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Il mondo ci guarda: l'Irlanda

Durante il biennio di formazione dello Stato italiano, il nation building che avrebbe condotto il 17 marzo 1861 il Regno di Sardegna a mutare il proprio nome in quello di Regno di Italia, l'isola di Smeraldo faceva ancora parte del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, sorto con l'atto di Unione del 1800, che aveva appunto fuso il Regno britannico con quello irlandese; un assetto istituzionale che sarebbe perdurato sino al 1921 quando si produsse la Partition, sancita dal trattato anglo-irlandese. L'intera opinione pubblica dell'isola ha vissuto con interesse e partecipazione le vicende italiane.

Indubbiamente, le posizioni e le letture politiche che si ritrovano nella pubblicistica irlandese di quel periodo sulla questione italiana tendono, in alcuni casi, a riflettere quelle più in generale assunte dalla stampa britannica contemporanea. Tuttavia in molti commenti sono però riscontrabili sfumature e interpretazioni legate ad alcune sensibilità proprie dei lettori irlandesi, in particolare su temi collegati alle locali istanze nazionalistiche, in cui appunto si poteva trarre qualche ispirazione dalla situazione italiana.

La pubblicistica irlandese e il nation building italiano

Esaminiamo la pubblicistica irlandese per comprendere come i giornali abbiano alimentato l'opinione degli irlandesi e come il nation building italiano sia visto all'estero. Si tratta di un'analisi prosopografica, ovvero lo studio dei soggetti storici attraverso i profili biografici. I giornali rappresentano un ponte tra la dimensione elitaria nobilitaria e l'opinione pubblica.

Cavour

Analizzando l'emiroteca, i giornali che circolano nel nord Irlanda, "News Letter" fu nell'800 il principale quotidiano di Belfast, di ispirazione protestante moderata, con una posizione centrista, un orientamento liberale più o meno progressista, piuttosto un conservatorismo che tutela lo status quo a livello sociale. Nel 1859 questo giornale istituzionale sottolinea le espressioni e gli slogan che accompagnavano la campagna indipendentista italiana, la guerra d'indipendenza dagli austriaci. In particolare, lo slogan W Verdi è un acronimo con uno stile tipicamente massonico, delle carbonerie italiane. W Verdi è l'anagramma di "Viva Vittorio Emanuele Re d'Italia".

Successivamente, nel 1861, il Nenagh Guardian sarebbe giunto a definire tale acronimo propagandistico un frutto dell'ingegno degli italiani, così come ricordava che i romani utilizzassero l'espressione criptica, anagrammatica "non piove" come acronimo di "Non Papa Pio Ma Vittorio Emanuele". I romani si esprimevano contro il papa contrario a un processo di unificazione per mano dei Savoia. Qualcuno infatti pensava che il potere papalino sarebbe presto diventato insopportabile. Il Nenagh Guardian è un giornale più provinciale, sottolinea che il sentimento antipapista non fosse diffuso ovunque, a Roma e a Napoli erano emerse forze resistenti al processo di unificazione dell'Italia. Il popolo italiano è considerato come incapace di emanciparsi, incapace di fare una rivoluzione come i francesi.

Mentre il quotidiano News Letter esprimeva invece la convinzione che una rivoluzione fosse possibile passando dai grandi centri, Roma o Venezia. Tuttavia ammetteva con accentuata preoccupazione la potenziale interferenza di Napoleone III, il quale aveva una vocazione espansionistica e aspirava a diventare il liberatore dell'Italia. Napoleone III aveva incitato il Piemonte ad assumere un atteggiamento ostile contro l'Austria.

L'observer (inviato come giornalista all'estero) del giornale di Londra "Daily News" (molto letto a Dublino) che lavora a Parigi, sottolinea invece come a Milano si percepisse una clima di assedio, con l'armata francese pronta a marciare sull'Italia. Questo reporter mostra come l'Irlanda veda l'Italia attraverso il filtro di Parigi. Il giornalista sottovaluta la forza francese di Napoleone. Nello stesso periodo il News Letter riferiva il possibile incarico conferito dal governo di Torino a Garibaldi per formare un corpo di volontari, i Mille. Il cacciatore delle Alpi è un corpo militare fondato da Garibaldi, il suo ruolo è influenzato da scelte esterne, legami con la massoneria britannica e l'influenza mazziniana della Giovine Europa.

Il Freemans Journal, giornale liberale, sosteneva l'idea che il difensore di Roma contro i francesi alias Garibaldi avesse accolto questo incarico direttamente dai Savoia. Si utilizza il cliché tradizionale per cui Garibaldi fosse direttamente condizionato dai Savoia, viene accusato di tradimento nei confronti del repubblicano Mazzini.

Gli orientamenti dei giornali londinesi e inglesi si appoggiano al Times. Un altro giornale "The Nation" di Dublino, di ispirazione liberale, critica il rientro di 5 esuli in Lombardia concesso dall'arciduca austroungarico Ferdinando Massimiliano a scopo propagandistico al fine di rendersi popolare agli italiani. Sembra che il giornale voglia sottolineare la debolezza del governo di Vienna.

L'Inghilterra ha una posizione favorevole rispetto a una guerra dell'Italia contro l'Austria. Il giornale di Dublino The Nation non è entusiasta di questa posizione londinese, si distacca da questa posizione, non la condivide. Per il "Freemans Journal", l'espansione del Regno di Sardegna non è la soluzione adeguata per risolvere i problemi di democrazia nel Lombardo-veneto. Londra sostiene la monarchia, l'Irlanda è più filo repubblicana, non è favorevole alla monarchia in Italia. Il Freemans Journal appoggia idee filo repubblicane e non monarchiche.

Sembra che in questa fase il Freemans Journal volesse piuttosto tendere la mano alla parte austriaca, sottolineando come l'avvallo della politica espansionistica piemontese nel Veneto avrebbe, in buona sostanza, potuto costituire un pericolo precedente, rafforzando le rivendicazioni nazionalistiche degli ungheresi, dei boemi e dei croati all'interno del medesimo impero austro-ungarico, e collaborando così a destabilizzare tutto il quadro politico continentale, un'ipotesi questa certo non gradita nel Regno Unito. Il Freemans Journal sottolinea con una certa accidia, antipatia le posizioni del governo di Londra sull'Italia, sottolinea l'ipocrisia del governo di Londra.

Il Nenagh Guardian, giornale cattolico di paese, di provincia esprime l'opinione pubblica contadina di base popolare e non elitaria in linea con la preoccupazione londinese per l’Italia, contro l'Austria. Piuttosto che propendere per un’eventuale esaltazione delle finalità nazionalistiche italiane che si sarebbero potute ben rispecchiare nella situazione dei repubblicani irlandesi, vi si riportava la notizia sull'atteggiamento di risposta del conte Cavour all'interpellanza di Londra tesa a fermare una possibile guerra. Cavour avrebbe risposto che il Re di Sardegna non avrebbe mai abbandonato la causa italiana, pesando così il sospetto che i Savoia fossero allora disposti a provocare ostilità.

Il Nenagh Guardian sostiene un prudente orientamento riguardo al percorso unitario italiano ma non un'unione sotto la monarchia. Mostra con meno evidenza l’opionione pubblica dei suoi lettori, i cattolici; i cattolici volevano optare per una soluzione repubblicana in Irlanda. Il suo è un allineamento con le posizioni di Londra, che parteggia per l'Austria. In effetti, il sentimento filo repubblicano emergerà più avanti nei giornali, qui non c'è ancora una posizione così netta. Il Freemans Journal ironizza sulla titolarità regale del regno di Sardegna, i sardi sono i popoli sotto il regno di Sardegna. Critica Garibaldi, in particolare il suo ruolo nello sfruttamento dell’opinione pubblica, diffondendo un linguaggio rivoluzionario. Nelle sue strategie espansionistiche il Primo ministro sabaudo Cavour si ispira a una sorta di mimesi di Napoleone terzo.

Il sarcasmo britannico afferma che Cavour voglia imitare i francesi, afflitto da una Russo-gallo mania. Il Gallicanesimo era una scuola protestante in Francia, l'autonomizzazione della chiesa cattolica in Francia con forti influenze protestanti. Occorre evidenziare che i lettori irlandesi siano molto sensibili all'orientamento religioso, all'ambito culturale.

In una nota del 18 febbraio 1859 il giornale istituzionale di Belfast New Letter sottolinea che le grandi nazioni intorno, Prussia e Inghilterra sarebbero rimaste neutrali rispetto a un'eventuale guerra fra Italia e Austria. Mentre la posizione della Francia di Napoleone terzo, personaggio ambiguo, rimaneva indecifrabile, poiché da un lato Napoleone terzo avrebbe dovuto mantenere fede agli impegni con i Savoia oppure dall'altro canto avrebbe dovuto ascoltare l'avversione pubblica del suo Paese per una guerra.

L'argomento principale trattato con maggior frequenza dal quotidiano News Letter è il ruolo del papato, fondamentale per gli irlandesi. Le tre Rivendicazioni fondamentali che sarebbero state avanzate dal papa sono:

  • Guidare l'intera Chiesa in materia spirituale;
  • Arbitro in questioni civili e temporali, dispensatore di corone e regni;
  • Detenere la giurisdizione assoluta dello Stato della Chiesa.

Il commentatore del News Letter notava che nella mentalità degli scrittori e interpreti protestanti si tendesse a confondere la seconda rivendicazione, detta anche supremazia, con la terza, ovvero l'esercizio della sovranità temporale. Entrambe le rivendicazioni erano da considerarsi di recente sviluppo, e l'articolo traccia una sintetica storia dell'accumulo del patrimonio di San Pietro, ricordando un'espressione di Napoleone Bonaparte, il quale avrebbe dichiarato all'abate Emery di non discutere il potere spirituale del papa, piuttosto di considerare il suo potere temporale frutto di una donazione riconducibile a Carlomagno, e pertanto di voler riprenderselo, in qualità di successore della Corona carolingia.

Il grande padre dell'Europa Napoleone Bonaparte non voleva discutere il potere spirituale del papa. Ma il potere temporale del papa è una conseguenza della donazione, un esercizio concesso da Carlo Magno e Napoleone voleva riprenderselo perché il papa non lo sapeva utilizzare. Il papa Stefano II si era accordato con il capo dei Franchi Pipino il breve per una legittima attribuzione. Pipino il breve era considerato il dominus di tutti i Franchi. Stefano di Roma era il Patriarca assoluto dell'Occidente ovvero il papa. Pipino il breve riconosce il potere temporale dei papi.

La questione romana e italiana

Sugli intrecci tra questione italiana e questione romana si esprime negli stessi giorni il giornale di Dublino "The Nation", sottolineando con una sfumatura ironica come Roma si trovasse in stato d'assedio, difesa dalle guardie di Francia, ma definendo ciò un fatto anormale, ma al tempo stesso necessario, ovvero lo fanno per i loro interessi, questo è un modo tipico di esprimersi degli inglesi. La mancanza di tale presidio avrebbe infatti, secondo il giornale dublinese, condotto a due soluzioni assai temute: l'arrivo degli austriaci o la vittoria dei mazziniani nella città eterna. Questa lettura pare connotata dall'impostazione Britannica (e quindi anti-austriaca) e nel contempo monarchica.

Secondo questo giornale nella figura di Papa Pio IX era combinato il patriottismo italiano con ogni virtù cristiana. (Per Gioberti il Papa aveva il destino morale di unificare l'Italia come confederazione sotto il suo potere.) La Chiesa è uno stato autocratico, uno stato assoluto, non esiste l'idea di separazione tra i poteri.

Riguardo la questione nazionale italiana, lo stato pontificio era irritato dalla contraddizione insita nella persona del papa Pio IX, dovuta al suo essere contemporaneamente il capo della chiesa e un principe italiano, capo spirituale e politico. Come sovrano temporale sostiene l'indipendenza, come sovrano spirituale non sostiene la guerra con altri stati, soprattutto contro la cattolicissima Austria. Alla fine Pio IX deve sacrificare la vocazione politica a quella spirituale, non per sua colpa, preferisce l'unità d'Italia a discapito dello Stato Pontificio. Inoltre un altro problema di ardua soluzione davanti al Papa era l'impossibilità di dare vita a un esercito italiano per allontanare i francesi e sgravare i compiti del pontefice da un presidio militare.

In definitiva The Nation voleva immaginare il Papa finalmente indipendente dalla questione nazionale stabilendo un governo civile laico in Italia. I repubblicani nazionalisti irlandesi, la mentalità repubblicana irlandese era fondata sul cattolicesimo, il papismo era considerato una forma di principio politico.

Preparativi di guerra e questioni politiche

Nel frattempo News Letter seguiva con attenzione i preparativi per lo scontro tra austriaci e sardi, numerosi volontari nella penisola si preparano allo scoppio della guerra. Il giornale indica che nel Lombardo veneto dell'impero austroungarico, gli italiani venissero esclusi dal più basso livello dell'amministrazione. Dal punto di vista industriale, commerciale, economico il Lombardo veneto rappresentava il motore pulsante dell'impero austroungarico. Tuttavia Vienna aveva previsto una forte imposizione fiscale sul Lombardo veneto.

Il Quotidiano nordirlandese riteneva però che le speranze britanniche di vedere un'Italia migliore non dovessero risiedere in una futura guerra, in quanto se l'Austria fosse uscita vincitrice, avrebbe potuto esercitare un potere straordinario e incontrollabile su quelle popolazioni; in caso contrario, ovvero di vittoria italiana, vi era (si temeva) peraltro l'eventualità di un regno di Roma governato da un Satrapo francese, sotto il regno francese.

Il giornale Freemans Journal agli inizi di febbraio 1859 offre un'ampia riflessione sulla questione italiana dal punto di vista britannico, sottolineando innanzitutto come Cavour temesse la guerra con l'Austria, poiché dotato di sufficiente buon senso da sapere che ciò sarebbe stato la rovina del suo paese, sulla scorta dell'esperienza della recente guerra d'indipendenza condotta da Carlo Alberto, ovvero la sconfitta del 1848. Il quotidiano illustrava bene la posizione degli Englishman anticattolici anche in Irlanda poiché essi odiano il governo pontificio e gli altri governi cattolici. I lealisti irlandesi sono fedeli alla corona britannica. Per i Savoia il Regno d'Italia avrebbe dovuto essere anticlericale, perché non volevano riconoscere alla chiesa il potere temporale sul territorio italiano.

Intorno alla fine di marzo la stampa irlandese pare ormai del tutto consapevole dell'imminenza del conflitto austro piemontese: i periodici dell'isola citano in particolare gli aggiornamenti del giornale istituzionale Times di Londra, sottolineando però come Vienna tenti ancora di sottrarvisi; vi era comunque la percezione che l'Austria non avrebbe ceduto in tema di territori, anzi, così come in quei giorni scrive il settimanale di Tipperary non è affatto probabile che l'Austria accetti di prendere parte al congresso, se la Sardegna non acconsenta a disarmare.

Il governo di Londra osserva la situazione italiana, l'Austria si trova in una situazione di stallo. All'inizio di aprile The Nation riferisce sulla risposta di Cavour ad un'interpellanza del governo britannico in merito alla volontà dei piemontesi di seguire l'impegno dichiarato da Vienna di non belligeranza. Non belligeranza: es guerra fredda paesi alleati non amici. Gli altri stati spingono per mantenere questo equilibrio armato, puntando su una diplomazia degli equilibri. L’obiettivo di Cavour è costringere gli austriaci a entrare in guerra, sta cercando un elemento di destabilizzazione per favorire lo scoppio della guerra fra regno di Sardegna e impero austro-ungarico.

Successivamente, lo stesso giornale avrebbe riferito della visita di Cavour a Parigi, descrivendo con evidente preoccupazione la situazione di incalzante disagio e tensione allora prodottasi a livello internazionale, e sottolineando come il suo telegramma inviato da Torino: "Tout va bien" (nonché la sua entusiastica accoglienza) incontrata al ritorno erano prova evidente del completamento degli accordi con Napoleone terzo.

Rispetto alla visita di Cavour a Parigi, il Freemans Journal si mostrò molto critico, raccontando di un primo ministro piemontese capace di conquistare i favori di quell’astuto sovrano, come considerava Napoleone III, e dando per scontato l'appoggio militare della Francia. Cavour era riuscito a comprarsi i favori dell'astuto sovrano ovvero Napoleone III, l'appoggio militare della Francia con i piemontesi contro gli austriaci. Il Regno di Savoia con la Francia contro l'Impero austro-ungarico.

Il Nenagh Guardian annuncia al popolo irlandese sulla base di quanto riportato da un corrispondente da Parigi che l'Austria avesse dichiarato guerra al Piemonte, spiegando poi il complesso di veti e condizioni incrociate che di fatto impedivano il ritiro degli eserciti dei due stati sul confine settentrionale.

Il 16 aprile The Nation intitola il suo articolo The War, la guerra è scoppiata, raccontando in dettaglio lo spostamento delle truppe austriache sul territorio Lombardo e le contromosse piemontesi. Nel riferire gli avvenimenti, questo giornale insiste sulla posizione mediatrice dell'Inghilterra (e della Prussia) sul conflitto in atto.

Garibaldi

L'Anglo Celt nel marzo del 1860 sottolineava l'eccitazione popolare che stava prendendo piede a Napoli, con cori in favore di Mazzini e Garibaldi. Garibaldi era antimonarchico, anticlericale. Queste sono le posizioni dei giornali di provincia. Il Nenagh Guardian diffuse la notizia che Garibaldi, originario di Nizza, stesse per acquisire la cittadinanza francese e potesse pertanto persino presentarsi alle elezioni amministrative della propria città di origine. Ma per i nazionalisti irlandesi la vittoria sull'Austria appariva in questa fase semplicemente il compimento della politica imperialista di Napoleone III in Italia, e per...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/04 Storia contemporanea

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