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L'assolutismo di Luigi XIV

Luigi XIV, figlio di Luigi XIII e di Anna d'Austria, ereditò la corona a 5 anni nel 1643. Con la morte di Mazzarino nel 1661, assunse il potere. Il suo regno durò 72 anni.

Il regno di Luigi XIV

Il suo regno rappresentò l'apogeo dell'assolutismo monarchico e in questo periodo la Francia esercitò una supremazia sul resto d'Europa. La Francia assunse il ruolo di nazione guida in fatto di cultura, gusto, cucina e moda. La reggia di Versailles era il modello a cui si ispiravano le altre dinastie regnanti. L'educazione di Luigi XIV, soprannominato anche Re Sole, era stata curata da Mazzarino, il suo maestro. Per governare, egli preferì servirsi di ministri di nascita modesta. La direzione delle finanze venne affidata nel 1661 a Jean Baptiste Colbert.

La struttura del governo

Era importante il ruolo del Consiglio superiore, un organo ristretto che comprendeva i ministri della guerra, degli affari esteri, delle finanze e presieduto sempre dal re. Si riuniva il Consiglio dei dispacci che esaminava la corrispondenza ricevuta dalle province, il Consiglio delle parti e il Consiglio delle finanze. Gli intendenti rafforzarono il proprio potere sotto il regno di Luigi XIV; la loro autorità si estese ai settori più svariati. Venivano nominati dal re e furono le cinghie di trasmissione della volontà regale, gli occhi e le mani dell'amministrazione centrale delle province e furono portavoce degli interessi locali delle élite sociali. Gli officiers invece erano i detentori di uffici venali, e in questa categoria rientravano i consiglieri e i presidenti dei tribunali superiori e dei Parlamenti. Componevano quasi una forza intermedia tra la società e lo Stato. Per il funzionamento del sistema fu essenziale assicurarsi la fedeltà degli officiers.

Il potere giuridico

Il Re Sole fu una personalità carismatica, capace e desiderosa di tutto vedere e tutto regolare da sé. L'esempio della giustizia è il più adatto a mostrare i limiti dell'assolutismo francese. Nelle campagne, la amministravano i giudici nominati dai signori feudali. I giudici regi godevano di una notevole autonomia. Le norme che essi erano chiamati ad applicare variavano in larga misura da luogo a luogo. Nel nord della Francia prevaleva il diritto consuetudinario. Gli Stati provinciali che sopravvivono in diverse regioni, i pays d'états, conservavano importanti poteri come la possibilità di contrattare con la corona l'ammontare delle imposte da pagare.

La vita a Versailles

Luigi XIV proseguì la vita itinerante tra Parigi e le varie residenze ma nei primi anni Ottanta la corte si trasferì a Versailles. Nel palazzo vennero ospitate quasi diecimila persone. Una rigida etichetta regolava la vita a corte che ruotava attorno alla persona del re: la sua camera da letto era al centro del palazzo e i momenti della sua giornata assumevano il carattere di rappresentazioni teatrali. Il soggiorno a Versailles si trasformava per la nobiltà francese in una prigionia dorata, che costringendola a vivere sotto gli occhi del re e allentando i suoi legami con i territori d'origine ne riduceva l'indipendenza e le possibilità d'azione politica. Durante il suo regno non ci furono episodi di anarchia nobiliare come la Fronda.

L'economia e la società rurale

Fuori da Versailles si estendeva il Paese con venti milioni di francesi da cui Re Sole traeva gli effettivi delle proprie armate così come il denaro che ne sorregge lo splendore e la potenza. Le tecniche agricole non erano cambiate dai secoli del Basso Medioevo. Il concime scarseggiava a causa del rapporto sfavorevole tra agricoltura e allevamento e la scarsa produttività dell'agricoltura era legata alla struttura della proprietà. Accanto agli estesi possessi del clero, dei nobili e dei borghesi di città vi era una diffusa proprietà contadina. Il contadino tipo dedicava le sue cure al proprio fazzoletto di terra, allevava qualche animale da cortile ma per campare aveva bisogno di prendere altra terra in affitto o a mezzadria, di lavorare a giornata e di integrare il lavoro agricolo. Il feudatario del luogo esigeva un censo annuo su tutte le terre sotto sua giurisdizione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/02 Storia moderna

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