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Storia moderna

Per storia moderna non s’intende storia contemporanea, ma si intende il periodo che va dalla scoperta dell’America alla Rivoluzione Francese (più precisamente al Congresso di Vienna del 1815). Moderno: avverbio latino che vuol dire recente, quindi quando la categoria di moderno è nata nel 700 corrispondeva alla storia contemporanea di quel tempo.

Attese di studio

Fatti storici e interpretazione storiografica, la storia è interpretazione, dunque i fatti storici e l’interpretazione coincidono.

Obiettivi formativi

Indicano una formazione più generale che si può applicare in più settori:

  • Fornire la consapevolezza delle modalità del lavoro storico focalizzando l’attenzione sull’uso delle fonti e sui problemi generali dell’interpretazione storiografica. (La storia è l’insieme dei fatti mentre la storiografia è l’interpretazione dei fatti, tuttavia siccome la storia è sempre interpretazione, si può dire che storia e storiografia di fatto coincidono).

Gli storici sono un gruppo molto vario ma sono accomunati dalle fonti. Le fonti: (tutto ciò di cui si serve lo storico per affrontare il problema scelto, ad esempio una lettera che Giuseppe scrive a Maria nel 1507 fatto nel paese vicino.)

  • Sviluppare un approccio critico sullo studio della disciplina attento agli intrecci fra storia e politica e alle relazioni a lungo periodo tra passato e presente.

Intreccio passato-presente: Un esempio di relazione tra passato e presente si può individuare ad esempio nell’attentato di Charlie Hebdo che ha fatto emergere problemi di sicurezza, di libertà di espressione, di intercultura e di interreligiosità. Lo storico dell’età moderna di fronte a questo problema di Charlie Hebdo deve domandarsi “quali sono le matrici ideologiche delle differenti posizioni?, dove è nato questo odio culturale?, quando è nata in Europa la libertà di stampa?” La prima libertà di stampa viene emanata durante la seconda Rivoluzione Inglese (metà 600), in Europa continentale, invece, è nata durante la Rivoluzione Francese e poi successivamente viene estesa alle Repubbliche Sorelle e lì nel triennio giacobino l’Italia ha assaporato la libertà di stampa dopo molti anni di censure e di inquisizione. Dopo questa ci sono stati dei restringimenti a causa della Restaurazione, e la conquista definitiva della libertà di stampa avvenne solo successivamente.

Intreccio politica-storia: In che senso la storia è politica? Esempio 1: se io dico che è esistito in passato uno scontro tra civiltà offro una lettura del passato e del presente che va in una certa direzione (convivenza non pacifica). Esempio 2: il negazionismo che fa riferimento alla negazione che l’Europa abbia avuto campi di concentramento. Esistono categorie storiografiche che indicano fenomeni identici, ma che vengono chiamati con nomi differenti —> come ad esempio il concetto di Controriforma e di Riforma Cattolica. Questi due concetti indicano di fatto lo stesso fenomeno, ovvero la reazione che la Chiesa Cattolica ebbe nei confronti della Riforma protestante del 1500, tuttavia hanno significati differenti: Controriforma: chiesa cattolica che reagisce contro l’esterno e ha un significato repressivo. Riforma cattolica: riorganizzazione della chiesa cattolica con provvedimenti positivi. Il primo termine sarà utilizzato dai protestanti, il secondo termine dalla storiografia cattolica.

Cosa vuol dire che è utile studiare la storia?

Alcune discipline inquadrano i fenomeni così come sono nel presente (fotografano la realtà), mentre la forza della storia è quella che va a individuare i processi (usano una sorta di cinepresa con cui cercano di seguire i vari processi storici). Lo storico va a cercare le caratterizzazioni nel luogo e nel tempo, cerca da un lato il processo, ma è attenta al contesto specifico.

Obiettivi didattici

  • Delineare un percorso sulle origini della modernità: definizioni e problemi. Non a caso infatti il dibattito sulla modernità ha e ha avuto moltissime voci differenti e quando si parla di modernità bisogna chiedere sempre “cosa intende lei per modernità?”. Tutti tendono ad avere un diverso significato di modernità, come tutti anche intendo diversamente il concetto di “globalizzazione”.

Cos’è la modernità? È sinonimo di attualità, bisogna capire come siamo giunti ad oggi. La modernità in poche parole è la società contemporanea, ma da cosa è composta la società contemporanea?

  • Individuo al centro, com’è diventata una società di individui? Nell’Ancient Regime non è stato così.
  • Consumismo, quand’è nata la società dei consumi? È un prodotto del 900 o no?
  • Informazione di massa, i media del passato quali erano?
  • Libertà di stampa su cui si fonda la società contemporanea.
  • Democrazia, quando si è realizzata? Nell’antica Grecia?
  • Diritti, quando si è passato dai doveri ai diritti? La società dell’Ancient Regime invece era caratterizzata da doveri.
  • Globalizzazione
  • Imperialismo
  • Uguaglianza, quand’è nata?
  • Capitalismo, quand’è nata la società capitalista?

Programma

  • Introduzione metodologica allo studio della disciplina
  • Che cos’è la storia, la storiografia, il metodo storico, l’uso delle fonti
  • Le radici della modernità : problemi di periodizzazione
  • I percorsi verso la modernità in occidente, attraverso un taglio comparativo (com’è nato l’Occidente moderno?)

Parole chiave: Politica; Società; Religione; Economia e dimensione culturale. Dal punto di vista politico la modernità è la democrazia rappresentativa, lo Stato Moderno, etc. La nascita degli stati nell’Europa moderna è fondamentale in quanto le guerre religiose sono finite proprio grazie all’azione di mediazione degli stati, non è un caso che al giorno d’oggi le guerre sono presenti in paesi in cui non sono presenti stati forti. Dal punto di vista della società la modernità fa riferimento agli individui. Dal punto di vista economico la modernità è la società capitalistica. Dal punto di vista religioso, la modernità fa riferimento a determinate scelte politiche tra cattolici e musulmani e non al loro scontro.

Modalità didattiche

  • Conoscenze e comprensione degli argomenti (capire cosa sta dietro un fatto)
  • Capacità di utilizzare gli strumenti acquisiti (lettura critica dei testi)

Storia e storiografia

Definizione di storia: duplice significato

  • Res gestae indica i fatti così come sono accaduti (storia)
  • Historia rerum gestarum indica la storia dei fatti che sono accaduti (storiografia)

È come se ci fossero due modalità di intendere la storia. La prima modalità racconta in maniera oggettiva ciò che è accaduto: se noi diciamo che la storia sono i fatti accaduti, diciamo che la storia è in grado di produrre fedelmente dei fatti. Es: “macchina che investe un ragazzo.” Tuttavia qualsiasi evento (come quello dell’esempio) può essere interpretato in molti modi diversi; uno può vederlo parzialmente, dal basso, dall’alto, posso essere il ragazzo che guidava la macchina, etc, quindi il mito della possibilità di raccontare i fatti così come si sono verificati è legato all’età del Positivismo, cioè a quel periodo storico in cui si pensava che la sola osservazione della realtà poteva portare a ri-raccontare un evento così come si era verificato oggettivamente (verità assoluta, non condizionata da interpretazioni differenti). Questo è il metodo storico dell’800 e tra i principali teorici troviamo lo storico Ranke. La storia, però, non è il racconto di fatti così come si sono verificati: noi intendiamo la storia come historia rerum gestarum, non come res gestae, quindi tutta la storia è storiografia, cioè tutta la storia è interpretazione di fatti e non riproduce mai la realtà così com’è. La storia è una disciplina che ha un metodo scientifico nella misura in cui risponde a determinate regole. M. Bloch, nel libro Apologia della storia (1941-42) ha dato una definizione di storia. Secondo lui essa è: «scienza degli uomini nel tempo». Scienza: ci fa capire che non stiamo parlando di erudizione. L’uomo: è al centro della storia. Il tempo: fa riferimento a due questioni (continuità e mutamento).

I tempi del mutamento

Fernand Braudel, Storia e scienze sociali. La “lunga durata” (1958) ha parlato di 3 tempi della storia:

  • Breve: riguarda gli eventi (storia tradizionale, événementielle) —> È quello contro cui gli Annalisti si schieravano perché il tempo breve è quello di eventi politici o politico-militari (come i cambiamenti attuali riguardo la riforma Senato, etc). È un modo di fare la storia che fa attenzione ai capi politici, ai leader religiosi e ignora la società.
  • Medio: è il tempo delle congiunture (insieme dei fattori che condizionano particolari sfere come quella ideologica ed economia) —> Il tempo non è né breve né lungo.
  • Lungo: è il tempo delle strutture (definito da Braudel, la longue durée) —> I processi che possono essere studiati tramite questa categoria di più lunga durata sono le strutture sociali. Il modo di fare storia è cambiato dall'800 a oggi passando da una dimensione politico-militare a una dimensione attenta sulla società.

La storia come interpretazione: caratteristiche

Se io dico che la storia è interpretazione, dico che lo storico non potrà mai restituire i fatti così come si sono verificati perché egli è influenzato dal contesto storico in cui vive e dagli interrogativi che il suo tempo gli pone. Il grande storico è colui che pone dei problemi che però sono condizionati dal suo presente, ad esempio:

  • Lo storico di oggi è orientato a lavorare sulla dimensione economica, sul concetto di crisi e sull’entrata nel mercato di Cina e India. Lo storico di oggi che riflette sulle innovazioni tendenzialmente si chiede: perché proprio oggi stanno emergendo Cina e India? E nel passato esistevano delle forme di industrializzazione in questi paesi? Ma non è che il processo di industrializzazione si è verificato in quei paesi in età precedenti? La risposta è che in fondo anche in quei paesi erano in atto dei processi di industrializzazione che gli storici avevano nascosto in età precedenti.
  • Lo storico dell’età contemporanea sarà orientato sulla crisi del 29.
  • Lo storico dell’età moderna sarà orientato sulla nascita della società capitalistica. Uno storico dell’età moderna, per esempio, che si domanderà se davvero esiste uno scontro tra civiltà andrà a scoprire che in realtà questo scontro non esiste, anzi era molto più forte tra protestanti e cattolici in età moderna, rispetto tra islamici e cattolici al giorno d’oggi.

L’Ideologia

Insieme di idee e di valori che caratterizzano un individuo, un gruppo, etc. Lo storico non è privo di ideologia. L’ideologia condiziona l’interpretazione dello storico. Gli strumenti concettuali utilizzati dagli storici sono delle chiavi di lettura attraverso cui noi accediamo all’ideologia.

Prospettiva da cui guarda uno storico

Le prospettive storiche possono essere dall’alto (come la formazione degli attuali ministri, il loro grado di istruzione, etc) e dal basso (che riguarda la società, il precariato). Alto e basso coincidono con una dimensione che è più politica o più sociale. Noi possiamo vedere una prospettiva di tipo politico, sociale, economico, culturale. Il sociale, per esempio, può essere studiato dall’alto nel momento in cui guardo alle prospettive dello stato sociale, all’erosione dello stato sociale, etc. Il politico può essere studiato dall’alto e così via.

Interpretazione dello storico

L’interpretazione dello storico è particolarmente condizionata dalla scelta delle fonti:

  • Definizione di fonte: è tutto ciò che serve allo storico per affrontare il problema scelto. È una definizione generica e quindi raccoglie tutta la possibile massa di cose, oggetti, documenti che possono essere utilizzati dallo storico.

Classificazione delle fonti

  • Fonti primarie o dirette: esse sono tutto ciò che risale al periodo studiato dallo storico. Esempio: sto studiando la relazione padri e figli nel corso del 700 e sto facendo un’analisi sulle lettere che si scambiavano nel corso del 700. È una fonte primaria perché analizzo un periodo storico attraverso una fonte diretta.
  • Fonti secondarie o indirette o derivate: tutto ciò viene elaborato successivamente. Esempio: studio il periodo del 700 attraverso degli articoli dell’800 che però fanno riferimento al periodo settecentesco. Questa è una fonte indiretta e a differenza dell’esempio precedente, io ho già un’interpretazione (articoli dell’800). In altre parole posso far coincidere le fonti secondarie con la bibliografia (insieme dei libri/articoli che hanno studiato lo stesso tema al centro dell’attenzione dello storico).
  • Fonti orali: È tutto ciò che è stato tramandato a voce. Gli storici dell’età moderna non hanno accesso alle fonti orali (racconti, leggende, etc) che, invece, sono state tramandate in maniera deviata. Lo storico dell’età moderna deve sempre sfidare il passato per accedere alla voce di coloro che non hanno perché questa voce non è stata tramandata se non attraverso altri media. Le fonti che ci permettono ad avvicinarci a quello che gli uomini del passato dicevano con la loro voce sono: i processi che sono una delle fonti straordinarie perché nei processi ci sono gli interrogatori che venivano trascritti. Chi trascriveva, infatti, riportava anche le espressioni dialettali degli uomini comuni.
  • Fonti scritte: manoscritti e materiali a stampa: i manoscritti esistono fino a che non vengono inventati i caratteri mobili, ma qualche manoscritto rimane come quelli radicali religiosi e politici che sarebbero stati censurati; all’inizio del 700 circolava il “Trattato dei tre impostori” (Gesù Cristo, Maometto e Mosè) o la stampa —> prime gazzette nascono come forma di controllo delle informazioni nelle 600. Lo Stato, attraverso le gazzette, informa il suddito su che cosa sta accadendo che è a sua volta controllato.
  • I periodici, antenati dei nostri settimanali, nascono dalla fine del 600 e si potenziano successivamente.
  • Libri, Trattati, giornali, etc
  • Fonti iconografiche: le incisioni rupestri e i dipinti offrono allo storico una dimensione della riproduzione della realtà (la pittura ci rappresenta come si viveva in un contesto, come erano arredate le case, etc.) e simbologia (come il significato della comunione e di altri sacramenti).
  • Fonti audiovisive: non esistono perché sono tipiche dell’età contemporanea
  • Fonti materiali: oggetti di varia natura (resti di edifici, piatti, gioielli, etc).

I luoghi della conservazione —> i materiali si trovano nelle biblioteche che però sono emigrate nella rete. In generale lo storico dell’età moderna lavora tra biblioteche, internet, archivi, musei.

La scientificità del metodo storico

In che cosa consiste? Come posso dire se un libro è utile o meno? Lo storico pone sempre un problema —> più il problema è chiaro più lo storico scrive un buon libro. Lo storico deve ricercare se qualcun altro si è posto il suo stesso problema, per far ciò egli deve andare alla ricerca di bibliografia e di fonti —> l’evoluzione della società fa si che i problemi siano diversi, lo storico si pone problemi del suo tempo che potevano essere gli stessi degli anni precedenti. Una volta trovate le fonti, lo storico deve saper fare una lettura critica e deve essere in grado di interpretare le fonti —> se è già stato studiato si pone a questo punto altri interrogativi e sceglie anche altre fonti.

Esistono poi altri problemi per lo storico e riguardano:

  • La decifrazione che è molto importante ed è un problema specifico per tutti gli storici.
  • L’esame del contenuto e la sua comprensione (bisogna capire cosa sta dietro al testo).
  • La verifica dell’autenticità (significa verificare che quel documento sia stato davvero prodotto dall’istituzione che dovrebbe averlo prodotto in quel momento. In questo caso la domanda che viene data è: “questo documento è stato realmente prodotto dall’istituzione che dice di averlo prodotto o no?”). Il problema dei falsi —> si producono falsi semplicemente per guadagnare, per divertire, per nascondere una dimensione politica e religiosa (donazione di Costantino, falso storico dell’VIII secolo utilizzato per legittimare il potere politico della Chiesa cattolica).
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher piazzus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Scienze Storiche Prof.
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