Erasmo da Rotterdam: scritti teologici e politici
I Sileni di Alcibiade
Si dice che i Sileni fossero delle piccole immagini intagliate, fatte in modo tale da poter essere aperte e dispiegate: quando erano chiuse mostravano il sembiante, ridicolo e mostruoso, di un suonatore di flauto, mentre una volta aperte rivelavano qualcosa di divino, affinché l'arte dello scultore fosse messa in risalto da questo inganno. Il soggetto rappresentato dalle statuette era Sileno. Sileno era il nome di colui che, figlio di Pan o forse di Ermes e di una ninfa, aveva allevato Dioniso. Si riteneva che Sileno possedesse una profonda saggezza, che non intendeva rivelare agli altri uomini, a meno che non ne fosse costretto. Era, esteriormente, un essere bruttissimo.
Socrate
Alcibiade, tessendo l’elogio di Socrate, lo paragona ad un Sileno. Lo avresti detto un buffone tardo e ottuso. Eppure dispiegando questo ridicolo Sileno avresti scoperto qualcosa di divino più che domanda: un’anima straordinaria, sublime e veramente filosofica. Non diversamente furono Sileni Antistene, Diogene ed Epitteto.
Cristo
Cristo non fu uno stupendo Sileno? Non capisco perché chi si vanta del titolo di Cristiano non faccia di tutto per adeguarsi al suo modello. Perché coloro che si gloriano di quel titolo sono così distanti da quell’immagine?
Gli antichi profeti
Sileni furono gli antichi profeti: Giovanni Battista, gli Apostoli. Fu un Sileno anche il vescovo Martino. Ancora oggi si nasconde qualche Sileno, ma sono pochi. Perlopiù gli uomini rappresentano dei Sileni invertiti (esteriormente sono impeccabili, ma dentro sono sporchi e corrotti, dei “sepolcri imbiancati”), ovvero l'intera classe dirigente dell’Europa cristiana: non sono accusati solamente di desiderare ricchezza e potere, ma di eliminare il paradosso cristiano, ossia la rinuncia al mondo. Senza tale rinuncia non si parla più di cristianesimo ma di mondanità. Non dico che questo valga per tutti, ma di certo vale per la maggior parte. Insomma, in ogni genere di cose l'eccellenza è in ciò che risulta meno appariscente. Nell'uomo, ciò che è divino e immortale è l’unica cosa che non si può scorgere.
I sacramenti della Chiesa
Negli stessi sacramenti della Chiesa è lecito rinvenire una certa rappresentazione del Sileno: vedi i simboli, ma la forza divina non la senti né la vedi.
La sacra Scrittura
È silenica la stessa sacra Scrittura: se ci si limitasse alla superficie sarebbe una semplice storia, ma se scorgi il significato nascosto ti inchinerai alla sapienza divina. Ciò è più eccelso, e al tempo stesso il più dissimulato e il meno accessibile, agli occhi profani.
La sfera della conoscenza
La verità essenziale delle cose è sempre nascosta nel profondo; il volgo lo sa, infatti, si meraviglia e si interessa solo di ciò che colpisce maggiormente i sensi, lasciandosi ingannare da false immagini, da Sileni invertiti.
- Sacerdoti e Vescovi: Ci sono alcuni che si presentano come sacerdoti o qualche vescovo: capovolgi il Sileno e allora capirai che quell'apparenza magnifica era soltanto una farsa.
- Falsi profeti: Vi è poi un genere di persone dalla barba incolta, pallide, con il capo chino, l’espressione accigliata e severa: vorrebbero farsi passare per un eremita, guarda bene e troverai degli impostori.
Insomma, in ogni genere di mortali vi sono persone che, a giudicarle dall’apparenza, si presentano riguardevoli. Apri il Sileno e troverai un maiale. Per contro vi sono alcuni che giudicandoli dall’aspetto non li diresti neppure uomini, ma nel profondo dell’anima nascondono un angelo.
Mondano o cristiano
Ecco allora la differenza tra il mondano e il cristiano: il primo apprezza e persegue soprattutto ciò che più vi è di evidente agli occhi, mentre il secondo solo ciò che è invisibile agli occhi e incorporeo, giudicando ogni cosa secondo l’aspetto profondo. Ma: l’opinione del popolo stima colui che si è arricchito, non importa con quale mezzo; per la nobiltà è un semidio colui che possa risalire il proprio albero genealogico fino al leggendario Ercole. Per queste persone la struttura fisica imponente, robusta, armoniosa, potente viene prima della cura dell'anima. Se Paolo distingue tre parti: la carne, l’anima e lo spirito, la più vile, quella che l’apostolo rifiuta, è proprio quella che il volgo desidera sopra ogni cosa. Ecco il mondo capovolto dalla moltitudine. Le opinioni capovolte generano un rovesciamento dei vocaboli. Si chiama giustizia rispondere al male con il male.
Nel Vangelo troviamo che Cristo non volle distinguere i suoi né con abiti né con una cerimonia né con cibi speciali, ma si doveva riconoscere che erano cristiani dal legame del vicendevole amore; tra noi, invece, la concordia è rarissima, al punto che neanche il paganesimo conobbe tumulti più pericolosi. Metti mano alla spada per difendere quell'arredo, ma per preservare l'integrità dei costumi nessuno estrae la spada di cui parla il Vangelo. Desidero che i pontefici siano quanto più possibile ricchi, ma del Vangelo, delle ricchezze del cielo. Essere sacerdote è qualcosa di celeste, di sublime.
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