Erasmo da Rotterdam: scritti religiosi e morali
Commento al Vangelo di Giovanni: in principio "Erat sermo"
Erat Verbum in greco ha diversi significati: parola, orazione, discorso, ragione, misura, calcolo. Un tempo la Chiesa leggeva proprio questo passo nella forma "In principio erat sermo". Prima di tutto, sermo esprime meglio la parola logos di cui l'Evangelista si è servito, in secondo luogo, perché verbum non significa l’intero discorso, ma una sola singola voce. Ma Cristo viene detto logos perché tutto quello che il Padre dice lo dice tramite il Figlio.
La Chiesa antica ed odierna conosce questa lezione, tuttavia alcuni sono così scandalizzati dalla parola sermo che comincio a pensare che sia la novità a disturbare. Ma disturbare chi? I calunniatori? Ma per costoro non doveva essere una novità quello che si incontra tanto spesso nelle pagine dei sacri autori. Disturba i semplici? Ma questi non si sarebbero trovati per una cosa che sapevano. Forse che il Vangelo è cambiato se invece di verbum si dice sermo?
Bisogna dire agli incompetenti di non sollevare, a causa della loro incompetenza, tumulti contro coloro ai quali soprattutto sarebbe il caso che obbediscano. Ciò che c’è di erroneo nella tradizione deve essere abrogato poco a poco.
Contributo alla discussione sul libero arbitrio
Tra le non poche difficoltà che ci presenta la Sacra Scrittura, è difficile trovare un labirinto più complicato del libero arbitrio. È stato impugnato e sbandierato anche da Lutero e sebbene più d’uno abbia già risposto, proverò anch’io. Combatterò con lo scopo di rendere, se possibile, più evidente la verità mettendo a confronto le scritture e gli argomenti teologici. E cercare la verità è stata sempre la cosa più onorevole.
Preferisco avere un carattere così che averlo come quelli che abbracciano appassionatamente un’opinione e non tollerano niente che non sia conforme a essa. Tutto quello che leggono nelle Scritture lo distorcono a sostegno dell’opinione.
Ci sono nelle lettere sacre dei luoghi oscuri nei quali Dio non ha voluto che ci addentrassimo più a fondo: se tentassimo di penetrarvi, una volta che ci fossimo spinti più avanti, ci troveremo immersi in terre sempre più profonde, per trovarci a riconoscere, almeno allora, quanto sia maestosa e inesplorabile la sapienza divina.
A mio parere, per quel che riguarda il libero arbitrio, quello che ci insegnano le Sacre Scritture dovrebbe bastare. Dobbiamo credere che tutto quello che ci accade in questa vita, ci viene mandato da lui per la nostra salvezza, e che nessuno può subire un’ingiustizia da parte di un Dio giusto per natura, anche se a volte ci accade delle cose che ci sembra di non meritare.
- Ci sono delle cose che Dio ha voluto che ci fossero del tutto ignote, come il giorno della nostra morte, e il giorno del giudizio finale.
- Alcune cose ha voluto che le intravedessimo, perché potessimo adorarlo in mistico silenzio.
- Alcune cose Dio ha voluto che ci fossero chiarissime, e a questa categoria appartengono le regole del bene vivere. Queste ultime cose le devono imparare tutti, le altre, è meglio lasciarle a Dio.
Afferma Lutero, "tutto ciò che facciamo non avviene per il libero arbitrio, ma per pura necessità". Chi potrebbe indursi ad amare con tutto il cuore un Dio che h...
-
Storia moderna - Erasmo da Rotterdam, scritti teologici e politici
-
Riassunto esame Storia Moderna: Erasmo della cristianità, prof. Dall'Olio
-
Elogio della follia, Erasmo da Rotterdam - Riassunto, prof. Dall'Olio
-
Appunti sulla pedagogia dal Cristianesimo all'Umanesimo. Sant'Agostino, San Tommaso, Vittorino da Feltre, Erasmo da…