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Storia moderna

Studia le vicende umane nel tempo (l’antropologia studia l’uomo in quanto tale). Mark Block dice che lo storico è un “orco” che fiuta l’uomo dietro le istituzioni, gli ordinamenti e dietro ciò che pare più freddo. Da greco la parola “storia” vuol dire “narrazione, indagine (iotopia)”.

È una scienza umano-sociale: studia cosa ha fatto l’uomo.

Età medievale, moderna e contemporanea

Età medievale: è un’età di mezzo, ha una dimensione come “mezzo tra due cose” quindi presuppone qualcosa prima e qualcosa dopo.

Età moderna: è ferma, determinata. È un concetto forte, può inglobare (1492-1815).

Età contemporanea: non può inglobare perché non ha una dimensione ferma (continua, si sposta, è nomade).

Per modernità si intende l’espansione dell’Europa nel mondo; per storia moderna si intende la rottura con il mondo passato tramite forti cambiamenti; per età moderna si indicano gli avvenimenti sia bruschi sia sedimentati per lungo periodo che hanno influito sugli aspetti della società.

Dalla scoperta alla conquista (la prima divisione del mondo)

1453: cade Costantinopoli (ultima roccaforte rimasta dell’impero bizantino) per mano turca. Crolla così l’idea che il mondo fosse quello romano (i turchi erano considerati la barbarie).

1455: a Gutemberg c’è l’invenzione della stampa che sconvolge la comunicazione, dando la possibilità di creare e diffondere consenso tra gli uomini.

  • Espansione portoghese e spagnola (XV sec d.C.)

Il Portogallo può contare sulla disponibilità di capitali dei mercanti italiani; in Andalusia anche sorgono fondazioni commerciali ad opera di fiorentini, pisani e genovesi. Una ulteriore spinta alle spedizioni transoceaniche è data dalla diffusione dell’economia monetaria. La tecnica geografica viene sviluppata: viene rivista la mappa tolemaica del mondo e il geografo Strabone avanza l’ipotesi che l’Africa possa essere circumnavigata. Come imbarcazione vi è la “caravella”, facilmente manovrabile perché di piccole dimensioni e la Spagna possiede la bussola.

Il Portogallo si spinge verso le coste e le regioni settentrionali dell’Africa. I veneziani ed i genovesi, a servizio della Corona portoghese, sono i protagonisti e vengono scoperte le isole di Capo Verde. Nel 1487 Bartolomeo Diaz battezza il capo di Buona Speranza e viene esplorata la Guinea. Avviene lo sfruttamento delle risorse: oro, avorio, pepe e zucchero e nel 1441 abbiamo la prima tratta nota degli schiavi.

Per spiegare la conquista delle terre e l’assoggettamento delle popolazioni africane, i giuristi inventarono la formula della “terra di nessuno” (terra nullius), ovvero di una terra non sottoposta ad alcuna signoria, abitata da selvaggi senza leggi civili o disabitata. Pertanto vi era la possibilità di imporre la signoria portoghese sui territori africani con il semplice atto della scoperta e dell’occupazione. Due sono i limiti dell’impero coloniale in Africa: le difficoltà dello Stato di gestire razionalmente le risorse e la forte dipendenza dai mercati stranieri (specialmente quelli italiani, fiamminghi e tedeschi).

La Spagna attua l’occupazione castigliana delle isole Canarie, colonizzazione terminata il 1479 con il trattato di Alcacovas tra Portogallo e Spagna: le Canarie vengono cedute alla Spagna mentre le isole dell’Atlantico e le coste africane vengono lasciate al Portogallo (sono le coste al sud di Capo Bojador).

Il principio seguito per spiegare le occupazioni dei territori era la fede: una campagna contro gli infedeli. La regina Isabella di Castiglia si riservò i diritti di signoria delle isole Canarie ma nominò dei governatori e concesse ai capitani divisioni del bottino e di cariche pubbliche (le loro funzioni politiche furono revocate).

Figura chiave di questo periodo è Cristoforo Colombo, il quale era intenzionato a raggiungere le Indie Orientali partendo dalle coste atlantiche dell’Europa; egli si basò sui miti e fantasie di terre sconosciute oltre oceano, sulle mappe medievali, sugli studi geografici arabi e di Paolo Toscanelli (aveva ipotizzato che la via più breve per raggiungere l’Asia fosse la rotta occidentale). Colombo presenta il progetto della navigazione a Giovanni II, re del Portogallo, ma riceve una risposta negativa per due motivi: il re era perplesso circa la fondatezza del progetto e vi erano difficoltà nell’investire le energie al di fuori dell’impegno africano. Colombo, quindi, si rivolge ad Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona (sovrani cattolici): in un primo momento riceve un rifiuto per le ristrettezze finanziarie, successivamente ottiene l’appoggio.

Tappe importanti del 1492

  • Completamento da parte dei re cattolici della “Reconquista”: il regno di Granada è liberato dai Mori (la Spagna è libera dai turchi)
  • Abbiamo la capitolazione di Santa Fe: Colombo è ammiraglio e governatore delle terre eventualmente scoperte.
  • Durante la prima spedizione di Colombo con le tre caravelle (Nina, Pinta, Santa Maria), raggiunge il “Nuovo Mondo” credendo fosse l’Asia (era l’America in realtà) e battezza San Salvador nelle Bahamas. Da questa scoperta derivò uno sconvolgimento delle realtà economiche poiché iniziò ad esserci un mondo globalizzato; si contemplò un’umanità cresciuta al di fuori del mondo cristiano noto e ci si chiedeva come poter considerare quei popoli, ovvero “dannati” o “destinati alla Salvezza” (ci si rifaceva alla lettera di S. Paolo, in cui il Santo affermava che il vangelo fosse stato annunciato a tutti i popoli). Gran parte della popolazione indigena fu sterminata anche a causa di malattie portate dagli europei, furono distrutti i loro ordini sociali provocando forti crolli demografici. Furono importati mais, patata, pomodoro e tabacco.

Una seconda spedizione fu motivata da ambizioni economiche e Colombo usufruì di un equipaggio di 17 navi. Egli tornò però solo con un carico di schiavi. Parteciparono contadini o “hidalgos”, ovvero cavalieri senza titolo nobiliare. Durante questa spedizione raggiunse il Messico.

Da una terza spedizione inviata con sei navi, Colombo tornò con oro, perle e preziosi; toccò le coste dell’America Latina ma la base più importante, Santo Domingo, fu teatro di disordini, violenze ed epidemie. Colombo fu accusato di corruzione e venne imprigionato per ordine della corte. Fu inviato in catene in Spagna, dove Isabella lo liberò e gli concesse una quarta ed ultima spedizione ove Colombo costeggiò le Honduras per poi morire in Spagna abbandonato da tutti.

Per legittimare la conquista e rinegoziare il trattato di Alcacova, papa Alessandro VI Borgia con la sua bolla “Iter cerera” assegnava alla Corona di Castiglia ogni isola scoperta o ancora da scoprire ad ovest ed est di una linea tracciata dal Polo Nord al Polo Sud. Il Portogallo vi si oppone.

Nel 1494 viene siglato il trattato di Tordesillas il quale sanciva la divisione delle zone di influenza spagnola e portoghese. Fu tracciato un confine ad Occidente delle isole di Capo Verde: alla sua destra (oriente) vi era il Portogallo e alla sua sinistra (Occidente) la Spagna.

  • Linea espansionistica del Portogallo

Via delle Indie orientali (conquista del Brasile)

Vasco da Gama, che cercava “cristiani e spezie” arriva a Calicut. I portoghesi credevano vi fossero sovrani cristiani in India. Torna dalla spedizione con un carico di spezie ed inizia il predominio portoghese su questo mercato.

Magellano, insieme al secondo ufficiale Antonio Pigafetta, raggiunge le isole Filippine, dove viene ucciso dagli indigeni. La corona portoghese cerca di applicare nelle terre transoceaniche le leggi della madrepatria. Tuttavia crea insediamenti militari in Brasile per contrastare le aspirazioni della Francia. All’inizio del XVI sec. d.C. l’impero portoghese comprende: l’Arcipelago dell’Atlantico (Azzorre, Capo Verde), l’Africa (da Sierra Leone al Congo), l’Estado da India (zona che si estende nell’oceano indiano e comprende la Carrera de India, rotta marittima che collega Lisbona con Goa).

La ricchezza dell’impero è passeggera: le attività agricole non soddisfano la popolazione in aumento e per il grano dipende dalla Francia e dal Nord Africa. Le attività commerciali sono controllate da mercanti stranieri.

  • Linea espansionistica della Spagna

Lungo la Cordigliera andina, verso il golfo del Messico e le Antille, conquista di Portorico e Cuba, così fornisce oro all’Europa (periodo dei conquistadores).

Hernan Cortes (1519) viene messo a capo della spedizione nel Messico: sconfigge gli Aztechi, rafforza il suo esercito con soldati reclutati tra le popolazioni sottomesse, uccide i principi locali, reprime rivolte e fa giustiziare l’imperatore azteco Montezuma.

Almagro Pizzarro in Perù attaccano e distruggono l’impero Inca in modo brutale e ne conquistano la capitale Cuzco.

La conquista e la colonizzazione avrebbero dovuto seguire delle linee guida per la costruzione dell’impero: sovranità esclusiva delle nuove terre legate alla madrepatria, importante contributo alle finanze statali, evangelizzare. I conquistadores, erano solo avidi di ricchezze.

L’Inghilterra cerca di insediare la conquista spagnola. La Germania partecipa alla corsa al Nuovo Mondo con mercanti e progressi delle scienze geografiche e cartografiche, da Norimberga provenivano le migliori bussole e carte geografiche. Si sviluppa il sentimento comune di “superiorità della civiltà europea”, l’unico destino dei selvaggi era la schiavitù. Juan Gines Sepulveda sostenne l’operato dei conquistadores affermando l’esistenza di uomini schiavi per natura; Bartolomè de Las Casas invece, pur essendo uno di loro, ne condannò le atrocità compiute in Messico e nel Perù. Egli cercò di dimostrare l’uguaglianza dei nativi, le loro virtù morali che dovevano essere uno stimolo per i cristiani.

Il colonialismo europeo fu favorito dall’ignoranza militare e politica delle popolazioni americane.

Concetto di Rinascimento

Il Rinascimento rappresenta un’epoca di trasformazioni che investono gran parte dell’Europa (XIV-XVI sec d.C.). Gli elementi principali sono: ritorno all’antico, l’uomo si afferma in quanto individuale e non solo come membro di una comunità. Lo Stato diventa la nuova forma di organizzazione politica interna ed internazionale.

La nascita dello Stato Moderno vede il passaggio dalla monarchia feudale a quella nazionale. Nella prima i sovrani locali gestiscono il territorio e possono concorrere alla sovranità globale, nella seconda invece vi è un accentramento del potere nelle mani di un solo sovrano e l’alleanza tra il re e la borghesia, oltre alla formazione di apparati statali su un territorio ben delimitato.

Gli stati europei hanno una comune struttura: re (il cui potere viene da Dio) → unico legislatore e giudice, consigliere del re, nobiltà, clero, apparati amministrativi. Lo stato moderno e “del Rinascimento” sono diversi dallo stato nazionale: nello stato moderno l’organizzazione del potere è diversa da quella medievale mentre nello stato nazionale abbiamo entità politiche omogenee sia geograficamente che etnicamente.

La Francia

L’unificazione geopolitica avviene con la sconfitta di Carlo il Temerario, la conquista della Borgogna operata sotto Luigi IX e l’annessione della Provenza. Il re di Francia è il capo di una gerarchia di vassalli. Tra questi troviamo i parlamentari, che avevano il compito di registrare le ordinanze papali: per il re era un atto formale di pubblicazione, per loro era un giudizio, ovvero le leggi non venivano divulgate se considerate inadatte. Ciò diede origine a conflitti tra le due fazioni (soprattutto nel XVI sec).

L'Inghilterra

La monarchia si era consolidata dopo la Guerra delle Due Rose; si rafforzò con Enrico VII Tudor che aveva combattuto i residui poteri dei feudatari. Con Enrico VIII abbiamo Thomas Cromwell che cercava di attuare un progetto di concentrazione del potere nello Stato (vengono soppressi i privilegi speciali presenti nel Paese). Nel Parlamento figurano due Camere: quella ereditaria dei Lord e quella elettiva dei Comuni. Viene proclamata la “Common Law”, una legge comune indipendente dal sovrano.

La Spagna

Il matrimonio tra Ferdinando d’Aragona ed Isabella di Castiglia pone pace tra le casate. Si ha l’annessione di Granada e Navarra, la quale viene liberata dai turchi (i sovrani vengono nominati “Re Cattolici”). Essi rispettano le tradizioni dei due territori: sono assolutisti nell’ambito castigliano e costituzionali in quello aragonese.

La Russia

Ivan III unifica la Russia liberandola dai Mongoli. Lo zar si sentiva erede dell’impero romano d’Oriente e dei sovrani bizantini; il suo ideale politico era un’autarchia ortodossa cristiana (e qui avviene lo scontro con i feudatari). Affida alla piccola nobiltà provinciale alcune funzioni amministrative. Si predilesse all’antica nobiltà una di servizio dello zar, quindi le terre dai primi passarono ai secondi e dure leggi resero diffusa e pesante la servitù della gleba, soprattutto sotto Ivan IV detto “il Terribile”.

La Germania

La formazione dello stato è legato al rapporto del principe con i ceti, i quali hanno poteri in ambito militare, giudiziario e finanziario. In una prima fase hanno appoggiato il potere del principe sul piano centrale e l’hanno indebolito su quello locale. Nella seconda fase di questo processo di formazione statale, sono stati paritetici del principe nella formazione dello Stato.

Impero ottomano

Nel 1453 i turchi conquistano Costantinopoli e si espandono in Siria ed Egitto. Nell’impero turco manca la proprietà privata della terra; il sultano sfrutta come possedimenti imperiali personali le fonti di ricchezza. Non c’è separazione tra Stato e Chiesa musulmana. I cavalieri ricevono terre in cambio del servizio militare prestato ma non sono possedimenti ereditabili (quindi non si crea un feudalesimo). Non viene eseguito alcun tentativo di unificazione tra le diverse etnie.

Durante il XIV-XVI sec. la popolazione aumenta con il conseguente aumento della richiesta agricola (si estendono le aree coltivabili). La richiesta di prodotti siderurgici, tessili, emerge con la figura del mercante imprenditore.

L'Italia nelle guerre per il predominio europeo

Nel 1454 la pace di Lodi mise fine allo scontro fra Venezia e Milano, garantendo all'Italia quarant'anni di pace stabile. Milano e il Regno di Napoli non possono contare su una signoria locale radicata da secoli (come ad es. Firenze), né una politica aristocratica ed oligarchica (come Venezia). Tuttavia nel sistema degli stati italiani, ve ne erano alcuni forti paragonabili a quelli europei:

  • Il Ducato di Savoia aveva il fondamento nella dinastia
  • Lo Stato della Chiesa aveva il suo fondamento nel diritto divino
  • Firenze poggiava su una grande tradizione politica cittadina
  • Venezia era l’unica struttura statale efficiente.

Nessuno di essi, però, riusciva ad imporsi sugli altri stati. L’unico elemento che permetteva all’Italia di giocare un ruolo nella scena europea era la politica dell’equilibrio: leghe, proposte dai due centri più forti (Venezia e lo Stato della Chiesa).

Carlo VIII e la fine dell’indipendenza del regno di Napoli

Carlo VIII tra il 1492 e il 1493, mediante una serie di trattati stipulati con Enrico VII d'Inghilterra, Ferdinando e Isabella di Spagna e Massimiliano I d'Asburgo, si era assicurato un solido appoggio per la riconquista del Regno di Napoli, quale eredità angioina ma che era nelle mani degli aragonesi. La sua impresa in Italia fu favorita dall’appoggio di un partito filo francese presente soprattutto nel Mezzogiorno e dallo sfruttamento di potenti macchine da guerra.

Carlo poté avvalersi anche dell’appoggio di un principe italiano: Ludovico il Moro. Milano si trovava in una situazione delicata: Galeazzo Maria Sforza era stato ucciso in una congiura e il potere passò nelle mani del figlio, fatto assassinare dallo zio Ludovico Sforza (detto Il Moro). Quest’ultimo strinse alleanza con Carlo VIII per consolidare il suo potere illegittimo e per difendersi dalla minaccia aragonese (il figlio era sposato con la figlia del re di Napoli, Ferrante d’Aragona). Il Moro spronò il re francese a far valere i suoi diritti nel Meridione: il regno era pseudo-papale legato alla dinastia angioina.

Ludovico Sforza, così, permise il passaggio delle truppe di Carlo attraverso il Ducato di Milano; inoltre Firenze, retta dall'inetto Piero de' Medici (successore di Lorenzo il Magnifico) scese a umilianti accordi con il sovrano d'oltralpe. Piero fu cacciato dalla città dove si proclamò una Repubblica. Carlo VIII entrò a Roma: allora vi era il papa Alessandro VI. Questi era asserragliato in Castel Sant'Angelo e, dopo due settimane di difficili trattative, decise di stringere un accordo con il re francese, offrendo libero passaggio all'esercito francese sul suolo pontificio in cambio del giuramento di obbedienza del re verso il Papa. Dopo aver superato l’ostacolo romano, Carlo VIII scese alla volta del Regno di Napoli. Qui Re Alfonso, intravedendo una situazione di pericolo per la sua persona, cedette la corona di Napoli al figlio Ferdinando II e riparò in Sicilia.

Alessandro VI inviò ambasciatori da Enrico VII e dall'Imperatore Massimiliano d’Asburgo, incitando i vari Stati Italiani a formare una Lega Santa a cui parteciparono l'imperatore, il Papa, lo stesso Ludovico il Moro, Venezia e la Spagna. Quando gli spagnoli sbarcarono in Calabria, Carlo VIII capì la pericolosità della situazione e si affrettò a riprendere la via del ritorno risalendo la penisola.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

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