Storia moderna
L'incomprensione del presente nasce fatalmente dall'ignoranza del passato.
Scoperta dell'America e l'inizio della modernità
Scoperta dell'America (1492) / Congresso di Vienna (1815). Datazione valida solo in Europa! L'evento che segna l'inizio della modernità è generato da un personaggio medievale (per mentalità): rottura inconsapevole e non definitiva tra modernità e medioevo. In ogni epoca storica coesistono permanenze dell'antico e innovazione.
Altre datazioni proposte
Non valide per l'Europa nella sua complessità, ma per specifici Stati:
- 1453 – Caduta di Costantinopoli (Turchi nel Mediterraneo)
- 1479 – Unione delle corone di Castiglia e Aragona, evento che pone le basi per la fortuna degli Asburgo
- 1485 – Dinastia Tudor in Inghilterra
- 1494 – Discesa di Carlo VIII in Italia
Nasce l'economia globale
Nasce l'economia globale, portatrice anche di valori e stili di vita; sconvolge anche l'alimentazione. Necessità di trovare una via alternativa per i traffici con l'Oriente dopo la conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi. Le spezie erano importanti non solo per l'alimentazione, ma anche per la conservazione dei prodotti e per la farmaceutica.
La riforma protestante e l'umaneismo
Altro evento fondamentale è la riforma protestante:
- Rompe l'unità della Chiesa Cattolica Romana, che coincideva con l'unità politica (corpus cristiani = Papa + imperatore).
- Introduce il pluralismo religioso ("la veste di Cristo era stata lacerata"). Nascita della concezione della libertà individuale (Lutero pone al centro della religione la libertà individuale; influenzerà gli Stati Uniti).
La Riforma è strettamente collegata all'Umanesimo: l'uomo diventa FABER. Essi sono due vie per la formazione della coscienza individuale: questo distingue l'Europa dall'Oriente, dove l'individuo è immerso in una concezione ciclica (es. Buddismo).
La stampa e la diffusione delle idee
1454 Gutenberg stampa la prima Bibbia a caratteri mobili (Bibbia di Magonza o Bibbia a 42 linee, perché l'impaginato prevedeva 42 righe di testo disposte su due colonne; essa assomiglia molto ad un codice medievale: capolettera, colonnato su due parti, ampi margini per il commento, caratteri gotici).
Nei codici medievali non vi era né titolo, né autore, né numero di pagine: spersonalizzazione dell'opera. Nel 1543 a Basilea verrà pubblicata il primo Corano in latino ad opera di Bibliander (immissione di nuove culture nell'Occidente cristiano).
Stampa: diffusione delle idee umaniste e riformate, che possono essere rielaborate individualmente ad ogni livello della società; dell'alfabetizzazione (corsivo a stampa implica una scrittura comprensibile, a differenza della scrittura gotica medievale); "rivoluzione inavvertita" perché non ha effetto immediato e perché non portata avanti con violenza.
A Venezia, il tipografo Aldo Manuzio (1450-1515) creò i caratteri Aldini (l'attuale corsivo). La lettura comune allargava il numero dei fruitori. Nel 1559 la lettura (e addirittura il possesso) della Bibbia fu proibita dalla Chiesa di Roma. Questo proibì la storicizzazione delle Sacre Scritture nel nostro paese, a differenza di quanto avvenne nel nord Europa (es. Spinoza).
Riscoperta dei testi antichi
Testi dell'antichità: ideali classici alternativi a quelli di Roma, allora unica fonte di sapere (humanae litterae in contrapposizione con le divinae litterae che rappresentavano la base degli studi dei dotti medievali). Un forte impulso alla riscoperta dei classici venne dagli intellettuali bizantini (portarono con sé manoscritti) in fuga da Costantinopoli in seguito alla conquista ottomana (1453). Importarono anche la conoscenza della lingua greca antica, che si diffuse velocemente tra gli umanisti.
Sviluppo dello spirito naturalistico
Sviluppo dello spirito naturalistico; scoperta della prospettiva (l'arte diviene strumento per osservare e conoscere in maniera oggettiva e veritiera la natura: l'uomo viene indagato in una nuova dimensione spaziale, che è uno "spazio reale" di vita).
- Critica al principio di autorità
- Riscoperta fonti antiche (anche ebraiche)
- Filologia
- Recupero valori antichità
- Rivalutazione dell'uomo e della ragione
- Attivismo nel mondo
Invenzione della stampa e circolazione del sapere: riscoperta della funzione dell'intellettuale nella società (impegno civile e morale rivalutazione della vita attiva a discapito di quella contemplativa si ampliano i campi di studio, in particolare a favore di discipline "concrete" come medicina, architettura, politica, in vista del bene comune).
Leonardo da Vinci e la scienza moderna
Leonardo da Vinci: 1452-1519. Nel 1543 "Sulle rivoluzioni dei corpi celesti" di Copernico (Polonia, 1473-1543); "La fabbrica del corpo umano" di Vesalio (medico fiammingo sostenitore dell'autopsia). La teoria eliocentrica, riducendo la Terra alla stregua di altri pianeti, innescò una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire l'uomo e il mondo.
Giordano Bruno (1548-1600): non solo la Terra non è il centro dell'universo, ma nessun punto fisico lo è: la stessa nozione di centro ha senso solo in relazione ad un punto di vista particolare.
Neoplatonismo e rinascita economica
Neoplatonismo: la Chiesa aveva fatto propria la dottrina di Aristotele (logica, chiusa); adesso rivalutazione di Platone (filosofia trascendente di tipo aperto: varie possibilità di lettura e di elaborazione). Corpus Hermeticum di Ermete Trimegisto; vissuto in epoca egizia, si pensava fosse il portatore di una grandissima cultura che aveva molti punti in comune con il cristianesimo (in realtà è un falso redatto in epoca ellenica).
Rinascita economia e demografica del 1500 (il XIV secolo era stato invece un periodo di crisi, vedi peste del 1348). Le armi da fuoco (che non ebbero tuttavia immediato successo per la loro pericolosità) causarono il declino della cavalleria feudale. La progressiva diffusione di tali armi rafforzò le monarchie, le sole a poter disporre delle somme necessarie per sostenere l'organizzazione e il mantenimento di reparti dotati di artiglieri e armi da fuoco portatili.
Idea progressiva della storia
Idea progressiva della storia, percorso continuo di miglioramento (le guerre mondiali hanno messo in crisi questo ideale di progressione: siamo veramente così civili?), in particolare con l'Illuminismo (prima la concezione della storia era in relazione al quadro biblico: storia della salvezza, provvidenza).
Storia per Marx: processo di alienazione; storia per Freud: processo di contenimento delle pulsioni. Idea della perenne rivelazione divina nella storia: Dio si manifesta nella storia in forme diverse a seconda delle diverse culture, ma costantemente. Questo implica la legittimazione di tutto il sapere dell'antichità (Dante metteva invece i dotti del passato nel limbo) e l'idea che anche gli Indios possano far parte dell'umanità.
"Le temps revient" ovvero il tempo ritorna (concezione ciclica della storia). La ragione dell'Umanesimo, a differenza dell'Illuminismo, non è laica (cfr. rivelazione perenne di Dio nella storia). Bambini come strumenti della vendetta di Dio. Valorizzazione dell'individualità, nell'arte si afferma il ritratto. Valorizzazione della famiglia (es. Tondo Doni di Michelangelo).
Volontà di progettare il futuro
Volontà di progettare il futuro, soprattutto in ambito politico:
- Machiavelli (inventore della scienza politica moderna): uomo politicus; distinzione tra ambito politico e quello religioso; applicazione della ragione alla disciplina politica; l'uomo deve combattere per la realizzazione della sua volontà contro il caso; la virtù è laicizzata ed intesa come coraggio di affrontare il mondo e piegare gli eventi al proprio volere (ma per ottenere ciò deve essere educata); gli antichi servono da modelli di riferimento, in particolare i Romani (democrazia, spirito repubblicano, vastissimo impero perché basato su una legge unica per tutti gli stati sottomessi); modello della volpe e del leone: il principe deve avere forza e astuzia (componente individuale).
- Guicciardini: nella "Storia d'Italia" indaga le ragioni che hanno spinto i personaggi ad agire in un determinato modo (individualismo, uomo faber della storia); fatti italiani connessi al resto d'Europa ("l'uomo è uomo nella storia"); metodo critico fondato su documentazione storica attentamente selezionata e studiata filologicamente; è l'egoismo a spingere l'uomo che agisce esclusivamente per il proprio bene e per soddisfare i propri desideri (no ideale superiore; lotta uomo vs caso).
Società del XVI secolo
Alla veglia del XVI secolo l'Europa è prevalentemente rurale, composta da piccoli villaggi; le città sono abbastanza piccole (ad eccezione di Parigi, Napoli, Venezia, Milano, Roma). L'Oriente è conosciuto (cfr. Marco Polo) e molto all'avanguardia (stampa, polvere da sparo) ma chiuso in se stesso. Sviluppo di tipo agrario e mercantile, le manifatture sono assai ridotte rispetto a questi due settori. Sarà la mobilità (di mercanti, studenti, pellegrini, esuli) a fondare l'Europa.
La società non si articola in "classi" ma in ceti, termine che indica sia la collocazione nella scala sociale ma anche l'insieme di valori ad essa collegati. I ministri della Chiesa sono gli unici ad avere la certezza della salvezza, indipendentemente dalla loro condotta morale. Nobiltà e clero erano esentati dal pagamento delle tasse e godevano di una giustizia diversa rispetto al popolo.
Vi è anche una "nobiltà povera" (ma dovevano comunque condurre un determinato stile di vita): l'etica del lavoro è un valore che nasce nel 1600 in Olanda, prima esso era disprezzato dai nobili (es. Hidalgo spagnoli). Nel XVI secolo nasce la nobiltà di toga. I contadini, costantemente minacciati dalla miseria, spesso non possedevano la terra coltivata e dovevano pagare:
- L'affitto al signore
- La decima alla Chiesa
- Le tasse allo Stato
La famiglia nel XVI secolo
Il modello tipo è la famiglia nucleare composta da padre, madre e figli (dei molti nati per coppia ne sopravvivevano pochissimi) e di tipo cognatico (relazioni familiari grazie al matrimonio). Nei momenti di crisi si innalza l'età in cui ci si sposa, riducendo le possibilità di procreare (questo implica un calo demografico). La vita monacale sottraeva la donna al destino di madre (spesso causa di morte) ma dava anche la possibilità di leggere e scrivere, acculturarsi e avere una vita sociale all'interno del monastero.
Eventi fondamentali e colonizzazione
- 1492 scoperta dell'America
- 1494 Trattato di Tordesillas tra Spagna e Portogallo per la spartizione nel Nuovo Mondo
- 1517 95 tesi di Martin Lutero
- 1519/24 Cortés conquista il regno azteco
- 1519/56 Carlo V imperatore
- 1521 scomunica papale di Lutero
- 1521/59 lotta per il predominio in Italia tra Carlo V e Francesco I (Francia)
- 1522 Magellano termina la prima circumnavigazione del globo
- 1527 sacco di Roma
- 1531/36 Pizarro sconfigge gli Incas
- 1534 scisma anglicano
- 1545/63 Concilio di Trento (avvio della Controriforma)
- 1555 Pace di Augusta (libertà religiosa in Germania)
- 1559 Pace di Cateau-Cambrésis (dominio spagnolo in Italia)
- 1562 guerre di religione in Francia
- 1571 battaglia di Lepanto (vittoria cristiana sui Turchi)
- 1572 Notte di San Bartolomeo (massacro degli ugonotti)
- 1579 nasce la Repubblica delle Province Unite
- 1588 vittoria inglese sull'Invincibile Armata spagnola
- 1598 Editto di Nantes
Colonizzazione portoghese in Africa
Sotto la spinta di Enrico I il Navigatore (1394-1460), i Portoghesi completarono la circumnavigazione del continente africano per spingersi verso l'India: nel 1488 le navi di Bartolomeo Diaz giunsero fino a Capo di Buona Speranza e nel 1498 Vasco de Gama raggiunse Calicut, in India. I Portoghesi comunque non crearono insediamenti stabili in vista di una vera e propria colonizzazione dell'entroterra, ma si accontentarono di occupare i porti e le coste, creando basi commerciali. Successivamente si spinsero fino in Cina.
Nel 1500 Pedro Alvares Cabral, le cui navi erano state sbattute da una tempesta sulla costa meridionale dell'America, approdato in Brasile, ne prese possesso in nome del suo re rinominandolo Terra di Vera Cruz.
Colombo e la scoperta dell'America
Colombo (che basava la sua rotta sui calcoli di Toscanelli in merito alla circonferenza della Terra) fu spinto nella sua impresa anche da un profondo spirito religioso: egli si sentiva destinato ad aprire nuove vie per la diffusione della fede cristiana e a procurare nuove fonti di ricchezza ai sovrani europei per la preparazione di una grande e definitiva crociata.
In un primo momento Colombo illustrò i suoi progetti alla Repubblica di Genova e al re del Portogallo, senza alcun successo. Si recò quindi in Spagna, dove la regina Isabella di Castiglia intervenne in suo favore presso il marito Ferdinando d'Aragona. Il 3 agosto 1492 Colombo salpò dal porto di Palos, nella Spagna meridionale e il 12 ottobre sbarcò su una piccola isola dell'arcipelago delle Bahamas, da lui ribattezzata San Salvador, quindi proseguì il suo viaggio scoprendo Cuba e Haiti. Nelle successive spedizioni compiute tra il 1493 e 1502 scoprì la parte restante dell'arcipelago delle Antille e la costa settentrionale dell'America del Sud.
Nel 1494 con il Trattato di Tordesillas, Spagnoli e Portoghesi (sulla base di una bolla emanata l'anno precedente da Rodrigo Borgia, papa Alessandro VI), stabilirono di tracciare lungo l'Atlantico una linea immaginaria: verso est avrebbe dovuto svilupparsi la colonizzazione portoghese, verso ovest quella spagnola. Tale decisione permetteva ai Portoghesi di continuare a battere la via dell'Africa (il Brasile verrà scoperto solo nel '500) e agli Spagnoli di proseguire sulla rotta atlantica aperta da Colombo. Il trattato dette origine ai primi due imperi coloniali della storia.
La conferma che si trattava di un nuovo continente avvenne nel 1513 dallo spagnolo Vasco de Balboa, il quale superò l'istmo di Panama e scoprì un nuovo oceano, che da lì a poco Magellano avrebbe denominato Pacifico. Portogallo = creazione di piazzeforti commerciali (colonialismo di rotte), non modificano la struttura dei luoghi dove giungono; Spagna = creazione di nuovi Stati sul modello spagnolo.
Conseguenze della colonizzazione
- Unificazione del mondo
- Distruzione civiltà indigene
- Evangelizzazione forzata
- Creazione di nuovi Stati su modello europeo
- Creazione di piazzeforti commerciali
- Creazione di una rete mondiale di commerci
- Mutamenti nell'economia e nella società
Regni indigeni
Regno Maya: organizzato in città-stato indipendenti tra loro e governate da re-sacerdoti; economia essenzialmente agricola. Verso la fine del XII secolo una lunga serie di guerre civili ne segnò la rovina: la disgregazione definitiva avvenne al termine del XV secolo, allorché le tribù abbandonarono le loro città per cercare luoghi più tranquilli e meglio difendibili, proprio mentre il Paese era devastato da cataclismi naturali.
Regno Azteco: gli Aztechi non erano una popolazione originaria del Messico, ma discesa dal Nord intorno alla metà del XIII secolo. Erano riusciti, soprattutto sotto il regno di Montezuma I (salito al trono nel 1440), a dare vita ad un'ampia dominazione territoriale e a sottomettere quasi tutte le tribù del Messico centrale; la capitale era Tenochtitlán. Vigeva la pratica dei sacrifici umani: la religione (politeista) influenzava tutti gli aspetti della vita sociale e politica. La società era divisa in clan, ognuno dei quali possedeva un proprio territorio e gestiva in modo comunitario, mediante un consiglio di anziani, tutta la vita del gruppo. A livello generale, un consiglio di clan eleggeva un sovrano. Con il passare del tempo, di fatto finirono per governare il Paese poche grandi famiglie, creando un'oligarchia ereditaria.
Impero Incas: nel XII secolo nel vasto territorio delle Ande (che si estende dalla Colombia fino al Cile) era sorto l'unico vero impero del Sud America, impropriamente detto "degli Incas" (Inca nel linguaggio locale non indicava il popolo, ma esclusivamente il suo capo). Al vertice dello stato si trovava un re considerato di origine divina e nelle sue mani era concentrato tutto il potere politico, grazie anche alla collaborazione con una potente classe sacerdotale, il cui sommo rappresentante era di solito un fratello del sovrano. La vittima dei sacrifici rituali era di solito un lama, solo eccezionalmente venivano sacrificati bambini e vergini (considerati puri e quindi sacri). Proprietario dell'intero territorio, il sovrano Inca ne teneva un terzo per sé, ne affidava un terzo al clero e distribuiva l'altro terzo alle singole famiglie, in base alla loro rilevanza sociale, alla consistenza numerica e al sesso dei componenti.
Controlli sulla colonizzazione
La Corona spagnola creò nel 1503 la Casa de Contratación de las Indias dove venivano effettuati controlli sulle navi e sui passeggeri, per regolamentare i traffici commerciali e per evitare che tra i coloni si infiltrassero eretici, ebrei o musulmani.
Conquista dell'impero azteco da parte di Cortés
Nel 1519 Cortés sbarcò sulla costa dello Yucatan deciso ad impadronirsi dell'impero azteco, allora governato da Montezuma II. Lo spagnolo fu incoraggiato anche da una parte della popolazione locale (i Totelchi) che ostile ai dominatori aztechi, vedeva in Cortés un liberatore. Nel 1521 riuscì a conquistare la capitale e a segnare da lì a poco la fine del grande impero con la fine dell'ultimo sovrano azteco, Cuatemoc (avvenuta nel 1524).
Conquista dell'impero inca da parte di Pizarro
Gli spagnoli Francisco Pizarro e Diego de Almagro distrussero tra il 1531 e il 1536 il ricco impero degli Incas. La monarchia spagnola decise di gestire direttamente i commerci con le terre d'oltremare attraverso un Consiglio supremo delle Indie che avrebbe rappresentato nel Nuovo Mondo la massima autorità coloniale.
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Storia Moderna-Prof Delpiano-UNITO