Erasmo da Rotterdam - Elogio della follia
Giudizi critici
Il difetto filosofico di quell'opuscolo sta nell'essere nato come una bizza accademica, come un paradosso piuttosto che come l'esperienza di un prepotente pensiero o il frutto di un’esperienza formatasi nello spirito dell’autore.
Follia (volontà del vivere) è generalmente legata all'uomo, alle sue debolezze, ai suoi sogni e alle sue illusioni. Essa s’insinua in lui; è un rapporto sottile che l’uomo intrattiene con se stesso.
La satira si trasforma in simpatia. Perché la tecnica erasmiana è iniziare con la satira… Ma alla fine la satira è mancata.
“Vita cristiana o letteratura: questo è il dilemma in cui Erasmo al momento dell’Elogio rifiuta di lasciarsi chiudere. I pregi e i difetti, i vizi e i meriti, non si collocavano più in due colonne affiancate e parallele. Venivano ad intrecciarsi in un medesimo contesto. In realtà, dietro l’Elogio, al di là dell’ironia, c’è tutta una profonda concezione del rapporto illusione/verità, sapienza/follia.
Premessa a testo
Di ritorno dall'Italia in Inghilterra ho preferito riflettere tra me. Dunque, visto che non mi sembrava il momento giusto per una buona composizione seria, mi è parso il caso di scrivere per gioco l’elogio della pazzia.
L’Elogio alla follia si apre con l'apparizione della follia personificata, che indossa il pittoresco costume dei pazzi "di professione” contemporanei. Essa rivolge la parola ad un pubblico la cui composizione resta indeterminata, ma che è inteso come simbolo dell’intera umanità.
L'ingresso della follia ha divertito e messo di buon umore tutti i presenti. Questa è una prova del fatto che la follia è una benefattrice del genere umano, che a lei deve tutta la sua allegria: quindi merita di essere lodata. Ma dato che nessun uomo l'ha ancora fatto, bisognerà che ci pensi la follia.
La follia apre il proprio panegirico seguendo i luoghi comuni della teoria retorica: spiega il proprio nome, stirpe, luogo di nascita. Inizia ad enumerare i propri benefici verso l’umanità. Passa poi a descrivere i suoi benefici in riferimento alle attività della vita. Passa poi in rassegna le divinità dell’Olimpo. Poi la follia si volge a dimostrare i propri meriti.
Di seguito c’è una sezione più leggera, descrittiva che satirica, sui vecchi e le vecchie che si comportano grottescamente come dei giovani. L'esistenza degli animali è più perfetta e serena di quella dell'uomo, quest'essere infatti è costantemente soddisfatto della propria condizione. Tra gli uomini i più felici sono i pazzi, liberi dalle assurde paure dell’immaginazione e dal timore della morte.
Tuttavia la pazzia piacevole, non va confusa con la pazzia violenta: ecco che la follia passa in rassegna diverse forme di pazzia. L'intera vita umana appare un gioco, uno spettacolo comico e divertente per gli dei che la stanno a osservare dall'Olimpo.
Incomincia poi la satira degli uomini di cultura; subito dopo è la volta dei monaci. Infine, Erasmo, esamina gli abusi del potere laico (principi e cortigiani) ed ecclesiastici.
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