Dalla scoperta alla conquista: la prima divisione del mondo
La scoperta dell'America può essere considerata come evento periodizzante poiché apre all'Europa il cosiddetto “Otro mundo” dando inizio al fenomeno dell'espansionismo europeo e generando notevoli mutamenti anche all'interno delle economie degli “stati moderni”. Dunque la scoperta dell'America non è uno spartiacque rigido fra Medioevo ed età moderna ma la scoperta del “diverso” dà vita all'autocoscienza della modernità che si misura appunto con l'ignoto.
La conquista del nuovo mondo ha determinato la decimazione delle popolazioni indigene come aztechi, incas e maya. Per i contemporanei, la scoperta di Colombo significava tesori, convertire popoli pagani al cristianesimo, avere la possibilità di mettere sul mercato nuovi prodotti. I conquistadores europei non conoscevano altro rapporto che quello delle signoria su terre e popoli ottenuta con le armi. Gli europei portarono nelle Americhe epidemie, malattie virali che destrutturarono culture indigene e provocarono disastrosi crolli demografici come quello del Messico, che passò da 20 milioni a 2 milioni di abitanti.
Dalle miniere del Messico e del Perù affluiscono argento e oro, uno dei fattori principali dell'inflazione e della “rivoluzione dei prezzi”, e inoltre provoca anche mutamenti nella produzione agricola. Dall'America sono importati mais, pomodoro, patata e tabacco. Il capitalismo commerciale e finanziario riceve un grande impulso dai traffici intercontinentali e favorisce anche lo sviluppo di nuove figure, di soggetti sociali più moderni come banchieri, armatori, grandi mercanti, ecc. Si sviluppano forme di concorrenza fra gli stati per il predominio di nuove terre e per la formazione di grandi imperi coloniali e proprio gli stati moderni sono i soggetti e i protagonisti della colonizzazione.
Espansione portoghese
Fin dal primo '400 esistono i presupposti e le spinte per esplorazioni transoceaniche. La cooperazione tra operatori economici e geografi prepara il terreno alle esplorazioni. Il Portogallo può contare sulla disponibilità di capitali dei mercanti italiani, ma anche in Andalusia sorgono fondazioni commerciali a opera di fiorentini, pisani e genovesi. La diffusione dell'economia monetaria è un'ulteriore spinta per la ricerca di nuovi tesori d'oltreoceano.
A metà del 400 il Portogallo è pronto per la sua espansione grazie anche all'invenzione della caravella, una nave che sostituisce la ormai vecchia galea, essa è in grado di portare una maggiore quantità di provviste perché richiede un equipaggio ridotto e può navigare per più lungo tempo. Comincia ad essere rivista anche la teoria tolemaica (che vede la terra al centro dell'universo e gli altri pianeti che le ruotano intorno), ma è soprattutto l'arte ad influire sul modo di intendere le carte geografiche, ricordiamo l'opera di Leonardo da Vinci che immaginando il paesaggio visto in volo da un uccello riporta la carta geografica dettagliata di un'intera regione.
Il Portogallo aveva come intento quello di circumnavigare l'Africa per raggiungere l'oceano indiano e l'Asia e controllare il traffico delle spezie. Protagonisti di questa avventura sono veneziani e genovesi al servizio della corona portoghese. Nel 1455 sono scoperte le isole del Capo Verde, poi si procede con l'esplorazione della Guinea, Congo fino a raggiungere il capo di Buona Speranza.
L'espansione portoghese che fu compiuta senza un programma preciso consentì comunque lo sfruttamento di enormi risorse: gli schiavi (è del 1441 il primo carico di schiavi neri di cui si ha conoscenza), l'oro della Guinea, l'avorio, il cotone, il pepe, lo zucchero di Madera. Questa spedizione fu sostenuta da capitali italiani ed ebraici. Ma l'espansione del Portogallo lungo le coste dell'Atlantico pone un problema di carattere giuridico, ovvero come giustificare l'assoggettamento delle popolazioni africane. I giuristi inventarono la formula terra nullis, ovvero terra di nessuno, cioè una terra sottoposta a nessuna signoria abitata da selvaggi senza ordinamenti o leggi civili. Di qui la possibilità di imporre la signoria attraverso il semplice atto di occupazione dei territori.
Fin dall'inizio l'impero coloniale portoghese mostrava i suoi limiti, in quanto lo Stato non era in grado di amministrare le risorse commerciali e coloniali e dipendeva fortemente dai mercanti stranieri, soprattutto italiani, successivamente fiamminghi e tedeschi.
Espansione spagnola
L'espansione spagnola prima di Colombo diede luogo all'occupazione castigliana delle isole Canarie. Lo storico Francisco Lopez de Gomara nel 1560 sostiene che: “la conquista delle Indie comincia quando fu ultimata quella dei Mori, perché gli Spagnoli hanno sempre combattuto contro gli infedeli”. In effetti la Spagna era anche alle prese con la reconquista ovvero della conquista di quei territori ancora occupati dai mori (musulmani berberi che occupano parte della penisola iberica per circa 800 anni). Fu proprio la conquista delle Canarie che collegò la guerra santa contro i Mori e l'espansione castigliana-aragonese verso la conquista delle Americhe.
La colonizzazione dell'arcipelago delle Canarie fu portata a termine nel 1479, anno in cui fu siglato il primo trattato di spartizione del globo tra Portogallo e Spagna: il trattato di Alcáçovas che stabiliva le rispettive zone di influenza. Il principio che giustificava l'occupazione dei territori era la fede, la Spagna per secoli ha portato avanti la sua battaglia contro gli infedeli.
Dunque verso la fine del 400 sia il Portogallo sia la Spagna hanno ormai accumulato un'esperienza considerevole nel campo delle imprese d'oltremare, ed hanno basi organizzative ben salde, oltretutto sono dotate di uomini pronti a rischiare con quello spirito di crociata che tanta parte ebbe nella logica della scoperta e della conquista. Ma l'esperienza della scoperta e della conquista non può dirsi solo spagnola o portoghese in quanto fu un'esperienza storica europea, nel senso che coinvolse energie economiche, sociali e politiche in molte aree del vecchio continente. Basti pensare a tutti quegli uomini d'affari che finanziarono questa spedizioni investendo i loro capitali con la logica dell'arricchimento, fino a creare una vera e propria sovrastruttura chiamata convenzionalmente la “repubblica internazionale del denaro”.
La dimensione della scoperta è rappresentata ancora meglio da Cristoforo Colombo figlio di un artigiano tessile egli intraprende la via della navigazione al seguito di mercanti genovesi. Dal 1479 si stabilisce in Portogallo ed è in corrispondenza con il geografo Paolo Toscanelli che si convince della sfericità della terra elaborando una nuova rotta per le indie orientali totalmente opposta a quella di Marco Polo via terra. Cristoforo Colombo presenta il suo progetto di raggiungere le indie partendo dalle coste atlantiche a Giovanni II, re di Portogallo, ma la risposta è negativa, egli non crede nella fattibilità del progetto.
Successivamente Colombo presenta il suo progetto ad Isabella di Castiglia e Ferdinando il Cattolico ed il primo contatto ha esito negativo, probabilmente mancavano risorse finanziarie proprio perché era ancora in atto la reconquista spagnola. In seguito al terzo contatto dopo la conquista di Granada e la fine della reconquista i sovrani si mostrano invece interessati alla proposta ed accettano il suo progetto. Gran parte dei soldi necessari alla spedizione sono anticipati dal genovese Francesco Pinelli ed alcuni banchieri fiorentini. La prima spedizione è affrontata con le famose tre caravelle e dopo una tormentatissima navigazione approdano alle Bahamas scoprendo l'otro mundo, la scoperta è importantissima e al suo ritorno in Spagna Colombo è oggetto di onori e festeggiamenti.
Le altre spedizioni portano poi alla scoperta del Messico sino alle Honduras dove arrenatosi Colombo è costretto a ritornare in patria fermandosi dunque all'America latina. I suoi uomini i cosiddetti hidalgos erano uomini in cerca di un nuovo status sociale, volevano arricchirsi rapidamente ed acquisire il titolo di signori con tanto di vassalli al seguito. Già dopo la prima spedizione di Colombo si posero immediatamente due problemi, la legittimizzazione della conquista e l'esigenza di rinegoziare il trattato di Alcáçovas ossia la definizione delle aree di influenza tra Spagna e Portogallo. Nel 1493 il papa Alessandro VI Borgia, uno spagnolo, con la bolla Inter cetera assegnava i rispettivi possedimenti. La bolla non fu accettata però dal Portogallo che firmò un nuovo trattato, il trattato di Tordesillas. Gli storici sostengono che questa nuova divisione sia stata più favorevole al Portogallo.
Dopo l'avventura di Colombo e il trattato di Tordesillas il Portogallo continua con Vasco de Gama l'espansione coloniale, egli attraversa l'Africa orientale e raggiunge Mombasa. Un'altra spedizione raggiunge poi il Brasile e successivamente le indie entrando nel vivo del commercio delle spezie. La fase eroica della spedizioni portoghesi termina con Ferdinando Magellano, portoghese a servizio della Spagna, che raggiunge le Filippine dove muore ucciso dagli indigeni.
Dunque all'inizio del 500 l'impero portoghese risulta così costituito:
- L'arcipelago dell'Atlantico (Azzorre, Madera e Capo Verde)
- Una vasta area dell'Africa, dalla sierra leone al Congo
- L'estado de India, la più importante dell'impero coloniale portoghese per il commercio delle spezie
La risorsa più importante nel vecchio continente in effetti era il commercio delle spezie e la corona portoghese ne possedeva il monopolio, essa però non era in grado di gestire i mercati e la distribuzione dei prodotti esportati soprattutto in Europa settentrionale. Questo vasto impero era tenuto insieme da istituzioni politiche assai duttili, la corona portoghese nelle sue colonie non dà vita ad una vera e propria legislazione ma affida ai coloni funzioni di governo sul territorio. Un'innovazione radicale si ha invece per la colonizzazione del Brasile dove il Portogallo adotta una strategia diversa, ovvero invia degli insediamenti militari, questo per contrastare anche le mire espansionistiche della Francia. Appena dopo il trattato di Tordesillas si fanno avanti anche le altre potenze. Ma il periodo di prosperità dura poco perché la ricchezza dell'impero è passeggera, i mercati sono completamente controllati da potenze straniere, questo dimostra la debolezza strutturale del Portogallo che lo collocherà nella seconda metà del 500 nell'area debole dell'economia mondiale.
L'altra grande direttrice dell'espansione transoceanica è quella spagnola che spingendosi in Messico, Antille e verso il continente latino americano rimpiazza il Portogallo nella fornitura di oro all'Europa. È soprattutto con la spedizione del Messico 1519, di Hernan Cortes che l'impero ispano-americano compie un grande salto di qualità. Un impero ed una civiltà vengono distrutti, in circa 50 anni ridisegnerà con il trapianto di organismi castigliani tutta la parte centro meridionale del continente americano. Cortès riesce a sconfiggere gli Aztechi massacrando tutti i principi locali, bombarda con l'artiglieria Tenochtitlan (città del Messico). Certo la superiorità militare europea è schiacciante ma anche le divisioni interne fecero la loro parte.
Il primo problema che la colonizzazione pone è l'organizzazione della conquista, il primo passo importante fu il riconoscimento del potere statale sui territori d'oltremare e la soddisfazione delle aspettative dei conquistadores, equilibrio necessario per governare i vasti possedimenti. Non era facile portare avanti questa politica con la voglia di arricchimento dei conquistadores ma d'altra parte la corona spagnola aveva bisogno di loro, di qui la logica dei compromessi portata avanti da Carlo V. Il primo strumento del rapporto fra la Corona spagnola e i conquistatori fu la licenza reale. La sua tipologia era varia, fino al titolo di adelantado che conferiva il diritto di signoria non trasferito ma donato dal sovrano. Ci fu anche un tentativo per far accettare la conquista alle popolazioni indigene tramite il requerimiento, in base al quale gli indios dovevano riconoscere e accettare il papa come signore del mondo e il re di Castiglia come suo vicario solo dopo questa accettazione gli indigeni potevano essere considerati vassalli. Ma gli indios non potevano capire queste sottigliezze.
Lo strumento più importante della colonizzazione fu in ogni caso l'encomienda, una concessione temporanea fatta dalla Corona ai singoli soggetti che dava diritti di signoria (riscossione delle imposte, servizi ecc) per crearsi veri e propri esattori delle imposte, ovviamente l'encomienda non dava alcun diritto di proprietà. Gli encomenderos furono posti sotto il rigido controllo della Corona e finirono per creare nel nuovo mondo una sorta di aristocrazia feudale ereditaria.
L'idea dell'età dell'oro, il mito del meraviglioso ambiente naturale incontaminato sono i primi e immediati elementi che entrano nell'orizzonte europeo e contribuiscono a creare come in Colombo un'immagine positiva del selvaggio. Ma accanto a questo, si sviluppa anche un altro sentimento, quella superiorità della civiltà europea. I selvaggi vivono come le bestie, mangiano carne umana e quindi all'identità Europa-Cristianità-Umanità si contrappone l'identità Selvaggi-pagani-bestie, il cui unico destino (lo sosteneva anche Colombo) era quello della schiavitù. Proprio per questo non si può parlare di “mito del buon selvaggio” dopo le scoperte di questo periodo.
Rinascimento e stato moderno
Al Rinascimento era attribuita una forte carica di modernità in contrapposizione al Medioevo, le innovazioni non erano poche né di poco peso. Con il Rinascimento si afferma l'uomo in quanto individuo. I mutamenti culturali investono visioni del mondo, mentalità, comportamenti, ma il passaggio determinante è quello dall'individualismo medievale a una nuova concezione dell'individuo e alla celebrazione dell'opera dell'uomo nel mondo.
Il Rinascimento ha valore periodizzante proprio perché dà il via alla nascita di svariati mutamenti che sono portatori di modernità. Si ha inoltre la riscoperta per la cultura classica, l'erudizione e la filologia esaltano la critica, ma il mondo classico diventa anche una guida per la vita pratica. I mutamenti nell'economia con la cosiddetta rivoluzione dei prezzi non sono considerati un mero fenomeno monetario.
Inoltre si sviluppa lo Stato moderno che pian piano si libera dal sistema feudale presentando una nuova organizzazione politica mediante tasse imposte un po' su tutto il territorio, esercito ed una burocrazia adeguata. Al vertice dello stato c'è il re, unico titolare del potere che proviene direttamente da Dio, assistito da un consiglio nella sua attività di governo. Un insieme di organismi amministra i diversi settori dello Stato e si conservano gli organi rappresentativi di clero, nobiltà e città. Vi è dunque il distacco della sovranità da vecchie basi popolari e territoriali e una crescente invadenza del potere centralizzato nella vita civile tramite fisco. Lo stato moderno centralizzato dunque va considerato come la tendenza a nuovi equilibri.
Lo stato moderno francese
Con la conquista della Borgogna e la sconfitta di Carlo il Temerario, Luigi XI riesce a portare avanti l'unificazione geopolitica della Francia. Il sistema di governo sui cui regge la monarchia francese vede al vertice il re ed il consiglio del re formato da grandi dignitari ufficiali della corona. Il consiglio del Re è però un elemento medievale che rappresenta anche un elemento dello stato moderno in quanto mentre in precedenza il consiglio del re era costituito da coloro che avevano rapporti personali con il re, adesso i membri del consiglio erano dei membri specializzati.
Questi poteri dunque furono distribuiti ad un corpo specializzato di funzionari che contribuirono dunque alla centralizzazione dello stato. Al progetto di massima centralizzazione, portato avanti anche grazie alla nascita del gruppo maitres des requetes, nuovo gruppo di funzionari specializzati, corrisponde la tendenza dei ceti a sviluppare un grado assai elevato di resistenza attraverso la rappresentanza. Questa tendenza si manifesta negli Stati Generali cioè nell'assemblea dei rappresentanti dell'intera comunità francese: clero, nobiltà, abitanti paganti la taglia (imposta versata dai contadini) e costituenti del terzo stato.
Sono comunque i parlamenti ad esercitare il più forte potere di rappresentanza e di resistenza nel caso francese. Essi costituiscono la maggiore istituzione giudiziaria e hanno la funzione di registrare le ordinanze reali. È chiara la natura del conflitto tra re e Parlamento. In tale contesto la Corona darà quasi sempre il suo sostegno ai ceti emergenti e ne solleciterà la formazione attraverso un nuovo ceto burocratico.
La Spagna
Il 19 ottobre 1469 Ferdinando re di Sicilia ed erede al trono di Aragona e Isabella erede al trono di Castiglia si uniscono in matrimonio. Alla morte di Giovanni II Ferdinando eredita il trono dal padre e con il suo matrimonio due delle cinque parti della Spagna medievale Castiglia ed Aragona sono unificate sotto il profilo dinastico a cui si aggiungeranno poi Granada e Navarra al termine della reconquista. Al termine della reconquista a Ferdinando ed Isabella furono concessi i titoli di re cattolici conservati anche dai loro successori in seguito alla battaglia contro i mori e la loro evangelizzazione. Il territorio castigliano è molto esteso (tre volte quello aragonese) la densità...
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Storia Moderna, prof. Fiorelli, libro consigliato Le Vie della Modernità, Musi
-
Riassunto esame Storia moderna, prof. Di Rienzo, libro consigliato Le vie della modernità, Musi
-
Riassunto esame di Storia moderna, prof. Migliorini, libro consigliato "Le vie della modernità" di Aurelio Musi, ed…
-
Riassunto esame Storia Moderna, prof. Fiorelli, libro consigliato Le Vie della Modernità, Musi