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Riassunto esame Storia della Musica, prof. Cafiero Appunti scolastici Premium

Riassunto di Storia della musica per l'esame della professoressa Cafiero. Gli argomenti trattati sono: l'opera italiana del 1600, l’opera
Sant’Alessio, su libretto di Giulio Rospigliosi, la cantata da camera, la sonata barocca, l’iniziativa musicale del cardinale italiano Mazarino.

Esame di Storia della musica docente Prof. R. Cafiero

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Al fianco della sonata domina tra sei e settecento il concerto grosso e siamo ancora a Roma. Il

concerto grosso impiega un organico strumentale ampio, senza limitarsi al solo basso continuo o

allo strumentario della sonata a tre. Stradella divide i suoi musicisti tra il concertino ed il concerto

grosso: il concertino (Soli) viene impiegato nelle arie dei solisti, gli strumenti sono gli stessi della

sonata a tre e vi è una polarizzazione tra acuto e basso continuo; il concerto grosso (Tutti o ripieno)

viene impiegato per i pezzi d’assieme e la sinfonia introduttiva (Unitamente al concertino), gli

strumenti sono il violino, la viola contralto, la viola tenore, il basso continuo e segue la struttura

tradizionale soprano-contralto-tenore-basso. Corelli produce delle composizioni che ricevono per

antonomasia il titolo di Concerti grossi, muta l’organico del ripieno in due violini, viola e basso

continuo e accentua il virtuosismo del concertino. Con Vivaldi e gli autori veneziani il numero dei

movimenti viene ridotto a tre (Allegro-adagio-allegro), si applica ai singoli movimenti la forma-

ritornello, si accentua la dimensione solistica del concertino, si approda al concerto solistico;

Vivaldi scrive numerosissimi concerti (Circa 500), ma le scelte sono sempre legate alle esigenze

della committenza, è maestro di violino, di viola all’inglese e de’concerti presso l’Ospedale della

Pietà di Venezia, scrive opere (Ottone in villa, Orlando finto pazzo), è maestro di cappella e di

camera del governatore di Mantova, viaggia in tutta Europa (Praga, Vienna, Amsterdam) e ottiene

l’approvazione del papa.

26) BACH E HANDEL

Bach è il compositore sedentario, nasce nel 1685 ad Eisenach, in Turingia, da una famiglia di

musicisti; uno dei suoi primi maestri è il fratello maggiore Johann Christoph che lo avvicina alla

grande tradizione organistica della Germania meridionale, studia poi a Luneburg, nel nord della

Paese dove viene a contatto con la tradizione organistica della Germania settentrionale, frequenta la

corte di Celle il cui duca è appassionato di musica francese, ricopre vari incarichi a Weimar,

Arnstadt, Muhlhausen e di nuovo Weimar dove questa seconda volta entra in contatto con la musica

italiana (Vivaldi) eseguita a corte, scrive Capriccio sopra la lontananza del suo fratello dilettissimo,

Toccata e fuga in re min., Actus tragicus, lo seguono degli allievi, raggiunge una certa notorietà

come collaudatore di organi, diviene maestro dei concerti alla corte di Weimar, Kappellmeister

alla corte di Kothen, Thomaskantor e Director musices a Lipsia, scrive due cantate sacre (Passione

secondo Giovanni, Passione secondo Matteo), abbandona in ultima battuta la musica sacra

limitandosi a riadattare musiche composte in precedenza (Parodia), assume la direzione del laico

Collegium musicum di Lipsia, viene ammesso tra i membri della Società delle scienze musicali,

viene colpito da cecità ed in ultima istanza decide di non seguire la corrente del rococò e dello stile

galante, ma di riallacciarsi alle antiche radici fiamminghe del mondo germanico per far compiere

alla musica un salto di qualità, tuttavia non viene capito dai contemporanei che percepiscono la sua

musica come difficile da ascoltare e volta al passato e si dovrà aspettare il 1829 e la Bach-

Renaissance per assistere al culto bachiano.

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H ndel è il compositore viaggiatore, nasce nel 1685 ad Halle, in Sassonia; si avvia a regolari studi

musicali sotto la guida di Zachow, impara il contrappunto severo della migliore tradizione

germanica, conosce lo stile italiano, lavora ad Amburgo nell’orchestra del teatro dell’opera, qui

compone una passione (Passione secondo Giovanni) e la sua prima opera (Almira) che vede

recitativi in tedesco, arie in italiano e danze francesi, viaggia in Italia (Firenze, Roma, Napoli,

Venezia), ad Hannover dove diviene Kappellmeister a corte, a Londra (Rinaldo al Queen’s Theatre

a Haymarket, Te deum e Water music a corte) dove diviene maestro delle principesse reali,

compositore di musica per la cappella reale di Sua Maestà e cittadino britannico, in seguito direttore

musicale della Royal Academy of Music all’interno della quale si scontra con l’italiano Giovanni

Bononcini per poi rilevarla, le opere da lui composte sono precedute da un’ouverture alla francese

anziché da una sinfonia all’italiana, il ritmo è sempre serrato, l’orchestra dialoga alla pari con le

voci, le arie hanno una corposità musicale dovuta al fatto che è la musica che si assume il compito

di dire, nel momento in cui il pubblico non comprende la lingua italiana utilizzata, passa al teatro

del Covent Garden, si dedica al genere oratorio che fa da cornice ad uno stile vocale proveniente

dall’opera italiana, ad una vigorosa presenza del coro alla tragedie lyrique e alla contrappuntistica

tedesca (Saul, Israel in Egypt) e riesce a conquistarsi grande fama in vita pur venendo colpito da

cecità, come Bach.

27) L’OPERA SERIA

Tra sei e settecento non esiste città di media grandezza in tutta l’Italia settentrionale che non abbia

una sua stagione operistica, mentre l’Italia meridionale non offre quasi nessuno spazio al teatro

operistico, ad eccezione di Palermo e Napoli, poiché al sud manca quel tipo di tessuto sociale

cittadino che permette all’opera di proliferare al nord, cioè l’aristocrazia e le classi più agiate, aperte

ad iniziative di tipo imprenditoriale. Il recarsi a teatro diviene una consuetudine e le famiglie

nobiliari è nei palchetti che incontrano amici e conoscenti ed allestiscono rinfreschi e cene; per

questa ragione i teatri italiani erano piuttosto rumorosi, poiché il silenzio non poteva essere preteso

da un pubblico che assisteva alla 15esima o alla 20esima replica consecutiva del medesimo

spettacolo; inoltre non si va a teatro per assistere ad una vicenda plausibile, che consenta

immedesimazioni, ma per evocare l’arte e la fantasia. Il libretto è rigorosamente in poesia, mai in

prosa e prevede immancabilmente un lieto fine, nonostante le vicende siano spesso tragiche, altre

scelte innaturali e lontane da un criterio di verosimiglianza sono i timbri vocali dei musici, uomini

evirati dalla voce di soprano (A Roma per esigenze di tipo morale le parti femminili sono

impersonate da uomini), lo stile vocale che prevede la declamazione intonata e i virtuosismi delle

arie, il passaggio repentino da un affetto all’altro, l’alternanza di recitativi e arie che crea uno

scorrimento irregolare del tempo. Proprio per trovare una maggiore coerenza drammaturgica e

puntare verso criteri più naturalistici si assiste, in un secondo momento, a trame più focalizzate

attorno ad un asse centrale, all’eliminazione di intrecci troppo complessi, di troppe arie, dei

personaggi comici, delle scene buffe, del deus ex machina, dell’elemento mitologico e

soprannaturale, per passare a trame di soggetto storico e politico (Il romano Pietro Metastasio). Il

baricentro della produzione e fruizione operistica inizia a spostarsi da Venezia a Napoli, dove vi è

la protezione dell’autorità ed un ottimo sistema di istruzione musicale praticato nei conservatori,

istituti simili agli ospedali veneziani (Scuola napoletana o Opera metastasiana o Opera neoclassica);

contendono il primato di operisti ai napoletani solo il Veneziano Galuppi e il faentino Sarti. In una

terza fase, si cerca ancora una maggiore coerenza drammatica, sfrondando l’opera di tutto ciò che

non è strettamente necessario e facendo così in modo che a prevalere non sia più il ruolo del

librettista, ma quello del compositore; a ciò si aggiunge il lavoro dell’attore David Garrick che

inaugura un nuovo modo di recitare tramite totale immedesimazione nel personaggio. Tra i

compositori del periodo il tedesco Gluck che compone diverse opere sui libretti di Metastasio e che

a Vienna collabora con il conte e direttore generale degli spettacoli di corte Durazzo, il librettista

de’Calzabigi ed il coreografo Angiolini, (Riforma Gluckiana) spogliando l’opera italiana dei

virtuosismi vocali e del da capo nelle arie, evitando la discontinuità temporale dell’azione,

collegando la sinfonia iniziale con il resto dell’opera, aumentando l’importanza dell’orchestra, dei

cori e dei balli e restringendo la musica al suo vero ufficio di servire la poesia verso una bella

semplicità, ma le contraddizioni non sono poche, come il fatto che per creare un’opera moderna si

torni al mito, che i pochi personaggi limitano l’azione, che il coro ed il balli bloccano il fluire degli

eventi.

28) INTERMEZZI E OPERA BUFFA

La distinzione tra genere serio e genere comico non viene sentita come vincolante fino alla fine del

1600. Le opere veneziane incorporano anche alcune scene buffe, protagonisti delle quali sono

personaggi di basso ceto sociale che oltre ad interagire con i personaggi nobili, danno luogo ad

autonome scenette comiche tra di loro (La vecchia nutrice innamorata del giovane paggio). Mano a

mano la trama principale seria e quella secondaria comica vanno separandosi, tra le altre cose per la

progressiva specializzazione dei cantanti, così che le scene buffe si esauriscono all’interno dei

momenti di mutazione scenica, divenendo poi un vero e proprio genere, quello degli intermezzi,

provvisti anch’essi di libretto sottoposto alla censura, inseriti tra gli atti i primi due e verso la fine il

terzo (Successivamente si riducono a due), in una funzione quasi di controdramma rispetto al

dramma principale: ogni intermezzo consta di dialoghi in recitativo secco, un’aria per ciascuno dei

due personaggi e un duetto finale; anche la collocazione spaziale rimane quella delle scene buffe:

gli intermezzi si realizzano sul proscenio senza scenografie elaborate, anche perché la vicenda è

ambientata nell’epoca contemporanea; i protagonisti sono due, a cui si possono affiancare

personaggi muti ed a cui si aggiunge qualche strumento ad arco e il basso continuo che sottolineano

le battuta dei cantanti, che abbandonano il bel cantato per una declamazione simile a quella

naturale, amplificandone la portata comica. Dapprima la coppia viene reclutata tra il personale fisso

del teatro, in un secondo momento la coppia diviene stabile e itinerante. Il ritardo con cui Napoli

accoglie l’opera buffa è dovuto al fatto che i cantanti di scene buffe erano membri della cappella di

corte e in quanto cantori reali, non conveniva loro inserirsi nel circuito degli intermezzi, assai meno

retribuito rispetto all’opera seria. Metastasio è il primo a scrivere un testo di intermezzi totalmente

indipendente dal proprio dramma (L’impresario delle Canarie nella Didone abbandonata). Intanto si

ribaltano i ruoli dei protagonisti: ora la donna e giovane e scaltra e l’uomo anziano, ricco, credulone

e brontolone (Come nella commedia d’arte). A Napoli si diffonde la commedia per musica,

spettacolo musicale comico indipendente in dialetto con una struttura molto simile al dramma per

musica. Dagli intermezzi nasce l’opera buffa a Venezia e poi a Roma: la prima vera opera buffa è

La contessina di Goldoni , a cui si accoda una collaborazione tra l’autore e Galuppi; l’opera buffa è

uno spettacolo a sé, suddiviso in tre atti, denominato dramma giocoso (Anche Mozart ne scrive

uno), strutturato in coppie distinte per ceti sociali, e qualche volta parte in dialetto. Con Cecchina,

ossia la buona figliuola di Goldoni, musicata da Piccinni (Ripresa del romanzo di Richardson,

Pamela) ci si inserisce nel filone sentimentale-lacrimevole, per inaugurare una nuova tipologia di

opera comica, quella semiseria (Nina, o sia la pazza per amore di Paisiello).

29) DALLO STILE GALANTE ALLO STILE CLASSICO e HAYDN

La compagnia teatrale di Bambini si esibisce nel 1752 con La serva padrona di Pergolesi all’Opera

di Parigi, confrontando i propri intermezzi buffi con la tradizione dell’opera seria francese: di qui la

querelle de buffons. Rousseau e Diderot si dichiarano buffonisti, perché trovano in questo genere

una risposta alle loro esigenze di naturalezza e sentimento nella musica. Alle stesse esigenze

risponde nell’ambito della musica strumentale lo stile galante (Per galante si intende ciò che piace

al galant homme, uomo raffinato, colto, d’animo gentile, libero, spontaneo e di buon gusto): la

musica, raffinata e non artificiosa, è scritta spesso per un solo strumento a tastiera, articolandosi tra

melodia (Elementare, quasi insipida, che necessita abbellimenti e sfumature di competenza

dell’interprete) e accompagnamento. Numerosi sono i trattati di prassi esecutiva, come quello del

figlio di Bach, Carl Philipp Eamanuel o quello del padre di Mozart, Leopold. Lo stile galante di

diffonde in tutta Europa, soprattutto in Italia ( Galuppi ) e Germania ( Quantz ) . Carl Philipp

Emanue l è il rappresentante dello stile della sensibilità, categoria estetica correlata ad un

atteggiamento interiore (Sensibilità, commozione) ed improntata a libertà esecutiva

(Improvvisazione) ed espressività drammatica. Si aggiunge l’equilibratissimo stile classico di

Haydn, Mozart e Beethoven che, nel’orbita di Vienna, trova la sua struttura nella forma-sonata.

L’evoluzione della storia della musica (Secondo Dalhaus) avviene in due regioni: i territori tedeschi

del sud passano dallo stile galante a quello classico e poi romantico, mentre i territori tedeschi del

nord passano dallo stile della sensibilità al proto romanticismo.

Haydn nasce nel 1732 a Rohrau, in Austria; fin da bambino studia ad Hainburg dove viene

segnalato per la bellezza della sua voce bianca al Kappellmeister della cattedrale viennese di

S.Stefano, si trasferisce a Vienna per prendere parte al coro in questione fino a quando viene

licenziato verso i diciotto anni per la muta della voce, inizia un periodo difficile, va ad abitare in

una mansarda di un palazzo in cui conosce Metastasio e tramite lui Porpora e gli ambienti dell’alta

società viennese, fino ad essere assunto dal principe Esterhazy come vice Kappellmeister e poi

Kappellmeister per il fratello del principe, alla morte di questo, produce musica sacra, musica

d’intrattenimento, musica da camera, musica per teatro, opere serie, opere buffe, rappresenta opere

altrui, la sua fama si espande in tutta Europa e ottiene numerose commissioni, sperimenta la libera

professione, viaggia a Londra, ottiene una laurea honoris causa ad Oxford e trascorre il suo ultimo

periodo a Vienna tra oratori, quartetti per archi e musica sacra. Inaugura il classicismo.

30) MOZART

Mozart è il compositore viaggiatore per eccellenza, nasce nel 1756 a Salisburgo, in Austria; dotato

di un prematuro talento, inizia per volontà del padre-manager a soli sei anni una serie di viaggi che

lo mette a contatto con tutte le realtà musicali europee (Monaco, Vienna, Parigi, Londra, Olanda,

Svizzera, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli), suona in tutte le principali corti europee,

attinge allo stile galante di Bach, trova serie difficoltà ad essere accettato ed assunto nelle corti

come un vero professionista a causa del fatto che il padre lo presentasse come un bambino prodigio

talvolta abbassandogli l’età, si trasferisce definitivamente a Vienna dove conosce i lavori di Haydn

e lo stile classico che sarà poi la strada da lui percorsa, fallito il tentativo di farsi assumere alla corte

di Vienna riprende una serie di viaggi a Monaco, Salisburgo, Mannheim e Parigi, per tornare ancora

una volta a Salisburgo dove lo aspetta un ampliamento delle funzioni di Konzertmeister come

organista del duomo fino a quando viene licenziato dal principe-arcivescovo Colloredo che non

permetteva troppe libertà all’insubordinato Mozart, sfida Muzio Clementi alla corte di Vienna in

una specie di gara strumentale ottenendo in un primo momento una serie di risultati positivi

nell’ambiente viennese, ma poi l’accusa alla sua musica di essere troppo difficile e piena di note si

fa sempre più pressante, scrive opere serie (Mitridate, re del Ponto, Lucio Silla), sinfonie, concerti,

sonate per pianoforte, musiche sacre, Singspiele (Il ratto del serraglio, Il flauto magico), opere buffe

(Le nozze di Figaro, il Don Giovanni), il Requiem, muore a soli 35 anni probabilmente per una

febbre infiammatoria reumatica.

31) BEETHOVEN

Beethoven nasce nel 1770 a Bonn, in Germania; al di là del mito romantico della visione da clichè

di un Beethoven eroico, egli trascorre la sua fanciullezza a Bonn in una versione povera della

fanciullezza di Mozart, con un padre musicista mediocre, alcolizzato e violento, tanto da costringere

il diciannovenne Beethoven ad assumersi le responsabilità di capofamiglia, viene indirizzato verso

una formazione da strumentista (Pianoforte, organo, violino, viola), diviene organista della cappella

di corte, violista del teatro di corte, studia composizione, pianoforte e basso continuo con Neefe

iniziando a farsi notare, viaggia a Vienna per raccogliere l’eredità di Mozart e Haydn (Da cui riceve

lezioni) cioè lo stile classico, effettua delle tournees come pianista a Praga, Dresda, Berlino, tra il

1801 e il 1802 iniziano i sintomi della sordità, compone quelle che sono chiamate opere eroiche (I

drammi di Coriolano e di Egmont, Il Quarto e il Quinto concerto per pianoforte e orchestra,

l’opera Fidelio, l’oratorio Cristo al monte degli ulivi, sonate per pianoforte, quartetti per archi), gli

viene offerto il posto di Kappellmeister a Kassel dal il fratello di Napoleone, ma per evitare una sua

dipartita i suoi più altolocati protettori (Il fratello dell’imperatore, il principe di Lobkowitz, il

principe Kinsky) decidono di garantirgli una rendita purché rimanga a Vienna, con il procedere

della sua sordità produce delle composizioni nettamente contrastanti con il suo periodo eroico,

caratterizzate da cantabilità e senza eccessive elaborazioni, in una ricerca personale che non si

interessa più alla contemporaneità, nel superamento di se stesso e nella meditazione astratta (Fughe,

variazioni), compone la Nona sinfonia e L’inno alla gioia ottenendo forse l’ultima grande

soddisfazione da parte del pubblico, ma i contemporanei non capiscono la sua musica troppo

difficile da eseguire e poco gradevole, muore di cirrosi epatica nel 1827.

32) ROSSINI

Il primo ottocento è caratterizzato da un dualismo stilistico: la cultura musicale dell’opera italiana

impersonata da Rossini (Creare un evento sonoro di cui sono ammessi successivi adattamenti, con

la collaborazione di altri soggetti quali librettisti, scenografi,..) e la cultura musicale della musica

strumentale impersonata da Beethoven (Come una poesia richiede uno sforzo di comprensione ed il

testo prodotto dal compositore non è suscettibile di modifiche); siamo nel periodo storico della

Restaurazione successiva alle guerre napoleoniche ed una caratteristica risulta comune ad entrambi i

compositori: un atteggiamento quasi distaccato e critico verso la realtà contemporanea,

avvertendola essenzialmente estranea.

Rossini nasce nel 1792 a Pesaro, da una famiglia di musicisti; giovanissimo ha la possibilità di fare

subito esperienza della pratica musicale e di dedicarsi agli studi di composizione, a soli 14 anni

compone la sua prima opera, un dramma serio dal titolo Demetrio e Polibio, debutta come

compositore teatrale a Venezia con la farsa La cambiale di matrimonio, di li dedicando i primi anni

della sua carriera al genere comico (L’italiana in Algeri, Il turco in Italia, Il barbiere di Siviglia, La

Cenerantola), diviene così indiscusso dominatore musicale dell’Europa, la carica della sua musica

risiede nel ritmo che travolge le parole rendendo impossibile la comunicazione e marionette i

personaggi, con effetti non realistici, ma senza dubbio comici, che adombrano l’amarezza per un

essere umano burattino, le voci si strumentalizzano e gli strumenti si umanizzano, tra le opere serie

scrive Tancredi, Elisabetta, regina d’Inghilterra, Otello, Mosè in Egitto, Maometto II, Semiramide,

proprio a partire dall’opera seria codifica nuove tendenze (Arie in più sezioni, finale concertato,

importanza del ritmo, scrittura per esteso delle fioriture vocali, importanza del coro), scrive

Guillaume Tell, uno dei primissimi esempi del genere operistico romantico francese, cioè il grand

opera (Spettacolarità scenografica, grandi quadri corali, testo in secondo piano), nel suo ultimo

periodo scrive musica sacra e brevi composizioni cameristiche finemente ironiche (Il mio preludio

igienico del mattino, valzer torturato), a 37 anni smette di scrivere per problemi di salute e perché

intollerante al sentimento romantico.

33) LA PRIMA GENERAZIONE ROMANTICA: WEBER E SCHUBERT

L’opera che viene davvero salutata come prima opera romantica tedesca è Der Freischultz (Il franco

cacciatore) di Weber: formalmente è un Singspiel in lingua tedesca costituito da dialoghi recitati

inframmezzati da pezzi chiusi musicali, attinge dall’opera-comique francese, ma non mancano

influssi dell’opera italiana, tuttavia il colore è tedesco e romantico (Canti e danze popolari, natura,

ambientazioni notturne, oscure presenze soprannaturali, motivi ricorrenti associati a significati

simbolici); la forma romantica, a differenza di quella classica equilibrata, è squilibrata, cioè la

tensione monta sempre più per poi calare repentinamente. Il successo del Freischulz è così

dirompente che Weber decide di lanciarsi in una grand opera(Opera interamente musicata) eroico-

romantica, l’Euryanthe, ma fallisce. L’ultima opera di Weber, Oberon, è scritta in inglese, ma torna

alla tipologia del Singspiel ed alla dicitura di opera romantica. Weber riassume in sé quelli che

saranno i tratti tipici dei musicisti romantici: attivista culturale (Direttore artistico, fondatore di una

lega artistica, critico musicale, scrittore), strumentista virtuoso, direttore d’orchestra, diffusore della

nuova musica.

Schubert nasce nel 1797 a Vienna; sovrastato dall’ombra di Beethoven e quella di Rossini, l’unico

spazio che riesce a ritagliarsi è quello di riunire per serate musicali una ristretta cerchia di amici e di

suonare nei salotti nobiliari, studia al Regio-Imperial Convitto, canta come voce bianca nella

cappella di corte diretta da Salieri con cui studia composizione, lascia l’impiego come maestro nella

scuola del padre e si trova in ristrettezza economiche, ottiene sporadici successi, ma la critica

definisce la sua musica troppo complicata e pesante , oltre al rimprovero di scrivere per teatro senza

averne sufficiente esperienza, solo con il 1825 iniziano i successi (Entrato a far parte della Società

degli amici della musica, organizza un concerto interamente dedicato alla sua musica), tra le altre

cose scrive musica sacra e sinfonie, è definito il classico (Classicismo viennese) della musica

romantica.

34) MENDELSSOHN, SCHUMANN, CHOPIN

Mendelssohn nasce nel 1809 ad Amburgo, da una famiglia berlinese di banchieri; dal talento

precoce, vive sempre ai livelli più alti della società, a Berlino (Dove conosce Hegel e Goethe) studia

pianoforte, violino e composizione, compie numerosi viaggi culturali (Svizzera, Francia,

Inghilterra, Scozia, Italia), educato alla musica di Bach e dei classici viennesi di Mozart, di Handel

e di Beethoven, viene definito un neoclassico o un romantico-classicheggiante, si cimenta in tutti i

generi musicali, presenta le tipiche caratteristiche dei musicisti romantici (Attivista culturale,

strumentista virtuoso, direttore d’orchestra, diffusore delle nuova musica e di quella antica a Lipsia,

direttore artistico a Dusseldorf, fondatore e direttore del Conservatorio di Lipsia).

Shumann nasce nel 1810 a Zwickau; si esprime in una duplicità tipicamente romantica, da un lato

l’entusiasta e dall’altro il malinconico, inoltre da un lato la mentalità borghese prosaica, sociale e

economica dall’altro quell’esigenza poetica di dedicare anima e corpo alla musica, dapprima

dedicatosi alla letteratura, in un secondo momento l’abbandona e studia come pianista e

compositore a Lipsia, è la figura tipica del musicista romantico, è attivista culturale, tronca presto

l’attività di strumentista virtuoso per una paralisi alla mano destra, è diffusore della nuova musica, è

critico musicale, fonda una rivista (Nuova rivista musicale), fiuta giovani talenti (Chopin,

Mendelssohn, Liszt, Brahms), segue un ordine nel comporre (Pianoforte, Lieder, sinfonie, musica

da camera, oratori, fughe, pezzettini per pianoforte destinati all’infanzia), rifiuta gli elementi

extramusicali (Programma), ma carica le sue musiche di riferimenti esterni (Opere letterarie, motti

letterari, citazioni musicali), fonda una lega artistica, soffre di una malattia psichica e di crisi

nervose, tenta il suicidio gettandosi nel Reno, viene ricoverato in una clinica psichiatrica privata

dove muore.

Chopin nasce nel 1810 in Polonia; studia pianoforte e composizione a Varsavia, viaggia a Berlino e

a Vienna (Prima uscita dalla Polonia come concertista) riscuotendo un discreto successo, il secondo

soggiorno a Vienna è invece fallimentare, viaggia poi a Monaco, Londra, Parigi dove rimane

(Varsavia è caduta in mano ai russi) e dove l’alta società parigina lo contende per averlo nei salotti e

come insegnante di pianoforte, raramente si esibisce in concerti pubblici, è un musicista romantico

sui generis che mantiene sempre una certa barbaricità, scavalcando a piè pari il classicismo

viennese per riallacciarsi direttamente al settecento, ad uno stile galante e sensibile, ad un’arte del

porgere, viaggia in Inghilterra e in Scozia, rientra a Parigi e affronta una situazione difficile per la

rivoluzione e le condizioni di salute.

35) BERLIOZ E LISZT

Il romanticismo francese si differenzia molto da quello tedesco: il primo mantiene la parola musica

indissolubilmente legata alla parola teatro, mentre il secondo attribuisce il primato estetico alla

musica strumentale.

Berlioz nasce nel 1803 a La-Cote-Saint-Andrè; è il più teatralizzato dei compositori romantici, la

musica gli viene insegnata solo a livello dilettantistico tramite lezioni private per essere poi

ammesso al conservatorio di Parigi, compone la Synphonie fantastique, sinfonia per orchestra

integrata da un programma che delinea una trama narrativa (Gli incubi di un uomo sotto l’effetto di

droghe), di forte teatralizzazione, accennato autobiografismo e con un idee fixe, un tema musicale

che unifica, definita sinfonia a programma o dramma strumentale, scrive poi Aroldo in Italia,

Romeo et Juliette, La dannazione di Faust, l’infanzia di Cristo, opere liriche come il Benvenuto

Cellini, I troiani, viaggia in Italia, Parigi, Germania, Austria, Inghilterra, Russia, ottenendo

grandi successi all’estero, ma lottando duramente in patria, è attivista culturale, è critico musicale, è

direttore d’orchestra, è diffusore della nuova musica e di quella antica, è direttore artistico e

scrittore.

Liszt nasce nel 1811 in Ungheria; raccoglie il messaggio di Berlioz, scrive in tedesco e poi inglese,

inizia a soli 11-12 anni una carriera concertistica professionale di alto livello che lo porta a

primeggiare a Londra e Parigi (Dove ascolta Paganini), sente l’esigenza di realizzare quella

rivoluzione romantica di Hugo, fa uso di materiale musicale totalmente nuovo, rivoluzionario,

sperimentale, propone un messaggio poetico come Berlioz fondendo la musica strumentale con la

poesia per creare un doppio sonoro della poesia, rievoca echi letterari e pittorici come in Sposalizio

(Lo sposalizio della Vergine di Raffaello), in Il pensieroso (Un statua di Michelangelo), viaggia in

Turchia, è Kappellmeister a Weimar

, avvia la stagione del poema sinfonico (Poesia e musica

sinfonica), forma un cenacolo di allievi che costituiscono poi la corrente dei neotedeschi, è critico e

scrittore, è diffusore della nuova musica, viaggia a Roma, Weimar e Budapest, muore a Bayreuth.

36) L’OPERA ITALIANA 1800

L’Italia del 1800 si dedica quasi interamente all’opera: il teatro mantiene la funzione settecentesca

di ritrovo serale di un pubblico nettamente spartito in classi; ma la concezione drammaturgica è

cambiata: dal regno della fantasia alla verità drammatica, non il godimento estetico, ma la

partecipazione emozionale (Identificazione con i personaggi, verosimiglianza nella

rappresentazione, timbri vocali naturali e quindi il protagonista inizia ad essere un tenore, caratteri

elementari e personaggi dominati da un solo sentimento, trame standardizzate, nuovo tipo di

innaturalezza dettata dalle passioni, finale tragico - morte o pazzia -, ambientazione medievale).

La musica non è più il fine, ma il mezzo per realizzare un dramma coinvolgente, il recitativo secco

scompare del tutto, sostituito dalla declamazione del recitativo accompagnato dall’orchestra

(Riduzione del numero di versi da cantare perché è un procedimento lento), i versi misurati

prevalgono sui versi sciolti (Per permettere duetti ed ensamble, cioè canto simultaneo di più

personaggi). Il libretto assume uno stile decisamente poetico ed un suo specifico linguaggio.

Donizzetti nasce nel 1797 a Bergamo; conosce ben presto l’opera francese ed il classicismo

viennese, studia a Bologna, ottiene i suoi maggiori successi nel sud Italia (Roma, Napoli), tra le sue


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Corso di laurea: Corso di laurea in economia e gestione dei beni culturali e dello spettacolo (Facoltà di Economia e di Lettere e Filosofia) (MILANO)
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher francesca.bonazza.5 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Cafiero Rosa.

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