante autorità ecclesiastica). Il Papato, convinto che i propri poteri fossero di origine divina, aveva potuto sostenere una dura lotta contro l'Impero. Alle soglie del mondo moderno erano sopravvenuti numerosi cambiamenti. Innanzitutto, la perdita del monopolio dell'istruzione legata all'affermarsi della civiltà comunale e cittadina e il costituirsi di Stati nazionali. Alle scuole parrocchiali e diocesane nacquero le scuole umanistiche dove si studiava il latino della tradizione classica e fondamentale fu il ruolo svolto dalla cultura classica, latina e greca.

La cultura umanistica si inserì nella crisi sociale e religiosa dell'Europa moderna, la quale svelò gli abusi della Chiesa e riscoprì non solo il vero Platone e il vero Aristotele, ma analizzò anche altri sistemi filosofici. Poi vi era anche l'umanesimo cristiano, il quale conferiva maggior peso alla necessità di avvicinarsi alla Sacra Scrittura. Nel XIV secolo nei Paesi Bassi si affermò il Devotio moderna, un movimento di rinnovamento religioso. Nonostante la profonda conflittualità degli Stati veniva confermata la superiorità dell'universalismo cristiano su quello pagano.

Erasmo da Rotterdam fu l'intellettuale, il quale, criticò gli eccessi della Chiesa del suo tempo, per proporre la pratica di una costante carità. Preparò una nuova versione greca e latina del Nuovo Testamento, condannava le varie forme di violenza. Era convinto dell'importanza di una fede radicata nell'interiorità dell'animo e le pratiche esteriori non hanno valore se non riconducono all'umiltà, al perdono.

Martin Lutero nacque in Sassonia nel 1483, entrò nel convento degli agostiniani e prese gli ordini di monaco. Egli tendeva ad allontanarsi dal cattolicesimo del proprio tempo, ritenendo che si poteva ottenere la salvezza solo con la fede che l'uomo riceve da Dio attraverso la lettura o l'ascolto assiduo delle Sacre Scritture (la salvezza si raggiunge sola scriptura, sola gratia, sola fide). Egli negava il ruolo intermediario della Chiesa e sosteneva ingiuste e dannose le richieste di denaro attraverso la concessione di indulgenze, predicate per ordine di Roma nelle città e campagne tedesche e uno degli argomenti sostenuti con vigore era la limitazione dei poteri del Papa e della Chiesa. In seguito fu accusato di Eresia e più tardi diede una forma più compiuta al suo pensiero pubblicando una serie di scritti sui sacramenti.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MrsGessleItalien di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Merlin Pierpaolo.
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