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Cap- Dalla scoperta alla conquista: la prima divisione del mondo

Il mondo nuovo

Il mondo nuovo comincia nel 1492 con la scoperta dell’America. La storia moderna finisce nel 1815 con il Congresso di Vienna. Il 1492 non è lo spartiacque fra Medioevo ed Età moderna ma rappresenta l’inizio del mondo moderno, il mondo nuovo. L’incontro tra Europa e il mondo nuovo (l’America) determina dei cambiamenti:

  • Inizia l’espansionismo europeo.
  • L’Europa cambia identità politica ed economica: avvengono mutamenti della produzione agricola ed alimentare; mentre in America sono trapiantati prodotti come la vite, il lino, la canapa, caffè, canna da zucchero, in Europa sono importati il mais, pomodori, patate, tabacco. Nascono nuove professioni come banchieri e mercanti. Si sviluppano forme di concorrenza tra gli stati moderni per la colonizzazione delle nuove terre.
  • L’economia mondiale si trasforma: il traffico commerciale si sposta dal Mediterraneo all’Atlantico.

Il periodo dal 1492-1540 è caratterizzato dal ciclo scoperte geografiche-conquiste-colonizzazioni che coinvolse il Portogallo e la Spagna ed investì l’America, l’Asia e l’Africa. Tale periodo si divide in due fasi:

  • 1492-1519: fase dell’esplorazione marittima e della scoperta.
  • 1519-1540: fase eroica della conquista.

Scoperta: entrare in contatto con terre sconosciute per procurarsi fama e gloria, convertire al cristianesimo i popoli pagani, immettere sul mercato nuovi prodotti.

Conquista: ottenere con le armi la signoria su terre sconosciute dove abitano popoli senza valori e linguaggio comuni e senza religione.

Espansione portoghese e spagnola prima di Colombo

Già dalla prima metà del '400, Spagna e Portogallo sono pronte per le esplorazioni transoceaniche grazie a diversi fattori:

  • Economico-organizzativi: disponibilità di capitali dei mercanti; finanza; inflazione monetaria.
  • Tecnologici: In Portogallo è pronta la Caravella, più piccola e manovrabile, capace di navigare più lontano dalle coste e rimanere in mare più a lungo. Sviluppo della teoria e degli strumenti geografici: il geografo Strabone, convinto che l’Africa potesse essere circumnavigata, sostituisce la mappa tolemaica del mondo con la mappa del mondo disegnata dal monaco veneziano fra Mauro.

La Spagna inoltre possiede la bussola.

L'espansione portoghese

Nella seconda metà del '400 i Portoghesi circumnavigarono l’Africa per raggiungere l’Oriente (l’oceano Indiano e l’Asia) dove controllano il traffico delle spezie. Nel 1445 scoprirono Capo Verde. Nel 1470 Diego Cao attraversò il Congo e raggiunse l’Africa sudoccidentale. Nel 1487 Bartolomeo Diaz raggiunse la punta mediorientale del continente che prende il nome di Capo di Buona Speranza.

L’esplorazione africana consentì di sfruttare risorse quali gli schiavi, l’oro della Guinea, l’avorio, il cotone, lo zucchero, il pepe di Madera. Per giustificare la conquista delle terre e l’assoggettamento delle popolazioni africane i giuristi inventarono la formula terra nullius (terra di nessuno), cioè una terra non sottoposta a nessuna signoria, disabitata o abitata da selvaggi senza ordinamento né leggi civili su cui quindi poter imporre la signoria portoghese con il semplice atto della scoperta e della conquista. L’impero portoghese aveva due limiti: difficoltà di gestire le risorse commerciali e coloniali e la dipendenza dai mercanti stranieri, soprattutto italiani.

L'espansione spagnola

Prima di Colombo la Castiglia realizzò l’occupazione delle Canarie che fu portata a termine tra il 1477 e il 1479, anno del trattato di Alcáçovas tra Spagna e Portogallo con cui avveniva la prima divisione del globo tra le due potenze e mentre il Portogallo riconosceva i diritti castigliani sulle Canarie e la Spagna riconosceva i diritti portoghesi sulle altre isole dell’Atlantico e sulle coste africane a sud di capo Bojador. La Spagna giustificava l’occupazione delle Canarie con il principio della fede, della guerra contro gli infedeli e con il principio di legittimazione dinastica secondo cui la regina Isabella di Castiglia si riservava il diritto di signoria e di sovranità sulle isole Canarie e concedeva ai capitani artefici della conquista (i conquistadores) la nomina di governatori ed il potere di effettuare il repartimientos cioè la spartizione dei bottini di guerra. Verso la fine del '400 sia nel Portogallo che nella Spagna aumenta l’interesse per le imprese d’oltremare: Il Portogallo sotto Giovanni II era orientato verso l’India mentre la Spagna sotto Ferdinando il Cattolico ed Isabella di Castiglia voleva completare la Reconquista (guerra Santa contro i Mori che occupavano la Penisola Iberica) e privilegiava la costruzione di un impero Euro-Africano.

Cristoforo Colombo (1492-1502)

Colombo, convinto da Paolo Toscanelli della sfericità della terra e che la rotta occidentale fosse la più breve per raggiungere l’Asia senza prevedere la presenza di un altro continente, l’America, elaborò il progetto di raggiungere le Indie orientali partendo dalle coste atlantiche dell’Europa: rotta inversa rispetto a quella effettuata da Marco Polo via Terra.

Colombo presenta il suo progetto prima a Giovanni II, re del Portogallo, che dà risposta negativa perché non crede alla fondatezza del progetto e non vuole investire energie al di fuori dell’Africa. Poi si rivolge ai re cattolici, Ferdinando il Cattolico ed Isabella di Castiglia, che all’inizio danno risposta negativa a causa delle ristrettezze finanziarie e gli impegni della corona nella Reconquista, ed in seguito (1492) danno risposta positiva grazie alla Vittoria di Granada con il completamento della Reconquista (la liberazione della Spagna dai Mori).

Il 17 aprile 1492 la Spagna con la Capitolazione di Santa Fé concede a Colombo il titolo di ammiraglio, viceré e governatore delle terre eventualmente scoperte ma allo stesso tempo rivendica allo stato la legittimità dinastica della spedizione, stesso principio attuato nella conquista delle Canarie.

Il 3 agosto 1492 Colombo partì per la prima spedizione con tre caravelle: la Nina, la Pinta e la Santa Maria. Il 12 ottobre 1492 dopo una tormentissima navigazione Colombo avvista la terra. Crede di essere arrivato nelle Indie Orientali o in Cina o Giappone ma in realtà è a Guanahani, isola delle Bahamas, ribattezzata San Salvador. La seconda spedizione si rivela una delusione sia per i suoi uomini che per la corona perché Colombo torna a casa solo con un carico di schiavi. Il 30 maggio 1498: Colombo cominciò la terza spedizione, Raggiunse il Messico, le coste dell’America latina. A Santo Domingo, disordini, violenze, epidemie rendono difficile la sua amministrazione ed accusato di corruzione viene arrestato. Isabella interviene, lo libera e gli affida nel 1502 l’ultima spedizione durante la quale costeggia le Honduras e si spinge ancora più a sud ma poi ritorna in Spagna dove muore il 20 maggio 1506.

Le spedizioni di Colombo generarono due problemi: legittimazione dinastica della conquista e ridefinizione del trattato di Alcáçovas che stabiliva le aree di influenza della Spagna e del Portogallo.

Legittimazione dinastica della conquista

Il primo problema che la colonizzazione pone è l’organizzazione della conquista, l’individuazione di un equilibrio tra il riconoscimento del potere statale sui territori d’oltremare e la soddisfazione delle aspettative di arricchimento e di sfruttamento dei conquistadores, la legittimazione dinastica della conquista.

La corona spagnola risolse questo problema con la logica dei compromessi (caratteristica principale del periodo coloniale del regno do Carlo V). La Corona spagnola usò diversi strumenti per stabilire il rapporto con i conquistatori e favorire le colonizzazioni transoceaniche:

  • La licenza reale: l’impresario, in cambio di servizi per la Corona, riceveva il titolo di adelantado (comandante) che gli conferiva il diritto di signoria, un potere amministrativo e militare, il privilegio di fondare città e distribuire terre.
  • Il requerimiento: uno strumento usato dalla corona per far accettare agli indios la conquista; in base ad esso se gli indios avessero accettato la conquista e riconosciuto il papa come signore del mondo e il re di Castiglia come destinatario delle terre d’oltremare per donazione del Pontefice allora sarebbero stati riconosciuti come leali vassalli altrimenti si sarebbe fatto ricorso alle armi ed alla forza.
  • L’encomienda: strumento più importante della colonizzazione spagnola ed era una concessione temporanea di diritti di signoria su terre, città, castelli, villaggi fatta dalla corona ai singoli soggetti (encomendero) senza però nessun titolo di proprietà restando sotto il rigido controllo della corona.

Ridefinizione del trattato di Alcáçovas

Il trattato stabiliva le aree di influenza della Spagna e del Portogallo. Nel 1493 il papa Alessandro VI Borgia, uno spagnolo, con la bolla Inter Cetera, assegnava alla corona di Castiglia ogni isola o terraferma scoperta o ancora da scoprire a ovest e a est di una linea tracciata dall’artico o polo nord all’antartico o polo sud che passava 100 leghe a ovest e a sud dalle Azzorre ed isole di Capo Verde. Tale bolla decretava quindi la linea di demarcazione tra i territori spagnoli e portoghesi che si trovava a 100 miglia ad ovest di Capo Verde: tutto ciò che era ad est della linea era del Portogallo mentre tutto ciò che era ad ovest era della Spagna il cui territorio era dunque più esteso. Il Portogallo non accettava tale divisione sancita dalla bolla papale. Nel 1494 il trattato di Tordesillas definiva le zone di influenza di Spagna e Portogallo: L’oceano Atlantico era diviso da una linea immaginaria situata a 370 leghe a occidente delle isole di Capo Verde; alla sua destra c’erano le colonie portoghesi, verso Africa ed Asia, e alla sua sinistra quelle spagnole verso il Nuovo Mondo, l’America.

Espansione portoghese e spagnola dopo Colombo

Dopo l’avventura di Colombo ed il trattato di Tordesillas continuano le espansioni transoceaniche del Portogallo e della Spagna.

Espansione portoghese

Il Portogallo all’inizio del '500 comprende:

  • Le isole agricole degli arcipelaghi dell’Atlantico (Capo Verde, Azzorre).
  • Una vasta area dell’Africa dalla Sierra Leone al Congo la cui risorsa era il commercio degli schiavi.
  • Il territorio indiano che si estendeva nell’oceano Indiano dal basso Mozambico fino alla costa cinese la cui risorsa più importante era il commercio delle spezie di cui il Portogallo possedeva il monopolio.
  • Brasile di cui la risorsa più importante era la piantagione dello zucchero che il Portogallo commercializzava attraverso il porto di Lisbona.
  • Le Filippine in Asia.

Nel 1497 Vasco de Gama doppia il Capo di Buona Speranza, attraversa l’Africa orientale e raggiunge un anno dopo Calicut, in India, ricca di spezie di cui il Portogallo possiede il monopolio. L’interesse del Portogallo si spostava da oriente ad occidente verso l’America Latina ed il Brasile. Tra il 1500-1501 Amerigo Vespucci raggiunse le coste del Brasile. Tra il 1519 e il 1522 Magellano, parte dall’America Meridionale, supera lo stretto che porterà il suo nome (stretto di Magellano) ed attraversa l’oceano Pacifico raggiunge le Filippine in Asia.

Espansione spagnola

La Spagna si estendeva dal Golfo del Messico, alle Antille verso il continente latino-americano lungo la Cordigliera Andina: grazie alla conquista delle isole caraibiche della Giamaica, Portorico, Cuba, Panama e Yucatan, rimpiazza il Portogallo nella fornitura d’oro in Europa. Nel 1519 Cortés occupò il Messico distruggendo la civiltà degli Aztechi. Nel 1522 Pizarro e Almagro attaccano il Perù e distruggono l’impero Inca, uccidendo l’imperatore e sterminando la popolazione per impossessarsi dell’oro. Tra il 1540-1560 vengono conquistate lo Guatemala, San Salvador, Honduras, Cile, Bolivia.

Cap. Il Rinascimento e stato moderno

Caratteristiche del Rinascimento

Al Rinascimento era attribuita una forte carica di modernità in contrapposizione al Medioevo. Il periodo rinascimentale si divide in tre tappe:

  • L’origine nel XIV secolo (1300).
  • La maturità tra il XV e la prima metà del XVI (1400-1550).
  • Lo stadio finale nella seconda metà del XVI (1550-1600).

Ha origini italiane e dura circa due secoli e mezzo: in Italia la nascita delle signorie costituisce il primo passo verso lo stato moderno; la fase intermedia è costituita dalla progressiva centralizzazione del potere; la fase matura è caratterizzata dall’assolutismo. La fase della sua maturità è caratterizzata da profondi mutamenti culturali, socio-economici e politici che investono in tempi diversi i paesi europei:

  • Mutamenti culturali riguardano visioni del mondo, mentalità, comportamenti e fondamentalmente il passaggio dall’universalismo medievale a una nuova concezione dell’uomo come individuo e alla celebrazione dell’opera dell’uomo nel mondo.
  • Mutamenti economici e sociali si hanno con la Rivoluzione dei Prezzi.
  • Mutamenti nella struttura politica fanno dello stato moderno la nuova forma di organizzazione politica interna e internazionale.

Gli stati moderni e le nuove forme della vita politica

Tra il 1400 ed il 1600 quasi tutti gli stati europei hanno una forma di organizzazione politica simile rappresentata dallo “Stato moderno” o “Stato del Rinascimento”. “Lo stato moderno” indica una forma di organizzazione politica diversa rispetto a quella del medioevo e che regola il sistema dei rapporti in Europa tra il 1400 e il 1600. La sua origine è nella crisi degli ordinamenti medievali.

Gli Stati moderni sono strutturalmente così organizzati:

  • Al vertice c’è il sovrano, titolare del potere che proviene direttamente da Dio, giudice supremo e legislatore. È assistito nella sua attività da un Consiglio del Re.
  • Un insieme di organismi burocratici con potere esecutivo amministra i diversi settori dello stato e le istituzioni periferiche. Si costituiscono rappresentanze diplomatiche stabili negli stati esteri.

Questo tipo di stato è chiamato moderno perché ha elementi nuovi rispetto alle organizzazioni politiche medievali che sono comuni a quasi tutti gli stati europei nel corso del XVI secolo come:

  • Tendenziale unificazione del territorio e delimitazione dei confini.
  • Tasse imposte in modo più o meno uniforme su tutto il territorio statale.
  • Sistema di leggi valido sull’intero territorio.
  • Protezione del territorio all’interno e all’esterno: formazione di un esercito professionale.
  • Una tendenziale concentrazione del potere: unificazione legislativa, giudiziaria e fiscale del paese.
  • Invadenza del potere centralizzato nella vita civile tramite il fisco e il diritto.
  • Molteplicità delle giurisdizioni.
  • Divisione tra titolarità del potere spettante al sovrano e l’effettivo esercizio affidato all’amministrazione pubblica.

Il principio fondamentale che distingue stato moderno da medievale è l’unicità della funzione sovrana: deve conquistarsi piena autonomia, deve essere divisa, deve poter contare su una forza e una base di unicità indipendente.

L'Europa degli stati tra la fine del 1400 e il primo 1500

In Francia, Spagna ed Inghilterra, che riuscirono ad attuare un livello superiore di unificazione nazionale, si costituisce lo “stato nazionale” che indica entità politiche etnicamente e geograficamente omogenee. In Russia c’è uno “stato autocratico”. Nell’Impero Ottomano c’è uno “stato dispotico”. In Germania lo Stato Moderno si forma su due piani: Impero e Stati Territoriali.

La Francia, la Spagna e l'Inghilterra

Francia

Tra la fine del 1400 e i primi anni del 1500, con la sconfitta di Carlo il Temerario, re di Borgogna, la conquista della Borgogna da parte di Luigi XI e l’annessione della Provenza si compie l’unificazione geopolitica della Francia che porta ad un’organizzazione del sistema politico non più basata sul feudalesimo, il re è a capo di una gerarchia di vassalli, ma sulla Monarchia assoluta:

  • Al vertice del sistema politico c’è il Re che esercita il potere assoluto: tutti i decreti legislativi sono redatti in nome del re e si riferiscono al diritto pubblico: amministrazione, giustizia e finanza.
  • Il re è assistito nell’attività governativa dal Consiglio del Re, formato da consiglieri intimi del re ciascuno con funzioni specializzate per prendere decisioni su questioni politiche, giudiziarie e finanziarie e pertanto il Consiglio Del Re si articola in sezione di stato con competenze politiche, consiglio “des parties” giuridiche, consiglio delle finanze finanziarie.

La Monarchia francese per snellire il sistema politico con una molteplicità di funzioni nel 1547 creò quattro segretari del re che fossero responsabili ciascuno dei quattro dipartimenti in cui era diviso il regno e su cui il re poteva contare per l’esercizio del potere esecutivo. Al progetto di massima centralizzazione del potere della monarchia francese si oppose l’assemblea rappresentativa dell’intera comunità francese.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rod75 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Suor Orsola Benincasa di Napoli o del prof Fiorelli Vittoria.
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