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Riassunto esame Storia della musica moderna, prof. Bernasconi, libro consigliato Il Novecento dell'Europa orientale e negli Stati Uniti, Vinay

Riassunto per l'esame del professor Bernasconi di Storia della musica moderna, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Il Novecento dell'Europa orientale e negli Stati Uniti di Vinay. Gli argomenti trattati sono i seguenti: i Giovani cechi, cui apparteneva Tomas Masaryk (1850-1937), L'influsso della musica contadina sulla musica colta moderna, Janacek.

Esame di Storia della musica moderna docente Prof. V. Bernasconi

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ESTRATTO DOCUMENTO

La settima è il capolavoro della sonata pianistica: tutti e tre i movimenti presentano una struttura

ternaria che pone in rilievo i disegni tematici e ritmici, stringati ed essenziali: ritmo martellante

nell'allegro introduttivo, evanescenze impressionistiche nell'andantino, messi a confronto nel primo

movimento; l'andante caloroso in cui si trasfigura una canzone sentimentale e il finale ostinatamente

ritmico.

La nona rispecchia invece la ricerca di quel semplicismo ch ha animato gli ultimi anni di vita

dell'artista. TERZO CAPITOLO

LA MUSICA AMERICANA

LA FONDAZIONE DELL'IMPERO STATUNITENSE E L'ISOLAZIONISMO

Terminata nel 1865 la guerra civile con la vittoria degli stati dell'unione iniziò la vertiginosa

crescita economica degli USA, favorita da manodopera a basso costo per l'alto tasso di

immigrazione, da ricchezze naturali senza pari, dallo sviluppo dei trasporti, dallo stimolo

all'innovazione tecnologica e dal protezionismo verso la concorrenza estera.

In pochi anni poche persone si ritrovarono a gestire capitali mai visti prima, come nel caso dei

Rockefeller, o di John Morgan, primo caso di corporations, cioè una gigantesca società per azioni in

cui i vari imprenditori del settore anzichè farsi concorrenza si riunirono in un cartello. Questo portò

al fatto che nel 1930 duecento società controllassero il 50% del capitale.

Iniziò poi l'imperialismo in America latina, sia economica con ingenti investimenti che militare, con

interventi a Panama, Haiti, Nicaragua e Messico.

Nei confronti dell'Europa dopo la prima guerra mondiale e il fallimento della società delle nazioni

gli USA si chiusero in un ostinato isolazionismo, limitando anche l'iimmigrazione.

Negli anni venti dominarono amministrazioni repubblicane favorevoli ai grandi capitalisti e poco

propensi a favorire il movimento operaio.

La rivoluzione in Russia causò un terrore generalizzato definito pericolo rosso che portò ad episodi

di intolleranza politica come quello contro Sacco e Vanzetti.

Il proibizionismo aveva favorito lo sviluppo della malavita e uno smodato consumo di alcol in tutti

gli ambienti, si diffuse un conformistico anticonformismo borghese.

L'agricoltura soffriva per i dazi con il commercio internazionale e moltissima gente si trasferiva

nelle grandi e caotiche città.

Il primo periodo imperialistico degli USA si concluse con la crisi del 25 ottobre 1929.

L'ETA' DORATA E L'ETA' DEL JAZZ

Gli intellettuali americani reagirono in vari modi a questi mutamenti rapidissimi: la teoria

pragmatista di William James giustificò le disuguaglianze sostenendo che la verità si identifica con

l'utilità; il darwinismo sociale estese questa teoria biologica alla società, giustificando il liberalismo

e il laissez faire del governo statunitense.

Altri tentarono di evadere da questa società, come i "bramini della Nuova Inghilterra" che volevano

bloccare i nuovi temi e stili provenienti da ovest rimanendo ancorati ai valori ed ai canoni

tradizionali.

Molti altri espatriarono in Europa, ma mantennero sempre un carattere americanista e quindi

cosmopolita nelle loro opere; è il caso di Ezra Pound e Thomas Eliot.

Altri intellettuali condannarono l'opportunismo e lo sfrenato individualismo, come Mark Twain.

Nacque anche il romanzo realista dove si affrontava il problema del divorzio, della prostituzione e

dello sfruttamento della gente arrivata in città dalle campagne.

Uno dei più grandi interpreti degli anni venti fu lo scrittore Francis Scott Fitzgerald, autore di

racconti e romanzi, tra cui il Grande Gatsby, che ci offrono un'immagine viva e partecipata dello

sfrenato edonismo e della convulsa eccitazione degli anni venti.

Definì quest'epoca età del jazz, dicendo che questa parola ha significato prima sensualità, poi danza

e infine musica.

Si riferiva al jazz bianco di Whiteman e Gershwin, non a quello negro di Chicago che ebbe in Louis

Armstrong il suo più famoso trombettista.

In questa età si acutizzò il problema razziale a nord, anche per la massiccia immigrazione dagli stati

del sud e si ebbe la formazione di ghetti nelle grandi città.

Si diffuse però anche la moda del negro come personaggio, che ebbe come reazione la creazione di

un parnaso negro da elevare al livello di quello bianco e il voler affermare la negritudine con un

jazz violento e con il linguaggio aggressivo del blues.

I bianchi dal canto loro tentarono di copiare il jazz negro, ottenendo solo una slavata scopiazzatura,

ma riuscirono anche a mischiare il jazz con la musica colta degli anni venti, soprattutto con Bix

Biederbecke.

LA MUSICA AMERICANA TRA I DUE SECOLI: "TRADIZIONE GARBATA" E FOLCLORE.

Negli anni successivi alla guerra di secessione furono fondati numerosissimi conservatorii e

l'insegnamento della musica divenne obbligatorio anche nei college e nelle università, mentre lo era

già nelle scuole inferiori.

Non si ebbe però un uguale rinnovamento linguistico: tutti gli artisti di musica colta guardavano

all'Europa, anzi alla Germania, come fonte dell'unico idioma musicale valido; fosse di derivazione

brahmsiano-schumanniano-schubertiano come per i Boston Academics o di stampo listziano-

wagneriano come per Edward MacDowell.

Tutti i compositori statunitensi affrontavano viaggi e studi in Germania, per ritornare poi in patria e

comporre opere secondo la "regola tedesca", anche se non mancarono piccole variazioni sul tema,

come la vena umoristica di Chadwick e il carattere corale e sacro di Parker.

I Boston Academics furono i corrispondenti dei bramini della Nuova Inghilterra nella musica,

furono i difensori della "tradizione garbata".

In contrasto con questa tradizione si pose l'utilizzo di motivi di folclore indiano o negro, alla ricerca

di un idioma nazionale da contrapporre a quello romantico tedesco.

Questa via subì una forte accelerazione quando il boemo Antonin Dvorak accettò la direzione del

National Conservatory of Music di New York; fu colpito dagli spirituals e invitò i compositori

americani al loro utilizzo.

I problemi principali erano due: il folclore indiano e negro non rappresentava i cambiamenti che

erano in corso nella società americana e le esigenze di chi viveva questo rinnovamento e inoltre

l'ispirazione folclorica non modificava lo sintassi tradizionale, di derivazione europea.

Nei primi decenni del XX secolo l'attenzione si spostò dalla Germania a Parigi, attratti dalle nuove

essenze armoniche.

IL RINASCIMENTO MUSICALE AMERICANO: CHARLES EDWARD IVES

La ricerca di un idioma nazionale in campo musicale fu molto più difficoltosa perchè mancavano

punti di riferimento nel passato prossimo.

Il New England, che era l'Atene americana grazie al trascendentalismo emersoniano, non aveva

prodotto altro nel campo musicale che un' accademia di stampo puramente tedesco.

I compositori avevano perciò davanti una serie sterminata di scelte culturali possibili, senza un

modello di sintesi a cui riferirsi.

L'uomo in grado di sintetizzare le varie culture musicali fu Charles Edward Ives; da piccolo visse in

una piccola città di provincia dove entrò in contatto con le funzioni in chiesa e all'aperto, con le

danze e la banda cittadine, di cui il padre era direttore; era un mondo dominato dall'emissione

sonora violenta e dall'eterofonia.

A 18 anni Ives si trasferì a Yale, dove incontrò Parker e l'accademismo bostoniano; le sue opere

giovanili vennero accolte con ironia e rientrò quindi nei canoni tradizionali, almeno in ambito

scolastico, sfogandosi in brani liturgici corali e organistici.

Tutti questi brani non ufficiali sono caratterizzati da un forte sperimentalismo in tutte le componenti

musicali.

Ives conobbe la filosofia trascendentalista che divenne la sua guida spirituale ed estetica. Dedicò ad

essa la seconda sonata per pianoforte, composta da 4 movimenti dedicati a 4 famosi filosofi

americani.

Terminata la laurea lavorò al Mutual Life Insurance Company fino al 1930, quando in stato di

semiinvalidità si ritirò dagli affari e dalla composizione artistica.

Nella sua produzione musicale non si possono separare periodi caratterizzati da stili diversi, ma

spesso tecniche sperimentali convivono nello stesso brano con idiomi tradizionali; altro aspetto

caratteristico della produzione musicale è l'uso di frammenti o pagine intere di opere precedenti,

tanto da far sembrare tutta la produzione un work in progress.

Ives impiegò le tecniche più disparate, dai quarti di tono alla serie dodecafonica alla costruzione di

accordi formati da ogni genere di intervallo ai clusters pianistici, ma gli aspetti più caratterizzanti

sono il contrappunto eterofonico e poliritmico e l'impiego delle citazioni.

Con il contrappunto eterofonico creò violentissime esplosioni sonore e estatiche zone di

decantazione timbrica.

La citazione non è quasi mai testuale ma è un'evocazione che rende quasi irriconoscibili l'opera, una

sorta di flusso di coscienza musicale.

Esemplari di ciò sono Holidays Symphony e i Three Places in New England Il primo presenta

quattro affreschi dedicati a 4 festività della Nuova Inghilterra e il secondo tre immagini dello stesso

stato, i primi due intessuti di canzoni patriottiche e militari e l'ultimo che presenta invece uno

stupendo affresco impressionistico in cui il ricordo personale si fonde e confonde con la descrizione

naturalistica.

Altra caratteristica di Ives è la tendenza alla simbolizzazione; è cosi che nella seconda sonata per

pianoforte usa messi linguistici diversi per i 4 personaggi a cui sono dedicati i 4 movimenti.

La stessa cosa fa nei 4 movimenti della quarta sinfonia che rappresentano le domande che lo spirito

si pone sull'esistenza.

Il capolavoro delle rappresentazione concettuali è the unanswered question, un dramma metafisico

in forma strumentale in cui su un continuum di archi si inserisce una tromba con un tortuoso

disegno atonale e concitate frasi di flauti.

Le realizzazione del neomadrigalismo sono contenuto nei songs, una serie di bozzetti che

rappresenta una vera e propria antologia dei mezzi espressivi ivesiani: zuccherose romanticherie

familiari, impegno civile e rappresentazione metafisica.

GLI ANNI VENTI: JAZZ E SPERIMENTALISMO

Tra il 1928 e il 1931, due giovani compositori, Aaron Copland (1900-1990) e Roger Session (1896-

1985) fecero una serie di concerti in cui erano eseguiti brani di compositori americani, anche

direttori d’orchestra, come per esempio Leopold Stokowski( 1882-1977), che sposarono la causa

della nuova musica americana.

In più bennero create società di compositori così da poter formare un circuito creativo alternativo: le

più importanti la Inetrantional Composers’ Guild fondata da Edgra Varese che ebbe vita

breve(1921-27), la Plan American Society of Composers fondata nel 1926; la League of Composers

e la New Music Society che permise a Henry Cowell nel 1927 di publicare la Quarta sinfonia di

Ives. Parigi era una sorta di canale, tramite il quale musica americana e occidentale si scambiavano.

Così Nadia Boulanger (1887-1979) insegnante presso la scuola per gli americani di Fountainbleau,

divenne in quegli anni un’importante punto di riferimento per i giovani compositori statunitensi

come Elliot Carter (1908), Roy Harris( 1898-1979) ecc. Monete di scambio nei rapporti franco-

americani erano da un lato l’esperienza stravinskijana, dall’altro il jazz, che proprio nell’ambiente

parigino incontrò notevoli favori, soddisfacendo l’esigenza cabarettistica e antiromantica molto

sentita in quell’epoca. Aaron Copland fu uno degli allievi della Boulager che nella sua lunga cariera

dimostrò capacità di rinnovamento linguistico, impiego in questo periodo ritmi jazzistici e blue

notes: In Music for the theatre(1925), una suite per piccola orchestra in cinque movimenti

(1926). Anche Alden Carpenter (1876-1951) e Louis Gruenberg utilizzarono ritmi afro-americani.

L’impiego di moduli jazzisti da parte dei compositori americani non differiva da quello dei colleghi

europei, da cui i primi trassero molti brani. Il brano veniva spogliato da ogni pretesa di originalità

era assunto come idioma popolare da parte della tradizione , come operazione culturale era invece

ambigua. A differenza di questi compositore George Gershwin (1898-1937) aveva percorso l’ietr

inverso. Divenuto negli anni 20 dittatore delle canzonette e della musica di tin Pan Alley con

celeberrime canzoni quali Man I love (1924) Liza (1929) e So are you (1929), elaborò poi l’idioma

jazzistico- canzonettistico in due lavori sinfonici che incontrarono grandi consensi: la Rhapsody in

blue(1924) e An American in Paris (1928). Il primo composto in origine per jazz band e

pianoforte, fu orchestrato dall’arrangiatore Ferde Grofè e presentato da Paul Whiteman il 24

febbraio 1924 in occasione di un concerto Experiment in modern Music, con lo scopo di divulgare

“il jazz sinfonico”, la purificazione del jazz dalle sue origini plebee e la sua assunzione nelle alte

sfere dell’arte. I lavori di Gershwin che presentano una struttura pressoché simile sono: Second

Rhapsody(1931) e Cuban Ouvertur (1931). Questi sono brani composti in tre sezioni principali

con un tempo lento centrale ed una coda finale in cui sono espressi frammenti dei temi principali.

Sono dei brani dove la natura popolare, colta e jazzistica si mescolano. Acclamato dal pubblico

Gershwin viene spesso preso di mira dalla critica, che gli rinfacciò l’ambiguità nel mondo musicale.

Ora lo si vede come il mito dei self-made man, capace di forgiarsi uno stile inconfondibile ,

specialmente nell’ambito del teatro musicale. Parallelamente al jazz, negli anni 20’ iniziò a

delinearsi un’altra tendenza: la sperimentazione di nuovi mezzi espressivi(soprattutto in America).

Non che in Europa non ci fosse un’esigenza di nuova sperimentazione ma, il nord America fu

terreno fertile, in quanto sempre in corsa nel presente, vive di un attualismo espressivo a mezza via

tra l’happening e l’esperienza di laboratorio. Per Ives (Inglese) questo sperimentalismo non è

importante nel fatto in se ma per l’immagine simbolica che ne traeva. Un altro compositore della

Nuova Inghilterra e della stessa generazione di Ives fu Carl Ruggles(1876-1971), che ebbe però

scarsa produzione: Men and Angels(1921) per 5 trombe e tromba bassa e Men and

Mountains(1924) e Portals (1926). Queste opere paiono simili a quelle di Ives ma in realtà sono

semplicemente il fatto di rimaneggiare queste tre opere in tempi diversi. Ruggles rifiuta le

successioni identiche di note e di temi che attraverso una sola cellula si ripetono. Uno dei più vivaci

esponenti dello sperimentalismo americano è Henry Cowell(1897-1965) che con le sue esperienze

infantili di canto gregoriano, orientale e popolare compose pezzi di pianismo d’avanguardia: The

tides of Manaunaun e Tiger (1928), eseguito con l’avambraccio, con il pugno o con la mano piatta,

secondo l’ampiezza; manipolazione diretta delle corde del pianoforte in diverse combinazioni.

Sulla strada dell’emancipazione del suono Edgar Varèse, di origine francese(1883-1965), dopo un

primo periodo trascorso tra Parigi e Brlino durante il quale durante il quale conobbe personalità di

spiccata intelligenza, si trasferì a New York nel 1915. Negli anni 20 dopo aver, tramite i modelli di

Shonberg e Bartok, cercato di abbattere le barriere tradizionali tra suono e rumore, Varèse contribuì

alla’avanzamento della diffusione della musica contemporanea. I lavori Amerique(1918-22) e

Offrandes, pur contendo tutti gli elementi essenziali seguono ancora tratti di modello

mitteleuropeo. È con Hyperprism (1923) che egli compie il passo decisivo verso la propria identità

stilistica ed espressiva, la partitura è infatti conscia nei suoi nessi: la preferenza accordata ai fiati ad

alla percussione, ripartiscono lo spazio sonoro in due zone di un immobilissimo intreccio di

comparizioni e sparizioni di singoli o gruppi di strumenti, cui sono affidate delle cellule ritmico-

melodiche elementari; la ripetizione della stessa nota in diverse varianti. Il lavoro successivo

Octandre (1923),trasporta in una dimensione sonora priva di strumenti a percussione, circoscritta ai

fiati e mutando le aggregazioni timbriche, lasciano spazio ad ogni strumento di ritagliarsi un

episodio solistico. Nuovamente le presenza tematiche si riducono alla ripetizione della stessa nota

preceduta da appoggiature superiori o inferiori, ed a disegni atonali. Caso unico l’opera è suddivisa

in tre brevi movimenti ulteriormente frazionati al loro interno e contiene un fugato a tre voci.

Integrales (1925) è forse il lavoro più perfetto di questa terna di composizioni cameristiche di V.,

in cui si realizza quella sorta di caleidoscopio scontro e incontro di piani e masse sonore con cui V.

intendeva creare un equivalente sonoro della proiezione di una figura su un solido rotante aprendo

alla musica una dimensione spaziale. Con Arcana(1925-27) V. ritorna alla grande orchestra

sinfonica. Ioanisation è un capolavoro concepito a Parigi per un organico da strumenti a

percussione. I temi ritmici, evidenziati dal timbro specifico dei 41 strumenti in esso impiegati,

dialogano tra loro costituendo un universo sonoro organizzato secondo principi e strutture formali

razionali.

LA GRANDE DEPRESSIONE ED IL NEW DEAL ROOSVELTIANO

Il crollo di Wall Street segnò l'inizio di un grave periodo di recessione che portò milioni di

americani alla soglia della povertà.

I fattori che causarono questa crisi furono molti: la concentrazione della ricchezza in pochissime

famiglie, la sovrabbondante produzione industriale e la crisi dell'agricoltura; tutte caratteristiche

insite nel capitalismo selvaggio degli anni venti.

L'8 novembre 1932 venne eletto alla casa bianca Franklin Delano Roosevelt, che venne poi rieletto

altre due volte e che realizzò una serie di riforme dette New Deal per riequilibrare almeno

parzialmente la società americana e rispondere alla crisi.

Introdusse una copertura governativa contro i fallimenti, assistenza sociale per anziani e invalidi,

assunzione dei disoccupati in cantieri pubblici con stipendi bassi, riconoscimento dei sindacati e

riduzione della giornata lavorativa, abolizione del lavoro minorile, incentivi per l'agricoltura e

rilancio dell'edilizia popolare.

In politica estera il neutralismo fu solo di facciata e portò all'appoggio più o meno diretto di regimi

dittatoriali in America latina e in Europa; solo dopo la vittoria nella seconda guerra mondiale gli

USA abbandonarono l'isolazionismo.

Anche negli artisti di questi anni il New Deal ebbe un ruolo fondamentale: gli artisti della lost

generation presentavano solo un disagio esistenziale, mentre quelli degli anni trenta sono più aperti

alla questione sociale. E' il caso della trilogia di John Dos Passos.

La work progress administration, creata apposta per pittori e scrittori, richiedeva a questi opere di

destinazione sociale, cosa che fece crescere nella coscienza dell'artista il problema della

comunicazione con il pubblico.

Si diffuse anche il regionalismo, che rivalutò la cultura degli stati meridionali, criticando

aspramente il liberalismo e il capitalismo degli stati del nord; il principale interprete fu John

Steinbeck, che raccontò le difficili condizioni del sud-ovest.

Altri autori perseguirono un rinnovamento linguistico e pittorico, in accordo con ciò che succedeva

in Europa.

TENDENZE E SVILUPPI DELLA MUSICA AMERICANA NELL'ETA' ROOSVELTIANA

La politica del New Deal fece emergere la comunicazione del messaggio artistico. Principale

interprete delle istanza populistiche dell’età roosveltiana fu Aaron Copland. Forse il lavoro più

rappresentativo di questa fase coplandiana, detto “periodo di austerità”, sono le Variazioni per

pianoforte, un ciclo di venti variazioni più una coda che mediante permutazioni, diminuzioni e

trasportazioni di ottava fa girare una cellula composta da : mi , do, re diesis, do diesis. Copland

decise di semplificare il linguaggio musicale introducendovi motivi tratti dalla tradizione popolare.

Nacquero El Salon Mexico,Rodeo che danno vita ad un linguaggio raffinato, tra colto e popolare,

all’idioma neoclassico sui generis in cui la lezione stravinskijana convive con i cowboy songs e le

square dance. Si dedicò inoltre ala composizione di colonne sonore Our Town (1940). Nell’iter

artistico di Copland, con alterne frasi di stile più o meno severo emblematico della crisi espressiva

in cui si ritrovano tanti compositori americani degli anni 30’. Un altro compositore degli anni 30 fu

Roy Harris. Il suo stile comunicativo incontrò vasti consensi in un’epoca bramosa di rintracciare

pionieri su cui fondare una tradizione nazionale. La terza sinfonia, in n solo movimento, si articola

in cinque sezioni indicate e descritte schematicamente da Harris:

1) tragica sonorità degli archi bassi

2) Lirica archi, corni e legni

3) Pastorale legni

4) Fuga drammatica

5) Drammatica-tragica

Se il nazionalismo ed il populismo agirono sui compositori dell’età roosveltiana come due potenti

stimoli ideologici, sul piano linguistico si rileva, una notevole stagnazione della sperimentazione.

Dopo gli anni 20’ Varèse compose ancora 2 lavori Ecuatorial e Density (1933-34), il testo è tratto

dal Popol Vuh, il libro sacro dei Maya (ecuatorial). È stato composto per basso, 4 trombe, 4

tromboni e utilizzato originariamente il Teremin (strumento elettronico che produce suoni ad

altezza ed intensità variabili, il cui nome deriva da quello dell’inventore, il russo Lev Teremin),

mentre, in una revisione successiva(1961) le due onde Teremin furono sostituite da onde Martenot.

Density invece esplora in forma tripartita la gamma espressiva dello strumento, trattato come

aerofono e idiofono. L’attività compositiva di Varèse conobbe un lungo periodo di stasi durato poco

meno di un ventennio in attesa di nuovi mezzi elettronici da utilizzare. Il capolavoro Desert è quello

in cui confluiscono tute le conoscenze di trentanni di Varèse che si esprimono con un esplosione di

fiati un puntillismo quasi weberniano dei fiati e del pianoforte cui rispondono le percussioni

anch’esse molto atomizzate. La realizzazione del padiglione Philis per l’Exposition Universelle del

1958 in collaborazione con Le Corbusier e con Xenakis offrì a Varèse l’occasione di realizzare la

sua unica opera interamente elettronica Il Poeme Electronique.

Altro artista Pratch (1901-1904) perseguì il suo ideale di concretezza musicale diffondendo un tipo

speciallismo di armonizzazione del parlato, con strumenti che esulano dal sistema temperato.

Gli anni 30’ abbracciarono la tradizione classico- romantica del passato, oppure elaborarono uno

stile personale senza sposare la causa sperimentale. Due compositori meritano menzione come

campioni della seconda tendenza: Roger Session(1896-1985) e Virgil Thomson (1896).

Se la cifra dello stile di session sono un tessuto sonoro estremamente denso e la notevole estensione

dei periodi di natura opposta è la musica di Thomson che maturò uno apparentemente semplice e

lineare, ma in realtà altamente sofisticato.Thomson impiega invece strutture tradizionali

reinterpretate secondo l’ispirazione del momento, nostalgica e dissacrante. Uno stile piuttosto

collagistico contraddistingue le colonne sonore per documentari e films le opere direttamente

ispirate alla tradizione americana, come la Simphony on a Hymn Tune(1928) in cui gli sviluppi

temaici dell’inno How Firm a Foundation secondo procedimenti classico barocchi sono accostati a

stralci di melodie tratte da tradizioni diverse. La tendenza eclettica fu data dall’intolleranza degli

artisti nei confronti dei regimi nazifascisti. I colleges furono luoghi di rinnovo linguistico e culturale

musicale, ricordiamo infatti due grandi del periodo postbellico come Shonberg e Stravinskij.

Quest’ultimo con la Carriera da libertino ( 1951) il compositore aveva toccato il culmine

dell’esperienza neoclassica semplificando il linguaggio in senso diatonico. I primi anni in USA

furono di ambientamento e così si occupò di eludere committenze dell’industria cinematografica

holliwodiana, oltre a questo celebrò due miti americani: Il circo, ed il jazz. Fu negli anni 50 che il

compositore ebbe modo di approfondire la sua conoscenza delle opere della seconda scola viennese

e di Webern in particolare. La sua conversione dodecafonica si attuò in modo progressivo. Iniziò

con permutazioni di serie non dodecafoniche tramite i due ricercari Tomorrow shall be e The

Maiden’s came. La tappa successiva fu l’impiego di più di una serie dodecafonica nella medesima

opera. A questo punto l’itinerario stilistico di S. si biparte. Da un lato , nei lavori strumentali il

linguaggio seriale diventa sempre più complesso, nelle opere vocali si pongono in rilievo le

caratteristiche tonali per far trasparire il senso sacrale come in Requiem Canticles(1966).

Pontefice massimo del neoclassicismo stravinskijano fu Pitson(1894-1976) che ebbe il suo periodo

intenso fra il 1930-40 con Sonata per flauto e pianoforte (1930), Preludio e fuga per

orchestra(1934). Fra i suoi allievi più importanti: di quegli anni, Berger, Fine, Shapero e Haieff.

Nel lessico jazzistico l’età roosveltiana prese il nome di swing era. Caratteristiche di questa nuova

stagione jazz sono, per quanto riguarda l’aspetto ritmico, l’accentuazione di tutti e 4 i tempi di

battuta e la trasformazione del piccolo complesso strumentale in big band suddivisa in: ottoni, ance,

e ritmi( chitarra, contrabbasso, pianoforte e percussione. Questo portò a far emergere la figura

dell’arrangiatore su quella del solista strumentale, fece emergere l’originale eterofonia dei

complessi di NewOrleans in senso antifonico facendo dialogare le sezioni orchestrali e limitando

l’improvvisazioni dei soliti a passi brevi. Così il jazz si diffuse e venne a tal punto a piacere da

rischiare di divenire musica commerciale, non fu così però. Furono tuttavia il genio di Duke

Ellington, la sua fervida inventiva melodica e l’abilità dello sviluppo tematico a raggiungere con

l’orchestra i più alti risultati espressivi. I suoi brani: Mood indigo(1930), Solitude(1934) Caravan

e altri che rappresentarono il culmine dello swing. Alcuni musicisti come benny goodman,

Henderson, Basie che con il loro fraseggio all’interno delle big band avviarono alla strada del

beppop, che uscì allo scoperto nel 1944 e diede origine, al jazz moderno.

GLI ANNI DEL DOPOGUERRA: DALLA "GUERRA FREDDA" AL "CASO WATERGATE";

DALLA "BEAT GENERATION" ALLA "HIP GENERATION": DAL "BEPOP" AL "FREE

JAZZ"

Dopo la seconda guerra mondiale si creò un bipolarismo, dominato da USA e URSS. La prima fase

di questa spartizione fu dominato da tensioni politiche e prese il nome di guerra fredda; dopo la

morte di Stalin e la nomina di Kruscev a primo ministro e la contemporanea presidenza Kennedy si

passò alla coesistenza pacifica, anche se non mancarono momenti di tensione come durante la crisi

di Cuba nel 1962.

Dopo l'assassinio di Kennedy i presidenti Johnson e Nixon con l'appoggio al golpe cileno e

l'escalation in Vietnam mostrarono il volto duro dell'imperialismo statunitense; il caso Watergate mi

se in crisi anche il mito dell'incorruttibilità e dell'infallibilità del presidente e servì tutta l'abilità

comunicativa di Reagan per aumentare il consenso popolare nei confronti del presidente.

Dopo il secondo conflitto mondiale divenne ancora più evidente la politica neocolonialista

statunitense, sia per lo sfruttamento di materie prime a basso costo sia per le influenze dei poteri

economiche nelle decisioni di politica estera ed interna.

Le grandi corporations economiche in accordo con il presidente misero sotto controllo le

organizzazioni accusati di sinistrismo, ma anche alcune sedi dei democratici, portando allo scandalo

Watergate e mettendo in crisi la mitologia libertaria degli USA.

I temi dell'alienazione e del disadattamento sociale entrano in maniera prepotente nei romanzi

americani più famosi come : Il giovane Holden di Jerome David Salinger, Lolita di Vladimir

Nabokov e il Re della pioggia di Saul Bellow.

Negli anni cinquanta la caccia alle streghe comuniste portata avanti da Joseph McCarthy, i gravi

attacchi alle libertà democratiche, la grottesca censura dell'arte moderna, informale e la distruzione

di pitture murali giudicate sovversive portò ad un movimento di protesta denominato Beat

generation che aveva come punti di partenza l'anticonformismo, l'impiego di una prosa libera e

spigolosa con il fraseggio del bepop e l'uso dello slang. Voleva isolarsi e negare la vita quotidiana e

capitalista ed ebbere nel romanzo On the road di Jack Kerouac il loro manifesto.

Negli anni sessanta, a seguito della guerra in Vientma, della rivoluzione cubana e della rivoluzione

culturale cinese si diffuse il movimento HIppy, che sosteneva il sesso libero, l'uso di droghe e la

creazione di comunità agricole.

Questo condusse alla politicizzazione dei giovani e alla formazione di una nuova sinistra impegnata

socialmente.

Anche il concetto di negritudine subì un nuovo impulso che portò alla presa di coscienza di

appartenere ad una cultura alternativa e diversa da quelle bianca; quindi accanto a movimenti

riformisti come quello di Martin Luther King si svilupparono i Black Power, che miravano ad una

rivoluzione culturale per ritornare alle tradizioni e armata per conquistare i diritti negati; si

ispiravano a Malcom X, ucciso nel 1965.

Il modo in cui si espresse questa nuova attenzione verso la cultura africana è il jazz, negli anni

cinquanta i Boppers epurarono il jazz dallo swing e negli anni sessanta con il free jazz lo

ricondussero alle originarie fonti africane.

L'hard bop e i vari jazz Workshops fecero da trait d'union tra il bop e il free jazz, purificandolo via

via dalle operazione estetizzanti del cool jazz e riportandolo alla pulsazione e ai blues originari.

SWING BEPOP FREE JAZZ

sezione percussiva; ritmo batteria con funzione ritmico-

regolare di 4/4 scandito solistica; ritmo ripartito tra piatti,

PERCUSSIONE E sulla grancassa e sul tom- tamburelli e colpi occasioni alla

RITMO tom grancassa poliritmi

originali e canzonettistici

"rigenerati" mediante deformazioni liberi, secondo l'estro

TEMI canzonettistici melodico-armoniche-ritmiche improvvisatorio

cromatismi che possono condurre

ARMONIA giri armonici tradizionali alle soglie dell'atonalità eterofonia

IMPROVVISAZIONE limitata Solistica collettiva

tradizionali usati al limite

dell'estensione melodica ed

orchestra divisa in 3 effetti particolari; strumenti

STRUMENTI sezioni piccolo complesso esotici

originali e reintitolazione di melodie frequenti riferimenti all'Africa

TITOLO canzonettistici o originali "rigenerate" e simili

LA MUSICA NEL DOPOGUERRA: SERIALITA', INDETERMINAZIONE, ALEA E

GESTUALITA', IMPROVVISAZIONE

Il panorama della musica americana è caratterizzato almeno fino all'inizio degli anni sessanta da

due tendenze antitetiche: la razionalizzazione mediante l'impiego della serialità e il rifiuto di un

principio strutturalizzante sostituito dall'indeterminazione e dall'alea.

La serialità si diffuse in America attraverso immigrati europei e allievi di Schonberg, ma senza

trascinarsi dietro le implicazioni storico-filosofiche, solo come un genere tra i tanti, tanto che anche

Adolf Weiss e Wallingford Riegger, due dei primi e più affezionati allievi di Schonberg applicano

la serialità secondo schemi americani, delineando melodie atonali trattate come temi e solo in alcuni

casi le sviluppano ritmicamente.

La maggior parte degli allievi americani che andavano in Europa alle lezioni di Schonberg

rimanevano delusi dagli insegnamenti che si basavano su contrappunto, composizione e armonia e

non davano un modo già pronto di comporre.

Ross Lee Finney a partire dal 1950 utilizzò stabilmente la serialità nelle sue opere secondo un

criterio personale.

Altri autori come Ben Weber e George Rochberg hanno piuttosto assecondato un afflato lirico che

tende a modellare la serie dodecafonica in temi di sapore espressionistico piuttosto che accentuarne

la struttura intervallare.

Diverso fu il percorso di Milton Babbitt che a partire dal 1947-48 compose opere serializzando non

solo le altezze ma anche altri parametri sonori mediante procedimenti permutatori; la tappa

successiva nella sua evoluzione fu l'uso del sintetizzatore a partire dal 1959, quando assunse la

direzione dei centri di musica elettronica delle università di Columbia e Princeton; compose così

Composition for Synthesizer; Vison and Prayer; Ensembles for Synthesizer e Philomel, tutte

per soprano flauto diritto e accompagnamento di sintetizzatore.

Lo stesso percorso seguì Mel Powell che partì dalla musica neoclassica e si convertì poi al

postwebernismo e alla serilizzazione totale.

George Perle ha elaborato un sistema modale dodecafonico consistente in una specie di

armonizzazione della serie dodecafonica, che ha usato in Suite per pianoforte, Three movements

per orchestra e sesto quintetto per archi e nella toccata per pianoforte.

John Cage si pose in alternativa al postwebernismo europeo influenzando la Nuova Musica

Americana.

Nelle sue prime opere pianistiche ( Music for Xenia, Suite for Toy Piano, Musica for Marcel

Duchamp) si ritrovano influenze dello sperimentalismo cowelliano e varesiano, ma è assente il

costruttivismo seriale.

La preparazione dello strumento, con l'inserzione di viti, sughero o pezzi di plastica diviene uno dei

principali mezzi utilizzati dal compositore per ricavare nuove possibilità timbriche che privato delle

qualità sonore dell'ottocento e del novecento fanno somigliare il pianoforte ad un gamelan

giavanese.

Massima sintesi delle possibilità del pianoforte preparato sono le 16 sonate e i 4 interludi composti

nel 1946-1948 che vogliono riprodurre gli immutabili stati d'animo della tradizione indiana.

Di derivazione orientale, anche se filtrati da Debussy e Varese sono il sistematico rifiuto delle

funzione armoniche tradizionali, la sostituzione di accordi irrelati e di linee melodiche

modaleggianti, un particolare interesse per le percussioni che si sviluppò fino alla creazione di

composizioni per sola percussione ( quartetto, trio, first e second e third construction in Metal)

o per percussioni e altre fonti sonore come grammofono o radio (Imaginary landscape) e la

tendenza ad organizzare la struttura della composizione secondo schemi numerici simili ai tala

indiani.

Nel 1947 si avvicinò al buddismo Zen e portarono la sua produzione dall'esotismo alla ricerca di

metodi compositivi catartici.

Cage parte dal presupposto che il silenzio non esiste e siccome silenzio e suono hanno in comune la

durata è su questo parametro che si deve fondare la Nuova Musica.

L'emozionalità della musica deve essere evitata in vista di una nuova epifania dei suoni, quando

verranno percepiti come entità oggettive; la musica deve perciò essere sperimentale e il compositore

deve scoprire i mezzi che consentono ai suoni di essere se stessi.

Dopo il 1950 perciò Cage iniziò a cercare sistemi per svincolare la musica dalla sudditanza

espressiva introducendo il concetto di indeterminazione.

I riti di questa liturgia sono:

-composizione mediante processi aleatori ( Music of changes e Imaginary landscape hanno i

parametri dei suoni ricavati dal lancio di monete).

-lettura casuale mediante la trasposizione di un foglio trasparente le cui imperfezioni indicano i

suoni che si devono eseguire, determinati in alcuni parametri.

-indeterminazione dei mezzi esecutivi ( Winter of music sono 20 pagine di accordi che possono

essere eseguite in successione o in sovrapposizione da vari pianisti; Concerto per pianoforte ed

orchestra ha una parte pianistica formata da 84 moduli che possono essere eseguiti in parte o in

toto in qualsiasi ordine).

-sovrapposizione collagistiche di composizioni diverse ( Atlas Eclipticalis è diviso in 86 parti

strumentali collegabili a Winter Music).

Oltre ai diversi tipi di indeterminazione assumono particolare rilievo il rapporto suono-silenzio e la

gestualità.

Celebre il 4'33" in cui ogni strumento tacet, ed esegue il silenzio intervallato solo dagli occasionali

rumori del pubblico.

Fondamentale anche la gestualità che consiste nello spostare gli strumenti e la scena, nel provare gli

strumenti, tutte azioni ben indicate sugli spartiti. ( Music Walk, Water Music e Variations III e IV

sono brani in cui domina la gestualità).

Cage suscitò amore e odio, ma innegabile rimane il contributo alla musica, primo americano ad

influenzare le tendenze europee e perfetto interprete di quel filone culturale americano

rappresentato dall'astrattismo gestuale di Pollock e dalla pop art e della tipica tendenza dei paesi

capitalisti all'irrazionalità e al misticheggiante come alternativa al tecnologismo. Primi apostoli del

verbo caegano sono: Morton feldman, Christian wolff e Earle Brown. Caratteristica della musica di

Feldman è una quasi totale assenza di movimento, capace di far gustare le lente trasformazioni

sonore. Negli anni 60’ determina tutti i parametri sonori rivolgendo attenzione al continuum sonoro

prodotto dall’aggancio immediato di un suono alla dissolvenza di quello precedente. Wolff ha

iniziato il suo itinerario utilizzando un ridottissimo nuemero di suoni (For 1,2,3 People 1964).

Brown invece, dopo essere stato attratto dai prìncipi compositivi su base matematica del russo-

americano Schillinger, sotto l’influenza di action painting di Pollock, compose partiture leggibili

su ogni parte del foglio. Gli autori degli anni 60’ hanno come caratteristica presa a modello da

Cage, la gestualità, in quanto fonte di totale coinvolgimento del pubblico: mandolin(1963) e Play

di Morton Subtonik. Larry Austin partì dal jazz e introdusse nelle sue opere operazioni

improvvisatorie a partire dal 1964, cioè opere in "stile aperto", comprensive di diverse

indeterminazioni che stimolano l'improvvisazione.

L'improvvisazione di Lukas Foss parte invece da altre basi culturali, di stampo neoclassico; ha

l'intento di farla rivivere in un linguaggio moderno, come si nota in Echoi per pianoforte,

violoncello, clarinetto e percussione. In quest'opera lascia aperture nella partitura che vengono

riempite dall'interpretazione improvvisatoria, cioè con note in "campo aperto", notazioni senza

indicazioni di battuta o di accenti, la cui determinazione ritmica deriva dal rapporto con il ritmo

dell'esecutore.

L'opere principale in cui si vede ciò è le Baroque variations, tre movimenti in cui rilegge tre

famosi brani barocchi.

ELLIOTT CARTER

Un compositore che dall'immediato dopoguerra ha seguito un cammino autonomo, incurante delle

radicalizzazioni fu Elliott Carter.

Si ritirò nel 1950 in una località deserta dell'Arizona in ritiro creativo, dopo che aveva già alle

spalle una carriera musicale ben delineata.

Da giovani venne introdotto nei circoli d'avanguardia di New York, entrò nelle grazie di Charles

Ives e studiò poi ad Harvard dove si appassionò alla filosofia, alla matematica, alla letteratura

classica e inglese, ma rimase deluso dagli insegnati di musica; si trasferì allora a Parigi, dove

apprese il contrappuntismo, le cantate di Bach e la polifonia prebachiana e medioevale.

Tornato in patria si dedicò alla composizione di opere corali che sotto i modernismi del linguaggio

lasciavano trasparire tracce ispirative molto più remote.

Gli influssi parigini e stravinskijani si notano in Sinfonia n°1, la Holiday overture, Quintetto per

fiati e nei due balletti Pocahontas e the Minotaur, anche se sono più orchestrali che tematico e

strumentali.

Carter in queste opere rispetta le forme tradizionali, ma compare una parcellizzazione tematica ed

una volumetria sonora che rispondono ad una concezione del tempo e del linguaggio in corso di

profonda revisione e mutamento.

Nelle successive opere ( Sonata per pianoforte e sonata per violoncello e pianoforte) questa

tendenza si radicalizza, fino a creare un dialogo contrappuntistico e un'astrazione tematica derivata

da un'armonistica intervallare.

Carter capì che il passo successivo poteva condurlo all'ermetismo e al solipsismo e per questo

motivo si ritirò nel deserto, in cerca di chiarezza e di autocoscienza.

Carter reagì immergendosi nella composizione del primo quartetto per archi dove condusse alle

estreme conseguenze strutturali ed espressive quella dimensione dialogica connaturata al genere

quartettistico. Il discorso quartettistico diventa un purissimo gioco contrappuntistico di movimenti

delle voci strumentali, astratto nella sua essenza intervallare, drammatico nel confronto tra i gesti

espressivi, in continua trasformazione cinetica, un analogon dell'action painting.

Tornato alla vita civile rimase stupito dalle manifestazioni entusiastiche a favore della sua opera che

era stata scritta incurante dei problemi di comunicazione che poteva creare.

Incurante della moda postweberniana e cageana Carter portò avanti la sua concezione dialogica e

contrappuntistica in diversi scenari cameristici ( sonata per flauto, oboe, violoncello e

clavicembalo), orchestrali ( variazioni per orchestra), pianistici ( night fantasies) in un processo


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Liszt

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dell'educazione
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Liszt di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia della musica moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Bernasconi Virgilio.

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