Estratto del documento

Cap. III, L’Italia nelle guerre per il predominio europeo ................................................................. 2

3.1 Il sistema degli Stati italiani: dal fragile equilibrio alla crisi politica .................................... 2

3.2 La spedizione di Carlo VIII e la fine dell’indipendenza del Regno di Napoli ....................... 2

3.3 Savonarola e Borgia: due esperimenti nel laboratorio politico italiano ................................. 2

3.4 Francesi e spagnoli nella penisola .......................................................................................... 3

3.5 L’impero di Carlo V ............................................................................................................... 3

3.6 Da Pavia a Cateau-Cambrésis ................................................................................................ 4

3.7 L’Italia spagnola come laboratorio politico ........................................................................... 5

Cap. IV – La Riforma protestante .................................................................................................... 6

4.1 Origini, significati e valore di un movimento europeo .......................................................... 6

4.2 Martin Lutero ......................................................................................................................... 6

4.3 Le due alternative alla crisi religiosa del Cinquecento: Erasmo e Lutero ............................. 8

4.4 Riforma e rivoluzione: la guerra dei contadini ...................................................................... 8

4.5 Zwingli e Calvino ................................................................................................................... 9

4.6 Carlo V e il protestantesimo della Germania ....................................................................... 10

4.7 Aree e mezzi di diffusione della Riforma: analogie e specificità territoriali ....................... 11

4.8 Gli eretici italiani del Cinquecento ...................................................................................... 12

Cap. V – Controriforma e riforma cattolica ................................................................................... 12

1.1 I concetti di Controriforma e riforma cattolica .................................................................... 12

5.3 Il Concilio di Trento ............................................................................................................. 13

5.3 Le istituzioni della Controriforma ........................................................................................ 14

5.4 Gli ordini religiosi e la riconquista delle anime ................................................................... 14

Cap XI – Assolutismo e antico regime .......................................................................................... 15

11.1 Assolutismo e antico regime: una prospettiva europea ...................................................... 15

11.2 Luigi XIV: la via francese allo Stato moderno .................................................................. 15

11.3 L’assolutismo in Prussia e Austria ..................................................................................... 18

11.4 Spagna e Italia: un’età di decadenza? ................................................................................ 18

11.5 I paesi scandinavi ............................................................................................................... 20

11.6 La via polacca .................................................................................................................... 20

Cap. XII - Scienza, cultura e politica nel XVII secolo .................................................................. 21

12.1 Scienza della politica, scienza dello Stato ......................................................................... 21

12.2 Alle origini dell'economia politica ..................................................................................... 22

12.3 L'osservazione e la disciplina dei costumi ......................................................................... 22

12.4 La rivoluzione scientifica ................................................................................................... 22

12.5 La cultura del Barocco ....................................................................................................... 22

12.6 La formazione e l'organizzazione del sapere ..................................................................... 23

Cap. XVI – L’espansione coloniale: il mondo oltre l’Europa ....................................................... 23

16.1 Le vecchie potenze coloniali: spagnoli e portoghesi in America ....................................... 23

16.2 Le nuove potenze coloniali: olandesi, inglesi e francesi in Asia ....................................... 24

16.3 Le strutture del capitalismo coloniale ................................................................................ 24

16.4 Dal commercio al dominio ................................................................................................. 24

16.5 La Cina e il Giappone ........................................................................................................ 24

16.6 Il continente africano ......................................................................................................... 25

Cap. XVII – La rivoluzione industriale ......................................................................................... 25

17.1 Una vera rivoluzione .......................................................................................................... 25

17.2 L’Europa prima della rivoluzione industriale .................................................................... 25

17.3 Cambiamenti tecnologici e sviluppo industriale in Inghilterra .......................................... 26

17.4 Il sistema di fabbrica .......................................................................................................... 26

1

Cap. III, L’Italia nelle guerre per il predominio europeo

3.1 Il sistema degli Stati italiani: dal fragile equilibrio alla crisi politica

1454: la Pace di Lodi mette fine a conflitti interni tra gli stati italiani, stabilendo di mantenere lo

status quo: d’altra parte, nessun potere era abbastanza forte da prevalere. Non per niente, la prassi

per gli stati “medi” era controbilanciare l’egemonia alla potenza più forte, alleandosi con la più

debole fra le grandi potenze.

Inizio ‘500: per il predominio sull’Europa, si considera fondamentale aver quello sull’Italia, in

particolare su Milano (il cui controllo era l’unica via per impossessarsi anche di Genova) e sul

Regno di Napoli, ricco di grano. I due Stati erano anche i più deboli: nessuna antica dinastia, né

tradizione di signoria locale (come Firenze), né efficiente amministrazione oligarchica (come

Venezia).

3.2 La spedizione di Carlo VIII e la fine dell’indipendenza del Regno di Napoli

1494: Ludovico Sforza si proclama duca di Milano al posto del nipote Gian Galeazzo II, che fa

assassinare. L’illegittimità del suo potere provoca instabilità; inoltre, Ludovico deve difendersi dalle

mire degli Aragonesi (parenti del nipote ucciso) sul suo ducato. Perciò ha bisogno di un’alleanza

importante: chiede quindi al re di Francia Carlo VIII di intervenire e rivendicare il Regno di Napoli

in quanto discendente degli Angiò.

Questi si garantisce la neutralità di Inghilterra, Spagna e Impero, cedendo agli ultimi due alcuni

territori; poi scende col suo esercito verso Napoli. Non incontra alcuna resistenza nell’attraversare

la penisola: d’altra parte in Italia c’era una forte fazione aristocratica filo-francese, e ancora nessun

sentimento di identità nazionale.

Novembre 1494: mentre Carlo VIII passa a Firenze, i Medici gli sono così sottomessi che i

fiorentini, pur filofrancesi, si ribellano e proclamano una repubblica su ispirazione del Savonarola.

Febbraio 1495: entra a Napoli col sostanziale appoggio dei baroni locali. Per ottenere anche quello

popolare conferma tutti i privilegi delle corporazioni locali; ma presto deve imporre nuove tasse, e

perde consensi.

Marzo 1495: Papa Alessandro VI Borgia teme l’egemonia francese e costituisce un’alleanza con

Venezia, Milano (Ludovico aveva cambiato idea!), l’imperatore e i Re Cattolici (di Spagna),

costringendo Carlo VIII a ritirarsi lasciando metà esercito a Napoli.

Gli Aragonesi la riprendono in breve; ma proseguono lotte tra nobiltà filoaragonese e filofrancese; il

re Ferrandino II cerca allora di diminuire il potere della nobiltà in favore dei popolari.

Nel 1496 il successore Federico ridimensiona di nuovo i popolari. Si stipula una tregua tra Francia,

Spagna e Stati italiani.

1499: Luigi XII, nuovo re francese, rivendica diritti su Milano in quanto discendente dei Visconti, e

la occupa. Poi (1500, trattato di Granada) si accorda con Ferdinando il Cattolico per la spartizione

del Regno di Napoli, ma tra i due scoppia presto una guerra. La fanteria spagnola sbaraglia la

cavalleria francese; la Spagna inizia quella dominazione del sud d’Italia che durerà fino al 1707.

3.3 Savonarola e Borgia: due esperimenti nel laboratorio politico italiano

Girolamo Savonarola (1452-98), domenicano, propugnava a Firenze il disprezzo per la mondanità,

che portò sia a roghi pubblici di libri e opere d’arte, sia a una forte critica del Papato corrotto e ai 2

Medici. Dall’integralismo dipendeva anche l’applicazione dei valori di fratellanza alle riforme

politiche: promosse l’abolizione delle imposte e la fondazione di un monte di pietà per i bisognosi.

Ai suoi sostenitori, i Piagnoni, si contrapponevano i Palleschi, fautori del ritorno dei Medici, e gli

Arrabbiati, che volevano un sistema aristocratico.

1497: scomunicato da Alessandro VI.

1498: i Medici lo fanno impiccare e poi bruciare.

Cesare Borgia (1475-1507), detto duca Valentino e figlio di Alessandro VI, aveva due obiettivi:

Eliminare le signorie locali tra Toscana, Emilia-Rom. e Marche, annettendole formalmente

• allo Stato della Chiesa, e facendone in realtà suo dominio personale;

Conquistare l’intera Toscana creando per sé un vasto Stato in Italia centrale, camuffato da

• dominio pontificio.

Riuscì solo nel primo intento.

Alessandro VI concesse a Luigi XII lo scioglimento del suo matrimonio e il cardinalato per un suo

consigliere; in cambio, gli chiese aiuto militare per realizzare il progetto del figlio. Si alleò anche

con Venezia.

1502: subite varie sconfitte ad opera del Valentino, i signori locali si coalizzano contro di lui; ma

quello con l’inganno li fa uccidere a Senigallia.

L’anno dopo suo padre muore; il nuovo papa, Giulio II, era acerrimo nemico dei Borgia. Per

ottenere i voti controllati dal Valentino in conclave, gli aveva promesso la Romagna; naturalmente

non mantenne la promessa, e il duca fuggì il Spagna, dove morì.

3.4 Francesi e spagnoli nella penisola

Papa Giulio II cerca di salvaguardare lo Stato pontificio, sconquassato dalle imprese del Borgia, dal

proliferare al suo interno di signorie semi-indipendenti, e minacciato dall’espansionismo di Venezia

in Romagna. Crea allora la lega di Cambrai unendo tradizionali avversari quali l’imperatore, il re di

Francia Luigi XII e Ferdinando il Cattolico (Spagna). Sconfigge Venezia; la quale sembra prossima

a capitolare completamente, ma riesce a rialzarsi concludendo paci separate con i membri della lega

- che avevano interessi diversi - cedendo loro alcuni territori.

Anche perché, proprio mentre la stessa esistenza della Serenissima è messa in pericolo, Giulio II

cambia strategia, e costituisce la Lega santa alleandosi con Venezia, Spagna e Confederazione

Svizzera contro la Francia. Luigi XII è sconfitto e cacciato dall’Italia nel 1512-13. A Milano

tornano gli Sforza, a Firenze i Medici.

Era quindi cambiato poco, a parte la conquista spagnola di Napoli – e questo potere di Spagna

andava bilanciato. Così Venezia sigla a Blois (1513) un’alleanza con Francia e Papato.

1515: Francesco I, il successivo re francese, attacca di nuovo Milano e la conquista.

1516, trattato di Noyon assegna Milano a Francia e Napoli a Spagna.

Per qualche anno l’influenza in Italia è così divisa: Francia al nord, Spagna al sud.

3.5 L’impero di Carlo V

Nel ‘400, l’impero riusciva a controllare direttamente solo i territori personali degli Asburgo.

Massimiliano I, imperatore dal 1508, eredita le Fiandre grazie a un matrimonio; poi fa sposare il

figlio Filippo con Giovanna la Pazza, figlia dei Re Cattolici di Spagna, (Ferdinando e Isabella): si

delinea il sogno di ricostituire un unico grande impero. Intanto, però:

pezzi dell’impero se ne staccano, come la Confederazione svizzera;

• 3

Massimiliano fa un accordo per ottenere la successione al trono d’Ungheria, in assenza di

• eredi della dinastia legittima: ma l’erede nasce;

Non trae grandi vantaggi dalle guerre d’Italia.

1519: Carlo V d’Asburgo, figlio di Filippo e Giovanna, diventa imperatore. E’ già anche erede di

Fiandre, Spagna, stati ereditari degli Asburgo in Austria.

Dopo anni in cui l’elezione di un Asburgo era stata automatica, lui subì la concorrenza del francese

Francesco I, il quale faceva leva sul timore di un’eccessiva concentrazione del potere nella mani di

Carlo. Entrambi i candidati non badarono a spese per corrompere i principi elettori; la spuntò Carlo,

che pagò di più anche grazie ai banchieri Fugger.

Ma i principi elettori strapparono diverse concessioni: libertà spirituale e temporale della nazione

tedesca, conferma di tutti i loro diritti e del sistema elettivo per la scelta dell’imperatore, diritto ad

essere consultati per le scelte in politica estera, divieto di introdurre nuove tasse e soldati stranieri in

Germania.

Ostacoli:

Problema spagnolo. Difficoltà a farsi accettare nei regni iberici: i castigliani temono

• pressione fiscale e riduzione dei privilegi delle città. Scoppia una guerra civile in Castiglia

tra fautori ed avversari dell’imperatore. Le città si riuniscono nella confederazione dei

Comuneros; l’aristocrazia feudale mette da parte le tradizionali divisioni interne per riunirsi

a sostegno di Carlo, riuscendo a sconfiggere i Comuneros.

L’imperatore cercherà poi, in Castiglia come a Napoli, di neutralizzare il potere politico

dell’aristocrazia feudale, ma, contemporaneamente, di mantenere la sua forza sociale ed

economica.

Mediterraneo: l’espansionismo ottomano toglie energie dalla lotta contro la Francia.

• Solimano II attacca i Balcani, fino all’assedio di Vienna, e il mediterraneo orientale (isola di

Rodi). Sostiene le scorrerie della pirateria nelle coste occidentali (quelle sotto Carlo V:

Sicilia, Spagna, ecc.). L’imperatore ottiene qualche vittoria (conquista base corsara di

Tunisi) ma non risolve il problema.

Solimano II si allea col francese Francesco I, sconfiggendo la lega cristiana formata

dall’imperatore con Papato, Venezia e Genova.

1545: Ferdinando d’Asburgo ottiene una tregua e dopo due anni una pace con cui riconosce

le conquiste ottomane e paga al sultano un tributo annuo.

Germania: riforma protestante. Dagli anni ‘30, i principi protestanti sono riuniti nella lega di

• Smalcalda e alleati coi francesi. Dopo un’iniziale vittoria di Carlo V, questi resta sconfitto.

3.6 Da Pavia a Cateau-Cambrésis

1521: Carlo V, alleato di papa e Inghilterra, rompe la tregua e attacca i Francesi a Pavia, li

sconfigge e fa prigioniero lo stesso Francesco I – rilasciato l’anno dopo, dietro firma di un trattato

con cui rinunciava a ogni pretesa sull’Italia e cedeva la Borgogna a Carlo V.

Il nuovo papa Clemente VII (Giulio de’ Medici) vede nell’impero un pericolo e rovescia le alleanze.

Crea la Lega di Cognac insieme a Francia e maggiori stati italiani settentrionali, in funzione

antiasburgica: ma viene brutalmente sconfitto dalle truppe imperiali, che fanno il sacco di Roma

(1527).

Vedere i lanzichenecchi, protestanti, saccheggiare Roma, provoca un terremoto politico.

A Firenze i Medici sono nuovamente cacciati; Venezia approfitta della debolezza pontificia per

riprendersi Ravenna e Cervia. 4

1528: Genova passa dall’alleanza con la Francia a quella con Carlo V, e con la sua flotta respinge

l’attacco francese al Regno di Napoli. Seguono confische ai baroni antifrancesi, e quindi un

ricambio nella feudalità: la nuova sarà più filospagnola e non creerà problemi in futuro.

1529, pace di Cambrai:

Milano torna al suo duca, sotto protezione ispano-imperiale; e anche Napoli, Fiandre e

• Artois vanno a Carlo V;

Piemonte sabaudo ai Francesi.

Stesso anno, trattato di Barcellona: l’esercito imperiale deve riconquistare Firenze per darla ai

Medici.

1530: il papa conferma Carlo V re d’Italia e imperatore del S.R.I. con un’incoronazione solenne a

Bologna. Di fatto, è il riconoscimento del suo dominio sull’Italia.

I conflitti tra Francia e Impero, però, continuano. Francesco I si allea coi nemici dell’impero: Turchi

e principi protestanti. Però non conquista granché; Milano torna a Carlo V, che lo aveva come suo

feudo, in seguito all’estinzione della dinastia sforzesca.

Carlo V vorrebbe trasmettere tutto l’impero solo al figlio, sperando che almeno lui riesca a

realizzare la monarchia universale; ma si oppongono il fratello di Carlo, aspirante alla successione,

e i principi protestanti, ostili a un unico sovrano troppo potente.

L’imperatore, allora, si convince che il suo fallimento sia voluto da Dio; abdica, si ritira in un

monastero, chiude rapidamente tutti i conflitti aperti:

1555, pace di Augusta: sancisce convivenza cattolicesimo e luteranesimo.

Divide i possedimenti tra fratello (Ferdinando) e figlio (Filippo II). Il primo terrà il titolo imperiale

e i territori centro-orientali, il secondo, regni iberici e domini borgognoni (Paesi Bassi – sarebbero

più geograficamente legati alla parte &l

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rod75 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof Fiorelli Vittoria.
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