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Re Sole per assicurarsi l’alleanza dei principi tedeschi, degli Stati baltici e dello stesso re

d’Inghilterra Carlo II, per corrompere e ricattare ministri e diplomatici stranieri, per suscitare rivolte

nei Paesi nemici. Massicce furono le spese militari. L’esercito fu riorganizzato; i suoi effettivi

passarono gradualmente dai 65000 uomini del 1667 ai 280000 del 1678 e ai 400000 del 1705. Alle

vecchie forme di reclutamento si aggiunse dal 1688 un embrione di coscrizione obbligatoria, la

milizia, con compiti di difesa locale, basata sul sorteggio tra i celibi all’interno di ogni parrocchia. I

soldati di Luigi XIV potevano contare su servizi logistici di una certa efficienza. Grande sviluppo

ebbero i corpi dell’artiglieria e del genio, e le piazzeforti, soprattutto lungo i confini nordo-orientali.

La prima occasione per mettere alla prova la macchina bellica venne offerta dalla guerra di

devoluzione contro la Spagna basata sulla rivendicazione di parte dell’eredità spagnola da parte di

Luigi XIV in nome della moglie Maria Teresa, figlia di primo letto del defunto re di Spagna Filippo

IV. L’occupazione francese della parte meridionale dei Paesi Bassi preoccupò l’Olanda e

l’Inghilterra che esercitarono forti pressioni su Luigi XIV perché interrompesse la sua avanzata.

Con la pace di Aquisgrana furono riconosciuti al re di Francia i vantaggi territoriali fino allora

acquisiti nelle Fiandre. Ma il risentimento del Re Sole nei confronti dell’Olanda portò da lì a pochi

anni alla riapertura delle ostilità. Nel 1672 la Francia e l’Inghilterra dichiararono guerra alle

Province Unite. Gli Stati Generali allora opposero la decisione disperata di aprire le dighe che

riparavano dalle acque delle province di Utrcht e della Gheldria, trasformando così l’Olanda in

un’isola inaccessibile. Il ruolo guida assunto da Guglielmo III d’Orange, l’entrata in guerra di

Spagna e Impero contro la Francia, la decisione dell’Inghilterra di firmare una pace separata con

l’Olanda e la sconfitta dell’alleato svedese imposero infine a Luigi XIV la firma della pace di

Nimega. A farne le spese fu la Spagna, costretta a cedergli la Franca Contea oltre ad altri lembi

delle Fiandre.

Luigi XIV riprese subito la sua politica di espansione occupando Strasburgo e Casale nel

Monferrato. Nel 1683-1684 riaprì le ostilità contro la Spagna. Nel 1686 venne stipulata ad Augusta

una lega difensiva tra Spagna, Impero, Svezia e Olanda. Nell’autunno 1688 ci fu l’invasione

militare del Palatinato ordinata da Luigi XIV. Nel 1689, quando le ostilità ebbero inizio, alla Lega

d’Augusta aderirono anche l’Inghilterra, in seguito all’ascesa al trono di Guglielmo d’Orange e il

duca di Savoia Vittorio Amedeo II. Le prime fasi del conflitto videro le armi francesi all’offensiva;

in Irlanda esse appoggiarono lo sbarco effettuato dallo spodestato re d’Inghilterra Giacomo II Stuart

ma egli dovette lasciare l’isola dopo la sconfitta subita nella battaglia della Boybe del luglio 1690.

Sul mare la flotta francese venne distrutta da quella inglese nel 1692; anche nei Paesi Bassi gli

eserciti di Luigi XIV incontrarono un’accanita resistenza. Nel 1696 Luigi XIV stipulò una pace

separata col duca di Savoia, cui cedete la fortezza di Pinerolo. La pace generale ristabilì per il resto

la situazione antecedente il conflitto e annullò gran parte delle annessioni francesi degli anni

Ottanta.

Al malessere generato dalla miseria, dalla guerra, dalle tasse e dalle carestie fa riscontro un

incupirsi della vita di corte a Versailles, dove il vecchio re, morta nel 1683 la prima moglie Maria

Teresa d’Asburgo era caduto sotto l’influenza della bigotta madame Francoise d’Aubignè de

Maintenon, da lui sposata morganaticamente nel 1648, e di confessori gesuiti. L’opposizione sorda

contro l’assolutismo di Luigi XIV si manifestava in vari modi: nelle sommosse popolari spontanee,

provocate dalla miseria e dalla disperazione, nella contestazione, da parte degli operatori economici,

di una politica che sacrificava l’agricoltura al commercio e imprigionava ogni attività in una gabbia

di regolamenti e di divieti, nella rivendicazione di maggiori poteri da parte di esponenti dell’alta

aristocrazia come il duca di Saint Simon e l’arcivescono di Cambrai Fènelon.

Anche nella filosofia, nella religione, nella letteratura e nell’arte di affermavano nuovi indirizzi che

ponevano in discussione i principi sostenuti dalla corte.

Gli ultimi anni di Luigi XIV furono contristati da lutti familiari, quali la scomparsa del gran Delfino

seguita da quella del duca di Borgogna, il nipote. Nel 1715 a Parigi si accesero fuochi di gioia alla

notizia della morte del vecchio despota. Il successore era un bambino, Luigi d’Angiò, il secondo

figlio del duca di Borgogna: per la Francia si profilava dunque un’altra reggenza.


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Valeder

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della politica e dell'amministrazione
SSD:
Docente: Sanna Piero
Università: Sassari - Uniss
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Valeder di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia moderna e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Sassari - Uniss o del prof Sanna Piero.

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