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Il sogno dell'impero, la realtà di monarchie e repubbliche

All'inizio del XVI secolo, Carlo d'Asburgo riunisce i possedimenti degli Asburgo (l'Austria ereditata dal padre), la Franca Contea e i Paesi Bassi (dalla nonna), le corone di Castiglia e Aragona (coi regni di Sardegna, Sicilia, Napoli e le colonie americane dalla madre) e nel 1519 succede al nonno Massimiliano I d'Asburgo nel titolo di imperatore del Sacro Romano Impero; controlla inoltre indirettamente la Germania e la Boemia.

L'imperatore possiede ancora una teorica superiorità: l'impero è una risorsa di legittimazione giuridica e politica per poteri pubblici e privati. Ciononostante, la rinascita dell'impero (tentata dopo Carlo Magno anche da Federico Barbarossa e da Federico II) risulta un'utopia a causa della complessità della situazione europea: Carlo V lascia al figlio Filippo II le corone di Castiglia e d'Aragona e al fratello Ferdinando la successione al trono imperiale insieme ai possedimenti asburgici di Austria, Boemia e Ungheria.

Nuovi processi in Europa

Nuovi processi investono l'Europa: la fine dell'unità religiosa cristiana, l'avanzata dell'impero ottomano nel Mediterraneo, lo sfruttamento delle Americhe e il consolidamento di forti poteri monarchici. Lo sviluppo delle monarchie è possibile grazie a strutture burocratiche incaricate del controllo della vita religiosa e civile, dell'amministrazione della giustizia, della riscossione delle tasse e di armare un esercito o una flotta in caso di necessità.

Il re viene visto come colui che punisce e premia, l'unica autorità in grado di portare armonia sociale: qualità principali di un sovrano sono l'equanimità e la magnanimità, le sue funzioni quelle di difendere i beni e le vite dei sudditi nonché la religione. A ciò ora si aggiunge la capacità di prelievo fiscale grazie alla quale si finanziano apparati burocratici stabili ed eserciti e flotte in ferma permanente. Si manifesta la tendenza dei sovrani a liberarsi di ogni struttura di potere che minacci la corona (grandi feudatari e città autonome), estendendo il raggio d'azione della giustizia regia e incrementando forme di controllo tramite ufficiali nominati direttamente dalla corona.

Il re tende a considerare la propria sovranità come un potere voluto da Dio e quindi a non riconoscere alcun potere terreno superiore: non riconosce più né la supremazia imperiale né quella papale, cerca di subordinare le strutture ecclesiastiche fino anche ad arrivare alla totale separazione dalla Chiesa di Roma.

Lo stato dalla prospettiva rinascimentale

Dal Rinascimento lo Stato e la politica vengono percepiti come artificio umano, forma d'arte, non più prodotto della volontà divina. Nella prima età moderna i sovrani sono portatori di differenti diritti di successione sui diversi territori dei loro domini, titoli accumulati e giustapposti in un complesso agglomerato politico-territoriale tenuto insieme dalla sola persona del sovrano.

La guerra dei Cent'anni contro l'Inghilterra (1337-1453) consente ai sovrani feudali francesi di cementare l'unità del regno: i Valois eliminano i domini autonomi, come il ducato di Borgogna. Nel 1477 Luigi XI di Valois (1451-83) ne sconfigge l'ultimo duca, Carlo il Temerario, e poi annette al territorio l'eredità degli Angiò; Carlo VIII (1483-98) completa il processo sposando Anna di Bretagna. Ciò è possibile anche grazie al rafforzamento dell'esercito, mantenuto da una tassa versata direttamente alla corona (la taille), dal crescente controllo sulla Chiesa francese, dalla creazione di un'amministrazione stabile e dalla riorganizzazione degli apparati giudiziari. Luigi XII d'Orléans (1498-1515), Francesco I (1515-47) ed Enrico II (1547-59) sfrutteranno la Riforma per limitare la potenza della casa d'Asburgo.

Dopo la guerra dei Cent'Anni in Inghilterra, le due casate degli York e dei Lancaster si contendono l'eredità e il trono dell'estinta dinastia dei Plantageneti (guerra delle Due Rose, 1455-85), ciò che indebolisce l'autonomia della corona. Enrico VII Tudor (1485-1509), erede dei Lancaster e marito di Anna di York, riorganizza il sistema fiscale e crea la camera stellata, un tribunale di diretta dipendenza regia, rafforza la flotta militare e sostiene l'espansione commerciale e marittima. Enrico VIII Tudor (1509-47) separa la Chiesa d'Inghilterra da quella di Roma e crea la Chiesa anglicana.

La penisola iberica e la sua evoluzione

La penisola iberica è suddivisa in quattro grandi aree: regno del Portogallo a ovest, regno di Castiglia al centro, regno di Navarra a nord e la corona di Aragona a est (comprendente anche la Catalogna, Valencia, le isole Baleari, la Sardegna dal 1297, la Sicilia dal 1409 e Napoli dal 1442). Sotto la dinastia degli Aviz, il Portogallo dà vita a una rete marittima di scambi tra Europa e Africa occidentale. L'unione dinastica degli altri regni iberici avviene nel 1469 con il matrimonio di Ferdinando II d'Aragona con Isabella di Castiglia: i due regni mantengono leggi e istituzioni distinte ma un esercito comune concentrato nella reconquista.

Nel 1478 viene creata l'inquisizione spagnola che papa Sisto IV pone alle dirette dipendenze della corona. Nel 1492 avviene la presa di Granada, ultimo baluardo musulmano, e l'espulsione degli ebrei, mentre nel 1502 si verifica la conversione forzata al cristianesimo dei musulmani. Gli ebrei convertiti vengono chiamati marranos e i musulmani convertiti moriscos. La purezza di sangue cristiano diventa condizione necessaria per la certificazione della nobiltà.

La Germania e la sua struttura

La Germania si presenta come una confederazione di entità politico-militari sotto la sovranità del Sacro Romano Impero: da piccole città-stato a grandi principati laici ed ecclesiastici. Dal 1356, con la “bolla d'oro” dell'imperatore Carlo IV di Lussemburgo, il titolo imperiale è elettivo, scelto dal corpo dei sette grandi elettori, quattro laici e tre ecclesiastici. In tutto il territorio, i poteri sono autonomi e solo formalmente soggetti all'autorità imperiale, che si risolve in attribuzioni simboliche, nell'esercizio di fondamentali prerogative giuridiche e in una forma di coordinamento politico-istituzionale e diplomatico dei territori dell'impero.

Dal 1438 l'imperatore viene eletto tra i soli membri della dinastia degli Asburgo. Con il matrimonio con Maria di Borgogna, erede di Carlo il Temerario, l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo (1493-1519) acquisisce la sovranità sulla Franca Contea e sui Paesi Bassi. Nel 1526, gli Asburgo ottengono le corone di Boemia e d'Ungheria, territori utilizzati quale argine all'espansionismo dell'impero ottomano e al peso politico ed economico della repubblica di Venezia.

La Russia e altri imperi

Nel 1493 Ivan III (1462-1505) si proclama autocrate di tutte le Russie con il titolo di czar, cesare; da qui i sovrani di Russia pretendono di essere i legittimi eredi dell'Impero Romano. L'Impero Romano d'Occidente è formalmente estinto dal 476; quello d'Oriente sopravvive fino al 1453, anno di conquista di Costantinopoli (che diviene Istanbul) da parte del sultano ottomano Maometto II (1451-81). I sovrani russi indicano nella loro capitale, Mosca, la terza Roma. A Istanbul s'insediano i sultani ottomani. Nel 1516-17 l'impero ottomano conquista Siria, Palestina ed Egitto.

La sua debolezza strutturale deriva dalla difficoltà di governare grandi estensioni territoriali molto diversificate al loro interno, con popoli di etnia, religione e lingua diverse. In Polonia, la monarchia non riesce a divenire ereditaria, restando soggetta e condizionata agli elettori. Svezia e Norvegia, agli inizi del XVI secolo, sono un unico regno sotto il dominio danese.

Alcuni signori territoriali si fregiano del titolo di principe, duca o marchese ma esercitano nei loro domini gli stessi poteri di un re. Tali entità sono molto presenti nella penisola italiana con il nome di repubblica, una forma di governo simile a quella delle città-stato della Grecia antica e della Roma prima dei Cesari. I governanti sono generalmente eletti dagli strati più ricchi e prestigiosi della popolazione. In Italia le più importanti sono Venezia, Firenze e Genova.

Le guerre in Italia

Altra forma repubblicana sono i cantoni svizzeri, uniti da una confederazione dal 1499 e autonomi tranne che per la conduzione della politica estera. Gli autori coevi ritengono la repubblica una forma di governo applicabile soltanto a piccoli stati: si pratica su una piazza ideale (agorà) dove tutti si conoscono. Il cinquantennio 1494-1554 vede l'Italia un vero e proprio campo di battaglia che segna l'inizio di un lungo periodo di dominio straniero: queste sono considerate le prime vere guerre europee. L'Italia è la più ricca e colta nazione d'Europa e sede della massima autorità spirituale del mondo cristiano, il papa.

Nell'Italia settentrionale vi sono il ducato di Savoia, la repubblica di GE, il ducato di MI, la repubblica di VE; nell'Italia centrale la signoria di FI e lo Stato della Chiesa; nell'Italia meridionale il regno di NA e i regni di Sicilia e di Sardegna. Nel 1454 MI, VE, Stato della Chiesa, FI e NA stipulano con la pace di Lodi un accordo basato sul rispetto del principio di equilibrio.

Ottobre 1494: Ludovico il Moro succede nel titolo di duca di MI al nipote Gian Galeazzo Sforza, morto improvvisamente in circostanze poco chiare. Settembre 1494: Carlo VIII di Francia, chiamato dal signore di MI Ludovico il Moro, scende in Italia rivendicando l'eredità del regno di NA dagli Angiò; nel febbraio 1495 occupa NA. Nel 1495 papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia, 1492-1503) con un'alleanza antifrancese costringe Carlo VIII alla ritirata. Nel 1494 una rivolta repubblicana che fa leva sulla predicazione di Girolamo Savonarola rovescia il potere dei Medici a FI; Savonarola propugna un profondo rinnovamento della società e delle istituzioni ecclesiastiche. Alessandro VI lo scomunica e nel 1498 viene condannato al rogo.

Nel 1499 il nuovo re di Francia Luigi XII occupa il ducato di MI e nel 1500 spartisce con Ferdinando il Cattolico il regno di NA. Dopo la battaglia del Garigliano del 1504 tra i due sovrani, NA passa alla corona spagnola. Nel 1503 c'è l'ascesa al soglio pontificio di Giulio II (Giuliano della Rovere, 1503-1513), nemico dei Borgia. Nel 1512 la repubblica fiorentina viene travolta dalle forze ispano-pontificie che ristabiliscono la signoria dei Medici. Giulio II, con l'imperatore e Ferdinando il Cattolico, dà vita alla lega di Cambrai, che sconfigge VE nella battaglia di Agnadello del 1509. Poi costituisce la Lega Santa che costringe Luigi XII ad abbandonare la penisola.

L'elezione di Carlo V

Nel 1519 Carlo V, a 19 anni, viene eletto imperatore contro Francesco I di Francia, per aver offerto una somma maggiore ai grandi elettori. Il 6 maggio 1527, nonostante la lega di Cognac, antiasburgica, con papa Clemente VII (Giulio de' Medici, 1523-34), Francia, VE, MI, GE e FI, l'esercito imperiale occupa Roma e i lanzichenecchi la saccheggiano. Dopodiché viene abbattuto di nuovo il governo dei Medici e ripristinata la repubblica a FI, mentre nel settembre 1528 Andrea Doria porta la repubblica di GE a schierarsi con Carlo V.

Nel 1529, con la pace di Cambrai, Francesco I riconosce il ritorno del ducato di MI al duca Francesco II Sforza sotto tutela ispano-imperiale e l'assegnazione a Carlo V del regno di NA, delle Fiandre e dell'Artois. Col trattato di Barcellona Carlo V e Clemente VII ripristinano la signoria medicea a FI. Nel 1530, a BO, Carlo V viene incoronato imperatore da papa Clemente VII. Nel 1535 il ducato di MI, in quanto feudo imperiale, torna nelle mani di Carlo V.

Nel 1557, Enrico II, il nuovo re di Francia, dopo aver tentato altre campagne contro Carlo V, viene sconfitto nella battaglia di San Quintino che porta alla pace di Cateau-Cambrésis del 1559: Su MI, NA, Sicilia e Sardegna governa Filippo II (1527-98), figlio e successore di Carlo V, e influenza direttamente anche il resto della penisola.

La successione di Carlo sui troni dei re cattolici è contrastata, fino a sfociare in una sorta di guerra civile nel 1520, dopo la partenza del sovrano: una confederazione di comunità urbane castigliane (comuneros) tenta di arrogarsi il diritto di parlare a nome del regno, ma nell'aprile del 1521 a Villalar le truppe lealiste dell'aristocrazia castigliana sconfiggono le milizie cittadine e ristabiliscono l'ordine.

La guerra contro l'impero ottomano

Inoltre, all'inizio degli anni '30, Carlo ha battuto i francesi in Italia ed è stato incoronato dal papa, ma una serie di fattori gli impediscono di instaurare l'ordine imperiale europeo. L'impero ottomano di Solimano II detto il Magnifico (1520-66) conquista Belgrado (1521), occupa l'isola di Rodi (1522), due terzi dell'Ungheria (1526) e assedia Vienna (1529), mentre la pirateria barbaresca del Nord Africa compie numerose scorrerie nel Mediterraneo occidentale.

Carlo guida le forze ispano-imperiali contro la pirateria e conquista Tunisi nel 1535, ma nel 1536 Solimano stringe un'alleanza antiasburgica con Francesco I di Francia. La lega cristiana costituita dall'imperatore, dal papa, da VE e GE viene sconfitta a Prevesa nel 1538 e fallisce la spedizione contro Algeri del 1541. Nel 1545 Ferdinando d'Asburgo chiede al sultano una tregua e nel 1547 firma una pace quinquennale con cui riconosce le conquiste ottomane e accetta di pagare un tributo.

Dagli anni '30 la lega di Smalcalda, l'alleanza tra i principi protestanti tedeschi, stringe accordi col re di Francia, costituendo un pericolo per l'impero stesso; anche se Carlo nel 1547 riesce a cogliere la vittoria di Mühlberg, resta comunque incapace di sconfiggere la coalizione nemica. I principi tedeschi (cattolici e protestanti) avverseranno sempre un imperatore troppo potente. Carlo si convince che il mancato trionfo sui suoi nemici sia frutto della volontà divina: in crisi spirituale, abdica e si ritira in monastero.

Nel 1555 il fratello Ferdinando sigla la pace di Augusta con cui sancisce la convivenza tra cattolicesimo e luteranesimo. Nel 1555-56 Carlo cede al figlio Filippo i Paesi Bassi, la Franca Contea, le corone di Castiglia e d'Aragona, con le colonie americane e i domini italiani, mentre a Ferdinando attribuisce l'Austria e ne promuove l'elezione a imperatore nel 1558. La scelta di attribuire al ramo cadetto spagnolo i Paesi Bassi e la Franca Contea è dovuta all'economia ricca e fiorente di queste zone.

Ordini, ceti e forme della rappresentanza politica

La società viene concepita come un insieme organicistico e/o funzionalistico diviso in tre gruppi distinti e ordinati gerarchicamente: gli oratores, coloro che pregano, cioè il clero; i bellatores, coloro che combattono, cioè i guerrieri; i laboratores, quelli che lavorano, cioè tutti gli altri. I tre gruppi sono complementari ma la funzione sociale più importante viene attribuita al clero, che si occupa di garantire alla comunità la benevolenza divina e di schiudere agli esseri umani l'accesso alla vita eterna.

Gli uomini di Chiesa vanno nutriti e curati a spese della società e a loro vanno riservate dignità e onori sociali principali; il clero secolare, inserito nella società, e quello regolare, che vive in conventi e monasteri, oltre ad amministrare sacramenti e a pregare, si occupa di amministrare ingenti patrimoni, sono titolari di poteri pubblici, gestiscono istituzioni educative, sanitarie e assistenziali, consigliano e guidano le coscienze di politici e sovrani. Il primo ordine (o primo stato) è quindi presente nelle principali istituzioni politiche rappresentative.

Anche i guerrieri svolgono un'azione vitale, quella di proteggere con le armi le vite e i beni di tutti: vengono mantenuti e ad essi sono riservati particolari onori, ma a differenza del clero perpetuano i propri beni e privilegi e anche la propria genealogia.

Nobiltà e privilegi

La nobiltà: delegati del sovrano con funzioni di governo, politiche, amministrative, giudiziarie connesse alla concessione di un titolo o di un feudo. Durante il Medioevo: i feudi vengono trasmessi ereditariamente; si afferma una scala gerarchica nobiliare. Tre fattori di nobiltà: discendenza da conquistatori barbari, dignità proporzionale all'antichità della casata, esercizio concreto del potere signorile e processo di selezione tra famiglie importanti.

Corporazioni: tra seconda metà XI secolo e fine XVIII secolo; nascono dal desiderio di artigiani e mercanti di difendere i propri interessi, mirano ad acquisire il monopolio del relativo ambito manifatturiero o commerciale e con statuti e regolamenti mantiene l'uguaglianza tra membri; si suddivide in arti maggiori e arti minori. Dalla seconda metà del XIV sec: irrigidimento progressivo delle normative di accesso; struttura rigidamente gerarchica. Spesso affiancate da confraternite (organizzazioni religiose di laici) e legate a società di mutuo soccorso; possiedono tribunali, assumono funzioni di difesa della città o compiti di tutela dell'ordine pubblico. Organizzano lo spazio sociale libero da nobili ed ecclesiastici.

Il terzo stato e i suoi privilegi

Terzo stato: si differenzia a seconda del ceto (gruppo sociale giuridicamente riconosciuto con un ruolo sociale particolare).

Privilegi: possono essere giurisdizionali (attinenti all'estensione dell'autorità giudiziaria), economici (esenzione dalle tasse) o sociali (rispetto agli altri gruppi).

Rango: determinato dalla rarità della condizione privilegiata.

Onorificenza: riconoscimento che distingue solo i più degni (ha grande ruolo dalla metà del XVI sec).

Ordini militari e altri

Ordini militari e cavallereschi: nascono nel Medioevo per combattere gli infedeli, ora servono per soddisfare la richiesta sociale di distinzione, creando una sorta di aristocrazia internazionale.

Magna Curia: assemblea periodica dei rappresentanti dell'antico regno franco che affianca il re, composta da...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher claudietta376 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia Moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Casella Laura.
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